{"id":4407,"date":"2015-12-29T06:12:09","date_gmt":"2015-12-29T05:12:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=4407"},"modified":"2022-01-07T06:48:04","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:04","slug":"c-pasqua-5","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-c\/pasqua\/c-pasqua-5\/","title":{"rendered":"5a Pasqua"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">V DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno C<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(At. 14,21-27; Sal. 144; Ap. 21,1-5; Gv. 13,31-35)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 9 maggio 2004<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8 la quinta domenica di Pasqua: ogni domenica durante l&#8217;anno ricordiamo la Pasqua, ma in questo periodo la celebrazione \u00e8 pi\u00f9 intensa, la liturgia ci permette di penetrare sempre meglio nel mistero della vita che Dio ci dona attraverso il Figlio. Oggi la seconda lettura si chiude con le parole che caratterizzano la realt\u00e0 del Risorto: &#8220;Ecco, io faccio nuove tutte le cose&#8221;. E&#8217; il libro dell&#8217;Apocalisse: purifichiamo la nostra mente dal significato che comunemente si d\u00e0 a questa parola, considerando l&#8217;apocalisse qualcosa di distruttivo. Nella Scrittura essa conserva il suo valore etimologico di rivelazione. Il libro con cui si chiude la Bibbia ci svela il disegno di Dio, che non pu\u00f2 essere racchiuso negli schemi della nostra logica umana, ma \u00e8 Parola, che ha l&#8217;autorevolezza di Colui che siede sul trono e ha una voce potente: questa voce ci rivela che la vita umana \u00e8 presenza di Dio con gli uomini. Non si tratta di un mondo futuro: oggi, da sempre, Dio \u00e8 con noi, qui, con noi sta facendo nuove tutte le cose! Il Vangelo di Giovanni ci guida a comprendere il modo in cui questa novit\u00e0 di vita si realizza. Domenica scorsa ci ha parlato di Dio come il Pastore che conosce le sue pecore, cos\u00ec come esse conoscono lui: si tratta di una conoscenza che \u00e8 intimit\u00e0 di relazione interpersonale. Il progetto di Ges\u00f9, il suo sogno, \u00e8 di comunicare a quanti lo seguono la sua stessa vita di relazione intima con il Padre, quella totalit\u00e0 dell&#8217;amore senza riserve, che caratterizza la vita divina, nella Trinit\u00e0 delle persone. Oggi ci indica come, nel chiudersi della sua esistenza terrena, egli sta attuando l&#8217;amore totale e gratuito. Nel Vangelo questa concretezza dell&#8217;amore viene indicata con il nome di &#8220;comandamento&#8221;. Anche qui bisogna intendersi sui termini. Nella notte della veglia pasquale abbiamo letto i Dieci Comandamenti. Non si tratta di una legge imposta dall&#8217;esterno! Dio, dandoli a Mos\u00e8, propone un&#8217;Alleanza, una comunione, un dono di vita, non un comando dato a distanza. L&#8217;Alleanza, disegno voluto dal Padre dall&#8217;eternit\u00e0, sar\u00e0 realizzata in pieno da Ges\u00f9 nella concretezza della sua vita terrena. Il comandamento nuovo che egli ci dona \u00e8 l&#8217;invito a vivere la stessa vita di amore a tutto campo che egli vive con il Padre ed ora realizza nel mondo dandoci tutto se stesso, fino alla croce! &#8220;Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, cos\u00ec amatevi anche voi gli uni gli altri&#8221;. Si tratta di un amore che supera ogni barriera, e si apre a tutta l&#8217;umanit\u00e0. Questo passo, nel Vangelo di Giovanni \u00e8 preceduto da due gesti importantissimi di Ges\u00f9, che testimoniano il senso di questo suo amore totale e gratuito. Il primo \u00e8 la lavanda dei piedi, che ci spiega quale deve essere il nostro servizio reciproco all&#8217;interno della comunit\u00e0. Il secondo apre l&#8217;amore al mondo intero. Abbiamo letto ora nel Vangelo che prima di iniziare la cena, la sua ultima cena, Ges\u00f9 aveva pronunciato queste parole: &#8220;In verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: uno di voi mi tradir\u00e0&#8221;. E ai discepoli smarriti che si domandavano chi potesse essere, indica Giuda, il traditore, offrendo proprio a lui il boccone pi\u00f9 prelibato, il pane intinto nell&#8217;intingolo che accompagnava l&#8217;agnello pasquale. A colui che sta per tradire \u00e8 rivolto il gesto pi\u00f9 affettuoso. Ges\u00f9 rompe cos\u00ec tutti i confini che delimitavano l&#8217;amore nella mente dei discepoli: il suo amore che viene dall&#8217;iniziativa del Padre della luce, \u00e8 novit\u00e0 totale, \u00e8 la sfida pi\u00f9 grande, perch\u00e9 \u00e8 l&#8217;amore divino, che va incontro a tutta l&#8217;umanit\u00e0, senza escludere nessuno. Si tratta di un insegnamento molto importante per la nostra responsabilit\u00e0 di fede, se decidiamo &#8211; anche attraverso il buio che spesso accompagna la fede &#8211; di seguire la via dell&#8217;amore con cui Ges\u00f9 ci ha amati. Ascoltiamolo: egli ci dice che solo se saremo fedeli a questo suo modo di amare, l&#8217;umanit\u00e0 si accorger\u00e0 che egli sta rinnovando la storia, la sta rinnovando con un amore che non resta chiuso nel cuore, ma inonda l&#8217;intera umanit\u00e0, rivelando la presenza di Dio: &#8220;Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli &#8230;&#8221;. Nei primi secoli dell&#8217;era cristiana, Tertulliano, nel suo libro l'&#8221;Apologeticum&#8221;, al capitolo 39, scriveva che la pratica dell&#8217;amore imprime nei cristiani un marchio nei confronti dei pagani, che vedono come essi si amano fra loro e donano la propria vita. Nel nostro tempo il Vaticano II ha ricordato che l&#8217;amore \u00e8 la legge fondamentale della comunit\u00e0 cristiana. A nulla servono i riti, le tradizioni, le grandi scenografie sacre, senza questo comandamento che \u00e8 la legge delle leggi: amarsi l\u00ec dove ciascuno \u00e8 chiamato a vivere, nella singolarit\u00e0 della propria situazione.. Ma \u00e8 cos\u00ec per i cristiani? La cronaca ripugnante di questi giorni, che ci parla di torture inflitte da uomini ad altri uomini, ci richiama le parole del profeta Daniele, disfatto dal peccato di Israele: &#8220;A te conviene la giustizia, Signore, a noi la vergogna sul volto \u2026 a noi, ai nostri re, ai nostri principi, ai nostri padri, perch\u00e9 abbiamo peccato contro di te &#8230;&#8221;. Per noi la vergogna \u00e8 doppia. Lo \u00e8 perch\u00e9 siamo occidentali, portatori di una civilt\u00e0 maturata nei secoli. Ma lo \u00e8 anche perch\u00e9 siamo cristiani disobbedienti. Con Daniele non posiamo che continuare a chiedere misericordia e perdono. Con la vergogna sul volto. La liturgia oggi ci comunica l&#8217;iniziativa del Risorto, ci apre le porte della Gerusalemme celeste, la citt\u00e0 che egli prepara per noi. Se vogliamo rendere presente la dimora di Dio tra gli uomini, che fa nuove tutte le cose, dobbiamo vivere nello spirito dell&#8217;Ultima cena, farne l&#8217;anima del mondo. La citt\u00e0 cristiana, la citt\u00e0 di Dio, \u00e8 vita di reciprocit\u00e0, di convivialit\u00e0 umana, fatta ad immagine di Dio, abitata dallo Spirito, nel rispetto dell&#8217;uomo e nella comunione dei beni. Cos\u00ec come gli Atti ci descrivono le prime comunit\u00e0 cristiane, che portavano il Vangelo dovunque vivevano. L\u00ec dove siamo chiamati ad abitare, nella concretezza delle situazioni individuali e sociali. Per esprimere questo, un mio ricordo personale. Dovevo andare a S. Gregorio Armeno. Ho percorso prima, in un pellegrinaggio silenzioso, le vie di Forcella, nell&#8217;assordante rumore dei motori, delle macchine della polizia. E mi sono domandato: &#8220;\u00c8 questa la citt\u00e0 di Dio?&#8221;. Dopo pochi passi il silenzio del chiostro di S. Gregorio Armeno, dove si avverte la presenza di Ges\u00f9. Allora ho capito che egli \u00e8 in ogni luogo, che la presenza di Dio nella storia rende ogni luogo suo sacramento, strumento del suo rivelarsi all&#8217;interno dell&#8217;umanit\u00e0. Impariamolo facendo nostra la fondamentalit\u00e0 della legge dell&#8217;amore, che sola \u00e8 capace di rivelare questa presenza. Cos\u00ec come abbiamo pregato nella Colletta di oggi: &#8220;O Dio, che nel Cristo tuo Figlio rinnovi gli uomini e le cose, fa che accogliamo come statuto della nostra vita il comandamento della carit\u00e0, per amare te e i fratelli come tu ci ami, e cos\u00ec manifestare al mondo la forza rinnovatrice del tuo Spirito. Per il nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, tuo Figlio, che \u00e8 Dio e vive e regna con te nei secoli &#8230;&#8221; Amen!<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 2 maggio 2010<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">In questa quinta domenica di Pasqua la liturgia propone i primi passi della comunit\u00e0 cristiana che vive il mistero della Chiesa in consapevolezza crescente, nella pluralit\u00e0 delle storie personali e delle attitudini. Sono \u201canziani\u201d e fedeli, discepoli e apostoli: la loro presenza si fa sempre pi\u00f9 visibile nella societ\u00e0 civile. E\u2019 per noi un invito a riflettere sulla nostra appartenenza alla Chiesa, sul suo mistero e sulla sua natura, a superare il disagio che a volte proviamo. La scena descritta dagli Atti mostra un grande coinvolgimento di tutti per il bene del gruppo che si organizza, perch\u00e9 i fedeli sino sostenuti \u201cper restare saldi nella fede.\u201d Paolo e Barnaba, percorrono instancabilmente le terre del bacino orientale del Mediterraneo, dell\u2019Asia minore: ovunque si recano, ascoltano, partecipano e in ogni comunit\u00e0 indicano degli anziani, perni di comunione e di unit\u00e0, che accompagnino i suoi passi \u201cattraverso molte tribolazioni\u201d, prevedibili ed inevitabili. La risposta dei primi discepoli \u00e8 il consenso fiducioso che si esprime nella preghiera che affida gli incaricati al Signore \u201cnel quale avevano creduto\u201d. L\u2019opera della piccola comunit\u00e0 appare non come azione solo degli anziani scelti, incaricati di confermare e sostenere i fratelli, ma di tutto il gruppo. Cos\u00ec si comprende che, dall\u2019accoglienza del vangelo, ha origine una spiritualit\u00e0 collettiva di unit\u00e0 di intenti, di condivisione. Il fatto che le guide siano indicate dagli apostoli, non nella spontaneit\u00e0, non contrasta la natura comunitaria del gruppo, ma la sollecita, evitando la scontatezza e le deleghe che coprono la stanchezza e fanno dimenticare la responsabilit\u00e0. Tutti sono \u201caffidati al Signore\u201d, perch\u00e9 tutti sono del Signore, nella variet\u00e0 dei compiti. Gli apostoli non sono possessori della grazia, ma servitori di Dio assieme a tutti i fratelli, anziani, sposi, ragazzi. Cos\u00ec si vede che \u00e8 preziosa l\u2019azione generosa dei pastori, ma si vede anche, chiaramente, che solo Cristo segue e orienta le singole persone che lo ascoltano e in lui pongono la loro fiducia, non in altri. E, in Paolo e Barnaba, scopriamo lo stile intimo della comunit\u00e0 di cui aiutano la crescita nella fede: non trattengono per s\u00e9 quanto Dio ha operato attraverso di loro, ma subito aggiornano tutti, perch\u00e9 tutti condividano la gioia e la responsabilit\u00e0. Non si deve pensare, dunque, ad un\u2019organizzazione che veda da un lato la comunit\u00e0 e dall\u2019altro un vertice, che si chiamer\u00e0 gerarchia, come una cuspide lontana dal corpo, cosa che farebbe della Chiesa una specie di mostro, corpo senza capo e capo senza corpo. La storia poi far\u00e0 comprendere che la santit\u00e0 \u2013 che \u00e8 la vita vera e piena dei cristiani \u2013 non appartiene alla gerarchia per le sue funzioni, ma \u00e8 dono dello Spirito che abita in tutto il corpo della Chiesa, suscitando nei singoli la dignit\u00e0 e la santit\u00e0. E\u2019 quello che viene mostrato dall\u2019Apocalisse che rivela la dimensione definitiva, dove Dio \u00e8 tutto in tutti, Dio in mezzo al suo popolo, \u201cdi ogni nazione, trib\u00f9, popolo e lingua\u201d (Ap.7,9). Sarebbe sbagliato pensare la Chiesa nel suo cammino nella storia come la realizzazione perfetta del Regno di Dio, ma anche pensarla come copia brutta e infedele di quella perfetta dell\u2019eternit\u00e0. La realt\u00e0 \u00e8 quella descritta da s, Agostino che dice: la Chiesa \u201cprosegue il suo pellegrinaggio fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio\u201d (De civ. Dei 18) e fa concludere al concilio Vaticano II; \u201cdal Signore resuscitato trova la forza per vincere con pazienza e amore le sue interne ed esterne difficolt\u00e0 e afflizioni\u201d (L.G.8). La tensione dei credenti sta nell\u2019impegno a ridurre la distanza tra il \u201cgi\u00e0\u201d e il \u201cnon ancora\u201d, soprattutto vivendo la carit\u00e0, come statuto fondamentale. Anche a livello personale, oltre che collettivo e universale, i credenti sono chiamati a mantenere la tensione alla carit\u00e0, che risana i rapporti al presente, e la tensione verso il futuro definitivo, ancora non raggiunto. La facilit\u00e0 con cui parliamo di amore non toglie le difficolt\u00e0 di viverlo come Ges\u00f9 lo ha vissuto. Non siamo capaci di vera gratuit\u00e0, e l\u00e0 dove non troviamo titoli di amabilit\u00e0 facciamo fatica a riconoscere la presenza di Lui in chi ci ripugna. Eppure il vangelo \u00e8 assoluto: \u201ccome io ho amato voi, cos\u00ec amatevi gli uni gli altri\u201d. Il Signore non propone un\u2019imitazione, ma un\u2019identit\u00e0: \u201cSe amo, sono!\u201d. Al di l\u00e0 delle competenze e delle responsabilit\u00e0 della societ\u00e0 civile, dei suoi impegni doverosi, la carit\u00e0 apparentemente folle dei discepoli del Signore scopre sempre nuovi poveri, gli \u201cultimi\u201d che non possono ricambiare, che non hanno alcun diritto n\u00e9 alcuna possibilit\u00e0 di reciprocit\u00e0 di scambio, almeno sul piano materiale, perch\u00e9 invece capacissimi di bene e di delicatezza. Ad essi hanno guardato Vincenzo dei Paoli sulle navi dei galeotti, Cottolengo facendosi padre e madre per i disabili rifiutati dalla societ\u00e0, don Milani con quanti restavano fuori da ogni accesso perch\u00e9 analfabeti, madre Teresa con quanti attualizzano la sete di Cristo sulla croce. E tante e tanti, anche fra di noi, come testimoniano i nostri fratelli \u201camici di strada\u201d, che provvedono alle necessit\u00e0 pi\u00f9 urgenti dei tanti senza fissa dimora (ne parla l\u2019inserto del foglio \u201cQui Piedigrotta\u201d del mese di maggio). La pienezza, senza parzialit\u00e0 e debolezza, appartiene al futuro. Eppure possiamo, nella reciprocit\u00e0 del consenso, che permette di pensare ed agire insieme, porre il segno umile ma forte del superamento della decadenza individualistica, e della paura che si tira indietro dal coinvolgimento, possiamo testimoniare il Signore come la comunit\u00e0 dei primi discepoli. Quella che, come ha ricordato il Concilio, \u201cha come capo Cristo, come condizione la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 dei figli di Dio, come legge il nuovo precetto di amore, come lo stesso Cristo ci ha amati, come fine il regno di Dio\u201d (LG.9) Chiediamo riconoscenza e gioia per la nostra appartenenza alla Chiesa.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-c\/pasqua\/c-pasqua-5\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>V DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno C (At. 14,21-27; Sal. 144; Ap. 21,1-5; Gv. 13,31-35)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7887,"menu_order":5,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-4407","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4407","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4407"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4407\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15024,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4407\/revisions\/15024"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7887"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4407"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}