{"id":5446,"date":"2016-03-12T07:33:09","date_gmt":"2016-03-12T06:33:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5446"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"b-quaresima-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/quaresima\/b-quaresima-2\/","title":{"rendered":"2a Quaresima"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">II DOMENICA DI QUARESIMA\u00a0&#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Gen 22,1-2.9.10-13.15-18; Sal.115; Rm 8,31-34; Mc 9,2-10)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 12 marzo 2006<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ogni anno la liturgia della Quaresima propone la lettura e la meditazione di questo episodio straordinario di rivelazione del mistero di Ges\u00f9 Cristo, un momento di estasi e di anticipazione in cui ai discepoli viene fatta conoscere la sua natura divina. Come nel capitolo 24 del libro dell\u2019Esodo Dio si rivel\u00f2 parlando a Mos\u00e8 dalla nube, cos\u00ec ora la nube rivela la presenza misteriosa del Signore. Non molte domeniche fa abbiamo ascoltato la lettura del battesimo di Ges\u00f9 nel Giordano, all\u2019inizio del suo ministero pubblico (Mc.1,9-11). Al <strong><em>\u201cTu sei il Figlio mio prediletto\u201d<\/em><\/strong> che dava un\u2019investitura personale al giovane Ges\u00f9, corrisponde ora il <strong><em>\u201cQuesto \u00e8\u201d<\/em><\/strong>.\u00a0 Il Padre parla per annunciare che egli \u00e8 il Figlio prediletto e per esortare i discepoli ad ascoltarlo: \u00e8 come una intronizzazione di Ges\u00f9 nel suo compito di Messia, perci\u00f2 lo splendore della scena che i discepoli dovranno ricordare e testimoniare. <strong><em>\u201cAscoltatelo!\u201d<\/em><\/strong>. L\u2019obbedienza alla parola che egli sta proclamando \u00e8 una conseguenza e sembra essere sollecitata in modo particolare perch\u00e9 i discepoli sono rimasti sconcertati e interdetti di fronte alla previsione della passione, svelata sei giorni prima (Mc.8,31-33). Essi cercavano il successo facile e Ges\u00f9 li invita a seguirlo sulla via della croce.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Qui siamo chiamati tutti alla fede: quest\u2019uomo incamminato verso la crocifissione \u00e8 in realt\u00e0 il Signore risorto e glorioso. L\u2019appello dall\u2019alto ad ascoltare la sua voce ci riguarda. L\u2019alto monte indica un luogo di preghiera (in Palestina non vi sono monti alti), la gloria intravista appartiene ad un altro mondo che non pu\u00f2 essere valutato con la logica mondana. \u00c8 una gloria che il discepolo deve imparare ad attendere e a sperare senza lasciarsi distogliere dalla fedelt\u00e0 di seguire il Signore crocifisso. Non pu\u00f2 dire : \u201c\u00c8 troppo difficile, non ce la faccio\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019errore di Pietro che cerca di fermare il momento in cui vede Ges\u00f9 trasfigurato, di eternizzarlo nella sua chiarezza e beatitudine, simboleggia la resistenza e la protesta di tutti noi, dei cristiani, contro la sofferenza che ci viene addosso senza alcuna amabilit\u00e0, senza che noi riusciamo a pensarla come qualcosa che contiene e dona la vita. La vita di fede non \u00e8 fermare il momento, neanche per fermare la gioia: l\u2019appello all\u2019ascolto di Ges\u00f9 ha valore di attualit\u00e0 per tutti noi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nel cammino di fede la Provvidenza non ci fa mancare momenti di chiarezza e di gioia, all\u2019interno della fatica del vivere con fedelt\u00e0. Un amico, molto provato dalla sofferenza, mi ha raccontato di un\u2019esperienza che gli ha permesso di uscire dalla paura: nel momento della massima angoscia, ha visto, nel corridoio dell\u2019ospedale una persona che portava l\u2019Eucarestia, per distribuirla ed ha capito di non essere solo: l\u2019importante \u00e8 capire che il Signore \u00e8 con noi. Bisogna accogliere questi momenti ed essere riconoscenti, ma senza dimenticare che il loro carattere \u00e8 la provvisoriet\u00e0, perch\u00e9 la strada \u00e8 quella della fedelt\u00e0 alla croce. Perci\u00f2 al di l\u00e0 della gioia che conferma, rassicura e alimenta la speranza, al di l\u00e0 di ogni pur possibile straordinariet\u00e0, resta l\u2019imperativo: <strong><em>\u201cAscoltatelo!\u201d<\/em><\/strong>. E questo \u00e8 fatto serio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Tutta la storia sacra \u00e8 una lunga azione pedagogica del Signore per rivelarsi progressivamente all\u2019uomo e farlo entrare in comunione con s\u00e9. Una pedagogia che suscita nel cuore umano il desiderio profondo che \u00e8 anima di ogni preghiera, come \u00e8 riferito di Mos\u00e8. Nel momento in cui sent\u00ec maggiormente il peso della responsabilit\u00e0, sal\u00ec anche lui sul monte della preghiera e chiese: <strong>\u201cFammi vedere la tua gloria!\u201d<\/strong> (Es.33,18). Cos\u00ec tutto diventa possibile. Nel momento della trasfigurazione, la presenza di Mos\u00e8 dice che la preghiera al Dio invisibile, che domanda di vedere il suo volto, trova risposta nella visibilit\u00e0 del volto di Cristo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong><em>\u201cChi vede me vede il Padre\u201d<\/em><\/strong> (Gv.14,8). In Ges\u00f9, uomo Dio, l\u2019umano \u00e8 talmente compenetrato del divino da dirlo, non esiste pi\u00f9 separatamente e quando si vede l\u2019umano si vede anche il divino. Il divino traspare nell\u2019umano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Vorrei consegnarvi bene questo: il tempo della fede, nella vita personale e in quello liturgico della comunit\u00e0, deve guardare costantemente il volto di Cristo, per riceverne la vocazione alla conformit\u00e0 e il sostegno per attuarla nelle mille sfaccettature del reale. Chi vede il discepolo di Ges\u00f9, non dico dovrebbe, ma deve poter vedere Lui e in Lui il Padre. Questo non annulla la legge della progressivit\u00e0 perch\u00e9 l\u2019uomo deve aprirsi liberamente e personalmente ai doni di Dio, gratuiti e non programmabili: questa \u00e8 la vocazione dei discepoli di Ges\u00f9 ed \u00e8 resa possibile dalla contemplazione del volto umano-divino di Lui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Guardare il volto di Ges\u00f9 per farci restituire il nostro volto, tante volte perduto a noi stessi, uomini e donne senza volto. L\u2019espressione agostiniana : <em>\u201dNoverim te ut noverim me\u201d<\/em>, cio\u00e8: <em>\u201cChe io ti conosca, per conoscermi\u201d<\/em> \u00e8 antica, ma di drammatica attualit\u00e0, per il sempre pi\u00f9 frequente sentirsi sconosciuti a noi stessi, per il non accettarci con pace, per il sogno angoscioso del trapianto del volto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Contempliamo il volto del trasfigurato: ha tutta la luce del divino che penetra e illumina lo spasimo della croce.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Non \u00e8 un fatto estetico non occorre il Cristo di Guido Reni: ci parla anche il Cristo della nostra chiesa parrocchiale. Contempliamo il suo volto nel silenzio delle nostre parole e delle nostre emozioni. \u00a0\u00c8 un rapporto che non pu\u00f2 essere insegnato n\u00e9 condiviso, \u00e8 un\u2019avventura personalissima, \u00e8 la vocazione alla verginit\u00e0 del cuore, che riguarda ogni credente, \u00e8 un io-tu, un faccia a faccia del discepolo con il Maestro. Mostrami il tuo volto, Signore, il tuo volto io cerco. In quella solitudine scorgiamo l\u2019alba del capovolgimento della realt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong>\u201cQuesta voce noi la abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte\u201d<\/strong> (2Pt.1,18).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8 la luce della vittoria dell\u2019amore sul non amore, del s\u00ec sul no. \u00a0\u00c8 la scoperta che Ges\u00f9 Cristo crocifisso \u00e8 la vittoria.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 8 marzo 2009<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ogni anno la liturgia, alla seconda domenica di quaresima, propone il racconto del momento particolare di luce che vide Ges\u00f9 protagonista alla presenza di Pietro, Giacomo e Giovanni, quasi al termine del cammino verso Gerusalemme, nell\u2019imminenza della passione. Esso \u00e8 presente nei tre sinottici ed \u00e8 momento di conforto per lo sgomento, di rassicurazione sull\u2019identit\u00e0 del Signore, di coinvolgimento della memoria per un\u2019esperienza da non dimenticare ma da testimoniare in seguito. La liturgia \u00e8 invito ad entrare nella luce, a lasciarsi avvolgere dal clima di contemplazione, perch\u00e9 non siamo sopraffatti dallo scandalo della croce che ci raggiunge tutti nel momento della prova, come appare drammaticamente nella vicenda di Abramo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Forse le espressioni del racconto possono aiutarci:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">alto monte<\/span>\u201d \u00e8 definito il luogo dell\u2019incontro con Dio, come era avvenuto per Mos\u00e8 sul Sinai, nella luce che irradiava dal suo volto (Es.34,29), e per Elia all\u2019Oreb, \u201cnel sussurro di una brezza leggera\u201d (1Re19, 13)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">in disparte, loro soli<\/span>\u201d. Quello della solitudine per accogliere la parola di Dio e discernere quanto gli sta a cuore, \u00e8 un atteggiamento che Marco propone pi\u00f9 volte, come per sottolineare sia la necessit\u00e0 di distinguersi dagli umori della folla, emotiva e condizionata dagli avvenimenti, sia la personalizzazione della chiamata alla fede, che pu\u00f2 domandare di non appoggiarsi alla fede degli altri, per paura di solitudine: la fede \u00e8 scelta libera del soggetto, certezza nel Dio unico e personale. Ges\u00f9 \u2013 che Marco, dopo questo episodio, mostra dedito alla formazione dei dodici \u2013 si pone come \u201cmaestro\u201d, \u201cmagister\u201d, colui che dona il \u201cmagis\u201d, il \u201cdi pi\u00f9\u201d di maturit\u00e0, e di dono di s\u00e9, perci\u00f2 come colui che domanda a chi voglia seguirlo di non avere altri maestri. Ges\u00f9 \u00e8 geloso di questa sua prerogativa: \u201cvoi non fatevi chiamare rabb\u00ec\u201d, perch\u00e9 uno solo \u00e8 il vostro maestro e voi siete tutti fratelli\u201d (Mt.23,8). Questa unicit\u00e0 del Cristo, come compimento dell\u2019alleanza antica e di quanto annunciato dai profeti, trova conferma nella testimonianza di Mos\u00e8 ed Elia, che parlano \u201cdel suo esodo\u201d, cio\u00e8 della sua passione prossima, come riferisce Luca al capitolo 9 del vangelo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">Questo \u00e8 il Figlio mio, l\u2019amato, ascoltatelo!<\/span>\u201d Solo nella sottomissione all\u2019unico Maestro si prende coscienza della Parola, solo nel clima di preghiera e di responsabilit\u00e0 personale, che permette di vivere il primato di Dio nella propria esistenza, si pu\u00f2 ascoltare la sua parola dalla nube. I discepoli dovranno ricordare di aver ricevuto il dono di un momento di illuminazione, per andare oltre l\u2019istintivo rifiuto della sofferenza, che li spaventa nel suo mistero inspiegabile. Marco non rifiuta lo spavento, lo giustifica: Pietro \u201cnon sapeva che cosa dire, perch\u00e9 erano spaventati\u201d, ma spinge a restare nel silenzio contemplativo, nell\u2019ambiente di preghiera che permette di udire la voce che mostra nel sofferente \u201cil Figlio amato\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201c<span style=\"text-decoration: underline;\">Improvvisamente, guardandosi attorno, non videro pi\u00f9 nessuno, se non Ges\u00f9 solo, con loro<\/span>\u201d. Al termine del racconto resta questa esperienza di relazione profonda con l\u2019unico Maestro e di conforto per la vita di fede. Pietro si riferir\u00e0 esplicitamente ad essa per \u201cconfermare\u201d i fratelli (Lc.22,32): nella seconda lettera riferir\u00e0: \u201cquesta voce noi la abbiamo udita discendere dal cielo mentre eravamo con Lui sul santo monte\u201d (2Pt., 1,18). \u00a0Un\u2019esperienza personale, ieri, mi ha permesso di comprendere meglio il significato di non vedere pi\u00f9 nessuno, \u201cse non Ges\u00f9 solo\u201d. Ero all\u2019ospedale Cardarelli, in terapia di urgenza, accanto ad un amico, che si trova tra la vita e la morte: c\u2019era una disciplina rigida, che non permetteva a nessuno di restare accanto ai malati. Ma c\u2019era Ges\u00f9, solo: quando sono andato via, dopo aver dato all\u2019amico l\u2019Unzione degli infermi, egli continuava a mormorare \u201cPadre nostro, Padre nostro\u2026\u201d. La solitudine, che tante volte ci angoscia, pu\u00f2 essere superata da Ges\u00f9 solo, accanto a noi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Che cosa ci viene detto?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Marco non assicura il superamento definitivo dell\u2019incertezza di fede nei discepoli-testimoni; anzi, perch\u00e9 nessuno si faccia illusioni sulle proprie capacit\u00e0, ribadisce che essi \u201ctennero per s\u00e9 la cosa, domandandosi, che volesse dire risorgere dai morti\u201d. Il cammino di fede \u00e8 inevitabilmente soggetto alla sproporzione tra mistero di Dio e capacit\u00e0 di comprensione umana, allo sgomento per esigenze che appaiono superare la possibilit\u00e0 umana di adesione. La liturgia ci mette davanti a uno di questi momenti nel racconto di Abramo, che ascoltiamo sempre con trepidazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Impariamo che l\u2019adesione alla fede non \u00e8 l\u2019ultima pagina di un libro, dove tutto appare consequenziale come causa ed effetto, n\u00e9 l\u2019ultima parola di un ragionamento sapiente, ma il frutto della adorazione, che pu\u00f2 esigere l\u2019accantonamento dei libri, salvo poi a riprenderli quando tutto l\u2019essere ha fatto di Dio la vera radice del proprio vivere. La comunit\u00e0 cristiana custodisce questa esperienza di pienezza di luce nel vuoto dell\u2019io, cosciente della infinita distanza della creatura dal Creatore; esperienza tanto pi\u00f9 forte e significativa quanto pi\u00f9 si assolutizza la fiducia nella capacit\u00e0 umana di raggiungere la verit\u00e0. Non c\u2019\u00e8 vita di fede se non ci si arrende alla verit\u00e0, nell\u2019umilt\u00e0 della mente. Cos\u00ec prega s. Agostino: \u201cSignore, che io cercandoti ti trovi e, trovatoti, ti cerchi ancora\u201d. La storia cristiana \u00e8 accompagnata dai volti luminosi di Benedetto, di Francesco di Assisi, di Vincenzo dei Paoli e del Cottolengo, di Teresa di Calcutta e di Chiara Lubich. Non si tratta di fondamentalismo, purtroppo sempre in agguato anche all\u2019interno della Chiesa, ma della radicalit\u00e0 dell\u2019amore. Perch\u00e9 il Dio, scelto radicalmente come guida e pedagogo, non fa altro che consegnare la propria verit\u00e0 al servizio dell\u2019umanit\u00e0. Ieri i tre del racconto di Marco furono inviati ai Dodici e a tutti. Oggi la scelta di fede, il credere non tanto alla propria capacit\u00e0 di comprensione e di convincimento, ma alla Parola del Dio che si dice per amore, diventa attuazione dell\u2019invito di s.Paolo ad agire e a parlare \u201csecondo verit\u00e0 nella carit\u00e0\u201d (Ef.4,15), assumendo la fatica dello studio personale e del dialogo che cerca \u201csemi della Parola\u201d in quanti, nelle diverse culture, con fiducia e passione camminano incontro alla Verit\u00e0, che \u00e8 per l\u2019umanit\u00e0 intera.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ad essi il nostro cammino di fede deve guardare con riconoscenza e fraternit\u00e0.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 4 marzo 2012<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cQuesti \u00e8 il Figlio mio, l\u2019amato, ascoltatelo!\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Una parola che risuona dall\u2019alto, come al Giordano, l\u2019annuncio che viene ai tre testimoni scelti tra i dodici in un momento di crisi, sconcertati come erano per la prospettiva della passione imminente e per le frasi esigenti del Signore a coloro che intendono essere suoi discepoli, frasi pronunciate subito dopo la professione di fede di Pietro, che Marco riferisce al capitolo 8.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il momento di luce straordinaria della Trasfigurazione \u00e8 perci\u00f2 un attimo di conferma e di conforto. Conferma nella presenza di Elia, il profeta precursore, e di Mos\u00e8, il portatore dell\u2019alleanza che impegna Dio in prima persona. Testimoniano che Egli \u00e8 l\u2019atteso e l\u2019annunciato dalle Scritture. Conforto per chi \u00e8 chiamato ad accettare nella fede che la gloria finale debba ancora restare nascosta, almeno abitualmente, e che il tempo di gustarla dovr\u00e0 ancora essere atteso, oltre la vicenda della passione e della morte. Ora \u00e8 il tempo dell\u2019ascolto della Parola, tempo di obbedienza nella fede.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ai tre e a noi che ne condividiamo lo sgomento e vorremmo fermare i lampi di luce, viene detto: \u201cAscoltatelo!\u201d, indicando nel Ges\u00f9 che, dopo la visione, resta solo davanti ai loro occhi, l\u2019unicit\u00e0 della strada da seguire: \u201cNon videro pi\u00f9 nessuno, se non Ges\u00f9, solo con loro\u201d. Sul monte, perci\u00f2, il Signore si trasfigura per sostenere la fede e il cammino dei discepoli, non per dispensarli dal fare l\u2019esperienza dell\u2019umanit\u00e0 sofferente che dovr\u00e0 essere condivisa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 sa che ognuno di noi rimane scandalizzato da questa prospettiva di vita, ma egli stesso ne svela la ineluttabilit\u00e0, si rivela svelandola e la svela rivelandosi gradualmente fino al culmine della croce; perci\u00f2 chiede di non parlare della luce straordinaria di cui sono stati testimoni \u201cse non dopo che il Figlio dell\u2019uomo fosse risorto dai morti\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il ritardo della gloria, l\u2019oscurit\u00e0 del male che impedisce lo splendore della verit\u00e0 delle \u201cvesti bianchissime\u201d, la debolezza sgomentante del bene, sono tratti della pedagogia di Dio che aiuta l\u2019uomo a fare proprio il suo pensiero e non quello della mondanit\u00e0. \u00c8 la fatica della fede, che appare nel testo drammatico della prima lettura con la sottomissione adorante di Abramo, chiamato a perdere nella fede il figlio, la ragione della propria vita. La luce della Trasfigurazione \u00e8 la luce della verit\u00e0 che resta per sempre. Cos\u00ec il monte diventa per i discepoli quello che il deserto era stato per Ges\u00f9, l\u2019occasione di scegliere la strada di Dio, la strada dell\u2019umilt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ora, sia pure per un momento, la condizione di Figlio di Dio diventa, per cos\u00ec dire, visibile anche nella sua pelle, nella sua umanit\u00e0 che sta per entrare nella fatica della passione e nella trasfigurazione per sempre della resurrezione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Per gli apostoli \u00e8 l\u2019esperienza della bont\u00e0 che \u00e8 bellezza: difatti esclamano: \u201c\u00c8 bello!\u201d, una bellezza che \u00e8 lo spazio della relazione di Dio in se stesso. Sono tirati dentro questo spazio e vorrebbero catturarlo per metterlo in tende, perch\u00e9 non avevano ancora compreso che \u201cla tenda pi\u00f9 grande e pi\u00f9 perfetta\u201d (Eb.9,11) \u00e8 Ges\u00f9 stesso nel suo corpo umano, che sulla croce diventer\u00e0 il passaggio perch\u00e9 gli uomini possano entrare nella bellezza di Dio. Di loro, dopo che ebbero compreso, Agostino dir\u00e0:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em>\u201cQuesti amano Cristo in apparenza deforme e incomparabilmente bello.<br \/>\nTale apparve sulla croce, tale si mostr\u00f2 coronato di spine, deforme e senza bellezza, come per aver perduto la potenza, quasi non Figlio di Dio.<br \/>\nQuale sarebbe l\u2019attrattiva per cui sarebbe amato, se non fosse bello?<br \/>\n\u00c8 il pi\u00f9 bello tra i figli degli uomini\u201d<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> (Discorso 138,6)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il Cristo che resta, solo, con loro, il Cristo che noi incontriamo nella celebrazione dell\u2019Eucarestia, \u00e8 vivo nel suo corpo dato, nel suo sangue versato. \u00c8 la presenza sua tra noi che ci conferma nella sua strada e ci conforta nella fatica. Ci mostra la sua bellezza divina nella sua umanit\u00e0 disfatta per amore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Benedetto XVI, nella \u201cEsortazione sull\u2019Eucarestia\u201d del 2007, ha scritto che \u201cla vera bellezza \u00e8 l\u2019amore di Dio che si \u00e8 definitivamente rivelato a noi nella morte e resurrezione di Ges\u00f9\u201d. Cos\u00ec lo splendore del bianco delle sue vesti nella trasfigurazione \u00e8 lo stesso di quelle degli angeli al mattino di Pasqua presso il sepolcro vuoto. Marco con il superlativo e il raffronto con il lavandaio, vuole indicare il \u201cpi\u00f9\u201d divino, l\u2019oltre la possibilit\u00e0 umana, da cui nasce la bellezza dell\u2019uomo rinnovato , quella bellezza che costringe a dire: \u201c\u00c8 bello!\u201d. \u00c8 una bellezza che supera il bello inteso in senso soltanto estetico, che oltrepassa il bello solo sensibilmente gradevole e amabile, che nasce dal perdere per amore la propria espressione originaria e si svuota di s\u00e9 lasciandosi trasformare per amore in quella che noi chiamiamo bruttezza, non amabilit\u00e0. \u00c8 un modo pi\u00f9 alto, pi\u00f9 profondo e completo di considerare l\u2019estetica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questa \u00e8 la bellezza del Crocefisso, che incarna in s\u00e9 l\u2019espressione del salmo messianico: \u201cIl pi\u00f9 bello tra i figli dell\u2019uomo\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8 la bellezza del Risorto che i discepoli di Emmaus sperimenteranno \u201cnello spezzare il pane\u201d e che l\u2019Eucarestia ci permette di riconoscere e, se assimilata, fatta carne nelle nostre persone, ci da la possibilit\u00e0 di condividere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Domandiamo il dono di grazia di entrare in modo pi\u00f9 pieno nella obbedienza di Ges\u00f9.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/quaresima\/b-quaresima-2\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>II DOMENICA DI QUARESIMA\u00a0&#8211; Anno B (Gen 22,1-2.9.10-13.15-18; Sal.115; Rm 8,31-34; Mc 9,2-10)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7757,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5446","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5446","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5446"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5446\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14012,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5446\/revisions\/14012"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}