{"id":5501,"date":"2016-03-17T20:01:09","date_gmt":"2016-03-17T19:01:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5501"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"b-to-7","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-2-18\/b-to-7\/","title":{"rendered":"7a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">VII DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Is 43,18-19.21-22.24-25; Sal.40; 2Cor 1,18-22; Mc 2,1-12)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 23 febbraio 2003<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Quasi sempre, nelle domeniche precedenti, abbiamo letto il primo capitolo del Vangelo di Marco: dal Battesimo nelle acque del Giordano alla chiamata dei primi discepoli, alla guarigione dell&#8217;indemoniato, della suocera di Pietro, del lebbroso. Marco, dopo aver presentato Ges\u00f9 nel Battesimo, con l&#8217;apertura dei cieli e la solenne proclamazione del Padre, presenta il Figlio dell&#8217;uomo, cos\u00ec egli preferisce chiamare Ges\u00f9, che manifesta la presenza di Dio nel mondo attraverso prodigi. Oggi e domenica prossima leggeremo il capitolo 2 &#8211; poi entreremo nel tempo di Quaresima. Anche questa volta si parla di un miracolo, ma l&#8217;attenzione dell&#8217;evangelista non \u00e8 sul miracolo. Cerchiamo di cogliere il senso del suo messaggio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 \u00e8 di nuovo a Cafarnao: \u00e8 attorniato da tante persone che sembra non esserci pi\u00f9 posto. Lo sguardo di Marco va al bisogno di liberazione dal male di tutta l&#8217;umanit\u00e0. Esigenza di liberazione, sofferenza di tutti, grido di dolore che si leva verso Dio &#8211; come dice Paolo nella lettera ai Romani &#8211; aspirazione dell&#8217;uomo ad una situazione di libert\u00e0. \u00c8 un&#8217;esigenza, un&#8217;ansia, che non riguarda solo i malati, ma ciascuno di noi. Ges\u00f9, uomo tra gli uomini, fa suo questo bisogno intimo e universale, accoglie questa esigenza di liberazione dal male. L&#8217;immagine del paralitico, inerte sul lettuccio, privo di qualsiasi autonomia, impossibilitato ad avere una pienezza di vita, \u00e8 quella dell&#8217;uomo minato dal peccato, che non riesce ad avere una relazione vera con i suoi simili.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nell&#8217;epoca in cui Marco scriveva, c&#8217;era la convinzione che la malattia fosse il castigo per il peccato commesso. Anche se oggi nessuno lo pensa pi\u00f9, l&#8217;immagine pu\u00f2 essere utile: Ges\u00f9 ha il potere di liberare l&#8217;uomo dal male. Fin dai tempi antichi, con l&#8217;Alleanza Dio si era impegnato con il suo popolo ad essergli vicino, a salvarlo e perci\u00f2, per fedelt\u00e0 alla sua stessa parola, non pu\u00f2 tener conto dei peccati. Nella prima lettura Isaia ci ha fatto ascoltare il Signore che diceva: &#8220;Io, io cancello tutti i tuoi misfatti, per riguardo a me non ricordo pi\u00f9 i tuoi peccati&#8221;. Isaia, conosce il dolore, la partecipazione di Dio per l&#8217;umanit\u00e0 sofferente. Nel momento della sua vocazione ha visto Dio in una visione. Pur non conoscendo la Trinit\u00e0, ne ha avuto quasi un&#8217;intuizione. Alla voce del Signore che di fronte alla malvagit\u00e0 del suo popolo, si diceva: &#8220;Chi mander\u00f2 e chi andr\u00e0 per noi?&#8221;, ha risposto. &#8220;Eccomi, manda me!&#8221;. Ges\u00f9 \u00e8 il compimento della promessa e realizza il progetto di amore che \u00e8 nel cuore stesso della Trinit\u00e0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La premura del Signore si manifesta nel Figlio, fatto uomo tra gli uomini. A noi \u00e8 data la grazia di accogliere e poter far nostre le parole di Ges\u00f9: &#8220;Ti sono rimessi i tuoi peccati&#8221;. Proprio qui \u00e8 il nocciolo di tutto il Vangelo: Ges\u00f9 &#8211; il cui nome vuol dire appunto &#8220;Dio salva&#8221; &#8211; viene per dire all&#8217;umanit\u00e0 che Dio si rende presente nel mondo perch\u00e9 l&#8217;uomo possa ricominciare il suo cammino insieme con lui. Lungo tutta la storia, oggi, come ieri, al di l\u00e0 dei suoi gravissimi errori, l&#8217;uomo \u00e8 perdonato e ricondotto alla possibilit\u00e0 di avere rapporti nuovi con Dio e con gli altri. Pu\u00f2 chiamare Dio &#8220;Padre nostro&#8221;, Padre di tutti gli uomini. Anche se ha ucciso i fratelli, pu\u00f2 di nuovo amarli, perch\u00e9 \u00e8 perdonato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il perdono non \u00e8 &#8220;buonismo&#8221;, non \u00e8 un atto esteriore che tutto livella. Il perdono \u00e8 l&#8217;inizio di una nuova creazione. I verbi che Marco usa in questo passo dicono quanto sia differente la situazione dell&#8217;uomo prima e dopo il perdono di Dio. Il paralitico non era in grado di camminare, era <em>portato<\/em> da quattro persone, <em>giaceva<\/em> sul suo lettuccio. Dopo le parole liberatrici di Dio tutto \u00e8 nuovo, \u00e8 diverso. Lui che giaceva <em>si alz\u00f2<\/em>, lui che doveva essere portato <em>prese il suo lettuccio e se ne and\u00f2<\/em>. \u00c8 la realt\u00e0 nuova della resurrezione: alzarsi, divenire autonomi, prendere la propria strada, assumere responsabilit\u00e0, portare pesi. Tutti sono presi da stupore per questo miracolo e, come dice il Vangelo, si meravigliano e lodano Dio: &#8220;Non abbiamo mai visto nulla di simile!&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">In quest&#8217;analisi del testo non va dimenticata l&#8217;importanza degli amici, che suppliscono alla carenza del paralitico, che ha bisogno della liberazione del corpo e dello spirito. Sono loro, con la loro fede, che lo portano da Ges\u00f9. Loro che, non potendo superare la folla, scoperchiano il tetto e calano il lettuccio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Facciamo ora due riflessioni. La prima riguarda la nostra interiorit\u00e0 personale. Il Vangelo ci invita a meditare sulle ambiguit\u00e0 che ritardano il nostro cammino di credenti. Non si tratta di colpe gravi, ma di oscurit\u00e0, che, in qualche misura, ci paralizzano. Nel libro della Genesi si dice che all&#8217;inizio della creazione il Signore passeggiava nel giardino &#8220;alla brezza del giorno&#8221;, ma l&#8217;ambiguit\u00e0 che si \u00e8 insinuata nel cuore dell&#8217;uomo, non permette a Dio di parlare, ai fratelli di ritrovarsi nella gratuit\u00e0 della relazione. Ognuno di noi \u00e8 immerso in questa situazione oscura, che vela la luce di Dio sul nostro volto, ci impedisce di ricevere e trasmettere la sua luce. Ma non dobbiamo scoraggiarci. Agostino, nel capitolo X delle Confessioni, denuncia il fatto che assai spesso si mangia per piacere, non per mantenersi in salute. Paolo, a sua volta, sottolinea la contraddizione che \u00e8 nell&#8217;uomo e lo spinge a fare il male, pur volendo interiormente il bene. Il peccato che \u00e8 nel nostro cuore ci fa concentrare su noi stessi nel narcisismo, che spesso assume l&#8217;aspetto del perfezionismo, anche religioso. \u00c8 mancanza di amore, una penombra che non permette la maturazione piena della persona, paralizza nel rapporto con gli altri. Dobbiamo cominciare aprendoci al perdono di Dio, che risveglia in noi la sua immagine offuscata, ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di cose buone. Come il paralitico che si alza, prende il suo lettuccio e cammina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La seconda riflessione \u00e8 rivolta verso l&#8217;esterno. Il paralitico \u00e8 portato da quattro persone di cui non viene detto il nome. Dio concede il perdono per la fede di quanti credono nel perdono. Ges\u00f9 guarda e risponde, perdona all&#8217;uomo malato, per la fede dei suoi amici. Cos\u00ec \u00e8 in tutta la Bibbia. Dalla preghiera di Abramo per Sodoma alle parole dell&#8217;Apocalisse, in cui Dio dice ai quattro angeli, cui era stato dato il potere di devastare la terra: &#8220;Non devastate n\u00e9 la terra n\u00e9 il mare\u2026 finch\u00e9 ci sar\u00e0 qualche santo&#8221;. Cos\u00ec quando durante la seconda guerra mondiale vivevamo la tragedia dei bombardamenti, il popolo confidava nella presenza dei monaci camaldolesi, le cui preghiere avrebbero salvato Napoli dalla distruzione. I frati sono andati via, ma il principio rimane. I credenti sono chiamati a una catena di amore: portare nel cuore di Dio tutti i peccati dell&#8217;umanit\u00e0. Perci\u00f2 i cristiani non devono mai scoraggiarsi, ci dicono i monaci di Taiz\u00e8.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Portiamo nell&#8217;Eucarestia questa gioia e questa responsabilit\u00e0: anche se sulla terra dovr\u00e0 ancora scorrere il sangue della guerra, fidiamoci nell&#8217;Eucarestia, nella presenza tra noi del Cristo risorto, per essere ancora costruttori di pace<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 19 febbraio 2006<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong>\u201cPrendi il tuo lettuccio e va\u2019 a casa tua\u201d<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Il racconto del miracolo della guarigione del paralitico permette a Marco di presentare Ges\u00f9 non come un guaritore potente di malattie, ma come colui che risana l\u2019uomo intero, fin nel suo intimo pi\u00f9 segreto, positivo o negativo che sia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Le guarigioni fisiche, non molte, stanno ad indicare qualcosa di pi\u00f9 profondo, il perdono, la nuova creazione come gesto di Dio, presente nell\u2019uomo Ges\u00f9. \u00c8 per questa presenza, che sconcerta la fede monoteista, che i maestri dell\u2019ortodossia sono scandalizzati. Essi sanno che Dio solo pu\u00f2 perdonare i peccati. Se Ges\u00f9 pu\u00f2 farlo, \u00e8 Dio!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco ci presenta l\u2019uomo, nella sua condizione di fragilit\u00e0, di peccato, di cui la malattia fisica, nella Bibbia, \u00e8 il segno: Ges\u00f9 gli si rivolge direttamente, personalmente, lo chiama affettuosamente \u201cfiglio\u201d. Poi ci invita a prendere atto di una circostanza da non sottovalutare: Dio, pur vicino, lascia all\u2019uomo sanato il letto da portare a casa, ponendo il segno della fragilit\u00e0 che resta, ma \u00e8 intimamente sanata, dunque ha senso. La guarigione sta perci\u00f2 nel fatto che la condizione di precariet\u00e0 si trasforma in condizione di salvezza, diventa positiva.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco insegna ad accorgersi che il dolore del corpo \u00e8 occasione per incontrare uno che guarisce da quel male dentro, che tutti abbiamo, che pu\u00f2 essere all\u2019origine del dolore. Insegna ad accorgersi che il fine vero dell\u2019incontro non \u00e8 tanto la guarigione del male fisico, che comunque a suo tempo torner\u00e0 \u2013 cos\u00ec come Lazzaro che \u00e8 stato resuscitato, un giorno dovr\u00e0 morire \u2013 ma l\u2019essere riportati all\u2019unit\u00e0 di tutta la persona, in modo che, spirito e corpo, fusi in armonia, possono essere incontrati insieme dal Dio che salva. Questo \u00e8 il miracolo, e si pu\u00f2 sperimentare anche se la malattia permane. Recentemente ho incontrato una persona amica che vive a Roma ed ha il morbo di Parkinson: mi ha detto di aver scoperto che il corpo dolorante si pu\u00f2 trasformare in preghiera, dopo una vita convinta di non dover dare molto spazio alla corporeit\u00e0 nel rapporto con Dio. \u201cOra so che non posso incontrare Dio \u2013 ha detto \u2013 se in me non prega il dolore del corpo\u201d. \u00c8 un capire che il corpo che incontra Dio ne riceve la grazia della vita, perch\u00e9 Dio \u00e8 il Dio della vita: il corpo che, nella sua fragilit\u00e0 prega, viene reso il corpo della resurrezione, perch\u00e9 l\u2019incontro con Dio introduce alla vita. Allora si comprende che i dolori che ci vengono addosso senza previsione e che ci accompagnano come impedimenti, in realt\u00e0 sono il cammino attraverso cui l\u2019uomo, in ciascuno di noi, si scioglie, si libera dai legami dell\u2019egoismo, dalla propria pretesa di autonomia &#8211; lasciandosi aiutare con semplicit\u00e0 da chi gli sta vicino, come i quattro portatori della parabola &#8211; dal proprio orgoglio, dalla propria sensualit\u00e0 e si apre a Dio. Si comprende che, senza dolore, ci si pu\u00f2 trovare nell\u2019illusione di realizzarsi chiudendosi, barricandosi contro quello che appare un rischio esigente, l\u2019amore di Dio e dei fratelli. E si capisce ancora che l\u2019incontro con il Signore non pu\u00f2 avvenire senza la ferita della sofferenza, che scardina le chiusure ermetiche, in cui ci barrichiamo per difesa di noi stessi. \u00c8 l\u2019esperienza conclusiva di Giobbe, che era stato uomo felice, ma poi aveva conosciuto la sofferenza: <strong>\u201cio ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono\u201d<\/strong> (Gb.42,5), che conferma la risposta antica data a Mos\u00e8, che chiedeva di vedere Dio: \u201cNon si pu\u00f2 vedere Dio senza morire\u201d (Es.33,20). Non si pu\u00f2 amare senza morire!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi viviamo la circostanza della presenza del gruppo di fidanzati, che si preparano alla celebrazione del matrimonio nei prossimi mesi. Cos\u00ec ci \u00e8 permesso un breve, ma importante approfondimento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La chiesa ha faticato, per secoli, a tirarsi fuori dai condizionamenti della cultura di origine greca e romana, frequentemente pessimista sulla corporeit\u00e0. Oggi la corporeit\u00e0 \u00e8 rivalutata alla luce dell\u2019unit\u00e0 della persona umana, amata da Dio Padre, redenta dalla croce di Ges\u00f9, abitata dallo Spirito Santo. Il corpo non \u00e8 un semplice attributo della persona, ma ne rappresenta la totalit\u00e0. Attraverso il corpo la relazione con gli altri, la comunione con la loro interiorit\u00e0, con la loro diversit\u00e0, diventa fonte di infinita novit\u00e0, nella infinita variet\u00e0 dei corpi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La grandezza e la sofferenza del corpo appartengono al matrimonio, non solo nell\u2019aspetto della sessualit\u00e0, ma nel senso di quello cha abbiamo meditato. Si \u00e8 responsabili del corpo dell\u2019altro come del proprio, per camminare insieme verso l\u2019incontro con il Signore, che risana nell\u2019unit\u00e0 interiore della persona e in quella della coppia, per dare la possibilit\u00e0 di continuare ad essere, in pienezza, uomini e donne nell\u2019eternit\u00e0. Nel \u201cs\u00ec\u201d del matrimonio c\u2019\u00e8 una profonda analogia con il \u201cs\u00ec\u201d di Cristo della seconda lettura, che invita a lasciar sanare da lui le intermittenze dei nostri s\u00ec e dei nostri no. \u201cS\u00ec\u201d vuol dire s\u00ec alla bellezza e alla fatica, alla spontaneit\u00e0 e alla stanchezza, alla prontezza e alla riluttanza, alla salute e alla malattia, in una vera corresponsabilit\u00e0 della persona, della sua anima e del suo corpo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019icona di questo cammino \u00e8 Maria Assunta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">A lei guardiamo mentre ci viene ripetuto:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <strong><em>\u201cPrendi il tuo lettuccio e va\u2019 a casa tua\u201d<\/em><\/strong>.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 22 febbraio 2009<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Con il racconto della guarigione del paralitico, Marco propone Ges\u00f9 Cristo come colui che \u201cha il potere di perdonare i peccati sulla terra\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9, in questo testo, non associa paralisi e colpa personale &#8211; come avveniva e continua ad avvenire nella mentalit\u00e0 corrente, radicata nella teologia della retribuzione, che associa fedelt\u00e0 e salute, infedelt\u00e0 e malattia. Egli, invece, indica all\u2019uomo la necessit\u00e0 di essere sano in tutta la propria realt\u00e0, fisica ed interiore: egli \u00e8 fonte di vita per la creatura umana e si propone come via per la salute del corpo e l\u2019armonia del cuore. Pone il gesto della guarigione fisica perch\u00e9 sia segno della necessit\u00e0 della salute nel senso pi\u00f9 ampio e perci\u00f2 lo fa precedere dalla parola di perdono. \u00c8 un invito a guardare con l\u2019occhio del \u201cben-essere\u201d l\u2019esistenza umana, le persone che amiamo, l\u2019umanit\u00e0 per cui dobbiamo spenderci: il Dio, che in tanti passi della Scrittura si dice \u201cil Vivente\u201d, \u201cnon gode per la rovina dei viventi\u201d, come leggiamo nel libro della Sapienza (Sap.1,13). Perci\u00f2 Ges\u00f9 attua quel \u201cfasciare le piaghe dei cuori spezzati, il proclamare la libert\u00e0 degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri\u201d (Is.61,1), che Isaia aveva profetizzato e Luca gli avrebbe attribuito raccontando l\u2019insegnamento nella sinagoga di Nazaret (Lc.4,18). La liturgia permette di condividere la lode e lo stupore della piccola folla di Cafarnao perch\u00e9 \u201csulla terra\u201d, per i singoli e per la societ\u00e0, c\u2019\u00e8 il perdono di cui Ges\u00f9 \u00e8 la fonte e di cui la Chiesa, in tutti noi \u2013 non solo nei ministri della riconciliazione \u2013 \u00e8 testimone e ministra. S. Ambrogio esprime questa gioia dicendo:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em>\u201cNon mi glorier\u00f2 perch\u00e9 sono giusto, ma perch\u00e9 sono stato redento;<br \/>\nnon perch\u00e9 sono senza peccati, ma perch\u00e9 mi sono stati perdonati\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Portiamo in questa Eucaristia la riconoscenza per il perdono che ci \u00e8 stato donato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Altro elemento centrale nel testo di Marco \u00e8 la fede, non del malato, ma delle quattro persone che lo accompagnano. \u00c8 una fede semplice e concreta, che non tenta di convincere, ma introduce nell\u2019esperienza. Cos\u00ec supplisce al deficit di convinzione e di volont\u00e0 di chi non pu\u00f2 esprimersi pienamente e liberamente e \u2013 se si guarda alla paralisi in senso pi\u00f9 ampio \u2013 non ha il coraggio di iniziativa neanche a favore di se stesso, della propria vita, ha paura di esporsi, paura dello sguardo e del pensiero degli altri, e si chiude. Il paralitico \u201cabita\u201d nel suo lettuccio. Ritorna questa rappresentazione di un\u2019umanit\u00e0 ripiegata su se stessa, sconfitta dalla malattia, che non accetta di essere debole, si vergogna di s\u00e9 allo sguardo degli altri, resta legata al letto della propria indisponibilit\u00e0 a vivere il frammento di vita di cui la provvidenza di Dio la rende capace. Ma le persone che portano l\u2019ammalato hanno capito che in Ges\u00f9 \u00e8 la vita, che le sue parole sono un invito alla vita. L\u2019esortazione di Ges\u00f9: \u201cAlzati, prendi la tua barella e v\u00e0 a casa tua\u201d, cio\u00e8 \u201ctorna alla tua vita\u201d, \u201cabbandona il tuo rifiuto a vivere\u201d, \u00e8 attualissima. Marco ci presenta Ges\u00f9 non solo come colui che compie prodigi a favore di chi soffre, liberandolo da un male particolare, ma come colui che risana l\u2019uomo intero, nella sua unit\u00e0 profonda. Questa sua presentazione del Signore \u00e8 affidata alla Chiesa perch\u00e9 la annunci con la luce della Parola e con i gesti concreti della solidariet\u00e0. Marco include i quattro amici, che trasportano il malato con volont\u00e0 \u201ctestarda\u201d e con iniziativa concreta e capace di fantasia, e sottolinea la fede, sulla quale il Signore interverr\u00e0 con la sua Parola e il suo gesto. Dice dunque che l\u2019atteggiamento di Ges\u00f9 e il suo stile di agire sono consegnati alla Chiesa come regola di vita, che tutti dobbiamo avvertire la responsabilit\u00e0 di testimoniare nell\u2019amore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Terminiamo oggi questi momenti di riflessione che la liturgia delle ultime tre domeniche ci ha suggerito. \u00c8 stato un periodo durissimo, in cui gli avvenimenti intorno a noi ci hanno invaso di oscurit\u00e0, ci hanno portato via dal cuore la visione umile e pacificata del mistero della sofferenza umana, il rispetto per la riservatezza, introducendovi il chiasso osceno delle parole aspre che uccidono la piet\u00e0 e la volgarit\u00e0 delle strumentalizzazioni. Avvenimenti che ci hanno ferito profondamente, non solo per la morte della nostra giovane sorella Eluana, ma per la violenza alle donne, per l\u2019odio crescente verso gli immigrati, per l\u2019ansia di chi perde il lavoro, per la situazione drammatica di chi non ha pi\u00f9 il necessario per vivere, per l\u2019inimicizia politica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Lasciamo che il segno dei quattro fratelli di fede, che portano con le loro braccia una persona inerte e sfiduciata, ci dica il vangelo della sofferenza. Noi siamo membra gli uni degli altri, e il servizio reciproco \u00e8 il nostro dovere, perch\u00e9 Ges\u00f9 lo ha comandato. Se il prossimo \u00e8 nella necessit\u00e0 va aiutato concretamente, senza per questo sentirsi i primi della classe. E, quando viene la nostra ora, senza sentirci umiliati se abbiamo necessit\u00e0 di venire aiutati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questo amore concreto, dal momento che l\u2019amore \u00e8 via dello Spirito nel cuore di chi \u00e8 amato e di chi ama, apre li occhi alla visione cristiana del dolore, della malattia e della morte, non pi\u00f9 valutata come un essere demoliti, ma come un salire dei gradini verso un punto alto, la Gerusalemme verso cui salivano cantando i pellegrini, come recita il Salmo 122. Si pu\u00f2 allora sperimentare che il soffrire coincide con il vivere e che la sofferenza di qualcuno presente accanto a chi lo ama \u00e8 un dono per l\u2019uno e per l\u2019altro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questo \u00e8 il contributo che, con rispetto e semplicit\u00e0, i cristiani possono offrire a quanti non condividono la loro fede, perch\u00e9 ogni situazione possa essere vissuta nella libert\u00e0 e nella pace. Il nostro tempo ha bisogno dell\u2019incontro con Ges\u00f9 che porta il perdono sulla terra.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 19 febbraio 2012<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Con la guida di Marco la liturgia prosegue il cammino che conduce al riconoscimento di Ges\u00f9 Cristo \u201cFiglio di Dio\u201d. Oggi, sullo sfondo della guarigione del paralitico, ci viene detto che Ges\u00f9 \u00e8 la manifestazione umana della misericordia del Padre, \u00e8 il luogo stesso dove abita l\u2019amore che perdona e rimette il peccato. Egli \u201cha il potere di rimettere i peccati sulla terra\u201d; perci\u00f2 all\u2019infermo che viene condotto a Lui Ges\u00f9, in pienissima gratuit\u00e0 di iniziativa, cancella i peccati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Non associa malattia e colpa morale personale, ma, accogliendolo e perdonandolo, indica al malato ed ai <em>presenti <\/em> un bisogno pi\u00f9 radicale della stessa salute fisica, di una guarigione per una nuova armonia, di una rifioritura che permetta il passaggio a un dopo che andr\u00e0 vissuto pienamente, nella relazione con Dio ed i fratelli, \u201cin piedi\u201d, nella posizione eretta del Risorto nell\u2019Apocalisse.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ritorna il comando autorevole: \u201cAlzati!\u201d e il gesto che riconsegna il malato alla vita: \u201cPrendi la tua barella e va a casa tua\u201d. \u00c8 l\u2019avveramento della parola pronunciata da Dio sei secoli prima, nel ministero profetico di Isaia: \u201cEcco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non vedete?\u201d. \u201cQuello si alz\u00f2 e subito prese la sua barella e sotto gli occhi di tutti se ne and\u00f2\u201d. \u00c8 la realt\u00e0 nuova, l\u2018opposto della situazione di paralisi che lo aveva inchiodato, chiss\u00e0 da quanto tempo, sul letto della immobilit\u00e0. Cos\u00ec, la parola del perdono dei peccati, che potrebbe apparire \u2013 se non accolta nella fede \u2013 generica ed astratta come sono tante volte le nostre parole di conforto e di incoraggiamento, sincere ma impotenti e persino inutili e fastidiose, in questo gesto di guarigione trova conferma. poich\u00e9, molto probabilmente, nella gente presente era ritenuta pi\u00f9 difficile dello stesso perdono.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco, in questo modo, risponde all\u2019interrogativo della sua comunit\u00e0 e di sempre sul come possa esserci sulla terra qualcuno che perdoni i peccati, come possa insegnarlo ed esigerlo la Chiesa. Con il suo racconto testimonia la potenza dell\u2019amore misericordioso che vince il male e presenta Ges\u00f9 che risana l\u2019uomo nell\u2019intimo e lo abilita a tutte le altre espressioni della liberazione dal male, in senso fisico, culturale, sociale e politico, che siamo abituati a considerare separandoli dall\u2019interiorit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Quello, perci\u00f2, che Isaia aveva promesso in nome di Dio che vuole fare la cosa nuova, \u00e8 presente in Ges\u00f9. \u00c8 l\u2019affermazione che quanto Dio promette, gi\u00e0 realizza, in una libert\u00e0 sovrana di cancellare il male e riproporre il bene, al di l\u00e0 delle scelte negative dell\u2019uomo. Perci\u00f2 quello che chiamiamo \u201cstoria della salvezza\u201d \u00e8 tutta una vicenda di misericordia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il \u201csubito\u201d di Marco \u00e8 il presente eterno di Dio, sempre contemporaneo di ogni momento dell\u2019uomo nel tempo. La \u201ccosa nuova\u201d \u00e8 stata ben sentita e testimoniata nella fede cristiana, come scrisse Ambrogio di Milano:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cNon mi glorier\u00f2 perch\u00e9 sono giusto, ma perch\u00e9 sono stato redento;<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> non perch\u00e9 sono senza peccati, ma perch\u00e9 mi sono stati perdonati\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La guarigione del paralitico \u00e8 per una persona sola, ma penso a tante persone sofferenti e sole. C\u2019\u00e8 il rischio grave del vuoto di senso nella vicenda dell\u2019uomo sofferente, vuoto che lo accompagna nelle lunghe ore di silenzio, che si affolla di interrogativi, di ribellioni, di contestazioni di Dio, di negazione della sua esistenza e vicinanza a quello che l\u2019uomo vive. Ecco le parole di Simone Weil, vicinissima al Vangelo, in esilio per l\u2019origine ebraica, morta a 33 anni nel 1943, divorata dalla tubercolosi:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cNelle sventure Dio \u00e8 assente, pi\u00f9 assente di un morto, pi\u00f9 assente della luce in un sotterraneo completamente buio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Una specie di orrore sommerge completamente l\u2019anima.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La cosa terribile \u00e8 che se in queste tenebre in cui non c\u2019\u00e8 nulla da amare l\u2019anima cessa di amare, l\u2019assenza di Dio diventa definitiva.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Bisogna che l\u2019anima continui ad amare a vuoto, sia pure con una parte infinitesimale di se stessa.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Allora viene il giorno in cui Dio le si mostra e le riveli la bellezza del mondo, come avvenne per Giobbe\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> (\u201cUno sguardo nuovo\u201d, ed san Paolo, 2009 p.153)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il vangelo di Marco indica la strada per il superamento di questa solitudine. Il paralitico trova la liberazione dal male perch\u00e9 arriva a Ges\u00f9 che lo accoglie e lo libera con le parole del perdono. Vi arriva perch\u00e9 portato da braccia amiche e generose che si fanno carico di lui, fino all\u2019incontro fiducioso con il Signore, ed \u00e8 il Signore che lo libera dall\u2019angoscia dell\u2019incapacit\u00e0 di capire la propria vicenda e gli dona la libert\u00e0 di lasciarsi aiutare da gente che ha braccia per portare e gambe per camminare fino al traguardo dell\u2019incontro da vicino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8 una bella immagine della Chiesa quella che Marco ci dona oggi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Chiesa povera, fatta da persone limitate dalla finitezza e dal buio dello spirito, ma in cammino perch\u00e9 abitata dall\u2019amore fraterno, portando con fiducia la realt\u00e0 della sofferenza. Anche Ges\u00f9 ha avvertito angoscia e solitudine, ha gridato il buio dell\u2019abbandono, ma l\u2019amore lo ha condotto fuori dai confini del male perch\u00e9 il suo \u00e8 stato amore \u201cfino alla fine\u201d. Ancora una voce di tradizione ebraica, del nostro tempo, quella di Emmanuel Levinas dice come una conclusione e una proposta per chi \u00e8 chiamato all\u2019oscurit\u00e0 della sofferenza e per chi \u00e8 chiamato a farsene carico: \u201cAmare senza voler comprendere, amare prima di comprendere, amare senza concupiscenza\u201d. Il gesto degli amici del paralitico, senza parole, \u00e8 gi\u00e0 fede, \u00e8 gi\u00e0 preghiera che entra nel cuore di Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Forse, con l\u2019inizio della Quaresima, ci possiamo domandare un tempo per gesti che allevino il peso dei fratelli.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-2-18\/b-to-7\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VII DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B (Is 43,18-19.21-22.24-25; Sal.40; 2Cor 1,18-22; Mc 2,1-12)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7816,"menu_order":5,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5501","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5501","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5501"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5501\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14034,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5501\/revisions\/14034"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7816"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5501"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}