Madonna di Piedigrotta

Parrocchia S.Maria di Piedigrotta – Napoli

Title

  • Home
  • Sinodo della Chiesa di Napoli
    • Sinodo – fase narrativa
    • Sinodo – fase sapienziale
    • Sinodo – documento conclusivo
      • Documenti del vescovo
    • Incontri di formazione
    • Tra cielo e mare - Incontri per il Sinodo
  • La Parrocchia
    • Vita di Parrocchia
    • Gruppi Parrocchiali
      • Battesimo
      • Catechesi
      • Giovani
      • Percorso preparazione al matrimonio
      • Progetto Famiglie 4.0
        • Il nostro passato
          • Sintesi degli incontri
          • Progetti e Iniziative
      • Famiglie Insieme
        • I passi di Famiglie Insieme
      • Fede e Luce
      • Andare Oltre
      • Missione SAFA
    • Foglio mensile
    • Catechesi parroco
      • Archivio Catechesi parroco
    • Letture Domenicali
  • Bicentenario Unione Canonici
    • Vite esemplari
  • La Storia
    • Il Santuario
    • Le pietre che parlano
    • I CANONICI
    • La Devozione Popolare
    • Il Centenario
    • I campeggi di Piedigrotta
    • Piedigrotta sui social
  • Ricordiamoli
    • I Ragazzi di don Giusto
    • Omelie di don Giovanni Sansone
    • Catechesi di don Giovanni Sansone
    • Ricordo di don Giovanni Sansone
  • Cerco – Offro aiuto
  • Contatti

TESTIMONI DEL VANGELO

Carissimi,

par_034.jpgAll’inizio dell’estate nella ricerca preparatoria per il campo-scuola-giovani della nostra parrocchia sulla figura e l’esperienza spirituale di San Francesco mi sono imbattuto (è stato come un infrangersi violento di onda generosa su uno scoglio) in una frase del santo di Assisi che mi ha fatto letteralmente fermare, pensare, ricordare ed elaborare tutta l’esperienza che ho vissuto, in giugno, a Materdomini con il Cardinale Arcivescovo per la discussione e preparazione del piano pastorale diocesano 2014 della diocesi di Napoli. La frase di Francesco risuonava come una mirabile sintesi del pensiero del Vescovo e dell’atteggiamento  che sta alla base della “nuova evangelizzazione” in atto nella Chiesa.  La raccomandazione che S. Francesco  faceva ai frati, inviati ad annunciare, risuona così: “PREDICATE SEMPRE IL VANGELO, E SE FOSSE NECESSARIO USATE ANCHE LE PAROLE”. È semplicemente meraviglioso! Di un’attualità sorprendente. Una verità che anticipa l’esigenza ormai diventata assolutamente indispensabile perché il Vangelo possa “correre” sulle strade del mondo dove l’uomo contemporaneo, vive assetato di verità, di autenticità e di spiritualità.

Il Santo raccomandava ai suoi frati di “essere Vangelo” più che “dire il Vangelo” perché è l’essere che irradia e contagia con la forza gioiosa della verità, dell’autenticità e della vita. L’unico Vangelo annunciato è quello vissuto. L’unica predicazione che tocca il cuore e suscita stupore è quella degli atteggiamenti e dei gesti di accoglienza, di misericordia, di amore; quella che si fa incarnazione, speranza di luce e lievito che fermenta la pasta per il pane fragrante del rendimento di grazie costruendo l’unità.

È per questo che il papa Paolo VI nella “Evangelii nuntiandi” n:41 dice: “L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri o se ascolta i maestri lo fa perché sono testimoni”.

Mi sembra di evidenziare che questa nostra contemporaneità sia aridamente povera di testimoni. Vi sono certamente tanti annunciatori esperti di comunicazione e marketing, tanti leaders spesso improvvisati e mistificatori che  attirano con promesse ben costruite per abbagliare, tante stars che brillano di falsa luce artificiale, tanti affabulatori che plagiano le coscienze, ma pochi testimoni che pagano di persona il prezzo di quell’autenticità che costruisce, con paziente determinazione, la verità ultima e penultima dell’uomo. Oggi si fanno urgenti un attento e realistico discernimento e una bella pulizia dentro la testa e il cuore per eliminare tanta, troppa, spazzatura accumulata dalla superficialità dell’accogliere tutto e comunque. È triste costatare come questa urgenza sia indispensabile proprio ai nostri giorni caratterizzati da una generosissima comunicazione che, troppo spesso, risulta frammentaria e  selvaggia. Una comunicazione che trascina l’uomo al naufragio nel diluvio di “parole-informazioni” che sommergono le nostre giornate. Si assiste ad una  folle corsa per l’acquisizione di miliardi di informazioni che poi restano superficiali in quanto hanno la durata dell’attimo fuggente che ruba il possesso del tempo per una  pacata  e  ragionata  elaborazione.  Dall’altra parte si può verificare la chiusura in se stessi e nelle “certezze acquisite”. Anche qui si fa urgente una bella “spolverata” per togliere le ragnatele del ripetitivo anacronistico e far spazio alla novità dello Spirito che spinge a vivere il presente come Xairòs (tempo giusto) di Dio incarnato nella dinamicità della storia. Diventa allora necessario un annuncio che si scrolli di dosso l’accademismo narcisistico della vita sociale e religiosa per “uscire verso le periferie esistenziali” (papa Francesco) dove si fa la vita e l’uomo vive dentro l’inferno del non senso e del vuoto nell’illusione di sapere.  In quell’inferno che non è solo degrado della dignità umana svenduta all’offerente senza scrupoli, ma anche quello più subdolo e pericoloso rivestito di “effetti speciali” del tutto bello, in ordine, a modo, borghese e spietato che addormenta la coscienza uccidendo, senza sporcarsi le mani, la libertà e la verità.

Il nostro Cardinale nella lettera per l’anno pastorale 2014  dal titolo accattivante e propositivo “Canta e Cammina” scrive al n.3 “Il cristiano praticante non è chi frequenta formalmente le celebrazioni religiose, ma chi pratica gli insegnamenti del Maestro”. E al n.4 “Il mio rinnovato invito, pertanto, è di uscire dal tempio, andare incontro alla gente che vive in situazioni di marginalità morale e materiale, senza la preoccupazione e la paura di gettarci nella mischia e sporcarci le mani. La fede cristiana – lo sappiamo – non si limita ad accogliere delle verità astratte. Esige di essere tradotta in concretezza di vita … È necessario prendere coscienza di una responsabilità di credenti a tutto tondo e smettere di essere cristiani da salotto educati, ma senza fervore apostolico, secondo quanto ha lamentato di recente papa Francesco, che ha poi invitato a chiedere la grazia di dare fastidio alle cose che sono troppo tranquille nella Chiesa” Messa a S, Marta 16.5.2013.

Ecco che tutto ci riconduce a San Francesco da dove siamo partiti per questa catechesi. Anche la nostra Comunità intende intraprendere in questo anno pastorale il cammino tracciato dal vescovo. I verbi che ci accompagneranno saranno: USCIRE, INCONTRARE, CONDIVIDERE, RIMANERE. Tutti chiamati all’annuncio con la testimonianza creando nuove relazioni e nuovi orizzonti di vita. Non ci domanderemo cosa ci aspettiamo dagli altri, dai lontani, dagli indifferenti, ma cosa possiamo donare.

Il sogno? Ci auguriamo di essere ognuno per l’altro testimone dell’amore di Dio affinché tutti, ma proprio tutti, sentendosi accolti, stimati e amati possano sperimentare la dolce misericordia del Signore.

 Don Franco De Marchi
parroco

catechesi madonna di piedigrotta parrocchia parroco
01/11/2013

Post navigation

Catechesi del parroco – dicembre 2013 → ← Catechesi del parroco – giugno 2013

Agenda

ingrandisci

Articoli Recenti

Catechesi del parroco – marzo 2026

Catechesi del parroco – marzo 2026

Ebbene sì: dopo 4 anni durante i quali la Chiesa di Napoli ha costantemente riflettuto sul passato, sul presente e, soprattutto, sul proprio futuro, siamo arrivati al momento degli orientamenti [...]

More Info
Una scelta consapevole

Una scelta consapevole

Il gruppo Andare Oltre ha organizzato, nel salone parrocchiale un incontro pe comprendere le ragioni dei Si e del NO per il prossimo referendum della riforma costituzionale della Magistratura. Al [...]

More Info
Catechesi del parroco – febbraio 2025

Catechesi del parroco – febbraio 2025

La Chiesa ogni anno celebra l’11 febbraio, nella ricorrenza della Madonna di Lourdes, la Giornata Mondiale del Malato. Siamo giunti alla XXXIV giornata e il tema che papa Leone ha […]

More Info
Concerto in ricordo del maestro Maria Valeria Briganti

Concerto in ricordo del maestro Maria Valeria Briganti

More Info
Copyright: Parrocchia di Piedigrotta
Questo sito fa uso di cookie, anche di terze parti. Proseguendo nella navigazione acconsenti all'uso di tali cookie.Accetto Altre informazioni
Informazioni su Privacy & Cookies

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA