{"id":5028,"date":"2016-02-13T16:38:09","date_gmt":"2016-02-13T15:38:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5028"},"modified":"2022-01-07T06:48:02","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:02","slug":"a-to-3","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-2-18\/a-to-3\/","title":{"rendered":"3a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">III DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Is 8,23-9,3; Sal.26; 1Cor 1,10-13.17; Mt 4,12-23)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 23 gennaio 2005<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il passo del Vangelo di Matteo, che abbiamo ascoltato \u00e8 molto denso. Ne indicher\u00f2 alcune espressioni, ma poi vi propongo di riflettervi durante la settimana, perch\u00e9 lo Spirito Santo illumini ognuno secondo quello che \u00e8 il disegno di Dio su di lui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fin dai primi capitoli \u2013 che abbiamo ascoltato nel tempo di Natale &#8211; Matteo ci educa ad una lettura di fede della storia: l\u2019iniziativa \u00e8 di Dio &#8211; Provvidenza, che si prende cura dell\u2019uomo. \u201cGiovanni era stato consegnato\u201d. \u201cConsegnato\u201d \u00e8 il termine che nel v.2 del cap.26 del Vangelo di Matteo, Ges\u00f9 user\u00e0 per predire la sua passione e che troviamo anche nel Vangelo di Giovanni.\u00a0\u00c8 un termine che indica insieme la responsabilit\u00e0 umana e il compiersi del disegno di Dio. Il suo senso teologico \u00e8 che il credente non \u00e8 mai colto di sorpresa dagli avvenimenti, perch\u00e9 tutto \u00e8 nel cuore del Padre, nelle sue mani, nella sua provvidenza.\u00a0\u00c8 un motivo che sar\u00e0 poi approfondito da Matteo nel cap.6.\u00a0\u00c8 proprio l\u2019imprigionamento di Giovanni che d\u00e0 inizio all\u2019azione missionaria di Ges\u00f9. Per prudenza egli non comincia, come i profeti, la sua predicazione da Gerusalemme, ma va al Nord, a Cafarnao. Un\u2019occasione negativa diventa possibilit\u00e0 positiva. Pi\u00f9 tardi, negli Atti, Luca dir\u00e0 che la persecuzione contro i cristiani a Gerusalemme fu l\u2019occasione perch\u00e9 avesse inizio l\u2019opera di evangelizzazione nel mondo. Matteo vede tutto come il compiersi del disegno di Dio. L\u2019esigenza immediata per Ges\u00f9 di tenersi lontano da Gerusalemme \u00e8 l\u2019occasione perch\u00e9 egli possa rivolgersi ad un destinatario pi\u00f9 vasto, nella \u201cGalilea dei popoli\u201d. Terra di confine, la Galilea era abitata da genti diverse, che avevano stemperato la tradizione ebraica: perci\u00f2 gli ebrei osservanti la evitavano. Essa era invece nel cuore di Dio, in cui sono i popoli tutti. Da l\u00ec inizier\u00e0 la predicazione del Vangelo. Da l\u00ec avanzer\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cDa allora &#8211; dice Matteo \u2013 Ges\u00f9 incominci\u00f2 a predicare\u201d. \u201cDa allora\u201d: ogni giorno \u00e8, pu\u00f2 essere un inizio per ciascuno di noi, oggi come allora, perch\u00e9 ogni giorno Ges\u00f9 ci invita: \u201cConvertitevi, perch\u00e9 il Regno dei cieli \u00e8 vicino\u201d. Chiamando alla conversione Ges\u00f9 non chiede solo di modificare atteggiamenti moralmente sbagliati, ma di dare un orientamento nuovo alla nostra esistenza, liberandoci dai nostri schemi razionali e perfino religiosi, per poter realmente aderire all\u2019iniziativa di Dio, che ci chiama. \u201cIl regno dei cieli \u00e8 vicino\u201d. Il regno \u00e8 l\u2019incontro dell\u2019umano con il divino, che permette di dire: \u201cQui c\u2019\u00e8 la vita di Dio con l\u2019uomo\u201d. Non \u00e8 una dimensione solo interiore, ma una realt\u00e0 in cui Dio penetra con la sua vita. Non \u00e8 un recinto sacro, perch\u00e9 esso si trova dovunque gli uomini vivono. Il Dio di Ges\u00f9 non \u00e8 circoscritto: Ges\u00f9 cammina per tutta la Galilea, percorre le strade dell\u2019umanit\u00e0. Ieri sera abbiamo avuto un incontro-dibattito molto interessante sul tema: \u201cFamiglia e territorio\u201d. I rappresentanti di istituzioni laiche, medici, psicologi, presidi di scuole medie, hanno indicato l\u2019insufficienza della societ\u00e0 civile, la necessit\u00e0 di un incontro vitale con il Vangelo. Ges\u00f9 cammina ovunque gli uomini vivono e lavorano, ovunque hanno relazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Non solo Dio va incontro, ma chiama. Chiama come uno che abbia bisogno di collaboratori, dall\u2019eternit\u00e0. Dice Agostino: \u201cDio che ti ha creato senza di te, non salver\u00e0 te, senza di te\u201d. N\u00e9 te, n\u00e9 i fratelli. Ges\u00f9 si fa interprete di questo pensiero eterno, con la chiamata rivolta ai singoli che incontra. Ma Ges\u00f9 non chiama a caso: vede, guarda e poi chiama. Il Vangelo ripete due volte: \u201cChiam\u00f2\u201d. \u201cChiam\u00f2 a s\u00e9 quelli che egli volle ed essi andarono da lui\u201d ci dice Marco (Mc.3,13). Ges\u00f9 \u00e8 colui che chiama personalmente, ma \u00e8 anche colui per il quale si \u00e8 chiamati. Nell\u2019incontro con il giovane, Marco aggiunge: \u201cGuardandolo lo am\u00f2\u201d (Mc.10,21). Ges\u00f9 chiama in maniera stupefacente anche persone che sembrano inadeguate. Come Levi \u2013 Matteo che sedeva al banco delle imposte, un pubblicano, ritenuto impuro, perch\u00e9 collaborava con gli invasori romani. Come Maria di Magdala, \u201cdalla quale \u2013 come dice Luca &#8211; erano usciti sette demoni\u201d (Lc.8,2). Cos\u00ec anche la storia personale, per quanto attraversata da esperienze negative, pu\u00f2 trasformarsi in storia di Dio, per il dono di s\u00e9 che egli fa alla creatura. \u201cQuello a cui si perdona poco, ama poco\u201d (Lc.7,47). La storia della Chiesa, di tanti di noi, \u00e8 esperienza prolungata di quello che Dio opera nel nostro cuore, trasformando il passato negativo in presente positivo. Nessuno pu\u00f2 sottrarsi al Signore per la propria indegnit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cSeguitemi\u201d: la perentoriet\u00e0 dell\u2019invito \u00e8 al presente, domanda il \u201csubito\u201d della risposta, che comporta il posporre tutto quello che non \u00e8 il Regno, il distacco da beni e affetti per seguire nella fede colui che ha chiamato. Domanda di essere a sevizio dell\u2019umanit\u00e0, perch\u00e9 in tutti emerga la dignit\u00e0 umana. Dignit\u00e0 calpestata nel giovane di venti anni, ucciso qui, a Fuorigrotta, dal sangue sparso per la violenza di quanti usano la pistola, ma anche di quelli che portano i guanti. La chiamata di Cristo \u00e8 un appello perch\u00e9 nella nostra vita tormentata emerga la vita di Dio.\u00a0\u00c8 un appello rivolto a tutti.\u00a0\u00c8 la \u201cregalit\u00e0\u201d che Matteo domanda, a nome di Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il Vangelo conosce bene la debolezza della fede di coloro che sono chiamati, il condizionamento del giovane che non comprese lo sguardo di amore personale di Ges\u00f9, perch\u00e9 preoccupato dei suoi beni, e \u201cse ne and\u00f2 triste\u201d, come riportano i tre Sinottici. Per esperienza personale vi dico che a volte colgo in me la tristezza del cuore, per la lentezza del mio s\u00ec. La mia esperienza di sacerdote mi ha permesso di cogliere questa tristezza in chi non se la \u00e8 sentita di pronunciare un s\u00ec pieno, o si \u00e8 stancato durante il camino, o ha visto venir meno la propria fedelt\u00e0. Ma lo sguardo di amore del Signore non si stanca! Lo vediamo con Pietro, dopo la Passione. La chiamata rimane, al di l\u00e0 delle nostre risposte, per la fedelt\u00e0 del Signore, ed invita a ricominciare sempre. Il discepolo maturo, il santo, \u00e8 colui che crede all\u2019amore fedele e ricomincia. L\u2019abbinamento delle chiamate, Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni, ci dice, forse, che, rispondendo, non si va incontro all\u2019isolamento, ma all\u2019esperienza forte e dolce di una nuova famiglia, la comunit\u00e0 dei discepoli. A questa comunit\u00e0, dir\u00e0 Matteo nel cap.18,2, Ges\u00f9 assicura la sua presenza costante, presenza fra i discepoli uniti nel suo nome, nella sua persona. Da questa presenza, non dalla nostra fragilit\u00e0, viene la fecondit\u00e0 della missione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi vogliamo dire al Signore, che ci guarda con occhio di amore e ci chiama, personalmente, alla vita di discepoli suoi, la riconoscenza profonda di essere chiamati, scelti. Nella coscienza profonda e umile di non essere autori di questo dono, ma \u201cscelti\u201d. Diciamogli che, davanti a lui, sentiamo la responsabilit\u00e0 verso l\u2019umanit\u00e0 di essere portatori del pane della vita.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 27 gennaio 2008<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">I primi passi della vita pubblica di Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Giovanni Battista era stato arrestato, pi\u00f9 esattamente \u201cconsegnato\u201d &#8211; come Matteo dir\u00e0 di Ges\u00f9 quando Giuda lo metter\u00e0 nelle mani dei sommi sacerdoti (Mt.26,2.15).\u00a0\u00c8 un passivo che esprime la convinzione di fede nel Dio che conduce la storia e fa delle circostanze negative l\u2019occasione per il progresso della sua azione di amore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">I primi passi sono di prudenza. Ges\u00f9 si ritir\u00f2 in Galilea, come se non giudicasse opportuno restare dove Giovanni era stato arrestato, esporsi al rischio di essere coinvolto, ma non fino al punto di nascondersi a Nazareth: sceglie Cafarnao, sulla strada che conduce dalla Siria al mar Mediterraneo, e Matteo lo nota, come \u00e8 sua abitudine, vedendo in questo il compimento della profezia di Isaia \u2013 che oggi abbiamo ascoltato nella prima lettura \u2013 e l\u2019indicazione che la missione di Ges\u00f9 punta alle genti, a persone non di stretta fede ebraica, ai popoli dell\u2019Europa e del mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Primi passi. Quasi rilevando il testimone da Giovanni Battista, Ges\u00f9, come lui, domanda la conversione ed annuncia il Regno. Prime parole che ci permetteranno di avvicinarci al discorso della montagna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La parola \u201cconversione\u201d non ha solo un carattere etico, \u00e8 cambiamento del modo di pensare e di agire, assunzione di un atteggiamento nuovo, soprattutto nei riguardi di Dio. Perci\u00f2 non solo distacco da idolatrie di fatto e convinzioni intellettuali errate, ma anche rinuncia alla propria visione religiosa quando questa si rivela troppo dipendente o eccessivamente condizionata dalla soggettivit\u00e0, come Ges\u00f9 stesso dovr\u00e0 dire a Pietro, che voleva dissuaderlo dal cammino verso la croce: <strong><em>\u201cnon pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini\u201d <\/em><\/strong>(Mt.16,23). Per seguire Ges\u00f9 e vivere la sua proposta di ottica e di vita, anche a chi compie il cammino di fede occorre una continua conversione, una disponibilit\u00e0 concreta, fino alla drammaticit\u00e0, a vincere in se stessi la spinta centrifuga della paura di Dio e all\u2019accoglienza di Lui al centro di s\u00e9. Nel libro dell\u2019Apocalisse alla Chiesa di Efeso, che pur era una comunit\u00e0 cristiana consolidata, viene detto: <strong>\u201cSe non ti ravvederai, verr\u00f2 a te e rimuover\u00f2 il tuo candelabro dal suo posto\u201d<\/strong> (Ap.2,5).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cIl regno dei cieli \u00e8 vicino\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La regalit\u00e0 di Dio, nei singoli cuori, in mezzo al popolo e nel mondo, \u00e8 il centro della predicazione di Ges\u00f9 nel Vangelo di Matteo. Essa si realizza nella riconoscenza e nell\u2019amore fiducioso: perci\u00f2 non attraverso trionfi nazionalistici o la conversione forzata di popoli, ma con uno stile spirituale concretamente incarnato, che nel discorso del monte Ges\u00f9 dir\u00e0 di chiedere al Padre: <strong><em>\u201cvenga il tuo regno, sia fatta la tua volont\u00e0\u201d<\/em><\/strong> (Mt,6,10). Questa \u00e8, per Matteo, l\u2019azione di Dio in Ges\u00f9 \u201cfiglio dell\u2019uomo\u201d e \u201cservo\u201d. Una regalit\u00e0 che non si propone nelle grandi manifestazioni ed ha inizi umili, misteriosi, apparentemente contraddittori, si va sviluppando solo lentamente sulla terra, mediante la Chiesa, comunit\u00e0 di poveri e condizionata dal mondo, che ha bisogno ogni giorno di perdono, come me, come ciascuno di noi. Un regno cui si pu\u00f2 accedere solo con l\u2019umilt\u00e0 e la fedelt\u00e0, facendo spazio a Dio per accoglierlo nella nostra vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Un regno, perci\u00f2, che si manifester\u00e0 completo solo alla fine del tempo, in cui si entra nel presente solo accogliendo la grazia della fede, in umilt\u00e0 di mente e di cuore, con l\u2019abito nuziale dell\u2019esistenza nel battesimo, nella vigilanza per cogliere il ritmo silenzioso dei passi del Signore, del suo venire. Questo, rapidamente, il modo con cui Matteo presenta il Regno nel suo vangelo. E sottolineandone la concretezza: il Regno, dice, \u00e8 la compenetrazione del divino e dell\u2019umano, regno dei cieli nella realt\u00e0 della terra, possibilit\u00e0 del \u201ccome in cielo cos\u00ec in terra\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il Regno dovr\u00e0 essere costantemente testimoniato ed annunciato: <strong><em>\u201cGes\u00f9 percorreva tutta la Galilea\u2026\u201d<\/em><\/strong>. Cos\u00ec Matteo mostra Ges\u00f9 in cammino: non aspetta, come il Battista, persone che vengano a visitarlo, ma va incontro all\u2019uomo nella vita quotidiana, cercando collaboratori e chiamando al discepolato non in un recinto sacro e separato, ma nell\u2019ordinariet\u00e0 della esistenza e ovunque, perch\u00e9 Dio non \u00e8 circoscritto in un luogo o in un altro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Un Ges\u00f9 che non considera gli uomini in senso generico, ma come persone ben individuate, come evidenzia il ripetuto \u201cvide\u201d e l\u2019iniziativa \u201cchiam\u00f2\u201d. Un Ges\u00f9 che \u00e8 soggetto che chiama e ragione per cui si \u00e8 chiamati. Siamo chiamati alla fede non solo da Ges\u00f9, ma per Lui. Quanti avranno la ventura di incontrarlo ed ascoltarlo, si scopriranno chiamati ad incamminarsi con Lui, al suo fianco, al suo seguito, subito, per il servizio degli uomini nella verit\u00e0 e nel dono di s\u00e9, in una linea di sacrificio e di abnegazione. Esperti del mestiere della pesca, i primi discepoli dovranno sapere che l\u2019annuncio e la testimonianza del vangelo non garantisce successi, perch\u00e9 gli uomini a cui si dovranno dedicare sanno essere pi\u00f9 sfuggenti dei pesci! Il loro servizio, tuttavia, non \u00e8 finalizzato alla pace interiore, o all\u2019elevazione spirituale, ma sar\u00e0 il dono prezioso all\u2019umanit\u00e0 per rivelare all\u2019uomo la propria dignit\u00e0, la chiamata alla pienezza di vita di tutta la comunit\u00e0, nella condizione di figli di Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Servire l\u2019umanit\u00e0, concretamente servire la citt\u00e0, nel suo oggi: Matteo ricorder\u00e0 che Ges\u00f9 <strong><em>\u201csi mise a rimproverare le citt\u00e0\u2026 perch\u00e9 non si erano convertite\u201d<\/em><\/strong> (Mt.11,20).\u00a0\u00c8 un invito a riflettere sul modo in cui viviamo la \u201claicit\u00e0\u201d nel mondo dell\u2019informazione, dei servizi, della medicina, dell\u2019accompagnamento nell\u2019educazione, dell\u2019istruzione. Nell\u2019oggi della nostra citt\u00e0, in momenti come questi, la timidezza potrebbe diventare latitanza per chi \u00e8 chiamato all\u2019impegno personale e sociale, quando c\u2019\u00e8 separazione fra la volont\u00e0 di seguire il Signore e il servizio nella citt\u00e0. Giorgio La Pira, nel 1954 diceva: <em>\u201cLe citt\u00e0 hanno una loro anima e un loro destino; non sono cumuli occasionali di pietre, sono misteriose abitazioni di uomini e pi\u00f9 ancora, in certo modo, misteriose abitazioni di Dio\u201d<\/em>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Se la citt\u00e0 attende la rivelazione significa che c\u2019\u00e8 il Vangelo per ogni miseria, per ogni immondizia. Per questo Vangelo siamo chiamati e mandati.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 23 gennaio 2011<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019inizio del ministero \u00e8 segnato dal \u201ccamminare\u201d di Ges\u00f9 nella zona pi\u00f9 settentrionale della Palestina, l\u00e0 dove si erano insediate le trib\u00f9 di Z\u00e0bulon e di N\u00e8ftali al tempo della divisione della terra; le due trib\u00f9 si erano dissolte per le vicende storiche, soprattutto per l\u2019occupazione del territorio da parte degli Assiri nell\u2019ottavo secolo a. C. e per la contaminazione della tradizione religiosa, al punto che la Galilea veniva chiamata \u201cdelle genti\u201d, cio\u00e8 \u201cpagana\u201d. Il camminare \u00e8 accompagnato dall\u2019invito alla conversione, perch\u00e9 nella persona di Ges\u00f9 il Regno si \u00e8 fatto vicino ma \u00e8 colto nella sua preziosit\u00e0 solo se il cuore ben disposto si assoggetta al cambiamento profondo che la luce del vangelo esige intimamente e testimonia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2018imprigionamento di Giovanni \u00e8 l\u2019occasione per la decisione di Ges\u00f9: lasciare il nascondimento di Nazareth, poco accessibile e sconosciuta, andare ad abitare a Cafarnao, citt\u00e0 di traffici e vicina al mare che gli permette di diffondere il suo annuncio. Questa scelta per Matteo \u00e8 l\u2019\u201cadempimento\u201d di quanto aveva profetizzato Isaia, e Matteo lo cita perch\u00e9 ama mostrare il presente legato al passato dal \u201cfilo d\u2019oro\u201d della parola di Dio nella Scrittura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Dopo il servizio di Giovanni al Giordano, Ges\u00f9 con la sua scelta indica che il suo compito sar\u00e0 il cammino costante per un uditorio pi\u00f9 vasto. Perci\u00f2 l\u2019inizio della predicazione \u00e8 accompagnato in contemporaneit\u00e0 dalla chiamata di alcuni alla condivisione piena del suo ministero, nella conformit\u00e0 al suo pensiero e al suo stile.\u00a0\u00c8 interessante, soprattutto per i laici, che ad essi non venga richiesto di cambiar mestiere, di allontanarsi dal mondo, di dedicarsi al culto; il dono gratuito della chiamata \u00e8 entrare in una qualit\u00e0 infinitamente pi\u00f9 alta dell\u2019essere, continuare il proprio lavoro con impegno e competenza diventare \u201cpescatori di uomini\u201d nella quotidianit\u00e0 del proprio lavoro. Sar\u00e0 questo salto di qualit\u00e0 ad abilitarli come rappresentanti di Lui, che \u00e8 il centro, ad annunciare giustizia e salvezza al mondo. Non potranno perci\u00f2 appartenere solo alle loro reti, alle loro barche e alle loro famiglie in maniera esclusiva, ma dovranno avere coscienza che la loro esistenza dovr\u00e0 dire, a fatti, di essere portatori di una dimensione nuova, che Cristo inaugura, quella dell\u2019unit\u00e0 di tutto il genere umano. \u201cPescatori di uomini\u201d, non nel senso di ricerca di interessi terreni o di prestigio, ma nel senso che il Risorto, nel racconto di Matteo, proclamer\u00e0 solennemente ancora in Galilea, prima di sottrarsi alla loro vista: \u201cAndate dunque e fate discepoli tutti i popoli\u201d (Mt.28,19). \u201cPescatori\u201d, capaci di porsi, con la pazienza del pescatore, senza intransigenza o atteggiamenti ultimativi, davanti al mistero dell\u2019uomo, della sua dignit\u00e0 e della sua libert\u00e0, l\u2019uomo che pu\u00f2 rifiutare l\u2019invito, sfuggire all\u2019incontro. A questi discepoli verr\u00e0 domandato, nei secoli, di essere presenti nella storia con il desiderio di contagiarla di vangelo, con l\u2019umilt\u00e0 e la fedelt\u00e0 dei rapporti personali, senza rimasugli di attaccamenti e di rimpianti di qualcosa, anche di buono e di bello, che non sia il regno nel presente. L\u2019unica sicurezza di colui che \u00e8 chiamato non \u00e8 in qualche garanzia, perch\u00e9 ogni suo desiderio approda nella delusione, ma nella parola del Signore, non perch\u00e9 sia verificabile, ma perch\u00e9 \u00e8 del Signore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nella testimonianza del vangelo, proprio perch\u00e9 affidata alla povert\u00e0 dei discepoli, abita il pericolo della disunit\u00e0, ci ammonisce la liturgia con la parola di Paolo: a Corinto come a Gerusalemme \u2013 come si legge negli Atti degli Apostoli ai capitoli 6 e 11 \u2013 come sempre nella Chiesa, per la tentazione dell\u2019individualismo, si nasconde il tarlo del senso errato dell\u2019appartenenza a un particolare luogo, o stile, o tradizione. Paolo dice \u201cIo di Cristo!\u201d. E fa capire che il Signore non pu\u00f2 essere accaparrato come diritto esclusivo di una parte, che la coscienza di essere eredi di una tradizione gloriosa e strumenti fedeli di comunicazione di essa, non pu\u00f2 significare sentirsi proprietari o possessori della verit\u00e0 in esclusiva. Nessuno che voglia essere discepolo di Ges\u00f9, pu\u00f2 sentirsi battezzato nel nome di Paolo, di Pietro o di qualcun altro. Ma lo si \u00e8 solo in Cristo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nel corso dei secoli, pur dicendoci discepoli di Ges\u00f9 e sua Chiesa, ci siamo fatti tanto male fino a spargere il sangue gli uni degli altri, riducendo il Vangelo ad un ritualismo vuoto di incontro con Dio e alla presunzione di poterlo imporre nel nome di una verit\u00e0 senza ricerca, ma solo appresa dalla tradizione umana: in questi atteggiamenti Ges\u00f9 non si riconosce e non ci riconosce.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi preghiamo per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani, ricordandola nella descrizione degli Atti degli Apostoli: \u201cErano assidui nell\u2019ascoltare l\u2019insegnamento degli apostoli e nell\u2019unione fraterna, nella frazione del pane e nella preghiera\u201d (Atti2,42).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Sono sempre attuali le annotazioni di Dietrich Bonhoeffer:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cNon \u00e8 l\u2019atto religioso a fare il cristiano, ma il prendere parte alla sofferenza di Dio nella vita del mondo. Questa \u00e8 la conversione: non pensare innanzitutto alla propria tribolazione, ai propri problemi, ai propri peccati, alle proprie angosce, ma lasciarsi trascinare con Ges\u00f9 Cristo sulla sua strada nell\u2019evento del servo di Dio che dona la vita nel presente!\u201d. Da qui \u2018Credete all\u2019evangelo\u2019\u201d (18 luglio 1944).<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/per-annum-2-18\/a-to-3\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>III DOMENICA T.O.\u00a0&#8211; Anno A (Is 8,23-9,3; Sal.26; 1Cor 1,10-13.17; Mt 4,12-23)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7653,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5028","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5028","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5028"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5028\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13958,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5028\/revisions\/13958"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7653"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5028"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}