{"id":5040,"date":"2016-02-13T17:35:09","date_gmt":"2016-02-13T16:35:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5040"},"modified":"2022-01-07T06:48:02","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:02","slug":"a-to-9","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-2-18\/a-to-9\/","title":{"rendered":"9a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">IX DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Dt 11,18.26-28.32; Sal.30; Rm 3,21-25a.28; Mt 7,21-27)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 1 giugno 2008<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il brano proposto dalla liturgia \u00e8 la conclusione del discorso del monte con cui il Signore, nel testo di Matteo, annuncia le linee fondamentali della sua missione: l\u2019evangelista vi dedica tre capitoli, dal quinto al settimo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Gi\u00e0, nei versetti precedenti, Ges\u00f9 aveva usato l\u2019immagine dell\u2019albero e dei suoi frutti, buoni o cattivi, per indicare l\u2019autenticit\u00e0 del discepolato.\u00a0\u00c8 un momento di revisione di vita personale e comunitaria, cui tutti siamo chiamati. Matteo non dimenticher\u00e0 questo insegnamento perch\u00e9, al capitolo 21, riferir\u00e0 la delusione del Signore davanti al fico dalle tante foglie e assenza di frutto. Ci viene detto che l\u2019apparenza non \u00e8 la realt\u00e0. E veniamo ammoniti per la contraddizione che si manifesta in chi celebra solennemente il nome del Signore, ma non ne compie la volont\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ma che cosa \u00e8 la volont\u00e0 di Dio? Noi la viviamo spesso in maniera passiva, quando, di fronte alle difficolt\u00e0, allarghiamo le braccia dicendo: \u201cSia fatta la volont\u00e0 di Dio\u201d. La volont\u00e0 di Dio \u00e8 il suo disegno di creazione e di salvezza. Matteo ama chiamarla \u201cil regno\u201d: non \u00e8 un\u2019idea astratta, ma una proposta che raggiunge concretamente \u2013 come la luce un prisma dalle molte sfaccettature, quasi come terminali di vita obbediente nella fede \u2013 ogni azione e momento della quotidianit\u00e0, domandando di riflettersi in essi ed esigendo di evitare la dissonanza tra gli aspetti concreti del vivere e il disegno generale. Dio non pu\u00f2 volere che il bene totale dell\u2019uomo. E Ges\u00f9 domanda ai discepoli di avere sempre presente questo e di volerlo concretamente: perci\u00f2 insegna a pregare: \u201cvenga il tuo regno, si faccia la tua volont\u00e0\u201d. Perci\u00f2 il perdono &#8211; come il Padre misericordioso &#8211; dei nemici, la disponibilit\u00e0 a dare con generosit\u00e0, il non fermarsi all\u2019amore solo di chi ci ama. Il dono di essere discepoli del vangelo domanda il concreto immergersi nella storia, senza di cui le stesse lodi ed acclamazioni al Signore lasciano le cose come stanno e non danno perci\u00f2 accesso alla vita di Dio. Matteo lo dice con particolare intensit\u00e0 alla propria comunit\u00e0, in cui vi erano forse dei cali di tensione, e utilizza perci\u00f2 il riferimento al giorno del giudizio, come per ricordare a chi lo legge che, nella piena luce della verit\u00e0 di Dio su ciascuno, rester\u00e0 valida la carit\u00e0 che opera e serve, non la ricchezza di sentimenti buoni e parole avvincenti. Matteo accentua l\u2019espressione dolorosa di estraneit\u00e0 a Dio con la frase dura \u201cnon vi ho mai conosciuto\u201d, pronunciata anche di fronte ad annunciatori del vangelo e operatori di guarigioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il discepolo non potr\u00e0 perci\u00f2 essere uno che vive la \u201canomia\u201d, la convinzione che non esista una verit\u00e0 che precede, che va sempre cercata ed accolta, per essere vissuta in un\u2019obbedienza che attua il regno e perci\u00f2 rende pienamente liberi. Matteo invita alla purificazione della mente i membri della sua comunit\u00e0, forse poco vigilanti ed impegnati.\u00a0\u00c8 un invito che ci riguarda tutti. Il suo pensiero, che poi riapparir\u00e0 nelle parabole dei talenti e delle dieci vergini, cinque stolte e cinque sagge, spinge perch\u00e9 i cristiani vivano nella coscienza del dono ricevuto e sentano la responsabilit\u00e0 di far circolare quel dono a favore dell\u2019umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La \u201canomia\u201d \u00e8 proprio l\u2019interesse del \u201cnemico\u201d, quel satana che vuole la disunione ed odia la proposta di amore di Dio Trinit\u00e0, che va accolta e praticata nel discernimento, come abbiamo meditato le scorse domeniche. L\u2019aver vissuto o meno nella volont\u00e0 di Dio non sar\u00e0 una questione di bravura o di merito, ma di verit\u00e0 che rimane per sempre: l\u2019obbedienza alla Parola \u00e8 quello che rester\u00e0 della nostra vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La parabola delle due case e dei due costruttori dice quello che vale per Ges\u00f9, quel \u201cfare la parola\u201d per cui essa \u00e8 detta dai cristiani \u201cparola di vita\u201d. Questo \u00e8 il buon fondamento della casa, perci\u00f2 dell\u2019esistenza nella fede: il praticare il suo insegnamento. Si \u00e8 discepoli non solo per l\u2019ascolto, che resta come la condizione previa, ma quello che conta di pi\u00f9 \u00e8 il fare quello che si \u00e8 udito, come ammonisce Giacomo nella sua lettera: \u201cSiate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori\u201d (Gc.1,22).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Viene da chiedersi quale sia il valore di un\u2019adesione alla fede superficiale, non radicata nel cuore e nella mente, alla luce dell\u2019osservazione di Agostino: \u201cLa fede non pensata \u00e8 niente\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fa riflettere l\u2019uso che Matteo fa, nel raccontare la parabola, di due aggettivi che sembrano appartenere non tanto al linguaggio etico-religioso, ma a quello antropologico: \u201csaggio\u201d e \u201cstolto\u201d. Sono parole laiche: la casa di Dio pu\u00f2 essere anche dell\u2019uomo che non aderisce esplicitamente alla religione, ma capisce che la parola del monte \u00e8 saggezza. Matteo dice che Ges\u00f9 sa guardare alla propria vita come unit\u00e0, la sa prendere in mano totalmente, cosa che per noi \u00e8 difficilissima, perch\u00e9 viviamo a segmenti, separati e a volte fratturati gli uni dagli altri. Con grande difficolt\u00e0 guardiamo alla vita come insieme, come casa in cui la vita, la morte, l\u2019eternit\u00e0 sono strettamente collegate. Cos\u00ec siamo \u201csoggetto\u201d della vita per alcune realt\u00e0 e non lo siamo per altre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019esempio della casa che non cade fa pensare a Ges\u00f9 che \u00e8 \u201csoggetto\u201d della propria esistenza, persino nella passione in cui \u00e8 \u201csoggetto\u201d, nel senso che \u00e8 sottoposto alla vicenda esterna. Come dice il Cardinale Martini \u201cIl termine \u2018soggetto\u2019 si applica a Ges\u00f9 in due sensi: \u2018soggetto\u2019, cio\u00e8 suddito, colui che si sa creato da Dio e il cui destino \u00e8 nelle mani del Padre, e \u2018soggetto\u2019 in senso invece attivo, cio\u00e8 centro e fonte di azione, colui che prende in mano la propria vita, assumendola come totalit\u00e0 e da a noi la stessa grazia\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">In un tempo pieno di tanta incertezza, domandiamo al Signore di essere casa che non crolla neanche nella tempesta, di essere, come Ges\u00f9, soggetti alla volont\u00e0 sua, ma anche soggetti attivi di amore.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 6 marzo 2011<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Con il capitolo 7 ha termine in Matteo il grande discorso del monte ed anche la nostra assemblea \u00e8 chiamata a riflettere: non serve la sola adesione mentale al Vangelo, neppure l\u2019aver annunciato, agito, l\u2019essersi prodigati per il nome di Ges\u00f9 Cristo. Questi atteggiamenti buoni e generosi non bastano alla comunione piena con il Signore. Matteo riporta le parole di Ges\u00f9 che indica nel compimento della volont\u00e0 di Dio l\u2019elemento discriminante per essere riconosciuti discepoli.\u00a0\u00c8 solo questo compimento che fa della professione di fede qualcosa che tocca il cuore e trasforma la persona fino alla condivisione piena e reale del pensiero e del progetto di Dio Creatore, \u201cnascosto\u201d nel suo cuore e \u201cpreordinato prima dei secoli\u201d, come scrive Paolo ai Corinti (1 Cor.2,7), e avviato all\u2019attuazione con il dono della vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Quando mancasse questa adesione, quando l\u2019esistenza non fosse abitata profondamente dalla tensione alla attuazione del pensiero-progetto, la vita cristiana sarebbe precaria e fragile come la casa dell\u2019uomo imprudente che costruisce sulla sabbia e che Ges\u00f9 definisce \u201cstolto\u201d, diversamente da colui che sapientemente costruisce sulla roccia per non rischiare la inconsistenza della casa nel giorno imprevedibile dell\u2019alluvione, e che Ges\u00f9 definisce \u201csaggio\u201d. La stabilit\u00e0 dell\u2019edificio dell\u2019esistenza nella fede non \u00e8, perci\u00f2, assicurata dalla soggettivit\u00e0 individuale, condizionata com\u2019\u00e8 dalla volubilit\u00e0 e dai momenti contraddittori che tutti conosciamo, o da una adesione che non si traduce in vita perch\u00e9 emotiva e velleitaria, anche se appariscente nella ritualit\u00e0 e nell\u2019attivismo religioso. Ges\u00f9 dice che nel giorno della verit\u00e0 pienamente svelata, nel giorno ultimo di ciascuno, non sar\u00e0 l\u2019apparenza a contare. Ges\u00f9 propone se stesso come colui che si ciba della volont\u00e0 di Dio (Gv.4,34), fino alla definitivit\u00e0 (Gv.17,4), e al compimento dell\u2019offerta di s\u00e9 (Gv.19,30). In questa \u201csaziet\u00e0\u201d del \u201ccompimento\u201d sulla croce la Parola e l\u2019Agire si sono unificati. Ges\u00f9 \u00e8 egli stesso la volont\u00e0 di Dio su di s\u00e9.\u00a0\u00c8 la casa dell\u2019uomo fatta roccia, che resiste e accoglie. \u201cLa Parola di Dio \u2013 ha scritto uno studioso contemporaneo \u2013 non \u00e8 soltanto un discorso che bisogna comprendere e interpretare; essa \u00e8 soprattutto una persona che deve diventare vita e azione in noi\u201d (Radermakers).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Comprendiamo che compiere la volont\u00e0 del Padre, come Ges\u00f9 ci insegna a chiedere nel Padre Nostro, \u00e8 la pi\u00f9 alta e affascinante vocazione del credente, non rassegnazione, ma possibilit\u00e0. Ed \u00e8 sempre immedesimazione con il mistero della croce, punto massimo di attuazione del \u201cs\u00ec\u201d della fede, in qualsiasi modo venga domandato di oltrepassare la volont\u00e0 umana. Pensiamo alle parole radicali di Ignazio di Loyola: \u201cPrendi, Signore, e ricevi tutta la mia libert\u00e0, la mia memoria, il mio intelletto, la mia volont\u00e0 \u2026 di tutto disponi secondo ogni tua volont\u00e0\u201d. O a quelle di abbandono filiale che Charles de Foucauld esprimeva: \u201cPadre mio, mi abbandono a te, fa di me quello che ti piace\u2026\u201d. O, ancora, pi\u00f9 vicine al nostro tempo, quelle del racconto di Chiara Lubich: \u201cCos\u00ec, adagio, adagio, ci siamo abituate ad ascoltare con crescente attenzione la \u201cvoce\u201d dentro di noi, che ci sottolineava la volont\u00e0 di Dio, espressa nelle pi\u00f9 varie maniere, imparando a distinguerla dalle molte altre della nostra volont\u00e0, dell\u2019 \u201duomo vecchio\u201d in noi. Si visse cos\u00ec e si era certe che, con l\u2019andare del tempo, avremmo visto il Signore comporre con la nostra vita un magnifico disegno, come un divino ricamo\u201d. (\u201cTutti siamo uno\u201d 1968),<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La volont\u00e0 di Dio, perci\u00f2, non come catena fiscale, ma come possibilit\u00e0 di pienezza dell\u2019io; non come sabbia volatile, ma come solida roccia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Alla vigilia del tempo di Quaresima, si pu\u00f2 concludere con un\u2019applicazione all\u2019attualit\u00e0, a qualcosa sui cui interrogarsi. Il nostro tempo ama presentarsi come quello della comunicazione e mezzi, sempre pi\u00f9 accessibili, come la chiave, o una delle pi\u00f9 importanti chiavi di informazione che accompagnano nel cammino di formazione personale, nella conoscenza di s\u00e9, nel desiderio di essere pi\u00f9 istruiti, pi\u00f9 liberi, pi\u00f9 uomini. Ma, al di l\u00e0 della preziosit\u00e0 degli strumenti, ci si accorge e diventa sempre pi\u00f9 evidente che la realt\u00e0 non corrisponde ai desideri e alle promesse della pubblicit\u00e0. La societ\u00e0 appare sempre pi\u00f9 \u201cliquida\u201d, le persone sempre meno ancorate alla solidit\u00e0. La montagna enorme dei mille volti e delle mille voci dell\u2019informazione, genera sempre pi\u00f9 frequentemente smarrimento nella valutazione della realt\u00e0 e diffidenza per i tanti giochi di interessi che la schiavizzano. E tanti, anche fra i credenti, rinunciano alla fatica del discernimento, si arrendono all\u2019appiattimento su quanto \u00e8 conclamato come irrinunciabile. Si sperimenta l\u2019incapacit\u00e0 di proporsi come portatori di un pensiero altro, di dialogo rispettoso ma tenace per testimoniare la \u201croccia\u201d su cui \u00e8 possibile in ogni tempo costruire. Occorre la sapienza del cuore per valutare e decidere, un rapporto forte con la roccia della verit\u00e0 di Dio, del suo progetto \u201cnascosto\u201d, ma attuale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi abbiamo domandato nella preghiera:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cO Dio che edifichi la nostra vita sulla roccia della tua parola,<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> fa\u2019 che essa diventi il fondamento dei nostri giudizi e delle nostre scelte,<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> perch\u00e9 non siamo travolti dai venti delle opinioni umane,<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> ma resistiamo saldi nella fede\u201d.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-2-18\/a-to-9\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IX DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno A (Dt 11,18.26-28.32; Sal.30; Rm 3,21-25a.28; Mt 7,21-27)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7653,"menu_order":7,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5040","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5040","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5040"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5040\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13964,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5040\/revisions\/13964"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5040"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}