{"id":4902,"date":"2016-01-23T13:19:09","date_gmt":"2016-01-23T12:19:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=4902"},"modified":"2022-01-07T06:48:02","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:02","slug":"a-avvento-3","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/avvento\/a-avvento-3\/","title":{"rendered":"3a avvento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">III DOMENICA DI AVVENTO &#8211; Anno A<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(Is 35,1-6.8.10 ; Sal.145 ; Gc 5,7-10; Mt 11,2-11)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 12 dicembre 2004<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La liturgia di domenica scorsa, nel terzo capitolo di Matteo, ci ha fatto gi\u00e0 incontrare Giovanni, la sua scelta di vita, austera per essere meglio concentrata sull\u2019essenziale, il suo distacco da ogni interesse personale, per essere libero di indicare Cristo, la sua predicazione franca ed esigente, che gli causer\u00e0 persecuzione, carcere e martirio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Oggi lo ritroviamo, si direbbe immerso nell\u2019incertezza. Sembra stano che un uomo cos\u00ec forte e deciso diventi incerto proprio mentre sperimenta la solitudine del carcere. Egli \u00e8 incerto perch\u00e9 aveva aspettato Ges\u00f9 come chi \u201cha in mano il ventilabro e purificher\u00e0 la sua aia\u201d (Mt.3,12), lo aveva pensato come chi rivendica la gloria del Padre con gesti potenti e spettacolari. Ora invece sa, dai discepoli che lo visitano o riescono a tenere i rapporti, che il ministero di Ges\u00f9, le sue \u201copere\u201d, non coincidono con quanto egli aveva annunciato, nella linea dell\u2019attesa del popolo e degli oracoli degli stessi profeti. Invece di purificare l\u2019aia e di affondare la scure nelle radici marce, il Messia va predicando la pace e il perdono &#8211; cos\u00ec come ci dice Matteo, specialmente nel Discorso della Montagna, che Ges\u00f9 aveva pronunciato proprio mentre Giovanni era in prigione. Il Messia tanto atteso non si coinvolge nelle rivendicazioni politiche, si circonda di gente povera e umile, dialoga con tutti, con i peccatori e perfino con gli occupanti romani. Ma allora il comportamento del Dio di Israele \u00e8 cambiato! Egli non \u00e8 pi\u00f9 il Dio \u201cdal braccio teso\u201d dei tempi dell\u2019Esodo, non \u00e8 il Dio del \u201cfuoco dal cielo\u201d, che garantiva le parole di Elia, ma un Dio pastore, medico, pronto all\u2019accoglienza di quanti gli si rivolgono, come ci narrano i capitoli 8 e 9 del Vangelo di Matteo. Di fronte a questa predicazione, Giovanni e i suoi discepoli provano meraviglia, dubbio, esitazione: Ges\u00f9 intende il Messia come glorioso e potente, o intende altro? Il suo comportamento \u00e8 sconcertante. Perci\u00f2 essi decidono di condurre una \u201cinchiesta\u201d per comprendere ed inviano un\u2019ambasceria che chiede: \u201cSei tu colui che viene o dobbiamo aspettare un altro?\u201d (v.3). \u201cColui che viene\u201d \u00e8 la definizione del Messia, il sempre atteso, il Dio di sempre, e sar\u00e0 la definizione del Cristo risorto nell\u2019Apocalisse (Ap.1,8). Ges\u00f9 non si sottrae e risponde che le sue opere, che turbano Giovanni perch\u00e9 umili e nascoste nella sofferenza dell\u2019umanit\u00e0, non solo non sono ambigue, ma sono esse le opere della salvezza, che non \u00e8 nei riti e nelle celebrazioni, ma proprio in questo operare. Ges\u00f9 \u00e8 diverso da quello che era generalmente atteso dal messianismo precedente. Egli \u00e8 un altro. Il suo messianismo sta nell\u2019attenzione e nella misericordia, non punta alla realizzazione di un gruppo di puri, ma all\u2019unit\u00e0, all\u2019incontro, dei figli di Dio che si accolgono nella reciproche diversit\u00e0 e limitazioni. Matteo lo dice solennemente alla fine del capitolo 25: il criterio per l\u2019ingresso nel Regno saranno i gesti di fraternit\u00e0, di aiuto a chi \u00e8 nel bisogno. Il resto non conta. Ma questo sconvolge chi pensa il bene come perfetta armonia, la dottrina come perfezione pura, senza la partecipazione attiva del credente. Ges\u00f9 lo sa, ma non rinuncia alla verit\u00e0 che porta in s\u00e9 e a cui chiama, e aggiunge una nuova beatitudine: \u201cBeato chi non si scandalizza di me\u201d. Come nel Discorso della Montagna la beatitudine deriva dalla disponibilit\u00e0 sincera a rinunciare alle proprie schematizzazioni per aprirsi all\u2019accoglienza dell\u2019oltre dell\u2019iniziativa di Dio. Questa beatitudine ha il suo corrispettivo solenne nel capitolo 13 del Vangelo di Giovanni, quando, la sera del Gioved\u00ec santo, Ges\u00f9 dopo aver lavato i piedi ai discepoli, dir\u00e0. \u201cSe io, il Signore e maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri\u2026 Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica.\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ci viene dunque domandata l\u2019umilt\u00e0 della fede, anche nei momenti di incertezza, quando ci sembra che Dio non ci dia i mezzi per portare a termine i nostri progetti, quando la nostra esigenza di soluzioni definitive e di chiarezze forti sembra disattesa. Giovanni Battista ci insegna che la vita di fede non \u00e8 senza notti n\u00e9 prove. Dobbiamo essere disponibili alla Parola, anche se ci sembra fallimentare: Matteo ci indica Ges\u00f9, che sulla croce grida: \u201cDio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Non edulcoriamo il Natale. Sarebbe un tradimento anche per la nostra storia, oggi. Non riduciamolo ad una festa! Matteo in questa pagina ci dice che la scoperta dell\u2019identit\u00e0 di Ges\u00f9 \u00e8 una conquista personale, che ognuno di noi deve fare con fedelt\u00e0, assoggettandosi alle leggi severe del cammino di ricerca, di preghiera. Ci spinge a sporcarci le mani nell\u2019accoglienza dei problemi delle persone che incontriamo, a stringere le mani che tremano, a capire che ogni anziano \u00e8 portatore di una solitudine. Ognuno ha una sua problematica angosciosa. Natale \u00e8 rendercene conto, \u00e8 compiere le opere di Ges\u00f9. Questa \u00e8 l\u2019Incarnazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La situazione drammatica dell\u2019oggi della nostra citt\u00e0, che portiamo davanti a Dio nella preghiera, ci domanda di guardare a Maria. Impariamo da lei che \u201cprima di proclamare Ges\u00f9 Cristo, bisogna farlo\u201d. Ascoltare, meditare, riflettere attentamente, partecipare in prima persona. Questi sono i verbi del fare spazio a \u201cColui che viene\u201d, sono i verbi del fare il Natale.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 16 dicembre 2007<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Incontriamo di nuovo Giovanni Battista, testimone del momento storico della venuta visibile del Signore: Matteo sembra non voler distogliere gli occhi da lui. Lo incontriamo nella luce del suo cammino di fede, fermo nella testimonianza dell\u2019obbedienza a Dio e perci\u00f2 perseguitato fino all\u2019incarcerazione e al martirio, perch\u00e8 fedele alla verit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Matteo oggi mette in luce la sua libert\u00e0 interiore volta ad una comprensione matura della missione di Ges\u00f9, di cui gli giunge notizia attraverso l\u2019eco delle opere. Egli vive la prova della fede: queste \u201copere del Cristo\u201d sorprendono, non corrispondono all\u2019attesa messianica del popolo e neppure agli oracoli dei profeti che la tradizione comunicava, suscitando attese che Giovanni condivideva; attese cio\u00e8 di un Liberatore che avrebbe usato la scure sul male e operato un giudizio severo sui malvagi, purificando cos\u00ec Israele, l\u2019aia del Signore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Giovanni deve aiutare i suoi discepoli \u2013 fra cui erano Pietro ed Andrea, che poi sarebbero diventati discepoli di Ges\u00f9 &#8211; perplessi per quanto veniva riportato delle parole e dei gesti di Ges\u00f9, deve egli stesso cambiare pensiero. Perci\u00f2 la domanda affidata agli inviati: <strong><em>\u201cSei tu quello che deve venire, o dobbiamo aspettarne un altro?\u201d. <\/em><\/strong>Il tuo \u00e8 il messianismo glorioso e potente, che attendiamo da secoli, o \u00e8 di altro tipo?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 risponde con le sue stesse \u201copere\u201d, quelle che danno apprensione perch\u00e8 apparentemente riduttive ed insignificanti. Si riferisce ad Isaia, annuncia un\u2019altra idea di salvezza. La guarigione dei malati, l\u2019evangelizzazione dei poveri dicono che egli non intende essere un giudice duro, che punta all\u2019annientamento di chi opera il male, ma un liberatore, messia dagli atteggiamenti positivi, attento e misericordioso. Invece di punire i peccatori, sopprimere i malvagi, egli restituisce la salute, consola, illumina, soccorre i sofferenti, passa in mezzo agli uomini facendo solo il bene, realizzando la figura del Servo, profetizzata da Isaia: <strong>\u201cegli si \u00e8 caricato delle nostre sofferenze, si \u00e8 addossato i nostri dolori\u201d<\/strong>(Is.53,4). Cos\u00ec si mostra diverso dal liberatore immaginato dall\u2019attesa comune, \u00e8 un altro.\u00a0\u00c8 l\u2019Altro!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questa diversit\u00e0 suscita scandalo, persino nell\u2019intimo di Giovanni. Perci\u00f2 Matteo ricorda alla sua comunit\u00e0: \u201cbeato colui che non trova in me motivo di scandalo\u201d. Il vangelo del servizio e della croce metter\u00e0 a dura prova la vocazione degli apostoli, fino alla ribellione di Pietro, alla delusione che indurr\u00e0 alla fuga, fino al tradimento di Giuda. Allora e sempre. I credenti devono imparare che seguire Ges\u00f9 significa rinunciare alle proprie esigenze di un regno secondo la logica umana, anche quando questo cambiamento di pensiero \u00e8 avvertito come una sconfitta di quanto \u00e8 sentito come giusto e doveroso. Gli aspetti sociali sono importanti ma il Regno \u00e8 oltre: bisogna anteporre la logica del vangelo alla logica umana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questo insegnamento di Matteo vale per sempre, perci\u00f2 per l\u2019oggi della nostra vita e della nostra fede. A volte l\u2019insegnamento del Signore pu\u00f2 apparire come utopia alla nostra sensibilit\u00e0 intollerante. Vorremmo la verit\u00e0 e la giustizia trionfanti, ma questo non corrisponde al vangelo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">In uno splendido passaggio della sua lettera sulla speranza, del 30 novembre, Benedetto XVI dice a tutta la Chiesa:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><em>\u201cAlcuni teologi recenti sono dell\u2019avviso che il fuoco che brucia e insieme salva sia Cristo stesso, il Giudice e Salvatore. L\u2019incontro con Lui \u00e8 l\u2019atto decisivo del giudizio. Davanti al suo sguardo si fonde ogni falsit\u00e0.\u00a0\u00c8 l\u2019incontro con Lui che, bruciando, ci trasforma e ci libera per farci diventare veramente noi stessi: le cose edificate nella vita possono allora rivelarsi paglia secca, vuota millanteria, e crollare. Ma nel dolore di questo incontro, in cui l\u2019impuro ed il malsano del nostro essere si rendono a noi evidenti, sta la salvezza. Il suo sguardo, il tocco del suo cuore, ci risana mediante una trasformazione certamente dolorosa \u2018come attraverso il fuoco\u2019 <\/em>(1Cor.3,15).<em> \u00c8, tuttavia, un dolore beato, in cui il potere santo del suo amore ci penetra come fiamma, consentendo alla fine di essere totalmente noi stessi, e con ci\u00f2 totalmente di Dio. Cos\u00ec si rende evidente anche la compenetrazione di giustizia e grazia: il nostro modo di vivere non \u00e8 irrilevante, ma la nostra sporcizia non ci macchia eternamente, se almeno siamo rimasti protesi verso Cristo, verso la verit\u00e0 e l\u2019amore. In fin dei conti, questa sporcizia \u00e8 gi\u00e0 stata bruciata nella Passione di Cristo. Nel momento del giudizio sperimentiamo ed accogliamo questo prevalere del suo amore su tutto il male del mondo e in noi. Il dolore dell\u2019amore diventa la nostra salvezza e la nostra gioia\u201d<\/em> (n.47).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il messianismo di Ges\u00f9 \u00e8 questo e non pu\u00f2 essere accolto senza una forte conversione alla compassione, alla misericordia ricevuta e donata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019elogio di Giovanni si pu\u00f2 comprendere dal suo essere stato docile all\u2019annuncio di Ges\u00f9. Perci\u00f2 la sua bellezza non \u00e8 estetica (la canna) o alla moda (le vesti morbide per le sale di corte), non \u00e8 da ammirare. L\u2019elogio \u00e8 la sottolineatura della sua fermezza, della sua personalit\u00e0 che si realizza nella fede. La sua stessa vita precorre il vangelo. Prima che Ges\u00f9 apparisse in pubblico, Giovanni lo diceva con la vita. Perci\u00f2 \u00e8 indicato come l\u2019uomo pi\u00f9 grande della storia che precede Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Domandiamo il dono di essere cos\u00ec profondamente convinti della verit\u00e0 dell\u2019Amore, da poter diventare umili e tenaci testimoni della speranza.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 12 dicembre 2010<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nella liturgia di questa domenica troviamo:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Un\u2019affermazione di Isaia, carica di speranza: \u201cE ci sar\u00e0 un sentiero, una via \u2026\u201d<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Una domanda che viene dall\u2019intimo del cuore di Giovanni: \u201cSei tu o un altro?\u201d<\/span><\/li>\n<li><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Una risposta che parla con i fatti: \u201cAndate e riferite \u2026\u201d<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La presenza storica e attuale di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 la ragione della gioia che la liturgia di oggi esprime nelle letture e nei cuori; \u00e8 la risposta al desiderio di qualcosa di pi\u00f9 grande e puro di quello che il mondo propone senza di lui, come se lui non esistesse. Insieme a Giovanni facciamo nostra la sua domanda e la sua accoglienza della risposta per custodirla e testimoniarla nella gioia, avvertendo la presenza del Signore vicino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Sant\u2019Agostino che ci ha guidato in questo Avvento, ha come prospettiva della vita di fede proprio l\u2019attrattiva di Ges\u00f9, l\u2019incontro con la sua persona affascinante. In un bellissimo commento alla parabola del padre misericordioso (Lc.15,11-32), lo descrive mentre accoglie il figlio che torna: \u201cQuando era ancora lontano lo vide, commosso gli corse incontro, gli gett\u00f2 il braccio al collo e lo baci\u00f2\u201d, e spiega riferendosi a Dio Trinit\u00e0: \u201cil braccio del Padre \u00e8 il Figlio\u201d. Ges\u00f9, dunque, \u00e8 il braccio di Dio Padre, il suo amore incondizionato. Non opprime, ma solleva, \u201crimette in piedi\u201d. Il suo amore che abbraccia fa divenire tutto leggero. Il peso dei peccati \u00e8 tolto da questo braccio, che addirittura trasforma l\u2019uomo, a sua volta braccio di Dio, libero e capace di portare quel Dio che lo ha raggiunto. Lo onor\u00f2, non lo oner\u00f2, non gli diede pesi da portare. L\u2019uomo pu\u00f2 portare Dio perch\u00e9 Dio porta quando \u00e8 portato. Ecco a quale gioia pu\u00f2 condurre l\u2019incontro con Ges\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Allora, quando il Signore pronuncia nel vangelo le parole che abbiamo ascoltato: \u201cAndate e riferite \u2026 i ciechi vedono \u2026 gli storpi camminano \u2026\u201d non propone innanzitutto delle opere da compiere, ma propone se stesso come braccio del Padre che raggiunge e si posa sul dolore dell\u2019uomo e compie tutte le opere. Dove Ges\u00f9 tocca, porta vita, guarisce, fa fiorire. Non promette di risolvere i problemi della storia con i miracoli, ma di farsi prossimo, vicino a ciascuno e a tutti nella storia. Diciamolo in questi giorni cos\u00ec poveri di speranza: la carit\u00e0 \u00e8 il braccio di Dio che si svela in Ges\u00f9 Cristo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019incontro con lui, come tra maestro e discepolo, tra via e seguace, ha come effetto la crescita nella fede, nell\u2019interiorit\u00e0, nell\u2019impegno di testimoniare nella carit\u00e0 concreta Dio che viene anche oggi nella nostra citt\u00e0.\u00a0\u00c8 quello che chiede ai discepoli: mettere tempo e cuore nell\u2019aiutare chi soffre, nel curare ogni germoglio con la premura che san Giacomo indica con l\u2019esempio del contadino. Occhi per vedere il presente, speranza per vegliare il futuro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Sant\u2019Agostino lo propone come un traguardo altissimo e concreto: \u201cSe vedi la carit\u00e0, vedi la Trinit\u00e0\u201d esclama. Come per dire chi vede un gesto di carit\u00e0 , si accorge che non pu\u00f2 nascere dalla sola iniziativa umana, ma da un\u2019appartenenza che avvolge la libert\u00e0, la porta a maturazione piena, la rende trasparenza di Dio. Non sono affermazioni da relegare nel campo della mistica, ma frutto dell\u2019intelligenza illuminata dalla fede.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Questo il distintivo dei cristiani: \u201cDa questo vi riconosceranno\u201d (Gv.1.35).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ci\u00f2 che distingue &#8211; dice Agostino \u2013 non \u00e8 il cantare l\u2019Alleluja, non il rispondere \u201cAmen\u201d, neppure il costruire basiliche, n\u00e9 il solo appartenere alla Chiesa. Quello che distingue i discepoli di Ges\u00f9 \u00e8 la carit\u00e0 che \u00e8 da Dio. Il cuore si riempie di riconoscenza per il venire in evidenza di tutte le azioni che sono suggerite dall\u2019amore e realizzate nelle opere pi\u00f9 varie delle donne e degli uomini che si rendono come Ges\u00f9, anche se inconsapevolmente, braccio di Dio Padre disteso sulla povert\u00e0 del mondo. Di loro si pu\u00f2 dire la beatitudine di coloro che non si scandalizzano di Ges\u00f9, del suo lavare i piedi ai poveri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9, anche non nominato, \u00e8 lo spessore, il senso di tanto volontariato, di tanto dono di s\u00e9. Sono il braccio stesso di Dio sulle miserie del nostro tempo, lo spendersi di Cristo che abbraccia il volto e la povert\u00e0 dell\u2019uomo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Dobbiamo ringraziare e testimoniare per questo oceano di bene che \u00e8 il continuo venire del Signore nella storia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Fin quando non sar\u00e0 possibile dirci nella reciprocit\u00e0 le parole di Agostino:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cAmerai, ti dice Dio, lo stesso amore mi rende a te presente \u2026<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> L\u00ec, in questa attrattiva amorosa \u00e8 il nostro fine.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Per questo corriamo verso questo abbraccio, e quando vi giungiamo l\u00ec sar\u00e0 il riposo\u201d<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 15 dicembre 2013<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ogni anno la liturgia del tempo di Avvento propone per la seconda e la terza domenica la figura di Giovanni il Battista, facendoci sensibili alla sua testimonianza forte e drammatica, precorritrice del cammino di fede di ogni credente, al suo compito di battistrada per quanti desiderano incontrare Ges\u00f9 e seguirlo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Matteo presenta Giovanni \u201cche era in carcere\u201d proprio in conseguenza del suo servizio alla verit\u00e0 di Dio. L\u00ec, nella privazione della libert\u00e0, tagliato fuori dal resto del mondo, mentre da un lato sente l\u2019eco delle \u201copere di Cristo\u201d, gli sorgono dentro dei dubbi: sar\u00e0 proprio Ges\u00f9 colui che \u201cdeve venire\u201d a fare quella giustizia che non appare negli avvenimenti della propria vita personale e nel disordine morale della societ\u00e0, a cominciare dal palazzo del re Erode? Quelle opere che Cristo va compiendo, per di pi\u00f9, appaiono diverse da quelle che la gente era abituata ad attendersi dal Messia di Dio: sar\u00e0 proprio Ges\u00f9 il realizzatore delle promesse di Dio? Saranno proprio vere quelle promesse? Giovanni chiede ai suoi discepoli di porre una domanda diretta a Ges\u00f9: \u201cSei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettarne un altro?\u201d.\u00a0\u00c8 una domanda che dobbiamo prendere con seriet\u00e0, perch\u00e9 manifesta la sofferenza, la perplessit\u00e0 di Giovanni per l\u2019agire incomprensibile di Dio nelle opere di Ges\u00f9, che sembrano contraddittorie della tradizione religiosa e popolare ebraica: \u00e8 una domanda che coinvolge ogni credente nel cammino di fede.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 non risponde direttamente con un\u2019attestazione chiara ed esplicita della propria identit\u00e0, con un s\u00ec rassicurante ed appagante, ma indica a Giovanni la via che i discepoli e tutti noi dobbiamo percorrere: osservare i segni per interpretarli rettamente e riconoscere come opere di Dio e del suo inviato le opere compiute da Ges\u00f9, \u00e8 la via della fede che, attraverso la visibilit\u00e0 delle opere, conduce all\u2019invisibilit\u00e0 di Dio, dalla oscurit\u00e0 alla luce, dalla paura alla fiducia, dall\u2019angoscia alla gioia. Ges\u00f9 stesso aiuta ad imboccare questa via della fede, riferendosi alle opere enumerate dal profeta Isaia: \u201cI ciechi recuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti resuscitano, ai poveri \u00e8 annunciato il Vangelo\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Chi sa interpretare rettamente le opere, soprattutto guardandole non solo come interventi prodigiosi e di potenza, ma nel loro insieme, non pu\u00f2 avere dubbi. Tutto l\u2018insieme<em>,<\/em> le parole e i gesti del Signore, svelano il segno vivo di Dio presente che in Lui porta a compimento la propria opera di salvezza. Perci\u00f2 \u201c\u00e8 beato colui che non trova in me motivo di scandalo\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 pronuncia la parola della beatitudine di coloro che scelgono Dio, privilegiando nell\u2019ascolto e nell\u2019azione quello che gli sta a cuore, anteponendolo alle proprie attese, anche di carattere religioso, e che, tuttavia, non appartengono allo stile di Ges\u00f9, che a prima vista pu\u00f2 apparire dissacrante e perci\u00f2 scandaloso, come il mangiare, senza attenzione alle leggi di purit\u00e0, alla mensa dei peccatori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Giovanni non si \u00e8 scandalizzato di Ges\u00f9, ma ha accolto nella fede in Lui la violenza omicida su di s\u00e9, il martirio, per testimoniare la verit\u00e0 del Vangelo. E Ges\u00f9 lo proclama \u201cbeato\u201d perch\u00e9 con amore fiducioso capovolge il pensiero che tante volte paralizza, blocca la relazione con Dio, quel pensiero che da spazio maggiore alla coscienza dell\u2019impossibilit\u00e0 umana che a quello della infinita possibilit\u00e0 di Dio, la relazione con Dio senza la quale nessuna religiosit\u00e0 vale. La domanda di Giovanni Battista svela una svolta del suo cammino di fede, la sua personale chiamata alla conversione dalla mentalit\u00e0 precedente, sia pure fondata sulla tradizione mosaica, alla visione nuova in cui l\u2019azione di Dio salva attraverso le opere dell\u2019amore fraterno. Giovanni Batista \u00e8 beato perch\u00e9 fa questa conversione: non aver paura delle prove spirituali, n\u00e9 della fatica della ricerca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ha scritto papa Francesco nella sua lettera enciclica sulla fede:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><em>\u201cLa luce della fede in Ges\u00f9 illumina anche il cammino di tutti coloro che cercano Dio \u2026. L\u2019uomo religioso \u00e8 in cammino e deve essere pronto a lasciarsi guidare, a uscire da s\u00e9 per trovare il Dio che sorprende sempre.<br \/>\nQuesto rispetto di Dio per gli occhi dell\u2019uomo ci mostra che, quando l\u2019uomo si avvicina a Lui, la luce umana non si dissolve nell\u2019immensit\u00e0 luminosa di Dio, come se fosse una stella inghiottita dall\u2019alba, ma diventa pi\u00f9 brillante quanto \u00e8 pi\u00f9 prossima al fuoco originario, come lo specchio che riflette lo splendore.<br \/>\nLa confessione cristiana di Ges\u00f9, unico salvatore, afferma che tutta la luce di Dio si \u00e8 concentrata in Lui, nella sua vita luminosa.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 nessun esperienza umana, nessun itinerario dell\u2019uomo verso Dio, che non possa essere accolto, illuminato e purificato da questa luce.<br \/>\nQuanto pi\u00f9 il cristiano si immerge nel cerchio aperto dalla luce di Cristo, tanto pi\u00f9 \u00e8 capace di capire e di accompagnare la strada di ogni uomo verso Dio\u201d<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> (\u201cLa luce della fede\u201d, 28\/6.2013, n.35)<\/span><br \/>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-a\/avvento\/a-avvento-3\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>III DOMENICA DI AVVENTO &#8211; Anno A (Is 35,1-6.8.10 ; Sal.145 ; Gc 5,7-10; Mt 11,2-11)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7583,"menu_order":3,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-4902","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4902","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4902"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4902\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13929,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4902\/revisions\/13929"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7583"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4902"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}