{"id":5012,"date":"2016-02-13T08:05:09","date_gmt":"2016-02-13T07:05:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5012"},"modified":"2022-01-07T06:48:02","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:02","slug":"a-pentecoste","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/pasqua\/a-pentecoste\/","title":{"rendered":"Pentecoste"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">DOMENICA DI PENTECOSTE\u00a0&#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(At 2,1-11; Sal.103; 1Cor 12,3-7.12-13; Gv 20,19-23)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 15 maggio 2005<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nel capitolo 19 degli Atti degli Apostoli, Paolo, recatosi ad Efeso, dove era gi\u00e0 presente una comunit\u00e0 cristiana, aveva tentato di parlare dello Spirito Santo, ma gli fu risposto: <strong>\u201cNon abbiamo nemmeno sentito dire che vi sia uno Spirito Santo\u201d<\/strong> (Atti 19,2).\u00a0\u00c8 una risposta indicativa di una situazione diffusa: per noi \u00e8 naturale rivolgerci a Ges\u00f9, di cui conosciamo i lineamenti, al Padre, magari con difficolt\u00e0, ma sempre con certezza. Lo Spirito Santo ci appare invece oscuro, difficile da definire. Eppure la Scrittura si apre con una affermazione misteriosa, ma precisa: <strong>\u201cLo Spirito di Dio aleggiava sulle acque\u201d<\/strong> (Gen1,1) e si chiude con il desiderio di reciprocit\u00e0 fra lo Spirito e la creatura: <strong>\u201cLo Spirito e la Sposa dicono: Vieni! E chi ascolta ripete: Vieni!\u201d <\/strong>(Ap.22,17).\u00a0\u00c8 un annuncio che presenta un Dio che cerca un luogo su cui posare lo sguardo e trovare abitazione e insieme l\u2019attesa di ogni realt\u00e0 creata ad essere casa di lui. Pentecoste \u00e8 la realizzazione storica dell\u2019incontro delle due attese, l\u2019inizio di una storia nuova per l\u2019umanit\u00e0. La corporeit\u00e0, che appariva solo come peso e come divisione, che era negata dall\u2019esigenza di purezza del pensiero classico, nella Bibbia appare \u201cbuona\u201d, anzi \u201cmolto buona\u201d (Gen,1,27.31), capace di germogliare vita, perch\u00e9 visitata ed abitata stabilmente dallo Spirito, dal soffio della vita. Perci\u00f2 essa pu\u00f2 dire che il vivente bello ed i Salmi levano inni alla bellezza della creazione. Perci\u00f2 l\u2019uomo, la vita dell\u2019uomo, piena, libera, giusta, fraterna, \u00e8 la grande passione di Ges\u00f9. Il Risorto \u00e8 stato tirato dal sepolcro per opera dello Spirito che lo riempie; egli lo \u201calita\u201d sui discepoli perch\u00e9 ogni carne si apra allo Spirito. Ges\u00f9 non condanna la carne, non la reprime, non la cancella, ma la apre alla abitazione dello Spirito e la rende idonea ad essere per la vita e a dare la vita. Come un artista sa trarre dalla materia caotica, in mille mille modi, i suoni, i colori, le infinite armonie, cos\u00ec il Risorto, donando lo Spirito, chiama alla vita incessantemente, ad una vita mai finita nel suo evolversi. Il panorama sconfinato che si apre con il dono di Dio nel Cenacolo, compie il disegno del Creatore, che ha consegnato alle prime creature la creazione perch\u00e9 la completassero con il pensiero, con la ricerca, portandola a compimento, fino all\u2019ultimo giorno. Donando il soffio della vita con le labbra della sua carne crocefissa, il Risorto mostra la strada per la quale ogni carne \u00e8 principio di vita.\u00a0\u00c8 come una chiamata al discepolo perch\u00e9 non neghi e non reprima la propria dimensione corporea, ma la doni e la offra, rendendola fonte di vita. Cos\u00ec la missione, che il Figlio ha ricevuto dal Padre nell\u2019eternit\u00e0, ora il Figlio la trasmette ai discepoli, chiamandoli a donare lo Spirito in ogni tempo. Bisogna essere vigilanti, perch\u00e9 la Chiesa non si chiuda nell\u2019efficientismo, ma sia costantemente rivolta alla sua missione universale di donare lo Spirito al mondo. Nella prima lettura abbiamo visto come Luca, negli Atti, si soffermi nel sottolineare l\u2019eterogeneit\u00e0 della folla a Gerusalemme, composta da uomini di diversa nazionalit\u00e0 e cultura. Tutti ascoltavano la parola dei discepoli, e <strong>\u201cciascuno li sentiva parlare la propria lingua\u201d<\/strong>(Atti 2,6). Egli ci dice, cos\u00ec, che lo Spirito non ha una sua lingua, non si lega ad una lingua o ad una cultura particolare, ma si esprime attraverso ogni lingua ed ogni cultura. La Chiesa \u00e8 chiamata ad un compito di universalit\u00e0 e riunificazione di ogni realt\u00e0. Marko Rupnik, il grande artista slavo, ci dice: <em>\u201cStudiando i Padri della Chiesa, ho capito che la materia ha come un \u201cdesiderio\u201d: essere usata per diventare \u201cdono\u201d, esprimendo cos\u00ec l\u2019amore interpersonale. Ed \u00e8 in tale modo che si salva: l\u2019amore, infatti, dura in eterno, e se noi \u2013 per cos\u00ec dire &#8211; \u201cfasciamo\u201d la materia con l\u2019amore, la custodiamo per la vita eterna\u201d<\/em> .\u00a0\u00c8 il compito che lo Spirito affida a ciascuno di noi. Ma la missione dello Spirito non pu\u00f2 essere vissuta che nel perdono: perci\u00f2 egli \u00e8 chiamato \u201cConsolatore\u201d, \u201cParaclito\u201d. Lo Spirito ci dice che la memoria pu\u00f2 essere guarita, anche quando \u00e8 stata offesa, che le piaghe possono essere lenite e diventare fonte di benedizione, che il gemito della creazione, di cui Paolo parla nella lettera ai Romani, pu\u00f2 trovare sbocco in una vita pi\u00f9 piena. Ma allora lo Spirito che ci \u00e8 dato in consegna, va mantenuto vivo e zampillante, va donato reciprocamente a riconciliare tutte le creature, che gi\u00e0 vivono e respirano in lui. \u00c8\u00a0come se il Risorto, donandolo ancora, dicesse ai discepoli: non trattenete lo Spirito, non fatene una preoccupazione per il vostro benessere personale, ma datelo alla carne e alla terra, perch\u00e9 rifioriscano in Lui. Tutto trattate con l\u2019amore del Padre verso il Figlio, perch\u00e9 tutto si realizzi nella luce che rimane. Oggi, Pentecoste, che lo Spirito Consolatore ci renda uomini e donne di compassione.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 11 maggio 2008<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi il dono dello Spirito d\u00e0 alla Pasqua la sua pienezza. La liturgia ci propone alcuni versetti della pagina del quarto vangelo che abbiamo gi\u00e0 letto la domenica successiva alla Pasqua, come per renderci ben consapevoli che il dono dello Spirito \u00e8 il frutto diretto della morte in croce, come era stato spiegato dall\u2019evangelista al momento della promessa che Ges\u00f9 stesso aveva fatto: \u201cinfatti non c\u2019era ancora lo Spirito, perch\u00e9 Ges\u00f9 non era stato ancora glorificato\u201d (Gv.7,39), e come era stato invece evidenziato nel suo spirare: \u201cChinato il capo, spir\u00f2\u201d (Gv.19,30), effuse insieme la vita e lo Spirito. La sua morte \u00e8 come una nuova creazione. Ora, apparendo nella condizione di Risorto, dona ancora lo Spirito, come Luca racconta negli Atti con una forma pi\u00f9 ampia e solenne per spiegare la nascita della Chiesa (At.2,1-11). La condizione nuova di vita permette al Signore di fare ai discepoli con autorevolezza, come di chi ha vinto la morte, un dono ulteriore, perch\u00e9 possano essere per il mondo quello che Egli \u00e8 stato. Cinquanta giorni dopo la Pasqua, a Pentecoste, la Chiesa nasce dal dono dello Spirito. Cos\u00ec chi legge sa che lo Spirito \u00e8 con la comunit\u00e0, che abita in essa e la spinge continuamente a superare i propri limiti, personali e di gruppo, per continuare la missione di Ges\u00f9 e il mondo di ogni tempo e di ogni cultura possa conoscere l\u2019amore del Padre. Giovanni vuole sottolineare la continuit\u00e0 dell\u2019opera di Dio: \u201ccome il Padre ha mandato me, cos\u00ec anch\u2019io mando voi\u201d. Per il fatto stesso di essere discepoli siamo mandati: il dono per eccellenza del Risorto, quello che Egli garantisce e rinnova sempre alla sua comunit\u00e0, \u00e8 in questa direzione. Le ore della croce e della missione sono come due battiti di un cuore posto dal Risorto nei discepoli uniti nella fede e nell\u2019amore reciproco. Due battiti che dicono il dono dello Spirito e l\u2019incarico di testimoniare il vangelo: ci\u00f2 che \u00e8 stato affidato al discepolo deve essere dono per gli altri, confidato all\u2019umanit\u00e0.\u00a0\u00c8 il compito che Cristo affida alla Chiesa, compito da accogliere nella gratitudine. All\u2019inizio del V secolo dopo Cristo, in un\u2019omelia di Pentecoste, con il suo linguaggio immediato Agostino dir\u00e0: <em>\u201cVoi, fratelli miei, membra del Corpo di Cristo, germogli di unit\u00e0, figli della pace, trascorrete con gioia questo giorno, celebratelo senza timori. Si realizza infatti in voi quanto in quel giorno, quando discese lo Spirito Santo, veniva preannunciato. Perch\u00e9 come allora chi riceveva lo Spirito Santo, pur essendo un\u2019unica medesima persona, parlava tutte le lingue, cos\u00ec anche ora in mezzo a tutti i popoli \u00e8 l\u2019unit\u00e0 stessa che parla in tutte le lingue; e voi, costituiti in questa unit\u00e0, possedete lo Spirito Santo, voi che con nessuna scissione dissentite da questa Chiesa di Cristo che parla tutte le lingue.\u201d<\/em> (Agostino, discorso 271,1) Esprimiamo la nostra gratitudine, per essere \u201cfigli della Chiesa\u201d. La coscienza della presenza dello Spirito \u00e8 da sempre esperienza della comunit\u00e0, dal martirio di Stefano alla \u201ccorsa\u201d della parola del Vangelo verso l\u2019umanit\u00e0. A Gerusalemme i discepoli capirono di doversi staccare dalla osservanza della ritualit\u00e0 ebraica, di cui pure erano consapevoli e riconoscenti, e di scrivere un lettera coraggiosa in cui dicevano: \u201cabbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi\u2026\u201d (Atti, 15,28) di non imporre ai cristiani di Atiochia ritualit\u00e0 che provenivano dalla religione ebraica, ma che ormai non potevano riguardare \u201ctutte le nazioni\u201d, in obbedienza al comando del Risorto (Mt.28,19). \u00c8\u00a0lo Spirito che dona forza e pazienza, l\u00e0 dove la condizione umana non lo potrebbe immaginare; che infonde sapienza profonda anche l\u00e0 dove non c\u2019\u00e8 cultura umanistica o scientifica; che suscita forme impensabili di amore creativo per testimoniare la compassione di Dio, come quei ragazzi che sono andati in un campo di Rom, chiamandoli per nome e non pi\u00f9 \u201czingari\u201d ed avviando un dopo-scuola.\u00a0\u00c8 Lui che rende audace anche il timido. Lui che costruisce in continuazione un\u2019umanit\u00e0 di cui le categorie non sono il censo, la classe, le appartenenze, ma l\u2019unica categoria \u00e8 la fraternit\u00e0. Viene fatto di pensare che il senso di orfanezza che si va estendendo in tanta parte dell\u2019umanit\u00e0 di oggi, sia da ricondurre al non conoscere la preziosit\u00e0 del dono di Dio, che Cristo ci fa nello Spirito. Quella del nostro tempo non appare tanto come una prova della fede, la prova di chi ha fede; ma come una condizione di carenza, di chi \u201cnon ha\u201d, di vuoto. Appunto, di orfanezza. In genere non ci si vanta di essere atei, non si \u00e8 contenti di sentirsi tali, ma si subisce un senso di confusione sul presente e sul futuro, da cui deriva l\u2019indifferenza, la freddezza, i lasciar stare, che tanto danneggia la condizione umana. Anche nelle persone che vengono al confessionale si avverte il disagio che la condizione della nostra citt\u00e0 porta nella vita e fa star male tutti. Benedetto XVI ha detto, domenica scorsa all\u2019Azione Cattolica, una parola importante: <em>\u201cIn una Chiesa che quotidianamente si confronta con la mentalit\u00e0 relativistica, edonistica e consumistica, sappiate allargare gli spazi della razionalit\u00e0 nel segno di una fede amica dell\u2019intelligenza, sia nell\u2019ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca pi\u00f9 elaborata e riflessa\u201d<\/em> Vivere la Pentecoste \u00e8 allargare gli spazi della ragione alla luce della fede. Quanti lavorano nelle fabbriche, negli uffici, nelle scuole, negli ospedali, nei posti di responsabilit\u00e0, avvertano la propria responsabilit\u00e0 verso i singoli e verso la societ\u00e0, responsabilit\u00e0 di testimoniare la propria fede. Domandiamo allo Spirito Santo, nella preghiera personale e comunitaria, la compassione che ci permetta di non rifiutare la fatica dello spezzare il pane dell\u2019incredulit\u00e0 alla tavola dei fratelli e delle sorelle immersi nell\u2019oscurit\u00e0, anche quando questo dovesse significare esserne avvolti noi stessi.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 12 giugno 2011<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il libro degli Atti degli Apostoli \u00e8 il racconto che Luca fa dell\u2019esperienza di fede e di testimonianza vissuta dai primi discepoli all\u2019inizio della vita della Chiesa. Non \u00e8 una nascita dalla radice di una delle tante iniziative umane che la storia registra, come accade quando ci si aggrega sulla base di simpatie, di idee e di programmi condivisi.\u00a0\u00c8 qualcosa di originato da un fondamento \u201daltro\u201d, l\u2019iniziativa di Dio. Questo fondamento \u00e8 Pentecoste, la Pentecoste cristiana che ha una certa continuit\u00e0 con quella ebraica, nata come festa agricola che invitava al ringraziamento per il raccolto e poi gradualmente trasformata in liturgia di lode per il dono della Tor\u00e0, della Legge, perci\u00f2 per ricordare l\u2019alleanza del Sinai al tempo di Mos\u00e8. L\u2019alleanza \u00e8 sempre un compimento certo, perch\u00e9 opera del Signore, un patto che dona visione, senso alla vita dei singoli e della collettivit\u00e0, perci\u00f2 da pace e gioia. Anche se l\u2019uomo \u00e8 infedele, Dio non lo \u00e8 mai. Gli ebrei la celebrano ogni anno, cinquanta giorni dopo la Pasqua. Luca pone il compimento definitivo dell\u2019alleanza nel dono dello Spirito e lo colloca nel contesto dell\u2019antica celebrazione ebraica, per dire che in esso c\u2019\u00e8 lo svelamento della verit\u00e0 di Dio. Dice che in quel momento \u201cil giorno stava compiendosi\u201d, non certo in senso di orario, perch\u00e9 erano le nove del mattino. Compimento che avviene non solo in un momento storico, ma anche in un luogo preciso \u2013 \u201criemp\u00ec tutta la casa\u201d \u2013 e nella persona dei presenti \u2013 \u201cfurono tutti colmati di Spirito Santo\u201d. Anche le indicazioni sulle diverse provenienze della folla non sono un gioco letterario, ma il segno che l\u2019autore, cronista e credente, interpreta teologicamente per affermare l\u2019universalit\u00e0 di quanto sta descrivendo e porre all\u2019attenzione del lettore qual \u00e8 il frutto generato dalla morte in croce di Ges\u00f9 Cristo. Quel frutto \u00e8 il dono dello Spirito!\u00a0\u00c8 la guarigione della ferita provocata dalla presunzione di Babele da cui era derivata la confusione, \u00e8 la riappropriazione della visione universale della fraternit\u00e0 umana. Per conseguenza, il dono dello Spirito domanda a quanti gli si aprono il superamento delle inimicizie e delle divisioni. Perci\u00f2 \u00e8 detto dei primi destinatari e testimoni : \u201csi trovavano tutti insieme nello stesso luogo\u201d, come per dire che lo Spirito di verit\u00e0 e di comunione \u00e8 libero di \u201calitare\u201d a condizione che le persone sino rese idonee alla sua azione dall\u2019ascolto e dall\u2019amore fraterno, Questa idoneit\u00e0 fa comprendere il \u201cfragore\u201d come una voce che chiama e il \u201cfuoco\u201d come ardore del cuore. A Luca non sta tanto a cuore descrivere i particolari dettagliatamente e fisicamente. Egli vuol dire che lo Spirito \u00e8 l\u2019invisibilit\u00e0 e l\u2019indicibilit\u00e0 del Dio trascendente che si rendono vicine all\u2019uomo e lo fanno attraverso i segni di una presenza viva, perch\u00e9 l\u2019uomo sappia ascoltare la voce e lasci ardere il cuore per testimoniare lo Spirito del Signore. Questi segni gi\u00e0 sono noti all\u2019esperienza umana: ci accade quando, dinnanzi a fatti o momenti che segnano la vita, ci si sente tremare le gambe, bruciare il cuore, scoppiare la mente \u2026 Non \u00e8 tanto il racconto della capacit\u00e0 impensabile di parlare lingue sconosciute a loro, quanto la constatazione dei discepoli impietriti dallo stupore che il messaggio portato con la loro povera umanit\u00e0 raggiunge gli uditori ed induce alla trasformazione del cuore. Ne deriva la certezza che il vangelo pu\u00f2 essere comunicato in tutte le lingue, penetrare in ogni cultura, raggiungere e trasformare qualsiasi condizione umana. Non \u00e8 un\u2019unit\u00e0 che annulli le diversit\u00e0, ma \u00e8 un chiamata alla comunione che accoglie le diversit\u00e0 e le fa confluire verso la fraternit\u00e0 di tutti gli uomini. Luca sembra voler dire che ogni uomo ha in s\u00e9 una scintilla che gli permette di comprendere e consentire l\u2019anelito dello Spirito, di cui parler\u00e0 san Paolo nella lettera ai Romani al capitolo 8, e pu\u00f2 essere raggiunto nel rapporto fraterno vissuto \u201ccon dolcezza e rispetto\u201d (1Pt.3,16).\u00a0\u00c8 lo stile del dialogo mite che valorizza l\u2019unicit\u00e0 di ogni essere umano e la mette in cammino verso il traguardo della riconciliazione e della pace senza insofferenza, senza intransigenza, nell\u2019ascolto, nella longanimit\u00e0, nel silenzio interiore. Lo Spirito compie cos\u00ec in pienezza l\u2019opera del Crocifisso Risorto. Ognuna di quelle lingue di fuoco incontra una libert\u00e0, consacra una individualit\u00e0 irripetibile, facendone dono all\u2019altro nell\u2019unit\u00e0 di un popolo di fratelli. Questa l\u2019esperienza della prima comunit\u00e0 di Gerusalemme e la vocazione della Chiesa di ogni tempo. Quanto \u00e8 grande, per tutti noi, l\u2019impegno di far germogliare ed alimentare piccole oasi di riconciliazione e di pace, nei deserti di oggi. Giovanni Paolo II ci ha comunicato la sua personale passione per l\u2019uomo, definendolo \u201cvia della Chiesa\u201d, il suo desiderio che nella Chiesa il Vangelo possa essere trasmesso da persona a persona con premura di attenzione e di rispetto: <em>\u201cIo credo che l\u2019uomo soffra soprattutto per mancanza di \u201cvisione\u201d. Se soffre per mancanza di visione, deve allora aprirsi la strada fra i segni, fino a ci\u00f2 che gravita dentro e matura come frutto della parola\u201d<\/em> Domandiamo il dono di poter essere uomini e donne dello Spirito.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/pasqua\/a-pentecoste\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DOMENICA DI PENTECOSTE\u00a0&#8211; Anno A (At 2,1-11; Sal.103; 1Cor 12,3-7.12-13; Gv 20,19-23)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7634,"menu_order":8,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5012","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5012","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5012"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5012\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13953,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5012\/revisions\/13953"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7634"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5012"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}