{"id":4961,"date":"2016-02-03T06:34:09","date_gmt":"2016-02-03T05:34:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=4961"},"modified":"2022-01-07T06:48:02","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:02","slug":"a-pasqua","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/pasqua\/a-pasqua\/","title":{"rendered":"Pasqua"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">PASQUA DI RESURREZIONE\u00a0&#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(At 10,34a.37-43; Sal.117; Col 3,1-4; Gv 20,1-9)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 27 marzo 2005<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong><em>\u201cPerch\u00e9 cercate tra i morti colui che \u00e8 vivo?<br \/>\nNon \u00e8 pi\u00f9 qui, \u00e8 resuscitato\u201d<\/em><\/strong> (Lc.24,5-6)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cos\u00ec Luca ci annunzia la certezza donata dall\u2019alto, cui i discepoli devono rendersi disponibili, per passare dalla constatazione della tomba vuota all\u2019incontro con il Risorto. Non cercare tra i morti significa, ci dice Giovanni, non contentarsi di guardare la realt\u00e0 cercando in essa qualcosa che \u00e8 stato nel passato ed ora \u00e8 perduto, come accade a Maria di Magdala e al discepolo giovane: bloccati dalla paura dalla perplessit\u00e0 si fermano alla pura esteriorit\u00e0. Il verbo che Giovanni usa per Pietro, invece, non indica tanto, come per i primi due, un vedere soltanto, ma un \u201cguardare sostando e contemplando\u201d, nel raccoglimento dell\u2019animo e della mente.\u00a0\u00c8 questo atteggiamento che permette di \u201centrare\u201d, \u201cvedere\u201d e \u201ccredere\u201d, verbi che si accompagnano a \u201ccorrere\u201d, ripetuto pi\u00f9 volte per tutti i protagonisti. Sembra quasi che cos\u00ec si voglia sottolineare che il cammino di fede, in cui riconosciamo il Signore, ha una primaria dimensione interiore, ma va accompagnato dalla sollecitudine, dalla premura di tutta la persona, come vediamo in Maria quando si affretta a visitare Elisabetta, dopo l\u2019annuncio dell\u2019Angelo. Correre per \u201csostare e contemplare\u201d, significa darsi delle priorit\u00e0, darsi del tempo, non vivere di scontatezze, non rassegnarsi al linguaggio dell\u2019esteriorit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u201cQuando era ancora buio\u201d, la tomba vuota \u00e8 buio, la pietra ribaltata \u00e8 buio, le bende per terra sono buio: allora il trafugamento della salma sembra ovvio. Ma la fede amante va oltre l\u2019ovviet\u00e0 e scopre che c\u2019\u00e8 un giorno dopo il sabato, dopo quel sabato della sepoltura e del silenzio, della \u201cdolorosa dolcezza\u201d, dell\u2019arrendersi all\u2019ineluttabilit\u00e0 della morte. La fede amante capisce che il sabato non era ancora il compimento. Quel corpo sepolto era abitato dallo Spirito che lo aveva concepito in Maria e lo aveva abitato nella morte. La morte vissuta per amore, l\u2019amore \u201cfino alla fine\u201d del gioved\u00ec santo, l\u2019amore che si fida, pur sentendosi abbandonato, e che spira il soffio di Dio, l\u2019amore del venerd\u00ec santo: questo \u00e8 quel corpo. La sua vita \u00e8 pi\u00f9 forte della morte e la tomba non ha potuto trattenerlo. Dopo quel sabato viene un altro giorno, primo giorno di un tempo altro, di una creazione nuova, di una vita nuova nata dalla croce e dalla tomba. Questo giorno si chiama \u201cgiorno del Signore\u201d, \u201cil Signore dei giorni\u201d, e ancora, sempre pi\u00f9 chiaramente, si chiama \u201cil Signore\u201d, \u201cil Risorto\u201d. Come dice Agostino: Ges\u00f9 \u00e8 quel giorno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Impariamo che occorre vivere questo tempo del correre del sostare, dell\u2019amore senza clamore, del custodire i segni brevi e fugaci della vita oltre la morte, per ascoltare la voce dall\u2019alto che dice: \u201cNon \u00e8 qui, \u00e8 risorto\u201d. Cristiano \u00e8 chi dice con la vita che Ges\u00f9 \u00e8 veramente risorto, non chi dice solo, con un vago sentimento religioso, che c\u2019\u00e8 un Dio buono o chi afferma, sotto la spinta di un\u2019esigenza etica, che dobbiamo volerci bene. La resurrezione di Ges\u00f9 sta al centro della fede. Come dice Paolo: <em>\u201cSe confesserai con la tua bocca che Ges\u00f9 \u00e8 il Signore, e crederai con il cuore che Dio lo ha resuscitato dai morti, sarai salvo\u201d<\/em> (Rm.10,9).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Come testimoniare il Risorto? Subito i discepoli hanno capito che il loro compito era la testimonianza e questa certezza li spingeva a contemplare il Crocefisso, a riflettere sul significato del dolore e della croce, a coglierne i frutti di vita. Croce e resurrezione sono apparsi subito come due aspetti, che non possono essere separati, dell\u2019unico amore di Dio in Cristo. I discepoli, allora, hanno capito di dover cercare il Risorto, di doverlo cercare insieme, per averlo tra loro, per darlo, insieme, all\u2019umanit\u00e0. Celebrando l\u2019Eucaristia hanno compreso sempre meglio che Ges\u00f9 si rende presente nel pane e nel vino, nei frutti della terra, domandando loro di mangiarli: \u201cfate questo in memoria di me\u201d. Comunicare con il mondo mangiandone i frutti semplici, significa incontrare il Risorto che li ha voluti abitare e avere comunione con Dio. Si riscopre cos\u00ec il sogno originario di Dio. Mangiare i frutti della terra, lavorare per migliorarla, era stata la richiesta del Padre nel primo giorno della creazione. La terra poteva essere \u201cparadiso\u201d, giardino, luogo dell\u2019incontro con Dio. Per vivere con il Risorto occorreva, dunque, comunione con il mondo, per il quale il Risorto era morto, lavorare, impegnarsi, per rendere nuovamente questo mondo paradiso in cui Dio possa essere accolto e riconosciuto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Siamo chiamati a vivere questo mistero, ad incontrare il Risorto nell\u2019umanit\u00e0, che trova morte l\u00ec dove aveva sperato di incontrare la vita, diventando sempre pi\u00f9 prigioniera della morte. Non possiamo celebrare la Pasqua, questa Pasqua, dimenticando di essere a Napoli, questa Napoli dei nostri giorni, facendo finta che la sua violenza, la sua volgarit\u00e0, non ci appartengono, chiudendo le orecchie al monito di Isaia: <em>\u201cNon distogliere gli occhi da quelli della tua carne\u201d<\/em> (Is,58,7). Non possiamo celebrare la Pasqua senza raccogliere l\u2019invito del Risorto a Maria di Magdala. \u201d<strong><em>V\u00e0 dai miei fratelli<\/em><\/strong>!\u201d (Gv.20,17). Ognuno che crede nel Risorto non pu\u00f2 rammaricarsi o vergognarsi di essere napoletano! Questa citt\u00e0 \u00e8 la carne crocefissa del Risorto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><em>\u201cPasqua immacolata, Pasqua grande, Pasqua dei fedeli, Pasqua che ci ha aperto la porta del paradiso, Pasqua che santifica tutti i fedeli \u2026\u201d <\/em>(liturgia greca, sticheri di Pasqua).<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 23 marzo 2008<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong><em>\u201cIl primo giorno della settimana Maria di M\u00e0gdala si rec\u00f2 al sepolcro di mattina, quando era ancora buio\u201d<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nel testo greco del vangelo di Giovanni non \u00e8 scritto \u201cprimo giorno\u201d, ma giorno \u201cuno\u201d, il giorno in cui per noi tutto trova compimento, il giorno del Paradiso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Al \u201cbuio\u201d &#8211; espressione frequente nel quarto vangelo, che indica una atmosfera di incredulit\u00e0, incapace di concepire l\u2019oltre di Dio \u2013 Maria pensa ad un oltraggio al corpo sepolto e corre a portare un annuncio dettato dall\u2019emotivit\u00e0 incapace di sperare, pur lontanamente soltanto, nella possibile azione di Dio, che pur Ges\u00f9 aveva predetto pi\u00f9 volte. \u201cHanno rubato\u201d, \u201cnon sappiamo\u201d sono le parole sue, ma il plurale fa pensare anche alle altre donne e agli stessi discepoli. La sua \u00e8 una fede di riconoscenza grande verso il Signore, che la aveva liberata dai \u201csette demoni\u201d, dalla sua vita disordinata. Ma la riconoscenza non \u00e8 sufficiente per raggiungere la verit\u00e0. Maria \u00e8 \u201cincredula\u201d, perch\u00e8 guarda la realt\u00e0 con occhio solo umano: anche quelli che hanno incontrato Ges\u00f9 possono essere attaccati dal \u201cbuio\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Quello di Maria \u00e8 perci\u00f2 il correre affannato di chi va a dare una notizia di un avvenimento negativo, tragedia nella tragedia. Cos\u00ec accade a noi quando siamo aggrediti dalla cronaca e ci \u201cscarichiamo\u201d parlandone con altri.\u00a0\u00c8 l\u2019atteggiamento che genera pi\u00f9 grande avvilimento, istinto di chiusura nel proprio guscio, rinuncia ad attendere una luce di rivelazione, un atteggiamento che pu\u00f2 assalire anche la vita di un credente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ma Giovanni racconta una svolta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Pietro e l\u2019altro discepolo, che forse \u00e8 Giovanni stesso \u2013 iniziano un itinerario di ritorno al sepolcro:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong><em>\u201cPietro allora usc\u00ec insieme all\u2019altro discepolo e si recarono al sepolcro\u201d<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Voltano le spalle alla situazione di incredulit\u00e0 da cui si erano lasciati avvolgere con gli altri, pur nella consapevolezza di essere stati chiamati. Anche se erano stati increduli, ora decidono e corrono.\u00a0\u00c8 un correre diverso da quello di Maria, non pensano all\u2019azione di operatori di un trafugamento, ma all\u2019azione di Dio, alla potenza del suo amore fedele. Decidono e corrono.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Sono due, due figure diverse, fondamenti della fede nel quarto vangelo. Pietro, la \u201croccia\u201d, prende l\u2019iniziativa: deve correre dove Dio opera, per farlo proprio nella certezza del credente, per confermare i fratelli, come Ges\u00f9 gli aveva ordinato di fare durante l\u2019Ultima Cena, secondo il racconto di Luca (Lc.22,32).\u00a0\u00c8 con lui il discepolo che si era sentito amato pi\u00f9 particolarmente: egli mostra un\u2019urgenza pi\u00f9 impellente di conoscere tutta la verit\u00e0 riguardo a chi gli ha voluto bene, perci\u00f2 corre pi\u00f9 velocemente e arriva per primo. L\u2019amore ricevuto batte dentro i passi della corsa e spinge ad amare a sua volta. Giovanni insegna alla Chiesa, a noi, che il cuore non capace di lasciarsi amare, non pu\u00f2 capire la resurrezione. Cos\u00ec i due discepoli pi\u00f9 importanti nel racconto di Giovanni, sono, s\u00ec, toccati dall\u2019incredulit\u00e0, ma se ne staccano e giungono, sia pure in modo diverso e provvisorio, alla certezza della fede.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La morte \u00e8 sconfitta, la tomba \u00e8 vuota, i teli sono ancora l\u00ec, il sudario \u00e8 ripiegato. Non sono segni di devastazione, ma dell\u2019azione di Dio. I due discepoli, per\u00f2, all\u2019interno di una certezza devono maturare ancora. Cos\u00ec come \u00e8 raccontato nei primi capitoli del vangelo di Giovanni, di quelli che incontravano Ges\u00f9 &#8211; da Cana a Nicodemo alla samaritana &#8211; Pietro e Giovanni dovranno avanzare ancora, nonostante il dono di luce, nella comprensione della verit\u00e0 della resurrezione. Dovranno ancora comprendere la Scrittura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Giovanni e Pietro, come tanti altri, hanno cercato, perch\u00e8 il Signore deve essere cercato, ma \u2013 come dice il vangelo \u2013 se ne tornarono a casa, cio\u00e8 nella loro situazione di debolezza, custodendo il certo nel non-ancora<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Giovanni, nel suo stile, ci consegna l\u2019esemplarit\u00e0 del discepolo che Ges\u00f9 amava. Sembra dirci che egli corre perch\u00e8 si sente amato e vuole vivere la reciprocit\u00e0 dell\u2019amore. Una fede senza il calore del cuore \u00e8 buia e non vede il Signore. E, perci\u00f2, il discepolo che corre vede e crede. Lo stesso apostolo Pietro, che avr\u00e0 l\u2019autorit\u00e0 nella comunit\u00e0 di fede, dovr\u00e0 seguire questa esemplarit\u00e0 e non stancarsi di proporla. La chiesa istituzionale deve seguire la chiesa dei profeti, di quelli che amano di pi\u00f9: essa ci dice che lasciarsi amare \u00e8 il luogo, lo spazio della rivelazione di Dio. Il discepolo dell\u2019amore passivo, quello che accetta veramente di essere stato amato, corre pi\u00f9 in fretta, arriva per primo alla fede, perch\u00e8, come dicevano i nostri antichi fratelli di fede: \u201ci giusti camminano, i sapienti corrono, ma gli innamorati volano\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Facciamo Pasqua con la certezza della verit\u00e0 del Risorto. Ma torniamo a casa, dove ci aspetta ogni giorno l\u2019oscurit\u00e0 della incredulit\u00e0, sapendo che davanti a noi c\u2019\u00e8 la luce della Scrittura a cui essere fedeli ed il coraggio della decisione dell\u2019amore, perch\u00e8 chi ama vede.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/pasqua\/a-pasqua\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PASQUA DI RESURREZIONE\u00a0&#8211; Anno A (At 10,34a.37-43; Sal.117; Col 3,1-4; Gv 20,1-9)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7634,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-4961","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4961","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4961"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4961\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13946,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4961\/revisions\/13946"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7634"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4961"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}