{"id":1529,"date":"2015-03-09T18:36:55","date_gmt":"2015-03-09T17:36:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/?page_id=1529"},"modified":"2022-01-07T06:48:02","modified_gmt":"2022-01-07T06:48:02","slug":"coppia-scoppia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/parrocchia\/pagina-gruppo\/famiglie-insieme\/incontri-dibattiti\/coppia-scoppia\/","title":{"rendered":"La coppia che scoppia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><b><span style=\"font-size: large;\">L&#8217;amore malato, ovvero, <\/span><span style=\"font-size: large;\">La coppia che scoppia<\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><b><span style=\"font-size: large;\">i rimedi; la ricostruzione; l\u2019abbandono; la consolazione della vicinanza<br \/>\nconiugi no ma genitori s\u00ec<\/span><\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span style=\"color: #ff0000; font-size: 12pt;\">10 marzo 2007<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #339966;\">Intervengono:<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #339966;\"><strong>Vincenzo Orefice<\/strong>: mediatore familiare<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #339966;\"><strong>Don Giovanni Sansone<\/strong>: sacerdote<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #339966;\"><strong>Rino Ventriglia<\/strong>: psicoterapeuta<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #339966;\">Conduce il dibattito: <strong>Diana Pezza Borrelli<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>n.d.r. \u00a0Questa trasposizione, dovuta alla disponibilit\u00e0 e cortesia di <\/em>Maria Spagnuolo<em> che ha pazientemente trascritto dalla registrazione effettuata con sapienza tecnica da <\/em>Carlo De Cesare<em>, vuole intenzionalmente essere pi\u00f9 fedele possibile a quanto espresso nell\u2019incontro del 10 marzo, anche nel tentativo di rendere e rivivere il sereno e amichevole clima di dialogo e di confronto che c\u2019\u00e8 stato quella sera. Ci\u00f2 comporta anche degli svantaggi, come ad esempio la non scorrevolezza del testo, e qualche disagio nella lettura, poich\u00e9 si tratta molto spesso di linguaggio verbale arricchito anche da gesti ed espressioni, certamente non riportabili (si \u00e8 tentato di sopperire, inserendo le note \u201cndr\u201d in corsivo). In ogni caso c\u2019\u00e8 il vantaggio dell\u2019immediatezza e della corrispondenza con quanto scaturito quella sera.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Come al solito, chi riuscir\u00e0 ad andare oltre le prime difficolt\u00e0, potr\u00e0 godere dei valori e delle grandi positivit\u00e0. Ringraziando ancora gli amici che hanno reso possibile questa documentazione, e ringraziando anche voi che ci\u00a0dimostrate attenzione ed interesse, vi auguriamo buona lettura: che ne possiate trarre profitto, come \u00e8 capitato a chi c\u2019era all\u2019incontro e a chi ha curato questa trascrizione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>INTRODUZIONE\u00a0(LINDA)<\/strong><\/span><br \/>\nBenvenuti a tutti. A nome di Famiglie Insieme, iniziativa parrocchiale rivolta agli sposi e alle famiglie, presente qui a Piedigrotta da 11 anni ormai, ringrazio tutti i presenti ed in particolare gli amici che abbiamo di fronte, che poi saranno presentati dal moderatore. Tra le proposte di Famiglie Insieme, oltre gli incontri del secondo sabato di ogni mese, legati da una tematica scelta anno per anno (quest\u2019anno \u00e8: \u201cla famiglia: custode della vita\u201d), spicca l\u2019incontro-dibattito con esperti, come quello di stasera. Occasioni come questa esprimono il desiderio di Famiglie Insieme di uscire dall\u2019ambito strettamente <a href=\"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/famiglie\/fam_052.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-7362\" src=\"http:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/famiglie\/fam_052-300x220.jpg\" alt=\"fam_052\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/famiglie\/fam_052-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/famiglie\/fam_052-400x294.jpg 400w, https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-content\/uploads\/famiglie\/fam_052.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>parrocchiale per aprirsi a tutto il territorio. Agli esperti abbiamo chiesto di donarci oltre alla loro competenza professionale, soprattutto la loro esperienza di vita. Lo scopo di questo incontro \u00e8 di favorire una crescita nella consapevolezza personale e nella coscienza sociale, poich\u00e9 siamo convinti che questo ci aiuti, personalmente, nella coppia, nella famiglia e nella societ\u00e0 a progredire nella comprensione, nella misericordia, in una parola, nell\u2019amore. Siamo ormai al IV incontro-dibattito: dopo aver trattato l\u2019adolescenza dei nostri figli, l\u2019attenzione al territorio, nel dicembre 2005 abbiamo gi\u00e0 affrontato il tema della crisi coniugale di cui si sono sottolineati principalmente due aspetti: le cause e le modalit\u00e0. Ma l\u2019argomento \u00e8 vasto, nella sua drammaticit\u00e0, e per questo, ci \u00e8 sembrato opportuno proporre un ulteriore incontro, che prendesse in considerazione altre tematiche legate allo scoppio della coppia. Gi\u00e0 il titolo dell\u2019incontro di stasera d\u00e0 delle indicazioni: \u201cla coppia che scoppia: i rimedi, la ricostruzione, l\u2019abbandono, la vicinanza, la genitorialit\u00e0\u201d. Gli aspetti da considerare sono molti e difficili, e saremmo illusi e presuntuosi se ci aspettassimo delle risposte certe o delle ricette; chiediamo delle indicazioni, dei suggerimenti, degli stimoli che ci aiutino ad accogliere, a curare, ad accompagnare, e se possibile a prevenire. Siamo certi che i nostri amici \u201c esperti \u201d\u00a0ci daranno una mano. Dopo il loro intervento inizieremo un dibattito che, ci auguriamo sia il pi\u00f9 possibile aperto, franco e sereno. Del dramma delle separazioni si parla e si legge tanto, ma secondo noi non se ne coglie abbastanza il rischio, a livello personale e comunitario: la\u00a0rinuncia al rapporto stabile e all\u2019unit\u00e0 di coppia e familiare pu\u00f2 indurre la rinuncia ai rapporti sociali stabili e alla solidariet\u00e0; per non parlare delle conseguenze sulla formazione dei giovani e sulle future generazioni. La tematica \u00e8 assai delicata: ne \u00e8 dimostrazione l\u2019enorme numero di separazioni e il calo precipitoso dei matrimoni; ci rendiamo conto che c\u2019\u00e8 il rischio di affrontarla in modo polemico. Per questo, il patto tra di noi stasera \u00e8 di mettere in pratica i valori che rendono possibile la durata di tante coppie: ascolto, attenzione, pazienza, comprensione, disponibilit\u00e0 e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta. La parola passa a Diana: \u00e8 la terza volta che \u00e8 con noi nei panni di moderatore; le chiediamo di presentarci gli amici esperti ed introdurre gli interventi. Grazie e buon incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>DIANA <\/strong><\/span><br \/>\nGrazie a Linda, ma grazie a tutti, anzitutto a voi che siete qui, ma a quelli che fanno un percorso insieme, in questo gruppo di FAMIGLIE INSIEME.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi pomeriggio ho riposato e ho fatto un bellissimo sogno, e ve lo voglio raccontare, perch\u00e9 mi pareva che \u00e8 quello che\u00a0mi ha dato la pace rispetto a questo impegno, che mi viene chiesto e ogni volta mi dico: \u201cma come mai?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho sognato che ero in una specie di piccolo e antico borgo, ero con Antonio mio marito, eravamo seduti su due sedie, cos\u00ec su queste scale di questo borgo e passavano e si avvicinavano a salutare Antonio e me tante famiglie, tante coppie di cui ce ne era una in particolare con un uomo grosso grosso e questa donna piccolina, anziana, che non riuscivano a salutarci\u00a0tanto litigavano. Allora ci siamo fermati insieme e a un certo punto ho detto: \u201cSentite, venite vi voglio fare vedere una cosa bellissima\u201d e, attraverso una serie di piccole strade, da questo borgo ci siamo inoltrati su un sentiero, che diventava improvvisamente come una passeggiata, che da una montagna arrivava su tutta la costiera amalfitana e io dicevo: \u201cguardate come \u00e8 bello! Guardate come \u00e8 bella!\u201d Ho detto, ma guarda ho sognato quello che io ho in cuore che vuole essere questa serata insieme, nel segno della bellezza, da indicare anche..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io non sono esperta, sono una donna che fa una fatica, insieme a suo marito da 35 anni, per vivere un impegno matrimoniale, un rapporto che vuole essere ecco: vero, costruttivo, che ricomincia ogni giorno. E anche agli esperti io vorrei domandare, faremo una sfilza di domande, ma non vorrei chiedere tanto delle relazioni, vorrei essere aiutata a penetrare le strade, le vie, le forme, che oggi, in questo terzo millennio, possiamo offrirci l\u2019un l\u2019altro, per fare di questa vita di coppia una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 bella, perch\u00e9 \u00e8 questo quello che mi pare che possiamo offrire a questa umanit\u00e0 anche cos\u00ec in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad aiutarci ci sono Rino Ventriglia, che \u00e8 psicoterapeuta e c\u2019\u00e8 la moglie Rita, che \u00e8 qui di fronte, e Vincenzo Orefice, che \u00e8 mediatore\u00a0familiare, e anche c\u2019\u00e8 la moglie Teresa, e Don Giovanni Sansone, che \u00e8 sacerdote, cio\u00e8 colui che accoglie i dolori, le titubanze, le angosce e offre speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, quindi a loro tre noi rivolgiamo una serie di domande, perch\u00e9 le rivolgo io in primis, per essere aiutati a scoprire quali possono essere le strade, le vie, gli strumenti, le modalit\u00e0 per continuare questo cammino con un senso compiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora la prima che abbiamo, perch\u00e9 poi abbiamo cercato anche di farlo insieme, ci siamo anche confrontati; come diceva Linda. Questa realt\u00e0 della crisi \u00e8 una realt\u00e0, noi tutti la viviamo non solo in prima persona quotidianamente, ma nelle nostre famiglie, nelle nostre relazioni: la crisi nella coppia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sostenere una famiglia in crisi? Ma come fare di questa crisi, che inevitabilmente arriva all\u2019interno della coppia, un trampolino di lancio, per poter ricominciare, con una nuova maturit\u00e0, questo rapporto e questo dialogo e non solo all\u2019interno della coppia, ma con i figli, che tante volte possono essere di ostacolo, (tutti sperimentiamo come alle volte i figli si incuneano nel rapporto tra padre e madre, quasi per conquistarsi un rapporto del singolo), oppure possono essere strumenti e catalizzatori di unit\u00e0 e di dialogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono delle separazioni provvisorie: sono salutari, possono aiutare? Oppure delle separazioni che non sono dichiarate. Quante volte nella famiglia si vive, di fatto, una presenza che per\u00f2 denuncia, \u00e8 radicata in una assenza di partecipazione, in un\u2019assenza di attenzione all\u2019altro. Siamo tutti ripiegati sui nostri problemi, sui nostri malesseri individuali, sul nostro lavoro e l\u2019altro non \u00e8 pi\u00f9 il compagno o la compagna con la quale vogliamo fare un cammino. Questa \u00e8 una separazione non dichiarata, ma di fatto \u00e8 vissuta in tante coppie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci pu\u00f2 essere in questa crisi un punto di non ritorno? E poi c\u2019\u00e8 un problema, siamo nella societ\u00e0 della comunicazione, abbiamo tutto dalla televisione, che ci affligge dalla mattina alla sera, il telefono, il telefonino, gli sms, internet, via mail, tutto.\u00a0Ma io mi domando\u00a0e ci domandiamo e domandiamo a\u00a0voi: noi sappiamo comunicare? E\u00a0che cosa bisogna comunicare quando c\u2019\u00e8 una crisi? Come si pu\u00f2 comunicare con chi, chi \u00e8 che ci pu\u00f2 aiutare? Ecco questa \u00e8 solo la prima delle domande che Vi faremo. Cominciamo da Rino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>RINO<\/strong><\/span><br \/>\nGiusto qualche spunto perch\u00e9 sono tante domande, ma\u00a0io inizierei dalla comunicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 una realt\u00e0 da tener presente, che la comunicazione \u00e8 quella che pu\u00f2 accompagnare la coppia nei vari momenti, nei vari passaggi da una fase all\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La coppia la possiamo guardare come un bambino che cresce, che diventa adulto, che vive varie fasi. Allora, il poter comunicare \u00e8 sicuramente lo strumento fondamentale e tante difficolt\u00e0 si rivelano come difficolt\u00e0 di comunicazione; infatti uno dei segnali che qualcosa non va nella coppia e che si vive un malessere \u00e8 una difficolt\u00e0 nella comunicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che tipo di comunicazione \u00e8 importante avere? Io credo che sia fondamentale una comunicazione intima, cio\u00e8 una comunicazione che ha due livelli: un\u2019intimit\u00e0 con noi stessi, quindi un\u2019intimit\u00e0 di ogni persona della coppia con se stesso, quindi la possibilit\u00e0 di capire da dove nasce il disagio, da dove nasce il dolore, da dove nasce\u00a0quella sensazione che qualcosa non va, e poi la capacit\u00e0, la possibilit\u00e0 di poter comunicare all\u2019altro in profondit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io ho visto che molto spesso un atteggiamento frequente delle coppie \u00e8: \u201c \u00e8 tutta colpa tua\u201d, quindi \u201c\u00e8 colpa tua se le cose non vanno bene, sei tu che fai cos\u00ec\u201d e quando proprio di recente ho visto una coppia, che, quando hanno cominciato a parlare dei loro problemi: \u201cma sei tu che fai cos\u00ec, sei tu che non mi capisci, sei tu che quando parlo non mi ascolti, sei tu che pensi ad altro\u201d. Questo tipo di comunicazione, che denota per esempio un braccio di ferro, che denota quindi una competizione, non \u00e8 una comunicazione che aiuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quand\u2019\u00e8 che la comunicazione pu\u00f2 diventare costruttiva? Quando possiamo comunicare ci\u00f2 che viviamo rispetto all\u2019altro Allora la possibilit\u00e0 di comunicare la sofferenza: \u201cio soffro perch\u00e9 tu mi privi di qualcosa\u201d, la possibilit\u00e0 di comunicare la paura, la possibilit\u00e0 di comunicare i vissuti emotivi pi\u00f9 profondi, permette all\u2019altro di rendersi conto di ci\u00f2 che noi viviamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 diverso dire: \u201c\u00e8 colpa tua se io sto male\u201d dal poter dire: \u201cio soffro quando tu torni tardi, non ti preoccupi di casa, quando mi privi di qualcosa, perch\u00e9 mi manchi quando non ci sei\u201d. \u00c8 diverso dal dire: \u201ctu pensi solo a te stesso\u201d. In genere la comunicazione di questo tipo porta a una difesa, perch\u00e9, quando accusiamo, la risposta \u00e8 una difesa. Una comunicazione in cui ci apriamo e apriamo il cuore all\u2019altro, aiuta l\u2019altro a comprendere. Questo \u00e8 importante nella coppia, perch\u00e9 siamo diversi e voi tutti lo sapete, siete diversi, \u00e8 diverso il modo di vedere la vita, \u00e8 diverso il modo di sentire. Allora come possiamo. in questa diversit\u00e0. incontrarci? Lo possiamo fare se comunichiamo all\u2019altro ci\u00f2 che viviamo,\u00a0cos\u00ec l\u2019altro lo comprende, perch\u00e9 altrimenti nel suo quadro di riferimento non c\u2019\u00e8. Certe cose l\u2019altro le pu\u00f2 comprendere nella misura in cui noi le diciamo, poi che cosa succede, che anche quando le abbiamo dette, voi mi direte: \u201csi Rino io le dico, ma poi l\u2019altro continua\u00a0per\u00f2 in un certo comportamento\u201d, perch\u00e9 non \u00e8 facile. Una persona mi diceva: \u201cma io gli ho detto tante volte che\u00a0vorrei da lui un pensiero nelle ricorrenze, ma lui puntualmente se lo dimentica e non lo fa, significa che di fatto lui non pensa assolutamente a me\u201d. Quando poi questa persona ha capito e loro insieme hanno capito che di fatto il ripeterlo \u00e8 importante, perch\u00e9 nel modo di voler bene dell\u2019altro non c\u2019\u00e8 fare un pensiero, c\u2019\u00e8 preoccuparsi della macchina, di cambiare l\u2019olio, magari il bene viene manifestato in un modo diverso, allora \u00e8 importante quindi questo livello di comunicazione: poter comunicare ci\u00f2 che si vive e non accusare. Questo richiede una comunicazione in cui ci sbilanciamo di pi\u00f9. Direi che \u00e8 pi\u00f9 semplice dire:\u00a0\u201c\u00e8 colpa tua\u201d, rispetto a manifestare le emozioni, i sentimenti, diciamo la nostra parte pi\u00f9 intima, perch\u00e9 quella ci mette in gioco un po\u2019 di pi\u00f9, per\u00f2 questo costruisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi rispetto al come fare della crisi un trampolino di lancio, credo che la crisi, qualsiasi crisi, si accompagni a qualcosa, si accompagni a un vissuto emotivo profondo: dolore,\u00a0paure, angoscia, cio\u00e8 la crisi \u00e8 la perdita di un equilibrio. Questo pu\u00f2 significare: cerchiamo un equilibrio diverso, per\u00f2 \u00e8 la perdita di un equilibrio Allora io credo che un atteggiamento costruttivo \u00e8 quello di potersi fermare e guardare in faccia questo e guardare in faccia questo dolore, e guardare in faccia le angosce, guardare in faccia le cose che non vanno, cio\u00e8 il senso di disagio che si vive e quindi insieme poter parlare di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora questo richiede un fermarsi e dare un nome a quello che non va. Proprio come succede in una casa: voi tutti sapete che se si apre una crepa in un muro e viene trascurata, la crepa va avanti, se la crepa va avanti e viene trascurata quella\u00a0parete a un certo punto minaccia di crollare. Se si riesce a guardare subito quella piccola crepa, si pu\u00f2 evitare il crollo. Questa non \u00e8 una cosa semplice, voi tutti lo sapete. Non \u00e8 semplice guardare in faccia quello che non va. A volte cosa succede, che scappiamo da questo, allora: \u201clavorare molto\u201d, \u201cstare molto tempo fuori casa\u201d, pu\u00f2 essere una fuga, non sempre lo \u00e8, chiaramente \u00e8 frutto anche di una passione, per\u00f2 pu\u00f2 essere una fuga L\u2019altro mi dice, mi diceva una\u00a0persona, \u201csenti, ma io sento che tu sei cambiato, non sei pi\u00f9 affettuoso come prima\u201d. La risposta pu\u00f2 essere: \u201csono un po\u2019 stanco\u201d. Non \u00e8 una risposta. \u201cSono un po\u2019 stanco\u201d \u00e8 una ridefinizione, come viene chiamata, cio\u00e8 quando non rispondiamo significa che quella domanda costituisce una minaccia, quando noi percepiamo che una risposta \u00e8 minacciosa automaticamente, inconsapevolmente, non \u00e8 una cosa volontaria, tendiamo a non rispondere, perch\u00e9 a volte \u00e8 pi\u00f9 semplice far questo, ci sembra pi\u00f9 semplice. Per\u00f2 poi la crepa va avanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora credo che quando l\u2019altro ci dice qualcosa, quando avvertiamo un nostro disagio, penso che possiamo fermarci e dare un nome a ci\u00f2 che viviamo e poterne parlare, cio\u00e8 il parlare di noi, che non \u00e8 come parlare della spesa, dell\u2019affitto, della casa da comprare, di cosa fare con i figli, ma \u201cparliamo di noi, di me e di te\u201d. Che ne dite \u00e8 semplice o difficile questa comunicazione? Parliamo di te e di me. Voi come la vedete? E\u2019 pi\u00f9 semplice parlare della spesa, o parlare della casa da comprare, o parlare di me e di Te. Voi che mi dite?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora \u00e8 proprio difficile questo, per\u00f2 se riusciamo a parlare di me e di te, quella crepa la possiamo curare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un punto di non ritorno. Il punto di non ritorno \u00e8 quando abbiamo la percezione, cio\u00e8 quando dentro di noi abbiamo chiuso. Cio\u00e8 il punto di non ritorno \u00e8 quando dentro di noi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la speranza. Punto di non ritorno, che non significa soltanto un punto, che ci porta alla separazione legale, il punto di non ritorno \u00e8 anche quello che ci porta a una rassegnazione alla incomunicabilit\u00e0, rassegnazione a quella situazione. Possiamo anche continuare a vivere insieme tutta la vita, ma un livello di comunicazione si ferma, non riusciamo pi\u00f9 a parlare, sentiamo che l\u2019altro non capisce delle cose, la nostra vita deve andare cos\u00ec. Allora\u00a0il punto di non ritorno io lo definirei come il punto in cui viene meno la speranza; e guardate\u00a0questa \u00e8 la cosa, penso, che \u00e8 opportuno superare, cio\u00e8 l\u2019importante \u00e8 che noi abbiamo la speranza, perch\u00e9 noi siamo fatti per la gioia, noi siamo fatti per la vita, la vita \u00e8 gioia, non siamo fatti per la rassegnazione, non siamo fatti per subire. Certamente lo sappiamo che questo percorso insieme, io vedo coppie di varie et\u00e0 qui, vedo coppie giovani, vedo coppie di mezza et\u00e0. Allora voglio dire, \u00e8 un viaggio e sappiamo, dopo 30 anni di\u00a0viaggio, che questo viaggio ha dei momenti difficili, si incontrano i tunnel, certi momenti sembra che non ci si capisce pi\u00f9, perdiamo a volte il senso, ma come \u00e8 possibile? Certe cose le viviamo, ma rientrano nel viaggio. Qual \u00e8 veramente la cosa micidiale per una coppia? \u00c8 perdere la speranza, perch\u00e9 noi non possiamo rassegnarci a una situazione di sofferenza, se ci rassegniamo a quello e pensiamo: \u201cla mia vita deve essere cos\u00ec\u201d, quello \u00e8 il punto di non ritorno. Abbiamo chiuso con la gioia, abbiamo chiuso con la ricerca della gioia con l\u2019altro. Questo si pu\u00f2 manifestare in tanti modi, nella coppia si pu\u00f2 accumulare, accumulare e scoppiare;. quindi voglio dire ci sono certe frasi che denotano uno scoppio:\u201cquesta \u00e8 l\u2019ultima volta, ora basta. Non ne posso pi\u00f9\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le dite qualche volta queste frasi? Vi vengono? Queste frasi cosa denotano? Ho accumulato tanto dolore, tanta rabbia, un disagio tale per cui sono pronto allo scoppio. Allora dobbiamo evitare di arrivare a quello scoppio. In genere questo avviene quando non ci diamo il permesso di esprimerci per delle paure,\u00a0per una nostra inibizione, non per una scelta, ma per delle paure. Allora che succede? emotivamente noi siamo fatti cos\u00ec, accumuliamo accumuliamo come un bicchiere, possiamo accumulare dolore, possiamo\u00a0accumulare rabbia e poi sapete che succede che riscuotiamo, come nei supermercati, come i bollini.100 bollini di rabbia un urlo che sente tutto il condominio. 1000 bollini di rabbia scasso qualche piatto. 10000 bollini di rabbia posso chiudere la porta e andarmene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 qualcosa da evitare e si pu\u00f2 evitare, perch\u00e9 questo \u00e8 quando la crepa minaccia, minaccia proprio la parete; per evitare questo \u00e8 importante darsi la possibilit\u00e0 di credere, credere che le cose possono cambiare, credere che insieme ce la facciamo, perch\u00e9 poi \u00e8 cos\u00ec, cio\u00e8 voglio dire ce la si pu\u00f2 fare; se ci siamo scelti \u00e8 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 quella scintilla, se ci siamo scelti \u00e8 perch\u00e9 c\u2019\u00e8\u00a0quella perla, io la chiamo perla, che nell\u2019altro noi abbiamo visto e che l\u2019altro ha visto in noi. Ora, in questo viaggio, a volte pu\u00f2 succedere che questa perla si opaca o che proprio questa perla a volte pu\u00f2 diventare qualcosa che ci divide, ma quella perla l\u2019abbiamo vista, noi. Quella perla in Rita l\u2019ho vista io, quella perla mia l\u2019ha vista Rita\u00a0nessun altro e penso che se ragioniamo cos\u00ec, allora la speranza la conserviamo e quella speranza ci indirizza verso la gioia, non ci fa fermare, ma ci porta in quella direzione; noi siamo fatti per arrivare l\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>DIANA<\/strong> <\/span>Grazie. Passiamo direttamente senza interruzione a Vincenzo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>VINCENZO<\/strong><\/span><br \/>\nPotremmo dire in principio era la lite. Siete d\u2019accordo? Gi\u00e0 Adamo ed Eva litigavano, quindi il conflitto ci accompagna per tutta la vita. Dove sta praticamente la differenza tra conflitto e conflitto? c\u2019\u00e8 chi la vede come una risorsa e chi invece vive il conflitto come un momento di distruzione, come un momento negativo, momento per fare del male. Invece il conflitto, la lite \u00e8 una risorsa sociale. Uno dei segnali, per il mio punto di vista, \u00e8 quando incominciamo a dire: \u201cio sto zitto perch\u00e9 lo offro al Signore, io non parlo e lo tengo dentro, perch\u00e9 voglio fare un fioretto\u201d. Non \u00e8 questo il modo di affrontare un conflitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il conflitto va affrontato confrontandosi, ascoltando per primo l\u2019altro, perch\u00e9 parte fondamentale della comunicazione \u00e8 l\u2019ascolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ascolto non soltanto di quanto sta dicendo la persona da un punto di vista cognitivo, quindi assicurandoci che abbiamo veramente capito quello che ci vuole dire l\u2019altro dal suo punto di vista, ma anche cercare di cogliere le emozioni che stanno dietro a quanto l\u2019altra persona ci dice; allora \u00e8 utile anche ripetere quanto sta dicendo l\u2019altro, prima di esporre il proprio punto di vista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io parler\u00f2 per flash, anche per provocarvi, perch\u00e9 stasera voglio provocarvi, dovete intervenire, dovete essere voi i protagonisti, noi soltanto delle persone che vi fanno riflettere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro segnale: Lui dice o lei: \u201cio mi arrabbio, perch\u00e9 tu non parli\u201d, l\u2019altro risponde \u201cio non parlo perch\u00e9 tu ti arrabbi \u201d. E quindi stiamo in un circolo vizioso, dal quale non riusciamo a venirne fuori e poi quando ci accorgiamo che c\u2019\u00e8 disagio nella relazione, c\u2019\u00e8 sofferenza, da parte anche di uno solo dei due, \u00e8 quando ci rendiamo conto che la comunicazione si sta interrompendo. \u00c8 una comunicazione fatta di lettura del pensiero, \u201cio so quello che lui vuole dire\u201d e poi\u00a0continuando nella lettura del pensiero aumenta il fraintendimento, l\u2019altro \u00e8 cattivo, che lo fa per dispetto, per farci del male, e man mano ci convinciamo che l\u2019altro si sta comportando cos\u00ec, perch\u00e9 non ci vuole bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella comunicazione non \u00e8 importante soltanto la parola, anzi gli esperti della comunicazione dicono che la parola incide per il 7%. Il 93% della comunicazione \u00e8 fatta di comunicazione del corpo e di comunicazione paraverbale: \u201cvai pure al cinema\u201d Questa espressione pu\u00f2 significare tantissime cose per esempio: \u201cvai pure al cinema vai\u201d <em>(ndr con tono ironico di sfida)<\/em> oppure \u201cvai pure al cinema vai\u201d <em>(ndr con tono conciliante)<\/em> oppure detta con un altro tono pu\u00f2 significare qualche altra\u00a0cosa. Avete visto che in un\u00a0caso dice Vai, per\u00f2 sappi che poi questo mi dispiace, oppure me la pagherai, e nell\u2019altro tono, effettivamente diceva vai, perch\u00e9 mi fa piacere; quindi l\u2019importanza del tono, del timbro di voce, dell\u2019intensit\u00e0, del linguaggio. Se io\u00a0dico \u201cCara dimmi pure\u201d<em> (ndr con il dito puntato)<\/em>\u00a0che significa questo, come lo intendete con il dito puntato e con il mio farmi avanti con un\u2019aria aggressiva? Voi non leggete, cio\u00e8 non sentite quello che io ho detto, \u201cparla pure\u201d, ma vedete il dito puntato e allora dite: il messaggio che mi sta mandando \u00e8: \u201cadesso voglio vedere che dici, che ti permetti di dire nei miei confronti\u201d. E\u2019 un messaggio aggressivo e a volte vengono coppie che dicono: \u201cnon \u00e8 vero, questo non l\u2019hai mai detto\u201d. In effetti\u00a0perch\u00e9 \u00e8 successo questo, l\u2019altra persona non ha guardato alle parole, ma ha guardato al linguaggio del corpo e ha letto un altro messaggio, quindi quel \u201cparla pure\u201d non l\u2019hanno proprio colto, quindi non \u00e8 che sono bugiardi, \u00e8 che non l\u2019hanno percepito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, andando sempre per flash: quando si comunica, abbiamo detto, bisogna ascoltare e bisogna distinguere il comportamento dalla persona. Tempo fa, purtroppo non riuscendo a gestire la mia emozionalit\u00e0, al contrario di quello che dovrebbe fare un buon mediatore, ho detto ad un magistrato: \u201clei non si pu\u00f2 permettere di giudicare le persone anche se fossero i pi\u00f9 grandi delinquenti, perch\u00e9 lei pu\u00f2 giudicare i comportamenti, le persone le giudicher\u00e0 Colui che giudicher\u00e0 me e lei\u201d. Ecco perch\u00e9 dobbiamo stare attenti nel comunicare a non esprimere i giudizi sulla persona, c\u2019\u00e8 squalifica della persona, dobbiamo limitarci a parlare di quell\u2019atteggiamento e di quel comportamento. Mentre noi invece di soffermarci, (lo facciamo pure con i nostri figli, \u201c\u2026ah,\u00a0ma tu sei proprio insopportabile\u201d cio\u00e8 diamo una qualifica negativa a una persona, mentre dovremmo delimitare il campo alle azioni). E\u2019 chiaro: quando parliamo di rapporti coniugali andiamo a finire alla famiglia di origine, l\u2019allarghiamo e quindi parlando appunto, come diceva Rino, si pu\u00f2 essere intimi e non conoscersi. E quando c\u2019\u00e8 una situazione poi di rottura incominciamo a parlare con i nostri figli con l\u2019io e il tu. Dissi una volta a una coppia separata, provate a parlare ai vostri figli col noi e lei rispose: \u201coh che idea geniale, col noi, non ci avevo pensato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora qualche concetto ve lo devo dire della mediazione, anche perch\u00e9 io sono innamorato della mediazione, ma a buon conto, perch\u00e9 vedo la differenza tra i percorsi giudiziali in tribunale e la mediazione, e vedo i risultati della mediazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mediazione \u00e8 un luogo dove non si giudica la persona, la si accetta per quello che \u00e8, si guarda alla relazione, si cercano i bisogni delle parti e non le posizioni, dietro alle posizioni si va a cercare i bisogni, e non quelli che si esprimono caso mai cos\u00ec per principio, ma quelli reali, non si cercano torti ragioni, colpe, non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0\u00a0di accusarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mediatore trasforma un\u2019espressione, che pu\u00f2 sembrare di accusa, riformulando quella espressione in un\u2019espressione che pu\u00f2 essere accettata dall\u2019altro; per esempio: \u201cTu mi fai impazzire\u201d. Questa \u00e8 un\u2019accusa, cio\u00e8 noi accusiamo spesso gli altri delle emozioni che noi proviamo, un po\u2019 per scaricarci delle responsabilit\u00e0 e per non dire che non riusciamo a gestire le nostre emozioni, perch\u00e9 di fronte a un atteggiamento c\u2019\u00e8 chi si arrabbia, chi \u00e8 felice, chi \u00e8 contento, chi sorride, chi ride ecc.\u00a0ecc.\u00a0Siamo noi responsabili delle nostre emozioni,\u00a0quindi non possiamo fare questi giochi nella comunicazione di causa-effetto. Allora il mediatore dice \u201clei sta dicendo che in quel momento lei si sente confuso. Cio\u00e8: quando c\u2019\u00e8 questo atteggiamento, lei si sente confuso; non \u00e8 questo\u00a0atteggiamento che la fa confondere\u201d. Allora questo gi\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 accettabile dall\u2019altra parte. Quindi il mediatore va dietro alle parole, cercando le emozioni, i sentimenti che ci sono dietro e mai cercando torti o ragioni andandosene troppo nel profondo della personalit\u00e0, ma andando nel presente e nel futuro. Si \u00e8 vero: lui andava sempre a giocare\u00a0fuori di sera con gli amici. Tu dici che non \u00e8 vero che vai tre giorni, come dice tua moglie, ci vai appena una volta alla settimana; bene: ma questo che significa? Che per le prossime settimane, per il futuro tu saresti disponibile anche ad andare una volta alla settimana come dice tua moglie? Alla fine che ci interessa di trovare le verit\u00e0? Sono punti di vista, sono percezioni di entrambi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esempio che si porta in mediazione \u00e8 questo, rispetto al percorso legale, attenzione, l\u2019aveva detto gi\u00e0 Ges\u00f9, se state andando dal giudice mettetevi d\u2019accordo, perch\u00e9 vi conviene a entrambi. Voltaire disse: \u201cdue volte nella mia vita stavo per rovinarmi: la prima volta quando ho perso una causa, la seconda volta quando l\u2019ho vinta.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto di non ritorno \u00e8 quando noi vogliamo delegare le nostre scelte a una terza persona, quale pu\u00f2 essere l\u2019avvocato, chiedo scusa per gli avvocati presenti, per altro ci sono ottimi avvocati\u00a0questa sera presenti, ma loro mi danno ragione perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec, io vedo in tribunale persone che si metterebbero pure d\u2019accordo, ma non lo possono fare pi\u00f9, perch\u00e9 litigano gli avvocati e non consentono loro di mettersi d\u2019accordo e tutto questo con danni inenarrabili per i figli, perch\u00e9 i figli non vorrebbero mai essere coinvolti nel conflitto dei genitori, ma lo sono prima perch\u00e9 assistono ai litigi, secondo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 questa alleanza, ricerca di alleanza da parte di entrambi quando non \u00e8 proprio cattiva nel senso che utilizzano i figli come armi improprie contro l\u2019altro. Alleanza \u00e8 dire: con chi stai? Sei andato da tuo padre? Non lo si dice con le parole, abbiamo detto che la comunicazione si esprime con il 93% con il linguaggio non verbale, ma la persona, il soggetto, la mamma o il pap\u00e0, in certo senso esprimendo la propria sofferenza e dando la responsabilit\u00e0 all\u2019altro, chiaramente dice: \u201ca me dispiace se tu stai bene con tuo padre\u201d. Questo \u00e8 il messaggio che passa. I figli non vorrebbero mai prendere le parti\u00a0dell\u2019uno o dell\u2019altro e questo \u00e8 il dramma maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un caso in particolare<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi assistiamo a casi di riconciliazione, anche a volte, tra soggetti, che erano separati da un anno. E\u2019 chiaro che non siamo noi che li spingiamo, noi li aiutiamo a trovare in s\u00e8 quelle risorse necessarie per ritrovare il rispetto della dignit\u00e0 dell\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicevo ad una coppia: \u201callora adesso qual \u00e8 la vostra situazione?\u201d \u201cNoi abbiamo deciso di ricominciare e di ricostruire un nuovo rapporto, abbiamo capito che stavamo su una strada sbagliata, vogliamo riprovare, anche se c\u2019erano della situazioni abbastanza serie. Adesso sappiamo litigare, sappiamo comunicare.\u201d \u201cE per i vostri figli qual \u00e8 stato il vantaggio secondo voi?\u201d e loro hanno detto: \u201cper entrambi il primo vantaggio \u00e8 che noi non litighiamo pi\u00f9 davanti a loro in modo anche acceso, forte, violento; per la bambina, che ha 4 anni, \u00e8 stato inconsapevole, questo beneficio, vede una maggiore serenit\u00e0 e questo \u00e8 il vantaggio che prova senza forse esserne cosciente. Invece il bambino di 9 anni ci diceva:\u201dpap\u00e0, mamma, ma questa settimana non andate in mediazione?\u201d. Eppure il bambino non sapeva nulla, non capiva nemmeno la parola mediazione. Questo era il segnale che il bambino vedeva in questi genitori un modo diverso di rapportarsi, una maggiore serenit\u00e0 e quindi alla fine sono segnali importanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come pure una coppia che venne in mediazione e poi a un certo punto abbandona la mediazione, la ritrovo dopo qualche annetto e mi dice: \u201cguardi dottore noi poi non siamo venuti pi\u00f9, perch\u00e9 abbiamo imparato a litigare, abbiamo capito che quando avevamo due punti di vista opposti non dovevamo fare come prima che ci interrompevamo reciprocamente, ci accavallavamo, ognuno pensava alla risposta che doveva dare, ma per prima cosa abbiamo imparato ad ascoltare, quindi adesso sappiamo litigare, perch\u00e9 il mediatore \u00e8 prima un facilitatore della\u00a0comunicazione\u201d. Allora il primo obiettivo \u00e8 quello: aiutare le parti a ben comunicare, a non parlar per lettura di pensiero, a non parlare per causa ed effetto ecc ecc con altri tipi di distorsioni che ci sono presenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>DON GIOVANNI <\/strong><\/span><br \/>\nSolo un momento breve, quasi giustificativo: chi mi d\u00e0 il diritto di parlare a un gruppo cos\u00ec di persone che vivono, nella propria esperienza personale, la realt\u00e0 della vita di coppia, della famiglia, del matrimonio? Mi veniva un po\u2019 in mente una volta che Paolo VI \u00e8 andato alle Nazioni Unite, ha guardato l\u2019assemblea e poi ha detto che andava l\u00ec a parlare, perch\u00e9 esperto di umanit\u00e0. In fondo il sacerdote, senza presunzione, pu\u00f2 avere un po\u2019 questa definizione di essere un po\u2019 esperto di quello che sta nel cuore dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlo da sacerdote, quindi parlo da credente, parlo a nome dell\u2019esperienza, della dottrina, della grande esperienza spirituale e umana della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una cosa volevo dirvi quasi come premessa: \u00e8 che mi ha sempre molto colpito nella mia lunga vita, (galoppo quasi verso gli 80 anni): quando si apre il vangelo e San Luca racconta l\u2019inizio della missione di Ges\u00f9 Cristo, lui nella sinagoga di Nazaret si fece dare il rotolo, la pergamena del profeta Isaia e lesse queste parole:\u00a0\u201clo Spirito del Signore Dio \u00e8 su di me, perch\u00e9 il Signore mi ha consacrato con l\u2019unzione, mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E mi sembra che la vostra presenza qui stasera e l\u2019opportunit\u00e0 che ci viene data di pensare a questa realt\u00e0 della coppia che scoppia sia un po\u2019 la continuazione e l\u2019attualizzazione di quell\u2019 \u201coggi si compie questa parola\u201d che il Signore Ges\u00f9 disse chiudendo il rotolo e restituendolo. \u201cOggi con me si \u00e8 compiuta questa parola\u201d. Oggi si compie nel presente della nostra storia, come si compiva nel presente di Nazaret tanti anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni sacerdote sa, per l\u2019esperienza del compito che vive e per l\u2019ascolto della persone che gli si rivolgono, per l\u2019amicizia con le famiglie, ogni sacerdote sa quanto quella dei cuori spezzati sia una folla. Il cuore spezzato certamente si pu\u00f2 riferire anche ad altre espressioni dell\u2019immenso dolore umano, per\u00f2 in modo particolarissimo si riferisce a questo tipo di dolore, che \u00e8 l\u2019amore che finisce, che si ammala, che intristisce, che immalinconisce, sono stati gi\u00e0 usati verbi molteplici per indicare questa cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, come diceva Rino, noi siamo fatti per la gioia e quando l\u2019esperienza della fine della gioia entra nella nostra vita, allora l\u00ec incomincia una condizione di esistenza in cui c\u2019\u00e8 l\u2019opposto della gioia, quindi la solitudine, quindi la mancanza di senso della vita, quel trascinarsi, quel buttarsi a capo fitto in qualcosa che dia l\u2019illusione di poter sopravvivere, quel convivere. E\u2019 stato citato Voltaire, ma lui parlava anche di certe convivenze, in cui si pu\u00f2 stare l\u2019uno accanto all\u2019altro senza conoscersi, senza amarsi e senza rimpiangersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora, proprio perch\u00e9 c\u2019\u00e8 questa sofferenza cos\u00ec diffusa a me sembra molto importante prendere atto della necessit\u00e0 di assumere, come il Signore ha dato l\u2019esempio in se stesso, questa sofferenza per farsene carico e, per quanto \u00e8 possibile, senza presunzioni nella riconoscenza del sapere che amarsi \u00e8 possibile grazie a Dio, grazie alla Provvidenza, grazie alla buona volont\u00e0 di tanti, amarsi \u00e8 accessibile nell\u2019esperienza umana. Guai se pensassimo che tutti i cuori sono spezzati.. Grazie a Dio ci sono tanti cuori pieni di gioia e tante esperienze positive, felici. Per\u00f2 certamente \u00e8 compito, io credo, della comunit\u00e0 cristiana, ma anche della comunit\u00e0 umana, cio\u00e8 di ognuno che abbia a cuore veramente il bene dell\u2019umanit\u00e0 in quanto tale, farsi carico, come \u00e8 stato detto, senza giudizio, senza condanne, sapendo che le situazioni di sofferenza nella relazione d\u2019amore portano tante volte a solitudini terribili, se mi permettete l\u2019espressione: a volte anche nella stessa comunit\u00e0 cristiana, una persona che ha difficolt\u00e0 di vita di relazione nella coppia non si sente guardata bene. A volte si incontrano sguardi un po\u2019 diffidenti, a volte si incontrano anche delle espressioni un po\u2019 grossolane, a volte si incontra anche il sacerdote un po\u2019 frettoloso, che non sa dire al separato \u201cassumi la tua sofferenza e vivila davanti a Dio\u201d e magari frettolosamente e grossolanamente contro lo stesso pensiero della Chiesa dice: \u201cnon puoi fare la Comunione perch\u00e9 sei separato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora bisogna pensare veramente a tutto quello che accresce l\u2019angoscia dei cuori spezzati e farla nostra, questa angoscia, per cercare di lenirla, perch\u00e9 poi, se il Signore \u00e8 venuto per fasciare queste piaghe, adesso lo fa attraverso la Comunit\u00e0 cristiana, lo fa attraverso di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>DIANA<\/strong><\/span><br \/>\nSiamo fatti per la gioia. Questa \u00e8 una cosa che mi ha colpito molto e poi mi ha colpito anche questa essenzialit\u00e0, questa importanza di saper comunicare. Forse dobbiamo anche imparare a comunicare, dobbiamo aiutarci e Rino \u00e8 psicoterapeuta e Vincenzo \u00e8 mediatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma\u00a0mi domando: \u201cdove le coppie, che hanno difficolt\u00e0 e che sono in crisi, possono andare per essere aiutate? e noi come comunit\u00e0, come diceva Don Giovanni, non solo cristiana, ecclesiale, ma anche civile, come possiamo essere di aiuto a queste coppie che sono in crisi e sono tante?\u201d. Sono tante per varie ragioni, si chiudono in se stesse oppure come ancora veniva detto, cercano di evadere con un eccesso d\u2019impegno, di lavoro, senza andare a fondo e senza cercare di risolvere. Con chi una coppia, che va in crisi,\u00a0pu\u00f2 aprirsi? con quali strumenti? Chiedo questo perch\u00e9, ascoltando Rino, mi pareva di dover riimparare a comunicare, di dover rimettere a fuoco quali sono i punti di questo mio guardarmi., lui ha detto: intimit\u00e0 con se stesso e intimit\u00e0 con l\u2019altro. Ecco mi domandavo quanto noi riusciamo ad essere in intimit\u00e0 con noi stessi e con l\u2019altro per non lasciare che queste crisi crescano, crescano, crescano, come dicevi tu in 1000 bollini di\u00a0rabbia e poi esplodono, perch\u00e9: noi ci aiutiamo con i parenti, con gli amici, con i conoscenti; ma sono i luoghi, le persone pi\u00f9 adatte? Per non arrivare proprio poi alla separazione e quello poi \u00e8 un capitolo e sar\u00e0 l\u2019ultimo aspetto del nostro incontro, perch\u00e9 anche il giudizio, che diceva Don Giovanni, ci blocca: quante volte anche tra di noi abbiamo difficolt\u00e0 ad aprirci con libert\u00e0 e comunicare i nostri fallimenti, perch\u00e9 abbiamo il timore del giudizio dell\u2019altro, abbiamo il timore che i nostri limiti, le nostre incapacit\u00e0 creino un muro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io farei un giro brevissimo su questo. Cominciamo con Vincenzo questa volta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>VINCENZO<\/strong><\/span><br \/>\nIntanto ci vuole una grande umilt\u00e0. Il mediatore, la persona che avvicina questi coniugi, deve avere una grande umilt\u00e0 e quindi deve stare molto attento a dare consigli.. Io sento persone che vengono da me e che dicono che si sono rivolti o ad amici, o a parenti o anche a volte ad avvocati ecc e di tanto in tanto sento dire: \u201cmi hanno detto: guarda che tu devi lasciare questa persona, tuo marito, tua moglie\u201d, con una grande facilit\u00e0, ma oserei dire irresponsabilit\u00e0..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mediatore non d\u00e0 consigli, il mediatore, dicevo prima, aiuta le parti a trovare in s\u00e9 quelle risorse positive che ci sono, per far emergere di nuovo la dignit\u00e0 della persona e quindi non d\u00e0 assolutamente consigli, perch\u00e9 gi\u00e0 sono pieni di consigli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io mi permetterei, rubando a Don Giovanni un po\u2019 il suo ruolo di sacerdote, anche di portare un esempio particolare. Intanto vi faccio una domanda: con una signora dei quartieri spagnoli che \u00e8 pluridivorziata e che adesso convive con un altro uomo, come vi comportereste voi per aiutarla, \u00e8 in una situazione comunque non di gioia, non di soddisfazione. Cosa fareste? Come vi comportereste? Ebbene, noi abbiamo un esempio bellissimo di comunicazione, dal quale io ho imparato tanto: l\u2019esempio di Ges\u00f9 con la samaritana. Ve lo ricordate, una donna disprezzata dai giudei, una donna che nessuno avrebbe avvicinato come giudeo, alla quale invece Ges\u00f9 si avvicina e, con un grande atto di umilt\u00e0, le chiede da bere. Ges\u00f9 si sta mettendo sullo stesso\u00a0piano di questa donna, ma senza rinunciare alla propria identit\u00e0, perch\u00e9 dopo lo dice, le fa la domanda con molta delicatezza: \u201cdov\u2019\u00e8 tuo marito?\u201d e lei si apre subito, perch\u00e9 capisce che \u00e8 accolta e parla dei cinque mariti, parla del convivente attuale e Ges\u00f9 dopo, con molta delicatezza, ma dicendo, come dice anche il nostro Santo Padre: \u201cattenzione: per aiutare gli altri non dobbiamo perdere la nostra identit\u00e0. Ci\u00f2 non significa aiutare gli altri e fare del bene agli altri.\u201d Dobbiamo, anzi, mantenere la nostra identit\u00e0, quelli che hanno paura dei diversi o di quelli che hanno altri principi, altre religioni hanno paura del nostro\u00a0vuoto, della nostra ambiguit\u00e0, ma hanno un grande rispetto della nostra dignit\u00e0. Diceva Musharaf quando and\u00f2 a fare le condoglianze al nunzio apostolico che adesso sta in Iugoslavia, ma all\u2019epoca stava in Pakistan, Mons. d\u2019Errico: \u201cio ho conosciuto il Santo padre Giovanni Paolo II, non lo capivo bene perch\u00e9 erano gli ultimi mesi di vita, ma era una persona diversa emanava una luce\u201d. Detto da un mussulmano convinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, noi dobbiamo essere queste persone diverse, queste persone, che emanano questa luce e la luce si emana avendo un grande rispetto dell\u2019altro, ma senza rinunciare alla nostra identit\u00e0 e ad esprimerla.\u00a0E Ges\u00f9 lo dice: \u201cguarda che verranno giorni\u00a0in cui n\u00e9 su questo monte, n\u00e9 a Gerusalemme si adorer\u00e0 Dio, ma in Spirito e verit\u00e0\u201d. Cio\u00e8 dice tutto quello che doveva dire, ma con un grande rispetto della persona, con grande umilt\u00e0. E questa persona se ne va entusiasta, non l\u2019ha ferita, non l\u2019ha umiliata, la\u00a0poteva anche mortificare, non l\u2019ha fatto. Il risultato \u00e8 che la samaritana si sente accolta come persona, capisce che \u00e8 chiaro che non sono condivisibili i suoi comportamenti, se ne va. Se ne va entusiasta, addirittura lascia la brocca l\u00ec vicino al pozzo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi \u00e8 questo lo spirito con il quale bisogna aiutare le persone, aiutare le coppie, anche quando lo facciamo in modo amicale o parentale. Prima si andava dalla persona autorevole della famiglia, l\u2019avvocato, il notaio, il farmacista o chi per esso e quella era l\u2019ultima parola. Oggi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la famiglia allargata e quindi c\u2019\u00e8 bisogno di queste nuove figure.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Disse una coppia, un architetto e un\u2019 insegnante, che vennero da me. Lei alla fine del percorso disse: \u201cio sono stata; all\u2019epoca cercavo degli amici per essere aiutata, mamma mia, trovai tante persone che avevano gli stessi problemi miei, quanti conflitti, di cui non me ne ero accorta.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra parentesi mi ha detto un avvocato collega, perch\u00e9 \u00e8 mediatrice, di Brescia, che a Brescia ogni giorno nel tribunale ci sono trenta separazioni, ogni giorno fino al sabato; sono sei giorni alla settimana. Quindi veramente \u00e8 un dato che deve far riflettere noi cristiani, sia per quanto riguarda noi in prima persona, sia per quanto riguarda la nostra comunit\u00e0, sia per quanto riguarda questa sofferenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo chiudere gli occhi e io perci\u00f2 ringrazio veramente Don Giovanni in primis, ringrazio FAMIGLIE INSIEME, ringrazio tutti voi, perch\u00e9 siete sensibili. Si ha timore di parlare di questo, ma perch\u00e9? Noi dobbiamo mantenere la nostra identit\u00e0, noi crediamo nel valore del sacramento, ma abbiamo quella umilt\u00e0 di aspettare i tempi, di dare questa manifestazione soltanto col nostro esempio, con la nostra vita e con la nostra disponibilit\u00e0 verso il prossimo. Non siamo persone che giudicano, siamo persone che accolgono e che pregano il Signore perch\u00e9 queste persone arrivino a trovare la gioia piena, perch\u00e9 non ne sono consapevoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>DON GIOVANNI<\/strong><\/span><br \/>\nDall\u2019esperienza di ascolto, volevo dire qualcosa sulle cause dello scoppio, sulla possibilit\u00e0 di aiuto. Mi pare che sia condivisibile da credenti e non credenti una riflessione da fare personalmente per i problemi del nostro tempo e da proporre anche quando ci si incontra con persone che vivono situazioni di cui stiamo parlando. C\u2019\u00e8 bisogno forse di riscoprire il valore di una unit\u00e0 interiore della persona. A volte di fronte alle difficolt\u00e0 ci troviamo di fronte a una fragilit\u00e0, non so se si pu\u00f2 dire questo, una fragilit\u00e0 dell\u2019io profondo della persona, per cui la persona non ha come capacit\u00e0 di resistenza alla sofferenza. Anche quello che stiamo sentendo e vivendo in questi giorni dice veramente che la nostra societ\u00e0 non sa affrontare la sofferenza, non sa affrontarla. La vuole esorcizzare, ma nessuno \u00e8 disponibile a tenere un sasso nella propria scarpa. L\u2019idea del sasso nella scarpa fa ripugnanza, per cui o la situazione funziona a pieno giro, a tutto campo, altrimenti la si butta via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono forme cos\u00ec di intolleranza verso l\u2019altro, che sono espressione della incapacit\u00e0 di tolleranza, allora l\u2019amore all\u2019umanit\u00e0 deve diventare forse (questo \u00e8 un sevizio, forse quello profetico della Chiesa, per i credenti,) aiutare l\u2019uomo a ritrovare il proprio io, perch\u00e9 senza io non c\u2019\u00e8 relazione, non c\u2019\u00e8 neanche la possibilit\u00e0 di riconoscere l\u2019altro come tu a cui dare qualcosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda cosa, che mi sembra importante per aiutare, \u00e8 che il singolo e anche la coppia non vivano la presunzione di risolvere da soli i propri problemi. In questo senso mi sembra molto importante avere un\u2019intelligenza di questo nostro tempo, segnato dal cadere delle certezze strutturali, che segnavano la societ\u00e0 e anche la Chiesa, la comunit\u00e0 cristiana nei secoli precedenti, e allora bisogna trovare come degli altri punti, in cui si possa respirare in profondit\u00e0, per ossigenarsi l\u2019esistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso nella nostra societ\u00e0 cos\u00ec complessa anche dal punto di vista della sicurezza soggettiva della fede, della partecipazione alla vita della Chiesa, poi anche in campo civile, in questo distacco dal bene comune, in questa disaffezione dalla politica, in questa mediocrit\u00e0 culturale che ci avvolge tutti, io credo che \u00e8 molto importante trovare la dimensione dell\u2019insieme. Cominciare a scoprire le persone che hanno magari la nostalgia di qualche cosa che hanno dentro sepolto sotto tanta cenere, che per\u00f2 \u00e8 ancora quella scintilla di chiamata a qualcosa di grande, di bello a cui non si dovrebbe rinunciare, perch\u00e9 se si rinuncia si resta viventi s\u00ec, per\u00f2 nella rassegnazione e non pienamente viventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io credo che anche nella Chiesa stessa si sta facendo l\u2019esperienza di questa appartenenza appoggiata meno sulle rassicurazioni strutturali e pi\u00f9 sull\u2019esperienza del costruire insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo coinvolge anche le persone, prende dentro anche le persone che hanno un\u2019esperienza di sofferenza nella vita di coppia: Pensiamo per esempio al problema dei credenti che sono divorziati-risposati: Pu\u00f2 darsi che dopo venga qualche domanda su questo, per\u00f2 al di l\u00e0 del fatto giuridico, quando la Chiesa dice: questa situazione pu\u00f2 essere soggettivamente pulita in te, per\u00f2 oggettivamente non corrisponde al pensiero di Cristo, perci\u00f2: tu sei credente, perch\u00e9 sei figlio di Dio, perch\u00e9 sei cristiano, perch\u00e9 sei battezzato; questi sono doni che nessuno ti toglie; tu per\u00f2 non sei in una comunione pienissima con la Chiesa. Allora quando ti trovi alla partecipazione, se senti di partecipare all\u2019Eucaristia della domenica, ti trovi in questa privazione dell\u2019Eucaristia, perch\u00e9 non essendo in una comunione piena, la Chiesa ti dice: \u00e8 bene che tu non partecipi all\u2019Eucaristia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se uno va in un gruppo di famiglie che vivono insieme questa sofferenza, e qui andrebbe notata anche una cosa a proposito di quel non giudicare che diceva Vincenzo prima, e che poi \u00e8 ritornato diverse volte, come veramente le persone che hanno questa sofferenza preferiscono trovarsi pi\u00f9 tra di loro, che condividono questa sofferenza, piuttosto che con persone, che magari ti buttano in faccia la loro felicit\u00e0 e loro magari nella loro sofferenza si sentono come un po\u2019 invase dalla felicit\u00e0 dell\u2019altro, quasi fosse un giudizio. Bisogna essere attentissimi quando si incontrano le persone, essere in punta di piedi per il rispetto che \u00e8 sempre, come diceva Vincenzo, il primo passo da fare (e mi ha proprio rubato l\u2019episodio della samaritana. Per\u00f2 Ges\u00f9 l\u2019ha vissuto non solo in quel momento, anche quella che era stata presa in flagrante adulterio, in quel momento il Signore l\u2019ha presa per mano, l\u2019ha accarezzata:\u00a0\u201cvai non ti preoccupare\u201d. Mai togliere la stima, la fiducia nelle persone.) E dicevo: quando le persone si trovano insieme e magari cercano insieme la via del bene, la via della verit\u00e0, lo cercano anche nel Vangelo. ma non \u00e8 vero che Ges\u00f9 ha detto quando due o pi\u00f9 sono uniti nel mio nome io sono in mezzo a loro? Quella presenza di Ges\u00f9 nel gruppo non \u00e8 uguale alla presenza nell\u2019Eucaristia?. Come \u00e8 importante allora non fermarsi a dire: questo ti \u00e8 lecito e questo non ti \u00e8 lecito, perch\u00e9 questo \u00e8 gi\u00e0 un linguaggio da giudice, mentre invece il linguaggio deve essere quello dei fratelli che aiutano a vivere nel positivo la propria situazione negativa. Questo \u00e8 nell\u2019esperienza della Chiesa e volevo dirvelo, spero di non aver scandalizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>RINO <\/strong><\/span><br \/>\nIo volevo aggiungere, a quello che \u00e8 stato detto, alcune cose. Una domanda che ci pu\u00f2 venire: \u201cQuando rivolgersi, a chi rivolgersi?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io penso che dobbiamo tener presente che ci sono delle cose che fisiologicamente si vivono nella coppia e ci sono delle cose che possiamo guardare come una malattia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando pensiamo a una coppia e a una coppia in crisi, pensiamo che c\u2019\u00e8 una malattia in quel rapporto. Non che c\u2019\u00e8 uno che \u00e8 malato e l\u2019altro che sta bene, ma guardiamo al rapporto, guardiamo a questa relazione e diciamo c\u2019\u00e8 qualcosa che non va. Ora questo qualcosa pu\u00f2 essere come una malattia fisica: un\u2019influenza, una bronchite, una broncopolmonite, un tumore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono per esempio delle situazioni in cui io penso che sia molto importante quello che si diceva prima, dell\u2019insieme; cio\u00e8 credo che il fatto di poter condividere con altre persone, con altre famiglie quello che si vive, \u00e8 un aiuto molto importante; cio\u00e8 proprio la condivisione, perch\u00e9 spesso pensiamo che certe cose le viviamo solo noi, e ci sentiamo sempre pi\u00f9 soli. Era molto interessante quello che si diceva prima, il rischio di questa societ\u00e0: \u00e8 una societ\u00e0 in cui viviamo come dissociati tante volte, ci si richiede un\u2019efficienza, una efficacia costante all\u2019esterno, ma il dolore non \u00e8 consentito, perch\u00e9 il dolore \u00e8 un freno, perch\u00e9 il dolore richiede un fermarsi con se stessi e non va bene con una societ\u00e0 in movimento, in cui \u00e8 richiesta l\u2019efficienza. Allora poter condividere con delle famiglie quello che si vive, penso che sia condividere il dolore, condividere ci\u00f2 che non va, credo che costituisca una rete di aiuto. Gi\u00e0 il fatto di poterne parlare, di non sentirci soli, sapere che l\u2019altro vive delle cose e sentire che quelle cose le viviamo anche noi e che in fondo appartengono alla fisiologicit\u00e0 della relazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi ci sono dei segnali (io li elenco soltanto, che secondo me richiedono l\u2019attenzione e conviene rivolgersi poi alla persona competente, al mediatore, allo psicoterapeuta): una rigidit\u00e0, un conflitto continuo: il conflitto abbiamo visto che \u00e8 qualcosa di fisiologico, va bene anche il confrontarsi e litigare, ma certe coppie sono strutturate soltanto sul litigio, si sta insieme soltanto per litigare e non si arriva mai a nulla, cio\u00e8 c\u2019\u00e8 una sensazione di non arrivare a qualcosa, oppure in una coppia c\u2019\u00e8 una rigidit\u00e0 di ruoli, c\u2019\u00e8 chi fa da genitore e magari c\u2019\u00e8 chi fa da bisognoso. Nella coppia \u00e8 normale chi d\u00e0, ma \u00e8 reciproco; lo sappiamo tutti, in certi momenti abbiamo bisogno del sostegno, dell\u2019aiuto, in altri momenti \u00e8 l\u2019altro, lo facciamo insieme. A volte accade che invece questo diventa una modalit\u00e0 rigida. Questo pu\u00f2 portare allo scoppio. A volte bisogna stare attenti anche a dei sintomi sessuali, per esempio la mancanza di desiderio, la riduzione del desiderio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi dico questo perch\u00e9 sono come la spia che si accende, c\u2019\u00e8 qualcosa che non va nel motore, cio\u00e8 c\u2019\u00e8 una spia che si accende, c\u2019\u00e8 qualcosa che non va nella relazione; allora l\u2019aspetto della sessualit\u00e0 pu\u00f2 essere quella spia che si accende; il problema \u00e8 da un\u2019altra parte, non \u00e8 l\u00ec; per\u00f2, se avvertiamo una mancanza di desiderio, conviene, che ci chiediamo, che ci fermiamo con noi stessi; una difficolt\u00e0 nell\u2019intimit\u00e0, parlare in profondit\u00e0. Ci sono dei segnali, ancora: la paura di esprimersi costante, ho paura di dirgli certe cose, ma che diventa una modalit\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se non riusciamo a superarle, queste difficolt\u00e0, anche se ci fermiamo con noi stessi, allora ci rivolgiamo a un terapeuta, ci rivolgiamo a una persona competente che ci possa aiutare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si apre il dibattito<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>LILLY<\/strong><\/span><br \/>\nRispetto a una cosa che ha detto Rino, io penso che ci sia una via di mezzo tra la speranza e la rassegnazione: c\u2019\u00e8 una terza strada, secondo me. Quando ci si sposa, evidentemente ci si vuole bene. Quella perla, noi pensiamo di aver trovato la perla, per\u00f2 non c\u2019\u00e8 una conoscenza profonda, cio\u00e8: con gli anni aumenta naturalmente la conoscenza. Io penso che la conoscenza fino in fondo dell\u2019altro fa s\u00ec che noi limitiamo quelli che erano i nostri desideri, i nostri sogni di un rapporto di coppia ideale, rispetto a quella che \u00e8 la vera realt\u00e0 che viviamo; cio\u00e8 l\u2019altro ha dei limiti; non \u00e8 un non volere soddisfare quelle che sono le tue attese. Io penso che ognuno di noi ha dei limiti; quindi bisogna salvare nell\u2019altro la buona fede, cio\u00e8: se io penso che l\u2019altro mi d\u00e0 tutto quello che lui pu\u00f2, anche se non \u00e8 quello che io desideravo, va bene. Ecco, allora non \u00e8 un non avere la speranza, no, \u00e8 un rendersi conto che quello che era il tuo desiderio deve essere confrontato con quello che l\u2019altro ti pu\u00f2 dare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>FULVIO<\/strong><\/span><br \/>\nMi fa piacere che Rino e Rita stiano qui, perch\u00e9 ci possono aiutare a portare il positivo, che abbiamo ascoltato insieme a settembre. Insieme abbiamo partecipato a un bellissimo incontro di famiglie, dove tra l\u2019altro sono state dette delle cose molto importanti, tipo per esempio, la speranza che non finisce di cui Rino parlava.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io credo che la coppia si costituisce, come ci \u00e8 stato detto anche a settembre, quando c\u2019\u00e8 un progetto e la coppia si regge finch\u00e9 c\u2019\u00e8 un progetto da portare insieme; quando si \u00e8 fidanzati, quando si \u00e8 sposati, quando si \u00e8 in crisi. Se si ricostruisce o si riconosce il progetto comune e si \u00e8 capaci di portarlo insieme, \u00e8 una coppia che regge. Questo mi ha molto colpito, \u00e8 un messaggio che vale per tutti. Un\u2019altra cosa che abbiamo sentito insieme, quando siamo stati a settembre, \u00e8 la testimonianza di separati. Io spero che stasera venga fuori anche qualche testimonianza del genere, perch\u00e9 mi ha colpito molto sentire che c\u2019\u00e8 un grande dolore dopo ogni separazione, dietro ogni separazione. Non scopro l\u2019acqua calda, o affermo banalit\u00e0: denuncio quello che si vuol far passare per normalit\u00e0. Non \u00e8 una normalit\u00e0 lo scoppio: c\u2019\u00e8 un dolore nell\u2019abbandono, c\u2019\u00e8 un dolore per chi subisce l\u2019abbandono, per chi lo fa e per i figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I figli soffrono sempre, forse stasera non \u00e8 ancora venuto fuori questo discorso, tranne per qualche bella testimonianza che ci ha portato Enzo. Allora io credo che occorra anche riscoprire le priorit\u00e0. Che cosa significa? Significa che la coppia ha delle priorit\u00e0 e le deve riscoprire. Se la priorit\u00e0 \u00e8 quella dell\u2019unit\u00e0, che noi scegliamo nel momento in cui scegliamo il matrimonio, sia civile che religioso, nella separazione, si riesce a fare a meno di questa priorit\u00e0? Si riesce a fare a meno. Bene, ma nel momento in cui ci sono dei figli, c\u2019\u00e8 una priorit\u00e0 da riscoprire, che \u00e8 il bene dei figli. Mi chiedo e vi chiedo: in quel momento c\u2019\u00e8 un bene superiore al\u00a0bene personale: \u00e8 curare i figli; cio\u00e8 i figli devono soffrire il meno possibile di questa separazione, e ci \u00e8 stato detto quanto i figli soffrono a seconda delle fasce d\u2019et\u00e0 ed \u00e8 devastante sapere che nei primi tre anni, questo l\u2019ho imparato con voi, quando il bambino dipende completamente dai genitori, la separazione ha un effetto devastante; e non solo allora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 io questo voglio chiederci, chiedervi: c\u2019\u00e8 qualcosa che pu\u00f2 attutire questo scoppio soprattutto per i suoi effetti nei riguardi dei figli, cio\u00e8 riscoprire questa nuova priorit\u00e0, il bene dei figli, non farne un\u2019arma nei confronti del coniuge, per quanto possa essere colpevole, riscoprire questa priorit\u00e0 che degli innocenti hanno di crescere serenamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, e poi finisco, sono stati delineati i segnali della crisi, i campanelli di allarme. Ci sono, ma, molto spesso, non so perch\u00e9, Rino forse ce lo pu\u00f2 spiegare, noi non li sappiamo vedere, non lo so se abbiamo le fette di prosciutto davanti agli occhi e molto spesso noi non riconosciamo queste cose. Dici \u201ca me non capita\u201d, come in un campo a me pi\u00f9 vicino, quello della Medicina, si dice: \u201c io non riconosco il sintomo, perch\u00e9 ho paura del sintomo, perch\u00e9 se vado dal medico quello mi scopre la malattia\u201d. Ma scoprire presto la malattia pu\u00f2 essere il modo migliore per guarire dalla malattia, come ci insegna qualcuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora bisognerebbe avere anche questa intelligenza di scoprire questo sintomo al pi\u00f9 presto per poterlo evidenziare, probabilmente a una persona competente, anche quella \u00e8 una cosa importante; si parlava di umilt\u00e0, ma l\u2019umilt\u00e0 nasce da chi sa fare il passo di dire: io scopro il sintomo, non ce la faccio da sola, da solo, vado dalla persona competente. Questo ti pu\u00f2 aiutare, come pu\u00f2 aiutare lo stare insieme; questa \u00e8 un\u2019altra cosa che abbiamo imparato a Loppiano, dove siamo stati: lo stare insieme oltre alle famiglie, oltre alle coppie, come \u00e8 nella nostra testimonianza, aiuta moltissimo anche i separati; magari stasera ci viene qualche testimonianza in questo senso, come noi abbiamo avuto e ci ha colpito molto; l\u2019amico che doveva venire qui da Milano, ma purtroppo non \u00e8 riuscito a venire, ed \u00e8 il presidente dell\u2019Associazione separati cristiani, ci ha detto proprio questa ricchezza dello stare insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>MAURIZIO<\/strong><\/span><br \/>\nDa quello che avete detto, mi pare di aver capito che diamo per scontato che una coppia va in crisi quando la scoppio gi\u00e0 c\u2019era. Adesso con i tempi che certamente sono cambiati, anche Don Giovanni richiamava certe solidit\u00e0 precedenti: adesso sono meno radicate, che cosa fare in questo momento per fare in modo che prima che la coppia vada in crisi, la coppia effettivamente esista, perch\u00e9 io ho la sensazione, il timore che si arrivi molto spesso a celebrare matrimoni sia cristiani sia civili,( non \u00e8 questione della scelta, religiosa o meno), di qualcosa di gi\u00e0 temporaneo al momento. Allora non dobbiamo parlare, penso, di una coppia che \u00e8 andata in crisi, ma di una coppia che non \u00e8 mai esistita. Ecco, di fronte a queste situazioni, che, secondo me, incominciano ad avere un significativo numero, come poi ci si pone? costruire questa coppia che non \u00e8 mai esistita o prendere atto che questa coppia non c\u2019era stata mai?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>GABRIELLA<\/strong><\/span><br \/>\nAllora io voglio fare una prima parte di intervento e una seconda di domande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che mi ha colpito e mi \u00e8 piaciuto molto, \u00e8 il senso del conflitto come vita, cio\u00e8 fino a che c\u2019\u00e8 conflitto all\u2019interno della coppia c\u2019\u00e8 vita, per cui anche la crisi di fatto \u00e8 vita, un momento nel quale la coppia sta esprimendo una forte tensione vitale verso qualcosa che \u00e8 un nuovo accomodamento. Nel momento in cui il conflitto non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, c\u2019\u00e8 il momento di collasso e possiamo avere varie forme di collasso, pi\u00f9 o meno mi vengono in mente, di cui una \u00e8 la separazione e quindi l\u2019energia della coppia viene dissipata con l\u2019allontanamento dei due coniugi e quindi c\u2019\u00e8 una nuova direzionalit\u00e0 all\u2019esterno della coppia; un altro \u00e8 l\u2019implosione, per cui c\u2019\u00e8 una sorta di anestesia, per cui c\u2019\u00e8 quello che adesso in linguaggio si dice separati in casa o comunque delle forme di comunicazione-non comunicazione, che si stabilizzano su dei canoni e che di fatto poi dopo non hanno conflittualit\u00e0 ed hanno il collasso della relazione; oppure la comunicazione si interrompe per un motivo qualsiasi, possono essere tanti i motivi e quindi il conflitto diventa interno; nel momento in cui il conflitto diventa interno di uno dei due coniugi o di tutti e due, si scatena una malattia, sia su un piano fisico che su un piano psichico, per cui la coppia si ritrova in un equilibrio, che per\u00f2 \u00e8 un equilibrio di morte, dove l\u2019uno porta la malattia e l\u2019altro diventa quello che accudisce in qualche modo e quindi si creano queste cose qua. E questi sono alcuni dei casi, ce ne sono tantissimi, possono prendere varie forme: questo collasso e quindi questo conflitto interno, la non comunicazione, magari l\u2019anestesia dell\u2019altro e del prendersi cura in questa stabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una situazione del genere, che sono tante, come intervenite?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>RINO<\/strong><\/span><br \/>\nHai fatto una suddivisione che \u00e8 interessante. Io, riflettendo sulla suddivisione, pensavo che la separazione la vedo molto legata alla malattia interna, anche come la conclusione, cio\u00e8 non la vedo distinta proprio dal conflitto interno, perch\u00e9 di fatto c\u2019\u00e8 tutta una circolarit\u00e0 e quindi c\u2019\u00e8.\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma guarda, io penso che quando ci sono dei livelli di conflitto, il conflitto sicuramente va considerato, i momenti conflittuali come momenti di potenziale crescita. Credo che per\u00f2 sia importante guardare quei segnali che richiedono l\u2019intervento di un aiuto esterno, perch\u00e9 ci sono dei segnali in cui da soli non ce la si fa. E nel rispondere a\u00a0te, tieni presente quello che diceva Fulvio, a volte questi segnali non li vediamo. Credo che bisogna tener presente una cosa: in genere, uno della coppia li vede di pi\u00f9. Nella mia esperienza c\u2019\u00e8 chi li vede di pi\u00f9, c\u2019 \u00e8 chi li vede e chi non li vede o chi d\u00e0 un\u2019importanza relativa. Noi possiamo svalutare degli stimoli e delle situazioni a quattro livelli: o possiamo non vederne proprio l\u2019esistenza, quindi svalutiamo che esiste, o ne riconosciamo l\u2019esistenza, ma ne svalutiamo l\u2019importanza, o riconosciamo l\u2019esistenza e l\u2019importanza, ma svalutiamo la risolvibilit\u00e0, quindi cominciamo non \u00e8 risolvibile o svalutiamo la nostra capacit\u00e0 personale a risolvere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora noi possiamo fare una svalutazione a uno di questi quattro livelli. Credo che sia importante aiutarsi e qui \u00e8 importante un ascolto. C\u2019\u00e8 qualcuno nella coppia che ha l\u2019antenna, per avvertire che qualcosa non va, ce l\u2019ha di pi\u00f9, l\u2019importante \u00e8 ascoltare quello che ci dice l\u2019altro. Allora se una persona dice: \u201cio sento che tu non sei pi\u00f9 come prima\u201d, la persona che risponde: \u201csono solo stanco\u201d sta svalutando che esiste un qualcosa. Se ci si ascolta, in quel caso, si comincia a guardare a me, a riconoscere che c\u2019\u00e8 una verit\u00e0, c\u2019\u00e8 una diversit\u00e0 di comportamento rispetto a prima, quindi c\u2019\u00e8 un diverso sentire. Quando si riesce ad affrontare presto questa situazione, insieme si pu\u00f2 trovare la strada; quando per\u00f2 non ci si fa io credo che sia importante, subito al pi\u00f9 presto possibile, cercare aiuto, condividere e cercare l\u2019aiuto, cercare l\u2019aiuto di uno specialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tu dici il momento in cui gi\u00e0 la situazione \u00e8 avanzata. Quelle sono situazioni molto delicate. L\u00ec ci vuole un intervento di urgenza, perch\u00e9 le situazioni a quel livello richiedono uno specialista competente e quando si arriva l\u00ec non \u00e8 detto che si riesca, perch\u00e9 siamo vicini allo scoppio, cio\u00e8 quando si va in quella direzione e si \u00e8 vicini allo scoppio, magari anche andare da un terapeuta pu\u00f2 diventare non fruttuoso, \u00e8 opportuno comunque andarci, per\u00f2 sono quelle situazioni pi\u00f9 delicate. Allora io credo che sia importante aiutarsi a cercare di riparare la crepa sul muro quando c\u2019\u00e8 piuttosto che arrivare a quei livelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne approfitto, volevo dire una cosa rispetto al rimanere insieme. E\u2019 interessante quello che diceva Fulvio sui figli. Ora \u00e8 vero farsi una domanda, in fondo i figli sono quelli pi\u00f9 bisognosi. Credo che sia importante una cosa, noi per i figli siamo dei modelli. Modelli, allora io credo che si pu\u00f2 scegliere anche di rimanere insieme per i figli, per\u00f2 credo che se non si cerca una risoluzione al problema, questo pu\u00f2 diventare una scappatoia e diventa inefficace. Allora credo che i figli di che cosa hanno bisogno? non di genitori perfetti, hanno bisogno di genitori autentici, hanno bisogno di vedere genitori che sanno litigare e sanno far pace. Non di genitori che non litigano mai, o che non parlano. Hanno bisogno di vedere che \u00e8 normale affrontare le cose nel modo che \u00e8 tipico dei genitori, che ci si pu\u00f2 arrabbiare, che si pu\u00f2 essere tristi, che si pu\u00f2 aver paura, per\u00f2 che si pu\u00f2 poi superare. Questo d\u00e0 speranza ai figli e loro hanno bisogno di questa chiarezza. Allora credo che anche nei momenti di crisi, il fatto che vedono dei genitori che ne parlano, i genitori che comunque anche litigano, che per\u00f2 sono alla ricerca insieme di qualcosa, \u00e8 un modello molto valido. Vedi, credo che questo sia molto importante: cercare la risoluzione del problema, tenendo presente la responsabilit\u00e0 di essere genitori, che \u00e8 importante, per\u00f2 di cercarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>FULVIO<\/strong><\/span><br \/>\nIl problema \u00e8 la gestione della genitorialit\u00e0 anche dopo la separazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che nessuno di noi abbia in testa il fatto che i figli devono essere il collante per un matrimonio in crisi. Assolutamente no. Io penso che il figlio deve essere oggetto di amore in ogni caso e ha bisogno di tutti e due i genitori. Io di questo sono convinto, ma non succede; si sente parlare anche di affido congiunto, \u00e8 anche una forma legale che sta venendo fuori. In fondo riconosce questa importanza di tutti e due i genitori, in fondo riconosce che il padre, come spesso non succede perch\u00e9 viene escluso, deve essere presente per l\u2019educazione del figlio, per la presenza, ecc. ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>VINCENZO <\/strong><\/span><br \/>\nQuando si parla di normalizzazione del dolore in questi soggetti, non si vuole sminuire il dolore atroce, che provano, ma si vuole semplicemente dire che di questo dolore non ci si deve vergognare, n\u00e8 \u00e8 un dolore che deve essere nascosto, e che \u00e8 normale che questa persona provi il dolore. Da questo poi chiaramente a dire che le separazioni sono normali, solo perch\u00e9 sono in notevole aumento, oppure che addirittura i figli dei soggetti separati praticamente sono soggetti che addirittura hanno pi\u00f9 capacit\u00e0 di problem-solving, hanno capacit\u00e0 di rapportarsi con gli altri, questo poi andiamo nello sciocco, perch\u00e9 io vi posso raccontare il caso di una ragazza di 28 anni, avvocato figlia di due soggetti separati. All\u2019inizio si presentano insieme, e io vedo che, mentre il padre, che convive con una donna extracomunitaria, parlava alla moglie chiaramente in termini di accusa, in termini negativi e l\u2019altra rispondeva con altrettanta aggressivit\u00e0, la ragazza si commuoveva; a un certo punto io ho interrotto l\u2019incontro e ho invitato prima la ragazza a venire a un incontro personale, individuale e poi ho invitato la coppia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo che questa ragazza si commuoveva sempre quando parlava dei genitori. Praticamente lei si trovava con una mamma che, per formazione, non aveva ricevuto un tipo di comunicazione molto espressiva, cio\u00e8 che \u00e8 fatta di carezze, di contatti, di coccole, infatti quando abbracciava la mamma, la mamma si ritraeva, perch\u00e9 non era abituata lei stessa alle carezze e quindi siccome stava in affidamento alla mamma, viveva con la mamma, non riusciva a comunicare con lei e nello stesso tempo la comunicazione forte era col padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io cercavo di confortarla dicendo:\u00a0\u201cper\u00f2 so che il pap\u00e0 appena lo chiama viene subito e lei praticamente lo vede spesso e c\u2019\u00e8 un bel rapporto anche adesso etc.\u201d E lei mi diceva, sempre nella commozione: \u201cma non \u00e8 la stessa cosa, perch\u00e9 quando io torno a casa e voglio comunicare i miei sentimenti, le mie emozioni della giornata, i miei progetti, ecc., non \u00e8 la stessa cosa quando si ha il pap\u00e0 fuori di casa e poi andarlo a rintracciare in un altro momento per comunicarglieli\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E mi raccont\u00f2: \u201cio una sera sentivo forte il bisogno di comunicare questa mia emozionalit\u00e0 a pap\u00e0 e allora gli mandai un messaggio: \u201cpap\u00e0 vuoi venire a dormire con me nel letto?\u201d Pap\u00e0 non mi rispose e io ci rimasi male; per\u00f2 dopo un po\u2019 suon\u00f2 il campanello, era mio padre che venne, mi ascolt\u00f2, mi aiut\u00f2 ad addormentarmi\u201d. Questa persona, di 28 anni, era un avvocato, quindi anche a quella ragazza, di quella fascia di et\u00e0, la separazione produce molto dolore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019altra cosa. Attenzione al cambiamento. La nostra coppia non \u00e8 mai la stessa, cambia e se noi abbiamo 3, 4, 5 figli, ogni figlio racconta la nostra storia. Non facciamo che la nostra mente sia come una galleria dove ci sono questi quadri dell\u2019altro coniuge e di altri parenti ecc che noi riteniamo sempre uguali. Noi cambiamo continuamente, con l\u2019esperienza della vita, con la nostra relazione, con le relazioni, con la nostra crescita personale; quindi attenzione anche a questo cambiamento dell\u2019altro, a questa diversit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le coppie in crisi che si rivolgono al mediatore spesso vengono quando gi\u00e0 c\u2019\u00e8 una situazione di rottura e di non comunicazione cronicizzata, quindi di conflitti cronicizzati, \u00c8 questa la causa poi delle patologie, schizofrenie e quanto altro, gravi depressioni etc.: la cronicizzazione della conflittualit\u00e0. Si arriva ad affermare: \u201cio non riconosco pi\u00f9 mia moglie, mio marito per la sua diversit\u00e0, non \u00e8 pi\u00f9 come una volta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 quando vado a fare domande sul perch\u00e9 si sono scelti, quali qualit\u00e0 hanno trovato nell\u2019altro, quali risorse ecc.. noto che loro sottolineano proprio quelle diversit\u00e0. Quello che all\u2019inizio era una ricchezza, la diversit\u00e0 come ricchezza, diventa un ostacolo, una barriera, non \u00e8 pi\u00f9 una ricchezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non so se mi sono espresso bene e quindi attenzione anche a questo, come pure al senso di appartenenza, che \u00e8 fondamentale, che molte volte noi cristiani non manifestiamo ai diversi, a coloro che vivono altre religioni, hanno un\u2019altra identit\u00e0 religiosa. Vedo che in noi sta mancando questo senso di appartenenza, che, come anche diceva Rino, Don Giovanni, \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 ci aiuta tantissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>DON GIOVANNI<\/strong><\/span><br \/>\nIl recupero della dignit\u00e0 e della unit\u00e0 interiore delle persone \u00e8 certamente un\u2019urgenza, penso di ogni tempo, ma del nostro tempo certamente. Quando una persona \u00e8 ben identificata e sa quello che vuole pu\u00f2 comprendere una realt\u00e0 che non mi sembra strettamente religiosa, ma che riguarda l\u2019uomo, cio\u00e8 la persona vale pi\u00f9 della situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se io scelgo una persona, la scelgo prima e al di l\u00e0 dei suoi comportamenti, che possono essere motivi di difficolt\u00e0, di dissonanza, tutto quello che tante volte \u00e8 la situazione che poi arriva a quei punti di rottura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la persona vale pi\u00f9, allora si pu\u00f2 capire, (e qui \u00e8 il valore religioso, certo, non lo impongo naturalmente, per\u00f2 lo ricordo) il valore del perdono, perch\u00e9 Dio vive il perdono, perch\u00e9 davanti a Lui la persona vale pi\u00f9 dei suoi errori. Da questo sentire concretamente che la persona vale pi\u00f9 dei suoi errori, nasce la possibilit\u00e0 di ricominciare sempre, in una speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La speranza \u00e8 un atteggiamento vivo, dinamico, che coglie le scintille anche sotto la cenere, l\u00e0 dove si penserebbe che non esiste pi\u00f9 fuoco, invece c\u2019\u00e8 magari quella scintilla che ha fatto s\u00ec che le persone si siano conosciute, riconosciute, scelte, predilette nel momento iniziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A me pare che questa \u00e8 una strada che dobbiamo percorrere: ritorna a quella suggestione di voler risolvere subito, mentre invece delle volte bisogna saper vivere la speranza, anche aiutarci a viverla in tempi lunghi, in tempi pazienti, in tempi perseveranti della speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso a me sembra che il Signore, da parte sua, ci d\u00e0 costantemente lezioni di questo suo amore paziente, sapendo aspettare anche le circostanze, magari le ultime circostanze della nostra vita. Proprio recentemente, lo raccontavo qualche giorno fa, ho avuto l\u2019occasione di entrare in una casa dove due persone molto anziane vivevano una convivenza da sessanta anni, senza matrimonio civile, senza matrimonio religioso, perch\u00e9 oppressi un poco della loro situazione, non avevano mai maturato questa scelta. Ho trovato tutti e due credenti e disponibili per l\u2019atto di fede, per cui in casa loro \u00e8 stata una festa poter, dopo sessanta anni, ritornare alla confessione, alla comunione. Ci siamo anche potuti dire: appena sar\u00e0 possibile, magari prima di Pasqua, vediamo, celebreremo anche il vostro matrimonio; sennonch\u00e9 dopo una settimana, nella gioia pi\u00f9 grande, il Signore ha chiamato lei, che \u00e8 morta a 94 anni dopo questa vita cos\u00ec lunga. Per\u00f2: come Dio sa accogliere, sa aspettare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io vedo che quando la Chiesa ci dice che anche nel separato cristiano rimane una grazia del sacramento per cui uno \u00e8 consacrato alla persona dell\u2019altro. Questa grazia di propensione per la persona dell\u2019altro, rimane anche nella condizione di separato e delle volte si vede come un riflesso: a me \u00e8 capitato anche recentemente, di una signora che mi ha parlato del marito ammalato di cancro, separati da una quindicina di anni e lei mi ha detto \u201cadesso ho capito che \u00e8 mio dovere di moglie tornare da lui\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora questo vuol dire che c\u2019\u00e8 qualche cosa. Noi a volte pensiamo ai ricongiungimenti con le gite sul lago, col cuore che fa bum bum, quel sentimento, ma non \u00e8 in questo senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Veramente \u00e8 scoprire che uno ha ricevuto dal Signore e dalla vita una chiamata ad essere uno che vive per l\u2019altro. Certo, questo nel desiderio deve essere per la reciprocit\u00e0, per\u00f2 \u00e8 qualcosa che ci viene proposto come un dover essere. Lo dico, sempre a livello di esperienze fatte, non di teorie da annunciare, perch\u00e9 altrimenti ci sembra, anche all\u2019interno della Chiesa che la parola pu\u00f2 diventare un po\u2019 astratta, un po\u2019 giuridica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi viene da aggiungere che in questo senso la separazione \u00e8 quasi pi\u00f9 grave del divorzio, perch\u00e9 \u00e8 la fine di un sogno, la fine di qualcosa che si \u00e8 costruiti insieme, la fine di un progetto per il quale si \u00e8 vissuti. Il divorzio \u00e8 soltanto la sanzione giuridica di questa cosa che gi\u00e0 \u00e8 avvenuta, ma quello che distrugge tutto \u00e8 proprio la separazione. Quindi cercare gli elementi per aiutare \u00e8 importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>INTERVENTO <\/strong><\/span><br \/>\nIo faccio parte di un gruppo di famiglie in una chiesa del centro storico. Mi complimento con voi per questo interesse per le storie familiari, che vuol essere segno, un po\u2019, della funzione della comunit\u00e0 ecclesiale all\u2019interno della famiglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Devo dire la verit\u00e0, mi confesso, noi non \u00e8 che abbiamo molto interesse per le famiglie, nel senso che \u00e8 un gruppo abbastanza chiuso. Praticamente si parla un po\u2019 di servizio, si parla del catechismo, si parla della funzione liturgica, ma non c\u2019\u00e8 un\u2019attenzione alle giovani coppie, ma vedo intanto che almeno in questa realt\u00e0 c\u2019\u00e8 un\u2019attenzione addirittura ai separati. Allora mi chiedo, per rispondere anche alla domanda: Che cosa fare? Perch\u00e9 non ci preoccupiamo delle coppie prima che si sposino, quando si sposano o anche quando iniziano questo percorso di cambiamento, quando iniziano ad avere i primi figli, quando il sistema familiare continua a crescere e continua ad evolversi? Allora spesso anche noi cristiani, diciamo: \u201ccome faccio io ad essere testimone per gli altri, come faccio io ad essere uno che ascolta e mette in pratica il Vangelo?\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spesso noi non ci sporchiamo le mani, perch\u00e9 ascoltare gli altri, accogliere le giovani coppie, se noi siamo delle famiglie, accogliere altre giovani famiglie nella nostra famiglia, questo diventa faticoso, questo diventa difficile, per\u00f2 imparare queste modalit\u00e0 ha un\u2019importanza. Perch\u00e9, come diceva il terapeuta, spesso parlare con qualcuno pu\u00f2 significare combattere la solitudine. Spesso le famiglie in questo tempo sono delle famiglie sole, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la famiglia patriarcale, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la famiglia che svolge questo ruolo mediativo, che oggi deve svolgere la mediazione familiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non tutte le coppie che vanno in mediazione familiare hanno problemi patologici; spesso non lo sanno, quindi vanno dal terapeuta, gi\u00e0 sono stati, come diceva il prof. Orefice, dal terapeuta, dallo psicologo dall\u2019assistente sociale, hanno fatto la terapia di coppia, per\u00f2 poi spesso hanno solo un problema di comunicazione, quindi un problema relazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi credo che noi come famiglie cristiane, non come le famiglie della domenica, (perch\u00e9 poi spesso all\u2019interno delle Parrocchie siamo abituati a vederci come diceva Claudio Lolli la domenica andando alla Messa, con i capi famiglia in testa. ) dovremmo svolgere questa funzione di accogliere le giovani famiglie, accogliere gli altri; sicuramente arriverebbero meno persone in mediazione, meno persone dal terapeuta. Grazie<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>DIANA <\/strong><\/span><br \/>\nIo ringrazio, concludendo. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la famiglia patriarcale, che, abbiamo sentito, a pi\u00f9 riprese, era il luogo in cui i giovani venivano accolti, ma anche gli anziani avevano il loro ruolo e anche le coppie anziane. Io su questo batto sempre, tante volte noi prestiamo molta attenzione alle coppie giovani e non curiamo il malessere delle coppie anziane, che ne hanno tanto: non hanno saputo comunicare, sono malate, sono sole. Quando c\u2019\u00e8 un confronto vero, io sento che non \u00e8 che l\u2019altro mi dice che cosa devo fare, \u00e8 dentro che sento amplificata un\u2019intuizione, una risposta, una vocazione, lasciatemi passare questa parola. Penso che noi dobbiamo riscoprire a livello ecclesiale, ma anche civile, forse, questa dimensione di dialogo pi\u00f9 allargato e di sostegno alla realizzazione di questo difficile cammino della coppia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u00ec sar\u00e0 pi\u00f9 facile aiutare i giovani, prepararsi, anche come diceva l\u2019ultimo intervenuto, ma anche gli anziani a sentirsi utili, perch\u00e9 diventano un modello, i soli, e non dimentichiamo la vedovanza: una volta ho sentito dire una trinit\u00e0 spaccata, la solitudine della vedovanza, il separato, il divorziato, colui che subisce; in una famiglia se c\u2019\u00e8 questa relazione, tutti abbiamo la forza di rispondere a quella vocazione, che riscopriamo dentro di noi grazie a questo clima di umilt\u00e0, di ascolto, di condivisione e non di giudizio e non di superficialit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io sono contenta che sia stato detto con tanta franchezza, possa essere anche tra realt\u00e0 parrocchiali questo aiuto, questo scambio; perch\u00e9 no, una realt\u00e0 che ha avuto un dono di pi\u00f9 presenze di coppie di famiglie, quindi un\u2019esperienza, come ce l\u2019hanno loro da decenni per la famiglia. Magari nel centro storico ci capita di avere un\u2019esperienza pi\u00f9 sul sociale, sul doposcuola, sull\u2019assistenza e aiutarci per fare anche della Chiesa una famiglia allargata, perch\u00e9 credo che questo sia il nostro desiderio, il nostro sogno, il nostro dover essere. Io penso che qui noi finiamo, ringraziamo tutti e ascoltiamo il commiato<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>LINDA (CONGEDO)<\/strong><\/span><br \/>\nA nome di Famiglie Insieme, ringrazio ancora tutti quelli che sono intervenuti nel dibattito, e particolarmente gli amici che ci siedono di fronte, ai quali vogliamo lasciare un piccolo segno tangibile della partecipazione a questo incontro e della nostra riconoscenza: l\u2019oggetto che doniamo \u00e8 una piccola scultura che rappresenta l\u2019unit\u00e0 della coppia, quella che propone il Matrimonio; la sua origine \u00e8 piena di significato: viene dall\u2019Africa, ed \u00e8 frutto del lavoro dell\u2019uomo, che scolpisce la pietra, e della donna, che la leviga fino a darle quella perfetta superficie che contraddistingue l\u2019oggetto, quindi segno dell\u2019impegno e della collaborazione nella coppia, che d\u00e0 frutto, ed \u00e8 fecondo.\u00a0Abbiamo scelto questi oggetti, anche perch\u00e8 parte di ci\u00f2 che si ricava dalla loro vendita \u00e8 destinato alla costruzione di un ospedale in Tanzania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi devo confessare che mai finora un incontro-dibattito \u00e8 stato preparato da tanti incontri preliminari come \u00e8 accaduto per questo; \u00e8 un ulteriore segno dell\u2019attenzione\u00a0e della delicatezza dell\u2019argomento. Ci ha colpito molto quanto ci ha rivelato un amico separato di Milano (che avrebbe voluto esser qui stasera, ma ci ha assicurato la sua presenza spirituale): egli, oltre ad invitarci caldamente a non parlare di separati, ma a far parlare i separati, ci ha detto che proprio nella separazione ha scoperto tutta la bellezza, la grazia e la ricchezza del sacramento del Matrimonio, quasi come Adamo ed Eva quando scoprono quanto hanno perduto rinunciando al Paradiso. Le sue parole ci hanno confermato quanto sia necessario comunicare queste cose soprattutto a chi si sta apprestando alla scelta matrimoniale, e a chi sta cominciando a scivolare nel pendio della crisi. Crediamo che la migliore cura sia la prevenzione. E allora, oltre che nei corsi di preparazione al matrimonio, quando i giochi son gi\u00e0 fatti, stiamo tentando da 3 anni di testimoniare specialmente a coloro che hanno ancora tutta la possibilit\u00e0 di operare una scelta consapevole e libera da condizionamenti, ai\u00a0fidanzati ancora lontani dal Matrimonio, gli innamorati come li chiamiamo, la bellezza e la grazia dell\u2019amore fedele, unico e forte. Questi sono i valori e la testimonianza che ci danno, ringraziando Dio, tante coppie di sposi, e la sensibilit\u00e0 della Chiesa in questo senso \u00e8 grande, se recentemente ha voluto riconoscere la santit\u00e0 di una coppia, i coniugi Quattrocchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma oltre i riconoscimenti ufficiali, c\u2019\u00e8 tanta santit\u00e0 diffusa e nascosta, e probabilmente anche per questo pi\u00f9 gradita a Dio. Dovremmo sforzarci di saper riconoscere il tanto bene vicino, silenzioso come una foresta che cresce, e non rimanere invece scoraggiati dagli ancora pochi alberi che cadono. E\u2019 un impegno per tutti, che vogliamo custodire nel cuore, insieme con quello che abbiamo condiviso stasera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, anche per l\u2019ambiente che ci ospita, lasciateci\u00a0proclamare ancora la Buona Novella: Ges\u00f9 \u00e8 venuto sulla Terra per tutti, ma specialmente per chi \u00e8 nel dolore e nella separazione: E allora, anche per aiutarci a riconoscerlo e a testimoniare la sua vicinanza in quel particolare dolore della crisi matrimoniale, vorremmo proporre a tutti le parole di una preghiera composta da un caro amico, don Sandro Canton che ha scelto di vivere la sua vita in missione; questo anche per ricordarci che la missione di noi tutti \u00e8 stare vicini al prossimo in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000080;\">Signore, davanti a noi tante persone deluse, sfiduciate,<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"> per un amore finito, una famiglia divisa, un progetto di vita insieme svanito.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"> Non permettere che in noi il giudizio prenda il sopravvento.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"> Rendici prossimo a questi fratelli e sorelle che hanno creduto nella fedelt\u00e0,<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"> che hanno creduto nella comunione malgrado tutti i limiti, e ci credono ancora.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"> Fa&#8217; che almeno noi, cristiani, noi Chiesa, riusciamo a<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"> sostenerli ed incoraggiarli verso un nuovo futuro.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"> Allontana da noi la tentazione di essere severi ed incoraggiaci ad aprir loro le porte delle<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"> nostre case. Signore, c&#8217;\u00e8 forse un dolore pi\u00f9 grande del non sentirsi<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000080;\"> amati o non essere capaci di dare amore?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se volete, agli ingressi della chiesa trovate dei fogli dove sono riportate le parole di questa preghiera, anche per mantenere vivo nella memoria e far fruttificare quanto stasera \u00e8 scaturito da qui. GRAZIE A TUTTI!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;amore malato, ovvero, La coppia che scoppia i rimedi; la ricostruzione; l\u2019abbandono; la consolazione della vicinanza coniugi no ma genitori s\u00ec 10 marzo 2007 Intervengono: Vincenzo Orefice: mediatore familiare Don Giovanni Sansone: sacerdote Rino Ventriglia: psicoterapeuta Conduce il dibattito: Diana Pezza Borrelli &nbsp; n.d.r. \u00a0Questa trasposizione, dovuta alla disponibilit\u00e0 e cortesia di Maria Spagnuolo che &hellip;<br \/><a href=\"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/parrocchia\/pagina-gruppo\/famiglie-insieme\/incontri-dibattiti\/coppia-scoppia\/\" class=\"more-link pen_button pen_element_default pen_icon_arrow_double\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">La coppia che scoppia<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":0,"parent":810,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1529","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1529","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1529"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1529\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13903,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1529\/revisions\/13903"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/810"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.madonnadipiedigrotta.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1529"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}