{"id":5514,"date":"2016-03-19T06:57:09","date_gmt":"2016-03-19T05:57:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5514"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"b-to-14","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-2-18\/b-to-14\/","title":{"rendered":"14a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">XIV DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Ez 2,2-5; Sal.122; 2Cor 12,7-10; Mc 6,1-6)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 5 luglio 2009<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">A Nazaret, nel lungo periodo di circa trent\u2019anni, nulla di straordinario era stato notato dalla gente nel \u201cfiglio di Maria\u201d. L\u00ec il ragazzo Ges\u00f9 era vissuto e cresciuto con e come gli altri ragazzi, aveva frequentato la scuola e la sinagoga, aveva imparato il mestiere di \u201ccarpentiere\u201d, condividendolo con Giuseppe, diventando una di quelle persone che si prestano ai lavori comuni di manutenzione, richiesti dalla vita ordinaria, come non \u00e8 raro trovare ancora nei nostri paesi. Fino a quando, a circa trent\u2019anni, non aveva iniziato a vivere autonomamente la sua vocazione e il suo compito di maestro del Vangelo dopo l\u2019incontro con Giovanni Battista, facendo di Cafarnao il suo punto di riferimento principale. Proprio da Cafarnao torna \u201cnella sua patria\u201d \u2013 dice Marco nel brano di oggi \u2013 accompagnato dalla fama di essere un maestro sapiente e in grado di operare miracoli. (Luca riferisce che va alla sinagoga, come ebreo adulto si fa dare il rotolo della legge e lo commenta). La gente non si entusiasma; anzi si chiude nel sospetto, come per dire di non poter credere che Dio, il Signore degli eserciti, l\u2019Altissimo, Colui che \u00e8 cos\u00ec grande e diverso da non poter nominare, accessibile solo attraverso i sacerdoti addetti al culto, possa rivelarsi ed operare attraverso persone di cui si conosce tutta la vicenda umana, con i suoi limiti e condizionamenti, che obbligano ad una vita semplice ed umile, priva di aspetti straordinari. Marco mette sull\u2019avviso la coscienza di fede dei suoi lettori. Li ammonisce perch\u00e9 si guardino dal pericolo della diffidenza, che pu\u00f2 impedire a Dio di manifestarsi. Perci\u00f2 vuole che ricordino il dolore-stupore di Ges\u00f9 che sa quanto il cuore dell\u2019uomo, in cui abita il pregiudizio non si apre alla fede. \u00c8 quella malattia dello spirito, che i Padri della Chiesa chiamavano \u201csclerocardia\u201d, il rifiuto di credere in un Dio che si abbassa al livello umano.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> A volte, anche tra quanti ci diciamo credenti nel Signore e discepoli decisi a vivere i suoi insegnamenti, pu\u00f2 accadere di provare difficolt\u00e0 nel sentirlo tanto libero nei confronti di situazioni che noi, quando ci coinvolgono, viviamo con disagio: Ges\u00f9 prende per mano una ragazza morta, si lascia accarezzare i piedi dalla peccatrice conosciuta da una popolazione intera, va a mangiare a casa di uno che si arricchisce con i soldi \u2026 Noi ci aspetteremmo la carezza di Dio dalle mani delicate della persona spirituale, non da quelle dure e callose del carpentiere. E, quando lo vediamo addormentarsi per la stanchezza, aver paura della sofferenza o impazientirsi con i discepoli che tardano a capire o con i mercanti che rendono il tempio della preghiera luogo di guadagno, questo ci sconcerta, ci sgomenta uno stile che mette al servizio del bene la debolezza e la passionalit\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Cos\u00ec, quando Lui ci ricorda le regole del suo insegnamento: amare anche i nemici, imparare la gratuit\u00e0 nei rapporti, non avere paura dei rifiuti, quelle regole ci appaiono pi\u00f9 follia che sapienza. Cos\u00ec la quotidianit\u00e0 ci pu\u00f2 apparire meschina e priva di dignit\u00e0 per poter essere il luogo dove abita, nel momento che ci \u00e8 dato, il divino. \u00c8 la sconfitta del Dio abbassato dall\u2019incarnazione, che si insinua in ogni piega e istante della vita, la vittoria del Dio inerte dei filosofi. Lo stupore accorato di Ges\u00f9, che si vede rifiutato a motivo della propria umanit\u00e0 da parte della gente che lo conosce da \u201cpiccolo\u201d e sa ogni cosa della sua famiglia, \u00e8 stupore perch\u00e9 \u00e8 proprio la gente di fede che si trova a rifiutare l\u2019iniziativa di Dio che si fa povero per raggiungere l\u2019uomo in ogni sua povert\u00e0. Non dobbiamo sorprenderci se anche la Chiesa pu\u00f2 conoscere il rifiuto dentro di s\u00e9, pu\u00f2 avere atteggiamenti trionfalistici, che non riconoscono la rivelazione del Dio che si umilia, perch\u00e9 non \u00e8 scontato il Vangelo, ma bisogna sempre convertirsi, sempre, faticosamente, tutti. Ed imparare, pian piano, che le umiliazioni, che a volte prostrano chi vuole seguire Ges\u00f9 e il Vangelo, non sono fallimenti, ma una via di fecondit\u00e0 e di testimonianza, come, nella liturgia di questa domenica dice per esperienza Paolo ai Corinzi: la grazia del Signore \u201csi manifesta pienamente nella debolezza\u201d. Al di l\u00e0 di sentirsi umiliato per la propria debolezza, Paolo avverte in essa la chiamata ad assimilarsi al Signore, alla condivisione con Lui, nella morte e nella resurrezione, gi\u00e0 nel presente.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Cos\u00ec la nostra personale condizione di povert\u00e0 e piccolezza pu\u00f2 diventare Vangelo di Dio per la persona che abbiamo di fronte al lavoro, oppressa da preoccupazioni e dolori nascosti, o per quella che domanda un momento di ascolto sulla spiaggia, per confidare un pensiero che scopriamo come Vangelo per noi. Non \u00e8 il successo che conta, ma l\u2019accoglienza di chi \u00e8 di fronte a noi. Quanto \u00e8 importante poter dire in semplicit\u00e0 e libert\u00e0 \u201canch\u2019io\u201d, \u201canche a me \u00e8 accaduto\u201d. Quanto \u00e8 divino poter affermare: \u201cSiamo tutti nella stessa barca\u201d, non con l\u2019espressione scontata della rassegnazione, ma con la gioia di poter testimoniare che su quella barca \u00e8 salito Ges\u00f9, l\u2019uomo con noi uomini. Nel Vangelo che abbiamo ascoltato domenica scorsa, Marco ci ha detto che, con il comando del Signore al vento, \u201csi fece una grande pace\u201d.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 8 luglio 2012<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019annuncio e la testimonianza della fede possono incontrare l\u2019insuccesso e il rifiuto. Il Signore stesso sperimenta e sceglie, per viverli, la via della debolezza che sorprende e genera delusione, addirittura scandalo, in chi pure lo ascolta con simpatia. Marco, e con lui Matteo e Luca, raccontano l\u2019episodio di Nazaret perch\u00e9 \u00e8 significativo della vita e dello stile di Ges\u00f9 e perch\u00e9 i credenti lo ricordino sempre.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Quali sono le ragioni di questo insuccesso? L\u2019appartenenza ad una famiglia di condizioni modeste, il non aver frequentato le grandi scuole dei maestri ebraici, l\u2019apprendistato del mestiere nella bottega di Giuseppe, tutto induceva alla diffidenza. Come Dio, il grande e l\u2019onnipotente, pu\u00f2 manifestarsi in un\u2019esistenza simile, cos\u00ec lontana da come la tradizione del popolo lo attendeva? La gente di Nazaret si trov\u00f2 prigioniera della convinzione che Dio non potesse abitare in una vita cos\u00ec ordinaria, quella di un giovane carpentiere in un villaggio sconosciuto, che viveva lavorando aratri di legno e giocattoli per i bambini. Una vita cos\u00ec insignificante contraddiceva la fede di Israele. Perci\u00f2 il rifiuto.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Marco riferisce la tristezza di Ges\u00f9, Luca racconta di un momento drammatico con il tentativo di gettare Ges\u00f9 gi\u00f9 da una rupe nel vuoto. \u00c8 l\u2018ammonimento del Vangelo a quanti possono essere portati da categorie mentali o da una religiosit\u00e0 trionfalistica a non avere l\u2018umilt\u00e0 di ascoltare con libert\u00e0, pazienza di riflessione e coscienza che Dio pu\u00f2 manifestarsi su strade e in situazioni che non sono quelle che vengono immaginate dall\u2019uomo, con proposte e segni da accogliere e custodire. La diffidenza toglie spazio all\u2019iniziativa d\u2019amore di Dio, non rende Ges\u00f9 uomo riconoscibile come il Figlio, lascia sempre pi\u00f9 solo e pessimista chi si chiude in se stesso. Dio infatti non forza nessuno, ma continua a sollecitare i cuori senza pretesa di vincere con la sua onnipotenza.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Dice con amarezza Marco: \u201cL\u00ec non poteva compiere nessun prodigio e si meravigliava della loro incredulit\u00e0\u201d. Ma aggiunge, come per evidenziare che i passi di Dio sono adeguati alla povera condizione umana: \u201csolo impose le mani a pochi malati e li guar\u00ec\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Dir\u00e0 poi sant\u2019Agostino: \u201cDio che ti ha creato senza di te, non pu\u00f2 salvarti senza di te\u201d (Serm.169,13). \u00c8 bello questo Dio dalle mani legate dalla paura umana, che non rinuncia e attende.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Il brano del Vangelo di questa domenica \u00e8 invito a non cedere alla tentazione di pensare che la scelta dei mezzi poveri non pu\u00f2 essere da Dio e che \u00e8 giusto pensare alla sua azione in termini di grandezza e di potenza. Un Dio che non fosse vincente sarebbe irrilevante.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Traiamone una conclusione.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Questo vale per l\u2019episodio di Nazaret e per ogni tempo della Chiesa, per quei primi annunci e per quanti lo vivono oggi.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Scandalizza, anche oggi, l\u2019umanit\u00e0 con i suoi limiti, la povert\u00e0 dei mezzi, della cultura, la relazione difficile con le attese dell\u2019umanit\u00e0. Per aprirsi al divino che si incarna occorre amare la povert\u00e0 dell\u2019umanit\u00e0 in cui si incarna. Pena l\u2019irrilevanza della professione di fede, con le sue conseguenze drammatiche.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u00c8 un invito a progredire nella maturit\u00e0 della fede, ad accogliere pi\u00f9 pienamente la proposta di Dio per una reciprocit\u00e0 vera, che non presuma di essere all\u2019altezza, perch\u00e9 la fede \u00e8 dono dall\u2019alto, e quindi \u00e8 solo grazia. Ma il dono chiama all\u2019amore, alla reciprocit\u00e0, che \u00e8 ricerca di un rapporto profondo, sincero, non rituale con il Signore. Questo \u00e8 il massimo della relazione umana, alla luce del Vangelo. Un rapporto che dice, nelle molte sfaccettature della vicenda umana, il pensiero di Dio sull\u2019uomo, sulla sua vocazione all\u2019eternit\u00e0, perci\u00f2 sulla sua dignit\u00e0, grandezza e libert\u00e0. Perci\u00f2 nella Scrittura \u00e8 detta ripetutamente la beatitudine di quelli che credono senza paure, pur nella coscienza dei propri limiti davanti al mistero della trascendenza di Dio, da Abramo a Maria, da Mos\u00e8 ai profeti, da Pietro, che rinnega ma crede, a Tommaso che vede e tocca il Risorto, a noi che siamo chiamati alla stessa fede senza vedere.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cCredenti\u201d \u00e8 il primo aggettivo che identifica i discepoli del Vangelo di Ges\u00f9 prima di venire chiamati \u201ccristiani\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Sempre in via, sempre pellegrini di un ascolto senza riserve e di una risposta \u201ccon tutta la mente e tutto il cuore\u201d per vivere la comunione con Dio che ci ama nella dignit\u00e0 e libert\u00e0 di figli suoi.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-2-18\/b-to-14\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XIV DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B (Ez 2,2-5; Sal.122; 2Cor 12,7-10; Mc 6,1-6)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7816,"menu_order":10,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5514","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5514","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5514"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5514\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14039,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5514\/revisions\/14039"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7816"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5514"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}