{"id":5492,"date":"2016-03-17T06:29:09","date_gmt":"2016-03-17T05:29:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5492"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"b-to-3","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-2-18\/b-to-3\/","title":{"rendered":"3a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">III DOMENICA T.O.&nbsp;&#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Gio 3,1-5.10; Sal.24; 1Cor 7,29-31; Mc 1,14-20)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 26 gennaio 2003<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nella lettura tratta dal libro di Giona, con cui si apre la liturgia odierna, assistiamo ad una vicenda ricca di umanit\u00e0. Giona, che pure \u00e8 uomo di fede, avverte la chiamata, ma ha paura di dire s\u00ec. Il Signore lo chiama a predicare la conversione alla citt\u00e0 di Ninive, ma egli ha paura: perci\u00f2 fugge, passa attraverso mille traversie, finch\u00e9 il Signore gli rinnova la chiamata. Questa volta egli non si tira indietro e va. Sperimenta cos\u00ec l\u2019obbedienza generosa degli abitanti della grande citt\u00e0, cosa che non avrebbe mai immaginato: N\u00ecnive era la capitale dell\u2019Assiria, l\u2019Impero pagano che aveva distrutto Samaria e assediato Gerusalemme. Eppure \u201ci cittadini di N\u00ecnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono di sacco, dal pi\u00f9 grande al pi\u00f9 piccolo\u201d. La fede di Giona, all\u2019inizio cos\u00ec poco pronta all\u2019obbedienza, viene rinnovata dalla conversione della citt\u00e0, di cui Dio ha avuto compassione. Il racconto \u2013 che vi invito a leggere per intero in una pausa di tempo \u2013 \u00e8 ricco di spunti, spesso venati di ironia, come quando descrive anche gli animali vestiti di sacco. La potenza del nome del Signore rende possibile un rinnovamento totale, perch\u00e9 la misericordia di Dio \u00e8 infinita ed opera in quanti le si affidano.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La conversione della grande citt\u00e0 \u00e8 invito alla conversione anche per Giona, l\u2019inviato. La straordinariet\u00e0 del perdono da parte di Dio \u00e8 stata tanto abbacinante da renderlo incredulo: se Dio perdona cos\u00ec, non si fa complice del male? Anche l\u2019annunciatore \u00e8 bisognoso di conversione. Lo vedremo nel seguito del racconto: solo alla fine Giona accetta ed accoglie la misura infinita della misericordia di Dio. Domandiamo anche noi la conversione alla grandezza del cuore di Dio, domandiamo di riuscire a comprenderlo sempre meglio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Siamo introdotti cos\u00ec alla lettura del Vangelo di Marco: \u201cIl tempo \u00e8 compiuto e il Regno di Dio \u00e8 vicino; convertitevi e credete al Vangelo\u201d. La grazia \u00e8 qui, siamo chiamati ad accoglierla nel presente. In qualsiasi condizione si trovi, l\u2019uomo riceve sempre da Dio l\u2019opportunit\u00e0 per ricominciare. Apriamoci a questo grande mistero: il nostro futuro \u00e8 custodito dall\u2019infinito amore di Dio e il presente va vissuto nella certezza del suo farsi vicino ad ogni creatura. In Ges\u00f9 Dio \u00e8 con noi in ogni momento. Ad ogni uomo \u00e8 chiesto di credere al Vangelo, alla buona notizia di questa presenza. Accogliamo sempre pi\u00f9, con tutto il nostro essere la volont\u00e0 misericordiosa del Signore: non fermiamoci al semplice consenso intellettuale, ma adeguiamo tutto il nostro comportamento all\u2019annuncio di Ges\u00f9.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> I primi discepoli avvertono lo sguardo del Signore, lasciano tutto e si mettono alla sua sequela. Convertirsi e credere non riguardano l\u2019emotivit\u00e0, ma si fondano su di una motivazione profonda. Dire: \u201cVivo nel Signore\u201d non \u00e8 pura passivit\u00e0. Se rifletto sulla venuta, sull\u2019intervento del Signore nella mia vicenda personale, in quella di ciascuno di voi, mi rendo conto che non si tratta solo di assoggettamento fiducioso. Il suo intervento restituisce alla mia responsabilit\u00e0 la grandezza della mia libert\u00e0. Domenica scorsa, nel Vangelo di Giovanni, abbiamo visto due discepoli accostarsi a Ges\u00f9 ed egli li invita ad andare da lui: \u201cVenite e vedrete\u201d. Solo nel rapporto con lui possiamo scoprire il suo progetto, riuscire ad esprimerci con gratitudine e responsabilit\u00e0. Cos\u00ec oggi, nel Vangelo di Marco, ascoltiamo il suo invito: \u201cSeguitemi e vi render\u00f2 fecondi di vita, costruttori di umanit\u00e0, <em>pescatori di uomini<\/em>\u201d. L\u2019amore con cui Dio ci chiama ci trasforma, perch\u00e9 egli ci vuole suoi collaboratori nella fedelt\u00e0 e nell\u2019impegno personale.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Anche oggi, in questo momento, il Signore ci ripete: \u201cSeguimi\u201d, mentre le ragioni dell\u2019opportunit\u00e0, di una razionalit\u00e0 tutta umana, ci condizionano, ci rendono legati ad un mondo, che \u00e8 tanto lontano dal progetto di Dio. Ma Marco non concede spazio agli indugi. Dice: \u201csubito\u201d, \u201csubito, lasciate le reti, lo seguirono\u201d. Questa assenza di indugi di fronte alla chiamata del Signore, percorre tutta la Bibbia. Nel primo capitolo della Genesi leggiamo: \u201cDio disse \u201dSia la luce!\u201d e la luce fu\u201d. Subito. Nel Vangelo di Luca Maria non tergiversa con l\u2019Angelo e, dopo il suo annuncio, si dirige \u201cin fretta\u201d verso la casa di Elisabetta. Come dice S. Ambrogio: \u201cLa grazia dello Spirito Santo non permette lentezze\u201d. In Paolo leggiamo: \u201cIl tempo si \u00e8 fatto breve\u201d, \u00e8 gravido di opportunit\u00e0, che non possiamo lasciar cadere: \u201cPassa la scena di questo mondo\u201d. La realt\u00e0 in cui viviamo ci propone uno scenario falso, che ci abbaglia e ci lascia pi\u00f9 poveri, vuoti, delusi.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Le ragioni umane dell\u2019opportunit\u00e0 e della razionalit\u00e0 ci abbandonano nella nebbia, nella palude dello stordimento generale, che colpisce tanti. Ci abbandonano nell\u2019oscurit\u00e0 morale, che ottunde, abbassa la qualit\u00e0 della vita, priva di significato la tradizione, genera una societ\u00e0 snervata, disarticolata. A quanti ascoltano il Vangelo \u00e8 chiesto di seguire il Signore \u201csubito\u201d, come i primi discepoli. Paolo VI, profeticamente diceva che il mondo di oggi crede ai maestri solo se sono soprattutto testimoni.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Il credente ha la responsabilit\u00e0 di affrontare la fatica di ricercare le cause dell\u2019ottusit\u00e0 dilagante. Ma anche di indicare le certezze capaci di orientare il cammino morale dell\u2019uomo. \u00c8 una fatica che non pu\u00f2 essere organizzata dall\u2019alto, ma che deve essere assunta da ciascuno di noi giorno per giorno, incominciando dalla famiglia, nell\u2019amore scambievole e nella fiducia nel Signore che ci chiama a seguirlo. Dove stiamo andando? La drammaticit\u00e0 degli avvenimenti ci fa capire che l\u2019assurdit\u00e0 dei comportamenti non \u00e8 solo nei quartieri degradati come Scamp\u00eca, ma anche qui, accanto a noi, dove un liceale ha scelto di uccidersi.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Ascoltiamo la voce del Signore a Giona: \u201cVa\u2019 a Ninive, va\u2019 a Napoli\u201d, interessati di ogni tuo fratello, interessati di chi avverte la solitudine. Interessati dell\u2019umanit\u00e0 anche nei suoi aspetti pi\u00f9 laici, economici, culturali, politici. Ascoltiamo con amore e sollecitudine la Parole di Ges\u00f9: \u201cSeguitemi e vi far\u00f2 pescatori di uomini\u201d!<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 22 gennaio 2006<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi la liturgia riprende la lettura del Vangelo di Marco, che ci accompagner\u00e0 fino alla Quaresima e poi dopo Pentecoste.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Le parole che leggiamo ci mostrano l\u2019inizio della predicazione di Ges\u00f9:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em><strong>\u201cVenne in Galilea annunciando il vangelo di Dio e dicendo: il tempo \u00e8 compiuto e si \u00e8 avvicinato il regno di Dio. &#8216;Convertitevi e credete al vangelo&#8217;\u201d<\/strong><\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Mi soffermer\u00f2 su tre parole.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Innanzitutto il <strong>tempo<\/strong>, mistero in cui l\u2019uomo si dibatte da sempre, senza riuscire a dargli una definizione, a volte lungo, a volte atrocemente breve, tempo che ci aspetta, tempo che ci divora. In Marco il tempo \u00e8 il compimento del regno di Dio, il luogo teologico in cui il regno si compie, come la conversione \u00e8 il luogo, il compimento della fede. L\u2019inizio della missione di Ges\u00f9 coincide con il compimento della vita di Giovanni Battista, precursore del Signore, non solo nella nascita e nella predicazione, ma anche nel suo essere consegnato, come il Signore lo sar\u00e0. \u00c8 un compimento che diventa un inizio: Marco dice che Dio ci \u00e8 vicino nella persona di Ges\u00f9 per conseguenza del compimento del tempo di Giovanni.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Comprendiamo cos\u00ec che il senso del tempo vissuto nella fede non \u00e8 solo cronologico, ma \u00e8 mistero di grazia. Quando siamo in sintonia con il pensiero di Dio nella vicenda della vita, allora la vita \u00e8 \u201ccompiuta\u201d, il tempo \u00e8 pieno, anzi si direbbe che \u00e8 terminato perch\u00e9 Dio \u00e8 presente, il regno non \u00e8 solo vicino, ma reale. E dove Dio \u00e8 presente, il tempo \u00e8 finito. Tutto \u00e8 presente pieno: non c\u2019\u00e8 nulla da attendere. Non si tratta di una teoria: vi sono momenti, che tutti forse abbiamo sperimentato, in cui la nostra sintonia con il pensiero di Dio su di noi \u00e8 cos\u00ec intensa da voler fermare il tempo, da sentirci in paradiso. \u00c8 l\u2019attualit\u00e0, l\u2019aggiornamento nel senso pi\u00f9 vero della parola, anche se nella dimensione della crescita, senza pretesa alcuna di definitivit\u00e0. I discepoli di Ges\u00f9 non dovranno porre sullo stesso piano la Chiesa sulla terra e il regno, il presente e il futuro, la storia e il compimento. Devono sapere che, ricevendo in dono la vita, i giorni, la capacit\u00e0, le possibilit\u00e0, ricevono qualcosa che prepara il compimento, l\u2019inizio di qualcosa di nuovo. Ges\u00f9 che \u00e8 venuto, viene e verr\u00e0, passa attraverso il nostro tempo. I discepoli dovranno aver presente la paura e la resistenza di Giona come rischio sempre in agguato e sempre rivelatore della necessit\u00e0 di crescere. Il tempo \u00e8 insieme luogo di grazia e di responsabilit\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Poi: <strong>convertirsi<\/strong>. La prima parola di Ges\u00f9 in Marco \u00e8 perci\u00f2 sul compimento del regno di Dio, che si attua nel convertirsi, nel credere al Vangelo. Il verbo \u201cmetanoein\u201d per i greci era equivalente di cambiare idea, ma nella Bibbia ha un valore pi\u00f9 forte. Significa cambiamento della vita, che include il pensiero e le scelte pratiche. \u00c8 coinvolta la vita privata e quella pubblica, quella etica e quella politica. Con la \u201cmetanoia\u201d tutto nel credente si mette nella direzione di Dio. Nessuna realt\u00e0 creata pu\u00f2 essere assoluta per il credente. Solo Dio si pu\u00f2 adorare, non il fidanzato, non il figlio, malgrado l\u2019immensa tenerezza di una mamma. Perci\u00f2 non c\u2019\u00e8 verit\u00e0 n\u00e9 possibilit\u00e0 di conversione se non c\u2019\u00e8 la fede. Si tratta della fede-fiducia, della fede-gioia-di-appartenenza, che nasce dal rapporto personale con Ges\u00f9.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Da questo rapporto ha origine per il discepolo la possibilit\u00e0 di \u201cgiustificare\u201d il Vangelo, testimoniando la verit\u00e0 profonda di quello che vi viene annunciato ed esigito, facendo risultare plausibile la luce che la pervade, che \u00e8 la verit\u00e0 dell\u2019uomo e il suo compimento. Essere <strong>\u201csempre pronti a rendere ragione della speranza\u201d<\/strong>, dice Pietro nella sua prima lettera (1Pt,3,15). Ho cercato una frase di un autore a noi vicino per esprimere tutto questo: <em>\u201cEssere testimoni significa farsi mistero; vivere in modo tale che la propria vita sia inspiegabile senza Dio\u201d<\/em> Scrive Emmanuel Mounier, pensatore francese del \u2018900 esponente del \u201cpersonalismo\u201d. Giustificare il vangelo significa essere persone che lo comunicano con umilt\u00e0 e sincerit\u00e0, dicendo: \u201cIl vangelo \u00e8 qui.\u201d Sar\u00e0 proprio Marco a raccontare che Ges\u00f9 <strong><em>\u201cIstitu\u00ec i dodici affinch\u00e9 fossero con lui e per inviarli a predicare\u201d<\/em><\/strong> (Mc.3,14)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Dovremmo imparare, leggendo Marco, che egli propone questa \u201cgiustificazione\u201d del Vangelo ai discepoli, mettendoli davanti all\u2019accettazione o al rifiuto.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La terza parola \u00e8 <strong>chiamata<\/strong>. Bisogna guardare con attenzione alla chiamata dei primi quattro. La scena \u00e8 dominata da Ges\u00f9 che passa, vede, parla, chiama, con tono carico di autorevolezza, quasi perentorio. L\u2019invito \u00e8 come un imperativo: <strong><em>\u201cSeguitemi!\u201d<\/em><\/strong>. I chiamati diventano soggetti solo rispondendo alla chiamata. E questa li raggiunge mentre vivono la vita ordinaria, in due, insieme, senza separazioni elitarie, senza privilegi di categorie. Colui che chiama \u00e8 il Signore e domanda la disponibilit\u00e0 ad un cambiamento vero di vita, evidenziandolo nel segno del cambiamento di professione. Come finora avevano speso la vita per prendere pesci, ora dovranno darla per prendere uomini, che \u00e8 la missione di Ges\u00f9. Per i due discepoli seguire significa unione personale con Ges\u00f9, partecipazione alla sua vita, perci\u00f2 non solo apprendimento della sua dottrina, alla stregua dei discepoli degli scribi e maestri della legge, per mettersi poi \u201cin proprio\u201d una volta appresa. I discepoli di Ges\u00f9 vengono chiamati alla comunione di vita e alla condivisione della missione. \u00c8 una realt\u00e0 cos\u00ec netta e radicale da comportare la separazione dalla famiglia, dal padre. Questo linguaggio quasi violento sta ad indicare sia l\u2019autorit\u00e0 carismatica di Ges\u00f9, sia la seriet\u00e0 della chiamata all\u2019annuncio del vangelo che non pu\u00f2 essere considerata in modo dilettantistico.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Nella riflessione personale, nel corso della celebrazione eucaristica, prendiamo coscienza che la vocazione ad essere discepoli di Ges\u00f9 \u00e8 una chiamata di Dio, \u00e8 uno sguardo di amore di Dio, che ha inizio \u2013 per noi \u2013 a un dato momento della vita, quando ce ne accorgiamo, ma che egli ha sempre avuto, prima ancora che nascessimo; anzi ci ha fatto nascere proprio per questo, per la vocazione, per il disegno che dobbiamo realizzare sulla terra, per il nostro \u201ccompimento\u201d. La vocazione \u00e8 qualcosa di grandioso, perch\u00e9 \u00e8 seminata in modo personale nell\u2019intimo di ciascuno, fa parte della nostra individualit\u00e0 naturale e soprannaturale, riguarda il nostro essere nella famiglia, nella comunit\u00e0, nella politica, nel lavoro, con i nostri colleghi di ufficio. Aprendo la finestra al mattino e guardando nella strada la citt\u00e0, dobbiamo dirci: \u201cQuesta realt\u00e0 mi appartiene, perch\u00e9 Dio me la ha data!\u201d. \u00c8 il motivo profondo della nostra vita, in cui ogni cosa prende senso.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 25 gennaio 2009<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il termine greco chair\u00f2s \u2013 presente quasi unicamente negli scritti del Nuovo Testamento &#8211; indica il tempo non come concetto astratto, che lo fa sentire indefinibile, ma in senso concreto di momento prezioso in cui il progetto diventa realt\u00e0, il pensiero si fa opera, la parola si mostra credibile nella visibilit\u00e0. Quando questo avviene, il tempo \u00e8 compiuto, pieno. Pensiamo all\u2019esperienza di chi diventa padre. Appena il bambino esce dal corpo della mamma ed emette il primo vagito, viene affidato al pap\u00e0, muto di stupore: allora egli avverte l\u2019esperienza del tempo pieno. L\u2019incarnazione \u00e8 il tempo di Dio compiuto. Davanti alla scena della nativit\u00e0 un contemplativo come Bernardo da Chiaravalle dir\u00e0: \u201cil pensiero di pace si \u00e8 fatto opera di pace!\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> In questa concretezza, all\u2019uomo \u00e8 data la possibilit\u00e0 di vivere in pienezza per la sintonia con il pensiero eterno del Creatore, e la sua pi\u00f9 intima aspirazione \u00e8 il raggiungimento di essa, come in un binomio armonioso tra sintonia e sincronia, per l\u2019incontro tra parola eterna e tempo fugace. \u00c8 l\u2019espressione che la fede cristiana pone sulle labbra di Maria: \u201cAvvenga di me quello che hai detto!\u201d (Lc.1,38).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Ges\u00f9 inizia l\u2019annuncio del Vangelo invitando ad aprire gli occhi sulla verit\u00e0 che precede chi la ascolta, di cui egli \u00e8 il rivelatore. Tempo pienamente realizzato sar\u00e0 la docilit\u00e0 della mente e del cuore per entrare in essa, con decisione di modificare quanto la contraddica: la conversione \u00e8 l\u2019adeguamento della coscienza a questa verit\u00e0. L\u2019esperienza che sovente lo Spirito dona al credente testimonia che, quanto pi\u00f9 ci si lascia permeare dalla verit\u00e0 di Dio, pi\u00f9 si avverte l\u2019autenticit\u00e0 dell\u2019esistenza, nella gioia del cuore e nella fiducia, nella capacit\u00e0 di scoprire sempre nuove realt\u00e0. La fede non \u00e8 una sicurezza teorica, ma la certezza di una persona, di Ges\u00f9 che \u00e8 il Vangelo stesso. Seguendolo, lo si segue sempre pi\u00f9 radicalmente, fino all\u2019amicizia che coinvolge la mente e il cuore, nonostante le contraddizioni intime e le incomprensioni esteriori. Dir\u00e0 s.Agostino: \u201cSignore, fa che cercandoti ti trovi; e, trovatoti, ti cerchi ancora\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La fede, in definitiva, \u00e8 questa relazione intima di amicizia, amore, che \u2013 come abbiamo letto domenica scorsa nel vangelo di Giovanni &#8211; \u201cfissa lo sguardo su Ges\u00f9\u201d che passa, vede, chiama, progetta, scorge in ciascuno una possibilit\u00e0 positiva di collaborazione per quello che ha dentro e viene a svelare: \u201cVi far\u00f2 pescatori di uomini\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u00c8 una frase strana questa, soprattutto per gente che ha appena lasciato la propria barca, che sa il proprio mestiere, vissuto nella fatica di ogni notte. Strana anche per noi, che abbiamo orecchie sospettose come se nascondesse subdolamente l\u2019intenzione di privarci della libert\u00e0. Ma Ges\u00f9 intende proporre la collaborazione al sogno paterno di Dio sull\u2019umanit\u00e0 come famiglia unita e trasformare quanti saranno disponibili in cercatori di uomini, capaci di entrare nel loro intimo perch\u00e9 vengano fuori dall\u2019oscurit\u00e0 che li sommerge, di indicare loro la scintilla di bene dentro di essi, resa invisibile dalle tante ceneri che si depositano con le vicende umane dell\u2019esistenza. Ges\u00f9 incontra cos\u00ec l\u2019umanit\u00e0: ce lo mostrano gli episodi di Zaccheo, dell\u2019adultera, della samaritana\u2026.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u00c8 l\u2019inizio di una rivelazione che dovr\u00e0 cambiare ogni prospettiva di adesione alla fede finalizzata al principio di benessere spirituale individuale o di gruppo, anche se di natura religiosa, per entrare in quella universalistica del bene supremo degli uomini che \u00e8 la loro piena unit\u00e0, perch\u00e9 si realizzi il giorno ultimo, la pienezza della vita.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Marco indicher\u00e0 bene che cosa intende con il suo: \u201cVi far\u00f2 pescatori di uomini\u201d, quando presenter\u00e0 l\u2019incontro di Ges\u00f9 con l\u2019umanit\u00e0 con l\u2019enfasi, la sottolineatura della parola \u201ctutto\u201d, \u201ctutti\u201d. Cos\u00ec, pochi versetti dopo quelli di oggi, quando Ges\u00f9 sar\u00e0 in casa di Pietro \u2013 di cui ha appena guarito la suocera-, dir\u00e0: \u201cTutta la citt\u00e0 era riunita davanti alla porta\u201d (Mc.1,33) e riferir\u00e0 lo stupore dei discepoli: \u201cTutti ti cercano\u201d (Mc.1,37). Tutti non indica una quantit\u00e0, ma la tensione verso un\u2019unit\u00e0 che non esclude nessuno.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Dunque \u201cpescatori di uomini\u201d \u00e8 rivelazione della chiamata all\u2019unit\u00e0, come sintesi del vangelo, espressione che dice famiglia capace di coinvolgere ogni uomo, commensalit\u00e0 da cui nessuno \u00e8 escluso, fraternit\u00e0 senza disuguaglianze nell\u2019unica dignit\u00e0 dei figli di Dio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Questa Eucaristia ci vede insieme al termine della settimana di preghiera per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani, nella ricorrenza liturgica della conversione di Paolo, il quale ci dice con la concisione di chi sperimenta in se stesso che cosa \u00e8 veramente importante nel \u201ctempo che si fa breve\u201d, l\u2019universalismo di Ges\u00f9.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Ha ricordato Benedetto XVI:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em>\u201cLa piena unit\u00e0 \u00e8 connessa alla vita e alla missione stessa della Chiesa nel mondo\u2026<br \/>\n\u00c8 questa la nostra responsabilit\u00e0: che sia visibile nel mondo il dono di una unit\u00e0 in virt\u00f9 della quale si rende visibile la nostra fede.\u201d<\/em> (mercoled\u00ec 21 gennaio 2009)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Consegno alla vostra meditazione una frase di s. Caterina da Siena, scritta in un tempo molto difficile per la Chiesa, mentre il papa sembrava non volersi impegnare per risollevarla:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em>\u201cIo vedevo entrare nel costato di Cristo<\/em> <em>il popolo cristiano e lo infedele, ed io passavo per lo mezzo di loro, e Cristo mi dava la croce in collo e l\u2019ulivo in mano e mi diceva che li portassi all\u2019un popolo e all\u2019altro\u201d<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> (Lettera 219 a fra Raimondo)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u00c8 un invito ad essere operatori di unit\u00e0 nella pace.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 22 gennaio 2012<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Giona appartiene al popolo credente di Israele, ma ha difficolt\u00e0 a dire il proprio consenso a quello che il Signore gli domanda, non comprende l\u2019amore di Lui per il popolo assiro che tanto male aveva fatto ad Israele; perci\u00f2 resiste all\u2019invito di predicare l\u2019urgenza della conversione alla citt\u00e0 di Ninive, la grande capitale assira. Il Signore lo mette alle strette, con interventi prodigiosi (il naufragio che lo fa desistere dalla fuga, la bocca del cetaceo che lo sottrae all\u2019annegamento) in modo che egli entri nella certezza che Dio \u00e8 diverso da come veniva immaginato: la sua misericordia non \u00e8 riservata ad un gruppo umano elitario, ma \u00e8 proposta a quanti sono disponibili ad abbandonare la \u201ccondotta malvagia\u201d e a decidersi sinceramente per una vita orientata verso il bene comune, l\u2019armonia dei rapporti, la concordia tra i popoli. Questo il contenuto della profezia che viene domandato a Giona di proclamare a favore di Israele e di tutti gli uomini religiosi che tendono a chiudersi in ghetti privilegiati. \u201cIo \u2013 Dio gli domanda di esserne convinto e proclamare &#8211; non dovrei avere piet\u00e0 di Ninive, quella grande citt\u00e0 nella quale vi sono pi\u00f9 di centoventimila persone che non sanno distinguere tra la mano destra e la sinistra?\u201d (4,11).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> L\u2019esperienza di Giona aiuta alla comprensione del brano di Marco che \u00e8 come un\u2019introduzione al ministero pubblico di Ges\u00f9, con le prime parole di Lui nel suo racconto. Del Signore viene detto \u201cand\u00f2 nella Galilea\u201d. \u00c8 ancora il movimento dell\u2019incarnazione, Dio che nel Figlio si fa prossimo, vicino alla gente con l\u2019intenzione precisa di cominciare da questa zona poco stimata dagli ebrei \u201cper bene\u201d a motivo della vicinanza dei popoli confinanti. Questa zona veniva definita \u201cGalilea delle genti\u201d, in senso dispregiativo perch\u00e9 a rischio che la purezza della fede venisse contaminata e si cadesse nell\u2019ambiguit\u00e0 di matrimoni di uomini ebrei con donne pagane e viceversa.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Proprio a questa umanit\u00e0 incerta sulla propria identit\u00e0 etnica e religiosa, esposta al contagio dell\u2019idolatria, Ges\u00f9 si rivolge cominciando con l\u2019affermazione del \u201ctempo\u201d che si \u00e8 \u201ccompiuto\u201d, perch\u00e9 Giovanni Battista ha terminato il suo compito con l\u2019arresto cui segue la decapitazione e colui che egli aveva annunciato \u201c\u00e8 vicino\u201d, tanto vicino che non resta alcun tempo di attesa. \u201cVicino\u201d significa \u201c\u00e8 qui\u201d, \u201ceccolo accanto a te\u201d, come appare nelle parole alla donna di Samaria: \u201cSono io che parlo con te\u201d (Gv.4,26). La proposta \u00e8 di accoglierlo subito, in qualsiasi situazione personale ci si trovi. Il regno di Dio vicino \u00e8 Ges\u00f9 stesso. In Lui si attua il Regno di Dio. Perci\u00f2 conoscere e custodire le sue parole \u00e8 il nocciolo dell\u2019adesione concreta dei discepoli, ad iniziare dai primi quattro, ai quali viene detto prima di qualsiasi impegno operativo: \u201cVenite dietro di me\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> I cristiani non sono innanzitutto seguaci di una dottrina, ma discepoli che \u201cvanno dietro\u201d alla persona storica che si chiama Ges\u00f9 di Nazaret. Il loro dover essere sar\u00e0 questo camminare dietro al Signore, mettendo i piedi dentro \u201cle orme di Lui\u201d come dir\u00e0 san Pietro (1Pt,2,21), vivendone la Parola con la personalit\u00e0 che Dio ha dato a ciascuno, con tutta la ricchezza che caratterizza e rende \u201cunico\u201d ogni uomo, ogni figlio di Dio, chiamato a donare la propria vita.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Questi primi discepoli vengono scelti a coppie, due a due, e cos\u00ec verranno inviati a testimoniare, perch\u00e9 sia chiaro a loro e a quanti si accosteranno nel dialogo che il Regno si diffonde e si attua portandolo in s\u00e9, come un DNA personalissimo, e donandolo nel rapporto fraterno in cui il dono di s\u00e9 e l\u2019accoglienza del dono dell\u2019altro dicano la natura trinitaria, a modo di famiglia, della fede.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> L\u2019andare dietro a Ges\u00f9, allora, nella fede cristiana, non generer\u00e0 una spiritualit\u00e0 intimistica e individuale, ma comunitaria e costantemente dilatata nei fratelli, puntando alla realizzazione di un \u201cpopolo radunato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo\u201d, secondo l\u2019espressione antica di san Cipriano, rilanciata dal Concilio Vaticano II.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Perci\u00f2 la conversione che Ges\u00f9 annuncia e domanda non consiste prima di tutto nello sforzo umano, ma nel cambiamento che il Vangelo stesso, la Persona di Ges\u00f9 vicino, opera in chi la accoglie senza resistenze, anche se nella debolezza. Il Vangelo non lascia come prima, ma genera una vita modificata dal camminare continuo dei discepoli dietro al Maestro. Il breve brano della seconda lettura liturgica \u00e8 un esempio di questa modificazione intima e contagiosa del discepolo di Ges\u00f9, che si trova a ricomporre l\u2019armonia dell\u2019esistenza nell\u2019accoglienza e nel dialogo, a considerare la realt\u00e0 che gli compete sapendo che \u201cil tempo si \u00e8 fatto breve e passa la figura di questo mondo\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Nasce l\u2019esigenza, nella liturgia di questa domenica, di domandarsi quali sono gli orientamenti forti del cammino di ciascuno di noi, quale il rapporto concreto fra fede e vita vissuta.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/per-annum-2-18\/b-to-3\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>III DOMENICA T.O.&nbsp;&#8211; Anno B (Gio 3,1-5.10; Sal.24; 1Cor 7,29-31; Mc 1,14-20)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7816,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5492","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5492","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5492"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5492\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14470,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5492\/revisions\/14470"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7816"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}