{"id":5512,"date":"2016-03-19T06:49:09","date_gmt":"2016-03-19T05:49:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5512"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"b-to-13","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-2-18\/b-to-13\/","title":{"rendered":"13a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">XIII DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Sap 1,13-15; 2,23-24; Sal.29; 2Cor 8,7.9.13-15; Mc 5,21-43)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 28 giugno 2009<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco presenta Ges\u00f9 a contatto diretto con l\u2019esperienza umana pi\u00f9 comune, quella della malattia e della morte: questa \u00e8 la \u201criva\u201d verso cui, per ordine di Ges\u00f9, deve tendere la barca della Chiesa. Non \u00e8 la fine della sofferenza e della consumazione della vita fisica, ma \u00e8 \u2013 nella persona di Ges\u00f9 \u2013 il principio, il preludio di un modo nuovo di essere umanit\u00e0: in fondo al cammino della storia del singolo e della collettivit\u00e0, per conseguenza del contatto con la persona di Ges\u00f9, c\u2019\u00e8 la realt\u00e0 di un\u2019umanit\u00e0 risanata e sottratta alla morte. Lo scenario del capitolo quinto del vangelo di Marco, l\u2019 \u201caltra riva\u201d a cui la barca \u00e8 diretta dal capitolo quarto con l\u2019intervento di Ges\u00f9 sulla tempesta, fa emergere subito gli incontri con i portatori della sofferenza umana: la figura del posseduto dal maligno &#8211; che esce dai sepolcri, luoghi ritenuti \u201cimpuri\u201d, ed ha perduto la propria identit\u00e0, lontano da Dio, dagli uomini da se stesso -, quella della donna che soffre senza pi\u00f9 speranza, di Giairo, angosciato per l\u2019imminente morte della figlia. E riporta la parola di Lui, che invita a \u201cnon aver paura\u201d, a non fermarsi all\u2019istinto della desistenza nella lotta contro il male, di non tentare pi\u00f9. Riuscire a toccare Ges\u00f9 \u00e8 esperienza di vita, da subito. La morte non \u00e8 pi\u00f9 ineluttabile, alla persona si apre la soglia di un mondo nuovo, che non sar\u00e0 l\u2019eccezione del miracolo, ma la \u201cnorma\u201d della vita senza malattia e morte. Ma bisogna, con fede personale, \u201ctoccare\u201d Ges\u00f9: <em>\u201cLa donna si alz\u00f2 per andare incontro al Verbo; vide che era preso a spintoni dalla folla, ma non coloro che fanno a spintoni credono, credono coloro che toccano. Con la fede si tocca Cristo, con la fede si vede Cristo; non si tocca con il corpo, non si afferra con gli occhi. Se anche noi vogliamo essere curati, tocchiamo con la fede il lembo della veste di Cristo. Beato colui che tocca almeno l\u2019estremit\u00e0 del Verbo! A Lui non rimane sconosciuto chi tocca almeno il suo lembo\u201d<\/em>. Cos\u00ec, s. Ambrogio di Milano, nel commento al vangelo di Marco. Riferendosi, poi, alla figlia di Giairo, aggiunge: <em>\u201cGes\u00f9, prendendo la mano della fanciulla, la restituisce alla vita. Beato colui, che la Sapienza tiene per mano!\u201d<\/em> Il Ges\u00f9 di Marco, nel ventaglio delle situazioni di sofferenza \u00e8 ricco di coinvolgimento sensibile. Come nel capitolo precedente aveva minacciato il vento per rispondere al \u201cnon ti importa che siamo perduti\u201d dei discepoli nella tempesta (Mc.4,38), ora, per liberare dalla sofferenza, discute con lo spirito impuro, la \u201clegione\u201d che ha invaso l\u2019uomo possedendolo, si \u201csente\u201d toccato dalla donna sfinita dalla emorragia e dall\u2019avvilimento, si fa premura affettuosa per l\u2019angoscia di Giairo, fino a prendere per mano la ragazza ormai morta, e a lasciarci il dono tenero delle parole nella sua lingua, l\u2019aramaico: \u201ctalit\u00e0 kum\u201d, \u201cfanciulla, te lo dico io, alzati!\u201d La forza della persona di Ges\u00f9 passa nei credenti attraverso il dono che egli fa di s\u00e9 nella verit\u00e0 di una presenza che ha voluto garantire nella fisicit\u00e0 dei sacramenti: dobbiamo portare in noi l\u2019esperienza e la riconoscenza per la sua mano che ci accarezza, per la sua voce che ci rincuora, ripetendoci di non aver paura, per il suo essere compagno che cammina assieme, per la sua tenerezza che si commuove per i nostri dolori, particolarmente nell\u2019Eucarestia. Dobbiamo imparare a non essere frettolosi nel definire superstizione la sensibilit\u00e0 nella vita di fede, anche se bisogna guardarsi dai devozionalismi. Imparare da Ges\u00f9 a donare Dio attraverso il dono dei sensi. Forse l\u2019uomo dei sepolcri sar\u00e0 stato malato da giovane e la vita in casa gli sar\u00e0 parsa impossibile, fino a portarlo alla decisione di andarsene tra i sepolcri, temuto da tutti, separato da Dio e dai fratelli, solo fino a percuotersi ed odiarsi; forse la donna si sar\u00e0 sentita non compresa dai tanti medici, sar\u00e0 diventata un \u201ccaso seccante\u201d; forse il capo della sinagoga non avr\u00e0 avuto tempo per la figlia adolescente. Una ragazza stamattina \u00e8 venuta in Chiesa: i genitori le avevano fatto capire di non averla desiderata e la avevano spinta a cercarsi da sola la propria strada \u2026 e lei era andata da Ges\u00f9, sicura di essere accolta. Marco ci invita a seguire Ges\u00f9 che serve e dona la vita attraverso la sensibilit\u00e0 posta al servizio dell\u2019amore.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 1 luglio 2012<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cTalit\u00e0 kum\u201d, \u201cfanciulla, io ti dico, alzati!\u201d Marco, al capitolo 5, mostra Ges\u00f9 a contatto stretto con l\u2019esperienza umana, comune a tutti, della malattia e della morte. Sono incontri che coinvolgono la sensibilit\u00e0 di Lui e lo conducono a gesti di affettuosa vicinanza. Cos\u00ec \u00e8 per la donna affetta da una malattia umiliante, considerata dalla societ\u00e0 del tempo come fonte di impurit\u00e0 legale. Cos\u00ec per Giairo, uno dei capi della sinagoga che implora la guarigione per la figlia morente. La condivisione di Ges\u00f9 che si rivela nei gesti prodigiosi, non si ferma in essi, non \u00e8 l\u2019inizio di un\u2019epoca segnata dal miracolo pi\u00f9 forte del male, della morte che rapina la vita e la spegne. Attorno a Ges\u00f9 &#8211; dice Marco \u2013 c\u2019\u00e8 la \u201cfolla\u201d che lo stringe in un abbraccio di fiducia, e che crescer\u00e0 sempre dopo il suo ritorno al Padre; ma gli uomini hanno continuato ad ammalarsi e a morire. I gesti di Ges\u00f9 che operano guarigione sono l\u2019annuncio, la profezia di un tempo ultimo in cui l\u2019umanit\u00e0 sar\u00e0 definitivamente libera dal male e dalla morte. Attraverso la sua vicinanza ai sofferenti, Dio sta gi\u00e0 operando questo futuro che l\u2019Apocalisse chiama \u201cCitt\u00e0 santa\u201d, riportando \u201cla voce potente che viene dal trono\u201d e che afferma: \u201cAsciugher\u00e0 ogni lacrima dai loro occhi e non vi sar\u00e0 pi\u00f9 la morte \u2026 n\u00e9 lutto, n\u00e9 lamento, n\u00e9 affanno perch\u00e9 le cose di prima sono passate.\u201d (Ap.21,4). Ges\u00f9 domanda di credere a questa azione rigeneratrice del Padre di tutti, che conosce la realt\u00e0 umana e si inclina, si sporge, si sbilancia su di essa con la potenza dell\u2019amore che risana dal male, rialza chi \u00e8 caduto, ridona speranza a chi \u00e8 fallito, la vita a chi muore. Sar\u00e0 il tempo della realizzazione piena della parola antica della prima lettura: \u201cDio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. S\u00ec, Dio ha creato l\u2019uomo per l\u2019incorruttibilit\u00e0, lo ha fatto immagine della propria natura\u201d. Perci\u00f2 la parola di Ges\u00f9 invita a \u201ccontinuare a credere\u201d perch\u00e9, nonostante il linguaggio dell\u2019immediato, \u201cla fanciulla non \u00e8 morta, ma dorme\u201d e perch\u00e9 la fatica della donna che cerca di raggiungerlo trova la pienezza di gioia nel sentire: \u201cFiglia, la tua fede ti ha salvato\u201d. \u00c8 la fede che permette di raggiungere Ges\u00f9 e di \u201ctoccarlo\u201d, la fede che non desiste, non si arrende alla logica umana che uccide la speranza: \u201c\u00c8 morta, perch\u00e9 disturbi ancora il Maestro?\u201d. Desiderare di \u201ctoccare\u201d il Signore, anche se solo sul lembo del mantello, lasciando che prenda la nostra piccola mano nella sua, questi sono i segni della comunione che apre il dono della sua parola e della sua energia. Finch\u00e9 non si arrivi ad un incontro personale con Lui, non si scopre che la fede \u00e8 pi\u00f9 della fiducia in un taumaturgo: \u00e8 la certezza, l\u2019esperienza di essere amati prima e al di l\u00e0 della soluzione del male che opprime e dispera, anche quando il pensiero umano non ritiene plausibile fidarsi di Qualcuno che lascia che ci sia rubato il sole! Marco, con il suo racconto, dice che prima del gesto prodigioso, la donna inguaribile, il padre di una ragazza ormai morta, si fidano di quel Qualcuno che sussurra nell\u2019intimo: \u201cLa tua fede ti ha salvata\u201d, \u201cLa fanciulla non \u00e8 morta, ma dorme\u201d. Poi viene l\u2019accorgersi di star bene, la restituzione alla vita e ai genitori; solo dopo aver continuato a credere si manifestano le parole della tenerezza, \u201cV\u00e0 in pace\u201d, \u201cTalit\u00e0 kum\u201d. \u201cIo ti dico, alzati\u201d. Ges\u00f9 \u00e8 l\u2019ideale e il modello della presenza cristiana accanto alla realt\u00e0 del male e della morte. Occorre imparare da Lui quel \u201cguardare attorno\u201d per essere umilmente segno e testimoni dell\u2019Amore che si accorge, si sporge, si contamina con le ferite dell\u2019umanit\u00e0, per trasmettere il calore che ne promana e l\u2018energia che restituisce alla vita. Per Ges\u00f9 il contrario della paura non \u00e8 il coraggio che si trova a fatica, ma la fede nel cuore di Qualcuno che cammina al fianco di chi soffre, suggerendo: \u201cNon temere. Soltanto abbi fede\u201d. Cos\u00ec \u00e8 maestro di coraggio. Senza timidezze prende nella sua mano la mano della ragazza, nonostante il divieto delle norme rituali. C\u2019\u00e8 uno che prende nella sua le nostre mani aride e vuote. A ciascuno di noi, ognuno con la propria parte di dolore portato dentro, ripete quel\u2019affettuoso \u201ctalit\u00e0 kum\u201d, che Marco ha conservato in aramaico perch\u00e9 ciascuno possa accogliere l\u2019invito nel proprio linguaggio e divenga certo della vicinanza personalizzata del Signore. Invito ad alzarsi e a camminare, come Lui e con Lui, sbilanciati per amore sulle disperazioni dell\u2019umanit\u00e0.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-2-18\/b-to-13\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XIII DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B (Sap 1,13-15; 2,23-24; Sal.29; 2Cor 8,7.9.13-15; Mc 5,21-43)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7816,"menu_order":9,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5512","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5512","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5512"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5512\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14038,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5512\/revisions\/14038"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7816"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5512"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}