I “passi” di Famiglie Insieme
nel 2025-2026
Enciclica “Fratelli tutti” di papa Francesco
Nel corso dell’incontro sono stati commentati i primi 31 paragrafi dell’enciclica Fratelli tutti.
L’incontro è stato introdotto dal canto “Manda il tuo Spirito” e dalla lettura del Salmo 90.
E’ seguita poi la lettura del brano del vangelo Mc. 12,28-34
Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c’è altro comandamento più grande di questi”. Lo scriba gli disse: “Hai detto bene. Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici”, Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: “Non sei lontano dal regno di Dio”. E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
L’incontro è continuato discutendo e commentando la fine del capitolo 1 (32 – 55) dell’enciclica “Fratelli tutti”
L’incontro è iniziato con il canto “Dio si è fatto come noi” (Giombini)
E’ proseguito poi con la recita della preghiera di mons. Bruno Forte, Padre Arcivescovo
Signore Gesù, Figlio amato del Padre, Tu vieni a noi come il dono di Dio che ci fa creature nuove nell’amore. Fa’ che sappiamo accoglierti con fede viva, umile e profonda, nell’attenzione verso ogni persona, nella carità operosa, nell’impegno per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato, nell’ascolto fedele della Tua Parola, alimentati dai sacramenti della vita nuova e dalla preghiera fedele. Venga in noi il Tuo Spirito e ci renda pellegrini di speranza, donandoci con la grazia del Giubileo la gioia dell’incontro con Te come sempre nuovo inizio della nostra vita in cammino verso la città celeste. E la Vergine Maria, Madre Tua e nostra, interceda per noi affinché non si spenga mai nel nostro cuore l’ardore dell’attesa, nel desiderio dei cieli nuovi e della terra nuova in cui Tu verrai e il mondo intero sarà la patria del Tuo amore senza fine. Vieni, Signore Gesù! Amen! Alleluja
Si è poi ascoltato il commento di Fernando Armellini alla parabola del Buon Samaritano, ed infine dalla lettura del vangelo di Luca
Vangelo secondo Luca (10, 1 – 12)
Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino. Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città.
Il capitolo 2, di cui è seguito il commento, è incentrato sul commento della parabola del buon Samaritano.
Infine per introdurre il clima natalizio che si avvicina si è concluso con il canto Quanno nascette Ninno
Nel corso dell’incontro è stato commentato il capitolo 3 dell’enciclica Fratelli tutti.
Nel corso dell’incontro è stato commentato il capitolo 4 dell’enciclica Fratelli tutti.
L’incontro è iniziato con la recita del salmo 71.
E’ proseguito con la lettura del brano del vangelo Matteo (20, 25 – 28)
Gesù, chiamati a sé i suoi discepoli disse loro: «I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».
Dell’enciclica “Fratelli tutti” è stato commentato la prima parte del capitolo 5, dal paragrafo 154 al paragrafo 176.
Infine l’incontro si è concluso con la preghiera sulla pace di papa Leone XIV
Preghiera per la Pace di papa Leone XIV
Signore della vita, che hai plasmato ogni essere umano a tua immagine e somiglianza, crediamo che tu ci abbia creati per la comunione, non per la guerra, per la fraternità, non per la distruzione.
Tu che hai salutato i tuoi discepoli dicendo: “la pace sia con voi”, donaci la tua pace e la forza per renderla reale nella storia. Oggi eleviamo la nostra supplica per la pace nel mondo, chiedendo che le nazioni rinuncino alle armi e scelgano la via del dialogo e della diplomazia.
Disarma i nostri cuori dall’odio, dal rancore e dalla indifferenza, perché possiamo diventare strumenti di riconciliazione. Aiutaci a comprende che la vera sicurezza non nasce dal controllo alimentato dalla paura, ma dalla fiducia, dalla giustizia e dalla solidarietà tra i popoli.
Signore, illumina i leader delle Nazioni affinché abbiano il coraggio di abbandonare i progetti di morte, fermare la corsa agli armamenti, e mettere al centro la vita dei più vulnerabili. Fa’ che la minaccia nucleare non condizioni mai più il futuro della umanità.
Spirito Santo, rendici costruttori fedeli e creativi di pace quotidiana nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nelle nostre città. Che ogni parola gentile, ogni gesto di riconciliazione e ogni scelta di dialogo siano semi di un mondo nuovo. Amen.
(LEONE XIV)
L’incontro è iniziato con il canto Risuscitò ed è proseguito con la recita del salmo 117, 1-9.
Quindi si è letto il vangelo di Matteo al capitolo 28, 1 – 10
Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto». Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli.
Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno».
Il tema della serata è stato il commento ai paragrafi 177- 197, conclusione del capitolo 5 dell’enciclica “Fratelli tutti”.
Infine si è concluso con la recita della seguente preghiera
Signore Gesù, come i due discepoli di Emmaus, anche noi siamo in cammino sulla strada della fede, ma spesso ci sentiamo soli e facciamo fatica a sentire la tua presenza. Tante volte, abbiamo provato l’ardore del cuore che sa intuire la tua presenza, gustare la tua parola come luce vivissima, e il pane dell’Eucaristia era desiderato e cercato, insieme al tuo mistero d’amore. Ma la nostra non è una fede piena, lucida, senza problemi; abbiamo dubbi e oscurità, anche se sappiamo che tu puoi farci dono di una fede così radicata e forte da darci la certezza che le uniche cose che contano davvero sono le tue, Signore.
Ora, col cuore rivolto a te, ti presentiamo noi stessi, le nostre famiglie, questa nostra società tribolata da stanchezza, sfiducia, paura del futuro. Vorremmo dirti, come i due di Emmaus: speravamo di aver superato, in tanti anni di vita cristiana, le fatiche maggiori; invece non è così. Stiamo diventando pochi, dopo esser stati molti; siamo invecchiati e abbiamo l’impressione che i nostri ragazzi e giovani vadano altrove. Abbiamo bisogno di ritrovare la serenità e la gioia della tua risurrezione, abbiamo bisogno di riuscire a dire a tutti – specialmente alle famiglie dei nostri cari – che tu sei l’unico Signore risorto, che incontrarti e gustarti è fonte di gioia. Ciò che conta è la fede, e tu puoi donarcela sempre più forte.
L’incontro si è svolto commentando il capitolo 6 dell’enciclica “Fratelli tutti”.
E’ stato prima introdotto dalla lettura di un brano delle Confessioni di Sant’Agostino:
Libro IV, 8.13
«C’erano altre cose che in compagnia di quelli mi catturavano di più il cuore: i colloqui, le risa in compagnia, lo scambio di cortesie affettuose, le comuni letture di libri ameni, i comuni passatempi ora frivoli ora decorosi, i dissensi occasionali, senza rancore, come di ogni uomo con se stesso, e i più frequenti consensi, insaporiti dai medesimi, rarissimi dissensi; l’essere ognuno dell’altro ora maestro, ora discepolo, la nostalgia impaziente di chi è lontano, le accoglienze festose di chi ritorna. Questi e altri simili segni di cuori innamorati l’uno dell’altro, espressi dalla bocca, dalla lingua, dagli occhi e da mille gesti gradevolissimi, sono l’esca, direi, della fiamma che fonde insieme le anime e di molte ne fa una sola»
In seguito è stato letto il brano del vangelo di Giovanni (15, 1 – 17)
«Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.
L’incontro si è concluso con la recita del salmo 132 e della seguente preghiera:
O Dio, che ci hai amati con un amore eterno e ci hai chiamati a vivere nell’amore fraterno, ti preghiamo di infondere nei nostri cuori la grazia di amarci gli uni gli altri come tu ci hai amati. Fa’ che i nostri rapporti siano permeati dalla tua presenza, affinché possiamo essere testimoni viventi del tuo amore nel mondo.
Guidaci, Signore, nel cammino dell’amore reciproco, affinché possiamo essere uniti nella tua verità e nella tua pace. Donaci la forza di superare le divisioni e le discordie, e aiutaci a costruire comunità fondate sull’amore, dove ciascuno è accettato, valorizzato e rispettato.
Fa’ che il nostro amore sia concreto e generoso, pronto a servire e a sacrificarsi per il bene degli altri. Che le nostre azioni riflettano la tua compassione e la tua misericordia, e che il nostro amore si manifesti nel perdono e nella riconciliazione.
Signore, insegnaci a vivere secondo il tuo comandamento.