{"id":5516,"date":"2016-03-19T07:06:09","date_gmt":"2016-03-19T06:06:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5516"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"b-to-15","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-2-18\/b-to-15\/","title":{"rendered":"15a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">XV DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Am 7,12-15; Sal.84; Ef 1,3-14; Mc 6,7-13)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 12 luglio 2009<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Una liturgia che pone i credenti come nella contemplazione di un grande affresco, che guarda \u201cdentro\u201d, all\u2019intimo di Dio, il pensiero e l\u2019amore eterno, e porta \u201cfuori\u201d, nella sua attuazione storica. L\u2019inno che sgorga da s. Paolo, che ne parla in termini densi, invita i cristiani di Efeso e tutti noi a lasciarci coinvolgere da quanto gli \u00e8 stato intimamente rivelato, di quanto egli \u201cha visto\u201d di Dio nella profondit\u00e0 della conoscenza. Paolo ha capito che Dio non \u00e8 inerte nella sua eternit\u00e0, ma desideroso, fino ad apparire spinto dalla necessit\u00e0, di comunicare a quanti ricevono la vita da Lui che lo scopo di tutto \u00e8 la comunicazione della sua stessa vita. \u00c8 l\u2019eredit\u00e0, dice Paolo. La sua eternit\u00e0 custodisce questo progetto ed \u00e8 perci\u00f2 eternit\u00e0 di amore. Il primo pensiero che \u00e8 originato da questa certezza \u00e8 quello dello stupore e della riconoscenza per la fiducia nell\u2019uomo, che \u00e8 destinatario della condivisione della divinit\u00e0, del tutto indipendentemente dalle capacit\u00e0 della sua natura e dall\u2019entit\u00e0 dei suoi meriti. La vicenda di Amos lo fa capire concretamente. Il dono della fede e il compito di testimoniarla prescindono in modo radicale dalla sua umile condizione di nascita, di cultura, di professione. A lui viene domandato di essere segno di Qualcuno che lo ha scelto. Cos\u00ec i dodici, di cui ci sta parlando Marco, inviati ad un\u2019esperienza di missionariet\u00e0, in cui dovranno attuare il programma che Ges\u00f9 \u201cindica\u201d, cio\u00e8 parlare ed agire quello che Egli stesso ha parlato ed operato. Colpisce la fiducia del Signore in questi giovani, chiamati dalla vita ingolfata delle necessit\u00e0 quotidiane e tirati fuori per assumere un lavoro di tutt\u2019altra natura. Non si tratta di un episodio, ma ci viene rivelato uno stile. Giovanni riferir\u00e0 la parola dell\u2019ultimo giorno: \u201cNon vi chiamo pi\u00f9 servi, perch\u00e9 il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che ho udito dal Padre mio, l\u2019ho fatto conoscere a voi\u201d (Gv.15.15). E cos\u00ec anche nel tempo della Chiesa: \u201dRiservate per me Barnaba e Saulo per l\u2019opera alla quale li ho chiamati\u201d (At.13,2) Marco ci mette davanti al mistero della chiamata alla fede, che \u00e8 fiducia di Dio all\u2019uomo, del tutto indipendentemente dalle capacit\u00e0 e meriti personali, come appare da Amos e dall\u2019inno agli Efesini, perch\u00e9 prendiamo coscienza di un Amore che sta all\u2019origine di ogni manifestazione di Dio e domanda solo il s\u00ec convinto e grato di chi prende coscienza. Ci vuol dire che \u00e8 importante per il credente sentire di avere alle spalle Qualcuno che ti sta amando e su cui puoi contare. E sapere che, perch\u00e9 non ci si perda davanti alla grandezza del vangelo a motivo dei limiti personali, al credente viene richiesto di vivere il compito non da solo, ma \u201cdue a due\u201d, non solo per l\u2019autorevolezza giuridica della testimonianza, ma perch\u00e9 l\u2019annuncio dell\u2019amore non pu\u00f2 passare se non attraverso la relazione positiva dell\u2019amore dell\u2019altro che accompagna nella missione, in modo da essere il \u201cluogo teologico\u201d in cui il Signore abita \u201cDove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro\u201d (Mt.18,20). Questa \u00e8 la vera ricchezza del missionario \u2013 testimone del vangelo ed il vero sostegno di essa. Egli dovr\u00e0 contare sulla potenza della Parola e non sui sostegni di tipo umano. Non si legge mai senza disagio e senza rimorso l\u2019ordine di Ges\u00f9: non prendere per il viaggio, nulla oltre al bastone, \u201cn\u00e9 pane, n\u00e9 bisaccia, n\u00e9 denaro nella cintura\u201d. Diranno i Padri della Chiesa: \u201cIl Signore mand\u00f2 gli apostoli senza oro e senza oro fond\u00f2 la Chiesa\u201d (s. Ambrogio) L\u2019invito a sostare nella casa, nella dimensione familiare, fa pensare alle relazioni stabili per la comunicazione del vangelo, quelle relazioni in cui l\u2019anima e l\u2019esigenza \u00e8 la sincerit\u00e0 del cuore, il ritmo \u00e8 pi\u00f9 l\u2019indugio che la fretta. Gli avvenimenti possono essere condivisi con gli spazi dell\u2019ascolto e della parola meditata. Spazi di silenzio, come il tempo della gravidanza, come quelli carichi di trepidazione per l\u2019altro che si ama, come quello della malattia senza ritorno. Il Signore ci conceda lo spazio delle nostre case per il suo vangelo!<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 15 luglio 2012<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cCominci\u00f2 a mandarli due a due\u201d. Il bruciore del rifiuto sperimentato nella sinagoga di Nazaret non resta in cuore a Ges\u00f9, non lo spinge alla desistenza, ma \u00e8 occasione per portare avanti con determinazione, quasi con urgenza, l\u2019impegno di essere testimone fedele dell\u2019amore del Padre, con una visione pi\u00f9 ampia. \u201cChiam\u00f2 a s\u00e9 i Dodici\u201d. Li aveva gi\u00e0 chiamati a S\u00e9 individualmente \u201cperch\u00e9 stessero con lui\u201d (Mc.3,14), ora li chiama ancora a S\u00e9 perch\u00e9 facciano proprio il suo impegno e lo condividano con altrettanta determinazione. Loro, i Dodici, sono il riferimento alle dodici trib\u00f9 di Israele; ad essi si aggiungeranno presto quanti sentiranno la chiamata al discepolato pur senza la particolare caratteristica dei primi, quei settantadue di cui parla Luca, con un numero che allude alla convinzione diffusa che tanti fossero i popoli del mondo, anch\u2019essi designati ed inviati (Lc.10,1 ss). Subito si capisce che fede ed impegno a testimoniare il Vangelo, nel pensiero di Ges\u00f9, vanno di pari passo in ogni discepolo che voglia seguirlo con determinazione. La loro forza non deriver\u00e0 da particolari competenze, ma dalla fiducia in chi li invia. La povert\u00e0 interiore che non pone la sicurezza nelle doti personali e quella esteriore che non poggia sull\u2019abbondanza di strutture e mezzi economici, non sono fine a se stesse. Non c\u2019\u00e8 nel Vangelo una chiamata al pauperismo ma al non dipendere dalle cose, perch\u00e9 appaia nella persona stessa di chi annuncia che la potenza della Parola sta nella presenza di Dio in essa. \u201cA due a due\u201d, non uno ad uno. Perch\u00e9 l\u2019uomo da solo non \u00e8 capace di certezze definitive nel proprio intimo e di comunicarle. La prima testimonianza sta in questo accompagnarsi credendo a quanto la Sapienza aveva detto: \u201cUn fratello aiutato da suo fratello \u00e8 come la citt\u00e0 fortificata ed elevata, \u00e8 forte come un bastione regale\u201d (Pr.10,19, volgata). Ges\u00f9 far\u00e0 di questa Parola vissuta la chiave di ogni progresso del Vangelo, affermando: \u201cDove sono due o tre riuniti nel mio nome l\u00ec sono io in mezzo a loro\u201d (Mt.18,20). I Dodici e i discepoli di ogni tempo della Chiesa partono forti del consenso condiviso a questa Parola del Signore, ribadita da Lui al momento della separazione fisica dopo la resurrezione (Mt.28,19-20). La presenza \u00e8 gi\u00e0 qui, ora, nel rapporto tra i discepoli, e dona la libert\u00e0 dalla paura e la passione per contagiare il Vangelo. Nella loro unit\u00e0<em>,<\/em> Ges\u00f9 doner\u00e0 anche la pazienza per affrontare il rifiuto. Tutti dobbiamo imparare che l\u2019annuncio del Vangelo, nello stile cristiano, non invade mai lo spazio dell\u2019altro, ma da all\u2019altro lo spazio che merita. Il respiro di Dio nell\u2019uomo si fa spazio solo se ogni uomo porta rispetto all\u2019altro uomo (S. Natoli). \u00c8 questo rispetto che aiuta le coscienze a discernere le idolatrie, le presenze demoniache sulle quali il Signore da potere ai discepoli. Oggi non \u00e8 facile parlare di queste presenze, perch\u00e9 come nel passato la fede monoteista ha vinto le idolatrie, oggi la secolarizzazione sembra oscurare la fede monoteista fino alla insignificanza di Dio. E lo fa con l\u2019apparente innocenza degli idoli del consumo, che vengono rinnovati con frequenza sempre maggiore per paura che emergano le falsit\u00e0 e le falsit\u00e0 mettano in crisi l\u2019idolatria del sistema la schiavit\u00f9 di chi la subisce, magari senza accorgersene. Gli idoli non sono spariti, sono sati resi irriconoscibili, non appaiono pi\u00f9 demoniaci. Anche la Chiesa oggi pu\u00f2 essere tentata dagli idoli della grandiosit\u00e0 e della potenza. Forse il Signore ci sta dicendo che essere designati e mandati a \u201cscacciare i demoni\u201d significa uscire dall\u2019idolatria che preme in ogni aspetto della vita. Diceva sant\u2019Ambrogio: \u201cLa disposizione a disprezzare le ricchezze si riscontra a fatica anche nei santi del Signore\u201d (i battezzati). Forse un modo pi\u00f9 semplice di vivere, la testimonianza di una \u201csobriet\u00e0 felice\u201d, pi\u00f9 libera dalla schiavit\u00f9 alla concezione dl benessere fine a se stesso, separata da Dio da adorare e dagli altri da amare: forse questo \u00e8 il bisogno pi\u00f9 urgente di un\u2019umanit\u00e0 che grida l\u2019attesa del Vangelo. Preghiamo perch\u00e9 in mezzo a noi vi sia chi sappia testimoniare l\u2019autenticit\u00e0 della vita guidata dalla fede, che non tolleri che i doni ricevuti non circolino. Forse oggi il Vangelo ci sta domandando i coraggio di scoprire e combattere le piccole idolatrie che ci tengono in ostaggio.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-2-18\/b-to-15\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XV DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B (Am 7,12-15; Sal.84; Ef 1,3-14; Mc 6,7-13)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7816,"menu_order":11,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5516","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5516","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5516"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5516\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14040,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5516\/revisions\/14040"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7816"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5516"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}