{"id":5461,"date":"2016-03-13T07:34:09","date_gmt":"2016-03-13T06:34:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5461"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"b-palme","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/pasqua\/b-palme\/","title":{"rendered":"Palme"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">DOMENICA DELLE PALME\u00a0&#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Is 50,4-7; Sal.21; Fil 2,6-11; Mc 14,1-15,47)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 13 aprile 2003<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Domenica delle Palme: spunti per una meditazione della Passione del Signore. Abbiamo ascoltato le parole con cui Marco, nel suo Vangelo, ci racconta la Passione del Signore. Poniamoci di fronte alla sofferenza di Ges\u00f9, per coglierne la fecondit\u00e0. Di fronte alla sofferenza se ne pu\u00f2 avere ripugnanza e addormentarsi, come i discepoli al Gets\u00e8mani. Se ne pu\u00f2 avere paura e limitarsi a guardare da lontano. Come le donne, che avevano accompagnato Ges\u00f9 lungo il suo cammino. La paura non permette di entrare nella fecondit\u00e0 del dolore. Si pu\u00f2 entrare nel dolore, costretti, come l&#8217;uomo di Cirene. Ma l&#8217;essere costretti, il sentirsi costretti, non permette di entrare nella fecondit\u00e0 del dolore. Marco ci dice la totale solitudine di Ges\u00f9 in ogni momento della sua passione: i discepoli lo tradiscono, lo rinnegano, lo lasciano solo. Anche il Padre suo lo abbandona. Ma \u00e8 proprio nella solitudine del vivere il dolore per amore che ha origine la sua fecondit\u00e0. Ognuno di noi \u00e8 chiamato a fare esperienza della solitudine di una sofferenza vissuta per amore: \u00e8 la strada per donare la propria vita. Il centurione ha riconosciuto in Ges\u00f9, che moriva sulla croce nell&#8217;abbandono totale, il Figlio di Dio. Lo ha riconosciuto prima di vederlo risorto. Possiamo trovare qui elementi per la nostra Pasqua personale.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 9 aprile 2006<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Preghiera dei fedeli: &#8211; domandiamo il dono di cogliere il legame stretto tra chiasso e processo sommario alla verit\u00e0 di Dio, con onest\u00e0 di mente e di cuore. &#8211; domandiamo il dono di saper far discernimento, nel coraggio di tirarsi fuori dal chiasso, per saper riconoscere i germi di verit\u00e0 nella complessit\u00e0 culturale, religiosa, sociale e politica del nostro tempo. &#8211; domandiamo la fiducia che, quando il chiasso si fa silenzio, la verit\u00e0 di Dio e dell\u2019uomo si manifesta ai cuori. &#8211; domandiamo il dono e la forza per collaborare di persona, come Simone di Cirene, a quanto facilita il cammino faticoso della logica dell\u2019amore, nella prontezza ad accogliere e valorizzare gli aspetti pi\u00f9 crudi della vita di relazione. &#8211; domandiamo la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 dei credenti in Dio, per porre, come Giuseppe di Arimatea, gesti di responsabilit\u00e0, a costo della solitudine e delle critiche, per vivere nella fedelt\u00e0 il rapporto con il Signore. &#8211; domandiamo il dono della piet\u00e0, reso evidente dalle donne che seguivano Ges\u00f9, perch\u00e8 ci faccia costantemente attenti e premurosi per i mille e mille volti della sofferenza umana nell\u2019oggi del mondo, nella nostra citt\u00e0, nella nostra comunit\u00e0. &#8211; domandiamo che il nostro modo di vivere e di morire diventi visibilit\u00e0, nella debolezza, dell\u2019invisibilit\u00e0 di Dio, perch\u00e9 Lui si possa dire al mondo nelle nostre persone, come \u00e8 stato per il centurione nel modo di morire di Cristo. E che, contemplando il silenzio di Maria, poniamo la nostra fiducia nell\u2019autenticit\u00e0 dei gesti semplici, non nell\u2019illusione di quelli prestigiosi.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 5 aprile 2009<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8 il culmine del vangelo di Marco, il primo a raccontare la passione. All\u2019inizio del ministero, Ges\u00f9 aveva guarito un uomo dalla mano inerte (Mc.3), perch\u00e9 il suo interesse \u00e8 \u201cfare il bene\u201d, \u201csalvare la vita\u201d. Ora porta fino in fondo questa tensione, a costo della propria vita. Le forze che lo combattono non possono vincere in lui la decisione per quello che Dio gli domanda. Alcuni accenni, quali spunti per una riflessione personale. <span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019unzione a Betania<\/span>, gesto di amore di una donna anonima, vaso di alabastro che va in pezzi, profezia dello spezzarsi del corpo del Signore. All\u2019inizio della passione l\u2019amore di una donna, alla fine tre donne che osservano nel silenzio della fede che medita. \u201cIn verit\u00e0\u201d, Amen, Ges\u00f9 pronuncia la parola solenne: dovunque arriver\u00e0 il vangelo si ricorder\u00e0 il segno dell\u2019amore sovrabbondante di Lui in croce nei gesti di questa donna che pongono al primo posto l\u2019amore concreto, non il pensiero di s\u00e9. Rester\u00e0 per sempre che chi ama \u00e8 pi\u00f9 vicino alla verit\u00e0 di Dio. Su questo fondamento Marco propone il progredire della passione con la scansione delle 3 ore: le 9 del mattino, il mezzogiorno, le 3 del pomeriggio. \u00c8 un progredire di solitudine, con la previsione del rinnegamento di Pietro e della fuga degli altri; con l\u2019esperienza lancinante dell\u2019abbandonarsi al Padre, mentre tutto lo faceva sentire abbandonato da Lui, con lo spezzarsi del fisico che gli fa vivere quanto aveva annunciato la sera prima nella cena , come a dire: \u201cnella morte sono spezzato per voi, perch\u00e9 voi non siate fermati nel vostro cammino\u201d (Anselm Grun). \u00c8 l\u2019immagine dell\u2019amore che si offre. Questo nostro mangiare e bere dell\u2019Eucaristia ha la sua radice nello spezzarsi del Signore in croce. <span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019incomprensione dei discepoli<\/span>. Quello che riguarda direttamente Ges\u00f9 che seguono sembra non interessarli, quasi in un\u2019incapacit\u00e0 a capire quello che avviene. Forse Marco ha in mente, e ci consegna, l\u2019immagine dei cristiani che spesso non vegliano sul presente, che si addormentano, che pronunciano parole e preghiere \u201cstanche\u201d, che fuggono nudi lasciando i panni della fede vissuta nel momento in cui si viene individuati come discepoli Forse Marco vuol dire a quanti conoscono la ferita del tradimento dell\u2019amore che possono vivere in comunione profonda con la ferita pi\u00f9 profonda do Ges\u00f9? E a quanti, come Pietro, tentano di mescolarsi agli avversari e, mimetizzandosi ed omologandosi, prendono le distanze da Ges\u00f9, che c\u2019\u00e8 una fecondit\u00e0 per l\u2019ora del pianto amoroso, che conduce alla libert\u00e0. Ges\u00f9 muore perch\u00e9 noi abbiamo la libert\u00e0 dal male che compiamo. Il fatto che l\u2019oscurit\u00e0 che avvolgeva la terra durante l\u2019agonia, arretri nel momento della morte, \u00e8 il segno cosmico della vittoria sulle tenebre, sulla sfiducia, sulla negativit\u00e0. L\u2019aver pregato il salmo 22 che, oltre l\u2019angoscia dell\u2019abbandono, sfocia nell\u2019affidamento a Dio, \u00e8 la chiave per l\u2019altro grido, finale, che appare come un grido di nascita. Dove c\u2019\u00e8 la pi\u00f9 grande oscurit\u00e0, nelle situazioni come nei cuori, Ges\u00f9 \u00e8 presente e patisce per donare lo Spirito, nasce nel mondo con il suo Spirito. Cos\u00ec tutti gli uomini possono accedere liberamente a Dio, ogni separazione \u00e8 tolta come il velo del tempio che si squarcia: ognuno che \u00e8 toccato da questo amore che si spezza \u00e8 gi\u00e0 nella luce e nella pace del tempio. Cos\u00ec \u00e8 per i discepoli fuggiti, cos\u00ec \u00e8 per le donne. Cos\u00ec per <span style=\"text-decoration: underline;\">il centurione pagano<\/span> che \u201cvistolo spirare in quel modo\u201d, si esprime nella professione di fede. A lui Marco affida il segreto che ha tenuto stretto per tutto il vangelo. Ges\u00f9 \u00e8 il Figlio di Dio, e tutti noi lo siamo con Lui che \u00e8 morto per noi. Quando il suo corpo viene affidato alla cura di Giuseppe di Arimatea e le donne guardano con amore intenso la scena, sia pur da lontano, comprendiamo che con la morte di Ges\u00f9 il suo corpo \u00e8 stato consegnato a tutti noi, perch\u00e9 sia presenza costante nei nostri cuori, come Paolo scriver\u00e0: \u201dQuesta vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me\u201d (Gal. 3,20).<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 1 aprile 2012<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cUmili\u00f2 se stesso facendosi obbediente fino alla morte, e a una morte di croce\u201d Ogni anno la liturgia della domenica \u201cdi passione\u201d ripropone le parole di san Paolo ai Filippesi perch\u00e9 restino impresse nella mente e nel cuore dei credenti. Nel racconto del vangelo di Marco si coglie l\u2019invito a contemplare il dono che il Signore fa di s\u00e9 in modo radicale, per sempre. La morte in croce \u00e8 per Ges\u00f9 una scelta libera e consapevole, anche se all\u2019esterno appare dipendente dalle circostanze della cattura, del processo e della condanna. Nell\u2019intimo \u00e8 atto di pienissima sottomissione al Padre del cielo, ma \u00e8 Lui che decide di dare la vita (Gv.10,18) in modo da portare a compimento, nella propria responsabilit\u00e0, la rivelazione del Dio che perdona l\u2019umanit\u00e0 in ciascun uomo, a cominciare dai pi\u00f9 poveri e peccatori. Nella sua scelta, la fedelt\u00e0 al Padre \u00e8 unita intimamente all\u2019amore per l\u2019umanit\u00e0. Tutto per testimoniare la misericordia di Lui, la chiamata dell\u2019uomo ad essere figlio di Lui. Perci\u00f2 la croce \u00e8 il libro spiegato della rivelazione dell\u2019essere di Ges\u00f9, Figlio di Dio e fratello di ogni uomo. Figlio e fratello! Al limite dell\u2019annientamento di s\u00e9 nella fedelt\u00e0 a Dio e nella solidariet\u00e0 con gli uomini, ai quali si identifica assumendo ogni miseria ed ogni peccato, il Crocifisso \u00e8 la massima espressione della sofferenza, in senso oggettivo per quanto avviene e in senso soggettivo per quanto Ges\u00f9 sente. Marco esprime questa sofferenza massima con il grido dell\u2019abbandono. Meditiamolo un attimo. Condannato come un impostore e un bestemmiatore, fuori della porta della citt\u00e0 simbolo del popolo di Dio, come era prescritto per chi si macchiasse dei pi\u00f9 gravi delitti contro la comunit\u00e0 e perci\u00f2 espulso, ritenuto \u201cmaledetto da Dio\u201d (Dt.21,22), \u00e8 giustiziato \u201cfuori delle mura\u201d. Questa la situazione del Signore Crocifisso. Una pena che nell\u2019intimo avverte come lontananza di Dio: \u201cDio lo tratt\u00f2 come peccato in nostro favore\u201d (Gal.3,13) e come abbandono dei discepoli. Ges\u00f9 muore nella tragica esperienza del non intervento di Dio a suo favore, del pi\u00f9 completo fallimento, e pu\u00f2 viverla fino in fondo soltanto come un affidamento, oscuro ma senza riserve, all\u2019amore del Padre, creduto pur nel buio pi\u00f9 totale. Sprofondare nell\u2019abisso del disumano, lasciarsi spogliare di ogni difesa, cadere nudo nell\u2019orrore del peccato, vivere solo il legame con Dio solo, questa \u00e8 la fede di Ges\u00f9 Crocifisso, che nel nostro tempo ha fatto dire a Chiara Lubich: \u201cGes\u00f9 Abbandonato \u00e8 la fede\u201d. Un\u2019affermazione di evidente attualit\u00e0 per i nostri fallimenti e interrogativi. Attraverso il racconto di Marco, Ges\u00f9 dice che il silenzio di Dio e su Dio pu\u00f2 essere vissuto nella fede, difficile e arida, ripetendo con umilt\u00e0 e perseveranza : \u201cPadre, nelle tue mani consegno lo spirito mio\u201d (Lc.23,45); cos\u00ec l\u2019incontro duro con il rifiuto e la derisione, seguendo il Signore nella sua invocazione: \u201cPerdona loro perch\u00e9 non sanno quello che fanno\u201d (Lc.23,34). Marco, che abbiamo imparato a conoscere nel suo stile asciutto, conciso, legato all\u2019essenzialit\u00e0 dei fatti, qui invece indugia nei particolari perch\u00e9 chi lo legge possa sentirsi coinvolto, quasi somigliante ad uno dei tanti volti della vicenda, in qualsiasi situazione oggettiva o soggettiva si trovi. Per l\u2019evangelista tutto \u00e8 degno di nota, i numerosi personaggi con il loro nome, i luoghi e le ore, sono citati con precisione, le situazioni pi\u00f9 contrastanti si incontrano nelle braccia dell\u2019Abbandonato e si trasformano in luoghi di salvezza perch\u00e9 Lui prega per il perdono e lo ottiene. Cos\u00ec le grida e gli insulti che accrescono la solitudine, la fuga dei discepoli che pure lo avevano amato, la fatica del passante Simone di Cirene che diviene seguace per imposizione militare, l\u2019incomprensione e gli scherni di chi aveva la possibilit\u00e0 di capire e non lo aveva fatto. Ma anche qualcosa che nasce, come il velo del tempio che si squarcia perch\u00e9 ogni discriminazione religiosa o etnica finisca e tutti possano accedere al Dio non pi\u00f9 nascosto, Giuseppe di Arimatea segno della luce che, come un raggio sottile, entra nel Sinedrio, le lacrime delle donne che \u201cosservavano da lontano\u201d, intimorite ma ricche di tenerezza, Maria di Magdala e Maria, la madre, la peccatrice e la santa. La Chiesa dovr\u00e0 essere sempre riconoscente a queste donne perch\u00e9 non si sono arrese alla morte e l\u2019hanno condivisa nel pianto composto, senza grida. Sempre dalle donne viene ai credenti la forza di non arrendersi alla evidenza del male. Forse, proprio da quelle lacrime salate di dolore sar\u00e0 scaturita la scintilla che condusse il soldato pagano alla professione di fede nel \u201cvangelo di Ges\u00f9 Cristo, Figlio di Dio\u201d.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/pasqua\/b-palme\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA DELLE PALME\u00a0&#8211; Anno B (Is 50,4-7; Sal.21; Fil 2,6-11; Mc 14,1-15,47)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7758,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5461","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5461","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5461"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5461\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14017,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5461\/revisions\/14017"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}