{"id":5497,"date":"2016-03-17T19:29:09","date_gmt":"2016-03-17T18:29:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5497"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"b-to-5","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-2-18\/b-to-5\/","title":{"rendered":"5a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">V DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Gb 7,1-4.6-7; Sal.146; 1Cor 9,16-19.22-23; Mc 1,29-39)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 5 febbraio 2006<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong>\u201cSi recarono subito in casa di Simone e di Andrea\u201d<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <strong><em>\u201cSubito\u201d<\/em><\/strong>, l\u2019espressione non \u00e8 presente nella lettura liturgica. Nel cuore del Signore c\u2019\u00e8 un\u2019esigenza forte di entrare in rapporto con l\u2019uomo: come ha detto papa Benedetto XVI nella sua recente enciclica, l\u2019eros, l\u2019amore di Dio per l\u2019uomo lo spinge sulle strade dell\u2019umanit\u00e0. Senza preoccuparsi per l\u2019osservanza materiale del sabato, che limitava i passi, il gruppetto dei cinque, Ges\u00f9 con i primi quattro discepoli, va a casa di Simone ed Andrea, ospite della loro famiglia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco ama fare della casa, in senso sia generico che particolare, il luogo della sosta e dell\u2019insegnamento del Signore, come per sottolinearne la predilezione per il luogo della relazione umana semplice, immersa nella confidenza e nell\u2019affetto. Cos\u00ec descrive l\u2019incontro: <strong><em>\u201csubito\u201d<\/em><\/strong> \u2013 che significa premura e trepidazione \u2013 <strong><em>\u201cgli parlarono di lei\u201d<\/em><\/strong> che <strong><em>\u201cera a letto\u201d<\/em><\/strong>. E Ges\u00f9, con atteggiamento altrettanto familiare <strong><em>\u201caccostatosi, la sollev\u00f2 prendendola per mano\u201d<\/em><\/strong>. Nessuna parola, solo la potenza dell\u2019amore che lo abita: <strong><em>\u201cLa febbre la lasci\u00f2 ed essa si mise a servirli\u201d<\/em><\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il Vangelo comincia a spiegarsi. L\u2019amore ricevuto in dono risana la persona, risana tutti i nostri rapporti, restituisce all\u2019uomo la capacit\u00e0 di farsi dono d\u2019amore, di servire. \u00c8 la vita, dice Marco, annotando la preghiera di Ges\u00f9, che si attinge dal rapporto prolungato con il Padre, fonte del suo cuore e della sua azione: la vita proposta ai discepoli, la vita risanata dall\u2019amore \u00e8 fondata sulla volont\u00e0 di amare, frutto dell\u2019appartenenza a Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Presentando Ges\u00f9 che entra con semplicit\u00e0 in una casa, si fa amico della famiglia, la valorizza e la conforta con gesti umani e affettuosi, Marco indica alla Chiesa la casa e la famiglia come luogo privilegiato del Vangelo; cosa che fu compresa e praticata fin dall\u2019inizio, come appare con chiarezza dagli scritti e dagli esempi riportati dal Nuovo Testamento, che ci mostrano come i discepoli e le prime comunit\u00e0 cristiane per la celebrazione dell\u2019Eucarestia privilegiassero la casa, dove si riunivano in gruppi di venticinque \u2013 cinquanta persone.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi viviamo la giornata della famiglia, alla luce del rispetto della vita. La pagina del Vangelo di Marco ci aiuta ad approfondire il senso di questa giornata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Quando guardiamo la famiglia con attenzione e affetto, la prima impressione che riceviamo \u00e8 quella della febbre, della malattia. Alla famiglia, con una frequenza che d\u00e0 sgomento, si addicono le parole di Giobbe: <strong>\u201ca me sono toccati mesi di illusione e notti di dolore mi sono state assegnate\u201d<\/strong> (Gb.7,3).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Viviamo questo momento di riflessione e di preghiera alla luce della Parola che la Chiesa ci ha voluto proporre. Il rispetto per la vita non pu\u00f2 esaurirsi nel giusto rifiuto delle scelte drammatiche dell\u2019aborto e dell\u2019eutanasia; ma deve diventare coscienza chiara di quello che conduce a quei drammi, di quanto la salute della famiglia \u00e8 ostacolata a fatti da urgenze e pressioni che, come martelli, avviliscono la speranza fino a fare apparire improponibile una gravidanza, magari desiderata, e angosciante un ricovero in ospedale per le attese interminabili e la disumanit\u00e0 dei servizi. \u00c8 un\u2019angoscia che porta ai gesti della disperazione sposi e ammalati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Bisogna risalire alle cause. Penso con affetto alle giovani famiglie a Napoli, alla loro solitudine. La difficolt\u00e0 si chiama problema \u201ccasa\u201d, precariet\u00e0 del lavoro. Quando c\u2019\u00e8 per tutti e due \u2013 perch\u00e9 quello di uno non basta \u2013 diventa difficile pensare con gioia al dono della vita, per il timore tutt\u2019altro che fantasioso di non poter tornare al lavoro, una volta mamma. E, quando il lavoro non c\u2019\u00e8, diventa difficile anche l\u2019ordinariet\u00e0 pi\u00f9 umile, con la conseguenza del moltiplicarsi del rischio di incomprensioni, di tensioni, di mutismi \u2026 di separazioni portatrici di nuove piaghe. <strong><em>\u201cEra a letto con la febbre\u201d<\/em><\/strong>: quante volte si potrebbe dire della famiglia!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco ci dice che Ges\u00f9 entra nella famiglia e la risana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il suo prendere per mano con tenerezza e condivisione \u00e8 un incoraggiamento a non lasciarsi prostrare dagli avvilimenti, un restituire ad ogni rapporto, ad ogni parola, la sua verit\u00e0 profonda e saper costruire l\u2019armonia fra \u201ceros\u201d e \u201cagape\u201d \u2013 come ci ha detto Benedetto XVI &#8211; senza separare n\u00e9 contrapporre le due tensioni fondamentali dell\u2019amore umano: la tensione al bene primo delle persone umane, alla loro felicit\u00e0, e la tensione alla crescita fino alla misura dell\u2019amore senza misura, che \u00e8 la prontezza a dare la vita per le persone che si amano, che \u00e8 proprio la \u201cagape\u201d. Ges\u00f9, entrando nella famiglia, ci d\u00e0 proprio tutto questo, testimoniando la vita della famiglia di Dio Trinit\u00e0, che \u00e8 totalmente amore. E ci insegna anche la responsabilit\u00e0 del lavoro, perch\u00e9 la parola \u201crispetto della famiglia e della vita\u201d esca dalla retorica giornalistica e politica e si faccia gesto di condivisione, prenda per mano, sollevi, conforti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Prendiamo oggi le parole di Benedetto XVI come itinerario ed augurio:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cIn realt\u00e0 eros e agape, amore ascendente e amore discendente, non si lasciano mai separare completamente l\u2019uno dall\u2019altro. Quanto pi\u00f9 ambedue, pur in dimensioni diverse, trovano la giusta unit\u00e0 nell\u2019unica realt\u00e0 dell\u2019amore, tanto pi\u00f9 si realizza la vera natura dell\u2019amore in genere.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em>Anche se l\u2019eros inizialmente \u00e8 soprattutto bramoso, ascendente \u2013 fascinazione per la grande promessa di felicit\u00e0 \u2013 nell\u2019avvicinarsi poi all\u2019altro si porr\u00e0 sempre meno domande su di s\u00e9, cercher\u00e0 sempre di pi\u00f9 la felicit\u00e0 dell\u2019altro, si preoccuper\u00e0 sempre pi\u00f9 di lui, si doner\u00e0 e desiderer\u00e0 \u201cesserci per\u201d l\u2019altro. Cos\u00ec il momento dell\u2019agape si inserisce in esso; altrimenti l\u2019eros decade e perde la sua stessa natura. D\u2019altra parte, l\u2019uomo non pu\u00f2 neanche vivere esclusivamente nell\u2019amore oblativo, discendente. Non pu\u00f2 sempre e soltanto donare, deve anche ricevere. Chi vuol donare amore, deve egli stesso riceverlo in dono\u201d<\/em>. (Dio \u00e8 amore, n.7)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Custodire nel cuore: \u201cl\u2019amore risana\u201d.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 8 febbraio 2009<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Per tre domeniche la liturgia propone l\u2019incontro di Ges\u00f9 con il male; attraverso il vangelo di Marco rinnova l\u2019invito a fondarci su di lui per comprendere il senso e il valore della sofferenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il testo ci mostra un miracolo poco vistoso: Marco lascia parlare i gesti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cSubito gli parlarono di lei\u201d. Quello di Ges\u00f9 \u00e8 un cuore che ascolta: la voce di Dio nella preghiera, il dolore dell\u2019uomo fermandosi con lui. Da Ges\u00f9 impariamo ad ascoltare l\u2019uomo che soffre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cSi avvicin\u00f2 \u2026 la fece alzare \u2026 prendendola per la mano\u2026\u201d. Nessuna ritrosia nessuna paura di contaminazione, nessuna distanza. La forza che passa dalla mano che afferra alla mano di chi \u00e8 debole \u00e8 forza d\u2019amore, potenza <\/span><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">di Dio capace di risanare: \u201cLa fece alzare\u201d, la riport\u00f2 alla statura eretta, alla possibilit\u00e0 di muoversi, che \u00e8 sinonimo di servire. La persona guarita comprende di dover servire i fratelli. Ges\u00f9 che \u00e8 la vita, dona la vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cAndiamocene altrove\u201d: tutto lo spazio del dolore umano \u00e8 in Ges\u00f9 e Marco lo sottolinea martellando: \u201ctutti i malati e gli indemoniati \u2026tutta la citt\u00e0 \u2026tutti ti cercano!\u201d. Guarigioni, preghiera, universalit\u00e0. Marco sembra voler dare una sintesi del vivere di Ges\u00f9 e sottolinea la presenza dei primi quattro discepoli &#8211; in particolare dei tre che saranno testimoni dei momenti pi\u00f9 importanti di Lui &#8211; perch\u00e9 la Chiesa ne custodisca la memoria ed abbia ben presente a che cosa impegna seguire Ges\u00f9, ripeterlo in s\u00e9. I discepoli dovranno sapere che, prima di annunciare la parabola del samaritano (Lc.10), Ges\u00f9 la vive.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco comincia a trasmettere che l\u2019insegnamento di Ges\u00f9 ha effetto: la sua parola guarisce l\u2019uomo, come esperienza di salvezza. Proprio oggi lo ho sperimentato: ieri avevo incontrato una persona molto angosciata per la drammaticit\u00e0 della propria situazione. Abbiamo pregato insieme, come fratelli, credendo nella promessa del Signore: \u201cQuando due o pi\u00f9 pregheranno nel mio nome \u2026\u201d (Mt.18.19-20) Questa mattina \u00e8 giunta la risposta di Dio: l\u2019errore umano in una diagnosi inesatta. Accogliendo la parola giusta su Dio, l\u2019uomo \u00e8 restituito a se stesso, alla propria vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ci si pu\u00f2 fare un\u2019immagine falsa di Dio, anche da parte dei credenti, strumentalizzandolo per la propria visione della realt\u00e0, senza comunione con lui. Quando Ges\u00f9 parla di Dio non riferisce concetti astratti, non ne parla in termini di attesa di soluzione di problemi e di difficolt\u00e0. Donando il suo \u201cessere nel Padre\u201d- Marco lo evidenzia mostrando la sua preghiera in solitudine \u2013 dona all\u2019uomo la possibilit\u00e0, in qualsiasi condizione si trovi a vivere, di essere libero dalla paura, rassicurato per il superamento dell\u2019immagine del Dio-contabile, che annota tutto nel libro del \u201cdare-avere\u201d e costringe ad un\u2019obbedienza da schiavi. Queste immagini rendono odiosa l\u2019idea di Dio, fanno pensare alla tirannide, minano la fiducia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 smentisce queste immagini con la presenza accanto a chi soffre. Non elimina la fragilit\u00e0 e la precariet\u00e0, prende la mano di chi soffre. Allo sporgersi del sofferente che grida corrisponde la sporgenza di Dio, che si rende vicino nel Figlio, fratello di ogni uomo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 non parla di Dio all\u2019uomo sofferente, ma lascia che Dio stesso si manifesti nel suo atteggiamento e guarisca il cuore e il corpo. La paura e le false immagini, infatti, sono distruttive del senso positivo della vita e della pace del cuore, che solo la presenza rassicurante pu\u00f2 ridonare, trasformando la condizione umana in condizione di fecondit\u00e0 e di dono, come \u00e8 detto della donna: \u201csi mise a servirli\u201d. Questo \u00e8 il vero significato dei gesti di guarigione nel vangelo. La presenza di Ges\u00f9 svela e restituisce l\u2019uomo all\u2019uomo, lo rende pieno e libero, come ha detto Giovanni Paolo II, capace di fecondit\u00e0 e di dono, anche quando i problemi appaiono non risolti. La sua non \u00e8 efficienza nelle cose, ma servizio alla vita, che \u00e8 dono di Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019uomo, credente e non, si riconosce nel lamento di Giobbe: \u201cSe mi corico dico: quando mi alzer\u00f2? La notte si fa lunga, e sono stanco di rigirarmi fino all\u2019alba\u201d; \u00e8 torturato dal raffronto con gli \u201cempi\u201d; come dice il Salmo 73 \u201cnon c\u2019\u00e8 sofferenza per essi, sano e pasciuto \u00e8 il loro corpo\u201d. Giobbe al termine del libro, il salmista dopo la contestazione, come per una comprensione umile che, senza una mano amica che aiuti a rimettersi in piedi, non c\u2019\u00e8 che la prostrazione, si risolvono nell\u2019affidamento: \u201cricordati\u2026\u201d. \u00c8 la parola che, sul Golgota, sar\u00e0 pronunciata da colui che muore accanto a Ges\u00f9; non otterr\u00e0 risposta che tolga la solitudine della morte, ma fiducia, e morir\u00e0 senza paura per il fatto che il Signore gli \u00e8 vicino, condividendo la stessa solitudine nel grido: \u201cDio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u201d (Mc.15,34).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cRicordati\u201d \u00e8 l\u2019espressione di tutti gli uomini e le donne che non trovano vie di uscita al dolore, invocazione di tutti gli afflitti della terra, accanto ai quali Ges\u00f9 si fa prossimo attraverso i suoi discepoli: \u201cVengono meno la mia carne e il mio cuore; ma la roccia del mio cuore \u00e8 Dio, \u00e8 Dio la mia sorte per sempre\u201d (Sal.73)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Impariamo dal Signore a scendere nell\u2019abisso dei sofferenti, dietro a Lui che \u201cdiscese agli inferi\u201d, come dice il Credo nella formula apostolica. Impariamo da Lui a sentire con il cuore il dolore della persona accanto; a condividere la sua sofferenza, vivendola insieme a lei. Questo \u00e8 il cristianesimo. Non la pretesa di consolare quello che \u00e8 inconsolabile o di spiegare l\u2019inspiegabile, ma l\u2019essere accanto, il prendere la mano, l\u2019annunciare la resurrezione anche quando non \u00e8 Pasqua, perch\u00e9, pur se non visibile con gli occhi, la Pasqua sia avvertibile con il cuore.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 5 febbraio 2012<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ancora una giornata tipo. Ges\u00f9 guarisce le malattie dell\u2019umanit\u00e0, accostandole con premura e confidenza, si fa prossimo dell\u2019uomo prostrato da ogni genere di prove e sofferenze. Lo solleva prendendolo per mano, lo rimette in piedi, lo restituisce alla vita, lo abilita al servizio. Questi primi gesti pubblici sono l\u2019annuncio, il preludio di quello che avverr\u00e0 in modo definitivo con la resurrezione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Perci\u00f2 Marco, mentre racconta un particolare, ha lo sguardo sull\u2019umanit\u00e0 intera e il desiderio di comunicare ai lettori l\u2019universalit\u00e0 del dono che \u00e8 in Ges\u00f9 e ripete il vocabolo \u201ctutti\u201d: tutti i malati, tutti gli indemoniati, tutta la citt\u00e0, fino alla constatazione stupita: \u201cTutti ti cercano!\u201d. \u00c8 la chiamata a non lasciarsi catturare da nessun confine, come il Signore stesso conferma: \u201cAndiamocene altrove, perch\u00e9 io predichi anche l\u00ec\u201d. Ges\u00f9 sa che le braccia della croce saranno grandi come il diametro della terra.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La scena della guarigione \u00e8 di grandissima semplicit\u00e0: \u201cla suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicin\u00f2 e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasci\u00f2 ed ella li serviva\u201d. Il gesto che domenica scorsa abbiamo visto operare con potenza nei confronti dell\u2019indemoniato oggi si rinnova con espressioni umilissime: avvicinarsi, prendere per mano, rimettere in piedi, riabilitare al servizio. Come per dire che i doni dell\u2019amore di Dio sono gratuiti e non finiscono nella persona che li ha ricevuti, ma domandano reciprocit\u00e0, a cominciare dallo spendersi silenzioso nella quotidianit\u00e0. La donna guarita si sente subito spinta ad entrare nella stessa logica che guida Ges\u00f9. Egli dir\u00e0 di s\u00e9: \u201cil Figlio dell\u2019uomo non \u00e8 venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita\u201d (Mc.10,45). Ges\u00f9 libera dal male perch\u00e9 l\u2019uomo sia capace di servizio in modo concreto e continuato, come dice l\u2019imperfetto: \u201cli serviva\u201d. La vita diventa servizio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ma guardiamo per un momento all\u2019immagine della casa, nella bella coincidenza tra la pagina di Marco ed il giorno dedicato alla famiglia: ospitalit\u00e0, amicizia, rapporti forti, semplicit\u00e0, calore umano\u2026<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fa pensare quel \u201csubito\u201d detto del Signore, che sembra anteporre all\u2019urgenza della predicazione l\u2019importanza di quella famiglia in cui si sta vivendo un tempo difficile &#8211; nel passo parallelo Luca parla di una \u201cgrande febbre\u201d(Lc4,38), una febbre mortale. Egli, nella propria esperienza umana, porta la memoria recente dei trent\u2019anni di Nazaret, si direbbe che ne abbia nostalgia, e la rivive entrando con discrezione e delicatezza nell\u2019intimit\u00e0 di una famiglia, compiendo dei gesti che dicono la presenza paterna di Dio in quel momento di fatica, gesti che porta in cuore dopo averli visti tante volte nella relazione di Maria e Giuseppe tra di loro e con lui bambino, adolescente e giovane nel cammino di form<\/span><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">azione che si conclude da adulto con il lasciare quella casa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ora quei gesti imparati diventano premura per la donna ammalata, lasciando che gli parlino di lei e lo inducano a ripeterli a favore di lei: \u201cSi avvicin\u00f2, la fece alzare prendendola per mano\u201d. La casa di Cafarnao con la famiglia che la abita diventa, per la presenza del Signore, la prima casa cristiana, dove i rapporti sono di tenerezza nell\u2019avvicinarsi reciprocamente e nel prendersi per mano, per sanare le solitudini e accorciare le distanze, per rimettere in piedi e riabilitare all\u2019amore, perch\u00e9 il guarito non viva nella preoccupazione di s\u00e9. In questa casa Ges\u00f9 sceglie Simone ed Andrea perch\u00e9 stiano sempre con lui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cos\u00ec il vangelo di Marco, in questa domenica, diventa il vangelo della famiglia e aiuta a riscoprirne la preziosit\u00e0 per la vita umana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi la famiglia ed ogni convivenza umana hanno bisogno della scuola di Ges\u00f9 nella casa degli uomini, come un\u2019iniezione di amore che ridoni significato alle relazioni e vigore alla responsabilit\u00e0. A Nazaret tutti siamo chiamati a guardare come a un modello, a Cafarnao come ad una possibilit\u00e0 reale perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la scuola del vangelo. Guardare e vivere non solo come insieme, ma anche nella disponibilit\u00e0 individuale, giovani e anziani, sani e ammalati, figli e genitori, persone di rilievo e non arrivati al successo sociale. Tutti giustamente valorizziamo e proponiamo i sostegni istituzionali che favoriscano la vita della famiglia, ma non possiamo non avvertire il lamento che da essa emerge, come quello di Giobbe nella liturgia di oggi, con la domanda di umanizzare i rapporti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nazaret non \u00e8 un quadretto edificante e devozionale, Cafarnao non \u00e8 un episodio che incoraggi ad amare le suocere. Tutte e due le icone sono parola di Dio per indicare ai credenti, nonostante le tante sconfitte che oggi fanno delle famiglie sempre pi\u00f9 spesso il \u201ccontenitore\u201d del dolore umano, che la scuola di Ges\u00f9, intimo della famiglia, di ognuna di esse, salva e sostiene giorno per giorno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Auguriamoci, nella preghiera, di saperci avvicinare reciprocamente nonostante le distanze, di saperci prendere per mano con tenerezza nonostante i mutismi, di saperci rimettere in piedi, \u201csubito\u201d come Marco ci ha detto, servendo per amore quanti il Signore ci ha donato.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-2-18\/b-to-5\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>V DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno B (Gb 7,1-4.6-7; Sal.146; 1Cor 9,16-19.22-23; Mc 1,29-39)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7816,"menu_order":3,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5497","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5497","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5497"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5497\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14524,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5497\/revisions\/14524"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7816"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5497"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}