{"id":4401,"date":"2015-12-29T05:48:09","date_gmt":"2015-12-29T04:48:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=4401"},"modified":"2022-01-07T06:48:04","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:04","slug":"c-pasqua-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-c\/pasqua\/c-pasqua-2\/","title":{"rendered":"2a Pasqua"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000;\">II DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno C<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #ff0000;\">(At. 5,12-16; Sal. 117; Ap. 1,9-11.12-13.17-19; Gv. 20,19-31)<\/span><\/p>\n<div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 18 aprile 2004<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Nel capitolo 14 del suo Vangelo Giovanni ci trasmette che Ges\u00f9, nel suo lungo discorso dopo l&#8217;Ultima Cena, disse agli Apostoli: &#8220;Non vi lascer\u00f2 orfani, ritorner\u00f2 da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedr\u00e0 pi\u00f9; voi invece mi vedrete, perch\u00e9 io vivo e voi vivrete&#8221;. Oggi leggiamo che la promessa \u00e8 stata mantenuta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Vedere e conoscere il Signore dopo la morte \u00e8 un vedere e un conoscere nuovo, che prima della Pasqua sarebbe sembrato impossibile. Fino al momento della croce i discepoli erano combattuti, perch\u00e9 la debolezza della loro fede rendeva troppo difficile mettere insieme il supplizio della croce con la possibilit\u00e0 di una vita vera. Ora il conflitto \u00e8 superato: il Crocefisso \u00e8 vivo, la pace non \u00e8 pi\u00f9 un augurio, ma una realt\u00e0. Quando la Chiesa ci fa scambiare il dono della pace non dovremmo pronunziarlo come un augurio, ma dirci l&#8217;un l&#8217;altro: &#8220;Nel nome di Ges\u00f9 risorto la pace <strong>\u00e8<\/strong> con te, <strong>\u00e8<\/strong> con tutti noi!&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Per gli apostoli si \u00e8 trattato di un&#8217;esperienza concreta: il Signore \u00e8 cos\u00ec vivo da mangiare e bere con loro, dopo la resurrezione dai morti. Quel giorno e otto giorni dopo &#8211; \u00e8 un&#8217;esperienza che si rinnova &#8211; nel Cenacolo il Signore ripete: &#8220;Pace a voi!&#8221;. E la seconda volta mostra a Tommaso i segni della passione. La conoscenza del discepolo diviene ora infinitamente diversa da quella precedente: prima Ges\u00f9 era maestro, amico, taumaturgo, inviato da Dio, ora egli \u00e8 il Signore! Tommaso esclama:&#8221; Mio Signore e mio Dio!&#8221;, Ges\u00f9 crocefisso \u00e8 il Signore! \u00c8 la pi\u00f9 bella e pi\u00f9 alta dichiarazione di Giovanni sull&#8217;identit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Riflettiamo. Signore e Dio sono i termini con cui il Dio dei padri si manifest\u00f2 a Mos\u00e8 nel roveto ardente. \u00c8 la prima rivelazione del suo nome nella Scrittura. Quando, poco prima dell&#8217;inizio della nostra era, settanta saggi la tradussero Bibbia in greco, resero la parola Jav\u00e9h con &#8220;Kyrios&#8221; ed Elohim con &#8220;The\u00f2s&#8221;. Questo \u00e8 il linguaggio dell&#8217;Antico Testamento. Ora dalle parole di Tommaso sappiamo che a Ges\u00f9 ci si pu\u00f2 rivolgere come nell&#8217;Antico Testamento ci si rivolgeva a Jav\u00e9h, il Dio unico che si rivela al suo popolo. Giovanni ci anticipa questa verit\u00e0 nel capitolo 8, quando, parlando della sua morte sulla croce, Ges\u00f9 si proclama Dio, dicendo ai Giudei: &#8220;Quando avrete innalzato il Figlio dell&#8217;uomo, allora saprete che Io Sono&#8221;, Io Sono \u00e8 Jav\u00e9h, il Signore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Sulla croce come Cristo, ora vivo con le cicatrici della crocifissione, Ges\u00f9 \u00e8 Dio, \u00e8 il Signore! La vita di fede \u00e8 un continuo atto di lode e di ringraziamento. Nell&#8217;esclamazione di Tommaso parla tutta l&#8217;umanit\u00e0 credente, quella che nel libro dell&#8217;Apocalisse dice la propria professione di fede: &#8220;L&#8217;Agnello che fu immolato \u00e8 degno di ricevere \u2026 onore gloria e benedizione&#8230; nei secoli dei secoli&#8221;. Giovanni conclude il suo Vangelo proprio con l&#8217;esclamazione di Tommaso (il capitolo 21 \u00e8 stato aggiunto in un secondo momento) e dice con Ges\u00f9: &#8220;Beati quelli che pur non avendo visto, crederanno!&#8221;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Queste parole ci riguardano tutti, sono per noi fondamento del nostro credere, sia sul piano personale che su quello collettivo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Dal punto di vita personale ci rendiamo conto che la contemplazione di Cristo risorto porta Tommaso da una fede inadeguata ad una fede matura. In un primo momento, come tutti noi, egli era condizionato dai segni sensibili, dal poter toccare con le sue mani le paghe del Risorto. Ora, invece, \u00e8 condotto ad una fede pi\u00f9 vera, che gli fa scorgere, dietro i segni, una presenza del divino pi\u00f9 grande della sua capacit\u00e0 di indagare: Tommaso si arrende, entra nello spirito del mistero, dove Dio si ama, non si giudica, ma si crede. Come Giovanni ci ha preannunciato nell&#8217;incontro di Ges\u00f9 con la Samaritana, sta per cominciare l&#8217;era dello Spirito, l&#8217;era della presenza invisibile del Risorto. I segni sono importanti: che Ges\u00f9 risorto abbia mangiato e bevuto con i suoi \u00e8 la testimonianza che ci viene trasmessa dagli Apostoli. Tuttavia credente \u00e8 chi non vede segni, ma crede. \u00c8 lui che il Signore proclama beato!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Dal punto di vista comunitario guardiamo come nel primo giorno della settimana, quella che \u00e8 per noi la domenica, i discepoli sperimentano la presenza del Risorto nel momento in cui sono riuniti insieme: \u00e8 insieme che essi vivono l&#8217;evento fondante per l&#8217;esperienza della beatitudine nella fede! Non \u00e8 possibile crescita della comunit\u00e0 senza che si celebri insieme il Signore Risorto, rendendo grazie nell&#8217;Eucarestia: uniti nel suo nome attendiamo la sua iniziativa, che lo rende presente tra noi e ci dona gioia, pace, perdono. Con questa sua presenza il Signore ci trasmette lo Spirito che ci fa capire, il cuore che ci fa amare, la forza di ricominciare sempre. Nell&#8217;Eucarestia viviamo l&#8217;esperienza del Cristo Risorto, del Crocefisso Risorto, che ci accompagna a casa, resta con noi e ci rende capaci di dire agli uomini del nostro tempo: &#8220;Il Signore \u00e8 vivo, io lo ho visto!&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il Risorto ci d\u00e0 segni visibili di questa sua presenza. Vittorio e Rosalia, che sono qui tra noi, si sono sposati venticinque anni fa. Non tutti riescono a perseverare nell&#8217;amore coniugale per venticinque anni: \u00e8 un&#8217;esperienza che l&#8217;incapacit\u00e0 umana rende difficile, ma il Signore fa sperimentare la sua presenza viva di Risorto nelle nostre vite, al di l\u00e0 di ogni possibilit\u00e0. Dopo venticinque anni di vita comune si pu\u00f2 dire: &#8220;Il Signore \u00e8 vivo, io lo ho incontrato!&#8221;.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 11 aprile 2010<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"><em>\u201cResurrexi et adhuc tecum sum\u201d<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\"> <em>\u201cSono resuscitato e sto ancora con te\u201d<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cos\u00ec cantava l\u2019inizio della messa pasquale con un\u2019antifona antichissima, ispirata all\u2019Apocalisse (Ap.1,18). Sto con te, nel tuo intimo, nella tua vita, nel tuo agire.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La resurrezione non \u00e8 la vittoria di un eroe solitario e irraggiungibile, non \u00e8 un\u2019idea che dia vita ad una dottrina, ma il legame tra Dio e l\u2019uomo, che perci\u00f2 riguarda ogni uomo e tutta l\u2019umanit\u00e0. S. Paolo ne trarr\u00e0 le conseguenze,: \u201cSe Cristo non \u00e8 risorto, vuota allora \u00e8 la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede\u201d (1Cor. 15,14).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 \u00e8 veramente Dio e veramente uomo, non per met\u00e0 Dio e per met\u00e0 uomo: tutto Dio e tutto uomo, questo ci dice la fede in Lui e ci coinvolge perch\u00e9 la sua umanit\u00e0 \u00e8 la nostra. Perci\u00f2 la sua resurrezione \u00e8 l\u2019inizio della nostra, a cui il cammino della quaresima ci ha invitati a guardare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8 il culmine della vita, per gli uomini credenti e non, essere trasformati in qualcosa che non muore. Il Risorto \u201csta\u201d con l\u2019uomo per aiutarlo a morire, come Lui \u00e8 veramente morto, all\u2019egocentrismo che lo assilla spingendolo a privilegiare il proprio io su tutto il resto. \u201cSta\u201d con l\u2019uomo per aiutarlo a non rimandare la resurrezione a dopo la morte fisica, ma a farla lentamente fiorire in ciascuno, nel presente, non solo con l\u2019anima, ma con il corpo e nel corpo. \u201cSono resuscitato e sto con te\u201d. Le piaghe irradiano luce e dicono gloria: invitano a vivere ogni realt\u00e0 come gi\u00e0 presente a Dio, in Lui, nel suo stesso essere che \u00e8 vita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">\u00c8\u00a0un culmine che pu\u00f2 spaventare e lasciare increduli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Tommaso, nel suo itinerario, rappresenta colui che accoglie la parola del Signore: \u201cNon essere incredulo, ma credente\u201d e si arrende a Lui nel riconoscimento della sua divinit\u00e0. Diventa egli stesso un fratello che testimonia: credere a Ges\u00f9, aderire a Lui non comporta necessariamente mettere le mani sulle sue piaghe. Di lui, di quanti lo seguono credendogli, di noi stessi oggi \u2013 se ci mettiamo seriamente in ascolto &#8211; il Signore dice la beatitudine, donandola nella gioia intima che accompagna il nostro personale fidarci e affidarci, sulla testimonianza di quei primi che hanno ricevuto il dono della percezione fisica e sono stati costituiti garanti della resurrezione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La presenza di Cristo \u00e8 per la Chiesa sorgente di conforto. Il cammino della fede &#8211; che deve sempre cercare nello Spirito la direzione &#8211; non \u00e8 facile per i singoli, per l\u2019umanit\u00e0, per la Chiesa e deve essere accompagnato dal perdono. Il Signore lo sa e con la sua pace dona il compito di comunicare il suo perdono. Non si tratta della presunzione del potere umano che si arroghi il diritto di sostituirsi a Dio, unico a poter perdonare. Il potere dell\u2019assoluzione, donato alla Chiesa dal Risorto, \u00e8 la trasmissione della cancellazione delle colpe, testimonianza del perdono ricevuto ed accolto. Gli apostoli ricevono questo dono e lo custodiscono per il bene comune. Quel perdono sar\u00e0, per chi lo accoglie nella fede, la fonte della pace, quel bene che, dalla nascita alla resurrezione, Ges\u00f9 dona all\u2019umanit\u00e0. Ed egli rimane perch\u00e9 gli uomini, accogliendolo, la sperimentino. Perch\u00e9 lui \u00e8 la pace.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Come scrive Paolo agli Efesini (Ef.2,16), sulla croce Ges\u00f9 ha unito \u201cin un solo corpo\u201d giudei e non giudei, fino ad allora ostili fra loro. I due popoli, simbolo delle divisioni e dell\u2019odio reciproco, nella Chiesa vengono resi, da quella presenza, un popolo unito.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La croce di Ges\u00f9 \u00e8 il luogo, l\u2019azione dello Spirito, in cui viene tolta la distanza da Dio e quella tra i popoli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Cosa \u00e8 avvenuto sulla croce? Ges\u00f9 ha \u201cannullato in se stesso l\u2019inimicizia\u201d e il \u201cmuro divisorio\u201d, quel muro che nel tempio di Gerusalemme, impediva ai non ebrei di avvicinarsi alla presenza di Dio, segno di pregiudizi incalliti e della incomprensione fino all\u2019odio. Per togliere questa barriera, Ges\u00f9 ha dovuto patire la divisione nel suo corpo crocefisso e nella sua morte. Ha tolto l\u2019odio che divide l\u2019umanit\u00e0, assumendo la disunit\u00e0, facendosi solidale con tutta la negativit\u00e0 in chi \u00e8 consapevole di peccato, fino ad apparire peccatore, diviso, pur essendo senza peccato. In questo amore Ges\u00f9 \u00e8 tutto dalla parte di Dio e apre agli uomini uno spazio spirituale dove Dio stesso entra, nei singoli cuori e nelle relazioni sociali, formando in continuazione quell\u2019uomo nuovo, quella nuova umanit\u00e0 che \u00e8 la Chiesa, non come somma di popoli, ma come \u201cnuova creazione\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Perci\u00f2 le piaghe di Ges\u00f9 restano, permettono di riconoscerlo e donano luce. Sono piaghe gloriose, da cui scaturisce la vita. Piaghe che, se contemplate, sono come il libro aperto, che toglie i dubbi, che dice Dio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Vengono alla mente le ferite di tanta gente, piaghe procurate dalla debolezza, dal dolore, dalle disgrazie. Ges\u00f9 che \u201csta\u201d con noi, dalla nostra parte, dice che le piaghe, con Lui, possono diventare preziose. Il ferito, il portatore di piaghe, con Lui, pu\u00f2 diventare guaritore: \u201cMi ha mandato a fasciare le piaghe dei cuori spezzati\u201d (Is.61,1). Come quelle di Cristo, le ferite dell\u2019umanit\u00e0, portate con Lui, diventano strumento di pace, donano pace. Non una pace da rimandare al futuro. \u201cSto con voi\u201d indica una pace per il presente dei nostri cuori stanchi, dei nostri fallimenti, delle nostre relazioni senza pace.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Quella del Signore risorto non \u00e8 una promessa intermittente. Ogni domenica l\u2019Eucarestia ci dona l\u2019esperienza del suo essere restato, del suo donare certezza e speranza che rinvigoriscono le forze nella durezza del cammino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Solennizziamo la domenica perch\u00e9 l\u2019Eucarestia ci rende capaci di comunione con Colui che vive, perch\u00e9 la memoria della resurrezione diventi cammino di fraternit\u00e0.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div> <div class=\"su-spoiler su-spoiler-style-fancy su-spoiler-icon-plus su-spoiler-closed\" data-anchor=\"a\" data-scroll-offset=\"0\" data-anchor-in-url=\"no\"><div class=\"su-spoiler-title\" tabindex=\"0\" role=\"button\"><span class=\"su-spoiler-icon\"><\/span>domenica 7 aprile 2013<\/div><div class=\"su-spoiler-content su-u-clearfix su-u-trim\">\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Ges\u00f9 \u201cviene\u201d. \u00c8 cos\u00ec che lo aveva annunciato Giovanni Battista all\u2019inizio del quarto vangelo: \u201cVedendolo venire verso di s\u00e9\u201d (Gv.1,20). \u00c8 cos\u00ec che si presenta il Risorto nell\u2019Apocalisse: \u201cIo sono colui che \u00e8, che era e che viene\u201d (Ap.1,8). Cos\u00ec dice ancora di s\u00e9 nell\u2019ultima parola della Scrittura: \u201cS\u00ec, vengo presto!\u201d, come un desiderio intimo che provoca l\u2019ultima preghiera della Chiesa-Sposa nel tempo che giunge al termine: \u201cVieni, Signore Ges\u00f9\u201d (Ap.22,20).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il venire del Signore, continuo e fedele, \u00e8 il presente del suo essere in ciascuno e tra quanti credono in Lui, ed \u00e8 il pensarsi della vita umana nella verit\u00e0 dei suoi doni che permettono il cammino della storia fino all\u2019unit\u00e0 del genere umano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Il primo dono di Ges\u00f9 \u00e8 la pace. Non si tratta della pace delle situazioni risolte, della fine dei conflitti e dei malanni; neppure di uno stato d\u2019animo acquietato o consolato, ma del fidarsi di Dio \u201ccome un bimbo svezzato in braccio a sua madre\u201d (Sal.131): a lui Ges\u00f9 viene nella pace e la regala.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La pace di Ges\u00f9 dona al cuore dell\u2019uomo quella libert\u00e0 da se stessi, dalla paura, dai condizionamenti, tale da permettere allo Spirito di essere nel cuore come nella propria dimora, per renderlo testimone dell\u2019amore fedele del Padre. Il Risorto ripete due volte: \u201cPace a voi!\u201d, quasi per dirsi desideroso di un riconoscimento pieno della propria identit\u00e0, senza il tumulto del ricordo della croce. Perci\u00f2 mostra ai discepoli i segni delle piaghe, e dopo il secondo saluto li apre al dono dello Spirito Santo perch\u00e9 comunichi loro la missione che egli ha ricevuto e vissuto. Con un gesto che si incide nella memoria di fede della Chiesa, Ges\u00f9 soffia lo Spirito. \u00c8 il soffio \u201cprincipio di vita \u201c, espresso con lo stesso verbo raro del capitolo 2 della Genesi. Il Risorto dona lo Spirito che opera come una nuova creazione, una ri-creazione dell\u2019umanit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">A questo punto dell\u2019apparizione nel cenacolo, come su di un altissimo vertice, Ges\u00f9 afferma che la sua pace nasce da quello che da sempre lo caratterizza, il volere del Padre che lo ha inviato a rimettere i peccati dell\u2019uomo. La sua docilit\u00e0 senza riserve ha raggiunto il suo scopo nel momento che altri uomini possono essere mandati come lui. Per lo stesso scopo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">L\u2019identit\u00e0 che lo Spirito gli ha donato diventa il patrimonio della Chiesa che ha la missione di continuare i suoi gesti e le sue parole fino alla fine del tempo. \u00c8 un dono inestimabile e immeritato, perci\u00f2 totalmente gratuito. Perci\u00f2 lo Spirito \u00e8 il maestro interiore che insegna alla Chiesa a restare fedele alla missione di Ges\u00f9, a offrire il perdono dei peccati e la pace nel cuore degli uomini. Cos\u00ec il discepolo \u00e8 un inviato dell\u2019Inviato e questo lo associa intimamente all\u2019azione di Dio, rendendolo capace di misericordia. Giovanni non pensa a bravure individuali, ma ad una comunit\u00e0 viva nella fede.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">Sa che i fedeli hanno bisogno di perdono non solo al momento dell\u2019ammissione al battesimo, ma anche dopo, mentre dura anche in essi il discernimento tra bene da promuovere e male da respingere per il bene di tutta l\u2019umanit\u00e0. Responsabilit\u00e0 di discernimento che Ges\u00f9 ha in s\u00e9 e dona a chi sceglie nella comunit\u00e0: ad essa \u2013 tutta intera \u2013 \u00e8 domandato di accogliere il perdono e donarlo. Dice la Parola: \u201cSe diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verit\u00e0 non \u00e8 in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli \u00e8 fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e giustificarci da ogni iniquit\u00e0\u201d (1Gv.1,7-9).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-size: 12pt;\">La liturgia ci offre l\u2019immagine bella e affascinante della prima comunit\u00e0 cristiana di Gerusalemme, dove quanto era avvenuto durante la vita terrena di Ges\u00f9 si distende nello spazio e nel tempo per la fecondit\u00e0 della Chiesa che nasce, e la folla accorre, i malati guariscono, quanti sono oppressi da forme profonde del male sono liberati. La realt\u00e0 umana di base, la vita dei singoli, quella delle famiglie e dell\u2019intera comunit\u00e0, appare radicalmente modificata, avvolta nella riconciliazione del perdono ricevuto e donato. Sono persone umili, titolate, in povert\u00e0 o in agiatezza: stanno insieme, pregano insieme, spezzano insieme il pane, portano insieme la fatica di prendersi cura del bene comune, sono pronti a volersi bene fino a dare la vita l\u2019uno per l\u2019altro. Sono il segno vivo della verit\u00e0 che il compito di Ges\u00f9 si realizza pienamente nella comunit\u00e0 che vive, in unit\u00e0 di intenti, il perdono fraterno.<\/span><\/p>\n<\/div><\/div>\n<p style=\"text-align: left;\"><div class=\"su-row\"><div class=\"printfriendly pf-button  pf-alignright\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/ricordiamoli\/omelie_top\/anno-c\/pasqua\/c-pasqua-2\/?pfstyle=wp\" rel=\"nofollow\" onclick=\"\" title=\"Printer Friendly, PDF & Email\">\n                    <img decoding=\"async\" class=\"pf-button-img\" src=\"https:\/\/cdn.printfriendly.com\/buttons\/print-button-nobg.png\" alt=\"Print Friendly, PDF & Email\" style=\"width: 66px;height: 24px;\"  \/>\n                    <\/a>\n                <\/div> <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>II DOMENICA DI PASQUA &#8211; Anno C (At. 5,12-16; Sal. 117; Ap. 1,9-11.12-13.17-19; Gv. 20,19-31)<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":7887,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-4401","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4401"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4401\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15018,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4401\/revisions\/15018"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7887"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}