{"id":5466,"date":"2016-03-14T06:10:09","date_gmt":"2016-03-14T05:10:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5466"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"omelie-anno-b-pasqua-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/pasqua\/omelie-anno-b-pasqua-2\/","title":{"rendered":"2a Pasqua"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">II DOMENICA DI PASQUA\u00a0&#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(At 4,32-35; Sal.117; 1Gv 5,1-6; Gv 20,19-31)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 27 aprile 2003<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">In questa seconda domenica di Pasqua la liturgia ci invita a domandarci che significa per la Chiesa vivere con il Risorto, custodire la gioia della sua presenza e trasmettere ai fratelli questa gioia e questo dono. Ci propone una riflessione quasi contemplativa della realt\u00e0 del Risorto nella Chiesa, realt\u00e0 che \u00e8 capace di mettere insieme le esperienze pi\u00f9 diverse, la risultante di tante storie diverse.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Giovanni, nel suo Vangelo, nel riportare le parole con cui Caifa esortava il sinedrio a far morire Ges\u00f9: &#8220;\u00c8 meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera&#8221;, cos\u00ec commenta. &#8220;Questo per\u00f2 non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizz\u00f2 che Ges\u00f9 doveva morire per la nazione e non per la nazione soltanto, ma anche <em>per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi<\/em>&#8221; (Gv.11,50-52). Dopo la notte della paura, in cui i discepoli erano fuggiti smarriti per la cattura del Maestro, il Signore Risorto, presentandosi vivo tra loro, trasmette a tutti la sua novit\u00e0 di vita. Erano cos\u00ec diversi per sensibilit\u00e0, per cultura, per psicologia, ma tutti egli rinnova all&#8217;interno della irripetibile diversit\u00e0 del proprio cammino, della propria personalit\u00e0. \u00c8 necessario un tempo prolungato per meditare sulla diversit\u00e0 dei personaggi che nel Cenacolo ricevono il dono del Risorto. Maria di Magdala, con la sua ricchezza di affettivit\u00e0, di emotivit\u00e0; i due di Emmaus, con il loro pessimismo di fronte al futuro; Pietro, col ricordo angoscioso del suo rinnegamento; Tommaso, incapace di fidarsi dei fratelli, in cos\u00ec profondo contrasto con Giovanni, che invece \u00e8 pieno di fiducia, nella certezza dell&#8217;amore del Signore. Tutto questo caleidoscopio di figure \u00e8 unificato dalla presenza del Risorto, dalla fedelt\u00e0 del suo amore. Egli ritorner\u00e0 nel Cenacolo otto giorni dopo, ogni settimana. L&#8217;Eucarestia domenicale non \u00e8 un capriccio della gerarchia ecclesiastica, \u00e8 un dono del Risorto, la continuit\u00e0 della sua presenza fedele e gratuita tra noi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questa presenza costante del Risorto non dipende dalla profondit\u00e0 della fede dei discepoli. Ges\u00f9 Risorto ha lui l&#8217;iniziativa dell&#8217;amore, si avvicina alle differenze di ciascuno di noi con la premura di chi conosce ogni storia e non rifiuta nei discepoli la loro povert\u00e0, la riluttanza ad accettare la necessit\u00e0 della croce. Nel rendersi presente egli \u00e8 la pace. Fermandosi in mezzo a loro dice: &#8220;Pace a voi!&#8221;, non &#8220;La pace sia con voi&#8221;. Non \u00e8 un augurio al futuro, non \u00e8 un desiderio. La pace c&#8217;\u00e8 perch\u00e9 il Signore \u00e8 presente ed egli \u00e8 la pace. Le situazioni non si modificano, ma la pace nasce dal nostro guardare le sue ferite: esse ci dicono che l&#8217;amore divino non si nega a nessuno, neanche a chi lo ferisce. Guardando il suo cuore trafitto non possiamo non sentirci amati da un amore senza limiti, che si lascia trapassare dalla mancanza di amore di tutti noi, senza rifiutare nessuno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Contemplare cos\u00ec il Crocefisso Risorto ci fa sperimentare la gioia, caratteristica della prima comunit\u00e0 dei discepoli, la beatitudine della fede di quanti credono senza aver visto. La gioia dell&#8217;amore riconosciuto ed accolto, la gioia dell&#8217;appartenenza a Ges\u00f9, che ha fatto esclamare a Tommaso: &#8220;Mio Signore e mio Dio!&#8221;. Si tratta di un &#8220;mio&#8221;, che non sta ad indicare il possesso, ma l&#8217;appartenenza, l&#8217;appartenenza al Signore Risorto. Come ciascuno dei discepoli viva questa appartenenza secondo la diversit\u00e0 del proprio temperamento, il Vangelo ce lo dice indicando la diversit\u00e0 delle reazioni: Maria stringe i piedi di Ges\u00f9, Pietro, quando lo incontrer\u00e0 sulle rive del lago, gli dir\u00e0 per tre volte: &#8220;Signore, tu lo sai che ti voglio bene!&#8221;, cos\u00ec come Giovanni ha poggiato il capo sul suo petto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La Chiesa nel tempo \u00e8 il mistero di questa umanit\u00e0, fatta di caratteristiche apparentemente contraddittorie. Stamattina il Papa ha proclamato Beati personaggi fra loro diversissimi: una suora, Maria Cristina Brando, che ha dedicato tutta la sua vita alla cura dei malati, don Giacomo Alberione, fondatore dei Paolini, religiosi impegnati nel mondo dei mass media e fra Marco D&#8217;Aviano, frate cappuccino, che, nel 1683, durante l&#8217;assedio a Vienna da parte dei turchi, esort\u00f2 gli austriaci alla lotta. Le diversit\u00e0 possono sembrare contraddizioni, ma Ges\u00f9 le mette insieme e fonda nell&#8217;amore la famiglia umana, realizzando la pace. Le differenze si compongono nella ricerca della relazione tra gli uomini: noi apparteniamo ad un Dio vivente, capace di mettere insieme i viventi, perch\u00e9 la sua vita \u00e8 la vita dell&#8217;amore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il Vangelo ci mostra il Risorto che nel Cenacolo trasmette ai discepoli lo Spirito della Nuova Creazione. \u00c8 lo stesso Spirito che, nella prima pagina della Scrittura, abbiamo visto alitare sulle acque, quello che il Signore alit\u00f2 su Adamo. Lo Spirito che il Risorto ci trasmette d\u00e0 la possibilit\u00e0 di relazioni nuove, da vivere nella semplicit\u00e0. Siamo figli amati da Dio e dobbiamo amare tutti i figli di Dio cos\u00ec come ci dice Giovanni nella seconda lettura: &#8220;Chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui \u00e8 stato generato&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Non si tratta di ideologia astratta, di una fraternit\u00e0 fatta di parole, di proclami politici. Chi crede nel Risorto presente tra noi, \u00e8 immesso nella concretezza della storia a sporcarsi le mani con i poveri. Nella prima comunit\u00e0 cristiana, nessuno era bisognoso, perch\u00e9 i beni erano messi in comune. Cos\u00ec oggi abbiamo ascoltato nella lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli. La presenza dei poveri nella societ\u00e0, nel mondo \u00e8 offesa della fraternit\u00e0 universale ed \u00e8 quindi offesa del Risorto: deve essere perci\u00f2 intollerabile per il credente. Si tratta di un&#8217;esigenza che oggi il Risorto ci continua a trasmettere, cui oggi dobbiamo rispondere. I fiori in questa chiesa ci ricordano la festa di ieri. Due giovani di questa parrocchia, ancora non inseriti completamente nell&#8217;attivit\u00e0 lavorativa, hanno avuto il coraggio di chiedere a parenti ed amici di sposarsi con i poveri, davanti ai poveri, non senza i poveri. Hanno chiesto di non avere regali per loro, ma per una comunit\u00e0 del Terzo Mondo. Portare pace e riconciliazione nella Chiesa vuol dire condivisione dei beni nella vita. &#8220;Beati gli operatori di pace, perch\u00e9 saranno chiamati figli di Dio&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ascoltiamo le parole di Dietrich Bonhoeffer. Che Dio faccia di noi uomini della sua incomparabile pace, uomini che riposano in lui, anche nel trambusto della vita. Che qualcosa della pienezza della pace, che \u00e8 in noi irradi in chi non la ha. Diveniamo tutti portatori della pace che viene da Dio, donandola l&#8217;uno all&#8217;altro, lo sposo alla sposa, i genitori ai figli, il maestro ai discepoli \u2026<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 23 aprile 2006<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il capitolo 20 del Vangelo di Giovanni \u00e8 particolarmente emozionante almeno per due motivi: innanzitutto c\u2019\u00e8 la premura del Risorto di \u201cmostrarsi vivo\u201d al gruppo dei discepoli perch\u00e9 possano custodire la certezza del suo essere restato e testimoniarlo all\u2019umanit\u00e0; e c\u2019\u00e8 contemporaneamente, come una cornice, la vicenda personale di una donna, Maria di Magdala, e di un uomo, Tommaso, vicenda di difficolt\u00e0, che \u00e8 a conoscenza del Signore ed \u00e8 oggetto della sua premura affettuosa in un farsi vicino personale. Ci affascina che Ges\u00f9 rimanga vivo nella sua Chiesa e ci commuove che non si scandalizzi delle nostre difficolt\u00e0 e non ci respinga quando siamo bloccati dal dolore come Maria o chiusi per la difficolt\u00e0 di raggiungere la certezza, come Tommaso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Tutti, pi\u00f9 o meno frequentemente, siamo identificati in questa vicenda.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Come possiamo conoscere Ges\u00f9 in modo da essere certi di Lui?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">A questa domanda siamo portati a dare risposte secondo razionalit\u00e0, secondo metodi scientifici. Forse la nostra \u00e8 una delle epoche che pi\u00f9 ha visto crescere l\u2019interesse per la figura di Ges\u00f9 Cristo. Ma questi tentativi sovente rivelano un\u2019incapacit\u00e0 di renderlo presente e vicino, lasciando un senso di amarezza, come se appartenesse solo al passato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Noi sappiamo che ci viene dato di conoscere veramente una persona quando raggiungiamo con essa una comunione di vita, una simpatia (nel senso pi\u00f9 letterale), quando la persona ci interessa seriamente e cerchiamo di penetrarla per leggerla dentro, che \u00e8 proprio l\u2019intelligenza della sua realt\u00e0:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <strong><em>\u201cstendi la tua mano e mettila nel mio costato\u201d.<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8 cos\u00ec, dunque, e non solo con l\u2019abitudine o con la devozione, che dobbiamo accostarci alla conoscenza di Ges\u00f9, guardandolo dentro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Se lo facciamo, ci rendiamo conto che la sua identit\u00e0 si rivela nella sua relazione con Dio, cos\u00ec costante da permettergli di chiamarlo <strong><em>\u201cPadre\u201d<\/em><\/strong> con certezza. Allora la conoscenza di Ges\u00f9 \u00e8 possibile solo se si entra in questa relazione, condividendola; di fatti lui aveva detto:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <strong><em>\u201cNessuno pu\u00f2 venire a me se non lo attira il Padre mio\u201d<\/em><\/strong> (Gv.6,46)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Comprendiamo che per riconoscere Ges\u00f9 non basta fermarsi al pensare, allo studiare, al discutere. Occorre entrare nella sua relazione con Dio, con fiducia e amore. Uno che coltiva l\u2019interiorit\u00e0 della mente e del cuore comincia ad essere uno che vede e perci\u00f2 ama. E pi\u00f9 ama, pi\u00f9 vede.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Al punto di far dire ad un teologo dell\u2019XI secolo a Parigi, Canonico Regolare, Ziccardo di San Vittore, che <em>\u201cl\u2019amore \u00e8 occhio\u201d<\/em>: \u00e8 un\u2019esperienza verificabile anche in una relazione umana. L\u2019amore \u00e8 occhio! Chi ama capisce la persona amata dal di dentro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Perci\u00f2 nella spiritualit\u00e0 i mistici arrivano all\u2019inconoscibile prima degli accademici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">E amando, si assume come proprio il mondo interiore di chi si ama, quello che gli sta a cuore. Perci\u00f2 non solo Cristo, ma i suoi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Pu\u00f2 stupire, qualche volta pu\u00f2 anche infastidire la sensibilit\u00e0 individualistica, ma l\u2019esperienza di Tommaso sta qui a dirci quanto il conoscere Ges\u00f9 sia legato al fiducioso lasciarsi sostenere dalla fede dei fratelli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nessuno pu\u00f2 costruire con le proprie forze il ponte sull\u2019infinito. Nessuna voce umana \u00e8 sicura al punto di poter chiamare Dio da sola. Nessuno pu\u00f2 dire da solo chi \u00e8 Dio e che cosa significa credere in Lui, come comportarsi con Lui in maniera adeguata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Appena si tenta di farlo si diventa saccenti, e in chi cerca \u00e8 come se la certezza di Lui si perdesse di nuovo nell\u2019oceano dell\u2019inconoscibilit\u00e0. Forse qui nasce in tutti il pericolo dell\u2019avvilimento e l\u2019arroccamento nelle proprie attese di appagamento razionale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ma c\u2019\u00e8 anche la beatitudine dell\u2019approdo, nell\u2019accoglienza della richiesta di affidamento. Per Tommaso e per noi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Conoscere Ges\u00f9 significa condividere il suo consapevole inserimento nell\u2019opera che Dio ha iniziata con Israele e lui compie con la Chiesa. Perch\u00e9 figlio di Israele, Ges\u00f9 aiuta a capire la necessit\u00e0 del superamento della legge per fare spazio alla libert\u00e0 dello Spirito, che ogni uomo potr\u00e0 sperimentare in cuore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019errore di Tommaso, la riluttanza ad entrare veramente nel noi della comunit\u00e0, pu\u00f2 essere il nostro errore quando, per esempio, ci allontaniamo dalla Chiesa perch\u00e9 sembra non in grado di darci la bellezza e la santit\u00e0 di Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Conoscere Ges\u00f9 per riconoscerlo presente nei momenti sereni o drammatici dell\u2019esistenza significa fare spazio alla sua infinita compassione per le tante piaghe dell\u2019umanit\u00e0, e diventare testimoni come egli steso domanda ai discepoli, quale impegno primario,<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8 la luce che ci viene donata in questa domenica pasquale.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 19 aprile 2009<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong>\u201cMio Signore e mio Dio!\u201d<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019espressione convinta e commossa di Tommaso sospinge la meditazione prolungata della liturgia. Nel XIII secolo, il grande teologo francescano Bonaventura diceva che ogni credente deve sostare nella trafittura del fianco del Signore per evitare che quello che \u00e8 avvenuto in Ges\u00f9 resti all\u2019esterno, su di un piano e in un orizzonte diversi da quelli della vita reale, oggetto di cultura, di studio, o anche di attivit\u00e0 nella Chiesa, ma non fonte in cui maturino le decisioni e le scelte della vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La liturgia ci aiuta a divenire consapevoli che i \u201cmisteri\u201d del Signore, della sua vita, non sono raggiungibili se \u2013 per grazia &#8211; Egli stesso non viene a noi, come singoli e come collettivit\u00e0. Il testo dice: \u201cvenne Ges\u00f9, stette in mezzo\u201d . Un venire ricco di doni, che porta con s\u00e9 lo Spirito e il perdono, quei doni che, con parola alta e semplice, chiamiamo \u201cpace\u201d. Pace, la pace del Risorto, \u00e8 molto pi\u00f9 che un semplice augurio di bene, come a volte posiamo avvertire nel gesto sincero ma effimero dello stringersi la mano; \u00e8 un bene spirituale, un dono interiore, la manifestazione della prontezza a fare qualcosa per colui o coloro con cui la riceviamo e la viviamo. Da essa dipende la determinazione concreta di vivere come in una reciprocit\u00e0 tra doni di Dio e risposta umana, altrimenti improponibile, ponendosi in continuit\u00e0 con il Signore, passato tra noi \u201csanando e beneficando\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cos\u00ec va letto quanto dice \u2013 nella prima lettura &#8211; la pagina degli Atti, in uno dei famosi sommari che sono tipici di Luca: \u201cun cuore solo e un\u2019anima sola\u201d era il vivere concreto \u201cnello Spirito\u201d della folla di Gerusalemme che aderiva al Vangelo. &#8211; \u00c8 questo il testo fondamentale ed ispiratore dei Canonici Regolari di s. Agostino. &#8211; Una tale fusione di interiorit\u00e0 non ammetteva diversit\u00e0 di esistenza che oscurasse la dignit\u00e0 umana redenta da Ges\u00f9 Cristo, la presenza di bisognosi nella comunit\u00e0 di fede. Questa, rinascendo a vita nuova dal perdono, ha dentro di s\u00e9 la vocazione alla fraternit\u00e0 concreta e visibile che vince la mentalit\u00e0 e l\u2019andamento ordinario del mondo, guidato dall\u2019individualismo economico, che produce ricchezza per alcuni e povert\u00e0 per molti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Non si tratta di una conclusione innanzitutto di ordine sociologico, ma del frutto della contemplazione della ferita nel fianco trafitto del Risorto. In essa molti Padri hanno visto l\u2019immagine della nascita della realt\u00e0 nuova, resa possibile dal sacrificio di Cristo, quella Chiesa che non sarebbe la sposa di Cristo se non puntasse alla fraternit\u00e0 universale. La lotta alla povert\u00e0 e lo stare dalla parte dei poveri, per i cristiani, sono espressione teologica del seguire il vangelo. La fede di primi discepoli \u00e8 comunione di vita con la scelta e il dono del Maestro. Cos\u00ec i cristiani di ogni generazione possono far proprie le parole di Tommaso: \u201cMio Signore e mio Dio!\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questo va colto bene nella liturgia del tempo pasquale. La verit\u00e0 di Cristo diventa della Chiesa e si manifesta nella dilatazione del cuore e nell\u2019amore concreto, non tanto per il compimento e la perfezione dell\u2019azione sociale, ma per l\u2019espressione sacramentale della verit\u00e0 di Ges\u00f9 che risana e benefica l\u2019umanit\u00e0 intera, verit\u00e0 da cui prendono origine sempre nuove iniziative di fraternit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Quello Spirito \u2013 di cui diceva Ambrogio di Milano, commentando il vangelo di Luca che presenta la premura di Maria verso Elisabetta bisognosa di assistenza: \u201cNon tollera lentezza\u201d \u2013 quello stesso Spirito continua ad agire in mille modi nel cuore della comunit\u00e0 perch\u00e9 il \u201csanando e beneficando\u201d del Signore sia il suo atteggiamento costante. Per questo motivo profondo oggi facciamo tutto quello che possiamo per i fratelli colpiti dal terremoto. Ma custodiamo in cuore quel \u201cnessuno tra loro era bisognoso\u201d, domandandoci come si pu\u00f2 attualizzare il frutto pasquale dei primi cristiani, pensare ad una vera esperienza di comunione dei beni oggi e tra noi. Gli studiosi dicono che i sistemi economici cambiano quando la cultura diventa pi\u00f9 ampia e profonda della logica di mercato, quando l\u2019umano vale pi\u00f9 dell\u2019economico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi viviamo una svolta che molti indicano come drammatica ed epocale, che per\u00f2 nella luce del Risorto pu\u00f2 diventare una sfida, un\u2019occasione. Cominciamo ad accorgerci che un\u2019economia fondata sugli interessi individuali e sul sommarsi dei profitti \u201cconsuma\u201d la collettivit\u00e0, la relazione interpersonale, il creato, e fa vivere male, sempre pi\u00f9 male.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nessuno sa, umanamente, come andr\u00e0 a finire.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Per\u00f2 la comunit\u00e0 cristiana sa che, seguendo il Risorto, non uscendo dalla contemplazione del fianco trafitto, restando nella professione sincera della fede: \u201cMio Signore e mio Dio\u201d, ci saranno vie di uscita ed opere di cuori che ogni giorno non si rassegnano di fronte agli ostacoli e si fanno protagoniste di fraternit\u00e0.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 15 aprile 2012<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nei racconti delle apparizioni, il Risorto si mostra come il Signore assoluto, a cui \u201c\u00e8 stato dato ogni potere\u201d (Mt,28,18). Egli vive contemporaneamente la libert\u00e0 sovrana di \u201centrare a porte chiuse\u201d e quella umanissima e affettuosa di considerare i discepoli come \u201ci miei fratelli\u201d (v.20,17), di \u201csedere a tavola con loro\u201d (Lc.24,30). C\u2019\u00e8 come una tensione tra divino e umano, lontananza e vicinanza piena di calore tenero (Gv.21), che pu\u00f2 spiegare la presenza contemporanea nei discepoli del timore che genera turbamento e della certezza che dona gioia grande.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 si manifesta Figlio di Dio partecipando alla sua trascendenza irraggiungibile \u2013 \u201cDove vado io, voi non potete venire\u201d (Gv.13,33) &#8211; aveva detto \u2013 entrando nel mistero del nascondimento di Dio. Egli affida la manifestazione della propria identit\u00e0 misteriosa \u201cnon a tutto il popolo, ma solo a testimoni da lui prescelti\u201d (At.10,41); sceglie cos\u00ec di poggiare la fede dei popoli, e di quanti saranno chiamati a credere in lui, sul fondamento povero e precario della predicazione debole per l\u2019umanit\u00e0 di chi annuncia, perci\u00f2 considerata \u201cscandalo e pazzia\u201d da chi pensa Dio come il Re della potenza, e motivo di sgomento da chi deve compierla: \u201dSignore, chi crede alla nostra predicazione?\u201d (Is.53,1) .<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Entrando nel nascondimento di Dio trascendente, non si estranea dalla storia, ma promette \u201cl\u2019altro Paraclito\u201d, lo Spirito che spiega e convince. Lo Spirito che, proprio perch\u00e9 del Padre e suo, confermer\u00e0 il suo essere segno di contraddizione e non si affermer\u00e0 in forma di autoritarismo e di polemica. Ritorna il riferimento alla libert\u00e0 dell\u2019uomo chiamato a riconoscere Dio nel mistero della sua presenza-assenza, a dialogare con Lui pur senza riconoscerlo, come dialogarono Maria di Magdala e i due di Emmaus \u201clungo la strada\u201d, a cercarlo senza rassegnarsi nella fatica del combattimento spirituale, come Tommaso, che questa pagina del vangelo propone al lettore come cercatore della certezza di Dio fino al traguardo del \u201cSignore mio e Dio mio!\u201d: Tommaso detto Didimo, gemello: gemello, sembra dire Giovanni, di ogni uomo!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il dono del Crocifisso-Risorto \u00e8 lo Spirito Santo. Nell\u2019apparizione ai suoi, alla sera di Pasqua, Ges\u00f9 \u00e8 il mediatore dell\u2019acqua viva capace di dissetare ogni uomo, l\u2019acqua che \u00e8 in lui per la presenza dello Spirito di Dio. \u00c8 lo Spirito che, nell\u2019abisso della croce, identificato con la maledizione e il peccato, aveva sentito lontano ed aveva gridato: \u201cHo sete\u201d. Nel vangelo di Giovanni la sete di Ges\u00f9 in croce \u00e8 simbolo della sete dello Spirito che sta nel cuore dell\u2019uomo. Ora, nella pienezza della vita in Dio, dona lo Spirito a quanti hanno sete, nei doni della pace e del perdono. Perci\u00f2 lo alita sugli apostoli. \u00c8 un nuovo atto di creazione, che ricalca e porta a compimento quello della Genesi. Ges\u00f9 augura \u201cpace\u201d, \u201cshalom\u201d, mostrando ai discepoli le mani e il costato trafitto, e soffia dentro di loro il Soffio della propria vita, di cui ormai la sua carne crocifissa \u00e8 impregnata e grondante. Cos\u00ec compie il gesto dell\u2019invio in missione, come il Padre ha inviato Lui, perch\u00e9 essi siano testimoni e trasmettitori della vita nello Spirito che \u00e8 \u201cvita eterna\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questa missione ha due pilastri: la pace e il perdono.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il saluto di pace, ripetuto due volte, non deve essere banalizzato. Non \u00e8 un \u201cciao\u201d abitudinario, un \u201cbuona sera\u201d. \u00c8 la pace che il mondo non pu\u00f2 dare, \u00e8 la \u201csua\u201d, quella che Ges\u00f9 opera con la sua morte: Giovanni ricorda che Ges\u00f9 aveva detto questo nell\u2019Ultima Cena (Gv.14,27) e ora lega strettamente la pace e le cicatrici. L\u2019aver conservato i segni delle piaghe, ormai gloriose nel corpo glorificato, ricorder\u00e0 ai discepoli in ogni tempo che lo \u201cshalom\u201d, la pienezza di vita, nasce da esse. La Liturgia, oggi, invita a guardare la prima comunit\u00e0 a Gerusalemme, luogo da cui si irradia la straordinariet\u00e0 della vita generata dallo Spirito. Ogni donna e uomo che vogliano avere pace nel cuore e pace con i fratelli, devono guardare le piaghe del Signore ed essere disposti a farle proprie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Con la pace, il Risorto dona il perdono.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fin dall\u2019inizio, negli scritti del Nuovo Testamento, appare necessario che i membri della comunit\u00e0 cristiana, per restare fedeli all\u2019impegno di fede, sentano l\u2019esigenza di confrontarsi con chi \u00e8 stato incaricato di custodire l\u2019unit\u00e0 e confermare nella verit\u00e0, di verificare l\u2019autenticit\u00e0 del cammino e rafforzarsi nell\u2019impegno di superarne ostacoli e incertezze. E necessario si rivela ancora comunicare ai fratelli il perdono ricevuto per vivere la libert\u00e0 di perdonare. Ges\u00f9 infatti ha pensato la Chiesa come un camminare insieme, come una comunit\u00e0 di fratelli che vogliano aiutarsi reciprocamente per vivere sempre meglio la Parola del Vangelo ed esserne segno, come i fratelli e le sorelle della comunit\u00e0 di Gerusalemme.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il perdono ricevuto con umilt\u00e0 e donato con generosit\u00e0 genera la pace. La pace sovente si rivela fragile e condizionata da situazioni individuali, da sofferenze familiari, da problemi non risolti armoniosamente sul piano sociale, economico e politico. Le conseguenze evidenti sono il permanere e l\u2018aggravarsi dell\u2019emarginazione e l\u2019allargamento della povert\u00e0. La pace pu\u00f2 essere sperata e raggiunta solo se il perdono e la riconciliazione diventano regola di vita nei rapporti che siamo chiamati a vivere.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/pasqua\/omelie-anno-b-pasqua-2\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>II DOMENICA DI PASQUA\u00a0&#8211; Anno B (At 4,32-35; Sal.117; 1Gv 5,1-6; Gv 20,19-31)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7758,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5466","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5466"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5466\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14019,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5466\/revisions\/14019"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}