{"id":5042,"date":"2016-02-13T17:50:09","date_gmt":"2016-02-13T16:50:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5042"},"modified":"2022-01-07T06:48:02","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:02","slug":"a-to-10","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-2-18\/a-to-10\/","title":{"rendered":"10a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">X DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Os 6,3-6; Sal.49; Rm 4,18-25; Mt 9,9-13)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 5 giugno 2005<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong><em>\u201cVide un uomo \u2026 gli disse: &#8216;seguimi!&#8217; \u201d<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019uomo che Ges\u00f9 chiama \u00e8 Matteo: la stessa persona che Marco (2,14) e Luca (5,27) indicano con il nome di Levi.\u00a0\u00c8 uno del primo gruppo degli Apostoli, i soli di cui il Vangelo indica la chiamata diretta di Ges\u00f9, omettendo le altre, quasi ad indicare che ogni cristiano \u00e8 un chiamato e deve specchiarsi nella loro vicenda. Essi sono il fondamento della fede e della fedelt\u00e0 della Chiesa in ogni tempo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Matteo era un appaltatore delle imposte, perci\u00f2 persona invisa e considerata \u201cimpura\u201d, perch\u00e9 il danaro distoglie dalla vita spirituale, ma anche perch\u00e9 trafficava con gli invasori romani. Ma Ges\u00f9 invita proprio lui ad entrare nel gruppo, con la stessa parola semplice ed autorevole rivolta agli altri: <strong><em>\u201cSeguimi!\u201d<\/em><\/strong> e Matteo risponde subito, alzandosi e seguendo il Signore. Per celebrare questa nuova stagione della sua vita egli invita gli amici a casa, ad un banchetto: sono pubblicani e peccatori come lui e Ges\u00f9 non teme di associarsi a loro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questa scena \u00e8 una delle pagine pi\u00f9 luminose del Nuovo Testamento e la chiesa dei primi secoli la ricorder\u00e0 frequentemente per combattere le tendenze puritane, sempre in agguato in ogni ambiente religioso. Il Vangelo ci insegna che l\u2019iniziativa di Dio si attua nell\u2019incontro con l\u2019uomo nella sua storia e Dio non pu\u00f2 escludere nessuno per la sua professione, per la qualit\u00e0 della sua presenza nel mondo, perch\u00e9 ai suoi occhi la persona vale per se stessa, non per le sue scelte o per i suoi comportamenti. Se escludesse qualcuno, contraddirebbe la sua paternit\u00e0 universale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 corregge la mentalit\u00e0 del formalismo ritualistico, che discrimina le persone. Ges\u00f9 non discrimina e lo fa con un atteggiamento chiaro e semplice, non per polemica, ma per donare con la vita la rivelazione del Padre.\u00a0\u00c8 seduto in mezzo al gruppo, non manifesta disagi, non fa rimproveri, condivide l\u2019atmosfera di amicizia di un pranzo. Ma non si tratta solo di questo episodio: la sua scelta \u00e8 cos\u00ec chiara e continua da fargli dire pi\u00f9 avanti \u2013 al capitolo 11 &#8211; di avvertire intorno a s\u00e9 un mormorio pettegolo e bigotto: <strong><em>\u201c\u00c8 venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un demonio.\u00a0\u00c8 venuto il Figlio dell\u2019uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori\u201d<\/em><\/strong> (Mt.11,18-19). Meglio essere chiacchierato come tale, che rinunciare a rivelare l\u2019amore del Padre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 giustifica il proprio comportamento con un proverbio: <strong><em>\u201cNon sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati\u201d<\/em><\/strong> (v.12) e con la citazione di Osea: <strong><em>\u201cMisericordia io voglio e non sacrificio\u201d (Os.6,6)<\/em><\/strong>. Fa poi una vera dichiarazione di intenti: <strong><em>\u201cNon sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori\u201d<\/em><\/strong> (v.13). La rivelazione del Padre misericordioso lo spinge alla attenzione premurosa per quanti vivono in situazioni moralmente ambigue, e non corrispondenti ala verit\u00e0 di Dio sull\u2019uomo. Sono persone bisognose di sostegno, anche se non avvertono questo bisogno, anche se non vogliono incontrare Dio. Proprio come i malati che hanno bisogno del medico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La citazione del profeta Osea sottolinea che la grazia e la misericordia sono la linea di Dio e certamente hanno un valore pi\u00f9 grande di quanto non abbiano le prescrizioni rituali che sono valide solo se, guidate dalla misericordia, predispongono alla carit\u00e0, che ha il primato su tutto. Ges\u00f9 arriva a dare l\u2019impressione di anteporre la misericordia allo stesso dare onore a Dio: Dio \u00e8 onorato se c\u2019\u00e8 il primato della misericordia. Ce lo dice anche Luca nella parabola del Samaritano: il sacerdote e il levita non sono giustificati, perch\u00e9 antepongono il tempio al prossimo (Lc.10,19). L\u2019uomo \u00e8 importante quanto o pi\u00f9 di Dio: <em>\u201cDio pu\u00f2 attendere, il prossimo no\u201d<\/em> (Ortensio da Spinetoli). Ges\u00f9 \u00e8 amico di quanti sono in difficolt\u00e0 morale: nel discorso del monte, invita a lasciare l\u2019offerta davanti all\u2019altare per andare a cercare il fratello offeso (Mt.5,24). Paolo scriver\u00e0 che occorre prima di tutto onorare il tempio di Dio che \u00e8 l\u2019uomo (1Cor.3,16-17; 2Cor.6,16)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La pagina di Matteo invita ad essere coscienti della condizione di insufficienza in cui tutti viviamo davanti a Dio e all\u2019umanit\u00e0. Se non c\u2019\u00e8 questa coscienza il rischio grave \u00e8 quello della indisponibilit\u00e0 alla misericordia ricevuta e donata. Perci\u00f2 sentirsi giusti mette in una situazione pi\u00f9 grave di quelli che vivono da \u201cpubblicani e peccatori\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong><em>\u201cSeguimi\u201d<\/em><\/strong>. La parola gi\u00e0 detta ad Andrea e a Simone, a Giacomo e a Giovanni, continua ad essere detta ogni giorno, nelle situazioni pi\u00f9 diverse.\u00a0\u00c8 invito personale anche a me, a voi, stamattina. Ci chiama a stare con lui in un rapporto profondo (Mc.3,13). Ges\u00f9 non \u00e8 frenato dal limite, il suo sguardo non \u00e8 bloccato dai difetti personali che ci caratterizzano tutti, ma invita a nuove possibilit\u00e0: passate dall\u2019interesse alla pesca a diventare pescatori di uomini, dalle reti ai cuori, dall\u2019interesse per i soldi agli interessi del Regno. Lo fa con proposte personali e con la forza di attuarle, come si vede in Matteo, che <strong><em>\u201csi alz\u00f2 e lo segu\u00ec\u201d<\/em><\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 ci dice: <strong><em>\u201cAndate ed imparate\u201d<\/em><\/strong>, andate verso le forme sempre nuove del male, che attanaglia il cuore degli uomini, cercate di avere rapporti con chi soffre e imparate che voglio la misericordia e non il ritualismo . Andate dove gli uomini sono soli, dai bambini, dai figli dei divorziati \u2026 Uscite dalle considerazioni astratte, immergetevi nella folla, imparate dalla vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ricordiamo che l\u2019ultima icona, il culmine di questa attenzione di Ges\u00f9 verso la sofferenza umana \u00e8 sulla croce l\u00e0 dove, ricordano i quattro Vangeli:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <strong><em>\u201cInsieme con lui furono crocefissi due ladroni,<br \/>\nuno a destra e uno a sinistra\u201d <\/em><\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> (Mt.27,38)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Seguire Ges\u00f9 nella gratuit\u00e0: allora gli uomini e le donne di questo mondo ci apparteranno tutti.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 8 giugno 2008<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il racconto della propria chiamata, della trasformazione operata in s\u00e9 dalla potenza della parola di Ges\u00f9 &#8211; descritto come colui che, mentre passa per le vie dell\u2019umanit\u00e0, \u201cvede\u201d le persone, nel loro io pi\u00f9 intimo e invita a seguirlo, vede le persone nella loro capacit\u00e0 di essere costruttori del Regno e le invita a collaborare &#8211; \u00e8 strutturato in modo da evidenziare non Matteo come soggetto, ma Ges\u00f9 che chiama: Ges\u00f9 \u00e8 il protagonista, Lui che prosegue il suo cammino, instancabilmente. Perci\u00f2 non c\u2019\u00e8 compiacimento autobiografico, ma gioia di poter testimoniare la libert\u00e0 del Signore, che pu\u00f2 raggiungere anche un appaltatore di imposte, anche una persona definita \u201cseduta\u201d, identificata con il proprio lavoro. Oltre tutto un lavoro talmente inviso alla gente da apparire vissuto in solitudine, lui seduto e il tavolino con i soldi della dogana, come in una prigione. Forse questo passo \u00e8 un invito a interrogarci sul nostro personale rapporto con il lavoro, a domandarci se, seduti al nostro tavolo siamo o meno capaci di vedere altro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 guarda Matteo \u2013 Marco e Luca lo indicano con il nome di Le<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> vi \u2013 con l\u2019occhio di Dio che non si ferma al fare esterno, lo invita nel gruppo dei suoi pi\u00f9 vicini, lo conduce ad una mensa in cui non \u00e8 il pasto a venire in evidenza, ma la condivisione amichevole tra discepoli e colleghi di lavoro dai quali \u00e8 chiamato a separarsi, certamente stupiti. La scena \u00e8 fra le maggiormente rivelatrici del Nuovo Testamento: \u00e8 il superamento pratico della mentalit\u00e0 etica e ritualistica dell\u2019ebraismo, timorosa di mancare di rispetto alla santit\u00e0 di Dio e perci\u00f2 preoccupata di evitare ogni comunicazione con chi non vive questa etica, malfamati, impuri, pubblicani. Proprio quello che ufficialmente viene criticato \u00e8 l\u2019adempimento di quello che a Dio sta a cuore: Ges\u00f9 vive le antitesi del discorso del monte: \u201cAvete udito\u00a0\u2026 ma io vi dico\u2026\u201d (Mt.5,20-48).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 vive il passaggio tra la legge antica e la nuova, Matteo lo testimonia con la propria vicenda personale: lui era impuro, ma il Signore \u00e8 venuto a chiamarlo. Egli ricorda alla comunit\u00e0 ed al lettore singolo che occorrer\u00e0 sempre combattere con la tendenza moralistica, che tenter\u00e0 di prevalere nella mentalit\u00e0 di molti ed abita in ciascuno di noi. La chiesa dei primi secoli ha ricordato frequentemente la vocazione di Matteo con la contestazione delle persone religiose, per combattere le tendenze puritane e segregazioniste che si manifestavano al suo interno.\u00a0\u00c8 un insegnamento di grande attualit\u00e0 anche oggi, in un momento in cui \u00e8 sempre pi\u00f9 frequente sottolineare la diversit\u00e0 tra puro e impuro, tra degno e indegno. Questa distinzione era fatta propria dall\u2019Antico Testamento soprattutto per motivi di prudenza a difesa dall\u2019idolatria, ma non pu\u00f2 avere un valore assoluto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 cita la profezia di Osea &#8211; vissuto sette secoli prima di lui &#8211; e condivide la mensa di pubblicani e peccatori, per far capire che il cuore di Dio \u00e8 l\u2019amore che risana: egli non respinge i diversi e getta a mare solo i demoni, perch\u00e9 gli uomini sono tutti suoi figli, fra loro fratelli. Il Padre \u00e8 misericordioso prima che esigente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il discepolo, perci\u00f2, dovr\u00e0 guardare non all\u2019esattezza materiale del culto, ma a quella carit\u00e0 che ha il primato su tutto, fino ad imitare Ges\u00f9, che mostra di anteporre la carit\u00e0 allo stesso onore di Dio. S. Paolo poi scriver\u00e0 che l\u2019uomo \u00e8 il tempio di Dio da onorare prima di tutto (1Cor. 3,16), come Ges\u00f9 aveva detto del fratello con cui riconciliarsi prima di andare all\u2019altare (Mt.5,25). Quasi a dire che Dio pu\u00f2 attendere, l\u2019uomo no. Non comprendere questo rende a loro volta ammalati quanti sono prigionieri degli schematismi e perci\u00f2 tutti siamo bisognosi di discernimento dei pensieri, delle parole, degli atteggiamenti, siamo chiamati a scoprire lo sguardo misericordioso del Signore che ci invita alla vita sua e alla libert\u00e0 che ne deriva. Giovanni Paolo II affermando che \u201cl\u2019uomo \u00e8 la via di Dio\u201d riecheggia il pensiero di Agostino e dei Padri dei primi secoli: se si vuole onorare Dio bisogna amare l\u2019uomo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Domandiamo, nella sincerit\u00e0 della preghiera del cuore, la purificazione della mente, l\u2019individuazione dei motivi veri che ci animano nei rapporti, dei pungoli che ci oppongono ai diversi, che, come in questi giorni, possono ricondursi a ragioni personali o politiche.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8\u00a0la persona di Ges\u00f9 la ragione del discepolo, al quale viene detto con amore esigente: \u201cseguimi\u201d: Ges\u00f9 \u00e8 la causa e lo scopo del seguire, non la sicurezza sociale. Matteo si \u00e8 convertito perch\u00e9 ha visto Ges\u00f9 convertito alla sua persona concreta, guardare alla sua vita, entrare nella sua solitudine. Questa cosa gli fa sperimentare la libert\u00e0 da se stesso, fa crescere in lui non tanto l\u2019esigenza d una penitenza rituale quanto la gioia di comunicare con amicizia e gesto umano di convivialit\u00e0 il dono ricevuto da quello sguardo che lo ha cercato nella solitudine.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Non \u00e8 la mortificazione &#8211; pur necessaria ad ogni uomo che voglia essere protagonista del proprio vivere nelle scelte e nei rapporti -. non \u00e8 la penitenza rituale che da lode al Signore, ma la vita condivisa, nella comprensione che egli ci guarisce non perch\u00e9 noi digiuniamo, ma perch\u00e9 egli mangia con noi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Domandiamo la comprensione del cuore \u201cpi\u00f9 grande\u201d in cui immergere il nostro piccolo cuore con le sue meschine valutazioni e misure, con le sue diffidenze e precauzioni, con le sue sottili invidie del bene che brilla in chi non avremmo pensato mai capace di bene, con la tristezza che \u00e8 in agguato quando ci sentiamo obbligati ad essere buoni, onesti e fedeli. Pensiamo, tornando a casa: \u201cEro solo ed il Signore \u00e8 venuto a svelarmi il bisogno di misericordia e a donarmela\u201d. Il cuore di Dio \u00e8 pi\u00f9 grande del nostro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Crediamo alla potenza dell\u2019amore, che ci assicura:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <strong>\u201cVi dar\u00f2 un cuore nuovo,<br \/>\nmetter\u00f2 dentro di voi uno spirito nuovo,<br \/>\ntoglier\u00f2 da voi il cuore di pietra<br \/>\ne vi dar\u00f2 un cuore di carne\u201d<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> (Ez. 36,26 )<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-2-18\/a-to-10\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>X DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno A (Os 6,3-6; Sal.49; Rm 4,18-25; Mt 9,9-13)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7653,"menu_order":8,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5042","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5042","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5042"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5042\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13965,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5042\/revisions\/13965"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5042"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}