{"id":5536,"date":"2016-03-20T08:07:09","date_gmt":"2016-03-20T07:07:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5536"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"b-to-24","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-19-cristo-re\/b-to-24\/","title":{"rendered":"24a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">XXIV DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Is 50,5-9a; Sal.114; Giac 2,14-18; Mc 8,27-35)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 17 settembre 2006<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nella lettura del Vangelo incontriamo pagine pi\u00f9 facili ed altre pi\u00f9 difficili da proporre. Fra le pi\u00f9 difficili si colloca questo passo, tratto dal capitolo 8 del Vangelo di Marco. Chiediamo allo Spirito Santo di dare a me la capacit\u00e0 di comunicare e a voi il dono di ascoltare l\u2019annuncio che ci viene rivolto.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Alla fine della prima parte del Vangelo appare chiaro che Marco si era proposto con il suo racconto di porre ai lettori la questione dell\u2019identit\u00e0 di Ges\u00f9, inducendoli alla professione di fede, come sar\u00e0 evidente nella parola del centurione che assister\u00e0 alla morte in croce: <strong><em>\u201cVeramente quest\u2019uomo era Figlio di Dio\u201d<\/em><\/strong> (Mc.15,30). \u00c8 il tema centrale del Vangelo e perci\u00f2 \u00e8 il Signore stesso a porre la domanda su di s\u00e9, in certo senso anticipando quella che poi il sommo sacerdote gli rivolger\u00e0 durante il processo: <strong><em>\u201cSei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?)<\/em><\/strong> (Mc.14,61). Vuole cominciare a preparare i suoi a quello che lo attende a Gerusalemme e purifica il loro pensiero sulle promesse di Dio, ad iniziare dai termini, prediligendo l\u2019espressione <strong><em>\u201cFiglio dell\u2019uomo\u201d<\/em><\/strong> &#8211; colui che prende su di s\u00e9 tutti gli aspetti dell\u2019umanit\u00e0 anche la sofferenza &#8211; a quella di <strong><em>\u201cMessia\u201d<\/em><\/strong> vincente, distinguendo la fede di chi \u00e8 chiamato a seguirlo dall\u2019opinione popolare: <strong><em>\u201cChi dice la gente che io sia?\u201d<\/em><\/strong>, per andare direttamente alla coscienza di ciascuno: <strong><em>\u201cE voi chi dite che io sia?\u201d<\/em><\/strong>. \u00c8 come se oggi dicesse ad ognuno di noi: \u201cTu, tu, chi dici che io sia?\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Nell\u2019opera di formazione del gruppo dei Dodici &#8211; che lo Spirito Santo continua a compiere nel cuore di ciascuno di noi \u2013 Ges\u00f9 propone un salto: il passaggio dalla visione trionfalistica con cui la promessa di redenzione veniva generalmente custodita e coltivata dalla fede ebraica &#8211; nonostante le espressioni di alcuni salmi messianici e dei profeti \u2013 alla previsione che il Messia avrebbe percorso la via dell\u2019uomo, fino al rifiuto e alla sofferenza fisica, anche se una simile previsione appariva intollerabile per la concezione di Dio altissimo, irraggiungibile dalla miseria umana. C\u2019era resistenza anche al tempo di Ges\u00f9 a pensare un Dio sconfitto, rifiutato, che sperimenta la sofferenza fisica, perch\u00e9 sarebbe lesivo della sua santit\u00e0 intrinseca, del suo onore esterno. Isaia lo aveva chiamato <strong>\u201cServo\u201d, <\/strong>ma Pietro non lo avrebbe detto. Forse il Signore avr\u00e0 avvertito questo rischio di ambiguit\u00e0 nella sincera proclamazione di Pietro, non la svaluta, ma domanda il silenzio, rimanda alla croce, perch\u00e9 solo l\u00ec sar\u00e0 la rivelazione piena di Dio che ama nel Figlio. Anche noi possiamo essere scandalizzati dall\u2019apparente sconfitta di Dio nel nostro tempo, ma il Signore capisce e ci dice che solo dopo aver contemplato la croce potremo iniziare a comprendere il disegno di Dio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> L\u2019annuncio della sofferenza imminente riguarda la persona di Ges\u00f9, ma anche chiunque voglia seguirlo, i Dodici e, dopo loro, tutti. Questo viaggio \u00e8, dunque, di grande significato per Marco, di grande significato esistenziale per i discepoli di ogni tempo e tocca il senso stesso della chiamata di fede in Cristo: perci\u00f2 il suo racconto insiste su questo con un secondo e un terzo annuncio della passione (Mc.9,30-32; 10,32-34). \u00c8 talmente centrale questo cambiamento di pensiero sull\u2019azione di Dio che, se Pietro dovesse restare ancorato al pensiero precedente, non sarebbe pi\u00f9 un discepolo, ma un ostacolo, un Satana, come il Signore lo definisce. Da questo punto ogni comunit\u00e0 cristiana dovr\u00e0 confrontarsi con la passione, come compimento del cammino di Ges\u00f9 e proprio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> L\u2019insegnamento \u00e8 rivolto a tutta la comunit\u00e0, <strong><em>\u201calla folla, insieme ai suoi discepoli\u201d<\/em><\/strong>, anche se essa non poteva essere, l\u00ec, in quella circostanza. Questa folla \u00e8 \u201cconvocata\u201d, \u201cchiamata a s\u00e9\u201d dal Signore stesso, per una comunicazione importante, che riguarda tutti e ciascuno, in ogni tempo. I suoi discepoli dovranno guardare la strada percorsa dal Figlio dell\u2019uomo come qualcosa che li riguarda comunitariamente ed individualmente, come una linea direttrice da non perdere di vista nella vita. Le parole di Ges\u00f9 appaiono molto dure e sconcertanti, quasi in contrasto con espressioni che dicono di una provvidenza tenera e misericordiosa: ma Ges\u00f9 si serve di parole dure per evidenziare la seriet\u00e0 e la grandezza dell\u2019essere discepoli suoi e suoi compagni per il bene dell\u2019umanit\u00e0. La croce non \u00e8 identificata con lo strumento del supplizio: non \u00e8 dunque nella modalit\u00e0, ma nel <strong><em>\u201crinneghi se steso\u201d<\/em><\/strong>, in una rinuncia vera a disporre di s\u00e9 per essere disponibili senza riserve per quello che Dio propone. Il Risorto ci d\u00e0 la certezza che la croce conduce alla pienezza e alla fecondit\u00e0 della vita umana e all\u2019incontro con il divino.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La predicazione del Signore rifiutato e ucciso era sgradita e lo \u00e8 sempre, anche dentro la comunit\u00e0 credente. Nessuno pu\u00f2 farsi maestro ad altri da s\u00e9. Rischiamo di essere odiosi quando la proponiamo a chi soffre. La preparazione alla croce vene dall\u2019interiorit\u00e0, dallo Spirito Santo, non dalle nostre parole devote. La professione di fede pu\u00f2 essere facile, difficile \u00e8 l\u2019attuazione. Lo scandalo e la protesta nascono dall\u2019essere colpiti nella propria esistenza. Tuttavia il Signore vuole che il messaggio raggiunga intimamente tutti i fedeli, se essi vogliono essere tra quei <strong><em>\u201cqualcuno<\/em><\/strong> &#8211; che, come egli dice &#8211; <strong><em>vuole venire dietro a me\u201d<\/em><\/strong>. Lasciandosi accompagnare e accompagnando, tutti questi \u201cqualcuno\u201d sono posti dal Vangelo sulla strada che Ges\u00f9 ha fatto. \u00c8 questa la pedagogia di Dio, che contribuisce a fare in modo che la professione di fede, fatta con le labbra, maturi in fede autentica e feconda: lo comprendiamo nel silenzio e nell\u2019umilt\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Le parole che nel mese di luglio ho ricevuto da un amico missionario, tedesco, possono aiutare ad accostarci a questo mistero:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em>\u201cMi \u00e8 stato confermato che ho un tumore, metastasi distribuita nei polmoni. Non si pu\u00f2 operare. Ho iniziato la chemioterapia. La guarigione non \u00e8 prevista. La terapia aiuter\u00e0 a vivere con il cancro e a renderlo pi\u00f9 sopportabile\u2026<br \/>\nSto scoprendo una nuova dimensione di Ges\u00f9 abbandonato, molto pi\u00f9 concreta, proprio come Sposo; prima era pi\u00f9 una parola per me, forse anche un desiderio, non tanto per\u00f2 una realt\u00e0.<br \/>\nE sono grato per questa scoperta\u201d<\/em> (Paolo, luglio 2006)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Questa sapienza \u00e8 luce sul modo di condurci avanti del Signore.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 13 settembre 2009<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Con il capitolo 8 ha inizio la seconda sezione del vangelo di Marco. Ges\u00f9 \u00e8 in cammino verso Gerusalemme e la sua attenzione \u00e8 particolarmente rivolta alla formazione dei discepoli, perch\u00e9 essi possano prendere coscienza sempre meglio della propria missione. Dovranno comprendere il mistero di Lui e la loro vocazione a seguirlo in quel mistero. Emerge perci\u00f2 la distinzione fra \u201cla gente\u201d ed i discepoli che dovranno assumere la responsabilit\u00e0 della risposta alla chiamata: \u201cma voi?\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Marco non racconta un sondaggio, ma propone la professione di fede, alla quale ogni credente pu\u00f2 essere chiamato. Con un ammonimento. Senza un dono dall\u2019alto non si arriva a riconoscere il Signore, tanto il suo mistero di vita e di intervento si manifesta lontano dall\u2019attesa, anche religiosa, che si raffigura un volto di Dio piegato alle necessit\u00e0 di chi crede, in una sorta di esenzione dai problemi della vita e dalle esigenze del suo pensiero. Perci\u00f2 l\u2019attenzione e la povert\u00e0 di spirito.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Espressamente o tacitamente, siamo tutti come Pietro che rimprovera Dio; a lui Ges\u00f9 risponde con durezza che il suo atteggiamento \u00e8 tipico del pensare \u201csecondo gli uomini, non secondo Dio\u201d. Un Messia senza sofferenza e senza morte corrisponde alla prospettiva umana di un buon fine da ottenere con successo, opposta perci\u00f2 alla croce.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Il rimprovero a Pietro \u00e8 riferito da Marco \u2013 che era stato particolarmente vicino a Pietro &#8211; nonostante il rischio di \u201cscreditarlo\u201d davanti ai lettori, perch\u00e9 la comunit\u00e0 deve sapere che \u201cnon deve crearsi la propria immagine del Messia, ma che ha in Ges\u00f9 l\u2019unica immagine di esso, il Figlio dell\u2019uomo sofferente e risorto\u201d (Pesch). \u201cVa&#8217; dietro a me, Satana! Perch\u00e9 tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini\u201d dice il Signore \u201cvoltatosi e guardando i suoi discepoli\u201d, guardando ciascuno di noi, per dirci la verit\u00e0 di se stesso, la nostra verit\u00e0 in Lui.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Per tre volte, in questo cammino verso Gerusalemme, Ges\u00f9 annuncia la passione, il suo mistero personale, e traccia le linee di vita dell\u2019esistenza cristiana, perch\u00e9 chi lo segue sia discepolo e testimone, senza coltivare sogni e illusioni che possono condurre alla delusione di Dio. Il patire del Signore \u00e8 la scuola dell\u2019imitazione di Cristo. I testi profondi di un antico libro che porta questo nome lo dicono ed hanno aiutato tanti credenti, dalla fine del Medio Evo ad oggi. E Ges\u00f9 invita a mettersi seriamente a questa scuola, con il rinnegamento che \u00e8 necessario per essere vuoti di s\u00e9 e per assumere il pensiero di Dio, la sua logica, consegnando la vita al Padre come Ges\u00f9, modello di sottomissione, \u201dper il vangelo\u201d. A questa \u201cvia\u201d cristiana non sono date alternative, dice Marco. Il potere di Ges\u00f9 si manifesta nel suo stesso perdersi per amore nell\u2019impotenza della croce, in cui si rivela come potenza di amore, che raggiunge il male nella radice della bassezza umana. La misteriosa volont\u00e0 del Padre si rivela nel Figlio che porta su di s\u00e9 il destino degli uomini e, cos\u00ec facendo, li risana e riconcilia. Perci\u00f2 dice \u201cdeve soffrire molto\u201d (Mc.8,31), attuando quanto i profeti avevano preannunciato (Is.53).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u00c8 la seriet\u00e0 dell\u2019amore. La sua espressione concreta \u00e8 il Figlio rifiutato, disprezzato, \u201cconsegnato nelle mani degli uomini\u201d (Mc.10,32). Una seriet\u00e0 concreta, \u201ccamminava davanti a loro\u201d (Mc.10,32), persino sconcertante che, al terzo annuncio, Marco definisce come meraviglia della gente e sgomento, spavento dei discepoli.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Dopo le parole chiare sulla seriet\u00e0 dell\u2019amore di Dio che si rivela in Lui, Ges\u00f9 insegna la seriet\u00e0 dell\u2019amore a chi dovr\u00e0 testimoniarlo, seguendolo. La sua \u00e8 la via dei discepoli, che non potranno professare la fede senza rinnegarsi in quello che ne ritarderebbe la testimonianza. Occorre una grazia di luce e di forza che solo lo Spirito pu\u00f2 donare, quella purificazione della mente e del cuore da implorare nella preghiera, perch\u00e9 siano superate le ambiguit\u00e0 che ci abitano, come quella tra il servizio ed il prestigio, il dono e il possesso \u2026 Il nostro amore non sa essere libero totalmente. La grazia di quel segno, il \u201ctau\u201d, che Ezechiele aveva visto (Ez.9,4), \u00e8 invito a portare Lui nel cuore e nella mente. Ne viene un vero ribaltamento della concezione abituale della vita: viene definita \u201cperduta\u201d la vita vissuta per se stessi. I dodici che continuavano ad essere suggestionati dall\u2019idea del prestigio, ora sanno che la vicenda di Ges\u00f9 svuota la suggestione.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Le parole della lettera di Giacomo, nella loro cruda proposta, sembrano invitare i credenti ad uscire da una carenza di visione che impantana nello guardo insistito e incattivito sul comportamento altrui, con discussioni infinite e sterili, per entrare in una logica diversa, quella di Ges\u00f9, che \u00e8 passione per l\u2019umanit\u00e0. Qui si radica la tradizione caritativa dei cristiani, che non si lasciano condizionare dall\u2019incomprensione della societ\u00e0 loro contemporanea. L\u2019ingresso dei congregati della confraternita dei Pellegrini, nella sede ottenuta come alloggio e come ospedale a Napoli il 7 settembre 1582, vide una processione di trasferimento in cui ogni congregato accompagnava un assistito, sano o malato, autonomo o dipendente. Tempo di miseria, ma anche di assunzione di responsabilit\u00e0 \u00c8 un riferimento non solo storico, ma che spinge ad accorgersi di urgenze paurose, quali l\u2019evasione dalla scuola, le difficolt\u00e0 dei giovani costretti a rinunziare al matrimonio per problemi economici, o i 49 suicidi nelle carceri italiane nei primi sette mesi di quest\u2019anno, oppure ancora il dramma della disoccupazione crescente nel nostro territorio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Cerchiamo di capire che significa oggi, per ciascuno di noi, entrare nella casa di Dio accompagnando un misero, un analfabeta \u2026<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cChi perder\u00e0 la propria vita per causa mia e del vangelo, la salver\u00e0\u201d<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 16 settembre 2012<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Quasi a met\u00e0 del suo racconto, Marco pone la domanda di Ges\u00f9 ai discepoli sulla propria identit\u00e0, che nella prima parte aveva voluto tenere nascosta perch\u00e9 la certezza di fede maturasse in loro per gli insegnamenti e i gesti. Da loro che costituivano il gruppetto scelto \u201cperch\u00e9 stessero con lui\u201d (Mc.3,14), il Signore attende non un\u2019opinione generica, anche se in termini pi\u00f9 alti possibili come dicono i riferimenti a personaggi famosi della storia di Israele, ma una convinzione intima, una certezza di mente e di cuore che diventi la fonte della testimonianza futura.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cMa voi\u201d: \u00e8 un\u2019insistenza che invita alla conoscenza pi\u00f9 profonda. Conoscenza ed esperienza, nella consuetudine della vita condivisa, sono la sorgente di questa fonte, le radici destinate ad alimentare ed irrobustire la grande pianta della Chiesa a cui i popoli di tutta la terra approderanno nello svolgersi del tempo e di cui devono assumere la responsabilit\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u00c8 quello che fa Pietro, anche a nome degli altri: \u201cTu sei il Cristo\u201d. Perci\u00f2 l\u2019atteso, la speranza, il portatore dello Spirito di Dio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> In questo momento di piena e limpida professione di fede, frutto della illuminazione della grazia, necessaria per restare saldi nella certezza della sua identit\u00e0, Ges\u00f9 parla liberamente del suo futuro \u2013 e lo far\u00e0 ancora per due volte (Mc.9,30-32; 10,32-34). Egli sa bene che questo futuro drammatico \u00e8 non compatibile con le attese di Israele, ancora sfugge a chi pensa l\u2019intervento di Dio nella storia come sconfitta definitiva del male e vittoria trionfale del bene, a cominciare dalla fine dell\u2019oppressione politica dell\u2019Impero. Ma Ges\u00f9 desidera la massima chiarezza. Non vuole che si confonda la sua identit\u00e0 con attese di questo tipo, non tollera fraintendimenti e strumentalizzazioni, quasi per ricavarne le varie forme di utilit\u00e0. Chi crede a Dio \u2013 questo \u00e8 l\u2019insegnamento forte di Ges\u00f9 \u2013 non gli suggerisce le strade da seguire, ma vigila per cogliere ed accogliere con docilit\u00e0 i segni del suo venire negli avvenimenti. Ges\u00f9 parla di se stesso, non secondo il pensiero degli uomini, ma secondo quello di Dio, anche quando appare incomprensibile, insensato, contradditorio con le promesse fatte ai padri. A Pietro, e a ciascuno di noi, domanda di guardarci dalla tentazione di imporre a Dio scelte e progetti senza accogliere con fiducia i suoi dalle sue mani. Tutti partecipiamo di questo pensare umano, anche se credenti. La mente pu\u00f2 credere, la parola pu\u00f2 professare la fede, ma l\u2019azione di Dio nella storia pu\u00f2 apparire incredibile. Pu\u00f2 lasciare delusi.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Ges\u00f9 con forza dice: \u201cVa\u2019 dietro a me \u2026 perch\u00e9 non pensi secondo Dio\u201d. Non \u00e8 solo un rimprovero, uno scatto di insofferenza. \u00c8 l\u2019indicazione di un senso del vivere. Essere discepoli significa andare dietro al Maestro per apprendere, gradualmente ma costantemente e concretamente, il pensiero di Dio. \u201cLa comunit\u00e0 cristiana non deve farsi la propria immagine del Salvatore, ma ha in Ges\u00f9 l\u2019unica immagine di Lui, il Figlio dell\u2019uomo, sofferente e risorto\u201d (R. Pesch). Perci\u00f2 i discepoli vengono esortati a prendere la croce come Ges\u00f9 la ha portata, primo fra tutti perch\u00e9 tutti la portino con lui nella fiducia e nella speranza. Marco dice il pensiero del Signore con le sue stesse parole: \u201cChi perder\u00e0 la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salver\u00e0\u201d. Questo \u00e8 il modo in cui Ges\u00f9 vede l\u2019essere dei discepoli; persone segnate dal segno della croce, il \u201ctau\u201d del capitolo 9 di Ezechiele, segno di pace, di salvezza e di protezione. Li educa al \u201crinneghi se stesso\u201d nella sottomissione di fede; al \u201cprenda la sua croce\u201d, affrontando l\u2019incomprensione della mondanit\u00e0; al \u201cmi segua\u201d, con decisione e concretezza. \u00c8 lo stile del servizio!<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Tutta la sapienza del Cristianesimo sta in questo termine che appare insensato, ma \u00e8 radice di novit\u00e0 rivoluzionaria. Ges\u00f9 ha fatta propria la parola \u201cservizio\u201d opponendola alla parola guida della mondanit\u00e0 che \u00e8 \u201cprevalere\u201d. E ne ha dato l\u2019esempio nel farsi servo che lava i piedi, Lui, il Maestro e Signore (Gv.13,1-17). Non vi sono spiegazioni razionalmente appaganti per una tale scelta di vita. L\u2019unica motivazione per un discepolo di Ges\u00f9 \u00e8 seguire Lui. E Lui, parlando al cuore del discepolo nella variet\u00e0 delle situazioni, domanda di non fermarsi al calcolo e alla valutazione dei comportamenti di chi gli sta vicino, gli dice: \u201cMettiti dietro a me\u201d e, proponendosi come esempio, gli sussurra: \u201cVa&#8217; e anche tu fa&#8217; cos\u00ec\u201d (Lc.10,37).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Il discepolo che \u201cfa cos\u00ec\u201d sperimenta croce e novit\u00e0 di vita. Chi si vede nell\u2019attenzione di chi lo serve, sente e trova non di rado la verit\u00e0 di quel Ges\u00f9 di cui forse conosceva solo il nome.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-19-cristo-re\/b-to-24\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXIV DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B (Is 50,5-9a; Sal.114; Giac 2,14-18; Mc 8,27-35)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7844,"menu_order":5,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5536","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5536","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5536"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5536\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14050,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5536\/revisions\/14050"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7844"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5536"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}