{"id":4965,"date":"2016-02-04T06:18:09","date_gmt":"2016-02-04T05:18:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=4965"},"modified":"2022-01-07T06:48:02","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:02","slug":"a-pasqua-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/pasqua\/a-pasqua-2\/","title":{"rendered":"2a pasqua"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">II DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(At 2,42-47; Sal.117; 1Pt 1,3-9; Gv 20,19-31)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 3 aprile 2005<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ripercorriamo alcune delle parole del Vangelo, che abbiamo ora ascoltato:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong><em>La sera di quello stesso giorno\u2026<br \/>\nMentre le porte erano chiuse per timore\u2026<br \/>\nVenne Ges\u00f9, si ferm\u00f2 in mezzo a loro e disse: \u201cPace a voi\u201d\u2026<br \/>\nOtto giorni dopo\u00a0\u2026 venne Ges\u00f9, a porte chiuse\u2026<br \/>\nSi ferm\u00f2 in mezzo a loro e disse: \u201cPace a voi\u201d\u2026.<br \/>\nE i discepoli gioirono a vedere il Signore\u2026<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Vorrei consegnarvi alcuni punti da custodire in questo giorno, cos\u00ec particolare per la vita della Chiesa e dell\u2019umanit\u00e0. Riceviamo il dono del \u201cgiorno del Signore\u201d, il giorno del Risorto, in cui Colui che si \u00e8 addossato le responsabilit\u00e0 di ogni uomo, restando inchiodato ad esse fino a morirne, torna, come luce che attraversa le nostre porte chiuse, ci visita e ci anima col ritorno dell\u2019amore fedele, con i suoi doni.\u00a0\u00c8 il dono prezioso della domenica, l\u2019Eucaristia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong> Il Risorto ci libera dalla paura<\/strong>: <strong>\u201cNon temete\u201d.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La paura ci assale dall\u2019esterno, ci obbliga a nascondere i soldi, a moltiplicare i chiavistelli. La paura nasce dalla coscienza dolorosa degli errori compiuti, che ci rendono ricattabili dalle preoccupazioni e dalle ansie. La paura nasce dal timore dell\u2019opinione degli altri, che rende muta l\u2019esigenza di verit\u00e0 e paralizza la sete dell\u2019amore. Quando il Risorto appare nella sua realt\u00e0 di amore inchiodato, non come favola ideologica, non come moltitudine di parole, ma come evidenza di cicatrici mostrate, allora facciamo esperienza di veder vinta anche la pi\u00f9 drammatica delle paure, quella della morte. Allora scopriamo che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di sbarre alle porte, con l\u2019accanimento che si illude di esorcizzare la paura. La morte dei santi \u00e8 una morte senza paura. La morte di Giovanni Paolo II ci dice la possibilit\u00e0 reale di morire oggi senza paura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong>Il Risorto ci dona la pace: \u201cRicevete lo Spirito\u201d.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Non la pace degli accordi diplomatici, ma una pace che abita alle radici dell\u2019essere, l\u00e0 dove il bene che tanto desideriamo \u00e8 in continuo conflitto con il male che ci affascina. L\u00e0, nelle nostre ambiguit\u00e0, il Risorto ci raggiunge, con il suo amore che paga di persona, e ricompone la giustizia con la misericordia, permettendoci di ricominciare a vivere al di l\u00e0 di qualsiasi fallimento, di qualsiasi rovina. Nessun uomo pu\u00f2 considerarsi definitivamente perduto. La pace che viene da lui propone la croce come chiave per lo spazio grande aperto a tante possibilit\u00e0, nel vivere personale, in tutta la convivenza umana. C\u2019\u00e8 speranza per chi ha sbagliato, per chi si sente frantumato, a pezzi. C\u2019\u00e8 speranza per la famiglia, per la citt\u00e0 \u2026 anche se le pistole sembrano non voler mai tacere, perch\u00e9 Dio \u00e8 l\u2019amore fedele che ci visita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong>Il Risorto suscita la gioia: \u201cGioirono nel vedere il Signore\u201d.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Il Risorto ci dona la possibilit\u00e0 di passare dalla paura alla gioia, la stessa gioia del Signore. Non vi sono due gioie diverse, una per Dio, una per l\u2019uomo. Ma una gioia unica, che ha le sue radici nell\u2019amore del Padre, che resta sulla soglia della casa ed attende i figli, da qualunque parte vengano,, con un desiderio di amore sulle labbra: <strong><em>\u201cEntra nella gioia del tuo Signore<\/em><\/strong>!\u201d (Mt.25)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cSono lieto, siatelo anche voi\u201d, pare che abbia scritto il Papa su un biglietto. Il 2 giugno del 1963 ero presente anche io in piazza s. Pietro, con tanti giovani, durante l\u2019agonia di Papa Giovanni XXIII. Egli aveva pronunciato le stesse parole, non con un biglietto, ma recitando il Salmo 122: <strong>\u201cQuale gioia quando mi dissero: \u201cAndremo alla casa del Signore\u201d<\/strong>. Questa gioia non sta nell\u2019assenza della croce, ma nel sapere che Cristo \u00e8 risorto, il Crocefisso \u00e8 risorto e il Risorto \u00e8 con noi. La morte non \u00e8. L\u2019amore \u00e8.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cos\u00ec, tenuti fuori dal ricatto della paura e della sofferenza, ci viene donata la possibilit\u00e0 della libert\u00e0 interiore, la possibilit\u00e0 di andare per il mondo e di disobbedire alla mondanit\u00e0, percorrendo i sentieri semplici della fraternit\u00e0, nella pace e nella gioia, per il bene di tutti, senza confondere il presente con l\u2019eternit\u00e0.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 30 marzo 2008<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il vangelo di questa domenica ci dona l\u2019esperienza che i primi discepoli hanno avuto della presenza del Signore Risorto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Essi sono raccontati e mostrati chiusi in casa \u201cper timore\u201d, dopo il messaggio di Maria di Magdala. La parola \u201cdiscepoli\u201d, senza indicazione di nome porta a pensare ai seguaci di Ges\u00f9 in quanto tali, a tutti: ci raggiunge personalmente, ci conforta ricordando che la proclamazione della resurrezione non elimina il dubbio della fede e il timore dell\u2019incomprensione, lo stesso che Ges\u00f9 aveva provato durante il suo cammino sulle strade della Palestina. Sar\u00e0 il vivere \u201cinsieme\u201d che doner\u00e0 la certezza del Risorto presente e capace di superare la debolezza che rimane in ogni cammino di fede. Una presenza fisica, da un lato non condizionata dal limite materiale delle \u201cporte chiuse\u201d, dall\u2019altro libera di farsi riconoscere dalla voce e proporsi alla verifica di lasciarsi toccare sulle mani e sul fianco. Non c\u2019\u00e8 discontinuit\u00e0 tra il maestro amato e colui che appare, tra il crocefisso e il risorto, tra il Cristo storico e il Cristo della fede. Il suo saluto porta perci\u00f2 la pace dopo tanta agitazione e genera la gioia dopo la confusione e la sofferenza per quanto era accaduto. Ora il messaggio di Maria \u00e8 confermato dall\u2019esperienza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Maria e il discepolo amato dovettero compiere un viaggio dal dubbio alla certezza. Il gruppo fa l\u2019esperienza del Signore in un modo che si direbbe \u201ccollettivo\u201d, comunitario: \u00e8 importante sottolinearlo oggi, in un tempo in cui siamo tutti un po\u2019 ammalati di individualismo. Il Risorto \u00e8 presente \u201ctra\u201d di loro \u201cin mezzo\u201d a loro, in modo talmente evidente che il loro viaggio sar\u00e0 dal cenacolo verso il mondo per testimoniarlo, con la certezza nel cuore. Il loro \u201cnoi\u201d che vede e riconosce fonda la certezza dell\u2019 \u201cio\u201d che riconosce il \u201cmio Signore e mio Dio\u201d. Perci\u00f2 tutti hanno gioia e pace.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questa esperienza \u00e8 come un rinnovarsi della creazione. Il Risorto \u201csoffia\u201d sui discepoli: \u00e8 una parola che ricorda il momento in cui Dio \u201csoffi\u00f2\u201d nelle narici dell\u2019uomo \u201cun alito di vita e l\u2019uomo divenne un essere vivente\u201d (Gen.2,7).\u00a0\u00c8 l\u2019avveramento della promessa fatta agli apostoli dopo l\u2019Ultima Cena: l\u2019invio dello Spirito che rimarr\u00e0 nella comunit\u00e0 perch\u00e9 possa andare oltre i propri confini e i limiti dei propri singoli membri per continuare la missione di Ges\u00f9 a favore dell\u2019umanit\u00e0 intera (Gv.14,15-16).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il dono \u00e8 contemporaneamente un incarico: d\u2019ora in poi i discepoli sapranno che la difficolt\u00e0 di credere e di annunciare, che pu\u00f2 dipendere dai limiti personali e dai condizionamenti sociali e culturali, non priva l\u2019umanit\u00e0 dell\u2019amore fedele di Dio, che la vicenda di Ges\u00f9 ha manifestato fino alla preghiera dell\u2019ultima sera, quando Egli ha domandato al Padre non di toglierli dal mondo, ma di custodirli dal maligno (Gv.17,15). La presenza del Risorto che dona lo Spirito \u00e8 perci\u00f2 la vita della Chiesa, luce sul suo cammino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">I discepoli, nonostante i loro limiti, potranno essere nel mondo costruttori e portatori della pace, nel suo significato pi\u00f9 intimo di pace nei cuori. Potranno portare il perdono di Dio, indicare, isolare, vincere il male, per tutte le generazioni di credenti che verranno, far sperimentare la presenza di Ges\u00f9 nel tempo della sua assenza nella comunit\u00e0 radunata nel suo nome.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cOtto giorni dopo\u201d, Tommaso, unico ad essere nominato, era ancora nel buio dell\u2019incredulit\u00e0. Il Risorto \u00e8 di nuovo tra loro, rinnova la presenza, facendo del suo giorno il giorno \u201cuno\u201d di ogni tempo vissuto nella fede di lui. Ha un amore particolarissimo per il pi\u00f9 debole, acconsente ad appagare il suo desiderio di certezza fisica. E, tuttavia, lo invita ad andare oltre una fede condizionata dalla sensibilit\u00e0, lo conduce alla pi\u00f9 alta definizione di Cristo nel quarto vangelo: \u201cMio Signore e mio Dio\u201d. Cos\u00ec \u00e8 vero per il discepolo, e per noi, quello che Ges\u00f9 aveva detto: \u201cIo e il Padre siamo una cosa sola\u201d(Gv.10,30).\u00a0\u00c8 l\u2019approdo alla fede matura, che condurr\u00e0 Tommaso ad annunciare il vangelo fino all\u2019India!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nella beatitudine di quelli che hanno creduto nel Risorto senza averlo visto, riappare la figura del discepolo amato, chiamato a tornare a casa senza aver visto il Signore, per maturare la propria fede nella faticosa vita ordinaria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Maria ha voluto abbracciare il Risorto, Tommaso ha voluto toccare le piaghe e Ges\u00f9 li ha compresi nel loro desiderio di presenza fisica. Tuttavia la fede di quelli che credono senza aver visto, che hanno creduto pur \u201cin assenza di Ges\u00f9\u201d \u00e8 pari a quella del pi\u00f9 grande tra i primi discepoli<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019assenza di Ges\u00f9 caratterizza la vita della Chiesa del tempo dei primi testimoni oculari. Eppure lo Spirito pu\u00f2 riempire della sua presenza viva il tempo dell\u2019assenza, come mostra la prima lettura.\u00a0\u00c8 l\u2019essere uniti nel nome di Ges\u00f9, la fedelt\u00e0 all\u2019amore reciproco, che provoca il dono della presenza, come un ambiente in cui Lui pu\u00f2 vivere, sentirsi a casa propria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi tanti cristiani non hanno il dono dell\u2019Eucarestia per la mancanza di sacerdoti, moltissimi hanno desiderio di Ges\u00f9 e difficolt\u00e0 con la Chiesa ed avvertono il senso doloroso dell\u2019assenza del Signore. Tanti si sentono lontani e privi di Lui perch\u00e9 legati in buona coscienza da situazioni affettive oggettivamente non compatibili con il suo insegnamento. La chiave per vivere il dolore dell\u2019assenza sta nell\u2019ascoltare lo Spirito, che spinge a privilegiare i rapporti reciproci tra credenti, in qualsiasi luogo e situazione vivano, perch\u00e9 il Risorto possa realizzare la sua promessa: \u201cDove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro\u201d (Mt.18, 20). Non si tratta di santi, ma di tutti noi, uomini peccatori, che cerchiamo di accogliere il dono della presenza del Signore, e la responsabilit\u00e0 di mantenerla viva, nella famiglia, nel lavoro, nella politica\u2026<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8\u00a0una grandissima gioia e il grande impegno di ciascuno di noi con il Risorto. Come \u00e8 stato scritto: \u201cSe siamo uniti, Ges\u00f9 \u00e8 tra noi. E questo vale, vale pi\u00f9 di ogni tesoro che pu\u00f2 possedere il nostro cuore\u201d.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/pasqua\/a-pasqua-2\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>II DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno A (At 2,42-47; Sal.117; 1Pt 1,3-9; Gv 20,19-31)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7634,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-4965","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4965"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4965\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13947,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4965\/revisions\/13947"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7634"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}