{"id":5542,"date":"2016-03-20T18:08:09","date_gmt":"2016-03-20T17:08:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5542"},"modified":"2022-01-07T06:48:04","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:04","slug":"b-to-25","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-19-cristo-re\/b-to-25\/","title":{"rendered":"25a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">XXV DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Sap 2,12.17-20; Sal.53; Giac 3,16-4,3; Mc 9,30-37)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 21 settembre 2003<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">&#8220;O Dio, Padre di tutti gli uomini, tu vuoi che gli ultimi siano i primi e fai di un fanciullo la misura del tuo regno; donaci la sapienza che viene dall&#8217;alto, perch\u00e9 accogliamo la parola del tuo Figlio e comprendiamo che davanti a te il pi\u00f9 grande \u00e8 colui che serve \u2026&#8221;. Cos\u00ec abbiamo pregato oggi con la Colletta, la preghiera che all&#8217;inizio della Messa esprime l&#8217;invocazione condivisa di tutta l&#8217;assemblea.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Accogliamo la parola di Ges\u00f9 Maestro, mettiamoci alla sua scuola, come ci invita a fare il Vangelo di Marco, indicandoci la centralit\u00e0 del servizio; quel servizio all&#8217;uomo che porter\u00e0 Ges\u00f9 alla croce e alla morte, unica via scelta dal suo Amore per donarci la vita nuova della Resurrezione. Marco ci ha fatto ascoltare parole simili dalla bocca di Ges\u00f9 per ben tre volte. La prima al capitolo 8: &#8220;E cominci\u00f2 ad insegnar loro che il Figlio dell&#8217;uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare&#8221;. A queste parole Pietro si era ribellato, perch\u00e9 non poteva accettare che il suo Maestro non percorresse la via del successo e del trionfo, ma Ges\u00f9, pur amandolo profondamente lo aveva respinto, chiamandolo Satana, perch\u00e9 pensava secondo la logica degli uomini, non secondo quella di Dio. Ora, al capitolo 9, Ges\u00f9 ripete lo stesso insegnamento. Marco usa i verbi all&#8217;imperfetto, per indicare che si trattava di un insegnamento ripetuto: i discepoli continuano a non capire e hanno perfino timore di chiedere spiegazioni. L&#8217;annunzio viene ripetuto una terza volta al capitolo 10 (questo passo non viene letto nella liturgia domenicale) mentre Ges\u00f9 camminava decisamente verso Gerusalemme, verso la sua morte, ed i discepoli lo seguivano pieni di timore. L&#8217;atteggiamento di Ges\u00f9 \u00e8 deciso: egli vuole realizzare sulla terra, nella storia, il cammino che il Padre gli indica: consegnarsi agli uomini con un&#8217;apertura totale e incondizionata, vuota di ogni privilegio di s\u00e9, con quell&#8217;amore senza limiti, che caratterizza il rapporto delle Tre Persone nell&#8217;unit\u00e0 della Vita Trinitaria. Quando i discepoli lo hanno riconosciuto Figlio di Dio, Marco ci dice che Ges\u00f9 aveva loro imposto il silenzio. La sua esigenza di realizzare fino in fondo il disegno di amore del Padre era cos\u00ec forte che egli non voleva essere trattenuto neanche dall&#8217;affetto di quanti avrebbero potuto trattenerlo sulla via del dono totale. Ora, nel passo che abbiamo letto, vediamo che discepoli avevano timore di chiedergli spiegazioni: non volevano sentir parlare della via della croce. Essi lo seguono, ma il loro rifiuto ad accogliere questo aspetto dell&#8217;amore divino, troppo duro ed oscuro per la loro intelligenza umana, li porta a ripiegarsi su loro stessi, a rincantucciarsi sulle attese povere ed egoistiche della loro umanit\u00e0: &#8220;Chi fra noi \u00e8 il pi\u00f9 grande?&#8221;. Preferiscono la gratificazione del successo personale perch\u00e9 temono la sofferenza, come conseguenza del dono di s\u00e9. \u00c8 un timore profondamente umano che non ci deve meravigliare. Ho ascoltato una vecchia suora, che, avendo visto il Papa cos\u00ec sofferente ha detto: &#8220;Avrei voluto offrire la mia vita per lui, ma non lo ho fatto, perch\u00e9 ho avuto paura che il Signore mi prendesse sul serio e mi facesse davvero morire&#8221;\u2026<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">I discepoli avevano equivocato il senso della missione del Signore. La avevano immaginata diversa, cos\u00ec come l&#8217;Antico Testamento aveva presentato quella di Davide: il successo mondano di un regno vittorioso sui re nemici. Ora, di fronte al Maestro, sono schiacciati dalle sue parole che contraddicono tutte le loro aspettative di gloria terrena e tacciono. Ges\u00f9, con pazienza infinita, non li rimprovera, ma li chiama a s\u00e9 e, seduto, secondo la consuetudine dei maestri, toglie ogni equivoco. La logica divina del dono totale di s\u00e9, fino alla consegna della propria vita nelle mani del nemico, \u00e8 totalmente altra da quella umana del privilegio, della superiorit\u00e0 dell&#8217;uno nei confronti dell&#8217;altro: &#8220;Se uno vuol essere il primo, sia l&#8217;ultimo di tutti e il servo di tutti&#8221;. La lieta notizia del Vangelo \u00e8 il rifiuto di ogni privilegio individualistico: l&#8217;amore di Dio \u00e8 totale ed \u00e8 rivolto a tutti. Ges\u00f9 muore sulla croce con le braccia spalancate, che abbracciano tutta la terra. Quando si dona a noi con il pane e il vino dell&#8217;Eucarestia egli ci dice che \u00e8 per tutti. Entrare nel mistero del suo amore significa aprire il proprio cuore all&#8217;umanit\u00e0 intera, come Maria che ai piedi della croce, diviene Madre di tutti gli uomini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La vera grandezza \u00e8 nella disponibilit\u00e0 a servire tutti, gratuitamente. Ges\u00f9 lo insegna ponendo in mezzo ai discepoli un bambino, persona che nell&#8217;antichit\u00e0 non aveva diritti n\u00e9 privilegi, come i servi, dicendo: &#8220;Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato&#8221;. Accoglie il dono della vita di amore della Trinit\u00e0 divina. Non solo accogliere i bambini, dir\u00e0 Ges\u00f9 dopo poco, ma divenire umili e semplici come bambini, privi di pretese, umili, vuoti, accoglienti. Facciamo nostro questo ammaestramento del Signore con fede, con riconoscenza, con disponibilit\u00e0. Essere come Ges\u00f9 significa essere uomo nel senso pieno della parola, esserlo secondo il disegno di Dio che lo ha creato perch\u00e9 fosse a sua immagine. Il cristianesimo ci dice che \u00e8 veramente uomo chi si dona all&#8217;altro. All&#8217;inizio dell&#8217;era cristiana S. Ireneo scriveva: &#8221; Dio si \u00e8 fatto uomo, perch\u00e9 l&#8217;uomo potesse diventare Dio&#8221;. La vita di Dio \u00e8 relazione infinita di amore, \u00e8 dono totale e scambievole tra le Tre Persone: qui \u00e8 anche la verit\u00e0 dell&#8217;uomo. Il cristianesimo \u00e8 necessariamente critico nei confronti di tanti atteggiamenti della mondanit\u00e0 perch\u00e9 non pu\u00f2 accettare mai il protagonismo. Non si tratta di moralismo. La scuola divina della Trinit\u00e0 mi invita ad essere sempre pi\u00f9 dono per gli altri, perch\u00e9 anche gli altri sono dono per me. La diversit\u00e0 delle persone, delle culture, delle stesse confessioni cristiane, se accolta \u00e8 una grande ricchezza. Ci apriamo cos\u00ec all&#8217;ecumenismo che \u00e8 il grande desiderio di Ges\u00f9. Nella lettera enciclica sul nuovo millennio, Giovanni Paolo II ha scritto: la Chiesa \u00e8 scuola di comunione. \u00c8 questo il disegno di Dio, che risponde alle vere attese del mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Da quanto siamo andati meditando segue una conclusione pratica: Dio non si rivela in un discorso astratto, ma nel volto dell&#8217;uomo. Esso solo ha importanza. Fermiamoci a contemplare i volti degli uomini, cos\u00ec come ce li presentano le icone dell&#8217;arte orientale, o le tante pitture dell&#8217;arte occidentale. Guardiamo accanto a noi tanti volti, visi di anziani, di giovani, di bambini \u2026 e pensiamo che in ognuno di loro c&#8217;\u00e8 il volto di Dio. Viviamo le nostre attivit\u00e0 quotidiane con un riconoscimento grato: mettiamoci al servizio di tutti, riconoscendo in ciascuno il volto di Dio. Il viso \u00e8 importante, perch\u00e9 in ciascuno volto \u00e8 l&#8217;unico viso del Figlio di Dio. Quando a Pentecoste il fuoco dello Spirito Santo discese sugli Apostoli nel Cenacolo, esso si divise in tante fiammelle: l&#8217;Amore di Dio \u00e8 presente, ma in maniera diversa, unica e irripetibile in ciascun uomo. \u00c8 l\u00ec che dobbiamo cercarlo per trovare Dio.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 24 settembre 2006<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Per la seconda domenica consecutiva, oggi la liturgia ci fa ascoltare Ges\u00f9 che predice la sua passione. Nel Vangelo di Marco Egli rinnova per tre volte questo annuncio, sottolineando la necessit\u00e0 della croce: ma \u00e8 una necessit\u00e0 che allora come ora, i discepoli non riescono a cogliere con facilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Con questa seconda predizione Marco vuole orientare in modo ancora pi\u00f9 risoluto il cammino del discepolo dietro e con Ges\u00f9 verso Gerusalemme. Il Maestro appare cos\u00ec deciso, quasi ansioso di camminare, quasi la Galilea non fosse pi\u00f9 capace di trattenerlo; come se il compimento fosse gi\u00e0 in atto, gi\u00e0 cominciato. Egli aveva un desiderio forte e appassionato di portare a compimento la missione che il Padre gli aveva dato dall\u2019eternit\u00e0: manifestare nel mondo l\u2019amore eterno di dono, che \u00e8 la vita stessa della Trinit\u00e0. \u00c8 uno stato d\u2019animo ben evidenziato da Luca, che gli fa dire: <strong><em>\u201cSono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse gi\u00e0 acceso! C\u2019\u00e8 un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato finch\u00e9 non sia compiuto!\u201d<\/em><\/strong> (Lc.12,49-50). Nel vedere Ges\u00f9 animato da questa decisione, i discepoli, affascinati e sgomenti nello stesso tempo, lo seguono. Hanno come il sentore che chi chiude le orecchie e cede all\u2019angoscia rischia di restare fuori dal mistero che si andr\u00e0 compiendo e, perci\u00f2, pur non comprendendo, si stringono al Signore e lo seguono.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8 sempre cos\u00ec nella vita di fede e dovremmo ricordarlo: essere presi dalla paura della via di Dio, mettersi da parte, stare a guardare significa rischiare di essere \u201cschizzati fuori\u201d, estranei. La vita di fede non si fonda sulla certezza di esiti rassicuranti, ma nel restare stretti a Ges\u00f9: fidarsi e seguirlo. \u00c8 una questione di amore e di unit\u00e0. Il discepolo deve sapere che Ges\u00f9 \u00e8 maestro nell\u2019accettazione di un disegno oscuro anche per s\u00e9. Ges\u00f9 va verso un futuro che non garantisce luce n\u00e9 sicurezze, neanche la percezione della vicinanza del Padre: Egli \u00e8 fedele alla missione affidatagli al di l\u00e0 di ogni rassicurazione! Perci\u00f2 tutto quello che Egli dice in questo andare verso Gerusalemme, ogni sua parola, si riveste di gravit\u00e0, un po\u2019 come nel Vangelo di Giovanni le parole dopo l\u2019ultima cena, che vennero presto definite \u201ctestamento\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Proprio sulla strada che porta a Gerusalemme, i discepoli litigano sulla precedenza, su chi di loro fosse <strong><em>\u201cil pi\u00f9 grande\u201d<\/em><\/strong>. Forse il pensiero di un\u2019eventuale gerarchia nell\u2019al di l\u00e0, ma forse qualche tensione nei rapporti reciproci al presente, che Marco avr\u00e0 registrati nella sua stessa comunit\u00e0. Anche Giacomo, nel passo che abbiamo ascoltato, parla di tensioni e di liti nella comunit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 li porta <strong><em>\u201cin casa\u201d<\/em><\/strong>, forse quella di Pietro e di Andrea, li mette a proprio agio, perch\u00e9 si sentano amati e superino il mutismo del disagio, l\u2019umiliazione di essere stati scoperti in preda alla preoccupazione di s\u00e9, mentre erano con Lui, che andava alla morte per loro. <strong><em>\u201cChiam\u00f2 a s\u00e9 i Dodici\u201d<\/em><\/strong>: \u00e8 il segno di un amore che non si blocca a motivo della paura della sofferenza, il segno di una fiducia che non viene meno perch\u00e9 radicata nel disegno di Dio su ciascuno, del Dio che non ritira i propri doni. Come intorno ad una cattedra amorevole ed affettuosa, i Dodici imparano quello che Marco ci trasmette: la condizione per crescere e maturare nel discepolato cristiano sta nella regola: il primo deve essere l\u2019ultimo e il servo di tutti. Impariamo, per la nostra vita interiore, che i momenti umilianti dei nostri insuccessi di cristiani intermittenti e contraddittori sono occasione di scuola paziente del Signore che si fa <strong>\u201cmaestro interiore\u201d<\/strong>, come insegna Agostino. Cos\u00ec \u00e8 la vita interiore!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">I discepoli dovranno ricordare che <strong><em>\u201cservire\u201d<\/em><\/strong> \u00e8 una parola chiave del Vangelo (torna cinque volte nei Sinottici) e dell\u2019esistenza cristiana. Ges\u00f9 lo conferma con la scena del bambino, icona della debolezza. \u00c8 un gesto concreto che tira fuori la parola \u201cservire\u201d dall\u2019astrattezza generica. Siamo seguaci di Ges\u00f9 quando ci interessiamo dei deboli, dei senza sicurezza, degli indifesi, dei soli \u2026Quante persone sono sole nelle nostre citt\u00e0, e i danni che derivano dalla solitudine si ripetono. Ce ne accorgiamo soltanto il giorno dopo. Ges\u00f9 ci dice che invece di andare alla ricerca di situazioni gratificanti, il cristiano \u00e8 chiamato a dimenticarsi \u2013 anche del progresso della propria vita spirituale &#8211; ad interessarsi di chi non ha privilegi, non da lontano, ma abbracciandolo con amore, come fa il Signore con il bambino. L\u2019episodio che Marco racconta ammonisce che anche il credente pu\u00f2 essere preso dalla presunzione, dal \u201cdesiderio di gloria\u201d, di prestigio, e che il dramma della croce si pu\u00f2 ridurre ad una \u201cdevozioncella\u201d, ad un sentimento devoto <em>\u201ccome una poetica acqua zuccherata\u201d<\/em>, secondo le parole di Calvino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019esistenza che Ges\u00f9 propone va contro la bramosia di onore e di potere, che \u00e8 profondamente radicata in ciascuno di noi. E i suoi discepoli dovranno puntare ad essere segno di una socialit\u00e0 dove Dio regna nella fraternit\u00e0. \u00c8 una legge nuova, che cozza contro la logica umana e va assunta con responsabilit\u00e0, secondo l\u2019esortazione di Paolo: <strong>\u201cNon conformatevi alla mentalit\u00e0 di questo secolo\u201d<\/strong> (Rom.12,2). Ogni abuso di ufficio ecclesiastico &#8211; lo affermano gi\u00e0 le lettere del Nuovo Testamento ai primi vescovi \u2013 ogni volont\u00e0 di dominio su altri gruppi culturali e religiosi, la pretesa di aver sempre ragione, l\u2019arroganza di chi ha autorit\u00e0 sui pi\u00f9 umili della comunit\u00e0, porta la Chiesa ad una situazione di peccato, la singola persona al tradimento del Vangelo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Custodiamo l\u2019immagine del bambino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il bambino significa piccolo, come pi\u00f9 volte \u00e8 detto nei Vangeli: possono essere i discepoli, i missionari, i membri umili della comunit\u00e0, soprattutto quelli con cui \u2013 nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo &#8211; il Signore del giudizio finale si identifica, i bisognosi, i tribolati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ma forse Marco, che pure \u00e8 scrittore asciutto e scarno, ha voluto mostrare nell\u2019immagine tenera di Ges\u00f9 che ama il bambino e lo stringe a s\u00e9, un atteggiamento di fiducia e di richiesta ad ogni discepolo che lo lasci parlare al cuore, a ciascuno di noi: \u201cvoi aspirate ai primi posti, ma se mi vuoi appartenere devi apprezzare quello che \u00e8 piccolo, di poco conto. Io, in prima persona, incontro l\u2019uomo nel bambino. Impara da me e seguimi!\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8 una regola di vita cui si pu\u00f2 rispondere solo nel \u201ccuore a cuore\u201d!<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 20 settembre 2009<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi la liturgia, leggendo il vangelo di Marco, torna a mostrarci Ges\u00f9 che va verso Gerusalemme e continua a parlare con profondit\u00e0 e confidenza ai suoi discepoli, coloro che \u201caveva scelto, perch\u00e9 stessero con lui\u201d, perch\u00e9 comprendessero e condividessero la sua strada.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Lungo questa strada ancora una profezia della passione, la seconda, ancora l\u2019incomprensione dei dodici: \u201cessi non capivano queste parole ed avevano timore di interrogarlo\u201d, forse per non sentirsi ripetere che non poteva essere altrimenti. A tutti capita di non voler parlare di qualcosa che incombe e si teme. C\u2019\u00e8 come una distanza che solo la purificazione della mente e la ri-creazione che lo Spirito operer\u00e0 a Pentecoste potr\u00e0 colmare. Il Maestro ha in mente il suo mistero di passione e di morte ed essi \u2013 nel barlume di speranza che germoglia in loro per l\u2019annuncio della resurrezione \u2013 pensano ai posti di prestigio nel regno che il Signore promette e che immaginano come realt\u00e0 socio-politica. Continua la pedagogia di Ges\u00f9, la sua pazienza nell\u2019insegnamento della sua strada, senza innervosirsi per l\u2019incomprensione che lo condanna alla solitudine prima che cominci il dramma: i primi a lasciarlo solo sono i suoi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Approfondiamo nella preghiera il mistero della nostra incomprensione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cNon capivano\u2026 avevano timore\u2026\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019imperfetto indica uno stato d\u2019animo prolungato, perdurante, Marco lo riveler\u00e0 ancora al capitolo 16, dopo la resurrezione (Mc.16.11).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Erano discepoli, avevano lasciato tutto per seguire Ges\u00f9, perch\u00e9 non capivano? Erano ebrei, perch\u00e9 non ricordavano le tante espressioni dei salmi e dei profeti sul servo di Dio che deve pagare di persona e non badare a se stesso, ma dedicarsi al servizio? Perch\u00e9 la fede credente e celebrata non diventava cultura ed essi continuavano a sognare e a programmarsi come gente che conta? Perch\u00e9 questo imperfetto dura nell\u2019oggi dei credenti con una sorta di remissivit\u00e0, frutto di assuefazione e di omologazione che ci rende figli della mondanit\u00e0 piuttosto che del vangelo?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Gli interrogativi si pongono e coinvolgono il nostro presente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ha detto il Papa il 12 settembre, durante l\u2019ordinazione di cinque vescovi:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em>\u201cLa fedelt\u00e0 \u00e8 altruismo e proprio cos\u00ec \u00e8 liberatrice per il ministro stesso e per quanti gli sono stati affidati. Sappiamo come le cose nella societ\u00e0 civile e, non di rado, nella chiesa, soffrono per il fatto che molti di coloro, ai quali \u00e8 stata affidata una responsabilit\u00e0, lavorano per se stessi e non per la comunit\u00e0, per il bene comune\u201d<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La riflessione ci riguarda.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">I discepoli, dice Ges\u00f9 con mitezza e pazienza, ma senza attenuazione della sua logica, non devono pensare in funzione di s\u00e9, ma devono prevenire e servire reciprocamente, e insieme devono dedicarsi a quanti, come bambini incolpevoli e indifesi, portano in se stessi i segni della debolezza umana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Bisognerebbe meditare con attenzione i particolari del racconto di Marco nella scena del bambino, cos\u00ec dettagliati pur nella concisione del suo linguaggio, : \u201cpreso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: \u2018chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato\u2019\u201d. Verit\u00e0 e tenerezza si fondono nel cuore e nei gesti di Ges\u00f9 ed egli \u00e8 il vangelo in persona.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nello sforzo di purificazione da ogni strumentalizzazione, di servirsi dei doni ricevuti, a cominciare dalla fede, nella ricerca di primati su chi \u00e8 pi\u00f9 debole ed appare meno ricco di doti, nell\u2019impegno di dedizione tenera verso chi \u00e8 portatore di debolezza, qui sta il dover essere dei discepoli che ascoltano Ges\u00f9 direttamente, e di quelli che verranno nel tempo della Chiesa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questa, infatti, non dovr\u00e0 e non potr\u00e0 vivere per il proprio prestigio, non dovr\u00e0 avere particolari riguardi per chi nel mondo ha particolare riguardo a motivo di un\u2019altra logica, non quella di Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco sembra dirci che, se non fiorisce nel cuore dei credenti la premura per la debolezza umana, non si capir\u00e0 mai l\u2019invito di Ges\u00f9 a donare la vita. Perci\u00f2 ripete per ben quattro volte, come un ritmo il verbo \u201caccogliere\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La Chiesa, nascendo e rinascendo nel contatto con il Signore per la preziosit\u00e0 dell\u2019Eucarestia, dovr\u00e0 sempre invitare i suoi figli a guardarsi intorno, a riconoscere, a gioire e ringraziare per tutta la premura che viene spesa ogni giorno sui fronti pi\u00f9 diversi da donne e uomini che accolgono e, in qualche modo, comprendono il mistero di Ges\u00f9 e lo testimoniano concretamente nella premura tenera verso la debolezza umana, pur non appartenendo esplicitamente al suo ambito. In loro opera la vera \u201csapienza\u201d, il loro atteggiamento, evangelico a fatti, \u00e8 segno di progresso del Regno di Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8 esigenza che viene dall\u2019alto e induce a fare opere di pace.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Chiediamo il dono di capire la via di Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ringraziamo per quanti ne scoprono la bellezza e la vivono.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Preghiamo per una vita fraterna che sia la casa di tutti.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 23 settembre 2012<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco vuole ribadire la necessit\u00e0 di riflettere bene su quello che Ges\u00f9 dice di s\u00e9 e del futuro che lo attende. L\u2019idea di un salvatore che patisce e che muore fa fatica ad essere accettata, perci\u00f2 il Signore ne parla ripetutamente e in maniera sempre pi\u00f9 mirata al gruppo dei pi\u00f9 intimi che vuole formare secondo la \u201cSapienza che viene dall\u2019alto\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Se la loro formazione graduale urta contro la persistente difficolt\u00e0 a comprendere la croce come un bene, nei tempi e nei modi in cui \u201cdall\u2019alto\u201d viene chiesto di prenderla e portarla con fiducia, chi accoglie lo scritto di Marco come \u201cvangelo di Ges\u00f9 Cristo, Figlio di Dio\u201d (Mc.1,1), deve imparare pazientemente a non innervosirsi per le incomprensioni e le resistenze personali, imparare a domandare, nella preghiera intima, a Ges\u00f9 di prenderlo nella sua scuola con pazienza e misericordia, per renderlo partecipe della sua Sapienza. E lasciare che egli, da Maestro, insegni a far tacere le voci delle tante parole che si fanno \u201cper la strada\u201d e a sostare \u201cin casa\u201d perch\u00e9 egli pronunci la sua parola. La provocazione di Marco nella contrapposizione tra le parole che si dicono \u201clungo la via\u201d e quella che il Signore pronuncia \u201cin casa\u201d, nell\u2019ascolto silenzioso e grato del discepolo che va \u201cdietro\u201d a lui, ci riguarda tutti: <em>tutti abbiamo bisogno di questa casa per comprendere il senso della nostra esistenza<\/em>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Due conseguenze. Marco le fa emergere per offrirle alla riflessione della sua comunit\u00e0. Le trae dalla nuova profezia della morte imminente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La prima riguarda la qualit\u00e0 della convivenza all\u2019interno della Chiesa. I discepoli devono essere consapevoli di non esistere per se stessi. Devono servirsi l\u2019un l\u2019altro. Il modo in cui la Chiesa deve pensarsi e comprendere deve nascere dalla Croce di Ges\u00f9 che Chiara di Assisi proponeva alle sue monache come uno specchio in cui guardare per imparare Cristo. La Chiesa di Marco, la nostra Chiesa, deve servire i poveri e stare sulle frontiere dei bisogni dell\u2019umanit\u00e0 senza ripiegarsi nei propri diritti, ma aperta a quanti condividono la stessa premura, pur inconsapevoli del Vangelo e non appartenenti alla sua visibilit\u00e0, come Marco ci dir\u00e0 chiaramente nella liturgia di domenica prossima a proposito della gelosia dei Dodici verso chi scacciava i demoni nel nome di Ges\u00f9, pur non appartenendo al suo gruppo: \u201cChi non \u00e8 contro di noi, \u00e8 con noi\u201d. Per Marco, Ges\u00f9 desidera che la Chiesa porti nel mondo la tolleranza e la pace, confidando che altri uomini comprendano il mistero di Ges\u00f9 e lo testimonino nel modo che ritengono pi\u00f9 idoneo. La croce rompe la ristrettezza della meschinit\u00e0 di parte e apre il cuore all\u2019amore di Dio che \u00e8 per tutti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La seconda conseguenza nasce dall\u2019immagine del bambino che Ges\u00f9 abbraccia con tenerezza. Dobbiamo imparare a non strumentalizzare opere e persone per accrescere la nostra grandezza, a scegliere chi \u00e8 pi\u00f9 povero sul piano del tornaconto, come il bambino che non pu\u00f2 dir nulla: si pu\u00f2 solo abbracciare. Il vangelo ci domanda un amore tenero, come quello del bambino, per amare l\u2019altro come un bambino. Perci\u00f2, per incontrare Ges\u00f9, ci vuole un cuore capace di commuoversi davanti ai poveri. Occorre guardare a questo Ges\u00f9 che percorre le strade del fallimento e del rifiuto di chi conta sul prevalere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il simbolo del bambino resta, e ci viene donato dal Signore in questa liturgia. Significa chiamata alla limpidezza e docilit\u00e0 dei bambini. E significa ancora chiamata ad essere testimoni di quello che il Signore fa identificandosi con tutte le espressioni della povert\u00e0 umana. In particolare dei bambini. Occuparsi di loro \u00e8 segno, sacramento vivo e credibile dell\u2019amore universale di Dio per tutti. Il dissesto familiare, l\u2019evasione dall\u2019obbligo scolastico, gli interessi abietti della malavita, il degrado ambientale sono lo scenario su cui Ges\u00f9 domanda di portare visibilmente la sua tenerezza per i bambini. E questo ci interpella direttamente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi il Signore ci ha detto che accogliere un bambino \u00e8 accogliere Lui, e chi avr\u00e0 accolto un bambino nel suo nome sar\u00e0 il pi\u00f9 grande nel regno dei cieli. Pi\u00f9 pienamente discepolo, pi\u00f9 vicino al Maestro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ce lo ha ricordato in questi giorni il Vescovo con la sua lettera pastorale: \u201cPer amore del mio popolo non tacer\u00f2\u201d, chiedendo alla comunit\u00e0 cristiana di scuotersi dal letargo di una fede prigioniera delle sacrestie e proponendo l\u2019equazione tra l\u2019essere credenti e l\u2019essere cittadini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Che il Signore ci doni la passione per il bene del suo popolo.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-19-cristo-re\/b-to-25\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXV DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B (Sap 2,12.17-20; Sal.53; Giac 3,16-4,3; Mc 9,30-37)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7844,"menu_order":6,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5542","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5542","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5542"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5542\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14051,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5542\/revisions\/14051"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7844"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}