{"id":5144,"date":"2016-02-18T08:13:09","date_gmt":"2016-02-18T07:13:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5144"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"a-cristo-re","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-19-cristo-re\/a-cristo-re\/","title":{"rendered":"Cristo Re"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\"><b>Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo Re dell&#8217;Universo<\/b>\u00a0&#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Ez 34,11-12.15-17; Sal.22; 1Cor 15,20-26.28; Mt 25,31-46)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 20 novembre 2005<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong><em>\u201cQuando il Figlio dell\u2019uomo verr\u00e0\u201d<\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Tutta la speranza della Chiesa, che si alimenta alla vista del Crocefisso, \u00e8 l\u2019attesa del Cristo glorioso, l\u2019ultima definitiva pagina di una storia che al presente incontriamo soprattutto nei suoi aspetti di umilt\u00e0, servizio e pazienza. Ma Ges\u00f9 stesso aveva detto : <strong><em>\u201cTorner\u00f2 a voi \u2026 vi prender\u00f2 con me\u201d<\/em><\/strong>. Nel descrivere il ritorno la predicazione della seconda generazione cristiana si era servita delle predizioni dei profeti, influenzate dalla cultura apocalittica che attribuisce a Cristo il compito di giudice e la maest\u00e0 di re, che possiamo notare anche in Matteo. In realt\u00e0 il Vangelo punta sulla carit\u00e0 fraterna, che, come \u00e8 stato detto della vigilanza delle ragazze e dell\u2019operosit\u00e0 dei collaboratori, chiede di essere vissuta e sar\u00e0 la chiave del giudizio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La scena, ancora una volta, \u00e8 colorita, perch\u00e9 si imprima nella mente dei lettori. All\u2019incontro non sono convocati solo ebrei e cristiani, ma <strong><em>\u201ctutte le genti\u201d<\/em><\/strong>.\u00a0\u00c8 la prospettiva dell\u2019universalit\u00e0, che sta a cuore a Matteo gi\u00e0 dall\u2019incontro con i Magi, che Ges\u00f9 dar\u00e0 solennemente al momento dell\u2019ascensione (Mt.28), quando invier\u00e0 i discepoli fino agli estremi confini del mondo.\u00a0\u00c8 una prospettiva che la Chiesa deve sempre ricordare per essere fedele al compito di essere <em>\u201csegno efficace di unit\u00e0 per tutto il genere umano\u201d<\/em>, come dichiara il Concilio Vaticano Secondo (L.G.1).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <strong><em>\u201cTutte le genti\u201d<\/em><\/strong> non sta ad indicare un processo collettivo e non vuol dire innanzitutto giudizio, negativo per chi non ha aderito al Vangelo e di premio per chi lo ha fatto. Il criterio dell\u2019incontro con il Cristo della gloria e della gioia sar\u00e0 sull\u2019attenzione alle ultime categorie della convivenza umana, sulle opere dirette all\u2019uomo in quanto tale, non perch\u00e9 ebreo o cristiano. Non c\u2019\u00e8 niente di specificamente religioso in queste opere.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Approfittiamo del silenzio di questa giornata chiusa al traffico, per entrare pi\u00f9 profondamente nel senso di questa rivelazione sconcertante: il giudice chiama gli ultimi della societ\u00e0: <strong><em>\u201cmiei fratelli pi\u00f9 piccoli\u201d<\/em><\/strong>.\u00a0\u00c8 la proiezione in chiave universale e definitiva dell\u2019atteggiamento storico del Signore, tante volte mostrato nel racconto di Matteo: la piccolezza \u00e8 la sua virt\u00f9 fondamentale (Mt.11,28-36), che lo induce a cercare di preferenza i pi\u00f9 bisognosi e i pi\u00f9 colpiti dalla vita (Mt.9,12). Matteo guarda a questa esemplarit\u00e0 storica di Cristo e la propone a tutti, tutti chiamati da Dio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Cos\u00ec Matteo dice che la sentenza che verr\u00e0 pronunciata nel momento finale si prepara nella storia, dove ognuno costruisce la propria realizzazione o il proprio fallimento. In quel momento finale non verr\u00e0 richiesta alcuna professione di fede cristiana, ma l\u2019aver vissuto lo stesso agire di Ges\u00f9. Matteo scrive come un pastore, un vescovo che si preoccupa di insegnare ai fedeli della propria comunit\u00e0 quali sono le linee per essere riconosciuti come appartenenti al Signore. Non tutti, allora come oggi, possono conoscerlo, ma per tutti c\u2019\u00e8 una via per incontrarlo, quella delle opere di misericordia. Esse sono presenti nella tradizione ebraica e in tante culture e religioni, nella coscienza di tanti uomini e tante donne, basta pensare alla \u201cregola d\u2019oro\u201d: <strong><em>\u201ctutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro\u201d<\/em><\/strong>. Vengono introdotte solennemente nel Vangelo da Matteo e glie ne siamo grati: sono opere possibili a tutti e cos\u00ec cadono i pregiudizi e le divisioni, cresce la speranza, si allarga la moltitudine nel Paradiso, perch\u00e9 viene proposto un criterio di giudizio unico per ebrei, cristiani e pagani, senza distinzione. Non \u00e8 la religione che introduce nel Regno. Il testo offre come una nuova, diversa definizione della fede e del credente, in particolare cristiano.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Ges\u00f9 aveva detto nel Discorso del Monte (Mt.5,44-45) che l\u2019amore gratuito ai nemici introduce in una connaturalit\u00e0, in una parentela con Dio: la fede non \u00e8 tanto l\u2019adesione a una verit\u00e0, ma una comunione di amore e di vita con Cristo, con la sua carica di bene, di misericordia, che introduce nell\u2019umano la vita di Dio e la vita umana in Dio. Il credente perci\u00f2 \u00e8 colui che ama, non chi pensa solo a Dio, chi agisce come Ges\u00f9, non chi parla come lui o di lui. Dicendo per <strong><em>\u201ctutte le genti\u201d<\/em><\/strong>, Matteo lo dice per ogni fede religiosa e per tutti i comportamenti umani: c\u2019\u00e8 una via \u2013 quella che per Agostino \u00e8 <em>\u201cla via\u201d<\/em> \u2013 in cui tutti gli uomini si ritrovano uguali e seguaci di Cristo, cittadini del suo regno, quella dell\u2019attenzione premurosa e concreta a quei <strong><em>\u201cpiccoli\u201d<\/em><\/strong> che sono gli affamati, gli assetati, i forestieri, i nudi, i carcerati. Questa attenzione riproduce sul volto degli uomini i lineamenti di Cristo: il giudizio sar\u00e0 la ratifica di questa somiglianza, l\u2019essere riconosciuti figli nell\u2019unico Figlio di Dio. Nella meditazione pensiamo alla gioia nel momento in cui saremo presentati al Padre ed egli ci trover\u00e0 simili al Figlio e ci dir\u00e0: <strong><em>\u201cPrendi parte alla gioia del tuo padrone!\u201d<\/em><\/strong> (Mt.25,23). Con queste parole Matteo ci d\u00e0 una definizione bellissima della vita eterna.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La parola \u201ceterno\u201d \u00e8 detta anche del fuoco, nel senso di interminabile. La prospettiva di eternit\u00e0 appartiene con sicurezza alla predicazione e pu\u00f2 lasciare sgomenti. Gli studiosi dicono che forse l\u2019intenzione di Matteo non \u00e8 strettamente sull\u2019eternit\u00e0, come tempo che non finisce, perch\u00e9 il termine ebraico originale significherebbe \u201ctempo lungo, incalcolabile\u201d. La sua intenzione sarebbe stata sottolineare la centralit\u00e0 dell\u2019amore, senza il quale si sbaglia per sempre. L\u2019idea di un Dio giudice inappellabile sembra contrastare con la certezza di Dio padre, amico, sposo.\u00a0\u00c8 difficile comprendere come quel Dio, che da sempre domanda all\u2019uomo di perdonare, dimenticare, usare misericordia possa essere in contraddizione con quello che domanda; che dopo aver detto a Pietro di perdonare sempre, 70 volte 7, si smentisca per quanto lo riguarda. Anche noi ci rendiamo conto che nessuno si ritrova pienamente nei suoi errori, identificandosi con essi. Forse Matteo ha calcato i colori con espressioni della cultura ebraica del tempo, per inculcare la verit\u00e0 del giudizio.\u00a0\u00c8 un argomento delicato. Dobbiamo rinunciare alla presunzione di imprestare a Dio il codice della valutazione umana.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Matteo ci ha presentato un Cristo glorioso che \u00e8 capace di vedere e di valutare positivamente ogni piccolo gesto di amore compiuto anche da chi non lo ha conosciuto e venerato, invitandoci cos\u00ec a cercare il positivo in ogni creatura, anche se ha molto sbagliato. Sembra dirci, mentre ci congediamo da lui con gratitudine, l\u2019invito a fidarci di questo amore vittorioso del Padre che si manifesta in Ges\u00f9 e sapere che questo amore vince sulle ottusit\u00e0 e durezze e che questa vittoria \u00e8 il suo Regno.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 23 novembre 2008<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019accoglienza della pagine di Matteo sulla conclusione della storia \u00e8 ben preparata dalle parole di Ezechiele che, in polemica con i pastori di Israele interessati e poco fedeli, rivendica a Dio solo il titolo di pastore del suo popolo, che gli appartiene e sar\u00e0 perci\u00f2 il \u201csuo gregge\u201d, di cui egli si prende cura direttamente, in senso collettivo e di premura personale e costante. Dobbiamo prestare molta attenzione ai verbi \u201candr\u00f2\u00a0\u2026 ricondurr\u00f2\u00a0\u2026 fascer\u00f2\u201d &#8211; tutti nella prima persona singolare &#8211; espressione chiarissima dell\u2019attenzione di Dio per ogni figlio del suo popolo. La forza del messaggio dice quanto stia nel cuore di Dio l\u2019amore paterno per ogni sua creatura, che gli costa l\u2019eterno, continuo abbassarsi su ogni persona e dona la certezza che la morte non \u00e8 caduta nel nulla, perch\u00e9 tutti saremo accolti dalla sua mano che si cala nel tempo. Allo tesso tempo questo messaggio richiede la fedelt\u00e0 per chi deve esserne mediatore tra lui e il suo popolo. L\u2019infedelt\u00e0 nel servizio porterebbe alla revoca dell\u2019incarico della mediazione.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Il testo del capitolo 25 di Matteo, con immagini che provengono dai profeti, presenta Ges\u00f9 glorioso nella veste di giudice definitivo della storia. Non \u00e8 una parabola, neppure un insegnamento autoritario e minaccioso. Ma \u00e8 una descrizione che rivela la realt\u00e0 alla luce della verit\u00e0 escatologica, cio\u00e8 ultima e definitiva.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Matteo ci mette di fronte ad un dialogo serrato, premio o rifiuto, stupore, spiegazione. Per quattro volte vengono ripetuti i vocaboli che indicano le opere di misericordia, gi\u00e0 indicate da Isaia e presenti nella tradizione ebraica. Dio \u00e8 colui che fin dalle origini interviene nella storia, ama per primo: la sua presenza provvide a vestire Adamo ed Eva nudi, fu lui che ascolt\u00f2 il gemito del popolo, schiavo in Egitto, e scese dal cielo per condurlo verso la libert\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Al di l\u00e0 della materialit\u00e0 delle opere compiute o non, che potrebbero essere considerate un programma etico, nel discorso di Ges\u00f9 la novit\u00e0 sta nel fatto che il giudice si considera oggetto delle azioni, anche se coloro che le compiono o non siano stati in grado di riconoscerlo o meno, anche per chi non ha riconosciuto la sua presenza. C\u2019\u00e8 come una luce che suscita stupore, riconoscenza, lode al Signore, che rende universale la salvezza, perch\u00e9 il metro di essa consiste nella misericordia verso i pi\u00f9 bisognosi. L\u2019appartenenza al Regno non esige l\u2019esplicita conoscenza di Cristo, ma solo l\u2019accoglienza concreta del fratello bisognoso: lo spazio della speranza si allarga.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> I discepoli che hanno avuto la grazia di riconoscere il Signore nel dono di s\u00e9 sulla croce dovranno testimoniarlo seguendolo, nella concretezza dei gesti operativi di accoglienza e condivisione, a cominciare dalla premura per \u201cquesti miei fratelli pi\u00f9 piccoli\u201d, espressione che fa pensare ai portatori del vangelo. Cos\u00ec renderanno visibile nella storia la realt\u00e0 intima di Dio, l\u2019amore che si prende cura di persona dei pi\u00f9 piccoli e deboli. Proprio come aveva fatto Ges\u00f9 in tutto il racconto di Matteo, non parlando del bene, ma facendolo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Ripercorriamo il camino fatto seguendo il vangelo di Matteo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cPadre nostro, che sei nei cieli\u201d. Tutto era cominciato cos\u00ec. Poi una lunga teoria di incontri, di parole, di commozioni, di gesti: l\u2019amore a chi ci ha fatto del male, l\u2019elemosina nel segreto, l\u2019occhio limpido che vede il fratello nella luce, la rinuncia radicale al giudizio, il perdono \u201csettanta volte sette\u201d, il superamento degli steccati dell\u2019impurit\u00e0 e degli errori religiosi. Quando Giovanni Battista lo aveva interpellato sul suo compito, Ges\u00f9 aveva dettato il suo biglietto da visita e Matteo lo aveva scritto: \u201ci ciechi recuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l\u2019udito, i morti risuscitano, ai poveri \u00e8 annunciata la buona novella, e beati colui che non si scandalizza di me\u201d (Mt.11,5).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Questo tutto questo ci ha detto Matteo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Oggi, mentre &#8211; nella conclusione del ciclo liturgico &#8211; ce ne separiamo temporaneamente, ci dice che il cielo di Dio sono i poveri, che entreremo nel suo regno solo se saremo entrati nella vita dei poveri, di chi soffre. Ci rivela quello che Ges\u00f9 gli ha detto, che Dio sta nel posto in cui non vorremmo mai stare, perch\u00e9 ci fa paura e ripugnanza. Su questo entrare il Signore, alla sua venuta, ci chieder\u00e0 conto, non sulle nostre debolezze, che egli ha pagato in croce.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Dir\u00e0 Giovanni della Croce nel 1550, nell\u2019Europa delle gradi povert\u00e0: \u201calla fine della storia saremo giudicati sull\u2019amore\u201d. Dio ci chieder\u00e0 conto del nostro essere entrati concretamente con il bene di un pezzo di pane, di un bicchiere d\u2019acqua, forse del vestito che invecchia nei nostri guardaroba strapieni e che pu\u00f2 proteggere dal freddo un nostro fratello\u2026<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Questa \u00e8 la misura che Dio presenta all\u2019uomo, allo scadere della storia individuale e di tutta la creazione. La misura della verit\u00e0: il povero \u00e8 lo specchio della verit\u00e0 della vita. Quello che rimarr\u00e0 di quanto abbiamo vissuto.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Concludiamo con un pensiero di Madre Teresa di Calcutta, scritto in un momento di sofferenza anche fisica. Meditando sul capitolo 16 di Matteo, quando Ges\u00f9 domanda agli apostoli, \u201cLa gente chi dice che sia il Figlio dell\u2019Uomo?\u201d e poi \u201cVoi chi dite che io sia?\u201d (Mt.16,13-15) ella si chiede: \u201cChi \u00e8 Ges\u00f9 per me?\u201d e scrive questa pagina:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em>\u201c Ges\u00f9 \u00e8 la Verit\u00e0 da dire.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 la Via da percorrere.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 la Luce da accendere,<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 la Vita da vivere.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 la Pace da donare\u2026<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 l\u2019affamato da nutrire.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 l\u2019assetato da dissetare.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 l\u2019ignudo da vestire\u2026<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 l\u2019alcolizzato da ascoltare<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 il malato di mente da proteggere.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 il piccolo che va abbracciato.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 il prigioniero da visitare.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 il vecchio da servire.<br \/>\nGes\u00f9 \u00e8 il mio Dio.\u201d<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> (M. Teresa, malata nel 1983, su Mt.16,15: \u201cVoi chi dite che io sia?)<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 13 novembre 2011<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019anno della liturgia, che la Chiesa vive come memoria degli avvenimenti di Ges\u00f9 e come formazione continua alla fede matura, si chiude con la celebrazione di Cristo, Re dell\u2019universo. Essa dice che essere credenti, discepoli del Signore, vuol dire scegliere e restare con perseveranza alla sua scuola di vita, per approdare a Lui. Questo \u00e8 lo scopo della liturgia, l\u2019incontro ritmato del tempo con Cristo, maestro della verit\u00e0 e pane della vita a cui siamo chiamati nella fede. Egli \u00e8 il modello e la misura, dal momento che la creazione nasce in Lui, il Logos, il pensiero e la Parola del Padre nell\u2019eternit\u00e0; per mezzo di Lui ogni realt\u00e0 \u00e8 chiamata all\u2019esistenza e trova in Lui il suo compimento, perci\u00f2 il senso della propria vita. Lo dice san Paolo: \u201cC\u2019\u00e8 un solo Signore, Ges\u00f9 Cristo, in virt\u00f9 del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per Lui\u201d (1Cor.8,6).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u00c8, perci\u00f2, Cristo colui che opera a favore dell\u2019uomo il discernimento tra quello che vale e quello che non vale, tra quello che resta e quello che non resta. Ed \u00e8 docilit\u00e0 del credente la tensione a comunicare con tutta la sua vicenda, quella storia drammatica ed affascinante della vita ripresa dopo la morte in croce, che il Vangelo ci trasmette. Accogliere la sua regalit\u00e0 significa accogliere l\u2019interezza della sua vita, anche e soprattutto in quegli aspetti che alla mentalit\u00e0 umana possono suonare contraddittori e provocare il rifiuto. Infatti la regalit\u00e0 che Cristo afferma di s\u00e9 appare crocefissa e perdente, e perci\u00f2 estranea ad ogni logica.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Tutti dovremmo interrogarci sulla verit\u00e0 dell\u2019adesione personale e collettiva alla via di Cristo, segnata dalla vergogna della condanna e dall\u2019impotenza a scendere dalla croce, quando la si guardi con i canoni della valutazione corrente, mentre egli la considera il dono pi\u00f9 grande del Padre per l\u2019uomo e la vive come il pi\u00f9 grande atto di amore di Lui, il Figlio, e di ogni figlio di Dio. Tutti, per vivere nella regalit\u00e0 che celebriamo nella liturgia, siamo chiamati a questo \u201cpensiero\u201d di Cristo, al suo compimento in ciascuno di noi.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Cristo \u00e8 Re perch\u00e9 ha obbedito a Dio e perci\u00f2 ha sconfitto la morte. Cos\u00ec \u00e8 \u201cprimizia\u201d dell\u2019umanit\u00e0, che allora \u00e8 pienamente viva, quando si lascia coinvolgere da Lui che, attraverso il coinvolgimento, completa la sua opera:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201c\u00c8 necessario, infatti, che Egli regni finch\u00e9 non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> L\u2019ultimo nemico ad essere annientato sar\u00e0 la morte\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> (dalla II lettura: 1 Cor.15,25-26)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cCristo regna dal legno\u201d, hanno cantato i primi cristiani. E a questo suo stile di regalit\u00e0 bisogna sempre convertirsi. Gli strumenti dello scherno che i vangeli della passione racconteranno, la canna come scettro, il panno rosso come manto, le spine come corona, nella loro ironia blasfema, in realt\u00e0 sono segni veri della regalit\u00e0 che Ges\u00f9 rivendica davanti a Pilato. Perci\u00f2 la Chiesa, chiamata a sua volta ad essere segno di questa regalit\u00e0, sa di non poter avere pretese di vittoria e di dominio, nel senso mondano dei termini. E sa di non poter avere dubbi nel capire e proclamare che proprio questo \u00e8 lo Sposo, il Cristo dileggiato e tribolato nella storia. Deve vivere l\u2019appartenenza al suo Signore nella rinuncia radicale ad ogni seduzione di privilegi, scegliendo al contrario, con altrettanta radicalit\u00e0, il privilegio del servizio.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Oggi la liturgia propone l\u2019ultima pagina di Matteo con l\u2019annuncio del momento finale della storia umana, non un giudizio di condanna, ma lo svelamento della verit\u00e0 di ciascuno nella propria vita. Ci dice che la vita del Signore, spesa nell\u2019attenzione premurosa a quanti verrebbe istintivo rifiutare e tenere lontano, sar\u00e0 la misura della valutazione della vita di ciascuno. Ges\u00f9 \u00e8 Re per la sua dedizione all\u2019uomo, si \u00e8 fatto prossimo delle sue necessit\u00e0: affamato, assetato, nudo, forestiero, carcerato, malato, \u201cultimo\u201d. Il rapporto di Ges\u00f9 con i poveri \u00e8 analogo a quello della madre africana che diceva di s\u00e9: \u201c\u00c8 brutto quando ho fame nel mio stomaco, ma \u00e8 pi\u00f9 brutto quando ho fame nello stomaco del mio bambino\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Il povero non \u00e8 Ges\u00f9. Ma Ges\u00f9, nell\u2019amore, fa sua la fame dell\u2019affamato, la sete dell\u2019assetato, la nudit\u00e0 del nudo, la malattia del malato, la solitudine del forestiero, l\u2019acredine del carcerato. Ges\u00f9 li ama talmente che le sofferenze e le umiliazioni che vivono le sente su di s\u00e9. Questa immedesimazione responsabilizza davanti a Lui, per cui il s\u00ec e il no detti ai poveri equivalgono a s\u00ec e no detti a Lui stesso.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Tutti i popoli, dice Matteo, non solo i credenti. Credenti e non credenti sentiranno l\u2019abbraccio riconoscente di Lui, \u201cl\u2019avete fatto a me\u201d come risposta ala loro domanda: \u201cQuando?\u201d. Forse Matteo ci vuol donare quello che ha capito vivendo con il Signore, cio\u00e8 che il cuore e la coscienza di ogni uomo \u00e8 abitato dal desiderio e dal sentimento, anche senza motivazioni esplicitamente religiose, di condividere la vita nella solidariet\u00e0 e nella misericordia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Perci\u00f2 il Signore ha invitato tante volte, Matteo ce lo ha insegnato bene, a non fermarsi alla realt\u00e0 esterna per discernere la qualit\u00e0 morale della vita, ma a scendere nel cuore, nel \u201csacrario\u201d della coscienza, dove abita il Dio della verit\u00e0 e dell\u2019amore.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-19-cristo-re\/a-cristo-re\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo Re dell&#8217;Universo\u00a0&#8211; Anno A (Ez 34,11-12.15-17; Sal.22; 1Cor 15,20-26.28; Mt 25,31-46)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7655,"menu_order":15,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5144","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5144"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5144\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13989,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5144\/revisions\/13989"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}