FESTA DELLA MADONNA DI PIEDIGROTTA
MARIA, SPERANZA NOSTRA…
Si sono svolte dal 30 agosto al 14 settembre 2025 le feste per la Madonna di Piedigrotta. Quest’anno in occasione del giubileo della speranza, proclamato da papa Francesco, è stata prevista l’uscita della statua della Madonna per le strade di Napoli.
Pertanto in aggiunta alle tradizionali celebrazioni nella chiesa di Piedigrotta si sono svolte due manifestazioni particolari: l’uscita della statua della Madonna il 14 settembre e la rappresentazione ‘Ntiempo ‘e Piererotta, che ha portato la “serenata della Madonna” in molte chiese napoletane per diffondere questa tradizione in tutta Napoli.
In questa pagina è stato raccolto, come documentazione, tutto il materiale reperito sui social per documentare la manifestazione ed in particolare la processione della statua della Madonna.

Programma delle feste per la Madonna di Piedigrotta 2025
Articolo su “Nuova Stagione” del 21 settembre 2025


Preghiera del Cardinale Battaglia al ritorno della statua della Madonna nella chiesa di Piedigrotta
Madonna di Piedigrotta, invoca per noi il dono della pace. Ascolta il grido di tutti gli innocenti, e aiutaci a porre fine ad ogni conflitto, ad ogni guerra. Guarda la Palestina, guarda l’Ucraina, guarda i Sud del mondo: quanti non hanno più lacrime e ci prestano i loro occhi. Fa’ che la pace non sia un parola, ma una pratica, Madre della speranza, rendici patiti di speranza. Aiutaci a conquistarla e ad essa abbandonarci come in un sogno.
Insegnaci a saper raccontare una fiaba ai nostri bambini per risvegliare il desiderio che il bene vince sul male. Che l’amore vincerà… Per ritrovare coraggio, per affrontare le paure della vita, per dare valore alle cose, per sentirci vivi. Per cogliere la fragilità della vita, ma per poterla accarezzare e amare. Scegliendo di stare sempre dalla parte della vita, contro ogni logica di morte. Consentici di incontrare tuo figlio Gesù, di riconoscerlo e di scoprire il valore della Resurrezione. Guida ogni uomo alla scoperta della propria resurrezione e a vivere la speranza testimoniata come acqua che disseta nelle nostre giornate, concedi di vedere il mare dell’amore che salva entro cui tuffarci e riemergere risorti, pronti ad accogliere, curare, soccorrere, ospitare, visitare, assistere:
Fa scendere su di noi una benedizione di speranza, consolante, benedizione sugli anni che passano, sulle tenerezze negate, sulle solitudini patite, sul decadimento di questo corpo, sulla corruzione della morte…
Aiutaci ad abitare la terra con la nostalgia del cielo, donaci la forza di camminare ancora, occupandoci dell’avvenire che inizia in noi molto prima che accada. Tu che hai sperimentato la fatica dei poveri, aiutaci a mettere a loro disposizione la nostra vita, con i gesti discreti del silenzio. Apri il nostro cuore alle sofferenze dei fratelli, e perché possiamo essere pronti e capaci di intuirne i bisogni, donaci occhi gonfi di tenerezza e di speranza.
Tu non ti sei mai rassegnata a subire l’esistenza. Hai combattuto. Affrontando gli ostacoli a viso aperto: rincuoraci con il tuo esempio a non lasciarci abbattere dalle avversità. Aiutaci a portare il fardello delle fatiche quotidiane, non con l’anima dei disperati, ma con la serenità di chi sa di essere custodito nel cavo della mano di Dio. Liberaci dall’indifferenza di fronte alle ingiustizie e a chi le compie. Asciuga le lacrime dei poveri, alleggerisci la loro solitudine, non esporli all’umiliazione del rifiuto. Colora di speranza le attese dei disoccupati, E raffrena l’egoismo di chi si è già comodamente sistemato al banchetto della vita. Muoviti a compassione di noi: facci capire che il pane non è tutto. Che i conti in banca non bastano a renderci contenti. Che la tavola piena di vivande non sazia, se il cuore è vuoto di verità. Che se manca la pace dell’anima, anche i cibi più raffinati sono privi di sapore.
Alleggerisci con carezze di madre la sofferenza dei malati, riempi di presenze amiche il tempo amaro di chi è solo. Spogliaci, Maria, da ogni ombra di arroganza, rivestici dei panni della misericordia e della tenerezza. Tu sei coraggio… per non arrenderci, per aprire le braccia alle fragilità che ci rendono veramente ricchi. Tu sei carità… per aprirci al senso della vita e della verità. Tu sei compassione… per aprire il cuore alla sincerità, al reciproco soccorso e abbandonare per sempre qualunque forma di tradimento. A Te ci affidiamo! In Te confidiamo! Per imparare ad asciugare ogni lacrima, a curare ogni ferita, ad accarezzare tutte le solitudini, a sorridere per la semplicità dei bambini.
Madonna di Piedigrotta,
Benedici la mia Chiesa affinché possa essere artigiana di pace, di carità e di accoglienza alla sequela di Cristo al passo con gli ultimi. E sia benedetta dai poveri. Benedici tutta la gente, nel nostro mondo, nel nostro tempo e in tutti i tempi che verranno. Benedici tutti noi, Madre della pace!
Don Mimmo Battaglia ha presieduto la Santa Messa
nella Basilica di Santa Lucia prima della processione
“Il mondo ha bisogno di luce”
La basilica di Santa Lucia al Mare, che un tempo sorgeva direttamente sulla spiaggia, domenica 14 settembre era strapiena di fedeli. Centinaia di persone si sono radunate anche all’esterno per partecipare alla messa che ha preceduto la processione in mare della Madonna di Piedigrotta, antico rito che si rinnova tradizionalmente ogni 50 anni ma che è tornato dopo soli 25 anni in occasione del Giubileo della Speranza.
Durante l’omelia, il cardinale ha invocato il coraggio di resistere al dolore personale e alle tenebre che abitano il nostro tempo «stando in piedi, non in ginocchio», esortando i fedeli a contrastare l’indifferenza e la rassegnazione con l’amore. «Che la Madonna ci dia la forza, la bellezza e il dono della pace», ha concluso l’arcivescovo.
Tra i partecipanti alla celebrazione spiccavano alcuni decani del gruppo dei pescatori di Mergellina, tra cui i fratelli Antonio e Ciro Chiaiese, rispettivamente di 73 e 82 anni, che hanno vissuto le precedenti processioni fin dall’infanzia. «Non ne vedremo un’altra», hanno dichiarato commossi, consapevoli della rarità di questo evento che rappresenta il rinnovarsi di una tradizione secolare.
Al termine della messa, è iniziata la processione vera e propria. La statua della Vergine, il cui mantello azzurro richiama il colore del mare, è stata accompagnata dalla folla di devoti dalla basilica di Santa Lucia fino a Castel dell’Ovo. Smartphone e telecamere si sono alzati per immortalare l’uscita della Vergine dalla Basilica, mentre il coro di “Evviva Maria” dava inizio alla processione tra applausi, tamburi e musiche tradizionali.
Il corteo, composto da oltre un migliaio di persone tra devoti, pescatori e turisti religiosi, ha accompagnato la Madonna fino al Borgo Marinari dove è avvenuto l’imbarco su una motovedetta della Guardia Costiera per la traversata marina. «Traversata per molti di noi anche esistenziale», ha commentato il direttore artistico della festa Benedetto Casillo, che ha sottolineato come «per troppi anni si è percepita Piedigrotta solo come festa, ma dentro c’è molto di più, l’elemento profondo e divino».
La processione in mare ha collegato Castel dell’Ovo al Molo Luise di Mergellina, dove centinaia di fedeli attendevano l’arrivo della statua. Lo sbarco è stato accompagnato dal ritmo caratteristico dei Bottari, gruppo folcloristico che da sempre anima le celebrazioni piedigrottesche. Il momento culminante della giornata è stato il rientro della Madonna nella Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, dove, al termine della preghiera e della benedizione impartita da don Mimmo Battaglia, è stata accolta dalle bande musicali dei giovani di “Canta, suona e cammina” parroco don Piero Milani. L’emozione e la festa si sono impossessate del cuore della Napoli marina, in una celebrazione che ha unito tradizione religiosa e identità popolare.
La festa di Piedigrotta, recentemente inserita dalla Regione Campania nel patrimonio immateriale della regione, sarà documentata in un film realizzato con il supporto della Film Commission regionale e sarà visibile nei prossimi mesi su RaiPlay, permettendo di conservare e diffondere la memoria di questo evento straordinario che rinnova il legame profondo tra Napoli, il mare e la sua patrona spirituale.
Doriano Vincenzo De Luca
Tra fede e leggenda
Nel cuore di settembre, Napoli si è vestita di luci, suoni e colori per celebrare una delle sue feste più antiche e identitarie: la Festa di Piedigrotta, da secoli un appuntamento religioso in onore della Madonna, un autentico rito collettivo che intreccia fede, folclore e leggenda. La città si anima ancora di più: è palcoscenico a cielo aperto. La festa è una celebrazione unica che combina fede e tradizione, rappresentando un’esperienza autentica dell’anima napoletana.
La processione della Madonna di Piedigrotta è stato il momento più atteso, che quest’anno si è svolto, dopo 25 anni.
Piedigrotta, che significa letteralmente “piede di grotta” o “alla grotta del piede”, richiama antiche usanze legate alle celebrazioni mariane in prossimità di luoghi sacri scavati nella roccia o di grotte sacre. Tutto ha inizio nel 1353 quando alcuni marinai scampati a un naufragio trovarono rifugio nella grotta accanto alla chiesetta dedicata alla Madonna. In segno di ringraziamento, decisero di iniziare un culto proprio lì, dove la spiritualità si fondeva con il mistero: quella grotta era, ed è, l’antico accesso alla Crypta Neapolitana, galleria scavata nel tufo in epoca romana, per garantire il rapido spostamento dei soldati romani tra Napoli e Pozzuoli.
La festa, nel tempo, si è trasformata in un evento popolare unico, capace di unire i ceti sociali e dare voce al popolo. Tra carri allegorici, fuochi d’artificio e sfilate, la vera anima di Piedigrotta si è rivelata nella musica. E fu proprio in occasione di questa festa, che nell’Ottocento, nacque il concorso della canzone napoletana. E a distanza di secoli, ancora oggi, in questi giorni di settembre, a Mergellina si è respirato quell’atmosfera sospesa tra sacro e profano, tra preghiera e melodia, tra nostalgia e attesa.
Un evento che resterà nel ricordo di tutto il popolo napoletano, perché Napoli è questo: una vita non perfetta, ma possibile, scritta in musica, sussurrata in una preghiera, magari dialettale, o gridata in un vicolo, sempre con il cuore. Un cuore che assieme a Sancta Maria de Pedegripta, conserva nel sangue tracce delle ritualità dei baccanali e del desiderio di fertilità nell’onorare Priapo.
Emanuela Scotti
Intervista a don Piero Milani, parroco della chiesa di santa Maria di Piedigrotta
Un grande senso di comunità
Don Piero Milani è il parroco della Chiesa di Santa Maria di Piedigrotta. È anche grazie alla sua passione e tenacia che quest’anno la festa è ritornata in grande stile.
Don Piero qual è il significato del ritorno dell’evento per i napoletani?
«La Madonna di Pedigrotta ha questo di bello, che mette insieme i piccoli e i grandi. Non è la festa dei bambini o la festa degli adulti, ma la festa di una comunità, di una città, che è fatta da tutti, da poveri, ricchi, persone che sentono che quel giorno possono essere sé stessi e tutti uguali. Quindi i bambini che sono un po’ per noi l’esempio la speranza, il futuro ci fanno vedere che nonostante le importanti divisioni si può vivere in pace, tutti insieme senza quelle distinzioni sociali o regionali, oppure dei quartieri delle zone di Napoli, tante volte la città vive queste divisioni, ma non è così, è una festa dove ci sentiamo tutti uguali».
In questo anche il recupero della tradizione popolare, della fede popolare può aiutare…
«E questo è un esempio. In questi nove sabati che hanno preceduto la festa alla mattina siamo partiti a dare la voce dei piccoli, delle signore che ancora hanno ricevuto il nostro dono, noi vogliamo continuare questa tradizione che ormai si stava perdendo. Quindi ecco dalle 6 e mezza alle 8 di mattina siamo andati per il quartiere di Mergellina a ‘dare la voce’, un piccolo segno per ricordare, è stato bello vedere che si affacciavano le vecchiette che avevano sentito quella voce adesso sono anziani e non possono più venire di persona in chiesa però si affacciano, ci salutano e ci mandano un bacio come segno di ringraziamento per questo piccolo momento».
E poi la tradizione della sfilata dei vestitini di carta crespa.
«Grazie alle signore della parrocchia che si sono offerte di confezionare gli abitini, abbiamo ritrovato una grande tradizione e anche un importante senso di comunità, che ci ha fatto sentire più vicini».
E poi da sfondo un bel lavoro di squadra.
«Una felice coincidenza tra la SCABEC, la Diocesi, la parrocchia, Benedetto Casillo che porta avanti da sempre questa tradizione, quindi si sono unite più cose ed è questo un po’ lo spirito, credo, che dovrebbe animare la città, insieme per realizzare. fare grandissime cose, ognuno porta il suo dono e la sua esperienza anche con l’aiuto della musica d’altro canto Piedigrotta era musica con la gara canora della musica c’era il festival, la luce, la festa per la città, quindi poi i drappi, i carri che era un po’ segno di una città in festa, dove possiamo dire, non era dimenticare era portare a vivere, portare alla Madonna le nostre speranze e ridarle a lei pe renderle ancora più belle, credibili, possibili».
Elena Scarici
Articolo su “Il Mattino” del 15 settembre 2025

Piedigrotta, folla di devoti per la processione a mare
DOPO 25 ANNI TORNA IL CORTEO. L’EMOZIONE DEI TURISTI
«CHE MERAVIGLIA ESSERE A NAPOLI PER QUESTO RITO»
LA FEDE
Devoti perfino sulla carreggiata, ieri sera in via Santa Lucia, per la Festa dl Piedigrotta. Tanti che Il traffico si intasa, le orno si stringono sulla destra e all’esterno della chiesa si fermano i turisti, incuriositi dalla folla e dalle luci. Il motto “’a Madonna t’accompagna”, intanto, è sulla schiena di decine di pescatori dl Mergellina, fuori e dentro alla Basilica di Santa Lucia a Mare del parroco don Marco Beltratti. Decine di magliette azzurre, tutte dedicate alla Vergine di Piedigrotta. «E’ da quando eravamo bambini che la Madonna ci protegge in mare e ci aiuta nella pesca, questa è la nostra festa più sentita.» A parlare sono due fratelli coi capelli bianchi, che si chiamano Ciro e Antonio Chiaese. Un nome, un’appartenenza all’antica Napoli del mare. Perché la festa di Piedigrotta, come quella di San Gennaro, è un rito di appartenenza tutto partenopeo, in cui il folklore e il sacro si stringono In un unico palmo di mano. E sono centinaia, tra devoti, pescatori e turisti-religiosi, a gremire In ogni ordine di posti la chiesa di Mergellina, durante l’omelia dell’Arcivescovo Domenico Battaglia, che ieri ha preceduto la processione in mare della statua della Vergine di Piedigrotta, da Castel dell’Ovo al Molo Luise. Un evento raro che arriva una volta ogni quarto di secolo, e accompagnato da centinaia di persone, dalla gente del popolo del in mare di Napoli
LA FESTA
La Vergine viene portata in mare in processione ogni 25 anni, ma anche in occasioni speciali, come nell’anno del Giubileo. Per la Festa di Piedigrotta ’25, iscritta all’inventarlo del Patrimonio immateriale della Campania, la processione è stata possibile grazie alla collaborazione e al sostegno della Regione e di SCABEC (Fondi Coesione Italia 21/27). La relativa kermesse della Festa di Piedigrotta, portata avanti sotto la direzione artistica di Benedetto Casillo è iniziata il primo settembre e durerà fino al 17 ottobre. Non è finito, insomma, il rito della Napoli affacciata sul mare. Ma il suo culmine c’è stato ieri. Luci accese fin dal pomeriggio, alla Basilica di Santa Lucia del Mare, strapiena di devoti. «Napoli è legatissima alla Madonna di Piedigrotta – le parole dell’omelia dell’Arcivescovo Battaglia – Per quello che sta succedendo nel mondo, abitato dalle tenebre e dalla notte, dobbiamo ritrovare la speranza e la luce. La Madonna ha fatto di Gesù Il senso della sua vita, e il mondo oggi più che mai ha bisogno della sua luce. Maria porta la speranza in un mondo che ha bisogno di luce. Che la Madonna ci dia Ia forza, la bellezza e il dono della pace. Buona festa».
LA PROCESSIONE
Smartphone e telecamere alzati, per l’uscita della Vergine dalla basilica. Il suo mantello è azzurro come il mare. Al coro di “Evviva Maria”, inizia la processione, tra gli applausi, i tamburi e le musiche, Il corteo è lungo, oltre un migliaio di corpi accompagnano la Vergine. E l’emozione la festa si impossessano del cuore della Napoli marina. Due turisti asiatici scattano foto a ripetizione. E sorridono. Ma non sono certo gli unici “non napoletani” a prendere parte alla festa di Piedigrotta: «Siamo stati proprio fortunati a capitare qui» dice una vacanziera veneta al marito – hai capito che la Madonna va in mare ogni 25 anni?». Finite l’omelia e la messa, la statua della Madonna di Piedigrotta, è stata accompagnata dalla Basilica di Santa Lucia del Mare fino al Castel dell’Ovo dalla folla di devoti. Dalla fortezza, la statua è stata poi portata in mare fino al Molo Luise di Mergellina. Da qui, il suo ritorno «a casa», nella chiesa di Santa Maria di Piedigrotta e dal parroco don Piero Milani.
GENNARO DI BIASE
Articolo su “Il Mattino” del 15 settembre 2025
Dai carri alle luminarie la festa di tutta la città
LA STORIA
La festa per eccellenza di Napoli e dei napoletani, per molti secoli, è stata Piedigrotta ed è stata organizzata sino ad una cinquantina di anni fa poi per varie ragioni, non ultima per motivi di ordine pubblico, venne soppressa. Piedigrotta aveva radici lontane risalenti al 1487, quando nella notte tra il 7 e l’8 settembre «tutti si recarono» al borgo per la festa di “Santa Maria della Grotta”. Nel corso dei secoli alla manifestazione hanno partecipato un po’ tutti: dal popolo alla borghesia ma anche vari rappresentanti di case reali che si sono alternate a governare la città. Dopo gli anni degli eventi bellici della seconda guerra mondiale, da metà degli anni cinquanta del secolo scorso, ancora in piena ricostruzione e pronti al boom economico, la festa di Piedigrotta ritornò ai suoi primari fasti. Questa riscoperta coincise quando Napoli ebbe come sindaco il comandante Achille Lauro che riuscì a riportare la festa nuovamente alle sue antiche tradizioni. LE LUMINARIE Le più grandi e belle venivano montate sia a piazza Vittoria, innanzi all’entrata della Villa Comunale, sia alla Torretta e raffiguravano angoli di Napoli. Le luci di Piedigrotta venivano accese il cinque settembre ma il clou della festa cadeva il sette quando si iniziava con la sfilata dei carri allegorici, che partendo da piazza Cavour, dopo aver percorso piazza del Museo Nazionale, via Pessina, piazza Dante, piazza Carità e poi via Toledo all’epoca via Roma arrivavano a piazza del Plebiscito.
Nella grande piazza sostavano per la notte e per tutto il giorno seguente. Il passaggio dei carri, trainati da maleodoranti trattori, avveniva tra due ali di folla festante che si assiepava sin dalle prime ore della sera per accaparrarsi le migliori postazioni. In attesa del passaggio dei carri le migliaia di persone scese in strada si divertivano a lanciare stelle filanti e coriandoli o a suonare trombette, tamburelli, scetavaiasse e putipu’. Inutile dire che i balconi, dei palazzi che insistevano sulle strade dove passavano i carri, diventavano degli ottimi ed ambiti “palchi” stracolmi di persone, tra queste anche molti buontemponi, che muniti di “coppoloni” cercavano di centrare le teste delle sottostanti persone. Si faceva notte fonda per ammirare l’ultimo carro. I carri erano abbastanza grandi, tanto da non essere secondi a quelli del Carnevale di Viareggio di quegli anni ed erano attentamente e scrupolosamente “studiati” da una giuria di qualità che avrebbe premiato il più bello. Il giorno successivo, non prima delle ventuno, ripartivano da piazza del Plebiscito e questa volta percorrendo via Santa Lucia, via Partenope, la Riviera di Chiaia giungevano finalmente a Piedigrotta. Qui trovavano rifugio sotto il tunnel delle Quattro giornate. Per questa scelta venne coniato un antico detto che recita: Piedigrotta l’acqua sott a’ grotta. Infine il 9 settembre i carri concludevano le sfilate raggiungendo la collina del Vomero. Lampioncini, festoni, stelle filanti e serie di
lampadine utili per allestire i balconi si potevano acquistare nei piccoli empori di quartiere, ma soprattutto ai grandi magazzini come Standa in via Toledo angolo via Diaz dove oggi c’è Bershka, la Rinascente sempre in via Toledo dove oggi c’è H&M ed Upim. Questi grandi magazzini addirittura allestivano interi reparti dove si poteva trovare tutto l’occorrente per questa festa. Il dieci settembre nella Basilica di Piedigrotta si svolgeva il rito in onore della Madonna, che poi veniva fatta uscire dalla Chiesa e portata in processione dai pescatori della spiaggia di Mergellina. Piedigrotta era anche un’occasione per il lancio di nuove canzoni. In molti teatri della città come l’Acacia, il Diana, l’Augusteo ed altre sale teatrali si organizzavano dei veri festival da dove sono uscite melodie indimenticabili che sono andate ad arricchire il ben noto canzoniere
napoletano. Ai tempi dell’amministrazione Lauro, nello spazio che intercorre tra l’edificio della Stazione Zoologica ed l’ex Circolo della Stampa attuale Museo Darwin, veniva realizzato in legno un teatro all’aperto che si chiamava il Teatro del Popolo da non confondere con la Casina dei fiori altro teatro, ristorante ed american bar che oggi non c’è più. Nel 2008 il governatore Bassolino tentò di ripristinarla. Organizzò un grande concerto in piazza del Plebiscito di Nino D Angelo che si avvalse della presenza di Pippo Baudo e Sophia Loren. Ci fu anche una sfilata di tre piccoli carri. Ma qualcosa non funzionò, forse sono cambiati i tempi o ormai siamo tutti così disillusi che niente ci interessa più compreso la vecchia e mitica Piedigrotta.
Mino Cucciniello
FOTO E VIDEO DALLA RETE
‘NTIEMPO ‘E PIEREROTTA

In coincidenza con le feste di Piedigrotta è stata proposta in varie chiese di Napoli la rappresentazione ‘NTIEMPO ‘E PIEREROTTA, un ricordo dell’antica festa, con racconti e canti.
Si è iniziato il 30 maggio nella Casa Circondariale di Poggioreale, nella linea tracciata da Papa Francesco per il giubileo che ha voluto l’apertura della porta santa anche nel carcere di Rebibbia. Altre rappresentazioni si sono poi susseguite in altre chiese secondo il calendario più giù riportato
La rappresentazione è una sintesi della ‘Serenata alla Madonna’ che si svolge ogni anno nella chiesa di Piedigrotta, giunta quest’anno alla 42a edizione
Calendario delle rappresentazioni
- 30 Maggio – Casa Circondariale di Napoli “Giuseppe Salvia”, Pogggioreale
- 1 Settembre – S. Maria in Portico
- 2 Settembre – SS. Redentore e S. Ciro m. a Fuorigrotta
- 3 Settembre – S. Maria Egiziaca a Pizzofalcone
- 4 Settembre – S. Giorgio Maggiore
- 29 Settembre – S. Giovanni Maggiore
- 6 Ottobre – S. Maria della Mercede in S. Orsola
- 13 Ottobre – Madonna Riconciliatrice della Salette (Soccavo)
- 17 Ottobre – S. Gennaro al Vomero

