{"id":19180,"date":"2026-02-09T04:46:00","date_gmt":"2026-02-09T04:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/?p=19180"},"modified":"2026-06-02T02:32:42","modified_gmt":"2026-06-02T02:32:42","slug":"cat-parroco-feb-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/cat-parroco-feb-2026\/","title":{"rendered":"Catechesi del parroco &#8211; febbraio 2026"},"content":{"rendered":"<div class=\"su-note\"  style=\"border-color:#0000e5;border-radius:10px;-moz-border-radius:10px;-webkit-border-radius:10px;\"><div class=\"su-note-inner su-u-clearfix su-u-trim\" style=\"background-color:#0000ff;border-color:#ccccff;color:#ffffff;border-radius:10px;-moz-border-radius:10px;-webkit-border-radius:10px;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell\u2019altro<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div><\/div>\n<p>La Chiesa ogni anno celebra <strong>l\u201911 febbraio,<\/strong> nella ricorrenza della Madonna di Lourdes, <strong>la Giornata Mondiale del Malato<\/strong>. Siamo giunti alla XXXIV giornata e il tema che papa Leone ha scelto per questa giornata \u00e8: \u201cLa compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell\u2019altro\u201d.<\/p>\n<p><strong>Anche noi vivremo in Chiesa alle<\/strong> <strong>ore 11,00 la Santa Messa con l\u2019UNZIONE DEGLI INFERMI<\/strong>. <u>Chi desidera ricevere il sacramento dovr\u00e0 lasciare il proprio nominativo in sacrestia.<\/u><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/cat_parroco\/parr_119.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-19153\" src=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/cat_parroco\/parr_119-188x300.jpg\" alt=\"\" width=\"188\" height=\"300\" \/><\/a>Riporto, qui di seguito, alcuni stralci del commento teologico-pastorale proposto dall\u2019Ufficio Nazionale per la pastorale della salute.<\/p>\n<p>La parabola del Samaritano \u00e8 uno dei racconti pi\u00f9 luminosi e insieme pi\u00f9 inquieti del Vangelo. Narra un incontro mancato e un incontro compiuto: due uomini passano oltre, uno si ferma. \u00c8 il mistero della compassione, ma anche della libert\u00e0 umana davanti al dolore. Ges\u00f9 non offre una teoria sull\u2019amore, ma una scena concreta: un uomo ferito, un altro che si china, olio e vino versati, una locanda che accoglie. In questo intreccio di sguardi, di mani e di tempo speso, si rivela il volto stesso di Dio.<\/p>\n<p><strong>La compassione<\/strong> del Samaritano \u2013 ci ricorda Papa Leone XIV \u2013 non <strong>\u00e8<\/strong> un\u2019emozione passeggera, ma <strong>un modo di amare che si lascia ferire, che accoglie la fragilit\u00e0 dell\u2019altro senza fuggirla.<\/strong><\/p>\n<p>La compassione, nel linguaggio del Vangelo, non \u00e8 solo un sentimento: \u00e8 un verbo che si muove, una forza che trasforma il tempo e lo spazio. <u>\u00c8 l\u2019amore che si fa carico, che si ferma, che tocca, che accompagna.<\/u> In questa prospettiva, il Samaritano diventa icona di Cristo, ma anche del discepolo che si lascia abitare dal suo amore: un amore che fascia le ferite del mondo e le porta nel proprio cuore. L\u2019esempio di san Francesco d\u2019Assisi \u2013 di cui nel 2026 ricorre l\u2019ottavo centenario del transito \u2013 e la testimonianza di santa Bernadette a Lourdes, luogo dove il dolore \u00e8 accolto come mistero di speranza, mostrano la stessa via evangelica: la via della prossimit\u00e0 che si fa dono, della compassione che genera vita.<\/p>\n<p>Il testo che segue sviluppa questo orizzonte in tre movimenti: rallentare il passo, per lasciare spazio all\u2019altro; lasciarsi toccare dal dolore, per vivere la comunione; suscitare la prossimit\u00e0 nel cuore di molti, perch\u00e9 la compassione prenda la forma della Chiesa.<\/p>\n<ol>\n<li><strong> Rallentare il passo: lasciare tempo e spazio all\u2019altro<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La compassione non comincia dai sentimenti, ma dal ritmo. Prima ancora che un gesto, \u00e8 un modo di abitare il tempo. Nella parabola popolarmente conosciuta come \u00abdel buon Samaritano\u00bb (Lc 10,25-37), la prima provocazione non \u00e8 l\u2019aiuto prestato, ma la sosta, il cambiamento di passo che permette l\u2019incontro: \u00ablo vide e ne ebbe compassione\u00bb (Lc 10,33). <strong>Tutto nasce da un rallentamento<\/strong>. Il Samaritano, a differenza del sacerdote e del levita, non \u201cpassa oltre\u201d: si arresta, sospende il proprio cammino, lascia che l\u2019altro entri nel suo tempo. <strong>La compassione \u00e8 l\u2019arte di non avere sempre qualcosa di pi\u00f9 urgente da fare.<\/strong><\/p>\n<p><u>Viviamo invece in una societ\u00e0 che ci educa alla fretta e ci induce alla distrazione<\/u>. Ci muoviamo come chi \u00e8 sempre \u201coltre\u201d: oltre lo sguardo, oltre l\u2019ascolto, oltre il cuore. Non ci fermiamo perch\u00e9 temiamo di perdere tempo, ma in realt\u00e0 perdiamo umanit\u00e0. Non vediamo pi\u00f9 il volto del dolore perch\u00e9 abbiamo perso la capacit\u00e0 di lasciarci intercettare. Ci difendiamo dietro la teoria o dietro l\u2019efficienza: o parliamo del dolore come problema da analizzare, o lo riduciamo a un servizio da erogare. Cos\u00ec, senza accorgercene, neutralizziamo la compassione.<\/p>\n<p><strong>Rallentare il passo significa riconoscere che l\u2019altro non \u00e8 un ostacolo ma un appuntamento<\/strong>. \u00c8 la conversione dello sguardo: non vedere la sofferenza come deviazione dal cammino, ma come luogo del passaggio di Dio. <u>La compassione inizia quando restituiamo al dolore il diritto di fermarci.<\/u> Non possiamo amare chi non lasciamo esistere, chi non trova tempo nel nostro tempo.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una differenza tra parlare del dolore e abitare il dolore. Il primo resta nell\u2019astrazione, il secondo entra nella carne. <strong>L\u2019amore, per essere evangelico, deve dilatare lo spazio dell\u2019incontro<\/strong>. Per questo il Samaritano non si limita a una carezza fugace: si espone, si ferma, si fa vicino, versa olio e vino, carica l\u2019uomo sulla propria cavalcatura, lo porta con s\u00e9, si prende del tempo per lui. Ogni gesto \u00e8 una sosta, un tempo donato, una cura paziente. [\u2026]\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> Lasciarsi toccare dal dolore<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Rallentare non basta <strong>se non si accetta di lasciarsi toccare.<\/strong> Il Samaritano non si ferma per curiosit\u00e0 o piet\u00e0 astratta: si accosta, tocca le ferite, versa olio e vino. <strong>La compassione non \u00e8 un gesto a distanza, ma un contatto<\/strong>. \u00c8 un movimento del corpo e del cuore insieme: si china, si coinvolge, rischia. Chi si lascia toccare dal dolore non rimane spettatore, ma entra nel mistero dell\u2019altro con pudore e coraggio. La nostra cultura, invece, tende ad anestetizzare la sofferenza. Ci difendiamo con l\u2019idea che basti un farmaco, una soluzione tecnica, un gesto rapido per \u201crisolvere\u201d il problema. Anche nell\u2019azione pastorale spesso rischiamo di confondere la cura con l\u2019efficienza. Ma ci sono dolori che non si eliminano: si attraversano. <strong>Il primo passo non \u00e8 guarire, ma infrangere la distanza<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 il gesto di san Francesco quando, ancora giovane e inquieto, incontr\u00f2 un lebbroso sulla strada di Assisi. In quell\u2019epoca i lebbrosi erano considerati impuri, esclusi dalla societ\u00e0 e temuti come contagiosi. Francesco, istintivamente, avrebbe voluto fuggire; ma in lui matur\u00f2 una decisione nuova: fermarsi, accostarsi, abbracciare e baciare quel lebbroso. [\u2026]\n<p>Non fu un miracolo nel corpo, ma un miracolo nel cuore: <strong>Francesco non guar\u00ec la lebbra, ma guar\u00ec dalla paura.<\/strong> Quell\u2019abbraccio rovesci\u00f2 la sua\u00a0sensibilit\u00e0: ci\u00f2 che prima era disgusto divenne tenerezza, ci\u00f2 che sembrava contaminazione divenne comunione.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che fiorisce la vera compassione: <u>quando smettiamo di voler \u201cgestire\u201d il dolore e scegliamo invece di abitarlo con l\u2019altro.<\/u> La guarigione pi\u00f9 grande non \u00e8 quella del corpo, ma quella della distanza.<\/p>\n<p>\u00c8 in quel contatto \u2013 nelle ferite che si toccano \u2013 che si apre lo spazio della grazia. Il dolore ha molte forme \u2013 fisico, psichico, morale, spirituale \u2013 e ciascuna chiede una prossimit\u00e0 diversa. Ma, in ogni caso, <strong>l\u2019amore autentico non teme il contatto.<\/strong> Ges\u00f9 non ha guarito solo con le parole, ma con le mani, con la saliva, con l\u2019abbraccio. [\u2026]\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> Suscitare la prossimit\u00e0 nel cuore di molti<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La parabola del Buon Samaritano non si conclude con un gesto solitario, ma con una consegna: \u00abgli si fece vicino, gli fasci\u00f2 le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caric\u00f2 sulla sua cavalcatura, lo port\u00f2 in un albergo e si prese cura di lui\u00bb (Lc 10,34<strong>). Il Samaritano non trattiene, ma coinvolge.<\/strong> <u>La compassione,<\/u> infatti, non \u00e8 solo un\u2019esperienza o una virt\u00f9 individuale: <u>\u00e8 una responsabilit\u00e0 condivisa<\/u>. Il dolore non pu\u00f2 essere portato in solitudine: ma chi si \u00e8 lasciato ferire dall\u2019amore impara a generare comunione, coinvolge altri: la prossimit\u00e0 si fa Chiesa.<\/p>\n<p>L\u2019albergo della parabola oggi non coincide con le strutture o le opere, ma <u>con la disponibilit\u00e0 di molti a lasciarsi coinvolgere nella forma della comunione ecclesiale.<\/u><\/p>\n<p>Sono i <strong>volontari<\/strong> che prestano tempo e mani, i <strong>professionisti<\/strong> che esercitano la cura con assoluta competenza e in molti casi come vocazione, i <strong>ministri e i<\/strong> <strong>consacrati<\/strong> che testimoniano la prossimit\u00e0 di Dio in mezzo al dolore. In ciascuno di loro si rinnova la parabola: non perch\u00e9 abbiano risposte pronte, ma perch\u00e9 sanno restare accanto. <u>L\u2019amore che si organizza diventa servizio, ma l\u2019amore che si radica nella fede diventa segno del Regno.<\/u> \u00c8 questo il senso dell\u2019\u00abalbergo\u00bb: una comunit\u00e0 che custodisce, che accompagna, che continua l\u2019opera iniziata dal Samaritano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Chiesa ogni anno celebra l\u201911 febbraio, nella ricorrenza della Madonna di Lourdes, la Giornata Mondiale del Malato. Siamo giunti alla XXXIV giornata e il tema che papa Leone ha scelto per questa giornata \u00e8: \u201cLa compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell\u2019altro\u201d. Anche noi vivremo in Chiesa alle ore 11,00 la Santa Messa &hellip;<br \/><a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/cat-parroco-feb-2026\/\" class=\"more-link pen_button pen_element_default pen_icon_arrow_double\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Catechesi del parroco &#8211; febbraio 2026<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":19153,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,2],"tags":[],"class_list":["post-19180","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-catechesi_parroco","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19180","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19180"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19180\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19272,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19180\/revisions\/19272"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/19153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19180"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19180"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19180"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}