{"id":825,"date":"2015-02-14T16:54:43","date_gmt":"2015-02-14T15:54:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=825"},"modified":"2022-01-07T06:48:01","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:01","slug":"fine-anno-2008","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/parrocchia\/pagina-gruppo\/famiglie-insieme\/passi-famiglie\/anno-2007-2008\/fine-anno-2008\/","title":{"rendered":"Fine anno 2008"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><b><i><span style=\"color: #ff0000; font-size: 14pt;\">&#8220;Famiglie Insieme&#8221;<br \/>\n<\/span><\/i><\/b><b><i><span style=\"color: #ff0000; font-size: 14pt;\">Incontro del 21 &#8211; 22 giugno 2008<br \/>\n<\/span><\/i><\/b><b><i><span style=\"color: #ff0000; font-size: 12pt;\">a Mercogliano<br \/>\n<\/span><\/i><\/b><b><i><\/i><\/b><b><i><span style=\"color: #ff0000; font-size: 12pt;\">a chiusura dell&#8217;anno pastorale<br \/>\n<\/span><\/i><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/famiglie\/fam_012.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-7400 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/famiglie\/fam_012-300x245.jpg\" alt=\"fam_012\" width=\"300\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/famiglie\/fam_012-300x245.jpg 300w, https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/famiglie\/fam_012-400x327.jpg 400w, https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/famiglie\/fam_012.jpg 734w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: 10pt; color: #008000;\">clicca sulla foto per ingrandirla<\/span><\/p>\n<p>Da uno spunto di meditazione del Card. Martini sulla personalit\u00e0 di Ges\u00f9 nel racconto della passione del Vangelo di Giovanni (cfr. <em>Le tenebre e la luce<\/em>. Piemme 2007).<\/p>\n<p>Gv 13,1-3: \u00c8 detto due volte \u201csapendo\u201d; \u00e8 indicata la coscienza di Ges\u00f9, il suo essere consapevole e responsabile. Di che cosa? Il suo destino, \u201cl\u2019ora di passare\u201d, la sua responsabilit\u00e0 \u201ctutto nelle mani\u201d, il suo itinerario \u201ca Dio ritornava\u201d. Questa lucidit\u00e0 interiore gli permette di leggere quello che sta vivendo e di gestirlo, facendolo diventare offerta personale.<\/p>\n<p>Noi non abbiamo, ordinariamente, questa prescienza, ma la preghiera prolungata, il ricorso alla Parola di Dio e il confronto fraterno nel dono di essere un gruppo cristiano che vuol camminare \u201cinsieme\u201d, ci aiutano a sperimentare la presenza dello Spirito che, come promette Ges\u00f9, ci guida \u201c<em>alla verit\u00e0 tutta intera<\/em>\u201d (Gv 16,13). La coscienza di Ges\u00f9 si esprime nel dono di s\u00e9 in pienezza, \u201c<em>avendo amato i suoi che erano nel mondo, li am\u00f2 sino alla fine<\/em>\u201d realizzando quanto avrebbe soggiunto \u201c<em>nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo, dare la vita per i propri amici<\/em>\u201d (Gv 15,23). Possiamo comprendere perch\u00e9 aveva proposto come norma, principio antropologico universale, regola del vivere \u201c<em>se il chicco caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto<\/em>\u201d (Gv 12,24-26). La coscienza di Ges\u00f9 apre alla luce della regalit\u00e0 \u201c<em>quando sar\u00f2 innalzato da terra, attirer\u00f2 tutti a me<\/em>\u201d (Gv 12,32). Cos\u00ec il \u201csapere\u201d \u00e8 consegnato ai discepoli \u201c<em>sapete<\/em>?\u201d (Gv 13,12), \u201c<em>sapendo<\/em>\u201d (Gv 13,17). Leggere, rileggere, penetrare\u2026 \u00e8 il nostro compito di credenti. Ges\u00f9 sa guardare la propria vita, come unit\u00e0, come totalit\u00e0 da avere nelle proprie mani. Noi raramente arriviamo a questo; pi\u00f9 spesso viviamo a segmenti, a stagioni, in senso di tempo e in senso di spazio. Perci\u00f2 abbiamo difficolt\u00e0 a considerare la vita come un insieme , in cui tutto sia un unico \u201cviaggio\u201d. Ci ha impressionato in questi giorni l\u2019esempio della madre di uno di noi che ha chiesto la celebrazione dell\u2019Eucarestia nel 50\u00b0 di matrimonio pur essendo lo sposo morto gi\u00e0 da alcuni anni e diceva serenamente \u201ccelebriamo insieme, lui di l\u00e0 ed io di qua\u201d. Ges\u00f9 ci insegna a prendere nelle mani, per intero, la nostra vita, dalle mani di Dio e ad offrirgliela. Cos\u00ec cambia il significato della parola soggetto. Da una accezione di tipo passivo, essere sottomesi come sudditi, alla visione positiva, attiva del diventare soggetto, come di chi vuole quello che Dio vuole, perci\u00f2 \u00e8 protagonista della propria vita. Ges\u00f9 ci insegna a guardare con totalit\u00e0 la vita in ogni suo passaggio accogliendolo e offrendolo come possibilit\u00e0. \u00c8 famosa la preghiera di Ignazio di Loyola: \u201c<em>prendi, Signore, e accetta tutta la mia libert\u00e0, la mia memoria, il mio intelletto e tutta la mia volont\u00e0, tutto ci\u00f2 che ho e possiedo: tu me lo hai dato, a te Signore, lo ridono, tutto \u00e8 tuo: disponine a tuo pieno piacimento, dammi il tuo amore e la tua grazia, che questa mi basta<\/em>\u201d. \u00c8 dunque nel superamento di s\u00e9 la chiave del cammino umano, nel senso laico di antropologia e nel senso del progredire e della responsabilit\u00e0 di fede. Capire questo \u00e8 un grande dono. Rendiamocene conto. Non capirlo pu\u00f2 comportare di essere oppressi dalle eventualit\u00e0 della vita , con le ansie, le paure, le frustrazioni. La vita come totalit\u00e0 che si va completando \u00e8 invece fonte di continuo rinnovamento. E punta a farci persone, che vuol dire donne e uomini in dono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cammino di quest\u2019anno andava in questa direzione:<br \/>\n<div class=\"su-list\" style=\"margin-left:0px\">\n<ul>\n<li><i class=\"sui sui-angle-right\" style=\"color:#333\"><\/i> l\u2019altro nell\u2019appartenenza reciproca della coppia, l\u2019esodo da s\u00e9;<\/li>\n<li><i class=\"sui sui-angle-right\" style=\"color:#333\"><\/i> l\u2019incontro con le molteplicit\u00e0 derivanti dalle famiglie di origine;<\/li>\n<li><i class=\"sui sui-angle-right\" style=\"color:#333\"><\/i> l\u2019incontro-scontro con la societ\u00e0 che pretende l\u2019omologazione;<\/li>\n<li><i class=\"sui sui-angle-right\" style=\"color:#333\"><\/i> la sensibilit\u00e0 per uno stile di vita sobrio, radicato nei rapporti;<\/li>\n<li><i class=\"sui sui-angle-right\" style=\"color:#333\"><\/i> la scoperta di non poter vivere la vicenda familiare da soli, perci\u00f2 la disponibilit\u00e0 a lasciarsi aiutare dall\u2019esperienza di altri a cominciare da quelle dolorose delle stanchezze e delle separazioni. Abbiamo capito meglio che la \u201cfesta\u201d della famiglia non \u00e8 nel chiasso ma nello insieme.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<p>Bisognerebbe interrogarsi sul cammino del \u201ccompimento della vocazione all\u2019esodo\u201d da noi stessi per vivere il noi di coppia, di genitori, di famiglia, di incontro di famiglie. Questo \u00e8 il disegno sulla Chiesa: essere casa e scuola di comunione. Quanto la convinzione diventa realt\u00e0? Quanto il gruppo diventa \u201cper l\u2019umanit\u00e0\u201d?<\/p>\n<p>\u00c8 il cammino che dobbiamo ancora compiere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Famiglie Insieme&#8221; Incontro del 21 &#8211; 22 giugno 2008 a Mercogliano a chiusura dell&#8217;anno pastorale clicca sulla foto per ingrandirla Da uno spunto di meditazione del Card. Martini sulla personalit\u00e0 di Ges\u00f9 nel racconto della passione del Vangelo di Giovanni (cfr. Le tenebre e la luce. Piemme 2007). 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