Madonna di Piedigrotta

Parrocchia S.Maria di Piedigrotta – Napoli

Title

  • Home
  • Sinodo della Chiesa di Napoli
    • Sinodo – fase narrativa
    • Sinodo – fase sapienziale
    • Sinodo – documento conclusivo
      • Documenti del vescovo
    • Incontri di formazione
    • Tra cielo e mare - Incontri per il Sinodo
  • La Parrocchia
    • Vita di Parrocchia
    • Gruppi Parrocchiali
      • Battesimo
      • Catechesi
      • Giovani
      • Percorso preparazione al matrimonio
      • Progetto Famiglie 4.0
        • Il nostro passato
          • Sintesi degli incontri
          • Progetti e Iniziative
      • Famiglie Insieme
        • I passi di Famiglie Insieme
      • Fede e Luce
      • Andare Oltre
      • Missione SAFA
    • Foglio mensile
    • Catechesi parroco
      • Archivio Catechesi parroco
    • Letture Domenicali
  • Bicentenario Unione Canonici
    • Vite esemplari
  • La Storia
    • Il Santuario
    • Le pietre che parlano
    • I CANONICI
    • La Devozione Popolare
    • Il Centenario
    • I campeggi di Piedigrotta
    • Piedigrotta sui social
  • Ricordiamoli
    • I Ragazzi di don Giusto
    • Omelie di don Giovanni Sansone
    • Catechesi di don Giovanni Sansone
    • Ricordo di don Giovanni Sansone
  • Cerco – Offro aiuto
  • Contatti

Tag Archives: parroco

Read more..

Catechesi del parroco – Novembre 2016

Archivio Catechesi parroco

“Un fiore che non muore”:
un frutto dell’anno della Misericordia

Cari amici parrocchiani,
Ottobre, il mese vocazionale che ci ha fatto riscoprire la chiamata laicale, matrimoniale, catechetica, sacerdotale e religiosa, è appena terminato. Il cammino è però ancora aperto e siamo chiamati a portar frutti di vita tramite la nostra quotidiana risposta alla chiamata di Dio.
par_060Siamo anche nella fase finale del giubileo straordinario della Misericordia di cui papa Francesco ci ha fatto dono per riscoprire quanto grande sia l’Amore di Dio riversato in ciascuno nonostante le proprie miserie. Il Giubileo si concluderà il prossimo 20 novembre con la chiusura della Porta Santa di San Pietro. Papa Francesco chiede che i frutti dell’anno santo siano concretizzati anche da “opere-segno” verso i più deboli ed i diseredati. Pure il nostro arcivescovo, il cardinale Cresecenzio Sepe, attraverso le sue lettere pastorali ci invita ad una maggiore attenzione verso i bisogni della città.
Noi come parrocchia ci siamo ultimamente impegnati, oltre all’aiuto concreto della cena agli “amici di strada” distribuita ogni lunedì, a prestare servizio alla mensa dei poveri dell’Arco Mirelli, gestita dal mese scorso dal nostro decanato sotto la direzione del nostro diacono Gianni Improta.
Inoltre, come parrocchia insieme al IV decanato, ci siamo impegnati a portare avanti un progetto, ormai in fase di attualizzazione, di realizzazione di 9 bagni/docce (4 per uomini e 4 per donne e uno per disabili) e di due guardaroba (maschile e femminile) in una struttura rappresentata da un locale di circa 450 mq, nella parte a piano terra, dell’ Ostello della Gioventù ed il cui contratto di comodato d’uso è stato regolarmente firmato con l’Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù dalla nostra Parrocchia. Con il Consiglio Pastorale Parrocchiale del 13 ottobre si è deciso di promuovere l’iniziativa di “un fiore che non muore” che consiste nel destinare le offerte, provenienti dalla raccolta dei funerali, a favore dei poveri del nostro territorio e a sostenere le tante spese per la mensa e per il progetto docce, pubblicando periodicamente il bilancio.
Infine un particolare pensiero in questo mese di novembre in cui siamo maggiormente invitati a ricordare i nostri cari defunti. Sarebbe bello, nel limite delle nostre possibilità, fare un pellegrinaggio che ci porti alle tombe dei nostri “cari” per soffermarci e condividere con loro la nostra adesione a Cristo Risorto aiutati da questa preghiera che propongo e riporto di seguito. Sono certo che questi nostri impegni, accompagnati dallo sguardo materno di Maria, Madonna di Piedigrotta, porteranno frutti e fiori d’amore.
Non sappiamo né il giorno,
né l’ora, né il modo,
ma abbiamo la fede
nella Tua promessa.
Rivedremo coloro
che abbiamo amato
e con loro vivremo
nella Tua vita divina.
La morte non distrugge
la comunione d’amore
che ci unisce tutti.
Vivi e morti, con l’Eucarestia,
siamo un solo corpo nella Chiesa.
Oggi nella Comunione dei Santi, Padre,
ti preghiamo per …………
(nome dei cari defunti)
e tutti i defunti: sono morti, ma vivono.
Vivono per il Tuo amore e Ti amano in pienezza;
vivono del loro amore per tutti noi.
E ora, nel grande silenzio del tempo che non passa,
Tu sei il loro silenzio,
Tu la parola eterna che non muore.
In Te riposano come semi nascosti nella terra.
In Te anche se morti, vivono.
Abbracciali anche per noi e abbraccia noi
che siamo in cammino
verso la Tua luce. Amen

Don Franco Bergamin
parroco

Read more..

Catechesi del parroco – Ottobre 2016

Archivio Catechesi parroco

Vocazione: Dono della Divina Misericordia

Cari Amici,

Ma cosa è ottobre? È l’Autunno, l’inizio della scuola, la ripresa delle varie attività, il mese missionario… E, in un mese così intenso, nella fatica della ripresa, si mette “carne sul fuoco”… questo ottobre 2016 è, infatti, anche “mese vocazionale”.

par_059Un fatto straordinario, deciso, dalla comunità sacerdotale e parrocchiale di S. Maria di Piedigrotta, per onorare l’Anno Giubilare della Misericordia indetto da Papa Francesco.

La Vocazione, sostiene il Papa, è Dono della Divina Misericordia. La Vocazione da rileg-gere, riscoprire, da approfon-dire la propria vocazione per agire.

Vocazione significa chiamata. Allora, chi chiama? Molto semplicemente, chiama chi ama. Quindi, Dio, che ci ama, ci chiama. Ecco perché è importante rileggere la nostra vita e la nostra vocazione alla luce dell’Amore misericordioso del Padre. Potremmo, a questo punto, dire che la vocazione è un fatto personale. E lo è, sicuramente, un fatto di coscienza personale, come risposta di adesione, come un sì.

Ma, in quanto dono, riguarda anche tutta la comunità ecclesiale. Infatti, la vocazione nasce, cresce ed è coltivata nella Chiesa.

Quale miglior tempo, quindi, per ripensare, rileggere la propria vita proiettandosi verso il futuro proprio con lo slancio di chi, dopo la pausa estiva, riprende in mano la propria vita stessa?

Per questo motivo, per questo slancio, ottobre è il tempo migliore, per fare di esso il mese vocazionale: il periodo più opportuno per pensare alla propria vocazione e alle vocazioni specifiche, quelle canonicali, sacerdotali, religiose. E saremo aiutati, a vivere “questo tempo”, nei vari gruppi; dai propri animatori e catechisti, dai sacerdoti, dalle riflessioni domenicali, dai sussidi che ci verranno consegnati, dai canti scelti. E, possono esserci di aiuto, anche la comunità sacerdotale e un gruppo vocazionale, guidato da don Marco, che insieme, durante il periodo estivo, si sono preparati per questo avvenimento e, soprattutto, per sostenerci e spronarci a raggiungere il meglio in questo cammino.

Ovviamente ci affidiamo a Maria di Piedigrotta, Regina delle Grazie e Madre delle Vocazioni.

Buon cammino e ’a Maronna c’accumpagne!

Don Franco Bergamin
parroco

Read more..

Catechesi del parroco – Giugno 2016

Archivio Catechesi parroco

Sorrido e… guardo il cielo

Cari amici e parrocchiani,

la chiusura anticipata delle scuole a motivo delle elezioni politiche, ha fatto accelerare tutte le scadenze, i saggi scolastici e agonistici, tutte le attività di fine anno scolastico, e di conseguenza ha messo già in noi la voglia di vacanze, il bisogno di un po’ di meritato riposo, la necessità di “staccare la spina” da quelle che sono le nostre attività di routine, da quello che è il nostro quotidiano affannarsi, correre, lavorare, preoccuparsi, vivere …. Stacchiamo la spina per ritrovare noi stessi, ritrovare i legami con le persone che amiamo, il nostro rapporto con la famiglia, con gli altri, con il mondo, con l’ambiente …

par_054.jpgMa c’è una spina che non dobbiamo mai staccare: il nostro rapporto con Dio. Esso va continuamente mantenuto collegato perché alimenta la nostra vita. Il tempo estivo è occasione favorevole per mantenere viva questa alimentazione vitale. Non solo perché si ha più tempo a disposizione, ma soprattutto perché si hanno tante possibilità che ci invitano a pensare a Dio. Basti pensare alla meraviglia che abbiamo a due passi da noi il golfo di Napoli; allo straordinario azzurro del mare; all’immenso splendore del cielo; alle svettanti ed incantevoli montagne; al riposante colore dei monti, dei colli e dei boschi; al profumo dei fiori, del legno, dell’erba; allo svettante e slanciante volo degli uccelli; allo scintillante e colorato sfavillio delle farfalle; agli incantevoli paesaggi; alla gentilezza e alla straordinarietà delle persone dei vari luoghi; … tutto questo potrebbe essere per noi motivo di stupore, di gioia e di lode al Signore. In ogni momento del nostro tempo potremmo tramutare in lode la nostra meraviglia e innalzare subito un inno a Dio. Ci può aiutare il salmo 8 che dice:

O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l’uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare.
O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.

Questo testo potremmo copiarlo, fotocopiarlo, portarlo con noi per convertire in lode a Dio quello che ancora riesce a stupirci. C’è chi parte e chi resta. Tutti abbiamo la possibilità di poterci imbattere in qualcosa di bello o qualche persona particolarmente gentile. Quindi tutti abbiamo la possibilità di stupirci come i bambini.

Nel frattempo la nostra comunità parrocchiale non chiuderà i battenti. Continueremo tutte le celebrazioni festive e feriali con il consueto orario. Continuerà la vita liturgica, di preghiera e soprattutto la devozione a Maria. Dal 9 luglio al 3 settembre avranno luogo i “nove sabati” in preparazione alla festa della Madonna di Piedigrotta. Alle ore 7 del mattino si aprirà la chiesa per la recita del S. Rosario con antichi canti e tradizionali preghiere.

Seguirà alle ore 8 la celebrazione della S. Messa e la processione al trono della Regina delle Grazie, la Madonna di Piedigrotta. A settembre, al nostro rientro per le feste di Piedigrotta, vi posso anticipare che il cardinale ha fatto della nostra basilica, chiesa giubilare in cui si potrà avere l’indulgenza plenaria il giorno 8 settembre, solennità della Natività di Maria e il giorno 12 settembre, festa del SS. Nome di Maria.

Vi auguro una buona estate con un simpatico pensiero di papa Francesco: “Non sorridiamo perché qualcosa di buono è successo ma qualcosa di buono succederà perché sorridiamo.”

Buon sorriso.

Don Franco Bergamin
parroco

Read more..

Catechesi del parroco – Maggio 2016

Archivio Catechesi parroco

Maggio, un fiore per la Mamma

par_053.jpg

Nel nostro mensile “Qui Piedigrotta” di aprile scorso, per contrastare la filosofia del tiramm’ a campa’ rivolgevo l’invito a vivere e a spendere bene la nostra vita di ogni giorno nell’amore e con amore. Citavo alcune persone che vivono e donano la vita per gli altri: i genitori, i coniugi, gli insegnanti, i medici.
Mi ha fatto piacere che la riflessione sia stata apprezzata e condivisa da diverse persone. Alcune mi hanno fatto presente che ci sono anche altre categorie di persone che non sono state da me citate. Ovviamente la mia era una semplice riflessione di catechesi attualizzata e non aveva la presunzione di essere esaustiva. Con piacere riporto una riflessione che mi è stata inviata: – … Ho condiviso in pieno tutto ciò che hai scritto. Se posso permettermi, avrei solo aggiunto anche questo: Penso a quei figli che si prendono cura con amore e dedizione dei propri genitori anziani, non lasciandoli soli e nell’abbandono. Una categoria che potevi citare. Ho pensato, in questa società dello scarto, a tutte quelle persone che spendono il proprio tempo e la propria vita per star vicine alle persone anziane accudendole e non liberandosene, rinunciando con grandi sacrifici anche a se stessi. Un altro dei tanti modi di amare e donarsi! Altro che Tiramm’ a campa’…. –

E’ vero! C’è tanta gente, uomini e donne, genitori e figli, che nel proprio piccolo e nella quotidianità si donano con amore: un amore grande, di dedizione, di sacrificio, di donazione, totalitario, unico, … Tra tutte queste persone mi piace, soprattutto in questo mese di maggio in cui c’è una festa dedicata proprio a lei, porre l’attenzione su una speciale categoria che sicuramente sta nelle prime posizioni delle nostre classifiche: la mamma. Ci sarebbero tante cose da dire sulla mamma. Mi piace, a proposito, parlarne con una poesia napoletana:

‘A mamma

Chi tene a mamma, è ricco e nun o sape.
Chi a vo’ bbene è felice e nun l’apprezza.
Pecchè l’ammore ‘e na mamma
na ricchezza, è comme o mare
ca nun fernesce mai.
mamma tutto te da’ e nun te chiede,
e si te vede e chiagnere, senza sape’ pecchè,
t’abbraccia e te dice:”Figlio!!!”
E chiagne ‘nsieme a te.
(Salvatore Di Giacomo)

Pensando all’amore che ognuno di noi ha ricevuto dalla propria mamma, penso ad ogni madre, a ciascuna donna che ha generato vita, all’amore grande che ognuna di esse dona ai propri figli e ci fa, oggi, dire: GRAZIE MAMMA. Vorrei, in modo particolare, citare una mamma, la mamma di tutte le mamme, il modello di donna-sposa-madre, la madre di tutti i viventi: MARIA. Mi piacerebbe che in questo mese di maggio riservassimo a lei la nostra attenzione dedicandole del tempo con la preghiera del rosario (in casa, in chiesa, davanti alle edicole a lei dedicate) e magari offrendole un fiore. I fiori più graditi da Maria, la nostra Mamma celeste, siamo noi. Come segno di riconoscenza del suo amore per noi possiamo offrirle un fiore, un disegno o una poesia/preghiera: lo faremo comunitariamente il 15 maggio durante la messa della comunità (ore 10,30). Per concludere ripropongo la preghiera che due sorelline, nostre “piccerelle”, hanno composto in occasione del concorso “Artisti per la Madonna” del 2015.

Alla Madonna di Piedigrotta

Madonna ‘e Piererotta
Tu ca si’ ‘a riggina d’ ‘o mare
e tiene ‘mbraccia ‘stu bellu Bambeniello,
dacce cunfuorto e curaggio:
ie pure tenimm’ ‘e figlie
e ‘e vulimm’ salvà,
sfidann’ ‘o mare ‘ntempesta,
e scafiste senza cuscienza,
cercanne d’arrivà
addò putimme campà.

Giuseppina e Laura Milo di anni 11 e 8.
Poesia premiata al 1° concorso “Piccoli madonnari” (2015)

‘A Maronna v’accumpagne!

Don Franco Bergamin parroco

Read more..

Catechesi del parroco – Aprile 2016

Archivio Catechesi parroco

Pasqua: tiramm a campa’?

Un’espressione che in questo anno e mezzo di permanenza a Napoli e durante le mie visite alle famiglie ho sentito più volte. Inizialmente la interpretavo filosoficamente, come un modo di vivere senza preoccupazioni, di un fiducioso abbandono alla Provvidenza. Mi sembrava bello. Poi ho compreso meglio che questo modo di dire esprime un demotivato sopravvivere, un tirare avanti alla meno peggio, un badare solo ad esistere, un sussistere senza speranza. Questo mi sembra molto riduttivo, tanto povero, per niente bello. Non credo che da cristiani si possa accettare.
 
par_052.jpgSiamo chiamati per vocazione a vivere la vita. Una nota canzone religiosa degli anni ’90 edita dal gruppo musicale Gen Verde canta così: “Vivere la vita con le gioie e coi dolori di ogni giorno, è quello che Dio vuole da te. Vivere la vita e inabissarti nell’amore è il tuo destino è quello che Dio vuole da te”.

Dio vuole che noi viviamo quotidianamente ed intensamente la nostra vita e che non tiramm a campa’. Vuole che la nostra vita sia vissuta nell’amore.

Gesù ci ha dato un esempio. Ha vissuto la sua vita di amore fino in fondo, fino al sacrificio della croce. Nell’amore ha speso tutto della sua vita, l’ha data, donata, offerta, condivisa con amore. Non ha certo tirato a campa’. Non pensiamo solo alla fine della sua esistenza terrena ed alla croce. Consideriamo anche il Gesù dei tre anni della predicazione in cui stava con la gente e viveva con essa; interloquiva con le prostitute e con gente «poco raccomandabile»; mangiava a casa di tutti, dei pubblicani, peccatori e l’accusavano pure di essere un mangione e un beone. Gesù viveva la vita e, nello stesso tempo, restituiva vita.

Dio cosa vuole da noi?

Vuole che tu, io, noi, tutti viviamo la nostra vita di ogni giorno nell’amore e con amore. Vuole che si abbia il coraggio di spendere bene e con amore la nostra vita.

Spenderla per chi?

Penso alle madri e ai padri che vivono con amore la vita per i figli. Ai mariti che offrono con amore la vita alle proprie mogli e ugualmente le spose al proprio sposo. Mi vengono in mente gli insegnanti che con tanta ed amorevole dedizione si spendono per la formazione alla vita dei propri alunni. Considero la premurosa cura dei medici per rimettere in salute la vita. Poi i consacrati, i sacerdoti, le religiose che si donano alla Chiesa per la vita degli altri; i missionari e i volontari che si spendono affettuosamente per i più bisognosi; tutti coloro che svolgono attentamente e premurosamente il proprio lavoro a servizio dei fratelli e per la loro vita.

Domandiamoci: “Ma io per chi spendo la mia vita? Investo o sperpero la mia vita? Come mi dono? O sono tra quelli che tirano a campa’? Se anche io dicessi tiramm a campa’ allora sarei come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia o come la tartaruga che si ritira nel suo guscio. In verità, sarei un cristiano fermo ancora alla quaresima e difficilmente vedrò la Pasqua.

Se invece riuscissi con la mia vita a cantare “Vivere la vita è l’avventura più stupenda dell’amore, è quello che Dio vuole da te. Vivere la vita e generare ogni momento il paradiso è quello che Dio vuole da te”, allora potrei proprio dire che per me è Pasqua e posso con amore, gioia, entusiasmo, grazia, fiducia, dono, impegno, convinzione generare, alimentare, donare, offrire, concepire Vita.

Buona Pasqua!

Don Franco Bergamin
parroco

Read more..

Catechesi del parroco – Marzo 2016

Archivio Catechesi parroco

La SPERANZA nella CROCE

Cari Amici,
in questo tempo quaresimale, stiamo visitando le famiglie della parrocchia per l’annuale benedizione pasquale. In queste visite, noi sacerdoti, portando la benedizione desideriamo portarvi anche la pace e la gioia del Signore. La visita è un modo per conoscerci, incontrarci, comunicarci la fede e donarci la pace. È anche un momento di fede, di consolazione, di gioia e di
SPERANZA, quali doni di Dio. Ho evidenziato la parola speranza perché è di essa di cui voglio
par_051.jpgparlare. Ringrazio innanzitutto, anche a nome dei miei confratelli don Giovanni, don Marco e don Mattia, tutti voi per la vostra calorosa accoglienza e per la benevola fiducia che ponete in ciascuno di noi. Voi aprite a noi non solo le porte della casa ma anche quelle della famiglia e quella dei vostri cuori confidandoci e affidandoci, in un tempo seppur breve, il vostro vissuto, la passione che avete per la vita, le gioie che vivete, la sofferenza che sopportate, i dolori fisici e morali che patite, le ingiustizie che subite, ecc… In quel breve spazio di tempo consegnate veramente la vostra vita nelle nostre mani. Noi spesso di fronte a tutto questo gioiamo con voi per le vostre gioie e soffriamo con voi per le vostre sofferenze. Nello stesso tempo, di fronte a certe situazioni di disagio, di sofferenza, di dolore, di ingiustizia, di abbandono…, ci sentiamo davvero impotenti e ci chiediamo: “Cosa possiamo fare?” Personalmente ho imparato a fare una cosa, a non farmi carico di tutto perché soccomberei sotto il peso di tanta tristezza, sofferenza, dolore, ma “astutamente” affido tutto a Gesù Crocifisso. Ogni sera, di ritorno dalla visita alle vostre famiglie, tramite la preghiera, consegno a Lui Flagellato, Rifiutato, Deriso, Disprezzato, Denigrato, Spogliato, Umiliato, Abbandonato…, il fardello che mi porto a casa e sento in cuor mio che il Crocifisso mi dice: “Non ti preoccupare, ci penso io”. Ormai lo so, me lo dice pure la mia esperienza di prete, che davvero Lui, prima o poi, arriva a tutto e a tutti. Come? Mediante la Croce. Con la Croce si fa carico di tutte le nostre esigenze, delle difficoltà e soprattutto delle nostre sofferenze e le trasforma in gioia, felicità, letizia, esultanza… Per questo mi sento di essere portavoce di una speranza che, come direbbe San Paolo, sarebbe vana senza la croce. Una speranza che guarda alla croce, attinge il suo fondamento dalla croce. S. Agostino dice: “mi fa paura l’uomo che vive senza speranza e l’uomo che vive nella speranza senza fondamento”. Quale è il fondamento della speranza? Riporto un pensiero del filosofo Massimo Cacciari che dice: “ma come può la speranza essere certa se rimane speranza? Allora il testimoniare questo, predicare questa agonia, questo a me interessa del teologo, cioè di colui che è appeso alla croce, non di colui che la spiega. Qui trovo una differenza con il mio ragionamento che mi spinge alla relazione con l’altro”. E Roberto Benigni aggiunge: “C’è sempre una speranza con Gesù. Io credo che c’è speranza anche all’Inferno, se c’è Gesù”.

Mi piace completare un’affermazione di Papa Benedetto XVI il quale dice: “L’uomo vive finché c’è speranza” con una mia affermazione: “il cristiano e la speranza vivono finché c’è la croce”. È quella croce che siamo chiamati a portare seguendo l’invito di Gesù: chi mi vuol seguire prenda la sua croce e mi segua” (Lc 9,23). Qualcuno potrebbe obiettare affermando che portare ogni giorno la croce rende la nostra vita pesante, faticosa, triste… È vero se ci si ferma soltanto alla croce. Ma non è così se si vive la croce con la stessa SPERANZA con cui l’ha vissuta Cristo. Quella speranza che ha trasformato la croce in una croce gloriosa: la RISURREZIONE.

Con la SPERANZA nella CROCE, RISORGIAMO.

BUONA PASQUA!

Don Franco Bergamin
parroco

Read more..

Catechesi del parroco – Febbraio 2016

Archivio Catechesi parroco

MISERICORDIA = “GREMBO CHE GENERA”

Cari Amici,

in questo mese entreremo nel tempo forte della quaresima, i quaranta giorni che ci preparano alla grande festa della Pasqua.

par_050.jpgSarà per noi cristiani un tempo favorevole per vivere non solo la nostra conversione che ci porterà a risorgere a vita nuova con il Risorto, ma soprattutto il tempo propizio per entrare concretamente nell’anno giubilare della Misericordia, iniziato l’8 dicembre scorso.

Giubileo è, come dice la parola, un anno di gioia speciale, in cui riconciliarsi con se stessi e con gli altri. Papa Francesco l’ha chiamato della “Misericordia” perché “la fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi (Misericordiae Vultus 1), l’architrave che sorregge la vita della Chiesa.

Misericordia è una parola che, soprattutto in questo anno giubilare, siamo invitati a riscoprire e ad accogliere. Ci sono alcune interpretazioni etimologiche per comprendere meglio il significato della parola stessa. La più conosciuta la fa derivare dal latino “miseris-cordare” che significa: dare il cuore ai miseri o alle nostre miserie. Alcuni giorni fa il cardinal Ravasi, in una sua omelia, facendo riferimento al termine ebraico rahahim da dove deriva il termine in oggetto, ha parlato di misericordia come del “grembo (della donna) che genera” e, quindi, paragonava la Misericordia all’amore che Dio ha per tutti noi come quello di una madre per i propri figli.
La Misericordia è il modo di essere di Dio. Egli dà tutto se stesso, per sempre, gratuitamente, senza nulla chiedere in cambio. perché è Amore. “Questo amore – dice papa Francesco – è ormai reso visibile e tangibile in tutta la vita di Gesù. La sua persona non è altro che amore, un amore che si dona gratuitamente. Le sue relazioni con le persone che lo accostano manifestano qualcosa di unico e di irripetibile. I segni che compie, soprattutto nei confronti dei peccatori, delle persone povere, escluse, malate e sofferenti, sono all’insegna della misericordia. Tutto in Lui parla di misericordia. Nulla in Lui è privo di compassione.” (Misericordiae Vultus 8).

Perché si insiste tanto sulla Misericordia? Gesù ci ha dato un compito importante: “Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6,36). Noi come cristiani e come Chiesa abbiamo il compito di portare questo messaggio a tutti gli uomini. Il papa dice: “La Chiesa ha la missione di annunciare la misericordia di Dio, cuore pulsante del Vangelo, che per mezzo suo deve raggiungere il cuore e la mente di ogni persona…. È determinante per la Chiesa e per la credibilità del suo annuncio che essa viva e testimoni in prima persona la misericordia. Il suo linguaggio e i suoi gesti devono trasmettere misericordia per penetrare nel cuore delle persone e provocarle a ritrovare la strada per ritornare al Padre. La prima verità della Chiesa è l’amore di Cristo. Di questo amore, che giunge fino al perdono e al dono di sé, la Chiesa si fa serva e mediatrice presso gli uomini. Pertanto, dove la Chiesa è presente, là deve essere evidente la misericordia del Padre. Nelle nostre parrocchie, nelle comunità, nelle associazioni e nei movimenti, insomma, dovunque vi sono dei cristiani, chiunque deve poter trovare un’oasi di misericordia.” (Misericordiae Vultus 12).

Ho cercato di riproporre solo alcune indicazioni che ci sono state suggerite da papa Francesco nella sua bolla di indizione dell’anno giubilare. In quarta pagina di questo numero di “qui Piedigrotta” si riportano altri suggerimenti per vivere bene questo anno di misericordia a partire dal prossimo tempo di Quaresima.

Un abbraccio a ciascuno di voi.

Don Franco Bergamin
parroco

Read more..

Catechesi del parroco – Gennaio 2016

Archivio Catechesi parroco

VINCI L’INDIFFERENZA E CONQUISTA LA PACE

Cari Amici,

par_049.jpg“Dio non è indifferente! A Dio importa dell’umanità, Dio non l’abbandona! All’inizio del nuovo anno, vorrei accompagnare con questo mio profondo convincimento gli auguri di abbondanti benedizioni e di pace, nel segno della speranza, per il futuro di ogni uomo e ogni donna, di ogni famiglia, popolo e nazione del mondo, come pure dei Capi di Stato e di Governo e dei Responsabili delle religioni. Non perdiamo, infatti, la speranza che il 2016 ci veda tutti fermamente e fiduciosamente impegnati, a diversi livelli, a realizzare la giustizia e operare per la pace. Sì, quest’ultima è dono di Dio e opera degli uomini. La pace è dono di Dio, ma affidato a tutti gli uomini e a tutte le donne, che sono chiamati a realizzarlo.”
Con queste parole papa Francesco ha aperto il messaggio per la celebrazione della 49a giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2016 dal tema “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”. Sono parole belle, ricche di speranza, un bell’augurio per tutti noi. L’intero messaggio di pace è incoraggiante e stimolante. Riporto alcuni punti salienti.

Innanzitutto Francesco ci invita a custodire le ragioni della speranza a partire dal Giubileo della Misericordia in cui vuole “invitare la Chiesa a pregare e lavorare perché ogni cristiano possa maturare un cuore umile e compassionevole, capace di annunciare e testimoniare la misericordia, di «perdonare e di donare», di aprirsi «a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali senza cadere «nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza l’animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge». … L’indifferenza costituisce una minaccia per la famiglia umana. Mentre ci incamminiamo verso un nuovo anno, vorrei invitare tutti a riconoscere questo fatto, per vincere l’indifferenza e conquistare la pace”.
L’indifferenza, dice il papa, è l’atteggiamento di chi chiude il cuore non considerando gli altri, o di chi chiude gli occhi per non vedere quello che lo circonda. Elenca, poi, alcune forme di indifferenza: verso Dio, verso il prossimo e verso il creato. Queste indifferenze favoriscono ingiustizie, divisioni e violenze in vista del conseguimento del proprio benessere. Per vincere l’indifferenza è necessario promuovere una cultura di solidarietà e di misericordia, frutti di una propria conversione personale del cuore. Francesco riconosce lo sforzo immane per costruire la pace, frutto di solidarietà e misericordia, che viene fatto sotto diversi punti di vista: educazione, organizzazioni e gruppi caritativi, dentro e fuori la Chiesa, ma soprattutto all’interno delle famiglie: “Quante famiglie, poi, in mezzo a tante difficoltà lavorative e sociali, si impegnano concretamente per educare i loro figli “controcorrente”, a prezzo di tanti sacrifici, ai valori della solidarietà, della compassione e della fraternità!”.
Bellissimo l’elogio ai giovani “che si uniscono per realizzare progetti di solidarietà, che aprono le loro mani per aiutare il prossimo bisognoso nelle proprie città, nel proprio Paese o in altre regioni del mondo. Voglio ringraziare e incoraggiare tutti coloro che si impegnano in azioni di questo genere, anche se non vengono pubblicizzate: la loro fame e sete di giustizia sarà saziata, la loro misericordia farà loro trovare misericordia e, in quanto operatori di pace, saranno chiamati figli di Dio”.
Infine il papa ci invita a vivere la pace nello spirito del Giubileo della Misericordia con queste parole: “ciascuno è chiamato a riconoscere come l’indifferenza si manifesta nella propria vita e ad adottare un impegno concreto per contribuire a migliorare la realtà in cui vive, a partire dalla propria famiglia, dal vicinato o dall’ambiente di lavoro”.
Del messaggio per la pace di papa Francesco mi sono soffermato sui punti in cui ci auguriamo di impegnarci insieme, in questo nuovo anno, a realizzare con speranza e nella misericordia un mondo migliore e di pace.

BUON ANNO di Pace e di Misericordia.
Un abbraccio a ciascuno di voi.

Don Franco Bergamin
parroco

Read more..

Catechesi del parroco – Dicembre 2015

Archivio Catechesi parroco

AVVENTO: APRIRE LA PORTA…

Carissimi amici parrocchiani,
la prima domenica di Avvento segna l’inizio di un nuovo anno liturgico. L’avvento è un periodo che
prepara la comunità cristiana all’incontro con il Signore che viene. È un tempo che ci invita ad accoglierlo.

par_048.jpgMa come fare se le porte della nostra vita e quella dei nostri cuori sono chiuse?
I recenti avvenimenti di Parigi ci hanno talmente spaventati e preoccupati da renderci chiusi, intimoriti; vediamo intorno a noi, soprattutto negli stranieri, possibili terroristi; viviamo la nostra quotidianità senza speranza e ci sentiamo totalmente divisi.
C’è un canto liturgico per il tempo di Avvento che “suona” così: “Aprite le porte a Cristo, è Lui il redentore, speranza ai vostri giorni porterà. Voi dite: siamo divisi chi ci potrà riunire? Ma viene Lui, l’Amore e nuova comunione creerà.”
Credo che il tempo di Avvento sia il tempo non solo di grande speranza e di attesa carica di entusiasmo, ma anche il tempo di rinnovata apertura e di gioiosa accoglienza. Noi cristiani siamo chiamati a testimoniare con esultanza tutto questo con gioiosa e vera speranza. Papa Francesco, durante l’udienza del 18 novembre scorso, ha parlato con toni forti: “Niente porte blindate nella Chiesa, niente! Tutto aperto! Una Chiesa inospitale, così come una famiglia rinchiusa in sé stessa, mortifica il Vangelo e inaridisce il mondo”. Accogliamo questo straordinario e forte appello del papa e cominciamo ad aprire le tante nostre porte chiuse: quelle della Chiesa, della famiglia, della vita, del cuore, delle relazioni,…

Siamo alle soglie dello straordinario Giubileo indetto da papa Francesco con la sua bolla “Misericordiae vultus” che si inaugurerà con l’apertura della porta santa della Basilica di S. Pietro in Vaticano, l’8 dicembre prossimo e man mano si apriranno le porte delle basiliche, cattedrali, ecc. Queste aperture saranno soltanto gesti simbolici perché a me piace pensare che Dio abbia già aperto la porta della sua Misericordia, anzi, che non l’abbia mai chiusa. La porta della Misericordia di Dio è una porta sempre aperta, giorno e notte, non conosce stagioni, vacanze, ferie, festività. Non conosce chiusure. È una porta che non viene mai murata, non è blindata, non ha chiavistelli nè serrature. E’ la porta dell’Amore di Dio per noi: sempre APERTA. Per essa possiamo liberamente entrare ed uscire restando con Lui o allontanandoci da Lui. Quella porta rimane comunque e stabilmente aperta per ogni eventuale ritorno a Lui, al suo amore. Perfino la porta della cella può significare, per i detenuti, “il passaggio della Porta Santa, perché – dice il papa – la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, è anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà”.
Allora apriamo la porta della nostra vita, del nostro cuore, anzi, come ci ha testimoniato San Giovanni Paolo II, “spalanchiamo le porte a Cristo”.
Spalancare le nostre porte a Cristo sarà il nostro Avvento.
Passare per la porta della Misericordia di Dio sarà, invece, il nostro Giubileo.
Buon Avvento, ma soprattutto Buon Giubileo!

Don Franco Bergamin
parroco

Read more..

Catechesi del parroco – Novembre 2015

Archivio Catechesi parroco

Prepariamoci al Giubileo
Straordinario della Misericordia

Carissimi,
tra poco più di un mese, l’8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione, papa Francesco darà inizio al 
par_055.pngGiubileo Straordinario della Misericordia. Il Papa ha pensato a questo periodo come tempo favorevole per la Chiesa, per rendere più forte ed efficace la testimonianza cristiana, tenendo fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dell’agire del Padre. La Porta Santa verrà aperta dal Papa come la Porta della Misericordia dove, chiunque entrerà, potrà sperimentare l’amore di Dio che consola, che perdona e dona speranza. Ho pertanto pensato che sia bene usufruire di questa nostra pagina, sin da ora, per cominciare a prepararci a vivere meglio questo particolare ed eccezionale evento. Tutti siamo chiamati in prima persona a sperimentare l’amore del Padre attraverso la riconciliazione, e noi parrocchiani siamo maggiormente coinvolti poiché la nostra basilica di S. Maria di Piedigrotta è stata designata dai sacerdoti di Chiaia e Posillipo come “Oasi di Misericordia” per il IV decanato. Nel nostro Santuario ci saranno diverse celebrazioni giubilari e sarà punto di riferimento anche per le Confessioni. Pertanto, con il Consiglio Parrocchiale Pastorale e con quello degli Affari Economici, si è pensato di adibire la prima cappella a destra (entrando) a “Cappella della Riconciliazione” come primo segno dell’Anno Santo. Gli altri segni saranno comunitari e personali perché frutti della propria esperienza con la Misericordia di Dio. Ora lascio lo spazio alle parole di papa Francesco tratte dalla Bolla di indizione del Giubileo straordinario della Misericordia Misericordiae Vultus per una personale riflessione e preparazione all’evento.
Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth. Il Padre, «ricco di misericordia» (Ef 2,4), dopo aver rivelato il suo nome a Mosè come «Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà» (Es 34,6), non ha cessato di far conoscere in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina. Nella «pienezza del tempo» (Gal 4,4), quando tutto era disposto secondo il suo piano di salvezza, Egli mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore. Chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14,9). Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona rivela la misericordia di Dio. Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. È fonte di gioia, di serenità e di pace. È condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità. Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro. Misericordia: è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita. Misericordia: è la via che unisce Dio e l’uomo, perché apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato. Un Anno Santo straordinario, dunque, per vivere nella vita di ogni giorno la misericordia che da sempre il Padre estende verso di noi. In questo Giubileo lasciamoci sorprendere da Dio. Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita. La Chiesa sente in maniera forte l’urgenza di annunciare la misericordia di Dio. La sua vita è autentica e credibile quando fa della misericordia il suo annuncio convinto. Essa sa che il suo primo compito, soprattutto in un momento come il nostro colmo di grandi speranze e forti contraddizioni, è quello di introdurre tutti nel grande mistero della misericordia di Dio, contemplando il volto di Cristo. La Chiesa è chiamata per prima ad essere testimone veritiera della misericordia professandola e vivendola come il centro della Rivelazione di Gesù Cristo. Dal cuore della Trinità, dall’intimo più profondo del mistero di Dio, sgorga e scorre senza sosta il grande fiume della misericordia. Questa fonte non potrà mai esaurirsi, per quanti siano quelli che vi si accostano.
Ogni volta che ognuno ne avrà bisogno, potrà accedere ad essa, perché la misericordia di Dio è senza fine. Tanto è imperscrutabile la profondità del mistero che racchiude, tanto è inesauribile la ricchezza che da essa proviene. In questo Anno Giubilare la Chiesa si faccia eco della Parola di Dio che risuona forte e convincente come una parola e un gesto di perdono, di sostegno, di aiuto, di amore. Non si stanchi mai di offrire misericordia e sia sempre paziente nel confortare e perdonare. La Chiesa si faccia voce di ogni uomo e ogni donna e ripeta con fiducia e senza sosta: «Ricordati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre» (Sal 25,6).

Don Franco Bergamin
parroco

Posts navigation

← Previous 1 2 3 4 … 8 Next →

Archivio Articoli

Articoli per Categorie

Agenda

ingrandisci

Articoli Recenti

I RAGAZZI DELLA CRESIMA

I RAGAZZI DELLA CRESIMA

Grazie ai ragazzi della cresima e alle loro catechiste (Patrizia e Delia) che ci hanno deliziato domenica 24 maggio di questo “spettacolo” con le ombre cinesi per riassumere il cammino […]

More Info
La comunità di Piedigrotta alla moschea di Napoli

La comunità di Piedigrotta alla moschea di Napoli

Sabato 16 maggio la comunità di Piedigrotta si è recata alla moschea Zayd Ibn Thabit, accolta dall’Imam Abdellah Massimo Cozzolino in un clima di autentica fraternità. Quest’esperienza nasce [...]

More Info
Sessant’anni dal miracolo di San Giovanni XXIII

Sessant’anni dal miracolo di San Giovanni XXIII

Il 31 maggio sarà riaperta straordinariamente la “stanza del miracolo” di Roncalli, alla presenza del Rettore del Santuario di Sotto il Monte, luogo di nascita del pontefice Da Papa Giovanni […]

More Info
100 candeline. TANTI AUGURI LILIANA!

100 candeline. TANTI AUGURI LILIANA!

In questo mese di aprile vogliamo riportare un avvenimento bello che ha riguardato la nostra comunità parrocchiale e un gruppo storico, in particolare. È il gruppo delle MAMME CRISTIANE. Liliana [...]

More Info
Copyright: Parrocchia di Piedigrotta
Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti. Proseguendo nella navigazione acconsenti all'uso di tali cookie.Accetto Altre informazioni
Informazioni su Privacy & Cookies

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA