{"id":5002,"date":"2016-02-13T07:07:09","date_gmt":"2016-02-13T06:07:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=5002"},"modified":"2022-01-07T06:48:02","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:02","slug":"a-pasqua-5","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/pasqua\/a-pasqua-5\/","title":{"rendered":"5a pasqua"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">V DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(At 6,1-7; Sal.32; 1Pt 2,4-9; Gv 14,1-12)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 24 aprile 2005<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong><em>\u201cNon sia turbato il vostro cuore\u201d<\/em><\/strong> Ges\u00f9 ha conosciuto il turbamento: lo ha provato alla tomba di Lazzaro (Gv.11), lo ha sentito fortemente nell\u2019imminenza della passione (Gv.12). Ora lo avverte nel silenzio sgomento dei \u201csuoi\u201d, nelle ore che scorrono tragiche e rapide nella notte del gioved\u00ec, dopo la cena. I discepoli sono coinvolti e sovrastati da qualcosa che \u00e8 pi\u00f9 grande di loro, come un prevalere della potenza del male, una vittoria del \u201cprincipe del mondo\u201d. <strong><em>\u201cAbbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me\u201d<\/em><\/strong> L\u2019invito \u00e8 a uscire dalle paure profonde che attanagliano il cuore con la loro oscurit\u00e0: la previsione della sofferenza, l\u2019incertezza del futuro, l\u2019ineluttabilit\u00e0 della morte \u2026 Ai discepoli \u00e8 domandato di porre la radice della fiducia \u201cin Dio\u201d e in quel Ges\u00f9 di cui hanno conosciuto le parole, i gesti, i sentimenti di un amore, che non si ferma davanti ai limiti. Quelle radici non dovranno perci\u00f2 cercare la linfa della fiducia soltanto nella plausibilit\u00e0 dell\u2019orizzonte immanente, terreno, ma nell\u2019oltre del credere a Dio come Padre per sempre, fidandosi della parola di lui, Ges\u00f9, che ce lo rivela. <strong><em>\u201cLa casa del Padre mio\u201d<\/em><\/strong> Ges\u00f9 invita a guardare la vicenda storica, personale e collettiva, da questo punto luce che \u00e8 la \u201ccasa\u201d, il luogo dove Dio abita, la sua stessa vita, che \u00e8 proposta come casa dell\u2019umanit\u00e0, casa definitiva, per sempre. Ma Ges\u00f9 non sembra parlare solo del futuro. Una variante del testo di Giovanni preferisce leggere: <strong><em>\u201cnella casa <span style=\"text-decoration: underline;\">col<\/span> Padre mio\u201d<\/em><\/strong>. Questa casa \u00e8 dovunque i discepoli vivono con il Padre, come Ges\u00f9. La loro relazione fraterna che attua concretamente la paternit\u00e0 di Dio nell\u2019esistenza umana, \u00e8 la casa del Padre. Essi stessi sono la casa, in cui il Padre vuole abitare, e devono essi stessi abitare, in vista della definitivit\u00e0. Di fronte alla complessit\u00e0 che opprime il cuore e toglie luce all\u2019intelligenza, che spinge a dubitare della propria identit\u00e0, i discepoli dovranno ricordarsi delle parole di Agostino: <em>\u201cegli prepara la dimora preparando coloro che dovranno abitarvi\u201d<\/em> (in Jo.,88,2) e dovranno rispondere alla domanda di identit\u00e0, dicendo: \u201cnoi siamo cittadini del cielo, prestati alla terra e alla storia\u201d. <strong><em>\u201cChi vede me, vede il Padre\u201d<\/em><\/strong> Nella richiesta di Filippo: <em>\u201cSignore mostraci il Padre\u2026\u201d<\/em> \u00e8 presente la suggestione del meraviglioso, che ci appare necessario cercare, per essere rassicurati. Dobbiamo uscirne per poter entrare nell\u2019accoglienza concreta dell\u2019esistenza di Ges\u00f9, perch\u00e9 nella visibilit\u00e0 del Figlio l\u2019invisibilit\u00e0 di Dio si \u00e8 resa accessibile. Perci\u00f2 l\u2019urgenza dell\u2019ascolto della sua Parola, la sintonia con il suo pensiero. Perci\u00f2 il comandamento suo dell\u2019amore scambievole. Qui \u00e8 la via! <strong><em>\u201cLa casa del Padre mio!\u201d \u201cLa casa col Padre mio\u201d<\/em><\/strong> Destino definitivo e reciprocit\u00e0 nel presente. Ne derivano conseguenze di grande importanza. La prima preoccupazione per la presenza cristiana nella societ\u00e0 non dovr\u00e0 essere quella di vincere battaglie ideologiche o di determinare regole di comportamento con la intolleranza o con la forza della legge, ma quella di pensare con il Signore, abitando nella sua casa e di offrire questo pensiero nella relazione umana. Pensiero di fiducia. Quanto \u00e8 costringente, quanto alimenta la paura, il giudicare la realt\u00e0 con la sola misura della razionalit\u00e0 e con la parzialit\u00e0 scientifica, quanto \u00e8 disperante non varcare la loro soglia. Penso alla giovane mamma di due figli che, per questa fiducia in un oltre che non appare razionale, sta portando avanti e sta concludendo una gravidanza che si \u00e8 presentata razionalmente impossibile per la presenza di una neoplasia in contemporaneit\u00e0. Come credenti siamo chiamati a sperimentare la verit\u00e0 di un oltre che sorge solo se ci si fida di Dio che abita con noi, con cui noi abitiamo. E siamo chiamati a donare all\u2019umanit\u00e0 il frutto di questa esperienza. Domandiamolo per l\u2019oggi di ciascuno e di tutti!<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 20 aprile 2008<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Dai colloqui dopo l\u2019ultima cena, che Giovanni riporta lungamente, \u00e8 tratto il brano della liturgia. Il contesto della separazione imminente lo rende carico di affetto, ma non \u00e8 solo la consolazione il contenuto, quanto il rapporto con Dio: come raggiungerlo, come vederlo\u2026 Per cogliere la profondit\u00e0 della pagina, meditiamone due aspetti: &#8211; La partenza del Signore \u00e8 vista come evento positivo. Ges\u00f9 parte per fare ritorno al Padre, che \u00e8 presentato come colui che, nella grande casa dalle molte dimore, \u00e8 in attesa dell\u2019umanit\u00e0. La fede in Dio che nasce dalla credibilit\u00e0 di Ges\u00f9, \u201ccredete in me\u201d, fa uscire dalla costernazione, rende sicuri di un \u201cdimorare\u201d \u2013 l\u2019espressione amata dal quarto vangelo &#8211; stabilmente in Dio. Non si tratta di un\u2019aspettativa umana, non di una religiosit\u00e0 come aiuto a superare l\u2019angoscia della morte. Ges\u00f9 si rivela come manifestazione di Dio: io vi prometto una dimora stabile. Fine della tristezza, perci\u00f2, e fiducia. Ges\u00f9 impegna se stesso con un doppio futuro: \u201cverr\u00f2\u201d di nuovo e vi \u201cprender\u00f2\u201d con me. Quasi con disattenzione alla grammatica, il testo usa il presente per il verbo \u201cvenire\u201d, come un attestato di presenza che non \u00e8 interrotto dall\u2019assenza: io vengo, perch\u00e8 sono qui, e vi prender\u00f2 quando sar\u00e0 il momento, momento che \u00e8 il segreto del Padre. Ges\u00f9 afferma di essere il \u201ctraghettatore\u201d degli uomini dalla terra al cielo, il testimone che presenter\u00e0 i suoi al Padre, i suoi, amati personalmente, uno ad uno \u2013 come abbiamo meditato domenica scorsa. I discepoli dovrebbero gi\u00e0 sapere, perch\u00e9 istruiti da Lui. Tuttavia, costernati dall\u2019evento della morte, vivono un\u2019indisponibilit\u00e0 a credere: \u00e8 uno stato d\u2019animo che tutti abbiamo provato di fronte alla morte di una persona cara, a quei momenti della vita che rendono pi\u00f9 difficile la fede. Ges\u00f9 non risponde direttamente alla domanda di Tommaso, ma le sue parole gli permettono di definirsi \u201cla via\u201d che conduce al Padre perci\u00f2 la verit\u00e0 e perci\u00f2 la vita.\u00a0\u00c8 un\u2019autorivelazione. La sua via, il dono di s\u00e9 fino alla morte, lo conduce a Dio ed \u00e8 perci\u00f2 la via di quanti lo seguono, con lo stesso traguardo, la casa dalle molte dimore. &#8211; Il secondo annuncio apparentemente \u00e8 solo di tipo spirituale, valido esclusivamente per alcuni, i \u201cconsacrati\u201d, teso a sostenere ed alimentare la speranza per il \u201cdopo\u201d. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Ges\u00f9 dice che il Padre \u00e8 in lui e compie al presente le sue opere. Vederlo, perci\u00f2, \u00e8 possibile a chi si lascia abitare da lui e al presente compie le sue opere. Il quarto vangelo insiste sulla presenza del Padre in Ges\u00f9, e questo \u00e8 la garanzia per le sue parole ed i suoi gesti. Quando i discepoli, con Filippo, domandano una visibilit\u00e0 pi\u00f9 chiara, Ges\u00f9 li invita ad una riflessione attenta alle sue parole e alle sue opere. Da esse verr\u00e0 una possibilit\u00e0 pi\u00f9 immediata e certa per il loro credere. Le sue parole e le sue opere sono rivelatrici di Dio. Il Signore, al momento della sua partenza, apre ai discepoli una prospettiva altissima. Le sue opere, nel tempo della presenza, rivelano il Padre in lui. Ora \u00e8 il tempo della partenza e dell\u2019assenza: le sue opere non finiranno, ma sono affidate ai discepoli. Perci\u00f2 li esorta a chiedere insieme che esse possano essere continuate, pregando nel nome di lui, e a credere che \u2013 uniti a lui \u2013 ne faranno di ancora pi\u00f9 grandi.\u00a0\u00c8 molto importante, per\u00f2, chiedere insieme: la preghiera collettiva \u00e8 pi\u00f9 gradita a Dio di quella privata, vissuta nell\u2019individualismo. Essi dovranno \u201ccompiere\u201d le opere di Ges\u00f9, che verranno suggerite pregando, e domandate. Ne scaturisce una bellissima sinergia: i discepoli \u201ccompiono\u201d \u2013 al presente \u2013 e Ges\u00f9 le \u201cfar\u00e0\u201d \u2013 al futuro &#8211; e le presenter\u00e0 al Padre. Questo permetter\u00e0 al Risorto di essere presente e riconoscibile al tempo dell\u2019assenza.\u00a0\u00c8 un invito a radicarsi nel cuore della fede cristiana. Le novit\u00e0, le urgenze, le sfide del presente esigono questa adesione a quanto c\u2019\u00e8 di originale e radicale nel vangelo, la presenza di Dio tra gli uomini, l\u2019incarnazione, che si prolunga nel tempo della Chiesa. Senza questa adesione, il parlare e l\u2019agire, anche sacro, rischiano il non senso. Non si pu\u00f2 mai conoscere Cristo solo teoricamente. Si pu\u00f2 studiare tutta la Sacra Scrittura, ma non incontrarlo nella vita. La conoscenza vera sta sempre nella condivisione dei sentimenti, come dice Paolo, scrivendo ai cristiani di Filippi (Fil.2,5), e nel cammino insieme a lui (Lc.24,15 ss).\u00a0\u00c8 farsi connaturali e consanguinei di lui, per il Battesimo e l\u2019Eucarestia, nella ricerca della giustizia, dell\u2019amore, dell\u2019umilt\u00e0, del servizio. Benedetto XVI, parlando all\u2019ONU, ha sottolineato che l\u2019unit\u00e0 non pu\u00f2 farsi contro i diseredati, che la violenza non si vince con la forza, ma con la ragione, che va aiutata a crescere nei cuori. \u00c8\u00a0cos\u00ec che si cammina sulla strada del Signore. E mentre si cammina con lui, conoscerlo \u00e8 aprire l\u2019occhio del cuore perch\u00e8 \u00e8 solo il cuore che \u201criconosce\u201d con certezza e non \u00e8 pi\u00f9 preoccupato di s\u00e9, ma solo proteso a \u201ccompiere\u201d quello che egli comunica. Con la scoperta gioiosa del frutto della conoscenza, che \u00e8 sempre maggiore amore per l\u2019uomo e per il mondo. <em>\u201cNoi non avevamo una via da seguire per giungere alla verit\u00e0; il Figlio di Dio, che nel Padre \u00e8 per l\u2019eternit\u00e0 verit\u00e0 e vita, assumendo la natura dell\u2019uomo si \u00e8 fatto via. Passa attraverso l\u2019uomo e giunge a Dio. Per Lui passi, a Lui vai. Non cercare al di fuori di Lui, per dove giungere a Lui. Se Egli non avesse voluto essere la via, saremmo sempre fuori strada. Perci\u00f2 si \u00e8 fatto la via per dove puoi andare. Non ti dico: cerca la via.\u00a0\u00c8 la via stessa a farsi incontro a te. Alzati e cammina. Cammina con la condotta non con i piedi.\u00a0\u2026\u00a0\u00c8 preferibile camminare zoppicando sulla via, ad un incedere energico fuori strada\u201d <\/em>(Agostino, discorso 141,4) Cos\u00ec Agostino, in Africa, in una domenica di aprile, commentava il vangelo di questa liturgia.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 22 maggio 2011<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9, nel vivere insieme ai suoi discepoli fin dall\u2019inizio del suo ministero pubblico, non aveva nascosto i suoi sentimenti di amicizia, fino a dirsi pronto a dare la sua vita per loro, ma non aveva nascosto che il dare la vita avrebbe portato con s\u00e9 il costo, la sofferenza della separazione. Si era creata perci\u00f2, nell\u2019atmosfera del compimento e si andava attuando nel giorno della cena ultima con loro, l\u2019aria pesante della morte-partenza. Giovanni ne parla e riferisce la costernazione del gruppo, la pesantezza del cuore dei suoi amici, quelli che egli stesso aveva chiamato perch\u00e9 fossero suoi discepoli e avviati sulla strada della amicizia confidente ed affettuosa per giungere alla condizione di fratelli e condividere la sua vita. Giovanni riferisce le parole di Ges\u00f9 che parla del Padre come patria, come paternit\u00e0 accogliente, come casa in cui ci sono molti posti, molte \u201cdimore\u201d, parola che indica lunga, stabile permanenza. Ges\u00f9 parte per preparare questa dimora, perci\u00f2 la partenza non deve procurare tristezza, ma consolazione e fiducia. \u201cAbbiate fede in me\u201d. Ges\u00f9 ha detto che sar\u00e0 cos\u00ec. Ai discepoli che desiderano seguirlo \u00e8 chiesto di credere alla sua parola. \u201cVerr\u00f2 di nuovo e vi prender\u00f2 con me\u201d. Il senso della vita nella fede \u00e8 quello di un intervallo tra la partenza e il ritorno del Signore, un tempo che \u00e8 gi\u00e0 presente per la conoscenza e per l\u2019accoglienza della sua parola, per cui Ges\u00f9 assicura che il suo ritorno sar\u00e0 compimento dell\u2019intervallo, fine dell\u2019attesa. Il tempo si potrebbe definire un \u201cfrattempo\u201d. I discepoli dovranno impegnarsi a percorrere la \u201cvia\u201d che egli ha indicato in se stesso e cio\u00e8 seguirlo nella verit\u00e0 del comandamento dell\u2019amore reciproco, verit\u00e0 di Dio nella vita trinitaria e verit\u00e0 dell\u2019uomo nella relazione fraterna gi\u00e0 dal tempo presente.\u00a0\u00c8 l\u2019amare la \u201cverit\u00e0\u201d che introduce nella \u201cvita\u201d. Perci\u00f2 Ges\u00f9 \u00e8 \u201cla via\u201d! I discepoli sapevano gi\u00e0 della partenza, ma l\u2019imminenza della morte oscurava in loro quello che gi\u00e0 sapevano, perci\u00f2 le domande si ponevano con dolore, perci\u00f2 il \u201cnon sappiamo dove vai\u201d di Tommaso. Sono domande a cui Ges\u00f9 risponde autorivelandosi: egli stesso \u00e8 la via che conduce alla patria della dimora nel Padre. Perci\u00f2 la fede e la fiducia nella persona di Ges\u00f9, nella sua parola, sono la via necessaria perch\u00e9 gi\u00e0 nel presente si realizzi nei discepoli l\u2019unione con Dio. Questa \u00e8 la realt\u00e0 pi\u00f9 importante, la meta di Ges\u00f9 e dei suoi. Questa \u201cvia\u201d \u00e8 percorso e traguardo nello stesso tempo. L\u2019evangelista sembra compiere un errore di grammatica identificando presente e futuro, come se fosse preoccupato di affermare che il Signore viene ogni giorno, al presente, per preparare al momento di prendere definitivamente con s\u00e9, al futuro. Sicch\u00e9 il presente dei credenti diventa una vigilia paziente, un \u201cfrattempo\u201d fiducioso. La risposta a Tommaso dice il pensiero di Ges\u00f9 sulla possibilit\u00e0 di conoscere il Padre. Guardare e contemplare le opere di Lui, che parlano di Lui e convincono di Lui. Quelle di Ges\u00f9 sono le opere del Padre. Guardando Ges\u00f9 che opera si vede Dio, ci si convince di Lui, ci si sente chiamati ad essere suoi figli, nel presente per poterne compiere la volont\u00e0, attuarne i desideri, portare a compimento la creazione nel rispetto del suo disegno di bene per tutta l\u2019umanit\u00e0. Perci\u00f2 ogni opera per la dignit\u00e0 e la libert\u00e0 dell\u2019uomo \u00e8 rivelazione della verit\u00e0 di Dio. Bisogna credere, con fede sicura, che le opere compiute da Ges\u00f9 manifestano l\u2019esistenza e la provvidenza di Dio nella storia e non cessano dopo la sua partenza, ma continuano nella vita dei credenti che si impegnano a vivere le beatitudini. Credere che Ges\u00f9 \u00e8 nel Padre conduce alla scoperta di poter domandare qualsiasi cosa (v.13) e di poter compiere opere in continuit\u00e0 con il suo operare nel tempo della sua presenza, e addirittura poter compiere delle cose pi\u00f9 grandi ancora. Cos\u00ec si realizza quello che la Chiesa possiede nell\u2019esperienza di fede. Ges\u00f9 \u00e8 presente nell\u2019assenza, e la continuit\u00e0 della sua presenza \u00e8 frutto della preghiera della comunit\u00e0 riunita nel suo nome, che prega per quello per cui Egli ha vissuto, \u00e8 morto ed ora chiede per noi.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/pasqua\/a-pasqua-5\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>V DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno A (At 6,1-7; Sal.32; 1Pt 2,4-9; Gv 14,1-12)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7634,"menu_order":5,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-5002","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5002","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5002"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5002\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13950,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5002\/revisions\/13950"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7634"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5002"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}