{"id":5371,"date":"2016-03-06T06:20:09","date_gmt":"2016-03-06T05:20:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5371"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"b-avvento-1","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/avvento\/b-avvento-1\/","title":{"rendered":"1a Avvento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">I DOMENICA DI AVVENTO &#8211; Anno B<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Is 63,16-17.19; 64,2-7; Sal.79; 1Cor 1,3-9; Mc 13,33-37)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 1 dicembre 2002<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cSignore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu sei colui che ci d\u00e0 forma, tutti noi siamo opera delle tue mani\u201d. Cos\u00ec si apre la liturgia in questa prima domenica di Avvento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Isaia scriveva in un contesto storico molto difficile: il popolo di Israele doveva ricostruire la propria identit\u00e0 dopo l\u2019esilio in Babilonia ed egli invita alla speranza. Era il VI secolo a.C., ma le sue parole sono ancora di grande attualit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Siamo una comunit\u00e0 avvezza ad accogliere il messaggio che la liturgia ci propone. In questo Avvento tre sono i personaggi che ci indicano la via per accogliere il Signore che viene: Isaia, Giovanni Battista, Maria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Isaia \u00e8 l\u2019annunciatore, il profeta della speranza. Essa si radica nella memoria di quanto Dio ha fatto per Israele. Il Salmo 136 canta in 26 versetti il ricordo delle meraviglie operate dal Signore ed ogni volta ripete: \u201cPerch\u00e9 eterna \u00e8 la sua misericordia\u201d. La memoria di quanto \u00e8 accaduto ai singoli ed alla comunit\u00e0 fonda l\u2019attesa, evita alla coscienza di cadere nella disperazione. Il Signore \u00e8 premuroso ed \u00e8 intervenuto costantemente nella storia, nelle nostre storie personali. Perci\u00f2 possiamo ripetere con il profeta: \u201cSe tu squarciassi i cieli e scendessi!\u201d. Queste parole di Isaia ci riguardano tutti a livello personale e sociale. L\u2019attesa \u00e8 difficile: spesso scalpitiamo e cerchiamo soluzioni rapide, chiediamo al Signore. \u201cFa qualcosa, sbrigati!\u201d Ma l\u2019Avvento insegna a tutti noi che l\u2019attesa \u00e8 un valore positivo: aspettare Dio significa aprirci sempre pi\u00f9 a lui. Egli \u00e8 l\u2019Altro che ci viene incontro, che lavora l\u2019intimo delle nostre coscienze e ci plasma non secondo le nostre paure, ma nella disponibilit\u00e0 a Lui. Aprirci all\u2019Altro \u00e8 faticoso, perch\u00e9 ci chiede di liberarci dall\u2019autosufficienza, di non fare della nostra individualit\u00e0 il centro del vivere. Le cose che Dio ci propone sono nuove e pi\u00f9 ricche di quanto noi possiamo progettare. Perch\u00e9 si rivelino, dobbiamo attendere e sperare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Una giovane coppia, sposata da poco, \u00e8 venuta a dirmi che attendono un bambino. Lei ha detto di voler andare presto in maternit\u00e0, per essere vicina, per aspettare meglio il bambino che viene. A ciascuno di noi \u00e8 chiesto di aspettare il Signore che si avvicina, anche a quanti non sono in grado di comprendere il senso di questa attesa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Giovanni Battista cerca la via della speranza e la indica per preparare la via al Signore. Come disse suo padre, Zaccaria, al momento della circoncisione: \u201cE tu, bambino, sarai chiamato profeta dell\u2019Altissimo, perch\u00e9 andrai innanzi al Signore a preparargli la strada, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza\u201d \u2026 Giovanni cerca colui che \u00e8 venuto ad annunciare, ma il cammino della fede \u00e8 faticoso: egli \u00e8 certo, ma contemporaneamente dubita, vede e non vede. Non \u00e8 preoccupato di s\u00e9, ma della via che egli deve preparare al Signore. Non vuole niente per se stesso: \u00e8 felice di dare a Cristo i suoi discepoli, perch\u00e9 se Ges\u00f9 \u00e8 venuto, lui, Giovanni non ha pi\u00f9 niente da dare. A quanti gli annunciavano l\u2019operare di Ges\u00f9 in Giudea, egli rispose: \u201cL\u2019amico dello sposo \u2026 esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia \u00e8 compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire\u201d. Giovanni \u00e8 pronto a cogliere i segni della venuta del Signore; non ha a cuore la sua persona, ha premura solo per il bene comune. Quanto dovremmo fare anche noi per cogliere i segni della speranza, per trasmetterli alla nostra citt\u00e0, vivendoli in senso culturale, politico, sociale! Questi segni sono nelle nostre mani, sono affidati alla nostra responsabilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Maria \u00e8 il terzo personaggio che ci accompagna nell\u2019Avvento. In lei il divino entra nella storia, il cielo squarciato diventa carne. In lei la speranza si pu\u00f2 toccare con le proprie mani, come dice Giovanni Evangelista nella sua prima lettera. L\u2019opera di Maria \u00e8 il farsi concreto della speranza. Per lei viene a noi il Figlio di Dio, \u201cnato da donna\u201d, come dir\u00e0 Paolo. Per lei diviene possibile che ogni realt\u00e0 umana, tranne il peccato, sia buona, perch\u00e9 assunta da Dio. La realt\u00e0 di Maria, la sua capacit\u00e0 di accoglienza, rende impossibile dire che Dio non \u00e8. In Maria, in questa figlia pienamente riuscita, si concretizza la speranza di Isaia. In lei capiamo che Ges\u00f9 \u00e8 quello che viene sempre, per renderci pienamente umani. Oggi \u00e8 cos\u00ec difficile cogliere la vera forma dell\u2019uomo: \u00e8 impossibile se non si guarda a Lui, che \u00e8 il primogenito di ogni creatura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019Avvento ci invita ad essere attenti alla venuta del Signore, che ci d\u00e0 forma: egli \u00e8 il vasaio e noi l\u2019argilla nelle sue mani. Lasciamoci plasmare da queste mani forti e sicure, ma anche affettuose, tenere e delicate. Esse ci dicono di essere attenti agli altri che ci sono vicini, quali offerte mute di amore e di collaborazione. Attenti a quanti soffrono accanto a noi: oggi \u00e8 la giornata dedicata ai malati di AIDS. Non scappiamo di fronte a quanto ci intimorisce. Dio pende con s\u00e9 ogni sofferenza, fin dal grembo di Maria. Diventiamo sempre pi\u00f9 attenti alla pace e alla speranza. Il vasaio non si ferma di fronte all\u2019argilla che si rompe, ma torna a plasmarla per farne una cosa nuova.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Che Maria, madre della speranza, ci aiuti nel nostro cammino.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 27 novembre 2005<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il Salmo 25, di cui alcune espressioni introducono la liturgia di Avvento, pu\u00f2 essere pensato come invocazione di tutti i credenti:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong>\u201cA te, Signore, el\u00e8vo l\u2019anima mia,<br \/>\nDio mio, in te confido: che io non sia confuso\u201d<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nella vita del credente e di ogni uomo l\u2019esperienza dell\u2019imperfezione fa avvertire di essere ancora impigliati nelle miserie della creaturalit\u00e0: \u00e8 l\u2019esperienza del limite umano, di cui oggi i progressi della scienza a volte rischiano di impedire la percezione. L\u2019uomo di preghiera \u00e8 tale quando si riconosce un \u201cpovero\u201d che crede in Dio: egli non \u00e8 inerte n\u00e9 passivo, ma riconosce il proprio limite di creatura e si rivolge a Dio, gli parla con fede, spera nel suo aiuto e lo attende. Egli lo ama e si sforza di compiere la sua volont\u00e0. Il credente di ogni fede si riconosce in questi atteggiamenti. Rabi\u2013a, grande mistica islamica iraqena del secolo VIII, ripeteva: <em>\u201cMio Dio, io mi rifugio in te per difendermi da tutto ci\u00f2 che mi distrae da te e da ogni ostacolo che si frappone fra me e te\u201d<\/em> (I detti di Rabi-a, Milano 979).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Rabi-a era donna, islamica, irakena: questo ci dice che da quei luoghi non viene solo negativit\u00e0 e terrorismo e ci insegna ad apprendere dai fratelli e dalle sorelle in tutto il mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019Avvento, questo breve tempo liturgico, fin dai primi secoli cristiani \u00e8 accompagnato dalla profezia di Isaia, che \u00e8 scuola importante di povert\u00e0 e di attesa fiduciosa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">&lt;strong\u201c&gt;Tu, Signore, sei nostro padre, da sempre ti chiami nostro redentore\u2026 Ritorna per amore ei tuoi servi\u2026 Se tu squarciassi i cieli e scendessi\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Sono le sue parole che abbiamo ascoltato nella prima lettura. In questo tempo di Avvento la spiritualit\u00e0 che ne scaturisce chiama le singole persone e tutta la comunit\u00e0 a vivere alcuni atteggiamenti tipicamente evangelici: il senso del limite, l\u2019attesa del redentore, la speranza oltre le sconfitte, la decisione di vivere il proprio tempo davanti a Dio, per Dio. L\u2019Avvento non \u00e8 invito a giocare, come per spostarsi indietro di 2000 anni, quasi a voler ripetere atteggiamenti e gesti di allora: ma \u00e8 la contemplazione del gi\u00e0 accaduto e la coscienza di quanto sia urgente oggi la venuta del Signore: \u00e8 un dono di grazia che si rinnova e ci permette di assumere con responsabilit\u00e0 il cammino che ci appartiene oggi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La voce implorante di Isaia, la solitudine austera di Giovanni, il silenzio accogliente di Maria, ci parlano dell\u2019urgenza di interiorit\u00e0 per l\u2019incontro con il Signore. La verit\u00e0 della festa \u00e8 in questo tu a tu di amore. Il verbo <strong><em>\u201cvigilare\u201d<\/em><\/strong>, che Marco ripete ben quattro volte nel passo che abbiamo letto, significa letteralmente \u201cnon dormire\u201d. Esso sta ad indicare l\u2019atteggiamento in cui l\u2019uomo credente attende sempre, responsabilmente, il Signore che viene, con una disponibilit\u00e0 sincera e costante nei suoi confronti. Vigilanza \u00e8 perci\u00f2 l\u2019impegno attento e sobrio del cuore umano, che non permette alla vita di essere anestetizzata da torpore e superficialit\u00e0. Vigilare significa non ignorare che questo tempo coincide con il clamore commerciale dell\u2019operazione Natale. Per questo ci viene detto \u201cvigilate\u201d. Non c\u2019\u00e8 preghiera di lode e di riconoscenza che non debba avere presente il Signore che viene, che non debba tentare di perforare l\u2019oltre che ci attende; non c\u2019\u00e8 richiesta che non si debba aprire alle frontiere dell\u2019umanit\u00e0. Malgrado il clamore dei mezzi di comunicazione di massa, per un cristiano non c\u2019\u00e8 liceit\u00e0 di spesa voluttuaria senza l\u2019urgenza di misurarla con chi sta morendo di fame, in Africa o ovunque.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Proprio dalla verit\u00e0 della venuta del Signore gi\u00e0 accaduta, nasce la plausibilit\u00e0 del suo venire e la preghiera per il suo venire pieno: questo significa che occorre accrescere l\u2019impegno per redimere la storia, per rendere pi\u00f9 umana la vita terrena (G.S.38), quasi preparandola a diventare materia prima per l\u2019edificazione del Regno di Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La Chiesa, raccolta nella liturgia di Avvento, tiene lo sguardo fisso in avanti. La certezza del passato la autorizza a sperare in qualcosa di ancora pi\u00f9 grande, senza lasciarsi schiacciare dall\u2019oppressione del male: ella sa di non essere lasciata sola davanti alla negativit\u00e0 che sgomenta fino allo scetticismo e alla disperazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Perci\u00f2 ripete la parola del profeta Zaccaria:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <strong>\u201c Non temere, figlia di Sion, ecco il tuo re che viene\u201d<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> (Zac.9,9)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ripetendo il \u201cvegliare\u201d austero di Marco, che ha presente il torpore dei discepoli al momento della prova, (Mc.14,32-42), la Chiesa si impegna a seguire gli avvenimenti dell\u2019oggi, a vivere pienamente il proprio compito, nella consapevolezza che Dio ne chieder\u00e0 conto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Maria \u00e8 la stella del tempo di Avvento. Di lei dice la liturgia bizantina:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em>\u201cEssa \u00e8 la citt\u00e0 di Dio<br \/>\nEssa \u00e8 come un roveto, bruciato dal fuoco della Trinit\u00e0, ma non consumato da esso.<br \/>\nEssa circoscrive nel suo corpo colui che \u00e8 incirconscrittibile e, per paradosso, lo partorisce. Essa \u00e8 il palazzo puro e senza macchia del Re incarnato.<br \/>\nEssa \u00e8 la giovenca immacolata che porta nel suo seno il vitello ingrassato, il covone che porta la spiga non coltivata.<br \/>\nEssa \u00e8 la rondine spirituale che porta la primavera della carit\u00e0, che deve dissipare l\u2019inverno ateo, la nube luminosa che reca la pioggia spirituale, che deve rinfrescare la terra bruciata.<br \/>\nIl suo grembo \u00e8 come un paradiso spirituale in cui cresce il piano divino\u201d<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> (Lit. biz. in \u201cRoma orientalis.\u201d p.83)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Maria Immacolata ci accompagni in questo itinerario.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 30 novembre 2008<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">I capitoli 63-64 del libro di Isaia sono come un\u2019unica preghiera accorata, che nasce dalla situazione di desolazione e di disfacimento, nelle coscienze individuali e nell\u2019esistenza collettiva, di Israele. L\u2019esperienza dell\u2019occupazione della Palestina da parte di soldati stranieri, soprattutto la deportazione e l\u2019esilio nei campi di concentramento in Babilonia, lontani dai luoghi cari e dalle abitudini religiose, faceva piangere la \u201cpatria perduta\u201d. Il profeta indica nell\u2019allontanamento del popolo da Dio e dalla sua legge la causa di tante sciagure: \u201cEcco, tu sei adirato perch\u00e9 abbiamo peccato contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli\u201d Il disordine sociale, il disfacimento politico, il degrado morale, intrecciandosi, rendono consapevoli della gravit\u00e0 della condizione in cui ci si trova: \u201ctutti siamo avvizziti come foglie\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il profeta di Dio, con fatica e pazienza, aiuta a leggere la vicenda alla luce della fede.\u00a0\u00c8 il peccato a rendere malata la vita del popolo, l\u2019essersi allontanati da Dio, fino a sentirsi come in una strada senza uscita, bloccati da una paralisi senza prospettive di guarigione. Egli invita a riscoprire nella memoria storica che Dio ha agito paternamente e molte volte a favore del suo popolo. A Mos\u00e8 che chiedeva di vedere il suo volto, il Signore aveva detto che esso non si pu\u00f2 ingabbiare nei nostri schemi, ma \u201cpass\u00f2 davanti a lui proclamando: \u2018Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso\u2026\u201d (Es.34,6). Il profeta invita a ricavare da questa lunga memoria le espressioni della preghiera: \u201cMa, Signore, tu sei nostro padre, noi siamo argilla e tu colui che ci plasma\u201d. Il ricordo di quanto Dio li aveva amati rende pungente la coscienza per la gravit\u00e0 del peccato, ma fa ritrovare la speranza: \u201cRitorna per amore dei tuoi servi\u00a0\u2026 Se tu squarciassi i cieli e scendessi!\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il tempo liturgico dell\u2019Avvento non \u00e8 tanto il ricordo storico delle condizioni dell\u2019umanit\u00e0, prima dell\u2019incarnazione del Signore, e dell\u2019attesa tenuta viva dai profeti in Israele e di tanti nell\u2019umanit\u00e0 che coltivavano nel cuore \u2013 certo per azione dello Spirito che conduce la storia \u2013 il desiderio di verit\u00e0, di giustizia e di pace, anche senza invocare il nome di Dio. Il tempo liturgico, attingendo alla memoria storica, conduce alla coscienza dell\u2019oggi, del presente della Chiesa e dell\u2019umanit\u00e0, e alla riscoperta sincera della negativit\u00e0 che ci abita e della necessit\u00e0 del venire misericordioso del Signore nella palese insolubilit\u00e0 dei problemi che ci paralizzano o conducono a scelte di morte. Non possiamo celebrare l\u2019Eucarestia senza portare in essa il dolore che ci \u00e8 stato martellato dentro dagli attentati di Munbay e la disperazione di chi \u00e8 stato indotto a togliersi la vita nell\u2019oscurit\u00e0 della situazione socio-politica della nostra citt\u00e0, incapace di sostenere i feriti e quelli che possono avere sbagliato. Come se ne pu\u00f2 uscire? Ripetiamo il grido accorato del profeta: \u201cSignore\u2026 ritorna per amore dei tuoi servi \u2026\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La liturgia ci fa incontrare l\u2019evangelista Marco mentre presenta Ges\u00f9 che parla del suo continuo ritorno e dell\u2019atteggiamento da vivere per accoglierlo. Se egli si presenta come colui che bussa alla porta per entrare, allora l\u2019atteggiamento giusto \u00e8 la vigilanza. E, nella parabola, mette in evidenza il compito del portinaio, una figura amata dagli uomini spirituali cristiani, i quali si ricordavano reciprocamente l\u2019importanza del vigilare per la propria interiorit\u00e0! Ad ogni pensiero che si presenta per entrare, dobbiamo prima domandarci se ci appartiene o no, se ci giova o ci danneggia, si ripetevano. Il portinaio della parabola \u00e8 immagine di colui che deve accogliere il Signore, perci\u00f2 di ogni cristiano. E Ges\u00f9 lo dice con chiarezza: \u201cvegliate!\u201d, sottolineando la continuit\u00e0 della veglia con i nomi dei quattro turni di guardia in uso tra i romani, per dire che non ci sono spazi vuoti nella vita: la sua venuta pu\u00f2 essere in ogni momento. \u201cVigilanza\u201d per restare \u201ccon gli occhi aperti\u201d, non addormentati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8\u00a0l\u2019ultimo insegnamento pubblico di Ges\u00f9 nel vangelo di Marco, prima dell\u2019inizio della passione, una parola-sintesi con cui iniziamo il cammino. Una parola che spinge a non vivacchiare nella mediocrit\u00e0, nell\u2019illusione di un po\u2019 di bene privato. Tenere gli occhi aperti significa guardare la realt\u00e0 in faccia, con l\u2019anima addolorata ed amante del profeta, facendo spazio nella propria vita ed aiutando il prossimo perch\u00e9 si possa essere casa, luogo in cui il Signore trovi dimora.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questo \u00e8 lo spirito dell\u2019avvento, che allora \u00e8 come l\u2019avveramento della preghiera di Isaia: il Signore accolto come colui che vuole abitare con l\u2019uomo \u00e8 colui che entra in ogni ambito della negativit\u00e0 umana e la supera con la fedelt\u00e0 a Dio nel dono di s\u00e9 nella passione. Un Dio, per\u00f2, che non rinuncia ad avere fiducia nell\u2019uomo e continua a venire, perch\u00e9 fiorisca il positivo che \u00e8 in ognuno. Anche le piccole cose possono insegnarci molto. Una pianta, sul davanzale di una nostra finestra, colpita dalla grandine ed apparentemente distrutta: avevo pensato di doverla buttar via quando, dopo qualche giorno, ha messo tanti germogli. Il negativo era in me, nella mia sfiducia e non nella natura: un fiorellino \u00e8 segno di speranza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019atteggiamento tipico dell\u2019avvento \u00e8 la vigilanza su quanto \u00e8 dolore nel cuore dell\u2019uomo, su quanto grida il bisogno del nuovo, su tutte le aurore difficili, sui passi fecondi e faticosi della luce, su tutto quanto si sta muovendo verso il vangelo, consapevolmente o no, come una mano che si protende per incontrare la mano da stringere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Vigilanza \u00e8 attenzione agli altri, ai loro silenzi, alle loro lacrime, alla verit\u00e0 che esprimono, ai piccoli fatti del territorio in cui ci muoviamo e ai grandi sussulti dell\u2019umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cos\u00ec, facendo nostro tutto questo, si diventa grembo di Maria, gravidanza di vangelo e di vita.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 27 novembre 2011<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Avvento. Tempo di invito a fare attenzione del cuore e della mente a tutto il mistero della venuta del Signore fino alla conclusione della storia. A cominciare dal momento in cui \u201csi compirono i giorni di Maria\u201d. Il Dio dell\u2019Avvento \u00e8 il Dio della storia, concretamente e pienamente venuto in mezzo all\u2019umanit\u00e0 nell\u2019uomo Ges\u00f9, che mostra il suo volto in termini tipici delle donne e degli uomini di ogni tempo. Si fa linguaggio umano, come bambino, come adolescente, come adulto, nella gioia e nell\u2019amarezza. Il Dio dell\u2019Avvento dice salvezza dell\u2019uomo, di tutto l\u2019uomo e di tutti gli uomini, e inaugura cos\u00ec il tempo dell\u2019universalismo e della promozione umana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Non \u00e8 solo tempo di discesa dall\u2019alto di Dio alla bassezza dell\u2019uomo. L\u2019Avvento annuncia la vocazione dell\u2019uomo all\u2019eternit\u00e0. Il tempo che ci \u00e8 dato vivere \u00e8 come il luogo in cui si realizza la promessa antica di un Dio che vuole essere per sempre con il suo popolo e perci\u00f2 \u00e8 attesa del \u201cgiorno del Signore\u201d, vivendo la gioia del \u201cgi\u00e0\u201d e la fatica del \u201cnon ancora\u201d. Tempo perci\u00f2 innanzitutto di accoglienza intima e personale. E tempo che chiama ad essere operatori di fraternit\u00e0 nella pace, guardando all\u2019oggi dell\u2019umanit\u00e0 con l\u2019occhio e il cuore di Dio, che l\u2019ha amato fino al dono del Figlio, lavorando per umanizzare le relazioni e le strutture. L\u2019attesa perci\u00f2 non \u00e8 inerte e la memoria tenera del Signore incarnato nel corpo di Maria non \u00e8 alienazione sentimentale o devozionale. La speranza della sua venuta definitiva \u00e8 radicata nella certezza del suo essere gi\u00e0 venuto, tiene in piedi, fa sentire chiamati in causa sia per la interiorit\u00e0 di ciascuno, sia per evidenziare i segni del suo venire continuo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Dedichiamo, dunque, le quattro domeniche del tempo liturgico al natale di Ges\u00f9, alla memoria del fatto storico che \u00e8 la sua vicenda, della Parola eterna che assume la visibilit\u00e0 della natura umana, \u201crimpicciolendosi\u201d nei limiti della corporeit\u00e0 e del tempo che ci appartengono. L\u2019invito \u00e8 quello di farci silenziosi, non dando per scontato di sapere tutto del Natale perch\u00e9 lo celebriamo dall\u2019infanzia, di farci contemplativi della grandezza di Dio che si dona e dell\u2019uomo che \u00e8 destinatario del dono di Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Non si dovrebbe arrivare alla celebrazione del Natale troppo in fretta, senza prepararsi nella riflessione sulla verit\u00e0 dell\u2019accoglienza intima di esso, senza apertura del cuore ai segni del suo continuo rinnovarsi, senza assumere le nostre responsabilit\u00e0 di fronte alla venuta del Signore. Memoria e attualit\u00e0 si congiugano insieme. Perci\u00f2 la liturgia offre un tempo breve ma intenso perch\u00e9 la memoria si faccia conoscenza del pensiero e dei gesti, generando la conformazione dei sentimenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questo \u00e8 il cammino spirituale proposto ai credenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Vegliare, allora, per accogliere ed \u201candare incontro\u201d al Signore che viene, mantiene la sua promessa ed \u00e8 \u201cdegno di fede\u201d, come dice san Paolo. Da questo \u201candare incontro\u201d derivano luce e forza sul senso stesso del vivere, non solo questi giorni, ma tutti i giorni della vita intera, perch\u00e9 ne restino illuminati e confortati nella fiducia e nella speranza. \u201cTu, Signore, sei nostro padre\u2026 Ritorna per amore dei tuoi servi\u201d, abbiamo ripetuto con il profeta Isaia. La preghiera di questa veglia ha il suo culmine nell\u2019ultima parola della Bibbia: \u201cVieni, Signore Ges\u00f9\u201d, che i primi cristiani amavano custodire e pronunciare nell\u2019espressione aramaica: \u201cMarana-th\u00e0\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cAndare incontro\u201d \u00e8 l\u2019esigenza urgente del vivere cristiano sopraffatto dal materialismo pratico, come ammoniva Emmanuel Mounier \u2013 il filosofo francese morto nel 1950: \u201cPoich\u00e9 coloro che detengono l\u2019eterno hanno perduto il senso del temporale, non perdiamo nel temporale il senso dell\u2019eterno\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il Natale \u00e8 la rivelazione di Dio che divinizza le sue creature e le chiama \u201cfigli\u201d, il Dio che dona e che \u201csi dona\u201d, una paternit\u00e0 che si apre per introdurre in S\u00e9, in modo che non si viva davanti, ma \u201cin Lui\u201d. \u201cIn Cristo viviamo, ci muoviamo e siamo\u201d (At.17,28).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il silenzio di adorazione e ringraziamento \u00e8 fonte di speranza. Quando Dio si rivela come un essere personale, che abita nella coscienza, dice ad ognuno che in noi c\u2019\u00e8 Qualcuno pi\u00f9 intimo a noi di noi stesi.\u00a0\u00c8 Lui che da la possibilit\u00e0 di essere amato e di amare.\u00a0\u00c8 la sua iniziativa di dimorare in me, in ognuno di noi, in ogni donna e uomo di oggi per la sua infinita umilt\u00e0 che porta in me la possibilit\u00e0 di avere iniziativa, di essere libero, di essere sorgente, di essere fuoco. Cose che non sarebbero se Lui non fosse questo Qualcuno. L\u2019umilt\u00e0 di Dio \u00e8 la nostra vita, e ci rende umili nella sincerit\u00e0 cordiale e premurosa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il Natale \u00e8 un\u2019occasione preziosa, quasi paradossale, di incontro con Dio in modo sorprendente, con un Dio povero che \u00e8 venuto vicino, ci ha considerati suo prossimo, che ama come me me stesso, non in virt\u00f9 della sua onnipotenza, ma della sua incarnazione, fratello che salva e svela il mistero del suo volto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Apriamo i cuore alla riconoscenza e alla speranza.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-b\/avvento\/b-avvento-1\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I DOMENICA DI AVVENTO &#8211; Anno B (Is 63,16-17.19; 64,2-7; Sal.79; 1Cor 1,3-9; Mc 13,33-37)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7755,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5371","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5371","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5371"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5371\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13998,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5371\/revisions\/13998"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7755"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5371"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}