{"id":4635,"date":"2016-01-02T07:48:23","date_gmt":"2016-01-02T06:48:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=4635"},"modified":"2022-01-07T06:48:04","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:04","slug":"c-to-32","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-c\/per-annum-19-cristo-re\/c-to-32\/","title":{"rendered":"32a T.O."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">XXXII DOMENICA T.O. &#8211; Anno C<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(2Mac 7,1-2.9-14; Sal. 16; 2Ts 2,16-3,5; Lc 20,27-38)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 7 novembre 2004<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cerchiamo di cogliere insieme la preziosit\u00e0 del dono della Parola, propostaci oggi dalla liturgia: \u201cDio non \u00e8 Dio dei morti, ma dei vivi, perch\u00e9 tutti vivono per lui\u201d. In questa trentaduesima domenica del Tempo Ordinario, che sta per concludersi, Ges\u00f9 ci d\u00e0 un insegnamento chiaro sulla nostra vita, vita che va oltre la morte. L\u2019Antico Testamento aveva fatto fatica a perforare il muro della morte. Solo molto tardi, intorno al 169 a.C., all\u2019epoca delle persecuzioni di Antioco Epifane, si era raggiunta l\u2019intuizione che coloro che morivano martiri avevano un futuro, cos\u00ec come testimonia la prima lettura tratta dal libro dei Maccabei. Ma \u00e8 solo il Nuovo Testamento che, nella persona di Ges\u00f9, afferma l\u2019eternit\u00e0 della vita. \u201cIo sono la vita\u201d, dice Ges\u00f9. \u201cIn verit\u00e0 vi dico, se uno osserva la mia Parola, non vedr\u00e0 mai la morte\u201d. Ges\u00f9 porta all\u2019umanit\u00e0 l\u2019eternit\u00e0 come promessa di vita, come definitivo appartenere a Dio, come dimorare con lui in comunione senza limiti, per sempre.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> I primi Cristiani hanno accolto con gioia questa novit\u00e0. Negli Atti degli Apostoli vediamo Stefano morire pregando: \u201cSignore Ges\u00f9, accogli il mio spirito!\u201d. Morire \u201cper abitare presso il Signore\u201d \u00e8 l\u2019aspirazione di Paolo (cfr. 2Cor.5,8). Non \u00e8 un desiderio di morire, causato da malinconia o da vecchiaia, ma consapevolezza della chiamata a dimorare per sempre con il Signore. E la comunit\u00e0 giunger\u00e0 a chiamare l\u2019ora della morte come \u201cdies natalis\u201d, giorno della nascita!<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Non si tratta di un\u2019acquisizione filosofica, come poteva essere l\u2019esigenza greca di immortalit\u00e0. Si tratta di accogliere senza riserve la Parola di Dio creatore, che dona la sua vita senza fine a noi, suoi figli, \u201cfigli della resurrezione\u201d, come abbiamo letto in Luca. L\u2019annuncio del Vangelo \u00e8 quello di una realt\u00e0 alta della vita che continua, di un \u201ccielo\u201d dove l\u2019io personale entra con tutte le sue caratteristiche, coscienza, volont\u00e0, amore, con tutta la sua storia. Ma nella realt\u00e0 definitiva la persona sboccia pienamente in Dio, senza le riserve, senza i condizionamenti della precariet\u00e0, senza le ambiguit\u00e0 della sensibilit\u00e0, perch\u00e9 si lascia guidare dalla Provvidenza. Questa realt\u00e0 \u00e8 il fiore che la potenza di Dio suscita dal seme che il passaggio della morte ha costretto a deporre nella terra.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Questa fede non \u00e8 una conoscenza razionale, \u00e8 la fede nel Dio dell\u2019Esodo che si rivel\u00f2 a Mos\u00e8 come \u201cIl Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe\u201d. Vi prego, fermatevi su queste parole: \u201cIo sono il Dio <strong>di<\/strong>\u201d. Dio si rivela come Colui <strong>che appartiene<\/strong> ad Abramo, ad Isacco, a Giacobbe, colui che appartiene all\u2019uomo. Ges\u00f9 ci invita ad entrare nella luce di questa certezza: noi siamo nati nel cuore di Dio da sempre e per sempre. Ci invita ad ascoltare il Padre che ci sta dicendo: \u201cIo sono il Dio tuo\u201d e ci chiama alla relazione di una paternit\u00e0 non delegabile, che non dobbiamo confondere con una paternit\u00e0 rivolta ad una imprecisa umanit\u00e0 collettiva. Dio ama ciascuno di noi, individualmente, il suo amore ci precede e ci attende. Ci dice: \u201cIo sono il Dio di Paolo, di Antonio, di Francesca\u2026\u201d. Ci invita a fidarci del suo amore potente e tenero, annunciato dai profeti, l\u2019amore di un Dio che accarezza il bambino e aspetta di essere accarezzato. Un amore che guida la nostra storia personale come un itinerario che ci conduce fino allo sbocciare pieno del fiore, l\u00ec dove eternit\u00e0 e presente si incontrano. L\u2019uomo cos\u00ec \u00e8 liberato dal trauma del tempo, che, come dice il mito greco di Cronos, divora i suoi figli e stringe le nostre esistenze dentro una tenaglia. La dimensione della fede ci permette di uscire da questa gabbia ed entrare in quell\u2019eterno presente che i Cristiani hanno imparato a chiamare \u201cl\u2019ottavo giorno\u201d. I figli di Dio sono figli della resurrezione. Nel secondo secolo Tertulliano scriveva: \u201cAdamo udr\u00e0 da Dio la parola: Ecco, Adamo \u00e8 diventato uno di noi\u201d come nel libro della Genesi. \u201dPerch\u00e9 senti astio per la carne? Nessuno ti \u00e8 tanto prossimo da dover pi\u00f9 amare, dopo Dio; nessuno ti \u00e8 pi\u00f9 fratello, perch\u00e9 con te essa nasce in Dio\u201d. Anche se vecchia e sofferente la nostra carne ci accompagner\u00e0 fino alla morte.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Il Vangelo di Luca, oggi, conclude con queste parole: \u201cDio non \u00e8 Dio dei morti, ma dei vivi, perch\u00e9 <strong>tutti vivono per Lui<\/strong>\u201d. L\u2019importante \u00e8 scegliere subito la vita che non passa, la vita dell\u2019amore, che ci permette di compiere scelte e gesti che rimangono. Questa vita \u00e8 dono del Signore per sempre, \u00e8 la tensione costante della fede che permette l\u2019incontro dell\u2019eterno con il presente. Nell\u2019amore che ci \u00e8 donato e che siamo chiamati, a nostra volta, a donare, l\u2019eterno \u00e8 \u201csubito\u201d, \u201coggi\u201d, \u201cora\u201d: sono avverbi costanti nella Scrittura e ci guidano ad incontri nella relazione, nella reciprocit\u00e0. Fare la verit\u00e0 per l\u2019eternit\u00e0, cos\u00ec che gesti e scelte rimangano positivamente nel tessuto della vita, per sempre. Vivere l\u2019amore. Come dice Giovanni nella sua prima lettera: \u201cNoi siamo passati dalla morte alla vita, perch\u00e9 amiamo i fratelli\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u201cNon si pu\u00f2 n\u00e9 si deve dire l\u2019ultima parola prima della penultima. Noi viviamo nelle penultime cose e crediamo nelle ultime\u00a0\u2026 Penso che Dio sia meglio onorato se noi riconosciamo in tutti i suoi valori la vita che egli ci ha dato, se la viviamo e la amiamo fino all\u2019esaurimento, soffrendo quindi profondamente e sinceramente quando vediamo i valori esistenziali menomati e perduti\u201d, scriveva Bonhoeffer. L\u2019oggi della citt\u00e0 in cui viviamo domanda questo amore profondo e sincero, fino all\u2019esaurimento, con gesti capaci di testimoniare e trasmettere la vita per sempre.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Il Salmo 22, il Salmo con cui Ges\u00f9 preg\u00f2 mentre moriva sulla croce, si chiude con queste parole: \u201cIo vivr\u00f2 per lui\u201d, la mia anima per lui vive. Il salmista contempla profeticamente la vita di Dio, che \u00e8 vita per l\u2019uomo, pienamente svelata dal Figlio che si dona a noi sulla croce e grida: \u201cDio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u201d, eppure termina la sua preghiera con questa certezza: \u201cIo vivr\u00f2 per lui\u201d. Sarei felice di riuscire a comunicarvi questa certezza: Ges\u00f9 \u00e8 sulla croce per ciascuno di noi e dalla croce ci chiama per nome, singolarmente, come chiam\u00f2 per nome Abramo, Isacco, Giacobbe e ci dice: \u201cVivr\u00f2 per te\u201d. Pier Paolo Pasolini avverte nell\u2019urlo di Ges\u00f9 che \u201cegli vuol far sapere, in questo luogo disabitato, che io esisto\u201d, che io, personalmente, valgo davanti a lui. Ges\u00f9 ci rivela l\u2019essenzialit\u00e0 di questo bisogno di reciprocit\u00e0, ci chiede di dirgli: \u201cSignore, vivr\u00f2 con te, per te\u201d: Qui, nell\u2019amore donato, \u00e8 la nostra identit\u00e0 profonda. Seguire la sua strada, far nostro il suo stile di vita, perch\u00e9, come dice Giovanni, molti \u201cabbiano la vita e la abbiano in abbondanza\u201d!<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 11 novembre 2007<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">In questo ventesimo capitolo, propostoci oggi dalla liturgia, avvertiamo un clima teso, di inimicizia, alla vigilia della passione Ma anche un clima solenne perch\u00e8, in forma indiretta, Ges\u00f9 annuncia la propria resurrezione e fa intravedere la possibilit\u00e0 che essa venga donata a quanti saranno figli della sua resurrezione. La resurrezione \u00e8 verit\u00e0 difficile che richiede una grande disponibilit\u00e0 interiore: anche per i credenti \u00e8 pi\u00f9 facile accantonarla che custodirla e viverla.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> L\u2019occasione dell\u2019insegnamento \u00e8 data dal ricordo dell\u2019istituzione del \u201clevirato\u201d, di origine ittita ed assira e accolta nel Deuteronomio al capitolo 25. La legge faceva obbligo ad un uomo di sposare la vedova del proprio fratello, morto senza figli, in modo da dargli una discendenza: \u201cil primogenito che essa metter\u00e0 al mondo andr\u00e0 sotto il nome del fratello morto, perch\u00e9 il nome di questo non si estingua in Israele.\u201d(Dt.25,7) Una forma del desiderio di sopravvivere nei figli. Una prescrizione di questo tipo &#8211; dicono a Ges\u00f9 i sadducei, ebrei colti che davano un\u2019interpretazione letterale della Legge &#8211; si oppone alla resurrezione, perch\u00e9 questa era pensata come una pura continuazione del presente, anche se migliorata dalla condizione di immortalit\u00e0. Ges\u00f9 risponde con il riferimento al testo dell\u2019Esodo, in cui Dio si rivela a Mos\u00e8 nella scena del roveto e afferma con chiarezza di voler vivere l\u2019amicizia con l\u2019uomo senza limiti, senza bloccarsi nella morte, perch\u00e9 \u00e8 il Dio dei viventi, il Dio per sempre (cfr.Es3,6).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Luca si serve della distinzione, spesso presente nella cultura ebraica, tra mondo presente, cio\u00e8 vita umana nella condizione attuale, e mondo futuro, atteso come condizione di beatitudine e gloria. Dice che, nel mondo presente, il matrimonio \u00e8 necessario per la sopravvivenza perch\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 mortale. Nel mondo futuro, invece, questa necessit\u00e0 cadr\u00e0, perch\u00e9 l\u2019uomo avr\u00e0 in dono l\u2019immortalit\u00e0. La condizione di esistenza nella vita futura che Ges\u00f9 annuncia sar\u00e0 radicalmente diversa da quella attuale perch\u00e9 sar\u00e0 vivere non pi\u00f9 nella precariet\u00e0 del tempo, ma nell\u2019immortalit\u00e0 di Dio, gi\u00e0 partecipata a quegli esseri spirituali che chiamiamo angeli.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Questo insegnamento appare inimmaginabile e perci\u00f2 inaccettabile non solo per la razionalit\u00e0 antica, ma anche per quella moderna. Gli ebrei, anche ortodossi e pii, legavano vita e fecondit\u00e0. Perci\u00f2 &#8211; dice Luca \u2013 occorre essere <strong><em>\u201cgiudicati degni dell\u2019altro mondo\u201d<\/em><\/strong>, ed invita ad adeguare la vita alla fede nel futuro di Dio. Non si tratta di cercare di immaginare l\u2019altro mondo per sapere come \u00e8 fatto: non lo dice nessun \u201ccatechismo\u201d. L\u2019essenziale \u00e8 sapere che \u00e8 un mondo trasfigurato e che, per entrarvi, occorre passare attraverso la morte di Ges\u00f9 Cristo, vivere in Lui. Questo essere con il Signore nel passaggio della morte, permette alla potenza del Padre di compiere un gesto di nuova creazione per quanti appartengono al Figlio, donando loro la sua umanit\u00e0 risorta. Cristo risorto \u00e8 perci\u00f2 il centro della vita, la causa e l\u2019approdo definitivo di essa, che sar\u00e0 vivere con Lui e come Lui; per incontrare, nel modo che Lui prepara, le persone che abbiamo amato sulla terra.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Potremmo avere sgomento di fronte alla visione della resurrezione che Paolo sintetizza con la frase: <strong>\u201ccos\u00ec saremo sempre con il Signore\u201d<\/strong> (1Tes.4,17), quasi come se tutto quello che abbiamo amato fortemente e vissuto appassionatamente fosse alla fine svalutato. Il desiderio di ricongiungimento, infatti, va nel senso di continuare in modo pi\u00f9 perfetto, non di diminuire, il rapporto di amore con i nostri cari. Va pi\u00f9 nel senso di continuazione che in quello di trasfigurazione.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Facciamo attenzione, perci\u00f2, a non provare sgomento, ma a riflettere bene.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La parola del Vangelo: <strong><em>\u201csono uguali agli angeli\u201d<\/em><\/strong> non si riferisce alla corporeit\u00e0, che gli angeli non hanno, ma alla immortalit\u00e0, alla vita nella nuova modalit\u00e0 di esistenza nella resurrezione, che non pu\u00f2 significare perdita della natura umana. L\u2019uomo risorto non \u00e8 disumanizzato. Il superamento della vita scandita dalle necessit\u00e0 materiali, obbligatorie per sopravvivere, non annulla l\u2019amore vissuto sulla terra e non lo impedisce nel dopo. La parola di Ges\u00f9 \u2013 ha detto Giovanni Paolo II \u2013 <em>\u201cindica che c\u2019\u00e8 una condizione di vita priva del matrimonio in cui l\u2019uomo, maschio e femmina, trova ad un tempo la pienezza della donazione personale e dell\u2019intersoggettiva comunione delle persone, grazie alla glorificazione di tutto il suo essere psicosomatico nell\u2019unione perenne con Dio\u201d <\/em>(Uomo e donna lo cre\u00f2 1985).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> \u00c8\u00a0bello ed \u00e8 attuale che la mascolinit\u00e0 e la femminilit\u00e0 non si esauriscano nel matrimonio e quindi nella funzione prioritariamente procreativa, ma esistano in vista della comunione tra le persone, che nell\u2019al di l\u00e0 si ameranno ancora pi\u00f9 compiutamente.\u00a0\u00c8 una realt\u00e0 che Dio creatore affida alle donne e agli uomini perch\u00e8 siano figli della sua vita trinitaria, che raggiunger\u00e0 il suo compimento perfetto e la sua piena dinamicit\u00e0 nella vita della resurrezione. Ma \u2013 non sembri provocatorio &#8211; la affida anche gi\u00e0 dal presente sostenendo quelli che sono chiamati con la luce e la forza del sacramento del matrimonio a vivere e testimoniare nel mondo l\u2019amore unitivo, al di l\u00e0 della carne e del sangue.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Sono molti i credenti che superano la dimensione \u201cpenultima\u201d della sessualit\u00e0 e vivono gi\u00e0 la profezia della realt\u00e0 \u201cultima\u201d nella comunione di persone e di affetti alla luce dell\u2019eternit\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Cos\u00ec il Vangelo guarisce l\u2019umanit\u00e0 dall\u2019idolatria della sessualit\u00e0, \u00e8 medicina di Dio per l\u2019uomo di oggi.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 10 novembre 2013<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La resurrezione finale dei corpi mortali e la vita per sempre costituiscono il tema che unifica la liturgia della Parola in questa domenica che \u00e8 quasi conclusione dell\u2019anno che ha illuminato il cammino della Chiesa con il vangelo di Luca.\u00a0\u00c8 il cuore della fede in Ges\u00f9, come Paolo scrive ai fedeli di Corinto: \u201cSe il Cristo non \u00e8 risorto, vuota allora \u00e8 la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede. Se non vi \u00e8 resurrezione dai morti, neanche Cristo \u00e8 risorto\u201d (1Cor.15,13-14). Per chi crede in Ges\u00f9, la verit\u00e0 della risurrezione non pu\u00f2 essere negata perch\u00e9 smentirebbe l\u2019incarnazione, il coinvolgimento di Dio nella storia dell\u2019uomo con la certezza della vita senza fine; una certezza che non \u00e8 frutto della ricerca umana, con i suoi limiti di fronte alle realt\u00e0 che la trascendono, con l\u2019incertezza della fede: la certezza di fede \u00e8 dono del suo amore fedele.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Domandiamo la grazia di rinnovare la nostra adesione al vangelo con le parole della professione di fede: \u201cCredo la vita eterna\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La vicenda paradossale raccontata da un gruppo di persone, credenti ma scettiche sull\u2019eternit\u00e0 della vita donata da Dio, suscita in Ges\u00f9 l\u2019opportunit\u00e0 di proporre una visione pi\u00f9 ampia del destino dell\u2019uomo, non rinchiudibile in un orizzonte ristretto, bloccato dai ritmi biologici e senza futuro. Perch\u00e9 Dio \u00e8 Dio dei vivi, Padre per sempre di figli per sempre. Nelle parole del Signore Ges\u00f9, per ben cinque volte \u00e8 detta la particella \u201cdi\u201d, per indicare il presente che non finisce, di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, della \u201cmoltitudine innumerevole\u201d. Quella particella \u00e8 la chiave di lettura della eternit\u00e0 in Dio, \u00e8 l\u2019affermazione che la morte sar\u00e0 vinta per sempre, perch\u00e9 ogni uomo passato per la morte sar\u00e0 immerso in un legame indissolubile con il Dio della vita, che sar\u00e0 il Dio di ciascuno, di quanti \u201cnessuno pu\u00f2 contare\u201d, per sempre. La fine della morte sar\u00e0 la vittoria dell\u2019amore, finalmente la realt\u00e0 che rester\u00e0 per sempre. Questo il contenuto dell\u2019affermazione: \u201cCredo la vita eterna\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Ges\u00f9 non nasconde questa certezza, guarda gli uomini non come \u201cfigli di questo mondo\u201d, assillati dall\u2019interrogativo angosciante del \u201cdopo\u201d, ma come \u201cfigli della resurrezione, figli di Dio\u201d, che non \u00e8 \u201cdei morti\u201d ma dei \u201cviventi\u201d. In Lui tutti sono viventi per Lui che \u00e8 l\u2019amore eterno. A quanti credono in Lui ed hanno fiducia nella sua Parola, Ges\u00f9 consegna la speranza e l\u2019annuncio: \u201cIo sono la luce del mondo, chi segue me non camminer\u00e0 nelle tenebre, ma avr\u00e0 la luce della vita\u201d (Gv.8,12).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> L\u2019importante \u00e8 custodire in s\u00e9 queste parole, seguendo Lui, scegliendo quello che Lui ha scelto, amando quello che Lui ha amato, cercando di non uscire dall\u2019orizzonte dell\u2019amore, da quel rapporto forte con Lui, come Lui non esce dalla certezza del Padre, perch\u00e9 sia anche di chi lo segue. Le dodici ore del giorno che egli ricorda in occasione della morte e resurrezione dell\u2019amico Lazzaro, sono vissute in pienezza quando sono vissute nella speranza di Lui.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em>\u201cNella speranza l\u2019oggi si apre all\u2019orizzonte dell\u2019eternit\u00e0, e l\u2019eternit\u00e0 viene a mettere la sua tenda nell\u2019oggi; grazie alla speranza il tempo \u201cquantificato\u201d (che non ci basta mai, che \u00e8 sempre troppo poco) diviene tempo \u201cqualificato\u201d, ora della grazia, tempo favorevole, ora della salvezza, momento gustato nella fede\u201d<\/em> (C. M. Martini, Credo la vita eterna, Padova 2012 p. 121).<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> La speranza \u00e8 la condizione dei figli di Dio riguardo all\u2019avvenire, nella fiducia che \u201cfin da ora siamo figli di Dio, ma ci\u00f2 che saremo non \u00e8 stato ancora rivelato. Sappiamo per\u00f2 che, quando egli si sar\u00e0 manifestato, noi saremo simili a Lui, perch\u00e9 lo vedremo come egli \u00e8\u201d (1Gv.3,2). Il Dio che ha fatto suoi il tempo e la morte, ha dato a noi la sua vita nel tempo e per l\u2019eternit\u00e0. Perci\u00f2 nella Pasqua di morte e resurrezione \u00e8 la radice certa della vittoria del\u2019amore. Quella morte di Ges\u00f9 riempie di luce l\u2019ora della nostra morte. Quell\u2019ora \u00e8 rigenerata, i cristiani lo hanno capito e custodito, fino al coraggio di chiamarla \u201cora della nascita\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> Maria \u00e8 \u201cmadre della speranza\u201d, la custodisce e la dona dopo averla vissuta con radicalit\u00e0 sotto la croce. Domandiamole di farcene partecipi.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-c\/per-annum-19-cristo-re\/c-to-32\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>XXXII DOMENICA T.O. &#8211; Anno C (2Mac 7,1-2.9-14; Sal. 16; 2Ts 2,16-3,5; Lc 20,27-38)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7921,"menu_order":12,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-4635","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4635","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4635"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4635\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15454,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4635\/revisions\/15454"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7921"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4635"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}