{"id":5552,"date":"2016-03-20T22:09:09","date_gmt":"2016-03-20T21:09:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5552"},"modified":"2022-01-07T06:48:04","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:04","slug":"b-to-29","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-19-cristo-re\/b-to-29\/","title":{"rendered":"29a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">XXIX DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Is 53,10-11; Sal.32; Eb 4,14-16; Mc 10,35-45)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 19 ottobre 2003<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L&#8217;anno liturgico volge alla fine. Da un mese seguiamo Ges\u00f9 nel suo cammino verso Gerusalemme, ascoltiamo il suo insegnamento ai discepoli, insegnamento che ci dice il suo stile di esistenza, il suo modo di intendere il potere. Oggi, a conclusione del capitolo 10, ascoltiamo la sua ultima lezione. Domenica prossima, insieme al cieco Bartimeo, domanderemo la luce, perch\u00e9 la sua Parola diventi regola della nostra vita.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Mentre Ges\u00f9 prosegue nel suo cammino verso Gerusalemme, si fa pi\u00f9 forte la resistenza dei discepoli ad accogliere la necessit\u00e0 della croce. Da una parte Ges\u00f9 cammina sollecitamente alla testa del gruppo, dall&#8217;altra c&#8217;\u00e8 la tentazione dei discepoli a saltare questa tappa, a rifiutare il senso di questo cammino verso Gerusalemme. Ges\u00f9 continua pazientemente a correggere le loro illusioni: il Regno di Dio deve fondarsi sulla croce. Il linguaggio di Ges\u00f9 \u00e8 crudo. Parla di calice, parla di battesimo. Sono termini che gi\u00e0 nell&#8217;Antico Testamento richiamano un destino di dolore. Anche noi, nella sofferenza diciamo che ci \u00e8 toccato un calice amaro, che ci troviamo in un mare di sofferenza. Queste immagini richiamano alle comunit\u00e0 cristiane il Battesimo e l&#8217;Eucarestia, sacramenti che introducono alla percezione del Regno, come lo ha inteso Ges\u00f9, come vita di resurrezione, che deve passare attraverso le acque della morte, attraverso il calice della passione. Sono criteri diversi da quelli che muovono Giacomo e Giovanni quando chiedono al Maestro di sedere nella sua gloria uno alla sua destra e uno alla sua sinistra.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Il discepolo \u00e8 chiamato a partecipare alla via del suo Signore non solo in maniera ideologica, astratta, ma accettando di dare tutta la propria vita, senza desiderare nessuna ricompensa. \u00c8 questa disponibilit\u00e0 che fa dell&#8217;uomo un cittadino del Regno. Il Padre dar\u00e0 la sua gloria quando e come lo riterr\u00e0 opportuno. Marco scrive quando i due discepoli avevano gi\u00e0 subito il martirio. Giacomo mor\u00ec di spada, primo fra i discepoli. Di Giovanni si sa meno. Certamente entrambi i discepoli sono passati attraverso la via di Ges\u00f9. La comunit\u00e0 considera martiri, in quanto testimoni, entrambi i fratelli, loro che, per la veemenza del carattere, venivano chiamati &#8220;figli del tuono&#8221;, loro che pur avevano avvertito tanta ripugnanza per la sofferenza, eppure hanno capito, hanno sperimentato, che il potere di Dio \u00e8 nell&#8217;amore.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La Chiesa sa che l&#8217;insegnamento di Ges\u00f9 si pu\u00f2 realizzare nella vita dei credenti. \u00c8 per noi un invito a prendere sul serio il Vangelo, anche quando ci sembra che esso ci porta ad essere perdenti nella nostra societ\u00e0, perch\u00e9 ci chiede di rinunciare al prestigio. Marco viveva nella societ\u00e0 dove l&#8217;Imperatore era Nerone eppure ci dice che il potere dei potenti non \u00e8 vero potere. Il Regno non viene nel segno del dominio, ma nel segno del servizio. &#8220;Fra voi non \u00e8 cos\u00ec&#8221;, dice con forza Ges\u00f9. Il suo modello antropologico \u00e8 altro rispetto a quello del mondo e per adeguarci ad esso \u00e8 necessaria la conversione del cuore. &#8220;Il Figlio dell&#8217;uomo non \u00e8 venuto per essere servito, ma per servire&#8221;, \u00e8 l&#8217;insegnamento fondamentale di Ges\u00f9 e Marco, nel riferirlo ha certamente presente il quarto canto del Servo di Jahv\u00e8 &#8211; al capitolo 53 del libro di Isaia &#8211; molto opportunamente inserito nella liturgia odierna. La tentazione del potere \u00e8 stata sempre presente nella Chiesa, nei Vescovi principi, nel Papa re. La Chiesa, ognuno di noi deve convertirsi alla volont\u00e0 di perderci completamente, per amore. Come dice Isaia: &#8220;Il giusto mio servo giustificher\u00e0 molti \u2026 io gli dar\u00f2 in premio le moltitudini\u2026&#8221;. Leggendo gli Atti degli Apostoli vedremo che la moltitudine di quanti aderiranno alla Chiesa nascente sar\u00e0 grandissima. La solitudine della morte di Nerone era vuoto totale, quella della morte del servo genera una moltitudine. Di fronte alla croce i dodici fuggirono. Ma sul trono della croce, uno alla destra ed uno alla sinistra di Ges\u00f9, vi saranno due malfattori, due poveri, persone senza diritti, condannati a morte. Nel testo originario di Marco, c&#8217;\u00e8 un&#8217;aggiunta al versetto 27 del capitolo 15, che dice, riferendo il canto di Isaia: &#8220;E si comp\u00ec la Scrittura che dice: &#8216;\u00c8 stato messo tra i malfattori&#8217; &#8220;. In questa ultima lezione di Ges\u00f9 \u00e8 tutto il suo insegnamento, il suo desiderio per i discepoli: che essi condividano, insieme a lui, la vita di quanti hanno il volto segnato dal peccato, da ogni miseria umana.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Oggi il Papa proclama Beata Madre Teresa di Calcutta. Ella ha scritto: il cristiano \u00e8 il tabernacolo di Dio vivente. Se capiamo l&#8217;immensit\u00e0 dell&#8217;amore di Dio, trascorreremo la vita per testimoniarlo. Amare come Cristo ci ha amati, amare per donarci agli altri. Quando Ges\u00f9 nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo ci chiede di dare da mangiare a quanti hanno fame, non parla solo della fame fisica, ma anche della fame di amore. Ges\u00f9 ha sperimentato questa fame quando non \u00e8 stato accolto dai suoi. La peggiore malattia di oggi \u00e8 la povert\u00e0 dell&#8217;anima, la povert\u00e0 dell&#8217;inutilit\u00e0, della solitudine. \u00c8 una malattia peggiore della tubercolosi e della lebbra.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Questa \u00e8 l&#8217;eredit\u00e0 che ci lascia Madre Teresa.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Nell&#8217;intimo del nostro cuore conciliamo queste due parole apparentemente antitetiche: beatitudine e servizio. Madre Teresa ha amato, ha servito fino al giorno della sua morte. Perci\u00f2 \u00e8 Beata nell&#8217;eternit\u00e0.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 22 ottobre 2006<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">(VV.32-34) Dopo aver riferito l\u2019insegnamento del Signore sul possesso e sulle ricchezze, prima di donare le sue parole sull\u2019ambizione e sul servizio, Marco inserisce il terzo annuncio della passione \u2013 il pi\u00f9 completo e dettagliato, che abbiamo letto, anche se non \u00e8 presente nella liturgia. \u00c8 l\u2019ultimo insegnamento solenne del Signore, in cammino verso Gerusalemme e il contesto della passione imminente accresce il peso e la drammaticit\u00e0 del pensiero di Ges\u00f9 e la responsabilit\u00e0 dell\u2019ascolto del singolo discepolo e della comunit\u00e0 intera che lo seguono. Marco sottolinea l\u2019estrema solitudine del Signore con l\u2019espressione su Ges\u00f9 che <strong><em>\u201ccamminava davanti a loro\u201d<\/em><\/strong> con tale decisione e radicalit\u00e0 da lasciarli <strong><em>\u201cesterrefatti\u201d<\/em><\/strong>, \u201cterrorizzati\u201d &#8211; secondo il significato letterale del verbo greco. La decisione inflessibile del Signore di donare la vita, che fa dire a Luca, al capitolo 9: <strong><em>\u201cirrigid\u00ec il volto\u201d<\/em><\/strong>, coinvolge non solo i Dodici, ma anche il gruppo pi\u00f9 ampio dei meno intimi, <strong><em>\u201ccoloro che venivano dietro di loro avevano paura\u201d<\/em><\/strong>. \u00c8 l\u2019immagine che Marco dona della sua comunit\u00e0, ma \u00e8 la profezia di ogni comunit\u00e0 futura, del popolo di Dio in cammino, sempre timido e pauroso della croce e del cammino del Signore, pur seguendolo. Ognuno di noi ne trova conferma nella propria storia personale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em>\u201cLa Chiesa prosegue il suo pellegrinaggio fra la persecuzione del mondo e la consolazione di Dio\u201d<\/em> &#8211; scriveva Agostino nel \u201cDe civitate Dei\u201d, con una bellissima espressione riportata dal Concilio Vaticano II (in <em>\u201cLumen Gentium\u201d<\/em>, 9) &#8211; <em>\u201cannunziando la passione e la morte del Signor, finch\u00e9 egli venga\u201d<\/em>.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Ges\u00f9 sente di dover donare ancora una parola <strong><em>\u201cin disparte\u201d<\/em><\/strong> ai Dodici, per descrivere con estrema durezza i particolari della sofferenza che sta per arrivare, da quel <strong><em>\u201csar\u00e0 consegnato\u201d<\/em><\/strong>, che \u00e8 preveggenza del tradimento da parte di uno dei suoi pi\u00f9 intimi, in un intreccio misterioso tra perversit\u00e0 e crudelt\u00e0 umana con il disegno di Dio, che \u00e8 Amore e volont\u00e0 di salvezza, e si attua anche attraverso la negativit\u00e0 umana: \u00e8 la notte buia verso cui Ges\u00f9 camminava. La tensione deve essere stata terribile.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> (vv.35-40) Questo \u00e8 il contesto in cui Marco pone la domanda di Giacomo e Giovanni, che, insieme agli altri, si mostrano lontani dal pensiero del Signore. A loro egli dice che berranno il calice e riceveranno il battesimo. In che senso potranno farlo? In Marco il battesimo di Ges\u00f9 \u00e8 collegato alla passione e alla morte e Paolo legger\u00e0 il battesimo cristiano strettamente legato alla morte di Lui: <strong>\u201cper mezzo del battesimo\u2026 siamo stati sepolti insieme a lui nella morte, perch\u00e9 come Cristo fu resuscitato dai morti\u2026 cos\u00ec anche noi possiamo camminare in una vita nuova\u201d<\/strong> (Rom.6,4). I discepoli perci\u00f2 partecipano al calice e al battesimo se sono pronti ad accogliere nel loro cammino la tribolazione, la persecuzione fino alla morte. Questi due discepoli sono \u201cpreferiti\u201d non perch\u00e9 esauditi nella loro richiesta, ma perch\u00e9 sono inseriti nella logica di Dio. La loro domanda \u00e8 vaga, generica, ma la risposta di Ges\u00f9 \u00e8 concreta. Quando, infatti, il Vangelo veniva scritto, i due erano morti martiri. Cos\u00ec Marco insegna che il discepolo non deve essere dominato dall\u2019attesa di una ricompensa particolare, ma dalla disponibilit\u00e0 a partecipare alla croce di Ges\u00f9, con una sofferenza che \u00e8 elevazione ad un livello di amore pi\u00f9 grande, ad uno stare con Ges\u00f9 in maniera sempre pi\u00f9 piena.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> (vv.41-44) La reazione dei Dodici \u00e8 l\u2019occasione per un ammaestramento particolare, affettuoso: ancora una volta <strong><em>\u201cli chiam\u00f2 a s\u00e9\u201d<\/em><\/strong>. Con fine pedagogia Ges\u00f9 prende a termine di paragone il comportamento dei grandi della terra, che abusano del potere e lo vivono a danno di coloro di cui sono responsabili: con sottile ironia \u00e8 detto che <strong><em>\u201csembrano governare<\/em><\/strong>\u201d. Ges\u00f9 pone se stesso, alla luce della passione imminente, come fonte di un modo nuovo di proporre il governo nel servizio. Il suo insegnamento \u00e8 talmente chiaro che ci si chiede come un cristiano possa pensare diversamente. In un libro del 1969 Joseph Ratzinger, allora solo professore, si domandava come si sia arrivati al punto che, con la svolta costantiniana, che port\u00f2 alla identificazione della Chiesa con la societ\u00e0 chiusa dell\u2019occidente cristiano, i seguaci degli apostoli, ai quali era stato detto che dovevano cercare di non imitare i grandi di questo mondo, di colpo abbiano ritenuto giusto essere principi di questa societ\u00e0. E indicava in questo fatto un ritorno alla situazione precristiana e pagana.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La frase conclusiva presenta come ideale a cui ispirarsi il servizio di Ges\u00f9 fino al sacrificio completo di s\u00e9. Fa riflettere: Ges\u00f9 non rivendica alcun diritto per s\u00e9, neppure l\u2019onore che il maestro in qualsiasi tipo di scuola attende dal discepolo. Al contrario, egli giunge al servizio a tavola, come Luca mostra nell\u2019Ultima Cena (Lc.22,17-20) e Giovanni alla lavanda dei piedi (Gv.13,3-9). Perci\u00f2 a Chiesa dei primi tempi ha cominciato a leggere il magistero del Signore dal Vangelo della passione, ed ogni cristiano maturo nel cammino di fede sa, per contemplazione e per esperienza, che il Crocefisso \u00e8 il Vangelo spiegato.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <strong><em>\u201cIn riscatto per molti\u201d<\/em><\/strong> non \u00e8 il prezzo di un contratto, come se Dio esigesse una soddisfazione che obbligherebbe un innocente a morire, ma una suprema dedizione personale, assunta liberamente da Ges\u00f9, che permette alla infinita misericordia di rivelarsi quale \u00e8 ed apre ad ogni uomo la speranza sicura di sentirsi accolto. La morte in croce \u00e8 l\u2019atto pi\u00f9 grande dell\u2019amore, del servizio di Ges\u00f9 a favore dell\u2019umanit\u00e0, \u00e8 l\u2019apice della rivelazione di Dio. \u00c8 ai piedi della croce che il centurione romano pu\u00f2 dire: <strong><em>\u201cVeramente quest\u2019uomo era figlio di Dio\u201d<\/em><\/strong> (Mc.16,39).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> I cristiani imparano che Ges\u00f9 dona loro la sua strada. Li espropria dell\u2019amore del potere. Li riveste del potere dell\u2019amore. Li invita a considerare la spesa della propria esistenza dietro a Lui <strong><em>\u201cin riscatto per molti\u201d<\/em><\/strong>, non come una sconfitta, un minor essere, un vittimismo, ma come un pi\u00f9 essere che manifesta la vittoria dell\u2019Amore, un divenire compagni, sposi di Cristo nel dare la vita per l\u2019umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 18 ottobre 2009<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">In sintesi, Dio non ha troni, ma \u00e8 Colui che si lega un asciugatoio ai fianchi per lavare i piedi di quelli che vivono con Lui; non vuole essere cercato in alto, nei cieli, ma tra la gente bisognosa di attenzione. Non sopra, ma in basso, nella piccolezza delle creature, perch\u00e9 \u00e8 il Dio vicino. E perch\u00e9 essere sopra l\u2019altro \u00e8 il segno della massima distanza dall\u2019altro.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Marco ci invita a riflettere su questa realt\u00e0 sconvolgente: se il nome di Dio \u00e8 \u201cservitore, allora il nome della storia e della Chiesa \u00e8 \u201cservizio\u201d. Sono necessari il silenzio del cuore e la docilit\u00e0 della mente per cogliere il senso di queste parole che suscitano sgomento. Per capire che cosa significa l\u2019espressione \u201cultimo posto\u201d bisogna contemplare il calvario, la croce, l\u00e0 dove Ges\u00f9 si dona al Padre come bene disponibile e inesauribile per gli uomini di ogni tempo. Non si tratta di una contemplazione astratta, n\u00e9 di sola devozione ricca di riconoscenza e sentimento, ma di una fonte di energia a cui i discepoli potranno attingere in ogni tempo e di un contatto vivo con Lui che, nell\u2019Eucarestia, resta come il bene disponibile perch\u00e9 i seguaci possano imparare da Lui a vivere servendo, scoprendo sempre pi\u00f9 profondamente e concretamente il legame tra essere discepolo nella fede ed essere dono per la vita dell\u2019umanit\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Marco propone l\u2019insegnamento del Signore subito dopo il terzo annuncio della passione. Ges\u00f9 \u201csale\u201d a Gerusalemme, \u201ccamminando davanti a loro ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti\u201d. Pedagogo paziente, prende \u201cin disparte\u201d i discepoli e fa di nuovo una descrizione cruda \u201cdi quello che sta per accadergli\u201d (Mc.10,32-34). E, subito, il racconto continua con la richiesta di Giacomo e Giovanni che, come spesso accade anche a noi, continuano a fraintendere l\u2019insegnamento sul regno di Dio, ritenendolo occasione di grandezza e prestigio, realt\u00e0 da possedere ed utilizzare per l\u2019affermazione di s\u00e9.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Due pensieri, perci\u00f2, che si scontrano frontalmente. Ges\u00f9 li pone davanti a quello che lo aspetta a Gerusalemme, li aiuta pazientemente ad uscire dal rischio di abusare della loro condizione di discepoli privilegiati, per ritenersi migliori degli altri e pi\u00f9 meritevoli di quanti non hanno ricevuto il dono della stessa chiamata a vivere con Lui. Ma nel cuore di tutti \u00e8 il desiderio del privilegio: Matteo rende pi\u00f9 umanamente drammatico il racconto, perch\u00e9 \u00e8 la mamma dei due discepoli che lo chiede, supplicando. La rabbia degli altri tradisce i medesimi pensieri in tutti. E Ges\u00f9 dona con pazienza l\u2019insegnamento sul potere. Questo non potr\u00e0 essere vissuto alla maniera dei potenti, che calpestano la gente loro sottomessa, nella presunzione di superiorit\u00e0. A questo modo di pensare il potere, che \u00e8 abuso contro i figli di Dio, Ges\u00f9 contrappone un altro stile di comando, che \u00e8 quello del servizio. Usa due termini: \u201cservitore\u201d e \u201cschiavo\u201d. Il primo \u00e8 colui che serve a tavola, che si accorge delle necessit\u00e0 dei commensali e interviene a provvedere: \u00e8 colui che serve per la vita, che la sostiene e la rianima quando c\u2019\u00e8 bisogno e debolezza; il secondo \u00e8 colui che sa di non avere diritti, ma solo obblighi nei confronti del suo signore. Perci\u00f2 il discepolo di Ges\u00f9 dovr\u00e0 sentirsi obbligato a compiere con umilt\u00e0 quello che gli viene richiesto nella vita e a viverlo nel servizio della comunit\u00e0 e del bene comune.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cTra voi, per\u00f2, non \u00e8 cos\u00ec\u201d. Nella comunit\u00e0 che Ges\u00f9 sta preparando devono valere forme nell\u2019esercizio del potere diverse da quelle che valgono nel resto del mondo. Comandare significa servire la vita, suscitare la vita, preoccuparsi per la vita seguendo Ges\u00f9. Perci\u00f2 i discepoli sono invitati ad imparare bene le motivazioni della vita di Lui: \u201cIl Figlio dell\u2019uomo \u2026 non \u00e8 venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti\u201d. Operare in nome di Ges\u00f9 \u00e8 servire l\u2019umanit\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Ges\u00f9 chiede di contemplare bene quello che chiama \u201cil dono di s\u00e9\u201d: \u201cdare la propria vita\u201d (il testo greco usa il termine \u201cpsiche\u201d): \u00e8 l\u2019offerta della sua intima profondit\u00e0, il suo essere pi\u00f9 profondo di Figlio di Dio: questo dono radicale \u00e8 \u201criscatto\u201d \u2013 come quando si libera qualcuno, pagando di persona: Perci\u00f2 \u00e8 liberazione. \u00c8 una forza di amore talmente radicale da sostituire la mancanza di forza di chi \u00e8 nella schiavit\u00f9 e nella incapacit\u00e0 di liberazione. Questa \u00e8 l\u2019esperienza liberante della fede.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u00c8 necessario riflettere su questo per diventare capaci di incontrare l\u2019umanit\u00e0 del nostro tempo, bisognosa di liberazione, ma incapace di raggiungerla. L\u2019amore di Ges\u00f9 viene ad abitare in me, rendendomi libero di amare, senza attendere il ritorno dell\u2019amore che ho dato. Forse i cristiani sono chiamati a questa sostituzione, imparando l\u2019amore ai piedi della croce, come hanno fatto da consacrati santa Teresa di Lisieux, nel monastero di clausura, e Massimiliano Kolbe ad Auschwitz, come ha fatto Salvo d\u2019Acquisto, da semplice carabiniere.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Quando riesco a comprendere, ad essere certo che c\u2019\u00e8 uno che si fa garante per me, che mi ama senza condizioni, che si dona per me, allora io sono libero dalla schiavit\u00f9 di me stesso e sicuro che nulla mi potr\u00e0 separare da chi mi ama, come scrive s. Paolo ai Romani (Rom.8,35). Sono libero di pensare al \u201cnoi\u201d della fraternit\u00e0, fino a raggiungere \u2013 seguendo il Signore \u2013 la libert\u00e0 altissima di vivere in prima persona l\u2019amore sostitutivo, perch\u00e9 i fratelli possano essere liberi. Oggi sono tanti ad avere bisogno di amore, anche di amore sostitutivo.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 21 ottobre 2012<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Capire che cosa intende Ges\u00f9 quando, alla richiesta di posti privilegiati fatta da Giacomo e Giovanni, risponde con l\u2019invito perentorio a distogliere lo sguardo dai modelli umani del prestigio e dei privilegi, di non immaginare il Regno di Dio come un palazzo e una corte:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cTra voi non \u00e8 cos\u00ec\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Giovanni e Giacomo erano tra i pi\u00f9 intimi del Signore, ma questo non significa che fossero in grado comprenderlo pienamente. Gli evangelisti lo sanno e riferiscono le parole di Ges\u00f9 immediatamente legate al terzo annuncio della passione (Mt.20; Lc.22; Gv.13); Marco le riferisce al termine del viaggio verso Gerusalemme, come un testamento che dovr\u00e0 essere considerato la carta costituzionale della comunit\u00e0 cristiana.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Per noi \u00e8 il dono della liturgia di questa domenica. Capire per vivere nei giorni che ci vengono dati, \u00e8 una grazia da domandare allo Spirito con preghiera umile e paziente, perch\u00e9 si tratta di un cambiamento di mentalit\u00e0, di una trasformazione antropologica, di una visone della vita che pu\u00f2 apparire improponibile a chi sente in s\u00e9 l\u2019inclinazione, comune ad ogni uomo, per l\u2019ambizione ed il potere. La conversione del cuore e della mente \u00e8 un cambiamento di rotta e di comportamenti senza di cui non nasce la Chiesa.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Ges\u00f9 dona l\u2019ultimo insegnamento delle scuola di formazione ai Dodici e si propone come modello. Lo fa con uno stile di pazienza e dolcezza, chiamandoli ancora a s\u00e9: evita ogni rimprovero, educa: \u201cTra voi non \u00e8 cos\u00ec\u201d. Offre se stesso come concreto apripista della via nuova che inaugura: \u201cIl Figlio dell\u2019uomo non \u00e8 venuto per farsi servire, ma per servire e dare la vita\u201d. Dice ai Dodici e a tutti noi che non \u00e8 l\u2019affermazione di se stessi, ma l\u2019abnegazione a favore degli altri che fa la societ\u00e0 rinnovata dal Vangelo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Capire significa guardare l\u2019ultimo posto nello scenario della croce, l\u00e0 dove si rivela il servizio universale del Signore. La croce non pu\u00f2 essere identificata solo come rifugio e devozione, come didascalia di una dottrina, ma come grazia, fonte, energia da attingere per vivere con Cristo l\u2019ultimo posto, che altrimenti non sarebbe proponibile all\u2019uomo. L\u2019uomo infatti pu\u00f2 percorrere la strada della perdita delle proprie ambizioni se in lui opera Cristo stesso. \u00c8 per questo che Ges\u00f9 ha fatto dono alla Chiesa della Eucarestia, che \u00e8 la memoria del suo servizio fino alla morte e la sua attualizzazione nel tempo e nei cuori. Celebrare l\u2019Eucarestia vuol dire, per la Chiesa, rendere presente l\u2019amore servizievole di Ges\u00f9 per essere resi capaci di vivere servendo. C\u2019\u00e8 un rapporto indissolubile tra Eucarestia e carit\u00e0, tra Ges\u00f9 che muore in croce e Ges\u00f9 che lava i piedi, come uno schiavo e non come un padrone di casa. Una Chiesa che si riducesse al solo rito, sia pure solenne e devoto, non celebrerebbe \u201crealmente\u201d l\u2019Eucarestia, perch\u00e9 il fine di essa \u00e8 l\u2019amore che serve.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Ges\u00f9 mostra prima due esempi negativi per donare poi la sua visione delle cose. Dice che i sovrani calpestano i popoli, valutano la loro grandezza dal mettere in ginocchio gli altri. E parla dei potenti che usano il potere facendo violenza, fisica o morale. Dice che questi comportamenti sono un vero e proprio fraintendimento, che lascia chi lo vive nelle proprie ferite e nella sofferenza dell\u2019ingiustizia i pi\u00f9 deboli.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Chi guida \u2013 \u00e8 il pensiero di Ges\u00f9 \u2013 deve essere al servizio della vita, aiutare chi \u00e8 debole, rianimare chi non ha pi\u00f9 forze. Chi ha compiti da svolgere nella comunit\u00e0 di fede e nella societ\u00e0 civile, consapevole del proprio legame con il Maestro Ges\u00f9, non si ritiene superiore o signore degli altri. Ma guarda a Lui, modello e guida, che mostra la via di Dio nella storia dell\u2019umanit\u00e0, la via che \u00e8 pagare di persona, per amore del bene comune.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Ges\u00f9 dona cos\u00ec il suo insegnamento sulla propria morte, tutta positiva, perch\u00e9 amore per l\u2019umanit\u00e0, sostitutiva della sua incapacit\u00e0 a vivere come dono. La chiave per la vittoria sulla negativit\u00e0 \u00e8 l\u2019amore che non si arrende, che non desiste e cos\u00ec genera la speranza. Sembra dire: se uno si fa garante per un altro con la propria esistenza, significa che lo ama e giunge a dare la sua vita per lui; se il suo amore si dice pienamente, come in un culmine, nella morte; se spinge a gridare di riconoscenza: \u201cMi ha amato e ha consegnato se stesso per me\u201d (Gal.2,20), allora nessuna morte pu\u00f2 separare chi ama da chi \u00e8 amato (cfr.Rom.8,35). Ed \u00e8 il trionfo della vita. Il servizio d\u2019amore \u00e8 perci\u00f2 la proposta che Ges\u00f9 fa agli uomini!<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La sua morte non \u00e8 il fallimento della sua comunione con l\u2019uomo, ma \u00e8 il lievito che genera una comunione che non pu\u00f2 essere pi\u00f9 distrutta dal male, Per il discepolo \u00e8 la constatazione che il servizio dei fratelli nella comunit\u00e0 di fede e nella societ\u00e0 civile \u00e8 la sorgente di rapporti veri, il superamento della sopraffazione e della violenza, la fonte della pace.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Giornata missionaria, giornata della vocazione al dono di s\u00e9.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-19-cristo-re\/b-to-29\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXIX DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B (Is 53,10-11; Sal.32; Eb 4,14-16; Mc 10,35-45)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7844,"menu_order":10,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5552","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5552"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5552\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14055,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5552\/revisions\/14055"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7844"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}