{"id":5120,"date":"2016-02-17T07:49:09","date_gmt":"2016-02-17T06:49:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5120"},"modified":"2022-01-07T06:48:03","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:03","slug":"a-to-26","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-19-cristo-re\/a-to-26\/","title":{"rendered":"26a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">XXVI DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Ez 18,25-28; Sal.24; Fil 2,1-11; Mt 21,28-32)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 25 settembre 2005<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Matteo \u00e8 l\u2019annunciatore forte della paternit\u00e0 di Dio, unica, universale, fedele, che propone a tutti gli uomini la possibilit\u00e0 di avere con Lui la stessa relazione filiale che Ges\u00f9 mostra nella sua umanit\u00e0 e che Giovanni descrive, contemplandola nell\u2019eternit\u00e0 con profondit\u00e0 e abbondanza di sfaccettature. Matteo conosce bene l\u2019umanit\u00e0 e vede come la paternit\u00e0 di Dio rende gli uomini uguali tra loro, ma tuttavia il loro rapporto con Lui \u2013 rapporto di figli con il Padre &#8211; si diversifica nella libert\u00e0 dei cuori, raggiungendo anche a volte toni drammatici.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il capitolo 21 racconta insegnamenti e gesti forti del Signore, arrivato a Gerusalemme \u2013 la purificazione del tempio, la maledizione del fico che non porta frutti, la disputa con i sacerdoti. Questo insegnamento di Ges\u00f9, ormai vicino all\u2019ora della passione, domanda impegni veri nel culto e nella vita. La parabola dei due fratelli \u00e8 il segno di due modi diversi di rapportarsi all\u2019unico padre: c\u2019\u00e8 il modo formale, c\u2019\u00e8 quello reale, vero. Ogni lettore del Vangelo \u00e8 invitato a specchiarvisi, per identificarsi davanti a Dio, per capirsi, ma anche per capire sempre pi\u00f9 Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La risposta formale del secondo figlio \u00e8 netta e dura, come quella di tanti adolescenti: <strong><em>\u201cnon ho voglia\u201d<\/em><\/strong>, ma poi egli va realmente a lavorare. L\u2019atteggiamento del primo, invece, \u00e8 ossequioso, la sua risposta correttissima \u2013 chiama anche il padre \u201csignore\u201d \u2013 ma lui non va a lavorare. Ges\u00f9 conclude la parabola con una domanda retorica, una domanda che contiene gi\u00e0 la risposta: <strong><em>\u201cChi dei due ha compiuto la volont\u00e0 del Padre?\u201d.<\/em><\/strong> Essa porta alla sintesi di tutta l\u2019etica cristiana, sottolineata pi\u00f9 volte da Matteo: il Vangelo \u00e8 vita quando lo si attua concretamente, il riconoscimento solo formale \u00e8 di chi \u00e8 figlio solo a parole, non in senso reale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Che significa: \u201cfare la volont\u00e0 di Dio\u201d? Significa portare avanti concretamente la sua opera , in se stessi e negli altri, come sta facendo Ges\u00f9 ora, nel capitolo 21 di Matteo, in cui ci viene presentato nell\u2019obbedienza al Padre, vissuta attraverso il duro impatto con Gerusalemme, infedele perch\u00e9 chiusa. La parabola contrappone due atteggiamenti religiosi, uno falso e uno vero, due categorie di discepoli di Ges\u00f9: quelli che ascoltano e non praticano, quelli che mettono in pratica dopo aver recalcitrato nel primo tempo della chiamata, perdendo tempo come i braccianti nella piazza, che abbiamo incontrato domenica scorsa, nel capitolo 20.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Matteo pensa alla sua e alla nostra comunit\u00e0 cristiana, a quelli che dicono: \u201cSignore, Signore\u201d, ma non sono disponibili alle esigenze del Vangelo &#8211; come egli ha gi\u00e0 sottolineato al capitolo 7, concludendo il Discorso della Montagna. La disobbedienza consapevole e libera al volere di Dio conduce alla perdita del rapporto vero con Lui. Non essere attenti al \u201cs\u00ec\u201d del cuore e della vita pu\u00f2 portare a non sentirsi pi\u00f9 figli, fino all\u2019incredulit\u00e0. Matteo sa, anche per sua esperienza personale (come abbiamo visto al capitolo 9, quando Ges\u00f9 lo ha chiamato, mentre era seduto al banco di esattore delle imposte per conto dei romani) che il contatto con Ges\u00f9 pu\u00f2 produrre veri e propri cambiamenti di vita anche in chi, per le scelte fatte in precedenza, \u00e8 ritenuto non ammissibile nel \u201crecinto dei giusti\u201d. Con le parole: <strong><em>\u201ci pubblicani e le prostitute vi passeranno avanti nel regno di Dio\u201d<\/em><\/strong> (21,31) Ges\u00f9 vuol far capire che niente nella vita dell\u2019uomo deve essere considerato come scontato: dopo il \u201cs\u00ec\u201d pu\u00f2 esserci il \u201cno\u201d, dopo il \u201cno\u201d la docilit\u00e0 alla chiamata. Per tutti la parabola \u00e8 un ammonimento a temere per la propria continuit\u00e0 e perseveranza: tutti possono diventare figli ribelli, come tutti i ribelli possono diventare docili. Non vi sono posizioni di scontata sicurezza. Siamo provocati, come dice Ezechiele nella prima lettura, ad essere uomini e donne di coscienza. Il \u201cs\u00ec\u201d a Dio nella nostra vita \u00e8 fatto serio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">All\u2019uno e all\u2019altro figlio il padre della parabola si rivolge con affetto e fiducia: <strong><em>\u201cFiglio, v\u00e0 oggi a lavorare nella vigna\u201d<\/em><\/strong>. \u201cOggi\u201d \u00e8 detto con chiarezza. Nella vita di ogni discepolo di Ges\u00f9 c\u2019\u00e8 la responsabilit\u00e0 per quello che accade a lui e al suo prossimo, la responsabilit\u00e0 dell\u2019essere chiamati al lavoro per un mondo secondo il cuore di Dio. Il cristiano sa che questo mondo non sar\u00e0 mai pienamente realizzato nel tempo, perci\u00f2 non mitizza mai un progetto politico, ma sente di dover essere \u201cfedele ala terra \u201c (come ha detto Bonhoeffer), in maniera concreta, secondo le proprie possibilit\u00e0. Il monachesimo, che sorge nella Chiesa dopo le persecuzioni, nel IV secolo, non \u00e8 mai fuga dal mondo, non prescinde mai dalla sorte della gente. Il monaco, anche l\u2019eremita, \u00e8 sempre un referente per l\u2019uomo in cerca di senso. Perci\u00f2 il lavorare nella vigna non si esaurisce mai nella sola professione di fede o nella celebrazione rituale, ma \u00e8 vita vissuta nell\u2019ordinariet\u00e0 del quotidiano. Quando le situazioni vengono immobilizzate nei riti, c\u2019\u00e8 sempre decadenza nella Chiesa e aridit\u00e0 per la societ\u00e0 civile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong><em>\u201cOggi\u201d<\/em><\/strong>, dice la parabola: la vera fedelt\u00e0 a Dio sta nella condivisione, nella solidariet\u00e0, nel lavoro per la fraternit\u00e0, perci\u00f2 nella fedelt\u00e0 alla terra nella realizzazione della volont\u00e0 del Padre, nella logica delle Beatitudini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Vale ricordare che quando, un giorno, dicono a Ges\u00f9: ci sono tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti, Lui dice <strong><em>\u201cstendendo la mano verso i suoi discepoli: \u201cEcco mia madre ed ecco i miei fratelli; perch\u00e9 chiunque fa la volont\u00e0 del Padre mio che \u00e8 nei cieli, questi \u00e8 per me fratello, sorella madre\u201d <\/em><\/strong> (Mt.12.49-50).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Non c\u2019\u00e8 progetto pi\u00f9 alto: essere fratelli, sorelle, madri di Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 28 settembre 2008<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ringraziamo il Signore che, attraverso la liturgia di questa domenica, ci permette una meditazione che tocca le nostre coscienze, stimola il nostro impegno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Un filo lega i tre brani della Scrittura, che abbiamo ascoltato: l\u2019invito a considerare seriamente la risposta personale e responsabile a Dio, che ci fa il dono dell\u2019esistenza e della fede.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ezechiele ha vissuto la sua missione profetica durante l\u2019esilio a Babilonia: sono stati oltre 60 anni vissuti in una situazione durissima, paragonabile a quella dei lager o dei gulag. Egli combatte la deresponsabilizzazione che insidia la speranza del popolo deportato, alimentata dai propagatori di scetticismo; essi insegnavano che il peccato dei padri aveva causato la perdita definitiva dei beni ricevuti in promessa e della stessa alleanza con Dio. Le generazioni nate nell\u2019esilio, anche se non ne erano state protagoniste, subivano le conseguenze della colpa dei padri: ora si sentivano senza avvenire, come sperare?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il profeta chiama in causa la solidariet\u00e0 nel bene e la responsabilit\u00e0 personale. Chi assume la vita nelle proprie mani, anche dopo aver sbagliato; chi, riflettendo, si allontana dalla propria colpa e ridiventa protagonista di se stesso nella verit\u00e0, compie un\u2019inversione di tendenza, un giudizio di verit\u00e0 nella propria coscienza, che rimette in vita, \u201cfa rivivere se stesso\u201d,<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> sperimenta la possibilit\u00e0 di diventare elemento positivo nella societ\u00e0, costruttore di unit\u00e0. Tutto il creato viene ad essere cos\u00ec riarmonizzato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Matteo, nel capitolo 21 riporta parole e gesti di Ges\u00f9, che si riferiscono all\u2019unit\u00e0 di vita che i credenti devono impegnarsi a raggiungere senza separare la professione di fede dalla vita, la dimensione religiosa da quella etica. Egli ribadisce che non \u00e8 tanto importante il comportamento perfetto da presentare al Signore o il non avvertire reazioni di resistenza o di ribellione a quello che ci viene domandato nella vita, ma importante \u00e8 quel riflettere che induce al superamento delle proprie difficolt\u00e0 quando viene chiesto di rinnegarsi e non \u00e8 dato vederne la positivit\u00e0. Importante \u00e8 l\u2019adesione fiduciosa alla chiamata. Matteo coinvolge chi legge il suo racconto, ricordando che la sua comunit\u00e0 \u00e8 formata da fratelli che sperimentano in se stessi, contemporaneamente, l\u2019essere disponibili e il rifiutarsi, la prontezza al compromettersi e il defilarsi della paura, il sentirsi credenti ed atei nello stesso tempo. Egli vuol dire ai credenti che la vita si trova superandosi: ha fatto la volont\u00e0 del Padre chi ha detto \u201cno\u201d e poi \u00e8 andato a lavorare nella vigna. Non la ha fatta chi chiama Dio Signore, prega, ma non si impegna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8\u00a0l\u2019antropologia che nasce dal vangelo, in cui appare il senso profondamente positivo dell\u2019evoluzione della creazione, che Theilard de Chardin vedeva come il compiersi di tutte le cose in Cristo. L\u2019evoluzione passa per il tormento del divenire, come s. Paolo insegna nella famosa pagina delle lettera ai Romani, a cui il credente non pu\u00f2 sottrarsi: \u201cTutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non \u00e8 la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l\u2019adozione a figli, la redenzione del nostro corpo\u201d (Rm.8,22-23). Come dice Bonhoeffer, un credente maturo deve compiere lo sforzo di porsi dal basso, accanto a quelli che sono pi\u00f9 schiacciati dal tormento, per accompagnare la fatica della luce.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">E proprio a Cristo invita a guardare la liturgia con la proclamazione della pagina di s. Paolo ai Filippesi. Ges\u00f9 sa guardare alla propria vita come unit\u00e0, come totalit\u00e0 da avere tra le mani e da offrire a Dio, come espressione e primogenito dell\u2019umanit\u00e0 che consente a Dio senza riserve.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Noi abbiamo difficolt\u00e0 a considerare la vita come un insieme, come totalit\u00e0 che include pienezza e perdita, entusiasmo e fatica: perci\u00f2 viviamo a segmenti, a stagioni. Anche se brevi, sono importanti i momenti di meditazione sul senso della nostra vita, unico tessuto in cui il Signore costruisce le storie personali e ci rende solidali con tutti gli altri. Per non vivere a segmenti \u00e8 importante la contemplazione della croce. Ges\u00f9 ci insegna a prendere nelle mani la nostra vita, accogliendola nella fede dalle mani di Dio, e ridonandogliela nella reciprocit\u00e0 dell\u2019essere disponibili per la sua vigna. Il Signore non si spaventa dei \u201cno\u201d e della contestazione \u2013 c\u2019\u00e8 anche la preghiera di contestazione \u2013 ma attende che andiamo a lavorare. Ges\u00f9 nella passione, dove appare sconfitto, dice se stesso come libero, protagonista della propria vita, non condannato, ma \u201cRe\u201d, come ama dire il vangelo di Giovanni: la libert\u00e0 non \u00e8 nell\u2019evitare la sofferenza, ma nell\u2019essere protagonista della propria vita, perch\u00e9 essa appartiene alla storia universale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Chi vuole, nella fede anche oscura, quello che Dio vuole, conosce la fatica del cammino della luce, ma sfocia negli spazi ampi della libert\u00e0 di vivere oltre se stesso, oltre i propri limiti e le proprie preoccupazioni, accogliendo la nascita di una realt\u00e0 nuova.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Capire questo \u00e8 una grande grazia. Rendiamocene conto. Chi non vive questa visione \u00e8 come oppresso dagli eventi della vita, dalle ansie. Da qui hanno origine tante frustrazioni, malinconie, scoraggiamenti, depressioni, abbandoni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi domandiamo il dono di esprimere il nostro consenso non nel senso perfezionistico della bravura personale, ma nel credere alla possibilit\u00e0 di ricominciare per favorire il cammino faticoso della luce.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-19-cristo-re\/a-to-26\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXVI DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno A (Ez 18,25-28; Sal.24; Fil 2,1-11; Mt 21,28-32)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7655,"menu_order":7,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5120","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5120","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5120"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5120\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13981,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5120\/revisions\/13981"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5120"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}