{"id":5888,"date":"2016-04-24T10:41:09","date_gmt":"2016-04-24T08:41:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5888"},"modified":"2022-01-07T06:48:04","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:04","slug":"1971-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-1971\/1971-2\/","title":{"rendered":"Tempo Pasquale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #0000ff;\">Anno 1971<br \/>\nTempo Pasquale<\/span><\/strong><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>VEGLIA PASQUALE - sabato 10 aprile 1971<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">VEGLIA PASQUALE &#8211; Anno C<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Lc 24,1-12)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u2026\u2026. n\u00e9 il risuonare dell&#8217;organo, ma l&#8217;esultanza delle nostre anime, unite insieme dalla fede e dall&#8217;amore di Dio, devono cantare il Gloria che tutti insieme vogliamo recitare: GLORIA \u2026\u2026..<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Alla fine del lungo silenzio di questo Sabato Santo ecco la parola di Dio che torna in mezzo a noi: \u201cPerch\u00e9 cercate tra i morti Colui che \u00e8 vivo? Non \u00e8 qui. \u00c8 risorto\u201d. Ed ecco la nostra Pasqua, il nostro Mar Rosso passato, il nostro esodo compiuto. C&#8217;\u00e8 uno di noi, un uomo come noi che si chiama Ges\u00f9 Cristo che ha rotto il muro della morte ed \u00e8 passato di l\u00e0 e di l\u00e0 ritorna con una luce indicibile, ineffabile, che \u00e8 la luce di Dio eterno, a dire che ci attende, che la Sua strada \u00e8 la nostra strada, che la Sua morte, vincendo il muro dell&#8217;angoscia e della disperazione ha illuminato la nostra morte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La nostra Pasqua \u00e8 tutta qui, in questo avere la certezza profonda che gi\u00e0 siamo arrivati di l\u00e0, in Lui che \u00e8 uno di noi e che, quindi, la nostra vita ha un significato, ha un senso che va al di l\u00e0 dell&#8217;orizzonte stretto ed angosciante della vicenda terrena, che la nostra vita ha una luce depositata in s\u00e9 stessa che le viene donata de Dio nella vicenda del mondo. La Sua Pasqua, il Suo passaggio da questa vita al Padre diventa cosi la nostra vocazione. Ed ecco il senso della celebrazione che stiamo compiendo: la nostra vocazione di battezzati, di credenti in Lui che sono chiamati a ripetere il Suo stesso itinerario dalla morte alla vita, dalla terra al cielo, dall&#8217;umanit\u00e0 alla divinit\u00e0, dalla solitudine e dall&#8217;angoscia alla pienezza eterna della vita beata del Paradiso. \u00c8 il Suo sabato Santo, questo silenzio angoscioso che ha invaso l&#8217;anima dei discepoli, portando in loro dubbi tremendi, incertezze angoscianti, oscurit\u00e0 disperate fino a far credere loro che tutta la Sua parola e la Sua missione era stata soltanto come una fata morgana che adesso si allontanava nella dura e concreta realt\u00e0 del Suo seppellimento, il Suo sabato santo diventa il senso della nostra vigilia terrena; di questa vigilia in cui sembra che Dio non esista, in cui sulla realt\u00e0 di Dio, veramente sembra calata la pietra dura di tutti i nostri scetticismi, di tutte le nostre ideologie, di tutte le nostre politiche che non lasciano spazio per un Dio che non si vede, che non si tocca, che non mantiene sulla terra le Sue promesse per cui questa nostra esistenza terrena sembra, com&#8217;\u00e8 stata sovente definita, ai tempi nostri, l&#8217;esistenza della morte di Dio. Il Suo sabato santo diventa il senso della nostra vigilia che diventa come un sabato santo, il nostro passaggio sulla terra, dove, nella difficolt\u00e0 e nella durezza della fede, mentre sentiamo il peso angosciante della Sua assenza, della mancanza della Sua parole e della Sua presenza, noi, per\u00f2, come il Cristo che crede all&#8217;amore del Padre, al di l\u00e0 della Sua stessa morte, attendiamo che Egli ci si riveli e che ci accolga nella Sua casa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">E oggi, mentre rinnoviamo le promesse del battesimo, mentre nel nostro fratellino che riceve il battesimo qui, in mezzo alla Comunit\u00e0 radunata nel nome della vittoria di Cristo, noi vogliamo pregarLo Cristo fratello nostro, arrivato per primo, vogliamo pregarLo che, nel cammino della vita, non permetta che le circostanze, il peso dell&#8217;esistenza, l&#8217;oppressione del dolore fisico e della sofferenza morale tolgano a noi la speranza del popolo di Dio che sa di essere radunato dall&#8217;amore del Padre e di essere atteso da questo amore. Vogliamo pregarLo che, come la luce di questo cero che brilla questa notte in mezzo a noi, Egli voglia restare nelle nostre comunit\u00e0 di credenti, nella Chiesa e nel mondo a Portare la speranza, a portare la certezza della Sua vittoria che \u00e8 garanzia della nostra vittoria definitiva, a portare quella forza che, tante volte, se fossimo soli, certamente ci mancherebbe e che invece con Lui ci pu\u00f2 accompagnare come la nuvola che accompagnava il passaggio del popolo eletto lungo il deserto ed il Mar Rosso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fratelli miei, mentre rinnoviamo le promesse del battesimo, ravviviamo la nostra fede. La Pasqua che celebriamo attraverso la rinnovata liturgia, non \u00e8 una Pasqua che concede molto spazio ai sentimentalismi. Forse minore solennit\u00e0; orse minore rumore. Ma quanta maggiore consapevolezza; quanta maggiore luce nelle nostre anime! E sentiamo che, nell&#8217;arrivo di Cristo nella Gloria del Padre \u00e8 tutto il senso della nostra vita, tutta la nostra vocazione. E quanta forza viene alle nostre famiglie, al nostro lavoro, alle nostre singole vite personali dal pensiero di questa vittoria gi\u00e0, ottenuta, che non chiede altro che di essere creduta, di essere sperata, di essere amata, di essere seguita quotidianamente, perch\u00e9 diventi anche la nostra vittoria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cosi voglia il Signore con la Sua grazia.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>II DOMENICA DI PASQUA - 18 aprile 1971<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">II DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno C<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(At 5,12-16; Sal. 117; Ap 1,9-11.12-13.17-19; Gv 20,19-31)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La Pasqua \u00e8 passata. La celebrazione esteriore \u00e8 volata via come tutte le cose che durano un giorno. Oggi la giornata, grigia anche nel tempo, sembra essere un po&#8217; il segno esterno di quel tempo che rimane, i1 tempo che noi dobbiamo vivere prosaicamente, in quella che in fondo \u00e8 la nostra vita di ogni giorno, in cui non ci sono tanto delle celebrazioni gioiose da vivere quanto la durezza di un cammino, in cui la gioia e la luce non sono certo l&#8217;elemento preminente e preponderante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Eppure la Chiesa, chiamandoci in questo primo giorno della settimana intorno all&#8217;altare del Signore, ci ripete l&#8217;annuncio della Pasqua e ce lo ripete in termini di un&#8217;estrema concretezza, la Chiesa che conosce la natura degli uomini, e che ci ripropone, attraverso le parole stesse di Ges\u00f9, questa strana beatitudine: \u201cBeati coloro che crederanno senza avere veduto!\u201d. Ecco, fratelli miei, mi sembra stamattina che dobbiamo fermarci un istante qui: da una parte un fatto che noi abbiamo conosciuto, la resurrezione del Cristo, da un&#8217;altra parte la nostra vita, un altro fatto, un&#8217;altra situazione, che non sembra essere cosi legata a quella resurrezione, che non sembra essere cosi fecondata, cosi illuminata, cosi resa nuova da questa presenza del Signore che, mentre viene affermata in quella resurrezione, resta tuttavia misteriosa, perch\u00e9 questa presenza del resuscitato noi non la vediamo, non la sentiamo, non ne godiamo il beneficio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">E stamattina il Cristo ci dice: \u201cBeati, se crederete pur senza aver veduto e toccato\u201d. Noi siamo chiamati a vivere questa fede, a ravvivarla in noi, che Cristo \u00e8 veramente risorto. La Comunit\u00e0 dei suoi discepoli l&#8217;ha visto, la comunit\u00e0 di coloro che erano rimasti sbigottiti, sgomenti per la Sua morte e per la perdita di ogni speranza in quel regno di Dio che Egli aveva predicato, la Comunit\u00e0 di quei delusi che avevano circondato la Sua croce e se ne erano fuggiti via scandalizzati, ha potuto toccare con mano come Tommaso oggi, nel Vangelo di Giovanni, le Sue ferite. E di questo si \u00e8 fatto testimone. E da questo fatto noi siamo chiamati a credere, a credere pienamente, non a credere intellettualmente soltanto, a credere veramente e credere veramente significa che, se Cristo \u00e8 risorto, allora vuol dire che Dio esiste. Non soltanto; se Cristo \u00e8 risorto, vuol dire che Dio ci ama. E non basta ancora: vuol dire che, se Cristo \u00e8 risorto e Cristo \u00e8 un uomo come noi, allora Dio \u00e8 diventato il Dio dell&#8217;umanit\u00e0, presente nelll&#8217;umanit\u00e0, e noi siamo diventati l&#8217;umanit\u00e0 di Dio, in un incontro che non potr\u00e0 mai pi\u00f9 essere rotto, un incontro nuziale come era stato previsto e profetizzato nella Scrittura dell&#8217;Antico Testamento, per cui lo sposo e la sposa sono fatti per essere una cosa sola e per sempre e cosi Dio e l&#8217;umanit\u00e0, in Cristo, si incontrano e sono sempre insieme.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ecco perch\u00e9 abbiamo letto ed abbiamo ripetuto: \u201cL&#8217;amore del Signore \u00e8 per sempre\u201d. Nel fatto della resurrezione di Ges\u00f9 noi sappiamo che Dio ci ama ed \u00e8 una certezza, fratelli miei, che siamo chiamati, oggi, a rendere pi\u00f9 certa di tutte le nostre altre certezze. Ecco le certezze che noi viviamo giorno per giorno, non c&#8217;\u00e8 bisogno che io ve le ripeta, sono le certezze delle nostre incertezze, e non \u00e8 un gioco di parole: certezza della nostra fatica di cammino, certezza della nostra provvisoriet\u00e0, delle nostre malattie, delle nostre morti, della nostra fatica di vivere, del nostro stesso peccato, della nostra condizione che \u00e8 una condizione di miseria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">E quante volte siamo portati a pensare: ma se Dio veramente fosse il Dio dell&#8217;umanit\u00e0 non mi lascerebbe in questa situazione, mi toglierebbe da questa incertezza e da questa fatica, se veramente mi amasse, perch\u00e9 quando io amo una persona, cerco di spianare la strada davanti ai piedi di questa persona e, se io ho un figlio e lo amo veramente, cerco di aiutarlo in ogni circostanza ed in ogni sofferenza della sua vita, e, se posso evitargli anche un po&#8217; di sofferenza, gliela evito. Di fronte a questo, i1 Cristo risorto che porta nella Sue mani, e nel Suo petto le ferite della passione, ci dice: \u201cBeati quelli che credono anche senza vedere!\u201d. Ed a noi \u00e8 chiesto di credere, di firmare in bianco questa cambiale dell&#8217;amore di Dio da credere dal momento che questo amore ci si \u00e8 manifestato in una pienezza indescrivibile proprio nella resurrezione di Ges\u00f9. Ed allora, qualsiasi sia la condizione della nostra esistenza, qualsiasi la sofferenza che dobbiamo attraversare, qualsiasi la prova che dobbiamo sopportare, credo che per noi credere nella resurrezione di Ges\u00f9 significhi vivere questa pace di fondo nell&#8217;animo che nessuna situazione, nessun dolore, che nessuna fatica e nessuna morte pu\u00f2 toglierci l&#8217;amore di Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fratelli, questa certezza nel Dio che ci ama in Cristo risorto diventa capacit\u00e0 di donare la gioia e la pace, diventa addirittura capacit\u00e0 di far prodigi, non perch\u00e9 siamo per capacit\u00e0 nostra nelle possibilit\u00e0 di compiere prodigi. \u00c8 bello vedere che la gente capisce che l&#8217;ombra di Pietro pu\u00f2 sanare perch\u00e9 non \u00e8 la persona di Pietro; Pietro \u00e8 portatore di una altra realt\u00e0: \u00e8 Cristo che sana. Per\u00f2 noi, povera gente, povere creature, noi diventiamo capaci, per questa grazia dello Spirito Santo, che \u00e8 il dono del Cristo risorto, di portare la pace. E credo che la fede nella resurrezione di una Comunit\u00e0 Cristiana si riconosca proprio in questo essere segno della riconciliazione, i1 segno della pace, il segno della pace che nasce non dalle cose umane sistemate bene, cercate di capire, i1 segno di una pace che non viene dall&#8217;aver fatto bene tutte le cose: tu hai fatto il tuo dovere, tu hai fatto il tuo dovere, io ho fatto il mio dovere, perci\u00f2 siamo in pace e siamo riconciliati, no. Ma una pace che viene dal fatto che, comunque noi siamo e qualsiasi torto noi ci siamo potuto fare l&#8217;uno verso l&#8217;altro e qualsiasi sofferenza noi dobbiamo sopportare a motivo della nostra convivenza, l&#8217;amore di Dio non ci lascia. E questo \u00e8 il motivo della nostra pace e di quel perdono che dobbiamo scambiarci vicendevolmente in qualsiasi situazione della nostra vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Capite, fratelli miei: tante volte nel nostro vivere insieme nelle famiglie, negli uffici, nelle amicizie, nella nostra comunit\u00e0 di Parrocchia, nel nostro vivere insieme, quasi quasi continuiamo a pensare che la pace debba essere il frutto di accordi umani, di realizzazioni umane, di consensi umani, e ci affanniamo e a volte ci disperiamo, perch\u00e9, mettendoci di impegno, non riusciamo a trovare un terreno stabile per questi accordi umani e, quando abbiamo rimediato da una parte, ecco che ci si apre una frana dall&#8217;altra parte. E quando abbiamo raggiunto l&#8217;accordo con una persona, ecco che ci troviamo in disaccordo con un&#8217;altra persona. E quando abbiamo realizzato un lavoro bello da una parte, ecco che ci fallisce un altro lavoro che, magari, avevamo sperato che resistesse. E la nostra vita \u00e8 come logorata da questa durezza del cammino. Ecco, credo che la fede nella risurrezione del Signore ci chieda di essere portatori di una pace che non viene dall&#8217;aver messo a posto tutte le cose, ma da questa certezza dell&#8217;amore di Dio che non ci abbandona, ma diventa capacit\u00e0 di accertarci anche quando sbagliamo, di volerci bene anche quando ci facciamo dei torti, di aiutarci anche quando ci facciamo resistenza, di camminare anche quando non abbiamo n\u00e9 voglia n\u00e9 capacit\u00e0 di camminare insieme. Per questo la comunit\u00e0 cristiana che crede nella Pasqua, nella resurrezione del Signore, diventa il segno della riconciliazione di una comunit\u00e0 che vive il perdono, lo vive in ogni momento della propria esistenza. Io vorrei che, oggi, mentre celebriamo l&#8217;Eucarestia, questo chiedessimo al Signore risorto che ci dia la possibilit\u00e0 di avere il Suo Spirito per essere certi della resurrezione e delle conseguenze che ne vengono. La certezza dell&#8217;amore di Dio, la certezza d\u00ec poter camminare e di poter essere in pace con tutti gli uomini perch\u00e9 Lui \u00e8 il segno della vittoria sul peccato e sulla morte, perch\u00e9 Lui \u00e8 il segno che Dio \u00e8 con noi e non ci abbandona pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>III DOMENICA DI PASQUA - domenica 25 aprile 1971<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">III DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno C<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(At 5,27-32.40-41; Sal. 29; Ap 5,11-14; Gv 21,1-19)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La nostra riflessione sul mistero della Resurrezione deve andare avanti. Dicevamo, domenica scorsa, se lo ricordate, che la nostra piet\u00e0 cristiana, se si fermasse nella contemplazione del Crocifisso, se non passasse nella contemplazione e nella riflessione sul mistero della resurrezione, non sarebbe completa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Un Cristo, soltanto crocifisso e non risorto, non potrebbe salvarci. E dicevamo: per questo la testimonianza pi\u00f9 grande da portare alle nostre anime, da vivere reciprocamente in quell&#8217;amore scambievole che deve fare della nostra vita un dono continuo di quella fede che ci \u00e8 stata data perch\u00e9 sia sostegno reciproco: la mia fede sostegno alla tua fede e la tua fede sostegno alla mia fede, la testimonianza pi\u00f9 grande della fede \u00e8 proprio la testimonianza del Risorto, da vivere con umilt\u00e0, ma con fortezza, nella nostra esistenza. Ed \u00e8 per questo che la prima Comunit\u00e0 cristiana non aveva altra preoccupazione che di essere testimone della resurrezione, perch\u00e9 \u00e8 il Cristo che ritorna al Padre e ci salva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Per un istante soltanto, fratelli, anche se un po&#8217; difficile, pensiamo insieme a questa verit\u00e0 per scoprire quel rapporto con Lui di amore, di riconoscenza, di intimit\u00e0 che deve animare la nostra piet\u00e0 cristiana. E per il fatto che Cristo si sottomette al Padre in tutte le cose, per il fatto che fa di Dio il Dio della Sua vita, il Signore della Sua vita, per il fatto che di fronte all&#8217;esigenza di Dio sposta tutto quello che \u00e8 Suo personale, per cui in Cristo non esiste alcun egoismo, per questo fatto Dio pu\u00f2 realizzare in Lui, nella Sua umanit\u00e0, la Sua Promessa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Vi ricordate la profezia che qualche volta abbiamo citata del Vecchio Testamento, quando il Signore parla del Suo popolo e dice che il Suo popolo comincer\u00e0 ad essere tale quando gli uomini si convertiranno alla Sua volont\u00e0? \u201cVerr\u00e0 il momento &#8211; dice la profezia del Vecchio Testamento, &#8211; in cui io non vi chiamer\u00e0 pi\u00f9 col vostro nome, una vi chiamer\u00f2 \u201cmia volont\u00e0\u201d, mia volont\u00e0 incarnata e quello sar\u00e0 il momento in cui voi sarete il mio popolo ed io sar\u00f2 il vostro Dio.\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ecco Cristo che obbedisce al Padre anche quando, Questo Gli chiede di perdere tutta la propria esistenza, tutta la propria opera, tutta la propria dignit\u00e0, tutto il proprio onore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cristo sulla Croce \u00e8 la volont\u00e0 di Dio, Lui e Dio sono una cosa sola. Per questo Dio pu\u00f2 realizzare in Lui la Sua promessa, riempiendoLo del Suo spirito, Lo risuscita, lo strappa alla morte, Lo porta accanto a S\u00e8. Noi diciamo nel Credo: \u201cSiede alla destra del Padre Onnipotente\u201d. Questo \u00e8 l\u2019itinerario pasquale del Cristo che diventa itinerario pasquale che viene proposto a tutta l&#8217;umanit\u00e0, e quella umanit\u00e0 che voglia, nell&#8217;accoglienza del messaggio di Cristo, essere il popolo di Dio, dovr\u00e0 vivere questo itinerario, chiedendo di restare nella fede a quel Cristo che \u00e9 passato prima di noi, che \u00e8 arrivato prima di noi e che misteriosamente rimane in mezzo a noi mediante il dono del suo spirito, perch\u00e9 anche alla nostra povert\u00e0 sia dato di passare attraverso questo itinerario per arrivare a Dio, alla famiglia dei figli di Dio, alla condizione eterna della partecipazione alla sua resurrezione. E perch\u00e9 questo ci sia possibile, fratelli, Cristo risorto rimane con noi. Ma che cosa misteriosa!, lo vedete; questo Cristo risorto, in tutte le sue apparizioni non viene riconosciuto facilmente dai discepoli, ha delle fattezze, ha dei lineamenti che non sono facilmente riconoscibili. Cristo \u00e8 piuttosto riconosciuto dai gesti, dal modo di comportarsi; ed ecco che i discepoli di Emmaus Lo riconoscono alla frazione del pane, i discepoli, oggi, Lo riconoscono alla pesca miracolosa. E a me sembra che noi oggi vogliamo fare questa riflessione. L&#8217;itinerario cristiano, l&#8217;itinerario pasquale di Cristo diventa nostro, soltanto se noi ci convinciamo di una cosa, che Cristo \u00e8 rimasto in mezzo a noi nelle sembianze dell&#8217;umanit\u00e0, di qualsiasi umanit\u00e0 e qualsiasi persona che si avvicini a noi in qualsiasi momento. Quello \u00e8 il Cristo, il Cristo da riconoscere come Colui che gi\u00e0 \u00e8 presso il Padre e che chiede a noi di compiere il Suo stesso itinerario servendo l&#8217;umanit\u00e0. Ecco perch\u00e9 Cristo risorto non si siede in un punto preciso della terra, quasi in un Santuario, dove noi dovremmo poi andare per vederlo almeno una volta nella vita. Non fa questo Cristo. Cristo rimane con noi, ma rimane nelle fattezze dell&#8217;umanit\u00e0 e il nostro rapporto con Lui sar\u00e0 vero, sar\u00e0 autentico, il nostro cammino verso il Padre sar\u00e0 simile al Suo, sar\u00e0 accetto, sar\u00e0 pienamente cristiano se noi Lo serviremo nell&#8217;umanit\u00e0. Per questo, ancora una volta, come tante volte abbiamo detto lungo il corso dell&#8217;anno, la contemplazione del mistero diventa vocazione per noi. Per questo il cristiano che crede alla resurrezione non \u00e8 colui che sta con gli occhi in alto a guardare sopra le nuvole cercando di intravedere la figura misteriosa del Cristo risorto. Il cristiano che crede alla resurrezione \u00e8 il cristiano buttato sulla terra, nella storia degli uomini, a servire l&#8217;umanit\u00e0, ad amarla come Cristo la ha amata pagando di persona.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ed ecco che ogni sforzo di miglioramento degli uomini, ogni lotta di liberazione, ogni impegno di accrescimento dell&#8217;umanit\u00e0, ogni fatica per lenire, per addolcire le pene dell&#8217;uomo, diventano impegno quotidiano del cristiano che veramente crede nella resurrezione, perch\u00e9 il cristiano ripiegato nella devozione, sia pure nella devozione al crocifisso, non crede nella resurrezione. Il cristiano che crede nella resurrezione veramente \u00e8 quello che alla fine della Messa si sente buttato fuori della Chiesa, non per cominciare a sognare la Messa della domenica successiva, ma per cominciare la missione che gli viene da Cristo: andate, siate testimoni, percorrete lo stesso itinerario facendo dell&#8217;incontro con l&#8217;umanit\u00e0 un incontro d&#8217;amore. Ecco perch\u00e9 ogni cristiano ha un compito preciso da svolgere nell&#8217;umanit\u00e0 e nella Chiesa, ecco perch\u00e9 nel popolo di Dio nessuno c&#8217;\u00e8 che non abbia da fare in questo senso per la testimonianza della resurrezione. Ecco perch\u00e9 ogni cristiano ha una sua precisa e persona le vocazione. Questa parola di Ges\u00f9 cosi forte, detta a Pietro dopo la resurrezione: \u201cSeguimi!\u201d, con cui finisce il brano del Vangelo di oggi, \u00e8 un imperativo, \u00e8 un comando, \u00e8 un invito che viene rivolto anche a ciascuno di noi. Ognuno di noi una vocazione e ad alcuni di noi la vocazione a dare tutto. Per questa testimonianza e per entrare in questo sforzo di miglioramento e di liberazione dell&#8217;umanit\u00e0, per essere, come i discepoli, consacrati totalmente, senza riserve, n\u00e9 di tempo, n\u00e9 di spazio, n\u00e9 di affetti, a questa che \u00e8 la causa di Cristo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi, terza domenica di Pasqua, in tutto il mondo \u00e8 la giornata delle vocazioni sacerdotali: ecco perch\u00e9 sono presenti alla nostra Eucarestia anche due fratelli dei Seminario Arcivescovile. Oggi non ci interessa tanto quella partecipazione materiale ai problemi del Seminario, che pure \u00e8 doverosa partecipazione, perch\u00e9 la cura della preparazione dei nuovi sacerdoti spetta non soltanto all\u2019Arcivescovo, ma a tutta la Comunit\u00e0 cristiana; per questo al vostro posto \u00e8 stata messa una busta che dovrete considerare con responsabilit\u00e0. Ma il problema pi\u00f9 importante \u00e8 un altro. La presenza dei fratelli seminaristi ci dice che anche oggi Cristo risorto passa per le nostre strade a dire ad alcune persone: \u201cMi vuoi seguire per questa strada, lasciando tutto il resto e preoccupandoti soltanto di questa causa che \u00e8 la pi\u00f9 nobile, la pi\u00f9 santa, la pi\u00f9 elevata di tutte le cause umane: questo impegno ad essere testimoni nel mondo della paternit\u00e0 di Dio nella resurrezione del Figlio, questo impegno a dare tutto il tuo tempo, tutto il tuo spazio, lo spazio della tua vita, perch\u00e9 i giovani abbiano il senso della vita, perch\u00e9 gli anziani abbiano una speranza da vivere, perch\u00e9 i malati possano superare lo sgomento della solitudine, dell&#8217;abbandono, dell\u2019avvilimento fisico, perch\u00e9 le persone che affogano le noie nella droga e nell&#8217;esaltazione dei sensi, possano scoprire una parola di speranza e di conforto quando, nell\u2019assopimento, scopriranno che niente avranno avuto da queste cose?\u201d. Puoi, puoi dare la vita per continuare questa missione che Cristo ha inaugurato e che Dio vuole continuare, attraverso l&#8217;adesione delle anime generose nel mondo intero.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fratelli miei, io mi fermo qui, perch\u00e9 il resto spetta alle Spirito Santo, per\u00f2 lasciatemi dire che io sono profondamente convinto &#8211; e lo dico sopra tutto ai nostri giovani, ai giovani ed alle ragazze che sono presenti qui, e che sono tanti, grazie a Dio, nella nostra Comunit\u00e0 &#8211; lo dico con trepidazione perch\u00e9 so che posso portare attraverso quello che dico, lo scombussolamento nelle anime, per\u00f2 lo dico anche con responsabilit\u00e0 gioiosa: la Comunit\u00e0 cristiana deve generare anime consacrate, anime tutte per Dio, tutte per questa causa del Vangelo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Io sono sicuro che il Cristo che passa e chiama sta passando e sta chiamando anche nella nostra Comunit\u00e0. A me non interessa che oggi venga fuori chi dica: \u201cSono io il chiamato\u201d. A me interessa che la nostra Eucarestia sia piena della preghiera perch\u00e9 coloro ai quali Cristo rivolge la chiamata alla vita consacrata ed al Sacerdozio sappiano, per la fede di tutti e con l&#8217;aiuto di tutti, rispondere il si di Pietro e dei Dodici.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>IV DOMENICA DI PASQUA - domenica 2 maggio 1971<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">IV DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno C<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(At 13,14.43-52; Sal. 99; Ap 7,9.14-17; Gv 10,27-30)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fratelli, la riflessione del mistero della resurrezione continua ad incalzare nelle nostre anime attraverso il linguaggio della liturgia, attraverso la volont\u00e0 della Chiesa che vuole che noi entriamo dentro alla contemplazione del mistero per esserne intimamente modificati e diventa obbligo dunque, per noi, obbligo di fede, lo sforzo di comprendere sempre meglio, di comprendere, come vi accennavo all&#8217;inizio, non soltanto il fatto, il fatto cio\u00e8 che il Signore \u00e8 risorto dai morti, ma il significato che il fatto storico ha per noi, per noi che siamo chiamati alla fede. Ed ecco la lettura dell&#8217;Apocalisse nel linguaggio, in verit\u00e0 difficile, per le nostre orecchie, il linguaggio simbolico della profezia, ecco la lettura dell&#8217;Apocalisse che ha fatto vedere l&#8217;Agnello immolato, cio\u00e8 Cristo, presente davanti al trono di Dio e circondato da una moltitudine immensa di ogni razza, nazione, di ogni provenienza che \u00e8 il segno simbolico di tutta l&#8217;umanit\u00e0 radunata intorno a Lui. C&#8217;\u00e8 una spiegazione ed una vocazione, come sempre, nella visione profetica: la spiegazione che \u00e8 proprio il sacrificio di Cristo, quel Suo mettersi a totale disposizione del Padre, come abbiamo visto lungo il corso di tutta la nostra riflessione quaresimale e pasquale, e la Sua totale obbedienza e disponibilit\u00e0 al Padre che fa in modo che Dio sia pienamente realizzato in Lui e che Lui, la Sua umanit\u00e0 sia pienamente realizzata in Dio, perch\u00e9 Dio \u00e8 vita, Dio \u00e8 amore; e l\u00e0 dove c&#8217;\u00e8 una vita d&#8217;amore, l\u00e0 dove l&#8217;amore \u00e8 vissuto, cosi come in Dio, fatto di gratuit\u00e0, di donazione senza riserva, fatto di adesione piena a quella proposta del Padre che \u00e8 sempre cosi costantemente presente nell&#8217;atteggiamento di Cristo, ecco, quando la vita \u00e8 vissuta cosi, allora, in questa vita, Dio \u00e8 presente e questa vita non pu\u00f2 conoscere il disfacimento della morte. L&#8217;umanit\u00e0 di Cristo, come l&#8217;umanit\u00e0 di tutti noi, passa per la morte, ma non resta nella morte dal momento che \u00e8 un&#8217;umanit\u00e0 che appartiene a Dio perch\u00e9 costantemente ha cercato di vivere non per s\u00e9, ma per Dio, per la Sua paternit\u00e0, perch\u00e9 il Suo disegno sull&#8217;umanit\u00e0 si potesse realizzare. E Cristo risorto diventa il capostipite, il nuovo Adamo &#8211; ci dice S. Paolo &#8211; Colui al Quale l&#8217;umanit\u00e0 deve guardare se vuole realizzare s\u00e9 stessa. E coloro che sono chiamati i testimoni della Sua resurrezione nel mondo, coloro che per il dono gratuito della fede hanno avuto la chiamata a testimoniare questo fatto, che cio\u00e8 Dio non ha lasciato nella tomba Cristo ma Lo ha risuscitato, perch\u00e9 \u00e8 vissuto per amore; ecco coloro che sono chiamati alla fede, sona chiamati a percorrere lo stesso itinerario di Cristo. Come Lui si \u00e8 fatto testimone presso l&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;amore del Padre con tutto il proprio essere, cosi i chiamati alla fede: essere testimoni di questo amore gratuito ed universale che si \u00e9 riversato su tutta l&#8217;umanit\u00e0 e che vuole che tutta l&#8217;umanit\u00e0 arrivi a quella casa del Padre dove Lui, l\u2019Agnello immolato \u00e8 gi\u00e0 arrivato. Io oggi sentivo di fare, un momento, una riflessione che mi sembra molto importante. Il mistero pasquale &#8211; e questo gi\u00e0 lo abbiamo riflettuto e in questo momento lo vogliamo soltanto richiamare &#8211; diventa nostro, la pasqua di Cristo diventa nostra Pasqua, quando noi veramente e seriamente &#8211; lasciatemi dire questa espressione: seriamente &#8211; cio\u00e8 con tutta la nostra responsabilit\u00e0 di uomini, con quella stessa seriet\u00e0 che \u00e8 visibile nell&#8217;umanit\u00e0 di Cristo, quel mistero pasquale, Pasqua della nostra vita, la Pasqua di Cristo diventa la nostra Pasqua, quando noi seriamente ci decidiamo a vivere con Lui cio\u00e8 a fare del disegno di Dio il centro, il motivo conduttore, la tensione fondamentale continua della nostra esistenza; quando noi ci decidiamo, ciascuno al proprio posto, a vivere per quello, fratelli miei, perch\u00e9 Dio sia il Padre di tutti gli uomini e perch\u00e9 tutti gli uomini siano figli di Dio. Con questa seria convinzione, con questa verit\u00e0 dentro che deve illuminare costantemente la nostra esistenza ed a cui dobbiamo costantemente richiamarci, qualsiasi siano i momenti che noi attraversiamo di vittoria o di sconfitta, facile o difficile, di virt\u00f9 o di peccato, in questa che secondo il linguaggio moderno si chiama l\u2019opzione fondamentale, la scelta di fondo della nostra esistenza, in questo noi dobbiamo aiutarci ad entrare sempre, ma non per noi, fratelli, non per noi soltanto, e qui mi sembra un punto centrale della parola di Dio di oggi, ma per tutta l&#8217;umanit\u00e0, cio\u00e8 dobbiamo entrare in una profonda convinzione che la rivelazione del mistero pasquale di Cristo, i1 dono della fede ci \u00e8 dato non come qualcosa che finisca in noi stessi, ma come un qualcosa che, passando attraverso di noi, sia destinato a tutta l&#8217;umanit\u00e0. Vi prego di fare lo sforzo di seguirmi, ma secondo me, la comprensione di questo fatto, di questa verit\u00e0 \u00e8 fondamentale anche per la nostra vita quotidiana e per la vita della nostra comunit\u00e0. Il dono di Dio \u00e8 per tutta l&#8217;umanit\u00e0, senza distinzione n\u00e9 di razze, n\u00e9 di nazioni, n\u00e9 di meriti, n\u00e9 di demeriti, n\u00e9 di classi sociali, n\u00e9 di partiti politici. E la moltitudine immensa, raccolta intorno all&#8217;Agnello nella visione dell&#8217;Apocalisse, ci dice come vera mente Cristo sia morto per tutta l&#8217;umanit\u00e0. Quindi chi \u00e8 chiamato alla fede, chi \u00e8 chiamato a percorrere nella propria esistenza l&#8217;itinerario di Cristo, \u00e8 chiamato a testimoniarlo questo mistero e questo itinerario \u00e8 il fatto della resurrezione a tutta l&#8217;umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Io sono rimasto molto impressionato, voglio dirvelo, e abbiano pazienza un po&#8217; le persone che forse sono capitate cosi, casualmente, in Chiesa, se io parlo pi\u00f9 confidenzialmente sopratutto a quelli che fanno parte della nostra Comunit\u00e0 Parrocchiale, io sono rimasto molto impressionato dalla lettura degli Atti degli Apostoli di stamattina, da come Paolo e Barnaba ad un certo tratto lasciano la comunit\u00e0 religiosa che non vuol capire l&#8217;universalit\u00e0 del disegno di Dio, e se ne vanno ad annunciare il Vangelo ad altri. Non si fermano a fare discussioni su discussioni, solo propongono il disegno di Dio e chiedono alla gente che li ha ascoltati, alla comunit\u00e0 ebrea che li ascoltava in quel momento di entrare in questo disegno con quella seriet\u00e0 umana di cui Vi dicevo prima. Se vi sentite chiamati alla fede, allora scegliete di entrare in questo disegno e di lavorare per questo e di vivere per questo, non vi cruogiolate all&#8217;interno della nostra comunit\u00e0, non vi contentate di essere una comunit\u00e0 di credenti che ogni sabato si ritrova nella sinagoga. C&#8217;\u00e8 una vocazione ben pi\u00f9 grande della sinagoga che voi dovete vivere e di cui dovete essere testimoni ed \u00e8 la vocazione dell&#8217;amore di Dio per tutti gli uomini di cui voi dovete diventare specchio trasparente per tutta l&#8217;umanit\u00e0. Loro non accettano, sono contenti e sazi della loro religiosit\u00e0 di ogni sabato e Paolo e Barnaba sentono che questo non \u00e8 il Vangelo, che questo non \u00e9 \u2026\u2026\u2026\u2026 e se ne vanno. Ora a me sembra questo, fratelli miei: l&#8217;Eucarestia che noi celebriamo di domenica in domenica e che ci mette completamente non soltanto nella meditazione, ma nella realt\u00e0 della resurrezione del Signore, che ci fa partecipi del Suo mistero pasquale, non pu\u00f2 essere fine a s\u00e9 stessa. Noi non siamo testimoni della resurrezione soltanto quando ci ritroviamo di domenica in domenica nelle nostro comunit\u00e0 liturgiche a dire la lode del Signore ed a pregarlo insieme ed a scambiarci insieme il segno della pace, perch\u00e9 noi qui non siamo tutta l&#8217;umanit\u00e0, siamo soltanto una parte infinitesimale dell&#8217;umanit\u00e0. Io vorrei domandare a voi se l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 quella rappresentata dal nostro esser presenti in tre o quattrocento qui la domenica mattina o in tre o quattromila lungo tutto il corso della giornata domenicale o non sia pi\u00f9 presente nei comizi e nei cortei che ieri, primo maggio, hanno percorso tutte le varie citt\u00e0 del mondo. Badate che io non faccio un discorso politico, non mi importa delle camere del lavoro, dei sindacati o di altre cose di questo genere. Voglio dire per\u00f2 che noi non abbiamo la presunzione di esaurire i confini dell&#8217;umanit\u00e0, perch\u00e9 abbiamo la Chiesa piena e perch\u00e9, magari, abbiamo scoperto un modo pi\u00f9 bello di celebrare l&#8217;Eucarestia. Se noi ci saziassimo dell&#8217;Eucarestia che celebriamo, fratelli miei, noi tradiremmo il Vangelo. La cosa importante che a me sembra di dover dire a me ed a voi, stamattina, \u00e8 questa: se noi siamo chiamati ad essere i testimoni della resurrezione del Signore di fronte all&#8217;umanit\u00e0, e lo siamo chiamati, perch\u00e9 la nostra presenza qui \u00e8 il segno di questa chiamata, allora non possiamo perderci in discussioni, in accademie, in conventicoli, in gruppetti che vivono esclusivamente la gioia di stare bene insieme. A noi \u00e8 chiesto di scegliere concretamente Dio nel mistero di Ges\u00f9 ed \u00e8 chiesto di testimoniarLo di fronte e tutto il mondo, non soltanto perci\u00f2 di fronte ai fratelli di fede, non soltanto a quelli che stamattina ci stringeremo la mano insieme, ma a tutti. Ognuno di voi sa cosa significhi questa parola di Dio nel piccolo della propria vita personale, della propria vita familiare e della propria vita professionale. Ed \u00e8 stamattina che io sento, con tanta forza, di dovervi riproporre tutto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Anche la nostra Comunit\u00e0 Parrocchiale che per il fatto che celebra l&#8217;Eucarestia in mezzo ad un quartiere \u00e8 chiamata ad essere testimone della resurrezione del Signore di fronte a tutto il quartiere. Testimone della resurrezione, con un modo di essere dei singoli e di tutta la comunit\u00e0 che \u00e8 tutta da scoprire perch\u00e9 noi non sappiamo ancora che cosa significhi essere testimoni della resurrezione di fronte a \u2026\u2026\u2026\u2026<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi mentre pensiamo a questa vocazione di tutta l&#8217;umanit\u00e0 a Dio, mentre vediamo l&#8217;atteggiamento deciso di Paolo e Barnaba che lasciano stare alle loro spalle e vanno fuori da coloro che non vogliono capire e non si decidono a vivere seriamente la fede nella resurrezione, mentre pensiamo a queste cose vogliamo pregare, perch\u00e9 il Signore ci conceda non soltanto di comprendere, ma di immettere la nostra esistenza nella verit\u00e0 che abbiamo compresa.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>V DOMENICA DI PASQUA - domenica 9 maggio 1971<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">V DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno C<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(At 14,21-27; Sal. 144; Ap 21,1-5; Gv 13,31-35)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">&#8230;.. la nuova Gerusalemme, di questa citt\u00e0 santa che si vede discendere dal Cielo, nella visione profetica, pronta come una sposa bella adorna per lo sposo, questa visione che la Chiesa oggi ci annuncia nella sua liturgia, ci porta alla contemplazione della pienezza del mistero Pasquale. La resurrezione di Cristo, \u00e8 venuta, nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, per rendere possibile ed attuabile il disegno primo di Dio: \u201cfacciamo l&#8217;uomo a nostra immagine e somiglianza\u201d. L&#8217;uomo nuovo, l&#8217;uomo che vivr\u00e0 al di fuori della dimensione del lutto, del lamento, del dolore, della morte, l&#8217;uomo che avr\u00e0 superato queste cose e che sar\u00e0 con Cristo in Dio, l&#8217;uomo sar\u00e0 veramente l&#8217;uomo pensato ed amato da Dio al momento della creazione. La nuova creazione che sar\u00e0 nella vita eterna, che permetter\u00e0 a noi non soltanto di sperare di essere, ma di essere realmente figli di Dio che vivono come Lui e che come Lui amano i fratelli, come Lui sono in una comunione profonda con tutta l&#8217;umanit\u00e0 di cui faranno parte nella glorificazione eterna, ecco questa glorificazione \u00e8 possibile dal momento che Cristo \u00e8 risorto da morte. E questo \u00e8 l&#8217;atto di fede che noi, come discepoli della prima ora, siamo chiamati a fare: non temete &#8211; dir\u00e0 Ges\u00f9 &#8211; io ho vinto il mondo proprio attraverso questa morte portata con umilt\u00e0, con obbedienza di fede, io ho vinto la morte, proprio perch\u00e9 sono stato di Dio anche nel momento del dolore, sopratutto nel momento della sofferenza, proprio per questo sono di Dio al di l\u00e0 della morte. Il \u201cnon temete\u201d che Ges\u00f9 ci dice, deve diventare l&#8217;anima della nostra esistenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fratelli, questa realt\u00e0 che noi non vediamo ancora e che sarebbe un&#8217;utopia aspettarsi dalla vita dell&#8217;uomo sulla terra, perch\u00e9 ci viene annunciata come una realt\u00e0 che sar\u00e0 possibile soltanto al di l\u00e0 del confine di questa vita terrena, al di l\u00e0 del confine della morte, questa realt\u00e0, tuttavia, deve essere, in qualche modo, visibile sulla terra, perch\u00e9 altrimenti gli uomini vivono senza speranza, altrimenti gli uomini restano preda dei loro peccati, della loro finitezza, del loro limite fino al punto di perdere qualsiasi luce, qualsiasi forza per andare avanti. Ed \u00e8 perch\u00e9 gli uomini possano avere la speranza in questa vita nuova che sar\u00e0 definitivamente nuova, perch\u00e9 definitivamente piena di Dio, e proprio perch\u00e9 gli uomini possano avere, in seno alla loro convivenza un segno di questa novit\u00e0 definitiva che Dio ha voluto la Chiesa che Cristo ha fondato la Chiesa come societ\u00e0 di uomini che, pur vivendo il limite della loro natura umana, della loro vicenda terrena, tuttavia siano il segno, il segno visibile e credibile di questa nuova societ\u00e0 che dovr\u00e0 venire nel futuro. Ed ecco che i chiamati alla vita di fede nel Cristo, sono chiamati ad essere uniti nel Suo nome, sono chiamati ad essere fusi come una sola famiglia, in un sol cuore di cui l&#8217;unica legge \u00e8 la carit\u00e0 fraterna. Da questo si potr\u00e0 credere in Cristo, da questo si potr\u00e0 considerare l&#8217;annuncio profetico del Vangelo non come una utopia ma come una realt\u00e0 vera che ci attende, da questo si potr\u00e0 capire che Dio non ci inganna, dal fatto, cio\u00e8, che i credenti in Cristo assumano come legge fondamentale della loro vita, quell&#8217;amore scambievole che Ges\u00f9 ha lasciato come il Suo comandamento. Ed ecco, vedete, che la considerazione del mistero Pasquale diventa tremendamente stringente, diventa un qualche cosa che ci prende personalmente e non lascia spazio per evasione n\u00e9 di ordine spirituale, n\u00e9 di ordine intellettuale, n\u00e9 di ordine esistenziale: qua c\u2019\u00e8 Ges\u00f9 che ci prende uno per uno e ci dice: \u201ctu sei chiamato alla fede in Dio; se sei chiamato ad essere mio discepolo, non puoi avere altra legge che quella dell&#8217;amore scambievole\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fratelli miei, vi dico legge, non sentimento; e Ges\u00f9 per questo non ha detto: \u201cVi lascio un sentimento nel cuore; amatevi come io vi ho amati\u201d. Ges\u00f9 dice: \u201cVi lascio un comando\u201d. Come un impegno che deve essere nella scelta di tutti i discepoli; perch\u00e9 il sentimento pu\u00f2 essere fluttuante, i1 sentimento pu\u00f2 essere legato agli alti e bassi del successo e dell&#8217;insuccesso, del buon umore e del cattivo umore, delle cose facili e delle cose difficili. E noi facciamo l&#8217;esperienza del sentimento: nei momenti in cui tutto \u00e8 facile, ci sentiamo pieni fino ai capelli e ci sentiremo capaci di andare ad amare e abbracciare e dare la vita per tutto il mondo, nel momento magari in cui le cose sono difficili per la nostra vita o perch\u00e9 ci va male qualcosa o perch\u00e9 non ci sentiamo bene o perch\u00e9 il fratello non \u00e8 amabile, allora il sentimento viene meno. Ges\u00f9 allora ci dice: \u201cIo non vi chiedo di avere un sentimento\u201d. Ci dice: \u201cIo vi do un comando\u201d. Un comando che \u00e8 possibile vivere soltanto se si accetta con seriet\u00e0 umana, fratelli miei, con seriet\u00e0 umana, con responsabile coscienza, i1 discorso della croce. Gi\u00e0 abbiamo detto che bisogna ricordarcelo in questo momento: Ges\u00f9 risorto che \u00e8 l&#8217;uomo nuovo, ha nel Suo corpo le stimmate della croce, non le perde queste stimmate proprio per significarci che non si pu\u00f2 essere uomini nuovi senza passare attraverso il Mistero della croce. Io non posso decidermi ad amare il fratello soltanto se il fratello non mi fa soffrire, io devo essere deciso, se voglio essere discepolo di Cristo, ad amare il fratello, anche quando il fratello mi fa soffrire, al di l\u00e0 della sofferenza che mi viene dal limite, dall&#8217;incomprensione, dalla delusione, dalla cattiva risposta dal fratello. Soltanto cosi sono nella dimensione cristiana dell&#8217;amore. Queste due realt\u00e0 di amore e di dolore nella croce: l&#8217;amore che \u00e8 la vita nuova della resurrezione ed il dolore che \u00e8 la strada obbligata che Cristo ha percorso, devono essere presenti nella nostra vita, altrimenti noi facciamo la parodia del Cristianesimo. Ed allora veramente non vale la pena, fratelli miei, veramente non vale la pena n\u00e9 di fare le liturgie, n\u00e9 di fare le riunioni, n\u00e9 di fare le opere buone, non vale la pena, perch\u00e9 quelle riunioni saranno soltanto intellettualismi, non vale la pena perch\u00e9 quelle opere buone saranno soltanto qualche cosa che \u00e8 fatta molto meglio negli ambienti laici del mondo; non vale la pena neppure di fare le liturgie, perch\u00e9 saranno soltanto un contributo a soffrire di pi\u00f9, perch\u00e9 quello che annunciamo la domenica in Chiesa, non lo viviamo durante la settimana a casa e nel mondo. Bisogna che con seriet\u00e0 e con responsabilit\u00e0 facciamo entrare nella nostra vita il comando di Ges\u00f9 e che diciamo con umilt\u00e0, ma con fermezza il nostri si a questo comando che va cercando di soffrire anche la sofferenza pi\u00f9 atroce ma di non venir meno a questa che \u00e8 la ragione per cui siamo stati chiamati alla fede di Cristo, cio\u00e8 essere il segno dell&#8217;umanit\u00e0 nuova e del comandamento nuovo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">E permettetemi di dirvi, per conclusione: noi stiamo vivendo una piccola, iniziale esperienza di comunit\u00e0. Ecco io sento di poter dire a voi ed a me stesso una cosa che mi sembra tanto importante: quello che ha fatto in questi anni quel poco di fraternit\u00e0 che c&#8217;\u00e8 tra noi, quella fraternit\u00e0 povera, zoppicante e che tuttavia in tante decisioni, in tanti momenti abbiamo potuto sperimentare, quello che ha fatto quel poco di comunit\u00e0 cristiana tra noi, non sono le riunioni, non sono le discussioni, non sono il mettersi a tavolino con la testa tra le mani per cercare di pensare e di rispondere ai grandi problemi del mondo, \u00e8 stata soltanto la decisone di alcuni che poi, piano piano, \u00e8 passata in altri, di essere uno per l&#8217;altro concretamente fratello in questo amore scambievole ed arrivare fino alle piccole cose: a te serve il paio di scarpe, cerco di procurartele; a te serve la medicina, cerco di organizzare la farmacia; a te serve un poco di compagnia, cerco di trovare un&#8217;ora per te; a te serve una mano che stringa la tua mano, cerco di accantonare il mio problema, il mio dolore, per assumermi il tuo. Questo ha fatto la fraternit\u00e0, questo ha fatto l\u2019esperienza di amicizia e di fraternit\u00e0 che tante volte, grazie a Dio, ci ha fatto sperimentare, con una gioia profonda, forse, facilmente, indicibile agli altri, come la presenza del Signore in mezzo a noi, un&#8217;esperienza che delle volte \u00e8 diventata anche luminosa nei confronti dei terzi, sicch\u00e9 alcuni hanno sentito di poter capire che a Piedigrotta succedeva qualcosa: perch\u00e9? Non perch\u00e9 si discuteva, ma perch\u00e9 alcuni si volevano bene seriamente. Fratelli miei, oggi stringendo il discorso sulla riflessione sul Mistero della resurrezione del Signore, alla luce di questa parola che ci \u00e8 stata detta con tanta chiarezza, uno solo mi sembra debba essere il nostro impegno e la nostra preghiera: che il Signore ci conservi e ci accresca in questa volont\u00e0 di accogliere con umilt\u00e0 il suo comando e di essere testimoni di una vita nuova che ci aspetta nell&#8217;eternit\u00e0 in Dio, nell&#8217;amore scambievole che siamo chiamati a vivere tra noi e nei confronti di qualsiasi persona Egli ci metta accanto.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>VI DOMENICA DI PASQUA - domenica 16 maggio 1971<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">VI DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno C<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff0000;\">(At 15,1-2.22-29; Sal. 66; Ap 21,10-14.22-23; Gv 14,23-29)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fratelli, in questa vigilia della partenza di Ges\u00f9 dalla terra che la liturgia ci fa rivivere, e non soltanto con un motivo celebrativo di un avvenimento avvenuto duemila anni fa ma per farci capire che la dimensione nella quale noi dobbiamo vivere la nostra fede \u00e8 la dimensione dello spirito, dello Spirito di Dio, invisibile, insensibile, che ci chiede di essere accolto e non ci permette quella consolazione, quella certezza visibile che era data agli Apostoli ed ai primi discepoli durante la Permanenza di Ges\u00f9 sulla terra, ecco, in questa vigilia, Ges\u00f9 ci parla di sofferenza per la Sua partenza e nello stesso tempo, di pace, della pace che Lui soltanto pu\u00f2 dare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cerchiamo di entrare per un momento, con la nostra riflessione domenicale, in questo insegnamento del Signore per poterLo portare nella nostra vita, perch\u00e9 la nostra vita \u00e8 difficile. E vivere il Cristianesimo giorno per giorno significa incontrare cento ed una difficolt\u00e0 quotidianamente, significa veder naufragare quotidianamente i nostri propositi, significa quotidianamente esser delusi da quegli uomini che nella fede si \u00e8 chiamati a considerare come fratelli. La prima comunit\u00e0 cristiana, immediatamente dopo l&#8217;inizio della vita della Chiesa, conobbe le difficolt\u00e0 della convivenza, dell&#8217;adattazione dei principi della fede alla convivenza umana. E chi voleva la fedelt\u00e0 materiale alla vecchia legge, e chi voleva la libert\u00e0 nuova che non portasse pi\u00f9 alla vecchia legge: lo scontro tra la nuova generazione e la vecchia generazione si propose immediatamente, fin dai primi anni della vita della Chiesa. Ma quella prima Comunit\u00e0, ebbe in s\u00e9 come una luce grande, come una forza immensa: la luce e la forza dello Spirito. E pot\u00e9 comunicare al mondo la pace di Cristo proprio perch\u00e9 era una comunit\u00e0 animata dallo Spirito: avevano capito l&#8217;insegnamento del Signore, non rifiutavano la difficolt\u00e0 che veniva dalla fede, ma, a1 disopra di questa difficolt\u00e0, mettevano un&#8217;altra certezza; il loro cuore non restava turbato, perch\u00e9, nel ricordo cocente, immediato della partenza di Ges\u00f9, della certezza del Suo passaggio in mezzo agli uomini, avevano la certezza della Paternit\u00e0 amorosa di Dio che non li avrebbe lasciati soli. Ed allora non si preoccupavano d&#8217;altro che di vivere quello spirito di Cristo che Egli aveva cosi chiaramente lasciato ed insegnato, quando aveva donato loro un comandamento nuovo (vi ricordate, l&#8217;abbiamo letto domenica scorsa): \u201cSarete miei discepoli se vivrete questo Comandamento\u201d. E se le difficolt\u00e0 che vengono fuori dalla fede nel cammino doloroso degli uomini e le difficolt\u00e0 che vengono dalla convivenza con gli uomini che sono poveri, fragili peccatori non li separeranno l&#8217;uno dall&#8217;altro, ma \u201csarete miei discepoli, se vivrete ed accetterete e supererete queste difficolt\u00e0, vivendo il mio comandamento\u201d. Gli Apostoli, di fronte alla difficolt\u00e0 dell&#8217;incomprensione, non si dividono l&#8217;uno dallo altro, non se ne vanno ciascuno per i fatti propri a compiere la propria opera buona; Paolo non dice: \u201cPietro pensi alla maniera sua a Gerusalemme ed io ad Antiochia penso alla maniera mia\u201d; Pietro non dice \u201cPaolo \u00e8 un esaltato, io rester\u00f2 fedele alla mia tradizione!!\u201d Ma sentono che per prima cosa, dal momento che sono discepoli di Ges\u00f9, devono sospendere anche tutte le loro attivit\u00e0 ed incontrarsi e sedersi insieme intorno ad un tavolo e celebrare l&#8217;Eucarestia e rinnovare quella promessa viva di Ges\u00f9 in mezzo alla comunit\u00e0 che \u00e8 quella che d\u00e0 la luce, che \u00e9 quella che porta lo spirito ed \u00e8 quella che permette di superare le divergenze; per questo sono una comunit\u00e0 che nella fede ha vinto la difficolt\u00e0 e pu\u00f2 dare la pace.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fratelli, a me sembra che noi dobbiamo fare una grande riflessione e concreta riflessione. Noi siamo una povera comunit\u00e0 di uomini, nessuno di noi \u00e8 perfetto, ognuno di noi \u00e8 peccatore (a cominciare da me che non dalla mia volont\u00e0 sono stato messo a presiedere l&#8217;assemblea della liturgia o ad essere personalmente responsabile della comunit\u00e0 parrocchiale). Ogni giorno il nostro rapporto ci porta cento ed una tensione: chi non avesse la certezza di questo sarebbe falso. Ma \u00e8 proprio a questa convivenza che Cristo porta il dono del suo spirito e chiede di essere depositari della Sua pace e testimoni della Sua pace. Come potremo essere depositari e testimoni della pace di Cristo? Non certo nella composizione e nel superamento materiale di tutte le difficolt\u00e0, fratelli miei. Sarebbe sciocco, perfettamente sciocco ed anticristiano e rinnegatore del discorso della croce, di quelle stimmate che Ges\u00f9 ha portate nel Suo corpo glorioso se noi pretendessimo di essere dei perfetti che non sono motivo di sofferenza l&#8217;uno per l&#8217;altro. La citt\u00e0 perfetta &#8211; ce l&#8217;ha detto la lettura dell&#8217;Apocalisse &#8211; sta nell&#8217;eternit\u00e0, oltre i confini della morte e la raggiungeremo soltanto in quella vita: l\u00e0 soltanto Dio sar\u00e0 tutto in tutti, l\u00e0 non vi sar\u00e0 bisogno n\u00e9 di tempio n\u00e9 di Eucarestia, n\u00e9 di penitenza. Ma fin quando siamo nel cammino della terra, siamo in questa dimensione di povert\u00e0 e di fragilit\u00e0. Il nostro compito di credenti \u00e8 di vivere, innanzi tutto, prima di ogni altra cosa e sopratutto, vivere il comandamento di Ges\u00f9 e superare le difficolt\u00e0 nel comandamento di Ges\u00f9. Soltanto nell&#8217;Eucarestia celebrata in questo modo per essere veramente suoi discepoli, per quest\u2019unica preoccupazione di avere la Sua presenza in mezzo a noi e di far nascere da questa presenza la nostra fraternit\u00e0, soltanto in questo riusciremo a superare le difficolt\u00e0 che giorno per giorno l&#8217;uno esprime nei confronti dell&#8217;altro. Soltanto in questo amarci con la presenza di Ges\u00f9 tra noi, potremo essere creature dello Spirito, depositari della Sua pace e donatori e testimoni della Sua pace. Fratelli, noi sentiamo con forza, forse stamattina tanti di noi sentono, quasi con una violenza ripugnante, da dentro, la contrapposizione tra la pace del mondo e la pace di Cristo. Veramente noi non possiamo credere nella pace che viene dalla navi corazzate che sono ancorate davanti alle nostre &#8230;&#8230;.. non perch\u00e9 siano le navi di una parte o dell&#8217;altra: questo non ci interessa; noi sentiamo che la pace nell&#8217;umanit\u00e0 pu\u00f2 venire soltanto dalla spirito d&#8217;amore, non dall&#8217;equilibrio delle forze, non dal dominio dell&#8217;uno sull&#8217;altro, non da quei predomini politici e militari che producono la cosiddetta pace del mondo. Per\u00f2 una cosa mi sento di dover dire con enorme responsabilit\u00e0: per contestare la pace dei cannoni, per contestare la pace imposta dalle navi armate, noi dobbiamo prima essere creature dello Spirito che vivono in s\u00e9 la pace e la possono dare come la prima comunit\u00e0 cristiana. Altrimenti la nostra protesta diventa demagogica ed ipocrita, perch\u00e9 non abbiamo niente da sostituire, se non parole, ai cannoni del mondo. A noi, comunit\u00e0 cristiana, \u00e8 dato il compito e la vocazione di proporre l&#8217;alternativa, di proporla non nelle parole, ma nella nostra vita, nell\u2019essere, cio\u00e8, creature dello Spirito che quotidianamente lo Spirito d&#8217;amore trasformano in pace nei rapporti con l&#8217;umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Vedete questo come ci impegna; io veramente penso che noi ancora non siamo cosi: all&#8217;interno della comunit\u00e0, fuori del momento liturgico in cui ci stringiamo calorosamente la mano, noi non siamo nella pienezza dello Spirito, nel possesso dello Spirito di Dio, l&#8217;uno verso l&#8217;altro e, di fronte al quartiere nel quale celebriamo l&#8217;Eucarestia, non riusciamo ad essere creature di pace, testimonianza della potenza di Cristo in mezzo all&#8217;umanit\u00e0 nel vivere il Suo spirito d&#8217;amore; ancora zoppichiamo tanto, ancora siamo tanto peccatori, &#8230;&#8230;.. ancora abbiamo bisogno che Cristo, con la Sua grazia ci dia la possibilit\u00e0 di ricominciare. Ecco, oggi vogliamo impegnarci nell&#8217;Eucarestia che celebriamo, impegnarci nella preghiera, impegnarci in questo sforzo di essere nell&#8217;ascolto e nella accoglienza dello Spirito, in questo sforzo di essere attenti, vorrei dire soltanto a vivere il comando nuovo di Ges\u00f9: l&#8217;amore scambievole. Allora potremo essere il segno della pace suscitato da Dio a Piedigrotta per la vita e per la salvezza dell&#8217;umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>VII DOMENICA DI PASQUA - domenica 23 maggio 1971<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">VII DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno C<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff0000;\">(At. 7, 55-60; Ap. 22, 12-14.16-17.20; Gv. 17, 20.26)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fratelli, pi\u00f9 che mai la nostra meditazione sia espressione di questo essere uniti nel nome di Ges\u00f9, non sia io a parlare &#8230;&#8230;.., ma sia lo spirito di Dio a manifestare la sua luce nell&#8217;assemblea dei credenti, riuniti nel nome di Cristo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 ci chiede di continuare l&#8217;opera Sua, nello stesso tempo, ci chiama, ad essere l\u00e0 dove Lui \u00e8 arrivato. \u00c8 vero che noi, se viviamo nella generosit\u00e0 della fede la nostra esistenza di credenti, non possiamo sfuggire a questa apparente contraddizione, a questa tensione che riempie l&#8217;anima. Da una parte l&#8217;esigenza che venga presto Lui a prenderci, perch\u00e9 possiamo essere dove Lui \u00e8, sentiamo tutta la delusione continua, tutto il nostro non poterci aspettare niente dalla realt\u00e0 della terra, perch\u00e9 siamo fatti per un&#8217;altra realt\u00e0: \u201cPadre; dove sono io, voglio che siano anche loro\u201d. La chiamata alla fede che abbiamo ricevuta nel battesimo e che ci viene rinnovata, di domenica in domenica, nell&#8217;Eucarestia che celebriamo, non fa altro che metterci sempre con maggiore profondit\u00e0 dentro questa chiamata all&#8217;eternit\u00e0 di Dio, alla vita con Dio che non conosce tramonto. E nello stesso tempo, per\u00f2, sentiamo con tanta forza che Ges\u00f9, asceso al cielo e che ci chiama a Lui, non ci toglie dalla terra, ma anzi, con la frase apparentemente dura degli Angeli che dicono ai discepoli di non stare a guardare in cielo dove Lui \u00e8 sparito nel giorno dell&#8217;Ascensione, questo Ges\u00f9 glorioso arrivato al Padre ci ributta sulla terra, ci chiede di essere presenti nella vicenda dell\u2019umanit\u00e0, presenti, perch\u00e9 il suo itinerario sia anche il nostro itinerario e perch\u00e9 quella paternit\u00e0 di Dio possa essere resa credibile in mezzo all&#8217;umanit\u00e0 attraverso 1\u2019esistenza dei credenti. Guardate che cosa meravigliosa e tremenda, che cosa misteriosa veramente che Dio leghi la credibilit\u00e0 della Sua paternit\u00e0 alla nostra esistenza, nostra di noi povera gente, povera gente che tuttavia, per la grazia dello Spirito Santo, \u00e8 chiamata a vivere un&#8217;esistenza nuova, un&#8217;esistenza in cui non sia il proprio io a dominare, ma l&#8217;io di Dio, i1 Suo comando: \u201cPadre, che essi siano in me, come io sono stato in Te\u201d. Ges\u00f9 chiede a noi di vivere sulla terra, ma di vivere in quella protezione d&#8217;amore che Lui ha avuta. La gloria di Dio in Lui \u00e8 dovuta al fatto che Dio \u00e8 il centro della Sua esistenza e chiede Ges\u00f9 che noi, chiamati ad essere credenti in Lui, facciamo di Lui il centro della nostra vita, facciamo del Suo modo di essere il nostro modo di essere. E questo non teoricamente, o fratelli miei, non con delle parole o con dei sogni, non con dei velleitarismi, come dicevamo alcuni giorni fa, ma concretamente, con un amore fatto di attenzione agli altri, di comunione concreta con gli altri, di vicinanza agli altri comunque gli altri siano. Chiede Ges\u00f9 a noi di vivere dei rapporti nuovi, quei rapporti che sono gli stessi rapporti, gli stessi modi di essere della Santissima Trinit\u00e0 e che Lui ha resi visibili e credibili nella Sua persona nel momento che si \u00e8 incarnato per noi. La comunit\u00e0 cristiana, sposa di Cristo, continua a svolgere la sua opera, non ha altro compito sulla terre, fratelli miei, questa \u00e8 l&#8217;unica sua testimonianza, \u00e8 l&#8217;unica sua missionariet\u00e0, non ha altro compito che di vivere, sia pure poveramente, questi rapporti nuovi. Guardate: a me sembra che il discorso \u00e8 tanto alto, ma nello stesso tempo \u00e8 tanto concreto; \u00e8 alto, perch\u00e9 si tratta di vivere tra di noi la vita stessa di Dio, ma \u00e8 concreto perch\u00e9 questa vita di Dio passa in noi nella misura che ci decidiamo, che scegliamo con tutte le nostre forze, con tutto l&#8217;impegno della nostra vita, sorretto dalla grazia di Dio, ad essere perfetti nell&#8217;unit\u00e0, cio\u00e8 ad avere quella vicinanza in cui la regola non sia il servirmi dell&#8217;altro, ma, come Ges\u00f9, il servire l&#8217;altro: il servire l&#8217;altro non come io penso che debba essere servito, ma come egli deve essere servito. Impegnarsi concretamente e con tutte le proprie forze, senza riserva, neppure di un&#8217;ora al giorno, neppure di un angolino di tranquillit\u00e0, impegnarsi perch\u00e9 quanti siamo chiamati alla fede, possiamo essere comunione, possiamo tendere a quell&#8217;unit\u00e0, proprio in questo servizio reciproco. Impegnarsi concretamente, fratelli miei, perch\u00e9 questa comunione che la grazia dello Spirito Santo deve realizzare in mezzo a noi, possa essere il segno di qualcosa di nuovo nel mondo. Fratelli miei, quanto dovrebbe essere chiaro alla nostra coscienza di cristiani che la presenza di battezzati nel mondo dovrebbe dirci qualcosa. Mi rendo conto che questo discorso pu\u00f2 sembrare eccessivo, mi rendo conto che pu\u00f2 sembrare un po&#8217; alla vecchia maniera, ma vi prego di riflettervi su. Noi, per la grazia del battesimo, abbiamo il compito di dire Dio al mondo e lo dobbiamo dire Dio al mondo proprio vivendo questo nuovo modo di essere che \u00e8 la comunione fraterna in cui ciascuno sia aiutato dall&#8217;altro ad essere quello che deve essere davanti a Dio. Se non facciamo questo, fratelli miei, tutti i nostri tentativi di portare come la salvezza o di portare il miglioramento all&#8217;umanit\u00e0 o la pace all&#8217;umanit\u00e0 o il perdono o l&#8217;annuncio di Dio all&#8217;umanit\u00e0, sono destinati al fallimento pi\u00f9 terribile. Io vorrei dire tanto concretamente a me ed a voi che, se noi ci confondiamo con il mondo, che, se noi sia pure per reazione comprensibile ad una sacralit\u00e0 eccessiva che ha contraddistinto i cristiani dei tempi passati, i quali si contentavano troppo di chiudersi nelle Chiese, nelle sagrestie e dietro le tendine delle loro case, se noi, per reazione a questo loro modo di essere, ci confondiamo con il mondo, noi tradiamo il Vangelo. Forse non \u00e8 giusto richiamarvi un episodio di cronaca, ma io, pensando a quella sciagurata bambina che ha fatto tremare per un momento tutti i nostri cuori, io non posso fare a meno di pensare alla nostra responsabilit\u00e0 di cristiani che troppo sovente rinunciamo ad essere segno di questi rapporti nuovi che si devono vivere, per esempio anche nei confronti della femminilit\u00e0 e che confondiamo l&#8217;apertura al mondo con la convivenza con il mondo, per cui qualsiasi cosa venga proposta, qualsiasi cosa diventi di moda, qualsiasi cosa venga proiettata o meglio stampata, diventa nostra con una grande, permettetemi di dire, superficialit\u00e0, con una grande dimenticanza del fatto che noi abbiamo la vocazione a portare Dio nel mondo attraverso questi rapporti nuovi. E quando noi, fratelli miei, facciamo nostro tutto il modo di essere che \u00e8 l&#8217;espressione di una societ\u00e0 senza Dio che inevitabilmente \u00e8 pronta a dare arma alle mani di colui che ha ucciso la Milena Sutter e che compie tutti gli altri delitti di cui sono pieni i nostri giornali; quando noi accettiamo questo modo di essere della societ\u00e0 che ci circonda, noi diventiamo complici, tanto pi\u00f9 colpevoli quanto pi\u00f9 siamo chiamati ad essere il segno di un&#8217;altra realt\u00e0. E quando noi andiamo a comprare una certa stampa o andiamo ad acquistare certi biglietti, fratelli miei, non soltanto siamo complici materiali, ma siamo favoreggiatori. Abbiate pazienza, ma \u00e8 cosi. Non \u00e8 possibile che uno tenga come regola di vita di poter servire a due padroni; non \u00e8 possibile che noi tradiamo il concetto cristiano della femminilit\u00e0 soltanto perch\u00e9 il mondo ci impone certe mode e certi modi di essere. Bisogna che noi ci assumiamo, pagando di persona (pensiamo a Stefano, stamattina, di cui ci ha parlato la parola di Dio, a Stefano che paga con la sua vita), che noi ci assumiamo di persona anche il rischio di essere presi per scemi, anche il rischio di essere disprezzati, anche il rischio di essere considerati meno alla moda, ma non possiamo rinunziare a portare una linea di vita che non deve venire dalla vicenda del mondo, ma viene dalla parola di Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Perdonatemi, fratelli miei, non \u00e8 per uno sfogo, ma certe volte certi episodi che amareggiano il cuore e fanno tremare l&#8217;animo dallo sgomento e dalla tristezza, forse diventano segni di Dio nella nostra vita. Il richiamo profetico che sale dalla storia e che ci richiama ad essere quello che noi dovremmo essere. Se anche nella nostra piccola comunit\u00e0, in questo povero tentativo di comunit\u00e0 cristiana che cerchiamo di realizzare, noi imparassimo seriamente e sinceramente a considerare ed a trattare come Ges\u00f9 vuole le nostre ragazze, se veramente riuscissimo ad elevare sul piano di quella linea cristiana la femminilit\u00e0 delle nostre donne, gi\u00e0 questo sarebbe un segno cosi grande di realt\u00e0 nuova, cosi bello, gi\u00e0 questo potrebbe essere un segno di tanta salvezza per l\u2019umanit\u00e0 che ci circonda, segno che si pu\u00f2 vivere in un modo di essere e che Dio non ci ha definitivamente abbandonati. Ecco, fratelli miei, in questo mese di maggio che \u00e8 ormai alla fine, in cui la piet\u00e0, sia pure tradizionale e popolare della Chiesa, ci propone l&#8217;umanit\u00e0 di Maria da meditare e da imitare, pensiamo un momentino a Lei, alla Sua umanit\u00e0 che \u00e8 fino in fondo realizzata, perch\u00e9 \u00e8 umanit\u00e0 piena di Dio, alla Sua umanit\u00e0 che, per il fatto di essere piena di Dio, pu\u00f2 dare Cristo, salvatore degli uomini, al mondo; a Lei guardiamo come individui e come comunit\u00e0 affinch\u00e9 nel pensiero e nella meditazione di Lei troviamo la grazia di essere quello che Dio ci propone di essere.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>DOMENICA DI PENTECOSTE - domenica 30 maggio 1971<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">DOMENICA DI PENTECOSTE &#8211; Anno C<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff0000;\">(At 2,1-11; Sal. 103; Rm 8,8-17; Gv 14,15-16.23-26)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">&#8230;&#8230; la festa della Pentecoste richiami l&#8217;immagine consueta fin da quando siamo stati bambini, l&#8217;immagine stampata sui libri sussidiari e sui nostri libretti di Catechismo di quella sala in cui gli Apostoli sono raffigurati intorno a Maria, Madre di Ges\u00f9, con una fiamma sul capo, mentre una colomba e un raggio di luce scende su di loro. Lo Spirito Santo: lo Spirito Santo che dette inizio alla vita della Chiesa proprio in quella sala in cui Ges\u00f9 aveva cominciato a consumare il Suo sacrificio per l\u2019umanit\u00e0. Lo Spirito di Dio che trasforma questo gruppo di uomini e li rende capaci di essere testimoni di quella realt\u00e0 che Ges\u00f9 era venuto ad annunciare: la paternit\u00e0, cio\u00e8, e l&#8217;amore di Dio. Spogliamoci per un momento degli aspetti esterni della manifestazione dello spirito in quella circostanza; veramente a noi in questo momento non deve interessare n\u00e9 la forma che lo Spirito di Dio scelse per manifestare s\u00e9 stesso in quella circostanza, n\u00e9, diciamo, gli avvenimenti di cornice; a noi deve interessare il fatto. E mi sembra che il fatto che diventa mistero, diventa cio\u00e8 fatto che ci insegna qualche cosa e che dura e deve durare per il disegno di Dio nella nostra vita, il fatto abbia come tre luci, abbia come tre punti, sui quali noi dobbiamo fissare la nostra attenzione: sono lo Spirito Santo, la Madonna, la Comunit\u00e0 dei fedeli. E, sia pure in uno istante brevissimo, cerchiamo di cogliere il significato di queste tre luci. Lo Spirito \u00e8 il dono per eccellenza di Ges\u00f9, \u00e8 quella condizione senza la quale non si pu\u00f2 esser cristiani, \u00e8 quel dono di Dio che, solo, permette di poter dire a Dio: \u201cPadre\u201d, come abbiamo letto nella lettera ai Corinti di S. Paolo. Lo Spirito \u00e8 quella forza creatrice che all&#8217;inizio dell&#8217;universo si libr\u00f2 sulle acque e tir\u00f2 fuori la vita dal niente; lo Spirito \u00e8 quella potenza che, nelle mani del Cristo, risuscitava i morti e guariva i malati, lo Spirito \u00e8 quel qual cosa di divino, di indicibile, di inimmaginabile che \u00e8 proprio la divinit\u00e0. Ecco questo \u00e8 il dono che Cristo porta all&#8217;umanit\u00e0, proprio in virt\u00f9 del Suo sacrificio, un dono che l&#8217;umanit\u00e0 non avrebbe mai potuto osare di sperare, mai potuto credere; neppure desiderare, perch\u00e9 incapace anche del desiderio, se non fosse stato l&#8217;amore gratuito di Dio ad offrirsi. Questo alito di Cristo che lo diffonde sui discepoli della prima Comunit\u00e0 nel Cenacolo, \u00e8 lo stesso alito che Cristo ha emesso da S\u00e9 il venerd\u00ec santo, quando spirando \u201cemise lo Spirito\u201d &#8211; dice il Vangelo. Ed \u00e8 per questo spirito di Cristo che noi diventiamo, come dire, parenti di Dio, della Sua famiglia, possiamo chiamarlo Padre ed il nostro destino diventa destino d&#8217;eternit\u00e0. Questa \u00e8 la proposta di Dio nella Pentecoste. E di fronte alla proposta ci sono le altra due luci, gli altri due elementi del quadro che abbiamo ricordato. Maria. Fratelli miei, Maria, pensiamolo stamattina proprio mentre ci disponiamo a ricevere lo Spirito Santo anche noi nell&#8217;Eucarestia che celebriamo, \u00e8 come la sintesi dell&#8217;umanit\u00e0, \u00e8 come il modello, di fronte all&#8217;azione dello Spirito, di come si debba comportare ciascuna persona che voglia essere modificata dallo Spirito di Dio, che voglia accogliere la Sua proposta. Maria che, docile all&#8217;azione di Dio, Maria che attende lo Spirito nella preghiera, Maria che sa fino alla pi\u00f9 pro fonda convinzione della Sua anima, che la Sua umanit\u00e0 allora sar\u00e0 pienamente realizzata, quando corrisponder\u00e0 al disegno di Dio per l&#8217;azione dello Spirito in Lei: quando dice \u201csia fatto di me secondo la tua parola\u201d, capisce che di Lei non vi potr\u00e0 essere cosa pi\u00f9 grande. Cercate di capire, per favore; questo non \u00e8 un discorso teorico, questo \u00e8 un discorso estremamente concreto. Poich\u00e9 noi allora siamo veramente vivi, allora siamo veramente uomini, allora siamo veramente realizzati nella nostra umanit\u00e0 quando siamo cosi come Dio ci ha pensati per l&#8217;azione del Suo Spirito in noi; e questa \u00e8 Maria, questa \u00e8 la linea della Sua vita; perci\u00f2, piena di Spirito Santo, pu\u00f2 dare Dio all&#8217;umanit\u00e0. Guardate che \u00e8 una cosa che sembra semplice e facile a dirsi, ma \u00e8 una cosa che fa girare la testa per quanto \u00e8 grande e meravigliosa. Una creatura umana diventa capace di partorire Dio, di donarLo all&#8217;umanit\u00e0, perch\u00e9 si \u00e8 resa disponibile a Dio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">E l&#8217;altro fuoco, l&#8217;altro elemento del disegno \u00e8 la Comunit\u00e0 dei credenti: la Chiesa perch\u00e9 fatta di persone unite nel nome di Ges\u00f9, perch\u00e9 fatta di persone decise a vivere la carit\u00e0 nel rispetto scambievole, nel servizio reciproco, questa Comunit\u00e0 diventa accoglienza dello Spirito e diventa essa stessa, la Comunit\u00e0, il segno di una nuova umanit\u00e0 che, come tale come comunit\u00e0 \u00e8 capace di dare Dio all&#8217;umanit\u00e0. Questa Comunit\u00e0 che ha accolto la legge dell&#8217;amore di Ges\u00f9 e che resta unita nel Suo nome, diventa quella nuova umanit\u00e0 che i profeti avevano previsto nel futuro e che Ges\u00f9 aveva voluto fondare pensando alla Sua Chiesa. Tutto questo perch\u00e9 resi disponibili all&#8217;azione dello Spirito.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ecco, fratelli miei, ecco il quadro, ecco la considerazione che mi sembra bisognasse fare fra le tante, stamattina, fra le tante che si potevano fare. Quante conclusioni! A me sembra, nella responsabilit\u00e0 di persone chiamate a raccogliere il dono di Dio, che due conclusioni sono estremamente importanti e pratiche. Fratelli miei, saremo figli di Dio, saremo persone Sue per esprimerci con una parola semplice, nella misura che personalmente, individualmente e quotidianamente in noi vi sia un&#8217;attesa, una preghiera, una docilit\u00e0 nei confronti dell&#8217;azione dello Spirito Santo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fratelli miei, nessuna attivit\u00e0, nessuna comunit\u00e0, nessun impegno sociale, potr\u00e0, sostituire in noi questa chiamata ad essere individualmente creature dello spirito. Quanto dobbiamo guardare a Maria, stamattina, quanto dobbiamo pregarLa, al di l\u00e0 di ogni devozionalismo, perch\u00e9 ci insegni ad essere silenziosi e docili di fronte all&#8217;azione dello Spirito. Se vogliamo essere seri, questo dobbiamo fare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Seconda cosa per la vita della comunit\u00e0. S. Paolo ci ha detto: siamo molti, siamo diversi, abbiamo diversi doni, diverse responsabilit\u00e0, a volte sembra che abbiamo anche diversi linguaggi, ma a tutti \u00e8 data la stessa chiamata ad essere testimoni dell&#8217;amore di Dio vivendo come un corpo solo. Fratelli miei, la comunit\u00e0 non si realizza e non si testimonia in Dio, non testimonia l&#8217;amore e l&#8217;esistenza di Dio di fronte al mondo, se non in questo servizio reciproco voluto al di l\u00e0 di ogni sofferenza e fatica personale. Soltanto se siamo decisi ad essere un corpo solo di persone che, magari, sono molte e diverse tra di loro, ma che nello Spirito di Dio, nell&#8217;obbedienza al messaggio di Ges\u00f9, sono decise a donarsi reciprocamente, anche se a volte faticosamente, anche se attraverso la sofferenza, soltanto se siamo decisi a questo, saremo testimoni di Dio nell\u2019umanit\u00e0, saremo la Chiesa di Cristo che vive e che dona lo Spirito all&#8217;umanit\u00e0: soltanto a questa condizione. E la ragione per cui siamo chiamati ad essere una comunit\u00e0 di fratelli, non \u00e8 perch\u00e9 ciascuno affermi il proprio dono a scapito o al di sopra degli altri, \u00e8 perch\u00e9 nella reciprocit\u00e0 del servizio e dei doni, ne venga fuori un unico corpo animato da un solo Spirito che dica una sola realt\u00e0: Dio Amore. Questa \u00e8 stata la Chiesa del primo tempo e questa deve essere la nostra Chiesa. A me sembra che fosse questa la riflessione da compiere, oggi, fratelli miei, questa l&#8217;anima della nostra preghiera. Chiediamo allo Spirito di Dio di guardare alla nostra piccolezza come quel giorno ha guardato alla piccolezza dei primi discepoli, degli Apostoli ignoranti e timorosi. In noi quanta ignoranza, quante paure, quante saccenterie e quanti stupidi orgogli, quante chiusure a Dio ed ai fratelli, quanti peccati, o fratelli miei, (Giustamente prima mi sembrava un po\u2019 fuori posto la canzone sul perdono, oggi, festa dello Spirito, ma invece c&#8217;entra tanto). Quanti rinnegamenti dello Spirito nella nostra esistenza, nelle piccole come nelle grandi cose, quante volte cerchiamo di organizzarci da soli, quante volte soffochiamo lo Spirito nei fratelli: ecco noi siamo ben povera cosa. Ma oggi sappiamo con certezza che Dio ci ama e che vuol donarci ancora il Suo Spirito. Preghiamo perch\u00e9 la Sua Grazia e la Sua forza ci renda disponibili a riceverlo e faccia di noi una nuova creazione.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>SANTISSIMA TRINITA' - domenica 6 giugno 1971<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">SANTISSIMA TRINITA&#8217; &#8211; Anno C<br \/>\n<\/span><\/strong><span style=\"color: #ff0000;\">(Pr 8,22-31; Sal. 8; Rm 5,1-5; Gv 16,12-15)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Le rivelazione della SS. Trinit\u00e0 \u00e8 la massima espressione dell&#8217;amore di Dio a noi, all&#8217;umanit\u00e0 che pu\u00f2 venire a conoscenza, che pu\u00f2 entrare in una comunione profonda, in una vita intima di Dio. Vogliamo disporci a questo momento di contemplazione nell&#8217;Eucarestia che celebriamo, proprio rendendo grazia a Dio che si \u00e8 rivelato alla nostra vita e, rivelandosi d\u00e0 significato alla nostra vita stessa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Come sempre il nostro atto di umilt\u00e0 e di fede nel riconoscere sinceramente i nostri peccati:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Per tutte le volte che non ci riferiamo alla Tua sapienza come all&#8217;unica norma della nostra vita, Signore, Piet\u00e0!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Per tutte le volta che non viviamo nella fedelt\u00e0 al Tuo spirito d&#8217;amore, Cristo, Piet\u00e0!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Per tutte le mancanze di testimonianze nostre e di tutta la Chiesa di una fede vera nella vita della Trinit\u00e0, Signore, Piet\u00e0!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Voglio domandarvi fraternamente scusa se in questo momento sento tanta difficolt\u00e0 a parlare, perch\u00e9 mi sembra di essere come schiacciato dalla piccolezza della mente, dall&#8217;incapacit\u00e0 dell&#8217;anima di arrivare al mistero stesso di Dio. Per poter parlare della vita di Dio bisognerebbe averne fatta l&#8217;esperienza, bisognerebbe averLo talmente dentro come unica realt\u00e0 della propria esistenza, bisognerebbe talmente vivere soltanto di Lui, da rendere a Lui possibile di manifestarsi attraverso la parola umana come quando dal profumo che un fiore spande introno a s\u00e9, noi capiamo con certezza l&#8217;esistenza del fiore. Ma la mia fede e la mia comunione con Dio non sono a questo punto. E allora cerchiamo di capire insieme, un momento, cerchiamo di vedere dentro a queste letture che sono la parola di Dio, veramente l&#8217;alimento della nostra fede in questa festa della SS. Trinit\u00e0. Ges\u00f9 che ci viene a dire che c&#8217;\u00e8 uno spirito, uno spirito del Padre e Suo che ci verr\u00e0 a rivelare la vita stessa di Dio, verr\u00e0 a rendercela accessibile non tanto in una accessibilit\u00e0 intellettuale, quanto in una comunione per cui la vita dell&#8217;uomo sar\u00e0 presa dentro alla vita stessa di Dio, in una tale comunione che l&#8217;uomo che creder\u00e0, che l&#8217;uomo che si far\u00e0 prendere da questa rivelazione, sar\u00e0 un uomo giustificato, un uomo pacificato, i1 peccato non sar\u00e0 pi\u00f9 un ostacolo nella sua vita, sar\u00e0 un uomo che vivr\u00e0 la speranza, una dimensione nuova che gli permetter\u00e0 di attendere \u201ccieli nuovi e terra nuova\u201d, che gli permetter\u00e0 di credere con assoluta certezza che, al di l\u00e0 di questa finitezza che bisogna vivere nella dimensione terrena, vivr\u00e0 un giorno la partecipazione vera, concreta alla vita eterna di Dio. Questo spirito che Ges\u00f9 ci dona, ci viene a rivelare Dio, perch\u00e9 noi di Lui, di Dio, possiamo vivere. Non \u00e8 perci\u00f2 una rivelazione teorica, \u00e8 qualcosa, invece, che nel suo manifestarsi modifica, orienta, perfeziona e santifica la nostra esistenza. Ed ecco che lo spirito che ci viene dato, lo spirito di Ges\u00f9, ci dice che Dio non \u00e8 un&#8217;entit\u00e0 statica, non \u00e8 un essere fermo, uno senza vita dal Quale le cose sono procedute quasi materialmente e che, poi, non sia pi\u00f9 presente nell&#8217;evolversi delle cose. Lo spirito di Ges\u00f9 ci dice che Dio \u00e8 vita ed \u00e8 vita perch\u00e9 \u00e8 comunione d&#8217;amore: Padre, Figlio e Spirito Santo, un unica realt\u00e0 divina che \u00e8 continua novit\u00e0, che \u00e8 continua vitalit\u00e0, cosi come una famiglia in cui l&#8217;amore veramente regni, \u00e8 una unica entit\u00e0 che per\u00f2 viene articolata nell&#8217;amore, nell&#8217;attenzione, nella donazione reciproca delle singole membra. E perch\u00e9 \u00e8 amore, Dio \u00e8 azione, \u00e8 azione nella verit\u00e0 per cui la Sua azione si chiama la sapienza, l&#8217;abbiamo letto. E l&#8217;azione che Egli compie dal momento che \u00e8 ancora eterno, \u00e8 un&#8217;azione che continua sempre; dunque (cercate di capirmi, per favore,) Dio non \u00e8 uno che abbia agito tanti milioni di anni fa, sia pure per amore, ma Dio \u00e8 uno che, per amore, in questo momento sta agendo, perch\u00e9 in questo momento ama e la Sua azione \u00e8 la Sua vita intima ed \u00e8 la Sua creazione ed \u00e8 la Sua provvidenza ed \u00e8 il tenere in mano la storia dell&#8217;umanit\u00e0, perch\u00e9 il Suo amore decider\u00e0 comunicarsi a delle creature, perch\u00e9 le creature possano partecipare della Sua vita stessa. Dunque Dio in questo momento sta agendo in mezzo a noi e la Sua azione, i1 Suo disegno in mezzo a noi sono la verit\u00e0, la sapienza. Il Suo spirito ci fa comprendere questo. Ci fa comprendere questo (vi accennavo prima e vi ripeto adesso) non per una contemplazione teorica, ma per una realt\u00e0 d&#8217;amore, per un&#8217;attenzione d&#8217;amore; perci\u00f2 si chiama spirito d&#8217;amore che ci permette di essere come vivificati, come realizzati dall&#8217;annuncio di questo mistero. In che cosa noi siamo toccati da questo? Ecco, fratelli miei, a me sembra cosi, a me sembra che, se Dio \u00e8 veramente presente nella storia dell&#8217;umanit\u00e0 ad agire in essa attraverso il Suo Spirito d\u2019amore, a proporre agli uomini che si evolvono nel cammino della storia, i1 Suo disegno e la Sua sapienza, allore vuol dire che noi siamo a fuoco con Dio soltanto se lasciamo che questa sapienza, che questa Sua parola eterna si realizzi nella nostra vita. Ed allora noi siamo veramente giustificati, allora siamo nella pace dell&#8217;anima, allora siamo nella speranza vera, concreta della vita eterna, quando questa sapienza di Dio diventa la regola, la norma costante della nostra esistenza. Capite perch\u00e9 \u00e8 tanto concreto il discorso. L&#8217;uomo giustificato, l&#8217;uomo salvato, l&#8217;uomo che pu\u00f2 vivere nella pace non \u00e8 tanto l&#8217;uomo che compie tante buone azioni o che ripete tante preghiere o che si riempie la bocca di tante invocazioni. L&#8217;uomo giustificato, l&#8217;uomo salvato da Dio che veramente pu\u00f2 chiamare Dio Padre, \u00e8 colui che ha fatta propria la sapienza di Dio, che ha preso il Verbo di Dio, la Parola, Ges\u00f9 stesso che \u00e8 la Verit\u00e0 e ne ha fatto la norma della propria esistenza. Questo uomo \u00e8 l&#8217;uomo pacificato interiormente, \u00e8 l&#8217;uomo libero dal peccato ed \u00e8 l&#8217;uomo che pu\u00f2 dare pace al mondo. Ecco perch\u00e9 \u00e8 cosi importante il brano che abbiamo letto della lettera di S. Paolo ai Romani. E questa sapienza di Dio tanto pi\u00f9 si manifesta in mezzo a noi e nella vita di ciascuno di noi, quanto pi\u00f9. sar\u00e0 il Suo Spirito a manifestarsi. Ed ecco l&#8217;altra conclusione che mi sembra di un&#8217;importanza enorme per tutti noi: cio\u00e8, il disegno di Dio, fratelli miei, non si pu\u00f2 sviluppare in noi, la via di Dio non pu\u00f2 fiorire nella nostra vita, la nostra speranza non pu\u00f2 essere veramente fondata se in mezzo a noi non c&#8217;\u00e8 il Suo spirito d&#8217;amore. E soltanto quando c&#8217;\u00e8 questo Spirito d&#8217;amore che fa di noi veramente una comunit\u00e0, le cui membra siano veramente a servizio l&#8217;uno dell&#8217;altra in un&#8217;attenzione continua, in un&#8217;accettazione continua della diversit\u00e0 del disegno dell&#8217;altro, quindi della pluralit\u00e0 delle presenze, delle forme, soltanto dove c&#8217;\u00e8 questo spirito di servizio che Ges\u00f9 ci ha lasciato come il dono conseguente alla sua morte ed alla sua resurrezione, soltanto allora viene fuori il disegno di Dio. Prendiamo una famiglia, per esempio; il disegno di Dio nelle singole membra, e perci\u00f2 la salvezza della famiglia stessa, non vien fuori tanto in un ordine fatto d&#8217;autorit\u00e0, viene fuori in quello spirito d&#8217;amore che tiene l&#8217;un membro e l&#8217;altro nell&#8217;attenzione costante a ciascuno, perch\u00e9 ciascuno sia realizzato nel proprio disegno: l&#8217;attenzione dei figli ai genitori, l&#8217;attenzione dei genitori ai figli, l&#8217;attenzione dello sposo alla sposa. \u00c8 questa attenzione costante in un servizio d&#8217;amore, nel vivere veramente lo spirito dell&#8217;amore di Dio, che tira fuori il disegno di Dio Creatore, la Sapienza. E cosi \u00e8 delle comunit\u00e0 pi\u00f9 grandi, e cosi \u00e8 della mia comunit\u00e0 religiosa, cosi \u00e8 della nostra comunit\u00e0 parrocchiale: questa \u00e8 l&#8217;unica ragione del nostro vivere insieme, perch\u00e9 la vita di Dio in noi si possa manifestare nella sapienza, attraverso la vita del Suo Spirito di amore in mezzo a noi. Fratelli, questa mi sembrava la riflessione che dovessimo fare in questa festa della SS. Trinit\u00e0 che ci viene data, perch\u00e9 noi possiamo vivere veramente ad immagine e somiglianza di Dio. Mi rendo conto di quanto sia povera la mia parola, per\u00f2 so anche che la grazia di Cristo che ci viene rinnovata nell&#8217;Eucarestia che celebriamo, \u00e8 qui a dare forza e fecondit\u00e0 anche a questa povera parola. Che veramente allora la parola portata, la parola meditata diventi preghiera, perch\u00e9 quello che la nostra insufficienza non pu\u00f2 ottenere sia la misericordia di Dio a darcelo.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-1971\/1971-2\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anno 1971 Tempo Pasquale<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":5879,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5888","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5888","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5888"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5888\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14135,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5888\/revisions\/14135"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5879"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5888"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}