{"id":5383,"date":"2016-03-06T07:16:09","date_gmt":"2016-03-06T06:16:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5383"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"b-avvento-3","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/avvento\/b-avvento-3\/","title":{"rendered":"3a Avvento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">III DOMENICA DI AVVENTO &#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Is 61,1-2.10-11; Lc 1; 1Ts 5,16-24; Gv 1,6-8.19-28)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 15 dicembre 2002<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Prima di iniziare la nostra riflessione forse pu\u00f2 essere utile ricordare che nel Nuovo Testamento i Giovanni sono due: il Battista e l\u2019Evangelista. Il primo \u00e8 il figlio di Zaccaria e di Elisabetta, la cui nascita fu rivelata dall\u2019Angelo a Maria\u2026 Di qualche mese pi\u00f9 grande di Ges\u00f9, ne annunci\u00f2 l\u2019arrivo, lo battezz\u00f2 nel Giordano, imprigionato da Erode, fu decapitato. Il secondo \u00e8 l\u2019autore del Vangelo che abbiamo letto: fu discepolo prediletto di Ges\u00f9, autore del IV Vangelo, di tre lettere e del libro dell\u2019Apocalisse. Forse l\u2019unico degli Apostoli a non essere martirizzato, mor\u00ec, vecchio, nell\u2019isola di Patmos. Oggi li ricordiamo entrambi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cVenne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perch\u00e9 tutti credessero per mezzo di lui\u201d. Il IV Vangelo ci presenta Giovanni, il Battista, come il testimone, l\u2019annunciatore, che indica la presenza di Cristo. Egli fu testimone con tutta la sua persona, con il nome stesso, che l\u2019Angelo indic\u00f2 a Zaccaria e che significa: \u201cDio \u00e8 misericordioso\u201d. Il suo ministero si svolse sul Giordano, vicino Betania, localit\u00e0 il cui nome vuole dire: \u201ccasa della testimonianza\u201d. Giovanni \u00e8 luogo e casa di testimonianza, come dovrebbe essere ciascuno di noi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Che cos\u2019\u00e8 la <strong>testimonianza<\/strong>? L\u2019Evangelista definisce Giovanni dicendo: \u201cEgli venne come testimone, per rendere testimonianza alla luce, perch\u00e9 tutti credessero per mezzo di lui\u201d. A chi gli chiede la sua identit\u00e0, Giovanni risponde rinviando a Cristo. Di s\u00e9 dice solo: \u201cIo sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore \u2026\u201dLa sua identit\u00e0 \u00e8 nel riferirsi ad uno pi\u00f9 grande, uno in cui non ha neanche una sicurezza totalmente appagante, perch\u00e9, come per ognuno di noi, la sua fede \u00e8 attraversata dal dubbio: Mentre era in carcere mand\u00f2 i suoi discepoli da Ges\u00f9 a chiedergli se era veramente il Messia promesso. La sua non \u00e8 una certezza intellettuale, ma la fiducia in Dio, nell\u2019Altro che gli ordina di annunciare . Di s\u00e9 Giovanni dice solo \u201cIo non sono \u2026, non sono Elia,\u00a0\u2026 non sono il profeta\u201d. La fonte del mio essere non sono io, ma colui che mi ha mandato, io sono solo voce. Egli rifiuta ogni protagonismo, rifiuta di definirsi profeta, perch\u00e9 sa di essere solo uno strumento: la sua identit\u00e0 \u00e8 unicamente il testimoniare per un altro. Lui, l\u2019Altro, \u00e8 la Parola, Giovanni solo la voce che lo annuncia e gli prepara la strada. Oggi egli direbbe a ciascuno di noi: \u201cSe volete capire chi siete, guardate Ges\u00f9, riconoscetelo luce e trovate in lui la vostra luce\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Giovanni \u00e8 un campione della fede: Ges\u00f9 dir\u00e0 di lui che non \u00e8 una canna sbattuta dal vento, ma pi\u00f9 di un profeta. Egli \u00e8 come una roccia, la voce forte che indica Ges\u00f9 ai contemporanei e non ha paura di confessare che il suo servizio \u00e8 solo in funzione di fare incontrare Ges\u00f9. Allo stesso modo non solo io, ma la Chiesa tutta sarebbe inutile se non fosse finalizzata a fare incontrare Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La fede \u00e8 una fatica, il renderci conto che, anche se siamo credenti, non conosciamo ancora Ges\u00f9: \u201cIn mezzo a voi sta uno che voi non conoscete \u2026\u201d Assoggettiamoci alla fatica della ricerca: conoscendo sempre meglio Ges\u00f9 saremo aiutati a conoscere noi stessi, a trovare la nostra identit\u00e0. Oggi il problema della identit\u00e0 personale \u00e8 grave: tanti non hanno certezza di s\u00e9, del proprio ruolo. Sono tanti gli interrogativi anche a livello culturale. L\u2019uomo cerca di ripensare se stesso: ma senza certezza di s\u00e9 non \u00e8 possibile la relazione, non \u00e8 possibile la comunicazione.\u00a0\u00c8 un problema che ci riguarda tutti. Lasciamoci dire chi siamo da Ges\u00f9: egli \u00e8 oltre di noi e ce lo dice, attraverso la fatica della nostra fede, della nostra ricerca di lui, che non posiamo mai pretendere di conoscere totalmente. Questo cammino di ricerca di lui \u00e8 insieme il cammino della riscoperta di noi stessi. Ges\u00f9 \u00e8 comunque pi\u00f9 grande di tutte le realt\u00e0 umane. Oggi sono tante le conquiste della scienza e della tecnica. Grande \u00e8 anche il cammino che si sta percorrendo verso l\u2019Europa unita. Ma tutto \u00e8 piccolo di fronte all\u2019interrogativo: \u201cEd io, chi sono?\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019incontro progressivo con Ges\u00f9, indicatoci dal Battista, deve essere una tensione a uscire dalla mediocrit\u00e0 della vita, del nostro professarci cristiani, senza essere capaci di incidere sulla societ\u00e0, tensione a divenire capaci di testimoniare, di farci eco della voce stessa del Signore. L\u2019immagine del Natale \u00e8 la mangiatoia. La Parola si fa carne in un ambiente dove gli animali mangiano. Incontrare Ges\u00f9, giorno dopo giorno, \u00e8 il nostro mangiare la Parola, alimentarci di Dio che \u00e8 vita.\u00a0\u00c8 l\u2019esperienza di cui parlano sia il profeta Ezechiele che l\u2019apostolo Giovanni nell\u2019Apocalisse: mangiare il Libro. Esso in un primo momento appare amaro, perch\u00e9 nutrirsi della Parola \u00e8 duro, implica la rottura delle nostre chiusure; ma poi ci accorgiamo che il suo sapore \u00e8 dolce, perch\u00e9 cambia la nostra vita e ne fa una cosa nuova.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Facciamo nostra la preghiera di Agostino. O Dio da cui deriva la legge, da cui allontanarsi \u00e8 cadere, o Dio, voltarsi verso di te \u00e8 risorgere, rimanere in te \u00e8 avere sicurezza, perch\u00e9 in te \u00e8 la vita: guarisci i miei occhi e fa che io possa vederti e cogliere i tuoi cenni. Aumenta in me la fede, accresci la speranza e la carit\u00e0, tu, bont\u00e0 ammirevole e singolare.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 11 dicembre 2005<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Domenica scorsa abbiamo meditato come Ges\u00f9 Cristo, non sia solo memoria da celebrare, ma realt\u00e0 da accogliere e vivere nel presente, con vigilanza, trepidazione e riconoscenza, ma anche con la certezza che il futuro \u00e8 gravido di grazia, di amore, di misericordia, di espressioni sempre nuove del suo venire.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi la liturgia sottolinea come il continuo venire del Signore sia legato alla testimonianza di quelli che Egli ha scelto. Il Vangelo di Giovanni indica come l\u2019elemento che qualifica la persona e il compito del Battista sia proprio il suo testimoniare, il suo parlare: lo indica con parole nette, come per ammonire a non fermarsi a lui, alla sua vita cos\u00ec coerente e affascinante: <strong><em>\u201cegli non era la luce ma doveva rendere testimonianza alla luce\u201d<\/em><\/strong>. Lo stesso Battista lo ribadisce negando decisamente di essere il Messia. Quale vero testimone egli indica il Signore, ma subito si tira da parte nel timore di rubare spazio a Lui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La testimonianza ha grande rilievo nella spiritualit\u00e0 biblica e cristiana. Ges\u00f9 stesso la ha domandata ai discepoli nel momento dell\u2019Ascensione: <strong><em>\u201cmi sarete testimoni\u00a0\u2026 fino agli estremi confini della terra\u201d<\/em><\/strong> (At. 1,8). La testimonianza ha sempre come oggetto la persona di Ges\u00f9, come scopo la fede in Lui. La testimonianza \u00e8 sempre necessaria: l\u2019incontro di Cristo con il mondo \u00e8 sempre conflittuale in ogni epoca, l\u2019incredulit\u00e0 pu\u00f2 divenire rifiuto, ma l\u2019oscurit\u00e0 della mente e del cuore pu\u00f2 essere vinta con l\u2019aiuto della luce dei testimoni. Giovanni Battista indica il Messia come presente, ma ancora sconosciuto, dice che occorre scoprirlo, che non tutti lo vedono, e perci\u00f2 occorre che il testimone lo additi. Questo, in ogni tempo, \u00e8 il servizio profetico della Chiesa, che \u00e8 autentica quando non ha paura di confessare la relativit\u00e0 del suo servizio religioso: esso resterebbe inutile senza l\u2019incontro con quel Ges\u00f9, che bisogna cercare, perch\u00e9 non \u00e8 conosciuto. Battista si rivolge ad un gruppo di credenti suoi contemporanei dicendo:<strong><em>\u201cin mezzo a voi sta uno che voi non conoscete\u201d<\/em><\/strong>. Lo dice a noi per aiutarci a riconoscere i passi del Signore nel nostro tempo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Che significa per noi cristiani conoscere Ges\u00f9? In questa liturgia di Avvento, oggi, le parole di Battista possono significare che, pur sentendoci sinceramente credenti e desiderosi di vivere da discepoli di Ges\u00f9, possiamo non conoscerlo perch\u00e9 la conoscenza precedente si deve rinnovare nell\u2019incontro con Lui, nella novit\u00e0 di Dio, che si \u00e8 fatto carne in Ges\u00f9. La religiosit\u00e0 che si rivolge ad un dio astratto e disincarnato deve essere superata. Nel Vangelo di Giovanni Ges\u00f9 si rivolge a persone che gi\u00e0 credono in Dio, ma la sua richiesta di fede riguarda proprio questa cosa nuova che \u00e8 il suo venire nel mondo, il suo parlare in nome di Dio, il suo essere <strong><em>\u201cuna cosa sola con il Padre\u201d<\/em><\/strong>. Tutto il Vangelo di Giovanni punta a questo: <strong><em>\u201cQuesti segni sono stati scritti perch\u00e9 crediate che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo il Figlio di Dio e perch\u00e9 , credendo, abbiate la vita nel suo nome\u201d<\/em><\/strong> (Gv.20,31). Conoscere Ges\u00f9 non \u00e8 religiosit\u00e0 devota e pia, non \u00e8 avere buoni sentimenti, ma credere a lui e vivere nel suo nome.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Conoscere Cristo. I Padri della Chiesa che hanno riflettuto a lungo, non hanno pensato all\u2019Incarnazione come un episodio storico, qualcosa di circoscritto nel tempo come la nascita di Cesare Augusto o di Napoleone. Hanno preferito dire che Cristo non \u00e8 tanto una svolta, ma la fine dei tempi: Egli \u00e8 per tutto il tempo, anche per quello che lo ha preceduto. Tutto il tempo ha il suo fine e il suo senso in Ges\u00f9. Ci conferma questo Ratzinger, che, quando era Cardinale a Monaco, questo diceva, parlando agli studenti universitari.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi guardiamo al mondo in modo pi\u00f9 completo, grazie ai progressi della conoscenza scientifica. Non lo vediamo come un tutt\u2019uno compatto, in cui ogni cosa \u00e8 fissa al suo posto, ma come un unico, grande divenire che si svolge passo dopo paso. In questo lungo cammino ci \u00e8 dato di intuire che a un certo momento, per la prima volta, si \u00e8 risvegliato lo spirito, \u00e8 sorta la coscienza, l\u2019uomo capace di rendersi conto di non essere autosufficiente e quindi di guardare in alto, di cercare Dio. Ma l\u2019uomo \u00e8 restato in solitudine, perch\u00e9 nessuno, da solo, pu\u00f2 raggiungere Dio, pu\u00f2 dare un senso pieno alla propria esistenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Quando il Battista ci dice: <strong><em>\u201cc\u2019\u00e8 uno in mezzo a voi che voi non conoscete\u201d<\/em><\/strong>, ci invita a guardare ad un secondo punto forte del divenire del mondo, il momento in cui Dio si \u00e8 fatto uomo. Non pi\u00f9 solo il passaggio dalla natura allo spirito, ma il passaggio dal Creatore alla creatura: \u00e8 il momento in cui Dio e il mondo sono diventati una cosa sola. Da questo momento, guardando la realt\u00e0 con gli occhi della fede, capiamo che Ges\u00f9 \u00e8 il destino di ogni uomo, che l\u2019uomo \u00e8 realizzato pienamente se incontra Ges\u00f9. Il senso del divenire \u00e8 solo quello di aiutare il mondo ad entrare in questa unione e di trovare la piena realizzazione di s\u00e9 nell\u2019essere una sola cosa con il suo Creatore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong><em>\u201cA quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio<\/em><\/strong>\u201d, dice il prologo del Quarto Vangelo. Conoscere Ges\u00f9 significa dire s\u00ec a questo movimento di unit\u00e0 tra Creatore e creatura, mettersi al servizio di questa proposta esaltante . Non si \u00e8 cristiani per se stessi, ma per il tutto, per gli altri, per tutti, in consapevolezza e libert\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">In grande gioia, come oggi dice Paolo, perch\u00e9 l\u2019unit\u00e0 in Dio \u00e8 la grande gioia della creazione.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 14 dicembre 2008<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cDare testimonianza alla luce\u201d per dire che \u201cDio \u00e8 luce e in Lui non i sono tenebre\u201d (Gv.1,1,5). Cos\u00ec si pu\u00f2 sintetizzare l\u2019annuncio della liturgia in questa terza domenica di Avvento. A causa di questo annuncio viviamo nella certezza che il mondo si regge su di un principio di armonia e di bellezza, pi\u00f9 forte della negativit\u00e0 di quanto cerca di contraddirlo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Essere testimone di questa certezza \u00e8 l\u2018identit\u00e0 di Giovanni Battista, ed \u00e8 la consegna che viene a noi da lui. Come se volesse dire a quanti intendono seguire Ges\u00f9 quello che conta nella vita di un credente. Allo stesso modo, Paolo scriveva ai Tessalonicesi: \u201cNon spegnete lo Spirito\u201d nelle situazioni in cui siete chiamati a vivere. Giovanni Battista, passandoci la sua testimonianza, ci chiede oggi: \u201cChe cosa conta nella vita di un credente?\u201d. Guardiamo il suo comportamento. A chi lo interroga con insistenza sulla sua identit\u00e0, egli risponde: \u201cio non sono\u201d, non sono quello che si vede in apparenza, non sono quello che gli altri dicono di me, non sono il prestigio del mio ruolo e neppure l\u2019umiliazione della mia inadeguatezza. Al \u201cTu chi sei?\u201d non pu\u00f2 rispondere che con le parole di Isaia, il profeta antico, vissuto 700 anni prima: \u201cVoce\u201d. Nel testo di Isaia 40 il verbo non c\u2019\u00e8, come per sottolineare in lui l\u2019assenza di ogni protagonismo, di ogni desiderio di potere, che causa tante difficolt\u00e0 nella convivenza, ad ogni livello, anche ecclesiale. Giovanni Battista si definisce \u201dVoce\u201d di un Altro, che \u00e8 la Parola stessa da accogliere e comunicare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La testimonianza di Giovanni si collega strettamente con quella del profeta: \u201cLo Spirito del Signore \u00e8 su di me\u201d. Lo Spirito, l\u2019Altro che gli parla dentro e lo \u201cunge\u201d, cio\u00e8 lo consacra ad essere voce di un messaggio, che \u00e8 Lui stesso. Perci\u00f2 testimonianza \u00e8 innanzitutto appartenenza senza riserve, nella fedelt\u00e0 alla Parola ricevuta in dono, cio\u00e8 consacrazione alla verit\u00e0 di Dio, da cui dipende la possibilit\u00e0 di svolgere un compito, l\u2019annuncio della verit\u00e0, vivendola e testimoniandola.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cPortare il lieto annunzio ai miseri\u201d, Isaia ai deportati in Babilonia, Giovanni a quanti sentono nella coscienza il bisogno di un rinnovamento profondo. La Chiesa, nella liturgia, riscopre come eredit\u00e0-consegna, che le appartiene in ogni tempo, il compito irrinunciabile del \u201clieto annuncio ai miseri\u201d, quella parte immensa dell\u2019umanit\u00e0, la cui esistenza \u00e8 segnata dalla privazione delle risorse materiali indispensabili, della dignit\u00e0 sociale, della vita politica. E non solo. Quanta umanit\u00e0 \u00e8 oppressa da problemi morali, dalle ferite che condannano alla solitudine: \u00e8 l\u2019immensa folla dei \u201cmiseri\u201d, patrimonio e destino della Chiesa. L\u2019ampiezza delle cifre che parla di numeri che raggiungono il miliardo di persone in sofferenza per la fame, come ci \u00e8 stato ricordato in questi giorni, quest\u2019ampiezza si aggancia e si salda con la realt\u00e0 vicina, nella quale viviamo. Celebrare l\u2019Eucarestia significa portarne il peso immenso, sentirsene responsabili. Il Bambino di cui ricordiamo la nascita a Natale \u00e8 il Dio dell\u2019Esodo che ud\u00ec \u201cil grido del suo popolo\u201d e scese \u201cper liberarlo\u201d (Es.3,8). Se la Chiesa \u00e8 \u201ccasa di comunione\u201d, come disse Giovanni Paolo II, questo fa comprendere quanto sia provvidenziale, dono dello Spirito, l\u2019essere posta nel cuore di una storia che appare come un immenso processo a Ges\u00f9, il \u201ctu chi sei?\u201d, processo alla verit\u00e0 che egli porta su Dio e sull\u2019uomo, un processo in cui i cristiani sono interpellati come testimoni e spesso, di fronte ai problemi dei miseri, imputati come testimoni inaffidabili dai nostri fratelli \u201claici\u201d. Azione dello Spirito, perch\u00e9 il processo del mondo costringe la comunit\u00e0 ad interrogarsi sulla fedelt\u00e0 al vangelo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Perci\u00f2 la pagina di Isaia \u00e8 importante, particolarmente nell\u2019oggi della contestazione del pensiero cristiano, contestazione che \u00e8 anche rivelazione dell\u2019attesa di vedere quel pensiero realizzato.\u00a0\u00c8 lo Spirito &#8211; quello che ha \u201cunto\u201d il profeta, poi Giovanni, poi Ges\u00f9 &#8211; che \u00e8 donato alla Chiesa per renderla capace di parlare di Dio con le opere, con il \u201cmanto della giustizia\u201d da indossare per \u201cportare il lieto annuncio ai miseri,\u00a0\u2026 fasciare le piaghe dei cuori spezzati,\u00a0\u2026 proclamare la libert\u00e0 agli schiavi\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">A 60 anni dalla dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo, a 40 dalla \u201cPopulorum progressio\u201d di Paolo VI, a 20 dalla \u201cSollicitudo rei socialis\u201d di Giovanni Paolo II, il compito della profezia della liberazione rimane in tutta la sua drammaticit\u00e0, che interpella la comunit\u00e0 cristiana nel mondo e in ogni territorio particolare. Lo Spirito ci fa provare il morso della inadeguatezza ogni giorno. Qui, da noi, ogni gioved\u00ec mattina, il parroco distribuisce l\u2019elemosina a pi\u00f9 di cento persone che la domandano, due, tre, cinque euro, e un grande disagio accompagna la generosit\u00e0 della sua fatica, l\u2019inadeguatezza per quello che si da e l\u2019umiliazione della dignit\u00e0 umana in chi riceve.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Un povero \u00e8 morto di freddo, in questi giorni, alla stazione centrale di Napoli. Non pu\u00f2 essere un paragrafo nel libro dei mali della citt\u00e0. Ha detto il nostro Vescovo: \u201cQuando un povero muore, \u00e8 una sconfitta di tutti. Anche la Chiesa si sente chiamata in causa, non solo perch\u00e9 essa stessa diventa pi\u00f9 povera, ma per il fatto che le mani della sua solidariet\u00e0 non sono state cos\u00ec pronte come il suo cuore, dove gli ultimi e gli emarginati hanno il loro posto privilegiato.\u201d (\u201cAvvenire\u201d, 11 dicembre).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Quel povero non aveva un nome. Per\u00f2 il povero \u00e8 il pi\u00f9 autentico tra i marchi di riconoscimento cristiano, come dicevano i primi: \u201cHai visto il povero, hai visto il Signore\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Viene la domanda personale:<\/span><br \/>\n<div class=\"su-list\" style=\"margin-left:0px\"> <\/p>\n<ul>\n<li><i class=\"sui sui-angle-right\" style=\"color:#333\"><\/i> <span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cosa posso fare per i poveri?<\/span><\/li>\n<li><i class=\"sui sui-angle-right\" style=\"color:#333\"><\/i> <span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cosa devo fare per i poveri?<\/span><\/li>\n<li><i class=\"sui sui-angle-right\" style=\"color:#333\"><\/i> <span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cosa voglio fare per i poveri?<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 11 dicembre 2011<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cEgli venne per dare testimonianza alla luce\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La liturgia ritorna sulla persona di Giovanni, il testimone della luce.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il quarto vangelo lo mostra maturo, pienamente convinto della propria identit\u00e0: essere solo in funzione di un Altro, che \u00e8 il Signore; vivere per Lui come un sacramento, un segno visibile di Lui presente tra gli uomini, senza ambiguit\u00e0, con l\u2019adesione incondizionata e cordiale che ha raggiunto nel suo rapporto con lo Spirito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questa l\u2019identit\u00e0 del Battista.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">E la liturgia di Avvento la propone non come un insegnamento teologico astratto, ma come modello per ogni donna e uomo che vogliano, come lui e con lui, indicare all\u2019umanit\u00e0 Ges\u00f9 presente tra la gente nella verit\u00e0 del suo essere il dono che viene dall\u2019alto, dinanzi al quale l\u2019atteggiamento conseguente \u00e8 quello di dargli priorit\u00e0 ed accoglienza. La testimonianza di Giovanni non \u00e8, quindi, questione di magistero intellettuale, ma di concretezza, strada accessibile per chiunque cerchi un approccio con il Vangelo. Cos\u00ec comprendiamo che i cristiani sono \u201crelativi\u201d a Cristo, sacramento e manifestazione di Lui, non spiegazione di Lui, ma espressione di Lui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Scriver\u00e0 Tommaso d\u2019Aquino: \u201cegli era un testimone idoneo della luce perch\u00e9 partecipe della luce perfetta; e, del resto, \u00e8 qualcosa di infuocato che manifesta pi\u00f9 plausibilmente il fuoco, cos\u00ec come sono le cose colorate a diffondere il colore\u201d (commento al Vangelo di Giovanni).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La testimonianza \u00e8 possibile solo dov\u2019\u00e8 la connaturalit\u00e0. Solo un credente \u00e8 credibile. Giovanni ci propone di essere voce, ma pi\u00f9 ancora di essere segni di concretezza convincente.\u00a0\u00c8 l\u00ec che abita la prova della fedelt\u00e0 di Dio. Paolo VI diceva in una famosissima espressione: \u201cL\u2019uomo di oggi non crede tanto ai maestri quanto ai testimoni. E in tanto crede ai maestri in quanto sono testimoni\u201d (E.N.41-1975). Da questa considerazione scaturisce l\u2019impegno tenace e la pazienza umile nel custodire in cuore la Parola che sta all\u2019inizio di ogni esistenza, come il fondamento, la sorgente, che irrori le radici da cui far nascere e rafforzare il proprio essere pi\u00f9 autentico, nella fedelt\u00e0 e nella gioia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8\u00a0la gioia dell\u2019umile ancella che abbiamo scoperto in Maria immacolata e che Paolo raccomanda ai cristiani di Tessalonica, nel primo scritto del Nuovo Testamento. Gioia radicata nella certezza del Dio \u201cdegno di fede\u201d che \u201cfar\u00e0 tutto questo\u201d. Gioia difficile a custodire per la constatazione che ogni credente sperimenta di non essere sempre all\u2019altezza delle situazioni, di non essere in grado di rispondere ad ogni costo a tutti, a rimanere in pace quando non si possono prendere iniziative che la sensibilit\u00e0 personale richiederebbe, per privilegiare la collaborazione con l\u2019iniziativa di altri, perch\u00e9 la Parola dice che \u00e8 meglio il meno perfetto insieme del pi\u00f9 perfetto da soli!\u00a0\u00c8 il \u201cdiminuire\u201d di Giovanni Battista, necessario perch\u00e9 Cristo possa crescere (v. Gv.3.30). Non a caso la liturgia ha fissato il Natale di Ges\u00f9 dopo il solstizio d\u2019inverno, quando la luce ricomincia a crescere, e quello di Giovani il 24 giugno, dopo il solstizio d\u2019estate, quando comincia a decrescere!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8\u00a0la testimonianza dell\u2019amore fraterno che introduce al Vangelo, al Cristo che chiede di essere presente, Parola e Amore, in ogni ambito del vivere umano.\u00a0\u00c8 il fermarsi accanto al pi\u00f9 debole, che permette al Signore di sussurrargli le espressioni della sua presenza, il \u201cnon temere, sono con te\u201d.\u00a0\u00c8 lo sforzo di coinvolgimento nella ricerca del bene comune, in ambito sociale e politico, che lievita la societ\u00e0, non come folla di individualit\u00e0 ma come popolo che Dio guida e citt\u00e0 che abita.\u00a0\u00c8 la sdrammatizzazione del \u201csi deve fare ad ogni costo\u201d, che testimonia la libert\u00e0 dell\u2019avere Dio come Padre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ma \u00e8 ancora di pi\u00f9, perch\u00e9 la \u201cvia comune\u201d che abbiamo visto come \u201cvia di Maria\u201d, \u00e8 quella della famiglia, l\u2019ambito pi\u00f9 immediato ed accessibile della testimonianza. La famiglia appare come l\u2019icona a cui la Bibbia ricorre per spiegare la fedelt\u00e0 e la gratuit\u00e0, la radicalit\u00e0 e l\u2019universalit\u00e0 dell\u2019amore di Dio. Come se il Creatore non avesse trovato un\u2019immagine pi\u00f9 significativa della propria essenza, alla coppia domanda di amarsi reciprocamente, di essere feconda, di custodire il creato. Questa l\u2019identit\u00e0 della donna e dell\u2019uomo: \u201camo, ergo sum\u201d, come Emanuel Mounier ha scritto, oltrepassando il \u201ccogito ergo sum\u201d di Cartesio. Un\u2019identit\u00e0 possibile nella testimonianza quotidiana, quella del poter vivere solo nei rapporti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Dunque, c\u2019\u00e8 un intreccio indissolubile tra questa primissima relazione umana e la vita stessa di Dio, Uno e Trino. Un intreccio che riguarda ogni relazione tra gli uomini, creati \u201cad immagine di Dio\u201d. Ma \u00e8 nella famiglia che la reciprocit\u00e0 tra i suoi membri \u00e8 icona, sacramento di quel Noi divino che perci\u00f2 ne \u00e8 il modello. Lo testimonia e lo traspare. In famiglia la testimonianza di Ges\u00f9 \u00e8 incessante e domanda di essere vissuta ogni giorno in tutte le sfumature della relazione di coppia, della genitorialit\u00e0, dell\u2019accoglienza, del dono di s\u00e9 alla comunit\u00e0 pi\u00f9 ampia della Chiesa e dell\u2019umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ringraziamo il Signore per la vocazione a testimoniare il Vangelo chiediamogli di essere pronti a cogliere le opportunit\u00e0 e la gioia di viverla.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/avvento\/b-avvento-3\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>III DOMENICA DI AVVENTO &#8211; Anno B (Is 61,1-2.10-11; Lc 1; 1Ts 5,16-24; Gv 1,6-8.19-28)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7755,"menu_order":3,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5383","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5383","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5383"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5383\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14001,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5383\/revisions\/14001"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7755"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5383"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}