{"id":17630,"date":"2025-01-03T04:39:11","date_gmt":"2025-01-03T04:39:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/?p=17630"},"modified":"2025-11-23T04:21:47","modified_gmt":"2025-11-23T04:21:47","slug":"cat-parroco-gen-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/cat-parroco-gen-2025\/","title":{"rendered":"Catechesi del parroco &#8211; Gennaio 2025"},"content":{"rendered":"<div class=\"su-note\"  style=\"border-color:#0000e5;border-radius:10px;-moz-border-radius:10px;-webkit-border-radius:10px;\"><div class=\"su-note-inner su-u-clearfix su-u-trim\" style=\"background-color:#0000ff;border-color:#ccccff;color:#ffffff;border-radius:10px;-moz-border-radius:10px;-webkit-border-radius:10px;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u201cTERRA MIA, CHIESA PARTENOPEA, VIVA E ARDENTE, QUESTO \u00c8 IL TUO TEMPO!\u201d<\/strong><\/p>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/cat_parroco\/par-108.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-17593 size-medium\" src=\"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/cat_parroco\/par-108-300x231.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/cat_parroco\/par-108-300x231.jpg 300w, https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/cat_parroco\/par-108-768x590.jpg 768w, https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/cat_parroco\/par-108-400x307.jpg 400w, https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/cat_parroco\/par-108.jpg 882w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Carissimi fedeli,<\/em><\/strong><\/p>\n<p>domenica <strong>29 dicembre c\u2019\u00e8 stata l\u2019apertura della Porta Santa della Cattedrale di Roma, ossia di San Giovanni in Laterano<\/strong> e in quello stesso giorno, in tutte le diocesi italiane, i vescovi, dopo aver fatto un piccolo pellegrinaggio fino ad arrivare alla Cattedrale, hanno celebrato la solenne apertura dell\u2019Anno Santo.<\/p>\n<p>Il nostro Cardinale don Mimmo ha rivolto, nell\u2019omelia, queste toccanti parole per la nostra riflessione e meditazione.<\/p>\n<p>\u201cCarissimi fratelli e sorelle, siamo qui, insieme, come comunit\u00e0 diocesana, perch\u00e9\u00a0<strong>si apre oggi una porta invisibile, <\/strong><u>la porta santa del cuore di Dio: una porta che invita, accoglie e abbraccia<\/u>.\u00a0 In realt\u00e0 \u00e8 una porta sempre spalancata ma che spesso, distratti dall\u2019ordinario, affaccendati dietro il tanto da fare, non vediamo. Guardarla insieme, incoraggiarci a vicenda nel varcare la sua soglia, \u00e8 invece l\u2019inizio di un cammino, di un respiro di grazia, di un tempo in cui le ferite possono divenire spiragli di luce, di un tempo che profuma di libert\u00e0, di guarigione, di perdono, di riscatto. Siamo qui perch\u00e9 questo Giubileo \u00e8 l\u2019eco di una promessa: nessuno \u00e8 escluso dall\u2019amore, nessuno \u00e8 dimenticato dalla speranza.<\/p>\n<p><strong>Siamo qui nel segno della Croce<\/strong>, della sua Croce, del Crocifisso Risorto, di quella Croce in cui tutte le nostre croci trovano senso, diventando provvisorie, illuminando di speranza il presente e di resurrezione il futuro. Proprio per questo abbiamo aperto la processione di inizio con la <strong>croce di Lampedusa,<\/strong> una croce di legno e sale che racconta le storie di chi ha attraversato il mare cercando vita e trovando troppo spesso morte. <u>\u00c8 una croce che porta dentro tutte le croci:<\/u> quelle degli abbandonati, dei feriti, di chi cerca un domani ma vive un oggi faticoso, denso di ferite e dolori. <u>Questa croce non \u00e8 solo un segno: \u00e8 un ponte, un faro, una promessa.<\/u> Rappresenta la speranza che non tradisce, che non confonde, che non delude, ma che illumina anche la notte pi\u00f9 buia.<\/p>\n<p>Nel Giubileo, il primo passo lo fa lei: a ricordarci che <u>fede \u00e8 riconoscere il dolore del mondo e trasformarlo in amore, in accoglienza, in un futuro che abbraccia tutti senza lasciare ai margini nessuno<\/u>. Il Giubileo non \u00e8 infatti soltanto una celebrazione, un rito, ma una possibilit\u00e0 concreta che ci \u00e8 data per ascoltare il respiro di Dio che soffia sulle nostre vite per liberarci dalle catene e riportarci alla nostra dignit\u00e0 di figli amati. In quest\u2019anno santo siamo invitati dal Signore a volgere ancor di pi\u00f9 lo sguardo verso il cielo, ma con i piedi ben piantati a terra, nella realt\u00e0 di questa nostra terra, con le sue ferite, i suoi dolori e, soprattutto, con il suo cuore grande, per trovare nel Vangelo le risposte pi\u00f9 profonde alle nostre domande, alle domande di questo nostro tempo. Le domande, quanto sono importanti le domande, quelle che ci muovono, che ci rendono inquieti perch\u00e9 abitati dal desiderio, dalla ricerca, dal bisogno di trovare risposte. <strong>[\u2026]<\/strong><\/p>\n<p>Fratelli e sorelle, il tempo del Giubileo si apre oggi davanti a noi come una porta spalancata sull\u2019amore, sulla misericordia tenerissima di Dio, che \u00e8 Padre, che \u00e8 Madre, che \u00e8 Speranza infinita. \u00c8 un tempo di grazia, un tempo di guarigione e di libert\u00e0, un tempo in cui il Signore, si piega sulle ferite del mondo, invitandoci a guardare oltre l\u2019orizzonte delle nostre paure.\u00a0<strong>[\u2026]<\/strong><\/p>\n<p>Permettetemi di raccontarvi un momento che porto nel cuore da qualche giorno, dopo essere stato al\u00a0<strong>Pausillipon<\/strong>\u00a0a trovare i bambini e i ragazzi ricoverati. Per salutare uno di loro ho dovuto indossare dei calzari, un camice e una cuffia. Pensavo fosse un gesto solo pratico, sanitario e in effetti lo \u00e8 ma poi, nella preghiera, ho capito che<strong> quei tre segni racchiudono un messaggio profondo,<\/strong> un simbolismo che \u00e8 utile a noi oggi, all\u2019inizio del cammino giubilare:<\/p>\n<p><strong>I calzari<\/strong>\u00a0sono il simbolo del cammino. Entrare in quel reparto significava percorrere una strada nuova, farsi piccoli per incontrare il mistero della vita ferita. Anche il Giubileo \u00e8 un cammino: un invito a metterci in movimento, a lasciare le nostre comodit\u00e0 per andare incontro agli altri, specialmente ai poveri, agli oppressi, a chi si sente abbandonato. Mos\u00e8 davanti al roveto ardente si tolse i sandali perch\u00e9 riconobbe che la terra che calpestava era santa (Es 3,5<u>). Anche la nostra citt\u00e0 metropolitana \u00e8 una terra santa, perch\u00e9 qui Dio abita<\/u> nei vicoli, nei cuori, nella vita di ogni persona, soprattutto dei pi\u00f9 poveri e dei pi\u00f9 feriti.<\/p>\n<p><strong>Il camice<\/strong>\u00a0ci richiama al servizio. In quel reparto, indossare il camice significava proteggere la vita, essere al servizio di quei piccoli che lottavano per respirare. Cos\u00ec anche noi, nel Giubileo, siamo chiamati a indossare il grembiule del servizio, come Ges\u00f9 che si cinse un asciugamano per lavare i piedi dei discepoli (Gv 13,4-5). <u>Il Giubileo \u00e8 il tempo in cui possiamo rivestirci della misericordia di Dio per diventare misericordia per gli altri.<\/u> \u00c8 il tempo in cui la Chiesa deve essere sempre pi\u00f9 serva, vicina, madre per chi \u00e8 fragile.<\/p>\n<p><strong>La cuffia<\/strong>\u00a0mi fa invece pensare alla mente e al cuore che devono essere custoditi. In un mondo rumoroso, pieno di distrazioni, la nostra coscienza ha bisogno del silenzio necessario ad ascoltare la voce di Dio, a discernere ci\u00f2 che \u00e8 essenziale. In questo Giubileo, <u>siamo chiamati a fare spazio al silenzio, alla preghiera, a un ascolto profondo che ci permetta di riconoscere il soffio dello Spirito<\/u>, che guida i nostri passi verso ci\u00f2 che \u00e8 vero, bello, buono, giusto.<\/p>\n<p>Fratelli e sorelle, questo Giubileo \u00e8 il tempo in cui dobbiamo consentire a Dio di fasciare le nostre ferite, per fare altrettanto con coloro che incontriamo. \u00c8 il tempo in cui il povero, l\u2019emarginato, il peccatore trovano il riscatto della propria dignit\u00e0. \u00c8 il tempo in cui le catene dell\u2019ingiustizia, della violenza, della corruzione attraverso di noi possono spezzarsi. \u00c8 il tempo in cui prendiamo sul serio l\u2019invito di Dio a custodire la terra, nella consapevolezza che \u00e8 il luogo sacro pieno della Sua presenza, la casa comune da abitare con rispetto, stupore, e cura! [\u2026] \u00c8 il tempo in cui ognuno di noi, riscoprendo il proprio battesimo, pu\u00f2 diventare artigiano di speranza, di quella speranza di cui il mondo ha bisogno.<\/p>\n<p><strong>Terra mia,\u00a0Chiesa partenopea, viva e ardente, questo \u00e8 il tuo tempo!<\/strong>\u00a0Sii luce che illumina i vicoli pi\u00f9 bui, sii mano che rialza chi \u00e8 caduto, sii voce che annuncia la libert\u00e0 di Dio. Sii madre che consola, padre che protegge, amico che cammina accanto.<\/p>\n<p>Il Giubileo non \u00e8 un dono solo per te, ma \u00e8 un dono che sei chiamata a condividere con tutta la nostra citt\u00e0: il dono della Misericordia! \u00c8 il tempo in cui tu, Chiesa di Napoli devi alzarti e camminare, diventando strumento di liberazione per chi vive oppresso. Quanti prigionieri ci sono tra noi! Non solo chi vive dietro le sbarre di un carcere, ma anche chi \u00e8 prigioniero della povert\u00e0, della solitudine, della violenza, della mancanza di speranza. Questo \u00e8 il tempo in cui Dio ti chiede e chiede a tutti di aprire le porte, di spezzare le catene, di restituire dignit\u00e0 a chi l\u2019ha perduta, annunciando con un nuovo entusiasmo la buona notizia della Pasqua!<\/p>\n<p>Sorelle e fratelli, il Giubileo \u00e8 un invito a sperare. In un mondo spesso segnato dalla sfiducia, Dio ci chiama a guardare oltre, a credere che il futuro \u00e8 nelle sue mani, che c\u2019\u00e8 ancora spazio per la speranza. E la speranza non confonde, la speranza non \u00e8 un\u2019illusione: \u00e8 un cammino concreto, fatto di piccoli passi, di gesti semplici che costruiscono il Regno di Dio.<\/p>\n<p>E allora, con i calzari necessari al cammino, con il camice del servizio e la cuffia del discernimento, entriamo in questo Giubileo con coraggio. Lasciamo che il Signore ci liberi, ci perdoni, ci guarisca, ci renda uomini e donne capaci di speranza. <strong>Che questo tempo santo ci trasformi e renda la nostra Chiesa e la nostra citt\u00e0 un segno di risurrezione per il mondo.<\/strong> Amen.\u201d<\/p>\n<p>Accogliendo l\u2019invito del nostro arcivescovo, chiediamo a Maria di farci vivere questo giubileo lasciandoci, ancora una volta, rinnovare dalla misericordia di Dio nostro Padre.<\/p>\n<p><strong><em>Don Piero, parroco<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi fedeli, domenica 29 dicembre c\u2019\u00e8 stata l\u2019apertura della Porta Santa della Cattedrale di Roma, ossia di San Giovanni in Laterano e in quello stesso giorno, in tutte le diocesi italiane, i vescovi, dopo aver fatto un piccolo pellegrinaggio fino ad arrivare alla Cattedrale, hanno celebrato la solenne apertura dell\u2019Anno Santo. 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