{"id":5546,"date":"2016-03-20T18:46:09","date_gmt":"2016-03-20T17:46:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5546"},"modified":"2022-01-07T06:48:04","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:04","slug":"b-to-26","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-19-cristo-re\/b-to-26\/","title":{"rendered":"26a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">XXVI DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Num 11,25-29; Sal.18; Giac 5,1-6; Mc 9,38-43.45.47-48)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 28 settembre 2003<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi abbiamo continuato la lettura del capitolo 9 del Vangelo di Marco. Domenica scorsa abbiamo visto Ges\u00f9, seduto con l&#8217;atteggiamento del Maestro, insegnare cose fondamentali. I discepoli avevano discusso di autorit\u00e0 e di prestigio personale e Ges\u00f9, pazientemente mostra loro che i valori umani vanno rovesciati: &#8220;Se uno vuole essere il primo, sia l&#8217;ultimo di tutti e il servo di tutti&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ora ci troviamo di fronte ad un altro episodio. Questa volta \u00e8 Giovanni che cade nella chiusura della logica umana, proprio Giovanni, il discepolo prediletto del Signore, l&#8217;autore del Quarto Vangelo, delle lettere che fondano la Chiesa sulla carit\u00e0, del libro dell&#8217;Apocalisse, in cui annuncia il futuro di Dio, il discepolo che ha maggiore confidenza con il Maestro, tanto da appoggiare il capo sul suo petto all&#8217;Ultima Cena, il discepolo in cui il Signore ha tanta fiducia da affidargli la Mamma sua, dall&#8217;alto della croce. Eppure neanche lui \u00e8 capace di comprendere lo spirito del messaggio di Ges\u00f9. \u00c8 importante per noi renderci conto che neanche Giovanni aveva capito: impariamo a non scoraggiarci, a non arrabbiarci se tante volte ricadiamo negli stessi difetti. Impariamo ad essere grati allo Spirito Santo che agisce nella Chiesa agendo nei nostri cuori, che facendoci vedere quello che siamo, ci fa capire come dovremmo essere. La mentalit\u00e0 dei gruppi, che, chiudendosi su loro stessi, rifiutano gli altri, si ripete costantemente. L&#8217;atteggiamento degli Israeliti nel deserto, che abbiamo ascoltato nella prima lettura e, oltre 1350 anni dopo, quello dei discepoli di Ges\u00f9 \u00e8 sempre lo stesso: impazienza e rifiuto per quelli che non appartengono al proprio gruppo. &#8220;Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glie lo abbiamo vietato, perch\u00e9 <span style=\"text-decoration: underline;\">non era dei nostri<\/span>&#8221; dice Giovanni a Ges\u00f9, cos\u00ec come Giosu\u00e8 aveva chiesto a Mos\u00e8 di proibire che quanti erano rimasti nell&#8217;accampamento profetizzassero. I discepoli non riescono a capire che l&#8217;appartenenza ad un gruppo non ha valore per il Signore e non tollerano che qualcuno che &#8220;non \u00e8 dei nostri&#8221; possa agire come loro. Essi sono caduti nell&#8217;equivoco ed identificano l&#8217;appartenenza al gruppo con la persona di Ges\u00f9, tanto da pensare che possano seguire Ges\u00f9 solo quanti entrano nel loro gruppo. Ma il Maestro chiarisce l&#8217;ambiguit\u00e0: &#8220;Chi non \u00e8 contro di noi, \u00e8 per noi&#8221;. Un antico papiro egiziano termina il discorso di Ges\u00f9 con queste parole: &#8220;chi \u00e8 oggi lontano ci sar\u00e0 vicino&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Sia il libro dei Numeri che il Vangelo di Marco ci fanno lo stesso ammonimento: non possiamo pretendere di impadronirci dello Spirito, dei doni di Dio. Egli pu\u00f2 agire anche fuori del gruppo che Ges\u00f9 stesso ha formato. N\u00e9 i discepoli, n\u00e9 la Chiesa che su di loro \u00e8 fondata, possono dire agli uomini: &#8220;Seguimi!&#8221;. Pu\u00f2 dirlo solo Ges\u00f9 in prima persona. Solo quando sono strettamente uniti a lui i discepoli sono davvero Chiesa. Senza Ges\u00f9 sono associazioni, magari sacre, ma non Chiesa che \u00e8 presenza di lui. Lo Spirito penetra nel cuore degli uomini nei modi pi\u00f9 diversi. Anche Cicerone lo aveva capito quando scriveva a Quintiliano di non considerare avversari i diversi: quelli che non sono contro di noi, sono con noi. Lo aveva capito prima che Ges\u00f9 nascesse. Molto pi\u00f9 tardi, all&#8217;inizio del Rinascimento, Erasmo invitava a non guardare se gli altri seguono noi, ma solo se seguono Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ho fatto questi riferimenti non per sfoggio culturale, ma perch\u00e9 cos\u00ec siamo aiutati a capire meglio anche l&#8217;espressione forte di Ges\u00f9 a proposito dello scandalo: &#8220;Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, sarebbe meglio per lui che gli passassero al collo una mola da asino e lo buttassero in mare&#8221;. I piccoli, i poveri, sono gli uomini e le donne che cercano la verit\u00e0 senza l&#8217;appartenenza esplicita alla fede e si spendono per la socialit\u00e0, per la pace, per la giustizia, per abbattere le barriere della disuguaglianza, al di fuori dei confini della Chiesa. I credenti che li fanno sentire fuori dalla comunit\u00e0 sono loro di inciampo, li scandalizzano. Cos\u00ec come scandalizza lo stesso Giovanni con la sua intolleranza verso quanti non appartengono al gruppo. \u00c8 lo scandalo del clericalismo, che risorge continuamente all&#8217;interno della Chiesa: lo Spirito \u00e8 libero di agire dovunque nell&#8217;umanit\u00e0. Non bisogna seguire un gruppo, ma Ges\u00f9. Lo scandalo, l&#8217;inciampo sul cammino della fede, non viene da fatti esterni, che riguardano il sesso o i soprusi economici e finanziari. Bisogna spostare l&#8217;attenzione dai fatti esterni all&#8217;atteggiamento del credente. Lo scandalo nasce quando il credente si appropria del dono di Dio, come sua propriet\u00e0 privata, decidendo chi pu\u00f2 averne parte e chi non pu\u00f2.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Analizziamoci. Se scopriamo nel nostro agire atteggiamenti che impediscono il rapporto con il fratello, estirpiamoli. &#8220;Se la tua mano \u2026 se il tuo piede ti scandalizza, taglialo\u2026&#8221; Il comportamento, le situazioni, non hanno importanza. Conta solo l&#8217;amore che \u00e8 nel cuore dell&#8217;uomo. Nel nostro agire personale, come in quello dell&#8217;altro che incontriamo sulla nostra strada, conta solo l&#8217;amore. Dove c&#8217;\u00e8 amore c&#8217;\u00e8 salvezza. Cos\u00ec Ges\u00f9 mand\u00f2 in pace la peccatrice che gli lavava i piedi con le lacrime e li asciugava con i suoi capelli, dicendo: &#8220;Molto le \u00e8 perdonato perch\u00e9 molto ha amato&#8221;. Non posso mai giudicare l&#8217;altro. Se egli vive nell&#8217;amore non si pu\u00f2 dire che non \u00e8 &#8220;dei nostri&#8221;. Egli \u00e8 &#8220;nostro&#8221; in Ges\u00f9, se c&#8217;\u00e8 l&#8217;amore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Siamo chiamati a gioire per il bene che c&#8217;\u00e8 nel mondo. L&#8217;Eucarestia \u00e8 ringraziamento anche a nome di quanti &#8220;solo il Signore conosce la fede&#8221;. Quando Papa Giovanni era Nunzio apostolico in Bulgaria, un seminarista della chiesa ortodossa gli chiese di entrare in un seminario cattolico. Angelo Roncalli gli rispose ringraziandolo per le sue parole, ma esortandolo a restare nel suo seminario e a ricevere l\u00e0, con i suoi, l&#8217;ordinazione, aiutando la sua chiesa a vivere la fedelt\u00e0 al Vangelo. E concludeva dicendo: &#8220;Ci rivedremo in paradiso&#8221;. Dire che non \u00e8 bene il bene fatto da un altro, perch\u00e9 non \u00e8 della nostra stessa fede, \u00e8 bestemmiare il Vangelo. Il Signore dicendoci di tagliare la mano o il piede che scandalizzano, ci esorta a tagliare quanto in noi \u00e8 avversione per gli altri, per chi non ci segue, &#8220;non \u00e8 dei nostri&#8221;. Molti &#8220;fuori dall&#8217;accampamento&#8221; sono voce di Dio perch\u00e9 operano per la giustizia, per gli ammalati, per i bambini, per gli emarginati. Sono tutti discepoli di Ges\u00f9, anche senza saperlo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Papa Giovanni Paolo II, nella sua lettera all&#8217;inizio del terzo millennio, ci esorta a domandare al Signore di vedere tutto quanto di positivo \u00e8 nell&#8217;altro, per accogliere e ringraziare. Il bene compiuto dall&#8217;altro \u00e8 un bene per me, oltre che per chi lo ha ricevuto. Anche nelle nostre famiglie, guardiamo al bene che ciascuno compie, non ad altro. Chi oggi ci sembra lontano, domani ci sar\u00e0 vicino.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 1 ottobre 2006<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Da qualche domenica leggiamo nel Vangelo di Marco il racconto del viaggio di Ges\u00f9 verso Gerusalemme, verso la passione, verso la croce. Marco mette insieme molti insegnamenti di Ges\u00f9, perch\u00e9 questo viaggio sia, anche per quanti lo leggeranno, un cammino di crescita nella fede, una scuola di discepolato alla luce della croce.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco racconta di Giovanni, come un portavoce del gruppo, che presenta il caso di un esorcista che scacciava i demoni, invocando il nome di Ges\u00f9, pur non appartenendo al gruppo che lo seguiva. Egli si conformava alla consuetudine diffusa di guarire usando il nome di un taumaturgo, in questo caso quello di Ges\u00f9. Giovanni si sente colpito nella propria sensibilit\u00e0 di \u201cintimo\u201d del Signore, di discepolo chiamato direttamente da Lui: \u00e8 Giovanni che appogger\u00e0 il capo sul petto del Signore durante l\u2019Ultima Cena, ai piedi della croce a lui sar\u00e0 affidata Maria, egli sar\u00e0 l\u2019autore del quarto Vangelo. Ora reagisce con emotivit\u00e0 intollerante, condivisa dagli altri: \u201c<strong><em>glielo abbiamo vietato\u201d <\/em><\/strong>egli dice e domanda una conferma a Ges\u00f9 che risponde con una parola che stupisce: <strong><em>\u201cchi non \u00e8 contro di noi \u00e8 con noi\u201d<\/em><\/strong>. Potrebbe sembrare una risposta benpensante e addirittura di comodo, presente anche tra i cristiani: <em>\u201cchi oggi \u00e8 lontano, domani vi sar\u00e0 vicino\u201d<\/em> testimonia con fiducia un antico papiro cristiano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">In realt\u00e0 Marco dona a chi legge un\u2019espressione chiara del pensiero del Signore, che \u00e8 come l\u2019inaugurazione di un modo di guardare la realt\u00e0, destinato a diventare cultura, tradizione, nelle comunit\u00e0 cristiane: \u00e8 una prospettiva diversa da quella degli uomini. Giovanni, il discepolo particolarmente vicino a Ges\u00f9, \u00e8 incline all\u2019intolleranza e deve correggersi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La liturgia evidenzia la necessit\u00e0 della modificazione di atteggiamenti intolleranti anche nella prima lettura con l\u2019esempio di Giosu\u00e8, collaboratore strettissimo di Mos\u00e8 e suo successore nella responsabilit\u00e0 di guida del popolo ebreo. Anche lui si scandalizza per un atteggiamento analogo: vorrebbe cacciare due che profetizzano nell\u2019accampamento, senza essere nel gruppo dei prescelti. Mos\u00e8 gli risponde: <strong>\u201cFossero tutti profeti nel popolo del Signore\u2026\u201d<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco sembra dire alla Chiesa nel momento intimo e solenne dell\u2019Eucarestia che anche i discepoli pi\u00f9 consapevoli possono essere portatori di mentalit\u00e0 di privilegio, che nessun credente \u00e8 immune da questo pericolo. E, nel suo racconto, presenta un Ges\u00f9 che non ambisce a riconoscimenti, che non ha a cuore gruppi elitari, ma \u00e8 ricco di tolleranza e di magnanimit\u00e0, atteggiamenti che devono accompagnare la Chiesa nella sua presenza nel mondo: <strong><em>\u201cchi non \u00e8 contro di me, \u00e8 per me\u201d<\/em><\/strong>. Quello di Ges\u00f9 \u00e8 un invito dolce e fermo del suo spirito grande, che viene da Dio, Padre di tutti, e perci\u00f2 capace di valorizzare ogni espressione di bene, da ovunque venga.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco continua la formazione, mostra gli apostoli che non litigano solo per il primo posto, ma si appoggiano ai privilegi. Invita a specchiarsi in loro e ad accogliere l\u2019insegnamento del Signore che rifiuta il sensazionalismo e valorizza il gesto semplice del bicchiere d\u2019acqua umile e nascosto. <em>\u201c\u00c8 meglio essere cristiani senza dirlo, che dirlo senza esserlo\u201d<\/em> (Ignazio di Antiochia, agli Efesini 15) scriveva Ignazio di Antiochia, nel II secolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Abbiamo qui una chiave per leggere la seconda parte del brano, con i tre detti sconcertanti sullo scandalo, su quello che \u00e8 ostacolo all\u2019autenticit\u00e0 del discepolato non solo in quanto viene dall\u2019esterno, come mentalit\u00e0 ed esempi altrui, ma in quanto \u00e8 frutto delle disarmonie di vita, personali e di gruppo. Marco insiste: <strong><em>\u201cSe la tua mano ti scandalizza\u2026 se il tuo piede ti \u2026 se il tuo occhio ti\u2026\u201d<\/em><\/strong>. C\u2019\u00e8 qualcosa che ostacola anche nel discepolo e Marco colora con tinte drammatiche le conseguenze della complicit\u00e0 con la mentalit\u00e0 comune la necessit\u00e0 dell\u2019autodisciplina. Il suo \u00e8 un invito non al fondamentalismo etico, ma a riflettere e ad interrogarsi su quanto pu\u00f2 diventare motivo di immaturit\u00e0 nella fede e, per conseguenza, ostacolo per quanti la cercano. Via della croce, ci dice, \u00e8 assumere con responsabilit\u00e0 la fatica della crescita nella fede, non per la perfezione della propria persona, ma per la luce dell\u2019umanit\u00e0, che sta a cuore al Signore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9, infatti, \u00e8 venuto a cercare, con infinito amore e pazienza, il bene, dovunque si trovi, perch\u00e9 diventi profumo davanti a Dio. Il suo cuore, appassionato alla vita che gli brucia dentro (come abbiamo ascoltato domenica scorsa) si accompagna all\u2019ansia di <strong><em>\u201ccercare e salvare ci\u00f2 che era perduto\u201d<\/em><\/strong> (Lc.19,10). Lo Spirito lo guida ai momenti, anche forti, della proclamazione della verit\u00e0 e a quelli dell\u2019accoglienza fiduciosa. Marco invita chi lo legge a superare la grettezza umana, ad aprire il cuore ad ogni uomo, valorizzando il bene che compie pur senza appartenere alla Chiesa, e portandolo a Lui con la preghiera eucaristica che rende i credenti idonei a <strong>&#8220;farsi voce di ogni creatura\u201d<\/strong>, quindi anche di chi non si riconosce nella fede cristiana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La tolleranza del Signore esclude la puntigliosit\u00e0 dell\u2019ortodossia a tutti i costi, per privilegiare quanto \u00e8 fatto per amore, con la \u201cbuona volont\u00e0\u201d, con il cuore. Marco ci dice che un atteggiamento settario \u00e8 contrario allo spirito di Ges\u00f9, e ce lo mostra in un contesto di pregiudizio come colui che promette la <strong><em>\u201cricompensa\u201d<\/em><\/strong> che vuol dire la <strong><em>\u201cvita nel Regno di Dio\u201d<\/em><\/strong> a chi dona anche un solo bicchiere d\u2019acqua per la dilatazione del bene. Chi opera in questo modo non \u00e8 un simpatizzante esterno, ma un figlio del Padre dei cieli, perci\u00f2 un fratello per i cristiani. La Chiesa del primo millennio ha vissuto con forza l\u2019incontro con culture altre da quella cristiana; poi \u00e8 venuto il tempo della paura, dei tribunali, delle crociate. Ma nel XIII secolo Francesco di Assisi ha rotto la paura ed \u00e8 andato dal Sultano per aprirlo al dialogo. E l\u2019umanista Erasmo potr\u00e0 scrivere: <em>\u201cNon bisogna badare se ci segue, ma se annuncia il nostro nome\u201d<\/em>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8 dunque importante, per chi voglia seriamente seguire Ges\u00f9 sulla sua strada, la vigilanza su se stessi per togliere ogni atteggiamento che possa essere di ostacolo al dialogo con l\u2019umanit\u00e0, allontanandola cos\u00ec da Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ed \u00e8 importante, nell\u2019attualit\u00e0, essere ottimisti e capaci di dare fiducia per tutto il bene che tutti, donne e uomini del popolo dei \u201ccristiani anonimi\u201d, compiono nelle pi\u00f9 diverse situazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Domandiamo al Signore il dono della longanimit\u00e0, che libera dall\u2019impazienza e ci fa accogliere i fratelli nella diversit\u00e0, perch\u00e9 figli del Padre nei cieli e fratelli nostri.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 27 settembre 2009<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il cammino verso Gerusalemme continua, continua la scuola per i dodici. Marco riferisce alcuni insegnamenti del Signore sulla comunit\u00e0 che dovr\u00e0 formarsi ed estendersi e su come comportarsi al suo interno: \u00e8 il cammino di fede da cui nascer\u00e0 la Chiesa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Prima di tutto un avvertimento di carattere generale : la comunit\u00e0 si dovr\u00e0 guardare dall\u2019attribuirsi troppa importanza, fino a lasciarsi condurre dalla grettezza gelosa nei confronti di quanti saranno indotti dall\u2019ammirazione di Ges\u00f9 ad operare il bene \u201cnel suo nome\u201d, anche senza essere esplicitamente fedeli e discepoli. La chiamata alla fede non si esaurisce nell\u2019appartenenza alla comunit\u00e0, ma punta ad accogliere e condividere la vita dello Spirito che il Risorto dona a tutti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco dice che Ges\u00f9 teme uno zelo falso, un\u2019intolleranza che nulla ha a che vedere con la passione per il vangelo, che rivendica diritti di appartenenza privilegiata, di anzianit\u00e0 e di fedelt\u00e0 su chi viene affascinato dalla misericordia di Dio che Cristo svela e si accosta con fiducia alla comunit\u00e0. \u201cNon \u00e8 dei nostri\u201d \u00e8 una rivendicazione radicale di appartenenza che pu\u00f2 diventare pretesa di \u201cpotere\u201d sulle coscienze nelle quali Dio \u00e8 libero di agire secondo la propria iniziativa, proponendosi nel rispetto e con pazienza. Due domeniche fa Marco ci ha riferito la resistenza di Pietro alla via della croce, qui \u00e8 Giovanni, il discepolo prediletto. C\u2019\u00e8 un ambiguit\u00e0 in lui. Il gruppo diventa autoreferenziale : \u201cvolevamo impedirglielo, perch\u00e9 non ci seguiva\u201d. La chiamata alla fede \u00e8 innanzitutto invito a seguire Ges\u00f9 ed egli non ama il fondamentalismo intransigente con l\u2019altro. I membri della comunit\u00e0 non dovranno nascondersi che l\u2019egoismo, sottile, si pu\u00f2 insinuare l\u00ec dove si pretende di avere la specializzazione del bene e che perci\u00f2 occorre vigilare ed essere umili. E lavorare per recidere con decisione la mala pianta del particolarismo, che si annida nella gelosia e nella chiusura verso quanti operano il bene nella diversit\u00e0 delle culture e dei servizi. Ges\u00f9 dice una parola molto severa su chi cerca di ostacolare \u201cuno di questi piccoli che credono in me\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Le espressioni di Ges\u00f9 sullo scandalo, che \u00e8 ostacolo per chi in sincerit\u00e0 di intenzioni e di gesti opera secondo il vangelo, anche senza appartenere alla comunit\u00e0, e la parola di Giacomo nella seconda lettura, fanno meditare per la loro gravit\u00e0. Invitano a riflettere bene sulla pretesa dell\u2019affermazione \u201cnon ci seguiva\u201d, che sembra anteporre la comunit\u00e0 al Signore stesso, quasi privandolo della libert\u00e0 sovrana di comunicare il suo Spirito anche indipendentemente dalla vita strutturata della comunit\u00e0 istituzionale. Il Regno di Dio, come i Padri comprenderanno ed insegneranno, \u00e8 pi\u00f9 ampio della Chiesa, che \u00e8 segno e strumento di salvezza, perch\u00e9 il Signore Risorto ha promesso di operare attraverso il suo servizio fedele, senza \u2013 tuttavia \u2013 per questo, imprigionarsi in essa. Le braccia della croce arrivano anche dove non \u00e8 arrivata la predicazione del vangelo, perch\u00e9 esso risuona in ogni cuore abitato dallo Spirito. A Giovanni che dice: \u201cnon ci seguiva\u201d, Ges\u00f9 \u2013 sovranamente \u2013 risponde: \u201cchi non \u00e8 contro di noi, \u00e8 per noi\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8 una risposta che abbatte ogni barriera ed insegna ai discepoli che devono essere di tutti gli uomini e che tutti gli uomini sono loro. Non dovranno catalogare gli uomini, classificarli, non saranno gli aggettivi a contare, ma l\u2019umanit\u00e0: Cristo \u00e8 uomo, allora tutti gli uomini sono Cristo. I dodici imparano, direttamente da Ges\u00f9, e ci trasmettono l\u2019ammonimento a non essere intolleranti, ma a vedere, nei tanti che si avvicinano loro \u201cnel nome di Ges\u00f9\u201d, dei simpatizzanti che non hanno certo un animo ostile. Simpatizzante \u00e8 chiunque non si presenta esplicitamente come nemico, chi non \u00e8 \u201ccontro di noi\u201d. Il Signore si mette dalla loro parte e li include nel \u201cnoi\u201d della sua comunit\u00e0, identificandosi come destinatario dell\u2019amore che quei simpatizzanti vivranno, fino alla misura del bicchiere d\u2019acqua, solo apparentemente insignificante. Con fiducia un papiro egiziano cristiano aggiunge alle parole di Ges\u00f9 un detto: \u201cChi \u00e8 lontano, vi sar\u00e0 domani vicino\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La Chiesa dovr\u00e0 imparare a non pretendere di annunciare e vivere il vangelo da sola. Oggi lo si comprende pi\u00f9 che nei tempi passati, ma gi\u00e0 nell\u2019epoca degli umanisti Erasmo scriveva: \u201cnon bisogna badare se ci segue, ma se annuncia il nostro nome\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Chiediamo, nella preghiera, che si radichi in noi quell\u2019appello al dialogo che il vangelo propone, dialogo che \u00e8 la Parola tra i due che si incontrano. \u00c8 importante uscire dalla paura, dalla preoccupazione di salvaguardare ad ogni costo uno \u201cspazio\u201d che \u00e8 \u201cnostro\u201d. \u00c8 urgente uscire oltre la soglia dove gli altri, che riteniamo fuori dallo \u201cspazio\u201d, stanno vivendo il bene nel nome d Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Chiediamo di essere liberi da schemi e desideri pregiudiziali, dalle parole che fanno chiasso dentro e suscitano paure.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Domandiamo la gioia della scoperta del divino nel cuore dei fratelli e delle sorelle, la gioia riconoscente per il capire che \u201cchi non \u00e8 contro di noi, \u00e8 per noi\u201d.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-19-cristo-re\/b-to-26\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXVI DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B (Num 11,25-29; Sal.18; Giac 5,1-6; Mc 9,38-43.45.47-48)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7844,"menu_order":7,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5546","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5546","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5546"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5546\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14052,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5546\/revisions\/14052"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7844"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}