{"id":5032,"date":"2016-02-13T17:04:09","date_gmt":"2016-02-13T16:04:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5032"},"modified":"2022-01-07T06:48:02","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:02","slug":"a-to-5","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-2-18\/a-to-5\/","title":{"rendered":"5a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">V DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Is 58,7-10; Sal.111; 1Cor 2,1-5; Mt 5,13-16)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 6 febbraio 2005<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Domenica scorsa abbiamo accolto la proposta di vita, fattaci da Ges\u00f9 con le beatitudini (Mt.5,1.12): custodiamola nel cuore. Questa proposta dona l\u2019occasione a Matteo di porre la comunit\u00e0 che legge il Vangelo, di porre ciascuno di noi, davanti alle esigenze forti che scaturiscono dall\u2019accoglienza di essa: la responsabilit\u00e0 che ha ogni cristiano di perdersi nell\u2019umanit\u00e0 alla maniera del sale negli alimenti, della luce emessa dalla lampada in un ambiente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Guardiamo con attenzione al testo sacro, fondamentale per tutti noi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La fede \u00e8 la luce di Dio che viene comunicata \u2013 per purissimo dono \u2013 ai discepoli del Vangelo, non \u00e8 verit\u00e0 da capire intellettualmente, ma partecipazione alla realt\u00e0 stessa di Dio, perch\u00e9 come dice Giovanni nella sua prima lettera: \u201cDio \u00e8 luce\u201d (1Gv.1,5). Nel libro dell\u2019Esodo leggiamo che Mos\u00e8, quando scese dal monte, dove aveva avuto un particolarissimo incontro col Signore, portava sul volto il riverbero della sua luce (Es.34,35). Chi aveva visto Dio nella comunione dell\u2019amore non poteva essere guardato direttamente e perci\u00f2 Mos\u00e8 si copr\u00ec il volto con n velo. La comunit\u00e0 che scende dal monte delle beatitudini, dove ha ascoltato la proposta divina di vita, dovr\u00e0 esserne segno. Le immagini della citt\u00e0 sul monte e della lampada sul candelabro sono immagini che dicono visibilit\u00e0. La visibilit\u00e0 appartiene alla Chiesa per volere di Ges\u00f9: egli le domanda di essere punto di riferimento per l\u2019umanit\u00e0, di essere lo specchio delle beatitudini, nella povert\u00e0, nell\u2019afflizione, nella misericordia, nella mitezza, nella tensione verso la pace\u2026 nel servizio. Il discepolo delle beatitudini non pu\u00f2, non deve nascondersi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 dice: \u201c<strong>Voi<\/strong> siete il sale della terra\u2026 <strong>voi<\/strong> la luce del mondo\u201d. Vuole farci capire cos\u00ec che la fede non pu\u00f2 essere vissuta da soli, non pu\u00f2 essere un rifugiarsi nella quiete della luce ricevuta, nell\u2019intimismo della liturgia. Dobbiamo coinvolgerci con l\u2019umanit\u00e0 nella comunione fraterna, condividere la vita della fede, perch\u00e9 la destinazione dei doni di Dio \u00e8 sempre universale, non \u00e8 propriet\u00e0 personale da privatizzare. Come il sale e la luce sono un bene per tutti e richiedono comportamenti concreti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il <strong>sale<\/strong> non \u00e8 una perla che si conserva, non \u00e8 moneta che si deposita in banca.\u00a0\u00c8 un ingrediente per preparare gli alimenti: se non si lasciasse \u201cannientare\u201d, per scomparire nel cibo amalgamandosi con esso, perderebbe la sua funzione. L\u2019immagine richiama l\u2019altra del lievito, che Matteo user\u00e0 nel discorso delle parabole, al capitolo 13, per ricordare che il discepolo del Vangelo evita ogni separatismo, non si contenta di essere <strong>per<\/strong> gli altri, ma vuole essere <strong>con<\/strong> gli altri, sulla linea di Cristo, amico dei pubblicani e dei peccatori (Mt.11.19), perch\u00e9 ciascuno \u2013 nella singolarit\u00e0 della propria personalit\u00e0 \u2013 possa sentirsi a proprio agio con lui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La <strong>luce<\/strong> non \u00e8 quella della verit\u00e0 teorica, ma quella delle <strong>buone opere<\/strong>. Con esse Matteo non indica le opere di piet\u00e0 e di culto, cui guarda con sospetto: alla fine del Discorso della Montagna, Ges\u00f9 dir\u00e0: \u201cNon chiunque mi dice: \u201cSignore, Signore\u201d entrer\u00e0 nel regno dei cieli, ma colui che fa la volont\u00e0 del Padre mio, che \u00e8 nei cieli\u201d (Mt.7,21). La volont\u00e0 del Padre \u00e8 quella di cui Ges\u00f9 si \u00e8 fatto esempio, andando incontro a tutte le sofferenze dell\u2019umanit\u00e0: \u201ccondussero a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici \u2026\u201d (Mt.4,24). Sar\u00e0 questo il criterio di riconoscimento dei discepoli davanti al Padre: \u201cVenite benedetti del Padre mio, \u2026 perch\u00e9 io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere \u2026\u201d (Mt.25,34-35).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Matteo sembra voler ammonire la comunit\u00e0 a non cadere nel rischio di apparire come una caricatura di Cristo e delle beatitudini, una caricatura della comunit\u00e0 che Cristo ha fondato e a cui ci chiama, chiudendosi nella dimensione della celebrazione e della liturgia, nella proclamazione solo teorica della verit\u00e0. Essa deve invece interrogarsi sul modo di spendersi nella carit\u00e0, deve sentirsi tormentata di fronte a tanti che nella storia sono flagellati. Nel passo di Isaia che abbiamo letto il Signore non chiede atti di culto, ma ci dice: \u201cSpezza il tuo pane con l\u2019affamato, introduci in casa i miseri\u2026\u201d (Is.58,7).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Se il male nel mondo non recede, non recede il male della nostra gente, il dramma della nostra citt\u00e0, \u00e8 perch\u00e9 la luce che deve vincerlo \u00e8 fioca. Troppo spesso si sperimenta, anche nel nostro tempo, come il desiderio di Cristo resti incompiuto per il rifiuto, l\u2019indifferenza verso la Chiesa. La visibilit\u00e0 del suo volto \u00e8 nelle rughe del volto di Madre Teresa di Calcutta, non nell\u2019eleganza delle strutture istituzionali della comunit\u00e0 ufficiale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il Signore ci dice: \u201cCos\u00ec risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perch\u00e9 vedano le vostre opere buone\u2026\u201d Il testo greco dice le vostre opere \u201cbelle\u201d; anche nel nostro parlare quotidiana, bello e buono sono tra loro collegati. La luce del Vangelo ha una dimensione pubblica che non si concilia con l\u2019incompetenza e con la freddezza. Sembra perci\u00f2 che il Vangelo ci proponga quattro dimensioni. La dimensione pubblica, nella linea del servizio (Is.58,7-10). La dimensione universale, che non lascia fuori nessuno dei flagellati della storia. La dimensione di concretezza,in una condivisione visibile, pi\u00f9 che efficiente. La dimensione di trasparenza che riconduce a Dio, non alla bravura del protagonista.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nell\u2019avvicinarsi della Quaresima, possiamo concludere che se la luce agisce ed \u00e8 percepita solo nelle opere dell\u2019amore, allora il pensare non pu\u00f2 essere continuo ed estenuante ripiegamento su di s\u00e9, continuo ed angosciante volersi possedere per perfezionismo individualistico, ma tensione a dirsi non con le parole, ma con i gesti concreti della relazione viva, gesti anche piccoli ed apparentemente insignificanti, ma che testimonino la realt\u00e0 di Dio che si \u00e8 fatto carne. Ges\u00f9 scioglie la durezza dei concetti e dei problemi nella tenerezza della vita quotidiana ed afferma che un bicchiere d\u2019acqua offerto nel pensiero di Dio ha in s\u00e9 una forza di espressione, di sintesi e di proposta che la moltitudine delle parole non pu\u00f2 avere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il nostro tempo vede il tramonto della saggezza, il logoramento delle parole, il silenzio della poesia e dell\u2019arte, che sembra non sappiano pi\u00f9 esprimersi, mentre diventiamo sempre pi\u00f9 schiavi delle molte parole della pubblicit\u00e0, delle pretese delle mode, che costringono ad omologarsi negli atteggiamenti collettivi. Che questa Quaresima sia un invito a pensare amore, a dire con i gesti che la luce di Dio \u00e8 salvezza per l\u2019umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Chiediamo al Signore che essa sia per noi un tempo per imparare a pensare come amore.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 6 febbraio 2011<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Leggiamo questo brano di pochi versetti dal capitolo 5 di Matteo nel clima spirituale di riflessione, preghiera e festa per la realt\u00e0 della famiglia.\u00a0\u00c8 una circostanza che anticipa quanto il Signore ci dir\u00e0 sul matrimonio in questo discorso inaugurale della sua predicazione e poi al capitolo 19. Mentre nel primo sottolinea l\u2019aspetto etico, nel secondo annuncia l\u2019aspetto dottrinale. Parla del rapporto uomo-donna riconducendolo all\u2019intenzione di Dio creatore ed usa l\u2019espressione \u201cin principio\u201d; non \u00e8 un principio in senso di tempo, ma dell\u2019intenzione di Dio che ha pensato e voluto l\u2019uomo e la donna \u201ca sua immagine e somiglianza\u201d, perci\u00f2 chiamandoli alla relazione reciproca e, insieme, alla relazione con i figli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8\u00a0una chiamata che si esprime nella storia e nelle diverse culture in una pluralit\u00e0 di forme. La donna e l\u2019uomo non sono abbandonati all\u2019anarchia affettiva e sessuale, ma invitati ad armonizzare liberamente affettivit\u00e0 e sessualit\u00e0. Il Vangelo si inserisce, come sale e luce, nel contesto della storia e delle culture umane con un salto di qualit\u00e0 ed afferma la possibilit\u00e0 di attuare l\u2019intenzione del Creatore, fondandola sulla relazione con Lui, in cui ogni altra si radica. Relazione con Dio perch\u00e9 \u00e8 \u201cil principio\u201d. Dal rapporto con Lui nascono la definitivit\u00e0 e l\u2019esclusivit\u00e0 della vita di coppia. Quel rapporto svela a ciascuno la possibilit\u00e0 e la verit\u00e0 della fedelt\u00e0 all\u2019amore e la consegna all\u2019uomo perch\u00e9 si realizzi in essa, vivendola: \u201cCome io ho amato voi, cos\u00ec amatevi anche voi gli uni gli altri\u201d (Gv.13,34), dir\u00e0 l\u2019ultima sera.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cUna corda a tre capi non si rompe tanto presto\u201d aveva detto il saggio Qo\u00e8let (Qo,4,12), non sapendo che la sua saggezza fosse profezia, ma riferendo l\u2019esperienza e il desiderio di tanti. E Ges\u00f9 propone questa verit\u00e0 come il senso della vita, raggiungibile se la relazione uomo-donna si intreccia con il \u201cterzo capo\u201d del rapporto di ciascuno con Dio. Quel \u201ccapo\u201d, infatti, \u00e8 Lui, il Creatore che chiama alla somiglianza di s\u00e9. Il \u201cprincipio\u201d, allora, non va inteso nel modo in cui il passato considerava la vita di coppia e la genitorialit\u00e0, come un rimpianto, una nostalgia di altri tempi, ma il \u201cprincipio\u201d \u00e8 invito a pensare la relazione interpersonale come segno forte dell\u2019amore fedele che \u00e8 Dio stesso, da sempre e per sempre. Ges\u00f9 dice che questa radice fonda la libert\u00e0 di scelte forti nei passaggi aspri della vita insieme. E rivendica il primo posto di Dio: nessun amore potr\u00e0 essere pi\u00f9 grande di quello per Lui, anche i rapporti coniugali e familiari sono \u201cpenultimi\u201d, rispetto al bene ultimo che \u00e8 Dio stesso, come scrive Bonhoeffer.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cos\u00ec ogni chiamata personale ad essere discepolo di Ges\u00f9 si incrocia con il comandamento dell\u2019amore reciproco \u201cfino alla fine\u201d (Gv.13,1), che \u00e8 misura e norma di ogni rapporto, nelle famiglie come nei conventi e nelle societ\u00e0. Quando, andando dietro a Ges\u00f9, si vive cos\u00ec, ogni situazione umana in cui la vita vuol essere un \u201cs\u00ec\u201d a Dio, \u00e8 un sacramento di Lui, un ambiente in cui Cristo risorto abita e si manifesta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi domandiamo nella preghiera per gli sposi la \u201cbeatitudine\u201d della loro vocazione all\u2019amore reciproco nel rapporto di coppia e di famiglia. Una beatitudine \u201cdinamica\u201d, consapevole che i rapporti sono soggetti al rischio di diventare stantii, senza sale che dica sapore e senza luce che dia i colori dell\u2019andare avanti, e vanno perci\u00f2 sempre ripensati in termini di libert\u00e0 e di reciprocit\u00e0, cos\u00ec come vanno ripensate le scelte di donare la vita ai figli nell\u2019attenzione alla sacralit\u00e0 della vita, di ogni persona, di ogni famiglia. Niente, per i credenti, deve andare in un certo modo perch\u00e9 cos\u00ec vuole la tradizione. Non si pu\u00f2 ingessare la fedelt\u00e0 soggiacendo, per amore del puro ordine tutelato, all\u2019imperativo: \u201cSi \u00e8 sempre fatto cos\u00ec!\u201d. Non si \u00e8 cooperatori di Dio creatore all\u2019insegna della nostalgia, non si pu\u00f2 essere fedeli nel matrimonio che nell\u2019accoglienza della novit\u00e0 dello Spirito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019essere sposi che guardano al \u201cprincipio\u201d significa custodire con gratitudine i valori acquisiti finora e trasmessi da chi ci ha preceduto, e nello stesso tempo significa lasciarsi proiettare verso quello che il Vangelo annunzia e che ancora non siamo in grado di vivere.\u00a0\u00c8 il dinamismo dello Spirito, l\u2019incontro tra la sapienza di Dio e l\u2019intelligenza dell\u2019uomo. Quel dinamismo che rende la famiglia una \u201cchiesa domestica\u201d luogo in cui la verit\u00e0 della presenza di Dio si fa tangibile e sperimentabile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cos\u00ec il matrimonio \u00e8 sempre nuovo, un dono tutto da scoprire e il mio augurio \u00e8 che possiate scoprirlo costantemente.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-2-18\/a-to-5\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>V DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno A (Is 58,7-10; Sal.111; 1Cor 2,1-5; Mt 5,13-16)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7653,"menu_order":3,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5032","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5032","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5032"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5032\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13960,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5032\/revisions\/13960"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5032"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}