{"id":5132,"date":"2016-02-18T06:14:09","date_gmt":"2016-02-18T05:14:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5132"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"a-to-30","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-19-cristo-re\/a-to-30\/","title":{"rendered":"30a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">XXX DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Es 22,20-26; Sal.17; 1Ts 1,5-10; Mt 22,34-40)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 23 ottobre 2005<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Domenica scorsa Matteo ci ha mostrato Ges\u00f9 nel suo rapporto con il Padre: Dio ha il primo posto nella sua vita ed egli lo testimonia in gesti e scelte concrete. Abbiamo capito che la fede ha una profonda esigenza di radicalit\u00e0, e che il venire a patti con piccole e grandi idolatrie la conduce all\u2019ipocrisia. Perci\u00f2 l\u2019accoglienza nella fede di Dio, che viene nella storia e parla al cuore, richiede come unica, autentica risposta la reciprocit\u00e0 nell\u2019amore senza riserve. Nella Chiesa e in ogni fede monoteista la verginit\u00e0 \u00e8 segno prezioso di adorazione, di totale appartenenza a Dio. L\u2019adorazione non \u00e8 soggezione passiva ad un dispotismo, ma la proposta altissima di entrare nello spazio immenso di un amore che si comunica a noi nella gratuit\u00e0, \u00e8 la volont\u00e0 dei figli di Dio, fatti a sua immagine e somiglianza, di essere l\u2019immagine di Lui, che ci ha amati per primo. Guardando profeticamente il Servo, sofferente per amore, l\u2019autore del Salmo 22 vede nella reciprocit\u00e0 l\u2019unica risposta: <strong>\u201ce io vivr\u00f2 per lui\u201d<\/strong> e conclude dicendo: <strong>\u201cecco l\u2019opera del Signore\u201d<\/strong>. L\u2019opera di Dio \u00e8 imparare a vivere per lui, come abbiamo visto domenica scorsa: <strong><em>\u201cDate a Dio quello che \u00e8 di Dio\u201d.<\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Ges\u00f9 manifesta oggi questa verit\u00e0 con la risposta che Matteo pone sulle sue labbra. Al dottore della legge che gli domandava quale fosse il pi\u00f9 grande comandamento, egli risponde ponendo insieme due testi antichi del Deuteronomio e del Levitico (Dt.6,5 e Lev.19,18), facendone una sintesi immediata e concreta. <strong><em>\u201cDa questi due comandamenti \u2013 <\/em><\/strong>egli dice<strong><em> \u2013 dipende tutta la legge e i profeti\u201d<\/em><\/strong>. Unire l\u2019amore di Dio a quello del prossimo \u00e8 la grande novit\u00e0 di Ges\u00f9. Dire che il secondo precetto <strong><em>\u201c\u00e8 simile al primo\u201d<\/em><\/strong> significa che esso richiede uguale attenzione. Si tratta di dedicare all\u2019uomo la stessa cura, la stessa venerazione che a Dio. Anche l\u2019uomo va amato <em><strong>\u201ccon tutto il cuore, con tutta l\u2019anima, con tutte le forze\u201d<\/strong><\/em>, amato cio\u00e8 con la totalit\u00e0 del proprio essere, non solo con le parole e i sentimenti, ma a fatti, impegnando la convinzione e l\u2019azione.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Matteo lo aveva gi\u00e0 insegnato quando, nel Discorso della Montagna, il Signore invita a posporre l\u2019atto di culto alla riconciliazione con il fratello (Mt.5,23-24) e proponendo di amare i nemici come Dio li ama (Mt.5,44-48). Ora la sintesi dei due comandamenti \u00e8 il punto di approdo dell\u2019insegnamento dei profeti e della tradizione ebraica, da Mos\u00e8 in poi. Nella societ\u00e0 ebraica i comandamenti si erano moltiplicati e si avvertiva il bisogno di una sintesi e Ges\u00f9 ce la d\u00e0: il pi\u00f9 grande comandamento per un cristiano \u00e8 lo stesso che per un ebreo. Non ci sono due vie di salvezza, una di Mos\u00e8 ed una di Cristo, ma quella di Cristo che attua fino in fondo quella di Mos\u00e8.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Meditiamo questo passo, da cristiani maturi: l\u2019amore per Dio \u00e8 illusorio se non si concretizza nell\u2019amore per l\u2019uomo. Una fede intimistica che separa le due facce di quest\u2019unico amore non \u00e8 cristiana. <strong>\u201cchiunque crede che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, \u00e8 nato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui \u00e8 stato generato\u201d<\/strong> (1Gv.5,11) scrive l\u2019Apostolo Giovanni. Senza mancare di rispetto per chi si prodiga per l\u2019umanit\u00e0 con filantropia e solidariet\u00e0 generosa, l\u2019esperienza cristiana afferma che a sua volta l\u2019amore per il prossimo rischia di essere effimero, episodico e parziale, perci\u00f2 illusorio, se non si radica nella stabilit\u00e0 dell\u2019amore di Dio. Rapporti coinvolgenti come quelli fra sposi, fra genitori e figli, con grande frequenza sono come polverizzati, senza il riferimento a Dio. <strong>\u201cDa questo conosciamo di amare i figli di Dio, se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti\u201d<\/strong> (1Gv.5,2), ci dice ancora l\u2019Apostolo Giovanni.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La parabola dei vignaioli, che abbiamo letto al capitolo 20, mostra il padrone che d\u00e0 lo stesso salario anche agli operai dell\u2019ultima ora e ci rivela Dio come colui che si dona gratuitamente: l\u2019unico modo di amarlo \u00e8 farsi suoi imitatori, senza dar peso ai diritti e ai meriti, amando tutti indistintamente, per costruire insieme la fraternit\u00e0 universale. Il Signore non chiede all\u2019uomo la sua appartenenza, non chiede neanche di essere esplicitamente riconosciuto, ci dice Matteo al capitolo 25, quando pone sulla bocca del giudice finale l\u2019apprezzamento non solo morale, ma teologale di ogni gesto gratuito dell\u2019uomo, anche non credente, verso l\u2019altro uomo. Di quanti hanno sfamato, dissetato, vestito, curato l\u2019altro uomo il Signore dice: <strong><em>\u201clo hanno fatto a me\u201d<\/em><\/strong>. (Mt.25,40).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Dobbiamo imparare a vigilare sulla tentazione grande dell\u2019uomo in ogni tempo: quella di ritenere volont\u00e0 immutabile di Dio un sistema religioso e sociale, costruito secondo criteri umani. Il fariseismo inizia quando si giudica secondo gli adempimenti esigiti dal sistema. Ges\u00f9 dice che Dio \u00e8 \u201cbuono\u201d (Mt.20,15), ma che si manifesta nel suo libero avvicinarsi al cuore dell\u2019uomo, in modi che sfuggono ai criteri abituali delle nostre relazioni. Non possiamo, ad esempio, pensare che Dio non sia vicino al cuore di chi non va a messa\u2026 Il dono pi\u00f9 grande che Egli ci fa, quando viviamo nel desiderio sincero di amarlo <strong><em>\u201ccon tutto il cuore, con tutta l\u2019anima, con tutta la mente\u201d<\/em><\/strong> \u00e8 quello di condividere il suo modo di amare. La grazia pi\u00f9 preziosa \u00e8 quella di liberarci dalla logica del lavoro per il merito e per la ricompensa, per introdurci nello spazio immenso della reciprocit\u00e0 verso di Lui e della gratuit\u00e0 verso l\u2019umanit\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Questo \u00e8 lo splendore del Vangelo che oggi il pensiero della missione ci fa avvertire come un debito, sia nei confronti del nostro territorio che verso la lontana Africa. La concretezza dell\u2019amore rende credibile il Vangelo in ogni epoca e n ogni luogo:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em>\u201cSi \u00e8 missionari prima di tutto per ci\u00f2 che si \u00e8, come Chiesa che vive profondamente l\u2019unit\u00e0 dell\u2019amore, prima di esserlo per ci\u00f2 che si dice o si fa\u201d<\/em>. Cos\u00ec ha detto Giovanni Paolo II. (Red. Missio 23)<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 26 ottobre 2008<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Quasi al termine dell\u2019itinerario liturgico con il vangelo di Matteo, troviamo, in forma di sintesi, l\u2019insegnamento rinnovato pi\u00f9 volte, come per sollecitare il lettore a mettere in pratica il discorso del monte, le parole di Ges\u00f9 che dicono quello che \u00e8 \u201cpi\u00f9 importante\u201d nella vita. Il contesto, ancora una volta, non \u00e8 cordiale verso il Signore, ma questo non gli impedisce di esprimersi con chiarezza: Ges\u00f9 conserva la sua libert\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cIl secondo \u00e8 simile al primo\u201d, unifica l\u2019amore teologale a quello fraterno, per concludere che \u201cda questi due comandamenti dipende tutto\u201d. Matteo si fa catechista e pedagogo anche nei confronti della nostra attuale mentalit\u00e0 individualista, che giunge a farci pensare che preghiamo meglio quando non c\u2019\u00e8 accanto a noi il fratello \u2026<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Se la realt\u00e0 intera dipende da un punto, vuol dire che da questo punto, come origine e riferimento, tutto il resto dipende in concreto. Perci\u00f2 i comandamenti antichi e le tradizioni religiose vanno ricondotti a quest\u2019unico punto e sono riassumibili in esso: il comandamento dell\u2019amore \u00e8 il fondamento e il centro della relazione autentica con Dio e tra gli uomini. Dice S.Paolo: \u201cPieno compimento della legge \u00e8 l\u2019amore\u201d (Rm.13,10).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> C\u2019\u00e8, nella prassi cristiana che ha la radice nel vangelo, il superamento della cosiddetta \u201cregola d\u2019oro\u201d che l\u2019Antico Testamento conosceva con altre culture: \u201cnon fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te\u201d. Nel vangelo il criterio diventa positivo, perch\u00e9 Ges\u00f9 dice, in modo esigente: \u201ctutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo loro: questa, infatti, \u00e8 la legge e i profeti\u201d (Mt.7,12); e in tutto il suo insegnamento \u2013 fino alla sera del gioved\u00ec santo &#8211; spinge ad andare oltre lo spazio dell\u2019interesse personale, facendo intravedere il cammino di fede nel passaggio dall\u2019io all\u2019altro, dalla preoccupazione per s\u00e9 alla premura per il \u201cnoi\u201d. Quando, tanti anni fa, cominciavo a studiare la Regola di s. Agostino imparai la centralit\u00e0 del testo breve in cui si insegnava a valutare il proprio progresso spirituale dalla misura di quanto ci si liberava dal pensiero di s\u00e9 per tendere verso gli altri.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Il tono netto del verbo \u201camerai!\u201d, ripetuto due volte, sta a significare come la comunit\u00e0 cristiana abbia inteso il valore di centro e fondamento dell\u2019unico comandamento dell\u2019amore nei suoi due aspetti. Questo non significa, certamente, l\u2019abolizione e la relativizzazione degli altri comandamenti, ma il discepolo di Ges\u00f9 &#8211; come singolo e come educatore &#8211; deve aver chiaro nella coscienza che, in caso di conflitti interiori, quando occorre decidere, il criterio valido \u00e8 nell\u2019unit\u00e0 del comandamento dell\u2019amore, nell\u2019accettazione realistica del limite di ogni uomo, senza lasciarsi paralizzare dalla ricerca della perfezione nell\u2019azione. Gli altri impegni, di ordine etico e religioso che rimangono, sono finalizzati a sostenere e ad aiutare l\u2019impegno di amare. Se ci si fissasse rigidamente sulla lettera di quello che \u00e8 scritto o tradizionale, si potrebbe rischiare di perdere di vista il centro. Nell\u2019episodio parallelo del vangelo di Luca il dottore della legge continua ad interrogare Ges\u00f9, chiedendogli \u201cchi \u00e8 il mio prossimo?\u201d e Ges\u00f9 risponde con la parabola del buon Samaritano, che soccorre l\u2019uomo incappato nei briganti e conclude: \u201cVa\u2019 e anche tu fa\u2019 lo stesso\u201d (Lc.10,37) .<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Tutti gli impegni devono essere strumenti per la creazione di uno spazio utile in cui ci si possa muovere con libert\u00e0, in cui ogni discepolo di Ges\u00f9 possa vivere con convinzione e semplicit\u00e0 l\u2019amore, al meglio di quello che gli \u00e8 possibile. Un\u2019attenzione irrigidita degli altri comandamenti rischia di rendere la persona scissa interiormente.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Matteo cos\u00ec anticipa quello che scriver\u00e0 Giovanni: \u201cSe uno dicesse: \u2018Io amo Dio\u2019 e odiasse suo fratello, \u00e8 un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non pu\u00f2 amare Dio che non vede. Questo \u00e8 il comandamento che abbiamo da lui: \u201cchi ama Dio ama anche il suo fratello\u2019 \u201d (1Gv.4,20) E prepara la comprensione della Chiesa e di chiunque si interroghi.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Scriver\u00e0 Agostino, in termini pedagogici:<\/span><br \/>\n<em><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cUna volta per tutte ti viene imposto un breve precetto: ama e fa ci\u00f2 che vuoi: sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell\u2019amore, perch\u00e9 a questa radice non pu\u00f2 procedere che il bene\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> (sulla prima lettera di Giovanni,tr.7,8)<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Liberare il cuore, apre spazi di creativit\u00e0: alla luce di questa parola del Signore, che ci \u00e8 rivolta anche attraverso la pagina dell\u2019Esodo, dobbiamo interrogarci, oggi, su quanto ci lasciamo interpellare e coinvolgere dal rapporto con gli stranieri, che rischiano di essere visti soltanto come problemi di ordine socio-politico o come pericoli per le nostre sicurezze. Non \u00e8 tempo per un metro di valutazione diverso su quanto compete al datore del lavoro ed al lavoratore: lasciamoci interpellare da quanto scrivono don Sandro e don Mauro dalla missione in Centrafrica.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cAmerai!\u201d Tutto il nostro futuro \u00e8 in questo verbo, che non \u00e8 un imperativo, che si aggiunge ai tanti, opprimenti e fiscali, di ogni giorno; ma una chiave di futuro, che apre ad uno spazio, fa intravedere una possibilit\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cAmerai!\u201d significa un\u2019azione mai conclusa, che dura finch\u00e9 durer\u00e0 il tempo, che da senso al vivere ed al morire, allo studio ed al lavoro, alla famiglia, alla politica, perch\u00e9 \u00e8 il progetto di Dio, la sua stessa vita.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Tutto si pu\u00f2 vivere per amore, e tutto pu\u00f2 ricevere vita se amo. Cos\u00ec dobbiamo cercare di vivere amando e sperare di essere trovati nell\u2019amore quando il Signore ci verr\u00e0 a chiamare per l\u2019ultima volta. Quando, a sera, ci domandiamo: \u201cSignore, che cosa dovr\u00f2 fare domani?\u201d la risposta sar\u00e0: \u201cTu amerai!\u201d \u201cChe cosa per il tempo che mi resta? \u201cTu amerai!\u201d<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Perch\u00e9 chi ama, vive.<\/span><\/em><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-19-cristo-re\/a-to-30\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXX DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno A (Es 22,20-26; Sal.17; 1Ts 1,5-10; Mt 22,34-40)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7655,"menu_order":11,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5132","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5132","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5132"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5132\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13985,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5132\/revisions\/13985"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}