FESTA DELLA MADONNA DI PIEDIGROTTA
Le apparizione mariane
Si sono svolte dal 4 al 13 settembre 2026 le feste per la Madonna di Piedigrotta. Il tema di quest’anno è stato: “Le apparizioni mariane”.
Insieme alle celebrazioni religiose si è affiancata, come già lo scorso anno, la manifestazione “Piedigrotta Viva 2026” con la riproposizione della “Serenata alla Madonna” in diverse chiesa della diocesi.
In questa pagina documentiamo i momenti più importanti delle celebrazioni
Sorelle mie, fratelli miei,
è bello sostare qui, dove la pietra antica si fa grembo e il silenzio si riempie dei respiri di questa città, ferita nell’anima ma ostinatamente viva. Siamo qui, stasera, non per recitare un copione già scritto dalla tradizione, ma per deporre i nostri cuori, pesanti di sogni e di fatiche, davanti allo sguardo di Colei che da secoli respira l’odore del nostro mare e raccoglie il pianto della nostra terra: la Madonna di Piedigrotta.
La memoria del nostro popolo custodisce una leggenda bellissima, che profuma di salsedine e di mistero. Raccontano i vecchi pescatori che, quando la statua di Maria fu ritrovata, aveva la veste bagnata di pioggia e mancava di una scarpetta, persa chissà dove, tra gli scogli o nel fango. A me piace pensare che questa non sia una semplice favola antica, ma una sublime carezza teologica.
Maria non è una regina da teca di vetro. Non abita i cieli immobili della nostra indifferenza.
Maria ha i piedi scalzi perché ha scelto di consumare le sue scarpe sulle nostre stesse strade. Ha perso la scarpetta perché è scesa di corsa, senza badare al decoro delle stanze regali, per infilarsi nei vicoli più bui del nostro dolore. È scesa nelle grotte delle nostre solitudini, ha camminato sui vetri infranti delle nostre speranze tradite, ha bagnato i suoi piedi nelle lacrime delle madri che vegliano la notte, nell’attesa di figli che hanno smarrito la via.
Quella scarpa mancante è il segno di un amore che non sa darsi un limite, di una Madre che preferisce camminare fluttuando pur di non lasciarci soli.
È la firma di Dio sulla terra: un Dio che si sporca le mani, che cammina a piedi nudi sulla pietra lavica delle nostre esistenze.
Ma stasera, sorelle e fratelli, quello sguardo di Madre ci interroga nel profondo. Ci chiede: cosa abbiamo fatto della nostra bellezza?
Troppo spesso permettiamo al disincanto di anestetizzare i nostri cuori. Ci abituiamo alle ombre che avvolgono la città, all’odore acre delle speranze bruciate, a quella penombra dell’anima dove tutto sembra grigio e dove la rassegnazione diventa l’unica musica possibile. Ci dimentichiamo che siamo fatti per il cielo, che dentro ognuno di noi abita un frammento di infinito che nessuna violenza, nessuna povertà, nessuna ingiustizia potrà mai cancellare del tutto.
Non lasciamoci rubare la speranza e la bellezza della vita!
Non lasciate che la logica del cinismo spenga l’incanto dei vostri occhi. La fede non è un anestetico per sopportare il dolore del mondo, ma è una scintilla che incendia la notte.
È il coraggio di sognare a occhi aperti, di vedere sorgere l’alba anche quando il tramonto sembra non finire mai.
Guardate Maria: lei è l’aurora che annuncia il giorno. E oggi chiede a noi di prestarle i nostri piedi. Chiede alla nostra Chiesa, a questa nostra Napoli, di essere la scarpa che le manca. Ci chiede di diventare noi stessi un canto di carità, versi viventi scritti sulle strade del riscatto e della giustizia.
Ci chiede di portare la pace non come uno slogan astratto, ma come un bacio sulla fronte di chi soffre, una mano tesa a chi è caduto, un abbraccio che non chiede spiegazioni ma offre rifugio.
Napoli, città dal cuore immenso, solleva il tuo sguardo! Questa festa non è una parentesi di luci colorate per dimenticare i tuoi inverni, ma è la primavera dello Spirito che vuole fiorire tra le tue pietre. La vera devozione è una canto che disturba l’indifferenza. È un canto che rompe il silenzio della complicità.
Portiamo a Maria, stasera, il canto spezzato degli innocenti, la solitudine dei vecchi rimasti dietro le finestre chiuse, l’energia inquieta e meravigliosa dei nostri giovani. E chiediamole il dono di occhi nuovi: occhi capaci di scorgere le perle nascoste nel fango, il bene silenzioso che germoglia nei cuori di chi, ogni giorno, sceglie l’onestà, sceglie l’accoglienza, sceglie l’amore senza fare rumore.
Festa di Piedigrotta, don Battaglia “La devozione rompa la complicità”
Il cardinale celebra il rito solenne: “Spesso ci abituiamo alle ombre che avvolgono la città Non lasciamoci rubare la speranza”. Domenica corteo con i bimbi dalla Torretta alla basilica
TIZIANA COZZI
La voce del cardinale don Mimmo Battaglia si leva alta, dall’altare della basilica di Santa Maria di Piedigrotta. Nella messa solenne celebrata per la consueta festa, don Mimmo squarcia il velo sulla noncuranza. «La vera devozione è un canto che disturba l’indifferenza. È un canto che rompe il silenzio della complicità». È il monito per chi non sa scegliere la str
ada della legalità o si gira dall’altra parte:
«Troppo spesso permettiamo al disincanto di anestetizzare i nostri cuori. Ci abituiamo alle ombre che avvolgono la città, all’odore acre delle speranze bruciate, a quella penombra dell’anima dove tutto sembra grigio e dove la rassegnazione diventa l’unica musica possibile. Non lasciamoci rubare la speranza e la bellezza della vita».
Le sue parole colpiscono ancora una volta nel segno, sono dure contro il cinismo di chi non collabora e sceglie la strada della complicità, dolci con chi, invece, continua a credere nel futuro, con chi coltiva ancora la speranza.
«Napoli, città dal cuore immenso, solleva il tuo sguardo. Questa festa non è una parentesi di luci colorate per dimenticare i tuoi inverni, ma è la primavera dello Spirito che vuole fiorire tra le tue pietre».
Il pensiero del cardinale va ai più fragili ma anche a chi sceglie la strada della legalità.
«Portiamo a Maria il canto spezzato degli innocenti, la solitudine dei vecchi rimasti dietro le finestre chiuse, l’energia inquieta e meravigliosa dei nostri giovani. E chiediamole il dono di occhi nuovi: occhi capaci di scorgere le perle nascoste nel fango, il bene silenzioso che germoglia nei cuori di chi, ogni giorno, sceglie l’onestà, sceglie l’accoglienza, sceglie l’amore senza fare rumore. E a voi, ragazzi, sentinelle di questa terra: non abbiate paura della vostra sete di assoluto. Custodite la vostra fragilità. Camminate alti, camminate liberi, scrivete con la vostra vita la pagina più bella di questa città».
Ogni anno, la festa di Piedigrotta è celebrata con la partecipazione del quartiere tutto, grazie alla passione del direttore artistico Benedetto Casillo. È lui a fare da “collante” tra le tante anime di questa festa che riporta indietro la memoria, la tradizione, i canti e le preghiere di un tempo.
Accanto a lui, il parroco don Piero Milani. «Una festa a cui teniamo molto che racconta la storia della città e riporta alle origini di Napoli» spiega. Presente alla celebrazione in basilica l’assessora comunale al Turismo Teresa Armato. Su Raiplay è disponibile il documentario dedicato alla Festa di Piedigrotta, con la regia di Ettore De Lorenzo e Casillo che fa da guida nel racconto. «Dal 1982 cerchiamo di tutelare e portare avanti questa tradizione – racconta Casillo – l’ultimo carro della Piedigrotta veniva da Macerata Campania con i Bottari. Ricordo che rimase imbottigliato nel traffico di via Piedigrotta, mentre gli automobilisti imprecavano, il carro arrivò davanti alla chiesa chiusa, fu un disastro. Poi nacque la Serenata alla Madonna, una rappresentazione sacra, una preghiera laica. Non lo sappiamo ancora oggi cos’è veramente ma quel che è certo è che coinvolse tutti e che dopo 43 anni resiste ancora, è l’anima della festa». La leggenda della Madonna Cenerentola, la devozione profonda dei pescatori del Borgo Marinari, i racconti popolari, le canzoni di Mario Maglione e altri artisti. Infine, i bambini vestiti di carta che domenica alle 10 sfileranno dalla Torretta fino alla Basilica per donare fiori alla Madonna, chiudendo così i 9 giorni di festa.



























































































