{"id":4935,"date":"2016-01-30T06:54:16","date_gmt":"2016-01-30T05:54:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=4935"},"modified":"2022-01-07T06:48:02","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:02","slug":"a-epifania","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/natale\/a-epifania\/","title":{"rendered":"EPIFANIA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">EPIFANIA &#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Is 60,1-6; Sal.71; Ef 3,2-3.5-6; Mt 2,1-12)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>gioved\u00ec 6 gennaio 2005<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Epifania vuol dire \u201cmanifestazione\u201d e la parola della Scrittura, in questa liturgia, lo indica con chiarezza, sia nel testo di Isaia che in quello di Paolo e nel Vangelo di Matteo. Cristo non \u00e8 venuto per un solo popolo, ma per tutti, non solo per la minoranza credente, ma per la maggioranza non credente, per tutti i popoli, che, nella sua venuta, trovano il principio della propria unit\u00e0. Dei Magi non sappiamo molto. Tuttavia hanno suscitato tanto fascino nella letteratura, nelle arti. Essi sono tipo e profezia di quella \u201cmoltitudine immensa\u201d di cui parla l\u2019Apocalisse (Ap.7,9), dei \u201cveri adoratori\u201d, annunziati da Giovanni (Gv.4,23). Sono il segno del grande raccolto del Vangelo. Matteo, con questo racconto ci dice che i popoli profetizzati da Isaia, che vanno verso Gerusalemme, non sono un miraggio, ma la previsione di un futuro che \u00e8 incominciato e diventa realt\u00e0, per la presenza del \u201cBambino con Maria sua madre\u201d. Le letture, oggi, ci rivolgono un messaggio, che ci chiama a crescere nella maturit\u00e0 della fede. Innanzitutto le figure rappresentative dei Magi, esponenti del mondo pagano, ci dicono che la sapienza pagana \u00e8 in grado di preparare gli uomini a Cristo, di portarli all\u2019incontro con lui, non diversamente dalla tradizione religiosa. Matteo sottolinea che la sapienza pagana \u00e8 animata da una grande prontezza ad anteporre a tutto il resto la ricerca del Dio non conosciuto, \u00e8 animata da un coraggio che non trova riscontro nella Gerusalemme apatica e indifferente. Egli ci d\u00e0 cos\u00ec un avvertimento: i lontani si avvicinano e i vicini sembrano allontanarsi. Anche oggi sarebbe bello se tutti potessimo condividere la riconoscenza per tanta ricerca di Dio, presente in luoghi dove si rifiutano appartenenze e confessioni, ma dove \u00e8 viva una profondit\u00e0 che \u00e8 dono per tutti. Dovremmo dire grazie a Dio per tanti che lo cercano, senza avere la gioia di averlo trovato e crescere nella responsabilit\u00e0 personale per non cadere nell\u2019indifferenza provocata da una fede abitudinaria. Matteo ci dice anche che la preparazione all\u2019incontro con Dio \u00e8 una lunga marcia di avvicinamento, un pellegrinaggio sostenuto dalla luce della coscienza e dalla attenzione ai segni. L\u2019annotazione della \u201cgioia immensa\u201d dei Magi nel rivedere la luce della stella, ci fa comprendere che senza quella luce essi camminavano con esitazione, forse con angoscia. Il cammino della fede pu\u00f2 essere duro, scomodo. Matteo ce lo ripeter\u00e0. Ma la fedelt\u00e0 paziente accetta di andare avanti, anche al buio. Ci dice: \u201cCoraggio! Se sei fermo nella determinazione, arriverai alla meta\u201d.\u00a0\u00c8 una fedelt\u00e0 che non si scoraggia n\u00e9 avvilisce di fronte alle beghe della corte di Erode e non si scandalizza della povert\u00e0 della casa, dove finalmente i Magi vedono il Bambino, con Maria sua madre. Per noi \u00e8 un invito a non scoraggiarci di fronte alla Chiesa, che \u00e8 una povera cosa. \u201cBeato chi non si scandalizza\u201d. Di fronte al Bambino i Magi \u201dprostratisi lo adorarono\u201d . La prostrazione per i pagani poteva essere un cerimoniale di corte, ma per gli ebrei essa esprime l\u2019adorazione a Dio. Con questo gesto Matteo ci dice che i Magi adorarono \u201cGes\u00f9, il Signore\u201d. Cos\u00ec si concretizza l\u2019annuncio che Ges\u00f9 \u00e8 il Signore di tutti, per tutti \u00e8 \u201cla casa\u201d. Nessuno si sente escluso davanti a lui. Luca lo colloca nella mangiatoia, perch\u00e9 gli umili pastori possano riconoscerlo, Matteo nella casa, in modo che possa accogliere i sapienti che vengono da lontano. In Ges\u00f9 c\u2019\u00e8 l\u2019accoglienza di tutti, secondo la misura, la capacit\u00e0 di comprensione, di ciascuno. I magi offrono \u201cdoni\u201d. Scorrendo le pagine del Nuovo Testamento vedremo che, di fronte all\u2019autorit\u00e0 civile, esso parla di \u201ctributi\u201d. Davanti a Ges\u00f9, invece, parla di dono, per dire la realt\u00e0 della relazione con Dio. Il tributo \u00e8 il compimento di un dovere e da esso si attende qualcosa in cambio. Il dono non ha scopo. La sua sola ricompensa \u00e8 vedere il Bambino con sua madre. Il nostro rapporto con il Signore \u00e8 spesso troppo questuante. La disponibilit\u00e0 del Signore a concederci favori \u00e8 dovuta al fatto che Cristo \u00e8 la vera risposta ai desideri dell\u2019uomo. I Magi donano quello che hanno di pi\u00f9 prezioso e ricevono in cambio il Bambino. Cristo \u00e8 la risposta al desiderio profondo del cuore umano, il dono oltre cui non c\u2019\u00e8 ancora di salvezza, cos\u00ec come dice Agostino: <em>\u201cOrmai te solo amo, te solo seguo, te solo cerco te solo sono pronto a servire, perch\u00e9 tu solo comandi con giustizia, a te desidero appartenere\u201d<\/em> (Agostino, Soliloqui, 1,1,5) Quello che conta non \u00e8 l\u2019essere dotati di patenti di fedelt\u00e0, non \u00e8 l\u2019arrivare per primi o per secondi, ma \u00e8 cercare, accogliere, trovare, prostrarsi nell\u2019adorazione davanti al Signore Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 6 gennaio 2008<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><strong><em>\u201cDov\u2019\u00e8 nato il re dei Giudei?\u201d<\/em><\/strong> Questa domanda, segno \u2013 ieri come oggi \u2013 della ricerca di Ges\u00f9, Messia di Dio, Matteo la pone \u2013 provocatoriamente \u2013 sulla bocca di persone estranee alla fede del popolo di Israele. La testimonianza della loro disponibilit\u00e0 all\u2019adorazione ha una chiara indicazione polemica nei confronti di quanti, pur del popolo credente, non si accorgono di ci\u00f2 che accade tra di loro; ed \u00e8, contemporaneamente, piena di gioia e stupore per il fatto che la sapienza pagana \u00e8 in grado di portare ugualmente gli uomini a Ges\u00f9 Cristo. Anche per la comunit\u00e0 cristiana il racconto di Matteo \u00e8 ammonimento e fonte di fiducia. Ammonimento alla disattenzione dei credenti verso i segni del manifestarsi di Dio nella storia, pur ritenendosi \u201cvicini\u201d, e invito a considerare come esemplare la ricerca di coloro che siamo abituati a chiamare \u201clontani\u201d. Questi appaiono non come dei turisti dello spirito, curiosi di studiare la fede di popoli diversi dal proprio, ma pellegrini guidati dalla parola silenziosa e dalla luce di Dio nelle loro coscienze, forse inquiete e certamente in ricerca premurosa e faticosa: perch\u00e9 il cammino della fede non \u00e8 certo agevole, i suoi esiti possono apparire sconcertanti. I Magi vengono dall\u2019Oriente, da paesi che oggi chiamiamo Iran e Iraq, che conosciamo bene proprio per l\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019uomo a seguire un cammino di pace. Alla fine del loro cammino avrebbero potuto provare sgomento per non trovare una reggia degna di un re, ma una \u201ccasa\u201d; non una corte solenne che dica altissima dignit\u00e0, ma un bambino con sua madre, in una condizione di profondissima umilt\u00e0. L\u2019adorazione che esprimono sia con il gesto orientale della prostrazione che con la presentazione dei doni sta a dire il superamento di ogni resistenza preconcetta, la riconoscenza nata dal cadere delle autodifese personali. Attorno a Maria e a Ges\u00f9, queste persone sono il segno dell\u2019assemblea cristiana, della Chiesa dei popoli, formata dal convenire delle diversit\u00e0, come abbiamo ascoltato nella prima lettura, tratta dal libro del profeta Isaia. Questi saggi che Matteo presenta all\u2019inizio della vicenda di Ges\u00f9, sono come prologo e sintesi di quello che verr\u00e0 ribadito dal Risorto sul monte, al termine del Vangelo: <strong><em>\u201cAndate dunque ed ammaestrate tutte le nazioni\u2026\u201d<\/em><\/strong> sono esempio per i credenti del cammino per l\u2019avvicinamento sempre pi\u00f9 vero al Signore nella vita di fede e di che cosa significhi restare alla sua presenza. Nel corso dei secoli la Chiesa, alla luce di tale esemplarit\u00e0, si far\u00e0 maestra di questo cammino e insegner\u00e0 l\u2019ascolto della Parola, il ringraziamento e la lode, la supplica e l\u2019invocazione, momenti di un unico atteggiamento di adorazione che si esprime concretamente con l\u2019offerta a Dio dei doni che da Lui provengono con la vita e con la possibilit\u00e0 di conoscerlo. Adorazione come atto di fede, che Francesco di Assisi sintetizzava, rivolgendosi al Signore, con le parole: \u201cTu sei tutto, io niente \u2026 tutto il mio \u00e8 tuo\u201d. Un\u2019adorazione non a parole, ma che &#8211; nel silenzio e nella solitudine, dove non ha posto neanche il vincolo fra sposo e sposa &#8211; dica la verit\u00e0 del rapporto della creatura di fronte al Creatore, che entri concretamente nell\u2019esistenza e non consideri il tempo, il servizio, i \u201cdoni\u201d dati a Dio come un tributo per essere \u201ca posto\u201d, con un criterio \u201cfiscale\u201d, ma una possibilit\u00e0 di restituire se stessi \u201ccon immensa gioia\u201d, a Colui che solo per amore ci dona l\u2019essere e l\u2019esistere nella conoscenza. Allora si coglie la grandezza e il valore altissimo del dono di s\u00e9, in un rapporto personale che ha le caratteristiche del patto di amore reciproco, che si esprime nella gratuit\u00e0, sostanza dell\u2019adorazione, e ripete le parole della liturgia: \u201cSignore, in semplicit\u00e0 e gioia, offro a Te tutti i tuoi doni\u201d. Cos\u00ec l\u2019oro della vita, della salute, delle capacit\u00e0 intellettuali, delle competenze nella laicit\u00e0 \u2026 Cos\u00ec l\u2019incenso, il profumo di una vita che dica verit\u00e0 e giustizia, positivit\u00e0 che si esprime nella gioia di poter vivere \u201ca lode della gloria di Dio\u201d \u2026 Cos\u00ec la mirra della compassione, l\u2019atto di amore concreto che porta a condividere la via del Signore, assumendone consapevolmente la fatica, nella volont\u00e0 di amare con la stessa misura dell\u2019amore con cui Dio ci ha amato, quale che sia il fratello che abbiamo accanto. Proprio all\u2019amarezza della mirra ha voluto riferirsi l\u2019Arcivescovo, invitando a vivere in clima di \u201clutto\u201d proprio la celebrazione di oggi, perch\u00e9 la gioia della manifestazione del Signore \u00e8 cos\u00ec drammaticamente e tragicamente contraddetta da quanto la nostra popolazione \u00e8 costretta a vivere. <strong><em>\u201cPer un\u2019altra strada tornarono al loro paese\u201d<\/em><\/strong> Dopo questa celebrazione eucaristica torniamo \u201cper altra strada\u201d alle nostre case, non per accantonare e dimenticare, ma per crescere nell\u2019adorazione che incida nella vita. Quello che accade a Napoli \u00e8 causato da persone che credono in Dio e il Signore ha dettato nelle Scritture: \u201cche nessuno si scandalizzi di te per causa mia\u201d(Rm.2,24). Custodiamo in cuore e nella responsabilit\u00e0 il modo diverso a cui ciascuno \u00e8 avviato dall\u2019incontro con il Signore, l\u2019impegno che ne deriva, le conseguenze che comporta.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>gioved\u00ec 6 gennaio 2011<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Festa dell\u2019Epifania: celebriamo e meditiamo la manifestazione di Ges\u00f9, salvatore di tutta l\u2019umanit\u00e0. L\u2019annuncio del vangelo di Matteo \u00e8 esplicito: Dio \u00e8 Padre di tutti e Ges\u00f9 Cristo realizza il suo Regno includendo tutti. L\u2019Antico Testamento aveva ricevuto, assieme alla fede radicata nella memoria storica della liberazione e dell\u2019esperienza del Dio vicino in ogni circostanza, dal tempo del deserto a quello della monarchia, la speranza e la responsabilit\u00e0 di annunciare un futuro in cui tutti i popoli si sarebbero incontrati nell\u2019unica citt\u00e0 di Dio \u2013 la Gerusalemme piena di luce rivelata da Isaia &#8211; dove tutti i dispersi si sarebbero riuniti. I salmi che animavano la preghiera e i profeti che annunciavano, nella drammaticit\u00e0 del presente, il tempo lungo di Dio, avevano mantenuta viva questa fede, come testimonia la liturgia che celebriamo. E la tradizione cristiana, fin dal\u2019inizio, ha fatto propria questa speranza, leggendola nel racconto dei Magi (presente solo nel vangelo di Matteo), visti come simbolo dei popoli pagani, chiamati a porsi in cammino di pellegrinaggio dalla luce interiore e da quella cosmica della stella, che li accompagna fino all\u2019approdo felice che l\u2019evangelista descrive: \u201c \u2026 videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono\u201d. La loro esperienza spirituale che fa dire a Matteo: \u201cprovarono una grandissima gioia\u201d, \u00e8 il motivo conduttore della liturgia di oggi, che fa proprio il brano di Isaia: \u201cAlzati, rivestiti di luce, perch\u00e9 viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te\u201d (Is.60,1), e propone alla meditazione dei credenti il tratto della lettera ai discepoli di Efeso in cui Paolo afferma che il suo compito, affidatogli dal Signore, \u00e8 di annunciare la chiamata di tutti i popoli alla stessa promessa. Non \u00e8 una visione derivata dal pensiero filosofico o da una ideologia politica o dal sogno ambizioso di un imperatore, ma lo svelamento del mistero di Dio a riguardo dell\u2019umanit\u00e0. Paolo vuole che i fedeli sappiano che con il battesimo hanno ricevuto il compito profetico di annunciare questo progetto di Dio, di portare la sua parola, di non esserne solo fruitori, ma collaboratori. A conclusione del ciclo di Natale, la liturgia ribadisce che la rivelazione alle genti del mistero di Dio \u00e8 opera di Dio stesso, ma \u00e8 affidata alla Chiesa perch\u00e9 lo testimoni come luce per la vita e la speranza degli uomini, in ogni tempo. Il racconto dei Magi \u00e8 chiarissimo nel vangelo di Matteo: trovare il Bambino \u00e8 motivo di \u201cgioia grandissima\u201d. La luce interiore, la stella che li condusse \u00e8 come uno strumento intelligente di Dio che \u00e8 Colui che chiama. La docilit\u00e0 alla luce interiore rende queste persone capaci di iniziative, di farsi aiutare nell\u2019investigare da quanto detto nelle Scritture; cos\u00ec giunsero a Betlemme e videro \u201cil Bambino con Maria sua madre\u201d. \u00c8\u00a0gioia per tutti, per noi oggi, scoprire che non esistono regioni e persone troppo lontane per la luce di Dio. E fa pensare che non basta per l\u2019incontro con il Signore l\u2019appartenenza ad una terra segata da una storia ricca della sua presenza, ad un luogo geograficamente vicino a quello del suo passaggio come Gerusalemme e Betlemme, a un popolo che si era sentito ripetere da 1.300 anni \u201ctu sei un popolo consacrato al Signore\u201d. Il potere e la presunzione accrescono enormemente la distanza dalla luce di Dio anche quando le appartenenze farebbero pensare a vicinanze scontate. L\u2019umilt\u00e0 dei Magi \u00e8 pi\u00f9 eloquente delle parole, e per comprenderne bene la profondit\u00e0 basta leggere attentamente le parole di Matteo e contemplare i loro gesti: \u201csi prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro incenso e mirra\u201d\u00a0\u00c8 la pienezza della fede che accetta di accogliere una sapienza \u201caltra\u201d anche da parte di chi \u00e8 sapiente per natura, per cultura, per il compito vissuto nella societ\u00e0. Una fede capace di comprendere che Dio \u00e8 da adorare a da mettere sempre al primo posto, una fede che pu\u00f2 solo offrirsi come dono gratuito. Vi sono indicazioni forti per il nostro cammino, personale di comunit\u00e0, verso il Signore che ci chiama alla fede. La prontezza del mettersi in camino fa capire che non si pu\u00f2 rimandare a tempi diversi, imprecisati, l\u2019esigenza di dare senso di fede alla vita. Il cammino ben motivato non confonde la stella con la meta, il segno con il tutto, la promessa con il fine, la Chiesa con il Regno: senza mezzi termini cercano \u201cColui che \u00e8 nato\u201d. L\u2019aver accolto l\u2019invito all\u2019incontro non li esime dalla coscienza di non farcela da soli, senza la mediazione di chi, pur povero e deludente, ha pur tuttavia il compito di fare da stella, segnale. Noi posiamo pur essere stanchi, delusi, nei confronti della Chiesa, ma \u00e8 essa che ci da Ges\u00f9, il Vangelo. Il culmine dell\u2019incontro dei Magi con Ges\u00f9 \u00e8 il gesto dell\u2019adorazione, l\u2019oro della libert\u00e0, l\u2019incenso ella preghiera, la mirra dell\u2019offerta di s\u00e9, il profumo che \u00e8 certezza dell\u2019al di l\u00e0, del futuro di Dio. Questo episodio resta nel Vangelo per dire sempre alla Chiesa che la evangelizzazione non \u00e8 astratta, ma \u00e8 sempre il frutto di una vita attenta agli uomini, al \u201cbambino\u201d che \u00e8 in loro, da accogliere e servire. Guardiamo ai biglietti di auguri che sono venuti da continenti lontani con i segni dei bambini, dei sei fratellini che la nostra comunit\u00e0 accompagna nella crescita. Ci dicono con i loro volti qual \u00e8 il modo con cui il vangelo si diffonde, la strada della carit\u00e0, che raggiunge tutti.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/natale\/a-epifania\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>EPIFANIA &#8211; Anno A (Is 60,1-6; Sal.71; Ef 3,2-3.5-6; Mt 2,1-12)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7591,"menu_order":4,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-4935","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4935","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4935"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4935\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13936,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4935\/revisions\/13936"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7591"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}