{"id":4926,"date":"2016-01-30T06:09:09","date_gmt":"2016-01-30T05:09:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=4926"},"modified":"2022-01-07T06:48:02","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:02","slug":"a-sacra-famiglia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/natale\/a-sacra-famiglia\/","title":{"rendered":"Sacra Famiglia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">SACRA FAMIGLIA &#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Sir 3, 3-7.14-17; Sal.127; Col 3,12-21; Mt 2,13-15.19-23)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 26 dicembre 2004<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">A Natale abbiamo contemplato il desiderio di Dio di far proprie le condizioni fisiche, psicologiche, sociali e relazionali in cui ordinariamente si esprime e si evolve la vita umana, a cominciare dalla famiglia.\u00a0\u00c8 la via dell\u2019Incarnazione, da noi troppo spesso disattesa, quando poniamo Dio nei cieli, non qui tra noi. Luca, nel descrivere i pastori, che per primi vennero a conoscenza della nascita del Bambino e andarono da lui ci dice: \u201cTrovarono Maria, Giuseppe e il bambino che giaceva nella mangiatoia\u201d. E Matteo, a proposito dei Magi dice: \u201cEntrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre\u201d. La liturgia, intitolata alla Santa Famiglia, vuole farci contemplare questa santit\u00e0, spingerci a scoprirne il segreto, gli atteggiamenti che hanno consentito a Maria, a Giuseppe, a Ges\u00f9, una corrispondenza piena alle esigenze di Dio, tanto da fare di questa famiglia di Nazaret \u2013 pur nella particolare vocazione che la riguarda \u2013 il modello ideale per ogni famiglia cristiana. Tutti ne siamo coinvolti in prima persona. Come questo modello \u00e8 proponibile a noi? Innanzitutto attraverso la <span style=\"text-decoration: underline;\">sottomissione a Dio<\/span>. Due domeniche fa abbiamo gi\u00e0 fatto riferimento alla decisione di Giuseppe e di Maria, assunta in maniera autonoma dalla responsabilit\u00e0 personale di ciascuno, di compiere il volere di Dio in tutto e fino in fondo. L\u2019obbedienza della fede caratterizza e motiva la loro unione: dare una famiglia umana a Ges\u00f9. Tutto si orienta in questo senso. Qui \u00e8 il perch\u00e9 che viene da Dio ed essi vivono in questo perch\u00e9, che \u00e8 il centro della loro vita. Comprendere la motivazione assunta davanti a Dio \u2013 nelle angosce che tanto spesso paralizzano la nostra vita familiare \u2013 li rende pi\u00f9 forti delle avversit\u00e0, della drammaticit\u00e0 degli eventi che devono essere affrontati con fede interiore e responsabilit\u00e0 concreta. \u201cAlzarsi e fuggire\u2026 Alzarsi e tornare\u2026 Avere paura\u201d. Matteo in poche righe ci fa assaporare questo travaglio, che si prolunga nel tempo. Gli studiosi suppongono che la permanenza della Santa Famiglia in Egitto sia durata circa due anni e mezzo. Ma il travaglio si prolunga nel tempo se Luca ci dice che Ges\u00f9, ormai adolescente, dopo i pellegrinaggio al Tempio \u201ctorn\u00f2 a Nazaret e stava loro sottomesso\u201d (Lc.2,51). E pi\u00f9 tardi Marco ci dice di Ges\u00f9 adulto che \u201cI suoi uscirono per andare a prenderlo perch\u00e9 dicevano \u201c\u00c8 fuori su s\u00e9\u201d\u201d (Mc.3,21). E a quanti gli riferivano che la madre e i suoi lo cercavano, egli domand\u00f2: \u201cChi \u00e8 mia madre?\u201d (Mc.3,33).\u00a0\u00c8 un travaglio lungo, vissuto e superato per la motivazione del <span style=\"text-decoration: underline;\">vivere davanti a Dio<\/span>, che anima la libert\u00e0 personale. C\u2019\u00e8 un\u2019intima relazione tra senso di Dio e dignit\u00e0 della persona ed \u00e8 in questa relazione che si radica la fedelt\u00e0 che permette il vivere insieme, a lungo. Giuseppe e Maria sanno che la famiglia \u00e8 sostenuta dall\u2019amore di Dio e ci dicono che l\u2019amore che unisce la famiglia \u00e8 amore se si nutre, se si sostiene, se si confronta, se si comunica con l\u2019amore che \u00e8 in Dio, con quell\u2019amore che \u00e8 dono di Dio e viene dal suo cuore. Quando nel cuore dei componenti una famiglia questo amore \u00e8 acceso, \u00e8 vivo, allora i problemi non appaiono irremovibili, gli ostacoli non sono insormontabili, non si creano fallimenti irrimediabili. La famiglia pu\u00f2 essere bella e unita come Dio la desidera. Se, invece, si resta soli, si cade nei vittimismi e nelle rivendicazioni. La seconda indicazione che ci viene dalla Famiglia di Nazaret \u00e8 la <span style=\"text-decoration: underline;\">sottomissione reciproca<\/span> e l\u2019assunzione libera della relazione con l\u2019altro nella sua diversit\u00e0. Essa \u00e8 valida per qualsiasi tipo di convivenza umana che si ispiri al Vangelo. La seconda lettura, tratta dalla lettera di Paolo ai Colossesi, ce lo dice in maniera esemplare. Nessuno sceglie l\u2019altro secondo se stesso; anche nella decisione di sposarsi non si \u00e8 esenti dalla sofferenza della diversit\u00e0. Teorizzare l\u2019 \u201canima gemella\u201d \u00e8 una sciocchezza. L\u2019altro \u00e8 diverso e le diversit\u00e0 si accrescono con il tempo. Anche la decisione di donare la vita non comporta la possibilit\u00e0 di determinare il carattere e le esigenze profonde dei figli. Cos\u00ec come nessuno che venga al mondo pu\u00f2 scegliere i genitori e nessuno pu\u00f2 pretendere un ambiente umano secondo la propria misura. Paolo \u00e8 molto concreto, scrivendo ai Colossesi, e propone come binari per vivere nella sottomissione reciproca la corrispondenza alla chiamata di Dio, il perdono, come atteggiamento costante e la consuetudine con la Parola di Dio. Il perdono \u00e8 la perla preziosa di ogni convivenza cristiana seria e fedele, da vivere quotidianamente senza l\u2019illusione di modificare l\u2019altro nella sua diversit\u00e0. La consuetudine con la Parola \u00e8 la radice del perdono e d\u00e0 senso di eternit\u00e0 alle nostre povere parole, ci permette di reinventare costantemente il nostro rapporto con l\u2019Amore che non si stanca mai dell\u2019altro. L\u2019icona di Nazaret ci guida su questa strada. A volte le nostre relazioni appaiono come quelle macchine fatte di catene, cui sono appese una serie di secchi che tirano su dalla terra un liquido fangoso, non bevibile. Ma il ritmo costante dei secchi che si immergono e riemergono rende l\u2019acqua limpida come alla sorgente. Cos\u00ec avviene negli anni attraverso l\u2019amore: lo canta Maria nel Magnificat: \u201cDi generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono\u201d Chiediamo a Giuseppe e a Maria di capire il messaggio che ci viene dalla loro famiglia e di imparare a viverlo.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 26 dicembre 2010<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La liturgia immediatamente successiva a quella del Natale ci propone la vita a Nazaret della \u201csanta famiglia\u201d, come la tradizione ha giustamente insegnato a denominare la convivenza di Ges\u00f9, Maria e Giuseppe, e ci invita a considerarla come modello di ogni famiglia. Infatti la sua singolarit\u00e0 non la allontana dall\u2019esperienza comune dell\u2019esistenza umana: in essa c\u2019\u00e8 l\u2018amore di coppia, il rapporto di responsabilit\u00e0 reciproca, la premura affettuosa e forte per il figlio, quel Figlio, i problemi dell\u2019andare avanti, solidariet\u00e0, dell\u2019esilio con la perdita del lavoro, l\u2019esperienza della Provvidenza nel colloquio intimo della preghiera che illumina le decisioni e conforta. Proprio di tribolazione imprevedibile racconta il vangelo di Matteo in questa celebrazione. Viene in evidenza in questa pagina la grandezza d\u2019animo di Giuseppe, la forza della sua fede, la sua fedelt\u00e0 nel portare avanti quanto Dio gli domanda per vivere responsabilmente il compito di custode ed educatore del bambino che cresce. \u00c8\u00a0la prima luce che riceviamo, l\u2019affermazione non astratta ma concreta di quanto, nel vivere di queste persone, Dio \u2013 creduto e scelto \u2013 stia all\u2019inizio, al principio di ogni vita, di ogni paternit\u00e0 e maternit\u00e0 umana chiamate a riflettere il suo amore per l\u2019umanit\u00e0; come pi\u00f9 pienamente i discepoli comprenderanno, ricevendo da Ges\u00f9 Risorto il sacramento del matrimonio, teso a realizzare nell\u2019amore della coppia e, contemporaneamente, nella fecondit\u00e0 e nell\u2019accompagnamento della crescita dei figli, l\u2019immagine del suo amore \u201cfino alla fine\u201d, fino all\u2019annientamento di s\u00e9, perch\u00e9 l\u2019amore sia pienamente svelato, come abbiamo contemplato a Natale. Con una conseguenza grande: la densit\u00e0 e l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019amore di Dio diventano l\u2019etica della famiglia come fu per quella di Nazaret. L\u2019amore diventa sinonimo del cercare con l\u2019altro, per il suo bene, il primo posto di Dio, e sceglierlo insieme nell\u2019obbedienza della fede, nella gratuit\u00e0, divenendo, l\u2019uno per l\u2019altro, profeti e testimoni dell\u2019amore di Dio. Proprio per questo la liturgia di oggi propone le parole di Paolo ai cristiani di Colossi, parole che si fanno \u201cdette a noi\u201d mentre attualizziamo le parole del Signore, custodite e annunziate per le famiglie di oggi. Oggi viene in evidenza, anche in modo drammatico ed enfatizzato mediaticamente, la complessit\u00e0 dei problemi. Le situazioni in cui le famiglie sono chiamate a vivere inducono a domandarsi quali possono essere le forme migliori per sostenerle nell\u2019educazione all\u2019amore, alla responsabilit\u00e0 condivisa, all\u2019accompagnamento dei figli. I condizionamenti che provengono dalle mode conclamate e dal mercato sono pesanti. Ci sar\u00e0 un futuro per i giovani desiderosi di amarsi e di dare la vita? Le famiglie che pure si ispirano al pensiero e alla tradizione cristiana sono inserite nel cuore di questa problematica che tocca la vita di tanti, insieme a quanti non si riconoscono nella fede e nella Chiesa. Questo permette, sul piano della vita di coppia, di sentirsi umili nel sapere che nessuna famiglia \u00e8 esente dai rischi che la insidiano e la condizionano.\u00a0\u00c8 un\u2019umilt\u00e0 che spegne ogni presunzione di superiorit\u00e0 e ogni scontatezza di buona riuscita per il fatto di aver celebrato il matrimonio nella grazia del sacramento. L\u2019umilt\u00e0 \u00e8 un dono grande del Signore, che fa comprendere la preziosit\u00e0 del vivere la realt\u00e0 della famiglia come qualcosa che non si \u00e8 meritato, ma ricevuto, una grazia appunto. E perci\u00f2 un\u2019umilt\u00e0 che sa testimoniare che l\u2019amore non dura se lo si vive nel compiacimento di s\u00e9, nella pretesa di considerare l\u2019altro come sottomesso alle proprie attese, nel timore della sua identit\u00e0.\u00a0\u00c8 un\u2019umilt\u00e0 che sa proporre la luce derivante dal vangelo del Signore: l\u00e0 dove l\u2019amore ha il coraggio della misericordia, la forza della pazienza che genera la pazienza pi\u00f9 forte della prova, la capacit\u00e0 di trasformarsi per il bene di chi si ama, l\u00e0 il vangelo si mostra possibile e fonte di gioia e di libert\u00e0. Essere decisi fino allo sperimentare la fedelt\u00e0 come partecipazione alla fedelt\u00e0 dell\u2019amore di Cristo che per nessuna ragione ritratta il \u201cs\u00ec\u201d della carit\u00e0 di Dio.\u00a0\u00c8 a questo livello che l\u2019amore degli sposi cristiani \u00e8 sacramento pienamente, segno eloquente di Dio Amore. Vogliamo ringraziare per il dono di queste famiglie, perch\u00e9 sono presenti tra noi, perch\u00e9 testimoniano Dio, la sua provvidenza e la sua misericordia in questo tempo duro per i giovani che decidono di sposarsi nel Signore. E pregare per loro, perch\u00e9 siano consapevoli di quanto \u00e8 detto: \u201ci cristiani sono nel mondo ci\u00f2 che l\u2019anima \u00e8 nel corpo\u201d (lettera a Diogneto). E unire, nella preghiera, le famiglie, e sono tante anch\u2019esse, che non hanno avuto la possibilit\u00e0 e la forza della fedelt\u00e0 e vivono nella sofferenza della solitudine e del fallimento, perch\u00e9 il Signore dia loro la grazia di non rinunciare a vivere per amore.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 29 dicembre 2013<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Un invito a guardare con attenzione di fede e con amore alla vita reale della famiglia in cui Ges\u00f9 ha vissuto la pi\u00f9 grande parte della sua esistenza terrena, ha \u201cimparato\u201d ad essere uomo \u201cin sapienza, et\u00e0 e grazia\u201d (Lc.2,32) con Maria e con Giuseppe. Vivere in una famiglia \u00e8 l\u2019esperienza comune alla grande parte dell\u2019umanit\u00e0, perci\u00f2 \u00e8 spontaneo, per chi voglia seguire Ges\u00f9, guardare alla sua scuola di gioie, trepidazioni, preoccupazioni, sofferenze. \u201cAlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto\u2026\u201d. Il vangelo di Matteo racconta subito qualcosa di improvviso e urgente che obbliga a decisioni immediate a causa dell\u2019intenzione di Erode di sopprimere il bambino. E parla di Giuseppe, della voce interiore che lo chiama (il sogno nell\u2019Antico Testamento \u00e8 espressione di rivelazione), della sua prontezza nell\u2019ascolto, della sua disponibilit\u00e0, tutti segni concreti di vigilanza nella fede costantemente aperta ai desideri di Dio. Giuseppe non pone indugi tra l\u2019ascolto e l\u2019azione obbediente: \u201cEgli si alz\u00f2, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugi\u00f2 in Egitto dove rimase fino alla morte di Erode\u201d. Sar\u00e0 sempre cos\u00ec per chi si lascia riempire l\u2019intimo da Dio. \u201cPrendi con te il bambino e sua madre\u201d Matteo nomina per primo il bambino, che sta sempre al centro; non dice mai \u201cgenitore\u201d oppure \u201cla famiglia\u201d o \u201cMaria e il suo bambino\u201d. Le persone sono profondamente unite, ma distinte nella diversit\u00e0 delle identit\u00e0 di ciascuno. Matteo vuol dirci semplicemente che Maria riceve dal bambino la sua grandezza. Di fronte al fatto di essere madre di Ges\u00f9, il suo nome proprio passa in seconda linea. La gloria di Maria sta nell\u2019essere stata scelta ad essere la madre di lui. E non solo in vista della gravidanza e del parto, ma fino alla fine della vita, e poi di quella della Chiesa e dell\u2019umanit\u00e0. Perci\u00f2 la sua sar\u00e0 una maternit\u00e0 di luce e di grazia, ma attraversata dalla spada che il vecchio Simeone le annuncer\u00e0 (Lc.2,35). Con questa fuga ordinata dall\u2019alto comincia ad essere la madre dolorosa, la Desolata che compie il suo s\u00ec nel perdersi a s\u00e9. Mentre a Giuseppe \u00e8 domandata l\u2019obbedienza che si concretizza nell\u2019agire. Morto Erode, quasi con le stesse parole del momento della fuga, gli venne chiesto di nuovo: \u201cAlzati, prendi il bambino e sua madre e v\u00e0 nella terra di Israele\u201d. Cos\u00ec Ges\u00f9 realizza in s\u00e9 la profezia di Osea sul popolo eletto: \u201cDall\u2019Egitto chiamai il mio figlio\u201d (Os.11.1). In questo modo, nella distinzione delle identit\u00e0, nell\u2019unit\u00e0 della fede e degli intenti, \u00e8 introdotto sulla terra il modello di vita trinitaria nel suo ritmo di unit\u00e0 e distinzione. E sar\u00e0 il modello di ogni comunit\u00e0 ispirata alla fede cristiana. Cos\u00ec per ogni famiglia umana fondata e unita nel nome del Signore. Ha scritto Giovanni Paolo II nella sua enciclica sulla famiglia: \u201cLa comunione d\u2019amore tra Dio e gli uomini, contenuto fondamentale della rivelazione e dell\u2019esperienza di fede di Israele, trova una significativa espressione nell\u2019alleanza sponsale che si instaura tra l\u2019uomo e la dona\u201d (Familiaris consortio, n.12, 1981) \u00c8\u00a0quello che la liturgia ci propone oggi: non fermarsi alla famiglia di Ges\u00f9. Maria e Giuseppe, ma riflettere e pregare pensando alla famiglia del tempo nostro. Perci\u00f2 ci viene letto il brano della lettera ai Colossesi. Paolo suggerisce atteggiamenti concreti, amabili, fino d essere piacevoli umanamente, per sostenere la distinzione e l\u2019unit\u00e0 che manifestano l\u2019amore nella famiglia. Forse, alcune di queste espressioni non fanno parte della nostra mentalit\u00e0 e delle abitudini; ma la sfida del Vangelo sta qui. Quando, infatti, dice Paolo, i cristiani si rivestono degli atteggiamenti suggeriti, le mogli si assoggettano per amore e i mariti amano con la gratuit\u00e0 di servizio che la parola agape indica, allora nella reciprocit\u00e0 del dono di s\u00e9, la famiglia pu\u00f2 donare esperienza di libert\u00e0 e di pace, per la vita di coppia e per la conquista della distinzione, spesso impreziosita dal dolore, per i figli che ricevono la vita e partono da essa. Oggi preghiamo per la nostra famiglia e per tutte le famiglie in questa luce.<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/natale\/a-sacra-famiglia\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SACRA FAMIGLIA &#8211; Anno A (Sir 3, 3-7.14-17; Sal.127; Col 3,12-21; Mt 2,13-15.19-23)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7591,"menu_order":1,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-4926","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4926","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4926"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4926\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13933,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4926\/revisions\/13933"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7591"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4926"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}